{"id":954,"titolo":"Contatti","contenuto_html":"<p><strong data-start=\"386\" data-end=\"408\">BRIGATAFOLGORE.NET</strong> è un progetto indipendente, nato dalla passione e dalla dedizione di <strong data-start=\"478\" data-end=\"502\">Alessandro Generotti</strong> (in arte <em data-start=\"512\" data-end=\"524\">condoralex</em>), Paracadutista della Folgore in congedo – <strong data-start=\"568\" data-end=\"599\">brevetto militare n. 192806</strong>.</p><p>BrigataFolgore.net <strong>non rappresenta e non ha alcun legame ufficiale con la Brigata Paracadutisti Folgore, con l'Esercito Italiano o con qualsiasi altra forza armata e/o istituzione.</strong></p><p>Le opinioni e le informazioni presentate sul sito sono esclusivamente dell'autore/i e non riflettono necessariamente le posizioni ufficiali delle istituzioni militari, pur manifestando a priori il massimo rispetto verso di esse.</p><p>A partire dal 2025, <strong data-start=\"858\" data-end=\"896\">la proprietà e la gestione tecnica</strong> del sito sono state affidate a <a href=\"https://leonardonetwork.eu/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong data-start=\"928\" data-end=\"955\">Leonardo Network S.r.l.</strong></a>, società italiana specializzata in sviluppo web, sicurezza informatica e soluzioni digitali. 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{"id":1859,"titolo":"Home","contenuto_html":"<h1 style=\"position:absolute;left:-9999px;top:auto;width:1px;height:1px;overflow:hidden;\">\nBRIGATAFOLGORE.NET – Notizie, Storia e Valori dei Paracadutisti d’Italia\n</h1>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a href=\"https://leonardonetwork.eu/?utm_source=brigatafolgorehome&#038;utm_medium=bannerdesktop&#038;utm_campaign=promozione\">\n\t\t\t\t\t\t\t<img width=\"1263\" height=\"79\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/banner_long.webp\" alt=\"Home - brigatafolgore.net\" />\t\t\t\t\t\t\t\t</a>\n\t\t\t\t\t\t    <h2>\n        Primo Piano\n    </h2>\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/laeronautica-militare-in-volo-due-missioni-salvavita-in-meno-di-24-ore-per-un-bimbo-di-21-mesi-e-un-neonato-di-2-mesi/\" title=\"L’Aeronautica Militare in volo: due missioni salvavita in meno di 24 ore per un bimbo di 21 mesi e un neonato di 2 mesi\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\tNazionali\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tL’Aeronautica Militare in volo: due missioni salvavita in meno di 24 ore per un bimbo di 21 mesi e un neonato di 2 mesi\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tPosted on 25 Gennaio 2026\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/dalle-hf-in-am-alle-reti-digitali-levoluzione-delle-radio-militari-tra-tecnologia-e-realta-operativa/\" title=\"Dalle HF in AM alle reti digitali: l&#8217;evoluzione delle radio militari, tra tecnologia e realtà operativa\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\tBlog\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tDalle HF in AM alle reti digitali: l&#8217;evoluzione delle radio militari, tra tecnologia e realtà operativa\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tPosted on 25 Gennaio 2026\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/70-stormo-consegnate-le-aquile-di-pilota-di-aeroplano-agli-allievi-del-primo-corso-dellaccademia-aeronautica/\" title=\"70° Stormo: consegnate le Aquile di Pilota di Aeroplano agli Allievi del primo corso dell’Accademia Aeronautica\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\tNazionali\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\t70° Stormo: consegnate le Aquile di Pilota di Aeroplano agli Allievi del primo corso dell’Accademia Aeronautica\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tPosted on 24 Gennaio 2026\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/america-verso-il-pacifico-europa-alla-prova-usa-national-defense-strategy/\" title=\"America verso il Pacifico, Europa alla prova: USA National Defense Strategy\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\tInternazionali\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tAmerica verso il Pacifico, Europa alla prova: USA National Defense Strategy\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tPosted on 24 Gennaio 2026\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/asse-roma-berlino-dal-vulcano-ai-droni-fino-ai-sottomarini/\" title=\"Asse Roma &#8211; Berlino: dal Vulcano ai Droni, fino ai Sottomarini\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\tInternazionali\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tAsse Roma &#8211; Berlino: dal Vulcano ai Droni, fino ai Sottomarini\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tPosted on 24 Gennaio 2026\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/cognitive-warfare-i-caduti-in-afghanistan-per-attaccare-le-cariche-istituzionali-la-guerra-che-passa-dalle-parole-e-colpisce-soprattutto-la-politica/\" title=\"Cognitive Warfare: i Caduti in Afghanistan per attaccare le cariche istituzionali. La Guerra che passa dalle parole (e colpisce soprattutto la politica).\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\tInternazionali\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tCognitive Warfare: i Caduti in Afghanistan per attaccare le cariche istituzionali. La Guerra che passa dalle parole (e colpisce soprattutto la politica).\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tPosted on 24 Gennaio 2026\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/il-comandante-del-covi-in-qatar-e-bosnia-erzegovina/\" title=\"Il Comandante del COVI in Qatar e Bosnia-Erzegovina\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\tInternazionali\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tIl Comandante del COVI in Qatar e Bosnia-Erzegovina\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tPosted on 24 Gennaio 2026\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/il-generale-di-brigata-carabiniere-paracadutista-gianluca-feroce-in-visita-al-comando-provinciale-dei-carabinieri-di-chieti/\" title=\"Il Generale di Brigata, carabiniere paracadutista, Gianluca Feroce in visita al Comando provinciale dei Carabinieri di Chieti\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\tAviotruppe\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tIl Generale di Brigata, carabiniere paracadutista, Gianluca Feroce in visita al Comando provinciale dei Carabinieri di Chieti\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tPosted on 24 Gennaio 2026\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/il-campo-di-battaglia-asimmetrico-dove-non-si-spara-come-una-bufala-diventa-verita-per-inerzia/\" title=\"Il campo di battaglia asimmetrico dove non si spara: come una bufala diventa “verità” per inerzia\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\tBlog\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tIl campo di battaglia asimmetrico dove non si spara: come una bufala diventa “verità” per inerzia\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tPosted on 23 Gennaio 2026\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/nuovi-guastatori-paracadutisti-per-l8o-reggimento-genio-guastatori-folgore/\" title=\"Nuovi guastatori Paracadutisti per l&#8217;8º Reggimento Genio Guastatori &#8220;Folgore&#8221;\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\tAviotruppe\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tNuovi guastatori Paracadutisti per l&#8217;8º Reggimento Genio Guastatori &#8220;Folgore&#8221;\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tPosted on 23 Gennaio 2026\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/marina-militare-consegnato-il-basco-verde-a-quattro-nuovi-incursori-del-comsubin/\" title=\"Marina Militare, consegnato il Basco Verde a quattro nuovi Incursori del COMSUBIN\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\tForze Speciali\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tMarina Militare, consegnato il Basco Verde a quattro nuovi Incursori del COMSUBIN\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tPosted on 23 Gennaio 2026\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/samp-t-ng-e-grifo-consegnati-allesercito-i-nuovi-sistemi-di-difesa-aerea-e-missilistica/\" title=\"SAMP/T NG e GRIFO: consegnati all’Esercito i nuovi sistemi di difesa aerea e missilistica\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\tNazionali\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tSAMP/T NG e GRIFO: consegnati all’Esercito i nuovi sistemi di difesa aerea e missilistica\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tPosted on 22 Gennaio 2026\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/troppi-generali-in-italia-no-sono-meno-della-media-nato-e-anche-i-meno-pagati-sfatiamo-una-volta-per-sempre-la-bufala/\" title=\"Troppi Generali in Italia? No: sono meno della media NATO e anche i meno pagati. Sfatiamo una volta per sempre la bufala\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\tBlog\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tTroppi Generali in Italia? No: sono meno della media NATO e anche i meno pagati. Sfatiamo una volta per sempre la bufala\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tPosted on 22 Gennaio 2026\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/droni-di-massa-per-renault-perche-iveco-defence-deve-attrezzarsi-adesso/\" title=\"Droni di massa per Renault: perché Iveco Defence deve attrezzarsi adesso\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\tInternazionali\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tDroni di massa per Renault: perché Iveco Defence deve attrezzarsi adesso\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tPosted on 22 Gennaio 2026\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/atlas-ccv-il-combat-wingman-terrestre-senza-equipaggio/\" title=\"ATLAS CCV: il “combat wingman” terrestre senza equipaggio\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\tInternazionali\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tATLAS CCV: il “combat wingman” terrestre senza equipaggio\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tPosted on 21 Gennaio 2026\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a href=\"https://donate.stripe.com/28E3cvc8x4qg2L23tPdjO00?utm_source=brigatafolgorehome&#038;utm_medium=bannermobile&#038;utm_campaign=sostienici\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t\t<img width=\"400\" height=\"450\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/sostienici-400x450-1.gif\" alt=\"Home - brigatafolgore.net\" />\t\t\t\t\t\t\t\t</a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a href=\"https://donate.stripe.com/28E3cvc8x4qg2L23tPdjO00?utm_source=brigatafolgorehome&#038;utm_medium=bannerdesktop&#038;utm_campaign=sostienici\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t\t<img width=\"1897\" height=\"300\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/sostienici-1897.gif\" alt=\"Home - brigatafolgore.net\" />\t\t\t\t\t\t\t\t</a>\n\t\t\t\t\t\t    <h2>\n        Aviotruppe\n    </h2>\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/il-generale-di-brigata-carabiniere-paracadutista-gianluca-feroce-in-visita-al-comando-provinciale-dei-carabinieri-di-chieti/\" title=\"Il Generale di Brigata, carabiniere paracadutista, Gianluca Feroce in visita al Comando provinciale dei Carabinieri di Chieti\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tIl Generale di Brigata, carabiniere paracadutista, Gianluca Feroce in visita al Comando provinciale dei Carabinieri di Chieti\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tPosted on 24 Gennaio 2026\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/nuovi-guastatori-paracadutisti-per-l8o-reggimento-genio-guastatori-folgore/\" title=\"Nuovi guastatori Paracadutisti per l&#8217;8º Reggimento Genio Guastatori &#8220;Folgore&#8221;\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tNuovi guastatori Paracadutisti per l&#8217;8º Reggimento Genio Guastatori &#8220;Folgore&#8221;\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tPosted on 23 Gennaio 2026\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/lesercito-usa-ordina-97-fmtv-a2-aviolanciabili-per-rafforzare-la-logistica/\" title=\"L’Esercito USA ordina 97 FMTV A2 aviolanciabili per rafforzare la logistica\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tL’Esercito USA ordina 97 FMTV A2 aviolanciabili per rafforzare la logistica\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tPosted on 21 Gennaio 2026\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/promozioni-generale-dvisione-174-corso/\" title=\"Baschi Amaranto da record, promossi Generale di Divisione 5 Paracadutisti: Mongillo, Bernacca, Vicari, Mandolesi e Dello Monaco. Promosso anche l&#8217;Incursore Yuri Grossi. Paduano (Folgore) e Isoni (Col Moschin) nuovi Generali di Brigata.\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tBaschi Amaranto da record, promossi Generale di Divisione 5 Paracadutisti: Mongillo, Bernacca, Vicari, Mandolesi e Dello Monaco. Promosso anche l&#8217;Incursore Yuri Grossi. Paduano (Folgore) e Isoni (Col Moschin) nuovi Generali di Brigata.\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tPosted on 20 Gennaio 2026\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/nyjip26-in-giappone-la-brigata-paracadutisti-folgore-con-il-vice-comandante-al-lancio-di-inizio-anno/\" title=\"NYJIP26 in Giappone: la Brigata Paracadutisti Folgore con il Vice Comandante al lancio di inizio anno\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tNYJIP26 in Giappone: la Brigata Paracadutisti Folgore con il Vice Comandante al lancio di inizio anno\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tPosted on 11 Gennaio 2026\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/carl-gustaf-m4-un-moltiplicatore-di-capacita-per-la-brigata-paracadutisti-folgore/\" title=\"Carl Gustaf M4: un moltiplicatore di capacità per la Brigata Paracadutisti “Folgore”\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tCarl Gustaf M4: un moltiplicatore di capacità per la Brigata Paracadutisti “Folgore”\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tPosted on 8 Gennaio 2026\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/il-maresciallo-maggiore-aiutante-paracadutista-innocenzo-marraudino-e-andato-avanti/\" title=\"Il Maresciallo Maggiore Aiutante Paracadutista Innocenzo Marraudino è andato avanti\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tIl Maresciallo Maggiore Aiutante Paracadutista Innocenzo Marraudino è andato avanti\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tPosted on 8 Gennaio 2026\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/dropair-di-parazero-prospettive-per-laviolancio-di-precisione-della-brigata-folgore/\" title=\"DropAir di ParaZero: Prospettive per l’Aviolancio di Precisione della Brigata Folgore\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tDropAir di ParaZero: Prospettive per l’Aviolancio di Precisione della Brigata Folgore\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tPosted on 6 Gennaio 2026\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/armee-terre-affitta-aerei-civili-paracadutisti/\" title=\"Armée de Terre affitta Aerei Civili per addestrare i paracadutisti\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tArmée de Terre affitta Aerei Civili per addestrare i paracadutisti\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tPosted on 4 Gennaio 2026\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/aviolancio-droni-velivolo-aereo-nave-madre/\" title=\"Aviolancio di droni da velivolo: quando l’Aereo diventa Nave Madre\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tAviolancio di droni da velivolo: quando l’Aereo diventa Nave Madre\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tPosted on 30 Dicembre 2025\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/il-generale-giovanni-giostra-gia-comandante-del-185-gruppo-artiglieria-paracadutisti-viterbo-e-andato-avanti/\" title=\"Il Generale Giovanni Giostra, già Comandante del 185° Gruppo Artiglieria Paracadutisti ‘Viterbo’, è andato avanti\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tIl Generale Giovanni Giostra, già Comandante del 185° Gruppo Artiglieria Paracadutisti ‘Viterbo’, è andato avanti\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tPosted on 29 Dicembre 2025\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/spagna-chiuso-lanno-con-la-trueno-25-la-mangusta-della-brigata-paracadutisti-spagnola/\" title=\"Spagna, chiuso l’anno con la “Trueno 25”: la &#8220;Mangusta&#8221; della Brigata Paracadutisti Spagnola\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tSpagna, chiuso l’anno con la “Trueno 25”: la &#8220;Mangusta&#8221; della Brigata Paracadutisti Spagnola\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tPosted on 29 Dicembre 2025\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/inno-nazionale-via-il-si-finale-cosa-cambia-e-perche-non-e-una-novita-per-i-paracadutisti/\" title=\"Inno nazionale, via il “Sì” finale: cosa cambia e perché non è una novità per i Paracadutisti\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tInno nazionale, via il “Sì” finale: cosa cambia e perché non è una novità per i Paracadutisti\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tPosted on 24 Dicembre 2025\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/gianfranco-paglia-oltre-ogni-limite-nuovo-record-alla-2-ore-no-limits-14-km-e-360-metri/\" title=\"Gianfranco Paglia oltre ogni limite, nuovo record alla “2 Ore No Limits”: 14 km e 360 metri\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tGianfranco Paglia oltre ogni limite, nuovo record alla “2 Ore No Limits”: 14 km e 360 metri\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tPosted on 20 Dicembre 2025\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/i-paracadutisti-spagnoli-puntano-sui-droni-fpv-micro-laboratorio-operativo-con-produzione-autonoma-e-stampa-3d/\" title=\"I Paracadutisti Spagnoli puntano sui droni FPV: micro-laboratorio operativo con produzione autonoma e stampa 3D\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tI Paracadutisti Spagnoli puntano sui droni FPV: micro-laboratorio operativo con produzione autonoma e stampa 3D\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tPosted on 19 Dicembre 2025\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t    <h2>\n        Forze Speciali\n    </h2>\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/marina-militare-consegnato-il-basco-verde-a-quattro-nuovi-incursori-del-comsubin/\" title=\"Marina Militare, consegnato il Basco Verde a quattro nuovi Incursori del COMSUBIN\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tMarina Militare, consegnato il Basco Verde a quattro nuovi Incursori del COMSUBIN\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tPosted on 23 Gennaio 2026\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/come-le-forze-speciali-usa-hanno-preso-marinera-nel-nord-atlantico-video/\" title=\"Come le Forze Speciali USA hanno preso MARINERA nel Nord Atlantico &#8211; VIDEO\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tCome le Forze Speciali USA hanno preso MARINERA nel Nord Atlantico &#8211; VIDEO\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tPosted on 10 Gennaio 2026\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/cofs-il-perno-della-riforma-delle-forze-speciali-voluta-dal-generale-portolano/\" title=\"COFS  il perno della riforma delle Forze Speciali voluta dal generale Portolano\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tCOFS  il perno della riforma delle Forze Speciali voluta dal generale Portolano\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tPosted on 10 Gennaio 2026\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/delta-force-la-mano-invisibile-di-washington-dalla-fondazione-alle-missioni-che-hanno-cambiato-la-storia-fino-alla-cattura-di-maduro/\" title=\"Delta Force, la mano invisibile di Washington. Dalla fondazione alle missioni che hanno cambiato la storia, fino alla cattura di Maduro\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tDelta Force, la mano invisibile di Washington. Dalla fondazione alle missioni che hanno cambiato la storia, fino alla cattura di Maduro\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tPosted on 3 Gennaio 2026\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/forze-speciali-addestramento-artico-estremo-alpini-paracadutisti-fino-24-ore-a-70c/\" title=\"Forze Speciali, addestramento artico estremo. Alpini Paracadutisti 24 ore fino a –70°C\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tForze Speciali, addestramento artico estremo. Alpini Paracadutisti 24 ore fino a –70°C\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tPosted on 24 Dicembre 2025\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/il-peso-del-tempo-perche-le-forze-speciali-ragionano-diversamente-dalle-unita-convenzionali/\" title=\"Il peso del tempo: perché le Forze Speciali ragionano diversamente dalle unità convenzionali\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tIl peso del tempo: perché le Forze Speciali ragionano diversamente dalle unità convenzionali\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tPosted on 18 Dicembre 2025\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/1a-brigata-aerea-operazioni-speciali-il-colonnello-verdolini-e-il-nuovo-comandante-del-9-stormo-francesco-baracca/\" title=\"1ª Brigata Aerea Operazioni Speciali, il Colonnello Verdolini è il nuovo Comandante del 9° Stormo “Francesco Baracca”\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\t1ª Brigata Aerea Operazioni Speciali, il Colonnello Verdolini è il nuovo Comandante del 9° Stormo “Francesco Baracca”\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tPosted on 15 Dicembre 2025\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/mantide-2025-185-rrao-folgore-si-addestra-in-scenario-ibrido/\" title=\"MANTIDE 2025: 185 RRAO Folgore si addestra in scenario ibrido\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tMANTIDE 2025: 185 RRAO Folgore si addestra in scenario ibrido\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tPosted on 10 Dicembre 2025\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/artiglio-2025-forze-speciali-dellaeronautica-militare-e-agile-combat-employment/\" title=\"Artiglio 2025: Forze Speciali dell&#8217;Aeronautica Militare e Agile Combat Employment\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tArtiglio 2025: Forze Speciali dell&#8217;Aeronautica Militare e Agile Combat Employment\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tPosted on 9 Dicembre 2025\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/portolano-trasforma-le-forze-speciali-comando-unico-per-i-conflitti-del-xxi-secolo/\" title=\"Portolano trasforma le Forze Speciali: Comando Unico per i conflitti del XXI secolo\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tPortolano trasforma le Forze Speciali: Comando Unico per i conflitti del XXI secolo\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tPosted on 16 Novembre 2025\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/forze-speciali-flintlock-2026-tripoli-bengasi/\" title=\"Forze Speciali: Flintlock 2026 esercitazione congiunta tra forze di Tripoli e di Bengasi\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tForze Speciali: Flintlock 2026 esercitazione congiunta tra forze di Tripoli e di Bengasi\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tPosted on 8 Novembre 2025\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/le-forze-speciali-spagnole-liberano-dai-pirati-una-petroliera-greca-al-largo-della-somalia/\" title=\"Le Forze Speciali spagnole liberano dai pirati una petroliera greca al largo della Somalia\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tLe Forze Speciali spagnole liberano dai pirati una petroliera greca al largo della Somalia\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tPosted on 8 Novembre 2025\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/lesercito-al-lucca-comics-games-2025-forze-speciali-e-paracadutisti-della-folgore-protagonisti/\" title=\"L’Esercito al “Lucca Comics &amp; Games 2025”: Forze Speciali e Paracadutisti della Folgore protagonisti\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tL’Esercito al “Lucca Comics &amp; Games 2025”: Forze Speciali e Paracadutisti della Folgore protagonisti\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tPosted on 5 Novembre 2025\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/le-forze-speciali-del-4o-recuperano-una-lapide-incisa-dagli-alpini-nel-1917/\" title=\"Le forze speciali del 4º recuperano una lapide incisa dagli alpini nel 1917\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tLe forze speciali del 4º recuperano una lapide incisa dagli alpini nel 1917\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tPosted on 4 Novembre 2025\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/esercito-italiano-addestramento-al-massimo-forze-speciali-grandi-manovre-a-teulada-interforze-e-cooperazione-internazionale/\" title=\"Esercito italiano, addestramento al massimo: forze speciali, grandi manovre a Teulada, interforze e cooperazione internazionale\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tEsercito italiano, addestramento al massimo: forze speciali, grandi manovre a Teulada, interforze e cooperazione internazionale\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tPosted on 31 Ottobre 2025\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a href=\"https://arditogin.com/?utm_source=brigatafolgorehome&#038;utm_medium=bannermobile&#038;utm_campaign=promozione\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t\t<img width=\"400\" height=\"450\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/banner-mobile-400.gif\" alt=\"Home - brigatafolgore.net\" />\t\t\t\t\t\t\t\t</a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a href=\"https://arditogin.com/?utm_source=brigatafolgorehome&#038;utm_medium=bannerdesktop&#038;utm_campaign=promozione\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t\t<img width=\"1897\" height=\"300\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/banner1260-4.gif\" alt=\"Home - brigatafolgore.net\" />\t\t\t\t\t\t\t\t</a>\n\t\t\t\t\t\t    <h2>\n        In evidenza\n    </h2>\n\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/il-campo-di-battaglia-asimmetrico-dove-non-si-spara-come-una-bufala-diventa-verita-per-inerzia/\" title=\"Il campo di battaglia asimmetrico dove non si spara: come una bufala diventa “verità” per inerzia\">\n\t\t\t\t<img width=\"640\" height=\"338\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/guerra-cognitiva-991x524.jpg\" alt=\"\" />\t\t\t</a>\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/notizie/blog/\">Blog</a>\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/il-campo-di-battaglia-asimmetrico-dove-non-si-spara-come-una-bufala-diventa-verita-per-inerzia/\">Il campo di battaglia asimmetrico dove non si spara: come una bufala diventa “verità” per inerzia</a>\t\t\t</h2>\n\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/samp-t-ng-e-grifo-consegnati-allesercito-i-nuovi-sistemi-di-difesa-aerea-e-missilistica/\" title=\"SAMP/T NG e GRIFO: consegnati all’Esercito i nuovi sistemi di difesa aerea e missilistica\">\n\t\t\t\t<img width=\"640\" height=\"338\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/39f3ec64-7880-45d3-b271-187f8da5c96c-991x524.jpeg\" alt=\"\" />\t\t\t</a>\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/notizie/nazionali/\">Nazionali</a>\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/samp-t-ng-e-grifo-consegnati-allesercito-i-nuovi-sistemi-di-difesa-aerea-e-missilistica/\">SAMP/T NG e GRIFO: consegnati all’Esercito i nuovi sistemi di difesa aerea e missilistica</a>\t\t\t</h2>\n\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/troppi-generali-in-italia-no-sono-meno-della-media-nato-e-anche-i-meno-pagati-sfatiamo-una-volta-per-sempre-la-bufala/\" title=\"Troppi Generali in Italia? No: sono meno della media NATO e anche i meno pagati. Sfatiamo una volta per sempre la bufala\">\n\t\t\t\t<img width=\"640\" height=\"338\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/TROPPI-GENERALI-991x524.jpg\" alt=\"\" />\t\t\t</a>\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/notizie/blog/\">Blog</a>\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/troppi-generali-in-italia-no-sono-meno-della-media-nato-e-anche-i-meno-pagati-sfatiamo-una-volta-per-sempre-la-bufala/\">Troppi Generali in Italia? No: sono meno della media NATO e anche i meno pagati. Sfatiamo una volta per sempre la bufala</a>\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t\t    <h2>\n        Articoli recenti più letti\n    </h2>\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/droni-di-massa-per-renault-perche-iveco-defence-deve-attrezzarsi-adesso/\" title=\"Droni di massa per Renault: perché Iveco Defence deve attrezzarsi adesso\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\tInternazionali\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tDroni di massa per Renault: perché Iveco Defence deve attrezzarsi adesso\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tPosted on 22 Gennaio 2026\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/samp-t-ng-e-grifo-consegnati-allesercito-i-nuovi-sistemi-di-difesa-aerea-e-missilistica/\" title=\"SAMP/T NG e GRIFO: consegnati all’Esercito i nuovi sistemi di difesa aerea e missilistica\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\tNazionali\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tSAMP/T NG e GRIFO: consegnati all’Esercito i nuovi sistemi di difesa aerea e missilistica\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tPosted on 22 Gennaio 2026\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/il-comandante-del-covi-in-qatar-e-bosnia-erzegovina/\" title=\"Il Comandante del COVI in Qatar e Bosnia-Erzegovina\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\tInternazionali\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tIl Comandante del COVI in Qatar e Bosnia-Erzegovina\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tPosted on 24 Gennaio 2026\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/il-ritorno-dei-giganti-perche-la-portaerei-e-di-nuovo-il-cuore-del-potere-globale-video/\" title=\"Il Ritorno dei Giganti: Perché la Portaerei è di nuovo il Cuore del Potere Globale &#8211; VIDEO\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\tInternazionali\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tIl Ritorno dei Giganti: Perché la Portaerei è di nuovo il Cuore del Potere Globale &#8211; VIDEO\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tPosted on 18 Gennaio 2026\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/cognitive-warfare-i-caduti-in-afghanistan-per-attaccare-le-cariche-istituzionali-la-guerra-che-passa-dalle-parole-e-colpisce-soprattutto-la-politica/\" title=\"Cognitive Warfare: i Caduti in Afghanistan per attaccare le cariche istituzionali. La Guerra che passa dalle parole (e colpisce soprattutto la politica).\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\tInternazionali\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tCognitive Warfare: i Caduti in Afghanistan per attaccare le cariche istituzionali. La Guerra che passa dalle parole (e colpisce soprattutto la politica).\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tPosted on 24 Gennaio 2026\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/la-riforma-della-difesa-di-crosetto-cosa-cambia-e-perche-nel-nuovo-cantiere-sulle-forze-armate/\" title=\"La riforma della Difesa di Crosetto: cosa cambia (e perché) nel nuovo cantiere sulle Forze Armate\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\tNazionali\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tLa riforma della Difesa di Crosetto: cosa cambia (e perché) nel nuovo cantiere sulle Forze Armate\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tPosted on 18 Gennaio 2026\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/asse-roma-berlino-dal-vulcano-ai-droni-fino-ai-sottomarini/\" title=\"Asse Roma &#8211; Berlino: dal Vulcano ai Droni, fino ai Sottomarini\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\tInternazionali\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tAsse Roma &#8211; Berlino: dal Vulcano ai Droni, fino ai Sottomarini\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tPosted on 24 Gennaio 2026\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/usa-i-plotoni-fucilieri-cambiano-linnovazione-diventa-tattica-e-quotidiana/\" title=\"USA: i plotoni fucilieri cambiano, l&#8217;innovazione diventa tattica e quotidiana\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\tInternazionali\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tUSA: i plotoni fucilieri cambiano, l&#8217;innovazione diventa tattica e quotidiana\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tPosted on 19 Gennaio 2026\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/america-verso-il-pacifico-europa-alla-prova-usa-national-defense-strategy/\" title=\"America verso il Pacifico, Europa alla prova: USA National Defense Strategy\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\tInternazionali\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tAmerica verso il Pacifico, Europa alla prova: USA National Defense Strategy\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tPosted on 24 Gennaio 2026\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/nato-litalia-protagonista-nella-cold-response-2026-tra-i-ghiacci-dellartico/\" title=\"NATO: L&#8217;Italia protagonista nella &#8220;Cold Response 2026&#8221; tra i ghiacci dell&#8217;Artico\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\tInternazionali\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tNATO: L&#8217;Italia protagonista nella &#8220;Cold Response 2026&#8221; tra i ghiacci dell&#8217;Artico\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tPosted on 19 Gennaio 2026\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/70-stormo-consegnate-le-aquile-di-pilota-di-aeroplano-agli-allievi-del-primo-corso-dellaccademia-aeronautica/\" title=\"70° Stormo: consegnate le Aquile di Pilota di Aeroplano agli Allievi del primo corso dell’Accademia Aeronautica\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\tNazionali\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\t70° Stormo: consegnate le Aquile di Pilota di Aeroplano agli Allievi del primo corso dell’Accademia Aeronautica\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tPosted on 24 Gennaio 2026\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t    <h2>\n        Le nostre Dirette Video\n    </h2>\n\t\t[youtube-feed feed=2]\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a href=\"https://app.hiro.fm/pro/danilo-amelotti?utm_source=brigatafolgorehome&#038;utm_medium=bannermobile&#038;utm_campaign=promozione\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t\t<img width=\"400\" height=\"450\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/03/gif-mobile-1.gif\" alt=\"\" />\t\t\t\t\t\t\t\t</a>\n\t\t\t\t\t\t    <h2>\n        Il nostro Sondaggio\n    </h2>\n\t\t[ays_display_polls orderby=\"recent\" count=\"1\"]\t\t\n\t\t\t\t\t\t    <h2>\n        Blog\n    </h2>\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/dalle-hf-in-am-alle-reti-digitali-levoluzione-delle-radio-militari-tra-tecnologia-e-realta-operativa/\" title=\"Dalle HF in AM alle reti digitali: l&#8217;evoluzione delle radio militari, tra tecnologia e realtà operativa\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tDalle HF in AM alle reti digitali: l&#8217;evoluzione delle radio militari, tra tecnologia e realtà operativa\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tPosted on 25 Gennaio 2026\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/il-campo-di-battaglia-asimmetrico-dove-non-si-spara-come-una-bufala-diventa-verita-per-inerzia/\" title=\"Il campo di battaglia asimmetrico dove non si spara: come una bufala diventa “verità” per inerzia\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tIl campo di battaglia asimmetrico dove non si spara: come una bufala diventa “verità” per inerzia\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tPosted on 23 Gennaio 2026\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/troppi-generali-in-italia-no-sono-meno-della-media-nato-e-anche-i-meno-pagati-sfatiamo-una-volta-per-sempre-la-bufala/\" title=\"Troppi Generali in Italia? No: sono meno della media NATO e anche i meno pagati. Sfatiamo una volta per sempre la bufala\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tTroppi Generali in Italia? No: sono meno della media NATO e anche i meno pagati. Sfatiamo una volta per sempre la bufala\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tPosted on 22 Gennaio 2026\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/canada-tra-dazi-usa-tentazioni-territoriali-e-cina-e-se-leuropa-offrisse-unancora-quasi-naturale/\" title=\"Canada tra dazi USA, “tentazioni territoriali” e Cina: e se l’Europa offrisse un’ancora (quasi) naturale?\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tCanada tra dazi USA, “tentazioni territoriali” e Cina: e se l’Europa offrisse un’ancora (quasi) naturale?\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tPosted on 19 Gennaio 2026\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/narp-si-ma-il-6-8mm-e-il-nuovo-calibro-dei-campi-di-battaglia/\" title=\"NARP sì, ma il 6.8mm è il nuovo calibro dei campi di battaglia\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tNARP sì, ma il 6.8mm è il nuovo calibro dei campi di battaglia\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tPosted on 18 Gennaio 2026\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/no-al-tritacarne-mediatico-il-capo-dellesercito-e-la-serieta-che-serve-al-paese/\" title=\"No al Tritacarne Mediatico: il Capo dell&#8217;Esercito e la serietà che serve al Paese\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tNo al Tritacarne Mediatico: il Capo dell&#8217;Esercito e la serietà che serve al Paese\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tPosted on 14 Gennaio 2026\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/cosa-rischia-la-difesa-italiana-se-lia-non-diventa-il-centro-del-sistema/\" title=\"Cosa rischia la Difesa Italiana se l’IA non diventa il Centro del Sistema\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tCosa rischia la Difesa Italiana se l’IA non diventa il Centro del Sistema\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tPosted on 11 Gennaio 2026\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/difesa-scontro-nella-maggioranza-il-vero-problema-e-la-cultura-strategica-mentre-la-minaccia-esterna-bussa-gia-alla-porta/\" title=\"Difesa, scontro nella maggioranza: il vero problema è la Cultura Strategica mentre la minaccia esterna bussa già alla porta\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tDifesa, scontro nella maggioranza: il vero problema è la Cultura Strategica mentre la minaccia esterna bussa già alla porta\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tPosted on 9 Gennaio 2026\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/accadde-oggi-7-gennaio-1797-nasce-il-tricolore-nasce-unidea-ditalia/\" title=\"Accadde oggi: 7 gennaio 1797, nasce il Tricolore, nasce un’idea d’Italia\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tAccadde oggi: 7 gennaio 1797, nasce il Tricolore, nasce un’idea d’Italia\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tPosted on 7 Gennaio 2026\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/le-protezioni-attive-del-iron-fist-sul-carro-svedese-cv90-perche-riguarda-anche-ariete-dardo-e-i-futuri-mezzi-corazzati/\" title=\"Le Protezioni Attive del Iron Fist sul Carro Svedese CV90: perché riguarda anche Ariete, Dardo e i futuri Mezzi Corazzati\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tLe Protezioni Attive del Iron Fist sul Carro Svedese CV90: perché riguarda anche Ariete, Dardo e i futuri Mezzi Corazzati\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tPosted on 6 Gennaio 2026\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/role-player-quando-laddestramento-smette-di-voler-vincere-e-inizia-a-funzionare/\" title=\"Role Player: quando l’addestramento smette di voler vincere e inizia a funzionare\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tRole Player: quando l’addestramento smette di voler vincere e inizia a funzionare\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tPosted on 5 Gennaio 2026\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/la-comunicazione-come-pilastro-della-cultura-della-difesa-perche-oggi-piu-che-mai-informare-significa-difendere/\" title=\"La comunicazione come pilastro della Cultura della Difesa. Perché oggi più che mai informare significa difendere\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tLa comunicazione come pilastro della Cultura della Difesa. Perché oggi più che mai informare significa difendere\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tPosted on 2 Gennaio 2026\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/la-minaccia-n-1-linfluenza-sulle-opinioni-pubbliche-occidentali/\" title=\"La Minaccia n. 1: L&#8217;Influenza sulle Opinioni Pubbliche Occidentali\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tLa Minaccia n. 1: L&#8217;Influenza sulle Opinioni Pubbliche Occidentali\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tPosted on 2 Gennaio 2026\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/us-marine-corps-elementi-chiavi-per-linnovazione-dellesercito-italiano/\" title=\"US Marine Corps: elementi chiavi per l&#8217;innovazione dell&#8217;Esercito Italiano\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tUS Marine Corps: elementi chiavi per l&#8217;innovazione dell&#8217;Esercito Italiano\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tPosted on 1 Gennaio 2026\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/i-cappellani-militari-e-lordinariato-per-litalia-storia-fede-e-servizio-nella-coscienza-dei-soldati/\" title=\"I Cappellani Militari e l’Ordinariato per l’Italia: Storia, Fede e Servizio nella coscienza dei Soldati\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tI Cappellani Militari e l’Ordinariato per l’Italia: Storia, Fede e Servizio nella coscienza dei Soldati\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tPosted on 31 Dicembre 2025\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a href=\"https://autogomignano.com/?utm_source=brigatafolgorehome&#038;utm_medium=bannermobile&#038;utm_campaign=promozione\">\n\t\t\t\t\t\t\t<img width=\"290\" height=\"290\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/AUTO-GO-1.webp\" alt=\"Home - brigatafolgore.net\" />\t\t\t\t\t\t\t\t</a>\n\t\t\t\t\t<h2>Resta aggiornato</h2>\t\t\t\t\n\t\t\t\t\tIscriviti alla newsletter di BRIGATAFOLGORE.NET e ricevi le ultime notizie direttamente nella tua casella email.\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t    <h2>\n        La Vignetta del Martedì\n    </h2>\n\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/vignetta/buon-2026-da-brigatafolgore-net/\" title=\"Buon 2026 da BRIGATAFOLGORE.NET!\">\n\t\t\t\t<img width=\"640\" height=\"427\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/BUON2026BF-1024x683.jpg\" alt=\"Buon 2026 da BRIGATAFOLGORE.NET! - brigatafolgore.net\" />\t\t\t</a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/vignetta/buon-2026-da-brigatafolgore-net/\">Buon 2026 da BRIGATAFOLGORE.NET!</a>\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t31 Dicembre 2025\t\t\t\n\t\t\t<p>Un nuovo anno davanti a noi, con lo stesso spirito, la stessa determinazione e la stessa forza di sempre.A chi veglia, a chi serve, a chi non smette mai di credere nei valori più alti. Buon2026 #NuovoAnno #Onore #Valori #Tradizione</p>\n\t\t\t\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/vignette/\" id=\"\">\n\t\t\t\t\tLE NOSTRE VIGNETTE\t\t\t\t</a>\n\t\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\tCLINT ROOM di Danilo Amelotti\n\t</h2>\n\t\t\tAnalisi e opinioni di &#8220;Clint&#8221;, al secolo Danilo Amelotti, Sottufficiale Incursore in congedo del 9º Reggimento &#8220;Col Moschin&#8221;\t\t\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/role-player-quando-laddestramento-smette-di-voler-vincere-e-inizia-a-funzionare/\" title=\"Role Player: quando l’addestramento smette di voler vincere e inizia a funzionare\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tRole Player: quando l’addestramento smette di voler vincere e inizia a funzionare\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tPosted on 5 Gennaio 2026\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/il-peso-del-tempo-perche-le-forze-speciali-ragionano-diversamente-dalle-unita-convenzionali/\" title=\"Il peso del tempo: perché le Forze Speciali ragionano diversamente dalle unità convenzionali\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tIl peso del tempo: perché le Forze Speciali ragionano diversamente dalle unità convenzionali\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tPosted on 18 Dicembre 2025\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/quando-i-droni-cambiano-il-volto-della-guerra/\" title=\"Quando i droni cambiano il volto della guerra\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tQuando i droni cambiano il volto della guerra\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tPosted on 29 Novembre 2025\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/droni-e-violenza-organizzata-dallo-sci-fi-distopico-alla-nuova-normalita-criminale/\" title=\"Droni e Violenza Organizzata: dallo Sci-fi Distopico alla Nuova Normalità Criminale\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tDroni e Violenza Organizzata: dallo Sci-fi Distopico alla Nuova Normalità Criminale\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tPosted on 16 Novembre 2025\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t<ul>\n\t\t\t\t\t\t\t<li>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tBRIGATAFOLGORE.NET ANCHE SU TELEGRAM<BR>QUANDO LA NOTIZIA INCONTRA L'AZIONE\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t</li>\n\t\t\t\t\t\t</ul>\n\t\t\t\t\tISCRIVITI AL CANALE\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t<a href=\"https://t.me/brigatafolgore\" id=\"\">\n\t\t\t\t\tClicca qui per unirti\t\t\t\t</a>\n\t\t\t\t\t\t\t<ul>\n\t\t\t\t\t\t\t<li>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tBRIGATAFOLGORE.NET ANCHE SU TELEGRAM\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t</li>\n\t\t\t\t\t\t</ul>\n\t\t\t\t\tISCRIVITI AL CANALE\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t<a href=\"https://t.me/brigatafolgore\" id=\"\">\n\t\t\t\t\tClicca qui per unirti\t\t\t\t</a>\n\t\t\t\t\t\t    <h2>\n        La Folgore\n    </h2>\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/storia-della-folgore/\" title=\"Storia della Folgore\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tStoria della Folgore\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/la-battaglia-di-el-alamein/\" title=\"La Battaglia di El Alamein\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tLa Battaglia di El Alamein\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/2-luglio-1993-la-battaglia-del-check-point-pasta/\" title=\"2 Luglio 1993, La Battaglia del Check Point Pasta\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\t2 Luglio 1993, La Battaglia del Check Point Pasta\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/aquila-1-i-leggendari-comandanti-della-folgore/\" title=\"Aquila 1: i leggendari Comandanti della Folgore\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tAquila 1: i leggendari Comandanti della Folgore\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\" title=\"La Brigata Paracadutisti Folgore oggi\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tLa Brigata Paracadutisti Folgore oggi\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/afghanistan-il-ruolo-della-folgore/\" title=\"Afghanistan, il ruolo della Folgore\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tAfghanistan, il ruolo della Folgore\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/folgore-le-missioni/\" title=\"Le missioni della Folgore\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tLe missioni della Folgore\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/loperazione-ibis/\" title=\"L&#8217;operazione IBIS in Somalia\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tL&#8217;operazione IBIS in Somalia\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/le-canzoni-dei-paracadutisti-della-folgore/\" title=\"Le Canzoni dei Paracadutisti della Folgore\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tLe Canzoni dei Paracadutisti della Folgore\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/generale-aquila-1-ferruccio-brandi-il-mito-oltre-la-leggenda/\" title=\"Generale &#8220;Aquila 1&#8221; Ferruccio Brandi: il mito oltre la leggenda\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tGenerale &#8220;Aquila 1&#8221; Ferruccio Brandi: il mito oltre la leggenda\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/9-novembre-1971-il-dramma-di-gesso-4/\" title=\"9 Novembre 1971: il dramma di &#8220;Gesso 4&#8221;\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\t9 Novembre 1971: il dramma di &#8220;Gesso 4&#8221;\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/larcangelo-san-michele-il-santo-protettore-dei-paracadutisti/\" title=\"Arcangelo San Michele: il Santo Protettore dei Paracadutisti\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tArcangelo San Michele: il Santo Protettore dei Paracadutisti\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/generale-paracadutista-giuseppe-palumbo-luomo-folgore/\" title=\"Generale Paracadutista Giuseppe Palumbo: l&#8217;UOMO FOLGORE\"></a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<header>\n\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\tGenerale Paracadutista Giuseppe Palumbo: l&#8217;UOMO FOLGORE\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t</header>\n\t\t\t\t\t\t    <h2>\n        Diventare Paracadutista\n    </h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tDistinguiti dalla massaAccetta la sfida<a href=\"https://concorsi.difesa.it/ei/Pagine/default.aspx\" target=\"_blank\">ArruolatiConcorsi Esercito</a>\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t    <h2>\n        Forze Speciali\n    </h2>\n\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/nascita-ed-evoluzione-delle-forze-speciali-una-storia-tutta-italiana/\" title=\"Nascita ed evoluzione delle Forze Speciali, una storia tutta Italiana\"><img width=\"640\" height=\"481\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/10/arditi-nono-1024x769.jpg\" alt=\"Nascita ed evoluzione delle Forze Speciali, una storia tutta Italiana - brigatafolgore.net\" /></a>\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/nascita-ed-evoluzione-delle-forze-speciali-una-storia-tutta-italiana/\">Nascita ed evoluzione delle Forze Speciali, una storia tutta Italiana</a>\t\t\t</h2>\n\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/comando-delle-forze-speciali-dellesercito-comfose/\" title=\"Comando delle forze speciali dell&#8217;esercito (COMFOSE)\"><img width=\"590\" height=\"465\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/comfose-img.png\" alt=\"Comando delle forze speciali dell&#039;esercito (COMFOSE) - brigatafolgore.net\" /></a>\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/comando-delle-forze-speciali-dellesercito-comfose/\">Comando delle forze speciali dell&#8217;esercito (COMFOSE)</a>\t\t\t</h2>\n\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/9-reggimento-col-moschin-la-punta-di-diamante/\" title=\"9° Reggimento Col Moschin: la punta di diamante\"><img width=\"640\" height=\"427\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2023/12/colmoschin.jpg\" alt=\"9° Reggimento Col Moschin: la punta di diamante - brigatafolgore.net\" /></a>\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/9-reggimento-col-moschin-la-punta-di-diamante/\">9° Reggimento Col Moschin: la punta di diamante</a>\t\t\t</h2>\n\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/4o-reggimento-alpini-paracadutisti/\" title=\"4º Reggimento Alpini Paracadutisti\"><img width=\"640\" height=\"427\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2023/12/ranger-1024x683.jpg\" alt=\"4º Reggimento Alpini Paracadutisti - brigatafolgore.net\" /></a>\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/4o-reggimento-alpini-paracadutisti/\">4º Reggimento Alpini Paracadutisti</a>\t\t\t</h2>\n\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/185-reggimento-ricognizione-e-acquisizione-obiettivi-folgore/\" title=\"185º Rgt. Paracadutisti Ricognizione Acquisizione Obiettivi &#8220;Folgore&#8221;\"><img width=\"600\" height=\"384\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/185rrao.jpg\" alt=\"185º Rgt. Paracadutisti Ricognizione Acquisizione Obiettivi &quot;Folgore&quot; - brigatafolgore.net\" /></a>\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/185-reggimento-ricognizione-e-acquisizione-obiettivi-folgore/\">185º Rgt. Paracadutisti Ricognizione Acquisizione Obiettivi &#8220;Folgore&#8221;</a>\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t\t    <h2>\n        Rimani Connesso\n    </h2>\n                <ul>\n                        <li>\n                    Facebook\n                <a href=\"https://www.facebook.com/brigatafolgore.net/\">Segui</a>\n            </li>\n                        <li>\n                    Instagram\n                <a href=\"https://www.instagram.com/brigatafolgore_net/\">Segui</a>\n            </li>\n                        <li>\n                    TikTok\n                <a href=\"https://www.tiktok.com/@brigatafolgore.net\">Segui</a>\n            </li>\n                        <li>\n                    Youtube\n                <a href=\"https://www.youtube.com/@BrigataFolgoreNet\">Iscriviti</a>\n            </li>\n                        <li>\n                    Telegram\n                <a href=\"https://t.me/brigatafolgore\">Iscriviti</a>\n            </li>\n        </ul>","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2024/02/background-b1920f.jpg","autore":"brigatafolgore.net","data_pubblicazione":"2022-06-16 05:00:18"}
{"id":308,"titolo":"Storia della Folgore","contenuto_html":"<!-- wp:image {\"id\":2538,\"width\":\"400px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img title=\"Storia della Folgore - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/tandura-arditi.jpg\" alt=\"Storia della Folgore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-2538\" style=\"width:400px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Tenente Alessandro Tandura, primo paracadutista militare della storia</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La storia del paracadutistimo militare italiano, anzi, mondiale, nacque ben vent'anni prima dall'istituzione della prima grande unità aviotrasportata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Tenente Alessandro Tandura</strong>, ardito del 10° Reggimento Arditi (attuale <a href=\"https://brigatafolgore.net/col-moschin-forze-speciali-uomini-speciali/\">9° Reggimento d'Assalto Col Moschin</a>), nella notte tra l'8 e il 9 agosto 1918, con un paracadute inglese Cathrop (utilizzato solitamente dai piloti di aerei in avaria), si lancerà nella zona di Vittorio Veneto, da un aereo Savoia-Pomilio SP.4 del Gruppo speciale Aviazione I e pilotato dal <strong>Maggiore William George Barker</strong>, canadese, e dal <strong>Capitano e deputato alla Camera dei comuni William Wedgwood Benn</strong>, britannico (entrambi piloti della Royal Air Force). Un'azione di intelligence vera e propria: un'incursione dietro le linee per osservare (in realtà nei territori italiani occupati dagli austro-ungarico) il nemico e riferire al Comando Militare Italiano la displocazione di uomini e mezzi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tandura forse non lo sa, ma è nella storia: <strong>E' IL PRIMO PARACADUTISTA AL MONDO IN AZIONE DI GUERRA DELLA STORIA</strong>. A pochi giorni di distanza venne eseguito anche il secondo, effettuato dal Tenente Pier Arrigo Barnaba, sempre degli Arditi. Entrambi provenivano dagli Alpini, per cui conservavano le caratteristiche mostrine verdi le cosiddette \"Fiamme Verdi\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-i-fanti-dell-aria-libici\">I Fanti dell'Aria Libici</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Precursori dei reparti di paracadutisti nazionali furono i “<strong>Fanti dell’aria Libici</strong>”, voluti con lungimirante determinazione da <strong>Italo Balbo, Governatore Generale della Libia</strong>. Superando difficoltà di ogni genere, Balbo riusci a far nascere <strong>il 22 marzo 1938</strong> una scuola di paracadutismo all’Aeroporto di Castel Benito, presso Tripoli.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":2499,\"width\":\"500px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"media\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright size-full is-resized\"><a href=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/fanti-dellaria-color.jpg\"><img title=\"Storia della Folgore - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/fanti-dellaria-color.jpg\" alt=\"Storia della Folgore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-2499\" style=\"width:500px\"/></a><figcaption class=\"wp-element-caption\">I Fanti dell'Aria libici con gli istruttori italiani in una foto del 1939 ristrutturata a colori da BRIGATAFOLGORE.NET</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’idea era di creare un battaglione di “Fanti dell’aria” libici inquadrati da ufficiali e sottufficiali nazionali Italiani affidandone il comando ad uno dei più valorosi ed esperti ufficiali coloniali, il <strong>Tenente Colonnello Medaglia d’Oro al Valor Militare Goffredo Tonini</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si lavorava su un terreno vergine, bisognava continuamente inventare, l’addestramento era molto difficile ed oltretutto la diffidenza innata delle truppe di colore per l’aereo non era ostacolo che si potesse superare con facilità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Tenente pilota Prospero Freri</strong> andò in Libia e si diede ad addestrare nell’uso del paracadute “Salvator” D/37, da lui inventato, gli ufficiali che avrebbero dovuto diventare a loro volta istruttori degli indigeni. Tutto fu fatto rapidamente e gli Ascari, una volta presa confidenza con gli aerei e con i lanci, divennero eccellenti atleti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Purtroppo le prime prove vennero compiute con apparecchi S/81 piuttosto inadatti. Ci furono 15 morti e 72 feriti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-regia-scuola-paracadutisti-dell-aeronautica-a-tarquinia\">La Regia Scuola Paracadutisti dell'Aeronautica a Tarquinia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con il foglio di disposizioni n. 12 del 28 settembre 1939, venne costituita in seno alla Regia Aeronautica presso l’aeroporto “Amerigo Sostegni” di Tarquinia (VT), a far data dal 15 ottobre 1939, la <strong>Regia Scuola di Paracadutismo militare</strong>, il cui compito era quello di addestrare i futuri paracadutisti delle Forze Armate italiane sul suolo nazionale, facendo leva sulle esperienze maturate in seno al Campo Scuola paracadutisti libici creato a Castel Benito (LIBIA) nel 1938. Nel volgere di pochi mesi, le attività sempre più intense all’interno della Regia Scuola di Paracadutismo, condussero alla creazione di un corpo istruttori formato da una cinquantina di ufficiali e sottufficiali. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 23 maggio del 1940 si costituiva a Barce il primo battaglione di paracadutisti nazionali al comando del <strong>Maggiore Arturo Calascibetta</strong>. I battaglioni di paracadutisti “libici” e “nazionali”, riuniti con altre unità, costituirono il <strong>“gruppo mobile Tonini”</strong> con il compito di rallentare le prime avanzate delle truppe britanniche .</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":6823,\"width\":\"500px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"media\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright size-full is-resized\"><a href=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/ten-ferruccio-brandi-1940-color-medium.jpg\"><img title=\"Storia della Folgore - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/ten-ferruccio-brandi-1940-color-medium.jpg\" alt=\"Storia della Folgore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-6823\" style=\"width:500px\"/></a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Un'altra foto storica ristrutturata dalla nostra redazione: al centro il Tenente Par. Ferruccio Brandi, futuro Generale Comandante della Folgore (1969-1973). Siamo nel 1940 e si può notare sullo sfondo la torre della Regia Scuola di Paracadutismo a Tarquinia.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa volta però si pose maggior cura alla parte più spiccatamente tecnica. Vennero impiegati gli SM/75, opportunamente modificati, mentre il paracadute “Salvator” D/37 fu sostituito dal I/40 che aveva una calotta di maggiori dimensioni e consentiva quindi una velocità di discesa leggermente inferiore. Si stava così procedendo nell’addestramento, quando scoppiò il secondo conflitto mondiale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le prime unità ad essere costituite a Tarquinia (luglio 1940) furono il I e II Battaglione paracadutisti ed il III Battaglione Carabinieri paracadutisti (successivamente rinominati rispettivamente II, III e I). Nella primavera del 1941 si aggiunse il IV Battaglione paracadutisti, che con il II e III battaglione e la 1ª Compagnia cannoni controcarro andò a formare il 1º Reggimento Paracadutisti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso del 1941 vennero formati anche il 2º Reggimento (V, VI e VII Battaglione, 2ª Compagnia cannoni) ed il 3º Reggimento (IX, X ed XI Battaglione, 3ª Compagnia cannoni). L'VIII Battaglione venne invece riaddestrato presso la Scuola Guastatori del Genio. Le Compagnie cannoni reggimentali vennero quindi utilizzate come base per la costituzione del I, II e III Gruppo artiglieria paracadutisti, successivamente raggruppate nel Reggimento artiglieria paracadutisti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Da questi elementi il 1º settembre 1941 venne formata la 1ª Divisione Paracadutisti al comando del generale di brigata Francesco Sapienza e quindi, dal 1 marzo 1942, dal generale di Brigata Enrico Frattini, ufficiale del genio, già addetto al capo di SMRE generale d'armata Mario Roatta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’uomo di Tarquinia era il <strong>Colonnello pilota paracadutista Giuseppe Baudoin de Gillette</strong>, che divenne un pò il padre spirituale di tutti i paracadutisti italiani.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":2543,\"width\":\"400px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright size-full is-resized\"><img title=\"Storia della Folgore - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/giuseppe-baudoin.jpg\" alt=\"Storia della Folgore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-2543\" style=\"width:400px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L'uomo di Tarquinia: il leggendario Colonnello pilota paracadutista Giuseppe Baudoin de Gillette</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A Tarquinia, che negli anni sarebbe diventata il simbolo dei Paracadutisti Italiani, accorsero giovani da ogni specialità delle Forze Armate, sicché la selezione poté essere rigorosissima: il 60% dei volontari venne scartato, ma coloro che rimasero erano veramente ragazzi di prim’ordine. Le difficoltà, come al solito, furono enormi; a Tarquinia c’erano solo un campo d’aviazione, alcune baracche e nient’altro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Baudoin aveva però attorno a sé un valente gruppo di istruttori. Sorsero come per incanto baraccamenti, tende giganti, mentre dalla Piazza d’Armi di Villa Glori a Roma fu fatta sparire una torre metallica di addestramento alta oltre 50 metri, che venne rimontata alla chetichella sul campo di Tarquinia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I primi reparti di Paracadutisti Italiani dunque, eccezion fatta per i due battaglioni costituiti in Libia, furono formati presso la Scuola di Tarquinia. Nell’ambito di questa scuola, nel 1940, numerosi volontari provenienti da ogni tipo di Arma, Corpo e Specialità del Regio Esercito, diedero vita al Il battaglione (comandato dal <strong>Tenente Colonnello Benzi</strong>). Agli inizi dei 1941 sorse il III battaglione (<strong>Maggiore Pignatelli di Cerchiara</strong>), seguito poco dopo dal IV battaglione (<strong>Maggiore Bechi Luserna</strong>).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nello stesso mese, venendosi a concludere la lunga e sanguinosa campagna di Grecia, i paracadutisti furono chiamati a conquistare l’isola di Cefalonia. Incaricato dell’operazione fu il Il° Battaglione, che trasferì a Lecce due delle sue compagnie, al comando dei Maggiore Zanninovich. Il 30 aprile, dall’aeroporto di Galatina, decollarono alcuni SM-82: il lancio avvenne nella piana di Argostoli e l’azione riuscì senza che fosse sparato un solo colpo. Disarmato il presidio locale, composto da alcune centinaia di gendarmi greci, il gìorno successivo aliquote di paracadutisti, requisiti alcuni pescherecci, sbarcarono nelle isole di Zante e Itaca, evitando che le medesime cadessero sotto il controllo tedesco.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 5 maggio gli uomini del II battaglione vennero ritirati e sostituiti. Il primo lancio di guerra, per i nostri paracadutisti, si era concluso con un pieno successo. Continuava intanto l’addestramento e la costituzione di nuovi battaglioni, sempre identificati da una numerazione progressiva; tra l’estate 1941 e la primavera 1942 ne furono costituiti sette, tra i quali uno di guastatori-paracadutisti, mentre il 10 agosto 1941 fu formato un gruppo di artiglieria: ora i tempi si dimostravano maturi per poter costituire una Grande Unità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa fu ufficialmente costituita il 1 settembre 1941, riunendo il 1° ed il 2° reggimento paracadutisti (V, VI e VII btg.), I’VIII battaglione guastatori-paracadutisti ed il gruppo artiglieria per divisione paracadutisti, che nel gennaio 1942 fu ampliato a reggimento su due gruppi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":2494,\"width\":\"400px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img title=\"Storia della Folgore - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/torre-tarquinia.jpeg\" alt=\"Storia della Folgore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-2494\" style=\"width:400px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La famosa torre alta 52 metri della Regia Scuola di Paracadutismo a Tarquinia.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ovviamente non tutte le unità furono immediatamente disponibili ed operative, ma lo divennero man mano che procedevano le fasi di addestramento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel marzo successivo si aggiunse un 3° reggimento paracadutisti (IX-X e XI btg.), mentre entro giugno il reggimento artiglieria ricevette un terzo gruppo. La Divisione paracadutisti, così costituita, si discostava dalle altre unità di questo livello per il fatto di essere organicamente più leggera, dotata di servizi ridotti e non gravata da pesanti strutture logistiche. Anche il reggimento di artiglieria era dotato unicamente di pezzi da 47/32, destinati a compiti anticarro (ed anche questi con limiti ben precisi) ma inadatto a fornire un normale supporto di fuoco. Pochi i mortai e le armi da accompagnamento, con l’unico vantaggio che l’armamento individuale prevedeva il mitra Beretta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Daltronde tale armamento ben si configurava nell’ambito dell’ azione tipo che l’unità era chiamata, almeno istituzionalmente, a compiere: l’aviolancio con azione a sorpresa su un obiettivo e la successiva costituzione di una testa di ponte da difendere per un lasso di tempo limitato, sino ad essere rilevata da forze convenzionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Belle teorie, quelle esposte, che alla futura “Folgore” furono però negate dagli eventi bellici. La <strong>Divisione paracadutisti</strong>, questo era il nome ufficiale della nuova Grande Unità, fu posta al comando dei <strong>Generale Francesco Sapienza</strong>, sostituito quasi subito dal <strong>Generale Enrico Frattini</strong>. L’addestramento iniziale fu svolto sino al maggio 1942 in Toscana e nel Lazio, poi vi fu il trasferimento nelle Puglie tra Ceglie Messapica, Ostuni e Villa Castelli, ove fu sottoposta ad un duro addestramento in vista della progettata <strong>invasione di Malta (Operazione C3)</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’eccessiva fiducia riposta nei successi di Rommel e la caduta di Tobruck, privilegiarono invece le operazioni da condurre verso l’Egitto e pertanto la fondamentale azione su Malta, per la quale i paracadutisti tanto si erano ìmpegnati, venne abbandonata, negando così alla Divisione il diritto di essere impiegata nella sua totalità in un lancio di guerra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esultanza, quando nel <strong>luglio 1942</strong> venne deciso il suo impiego in Africa Settentrionale, fu di breve durata, in quanto ben presto i paracadutisti si resero conto che difficilmente sarebbero stati impiegati in aviolanci, ma visto che le dotazioni di lancìo vennero mantenute, rimase ancora qualche flebile speranza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-185ª-divisione-paracadutisti-folgore\">La <strong>185ª Divisione Paracadutisti \"Folgore\"</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel <strong>luglio 1942</strong> la divisione venne invece trasferita in Africa Settentrionale sotto il nome di copertura di <strong>185ª Divisione \"Cacciatori d'Africa\"</strong>, onde non svelare al nemico la reale appartenenza alle truppe paracadutiste, al comando del Generale Enrico Frattini.  Contemporaneamente i battaglioni divennero da due a tre per Reggimento, reggimenti che cambiarono anche denominazione: prima della partenza dei tre Reggimenti di fanteria partirono solo il 186º e 187º, mentre il 185º reggimento, e rimase in Italia per formare il nucleo della 184ª Divisione paracadutisti \"Nembo\". Il Reggimento artiglieria assunse il numero 185º.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Contemporaneamente la Divisione subì anche un riordinamento organico divenendo, il 28 luglio, <strong>185° Divisione paracadutisti ed assumendo il nome di “Folgore”</strong>, derivato dal motto latino <strong>“Ex Alto Fulgor”</strong> coniato per il suo 1° reggimento e scelto dall'allora <strong>Maggiore Alberto Bechi Luserna</strong> su suggerimento involontario di <strong>Don Augusto Moglioni</strong>, che in una sua lettera concludeva firmandosi con questa formula di saluto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":2535,\"width\":\"500px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img title=\"Storia della Folgore - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/cp-guastatori-folgore.jpg\" alt=\"Storia della Folgore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-2535\" style=\"width:500px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Guastatori Paracadutisti dell'8° Battaglione inquadrato nella 185ª Divisione paracadutisti \"Folgore\". </figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il riordinamento coinvolse anche i suoi reggimenti, che assunsero la nuova numerazione di 185°, 186° e 187°, mentre il reggimento di artiglieria e le aliquote delle specialità furono contraddistinte sempre dal numero 185.<br>Le novità non erano però ancora terminate in quanto, essendo stata decisa la formazione di una nuova Divisione paracadutisti, il 185° reggimento fu trattenuto in Italia, quale nucleo costitutivo della nuova unità, inquadrando il III battaglione e cedendo gli altri due (IV e V) al 187° reggimento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Da questo momento, quindi, la “Folgore” assunse la struttura binaria ed iniziò il suo trasferimento in Africa Settentrionale alla spicciolata, in parte per via aerea dai campi di volo del leccese, in parte dopo un lungo e tortuoso viaggio attraverso i Balcani, da Atene, sempre per via aerea.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La prima unità ad arrivare sul suolo africano fu il IV/187° dei <strong>Tenente Colonnello Bechi Luserna</strong> che giunse a Fuka <strong>il 18 Luglio</strong>, subito seguìto dagli altri reparti divisionali. Concentrati a El Daba, i paracadutisti, per ragioni di segretezza, dovettero rinunziare a portare il brevetto e tutto quanto di altro poteva denunciare la loro specializzazione. Si trattò di un grande sacrificio, acuito dal fatto che anche la Divisione, per i medesimi motivi, dovette adottare il nome di “Cacciatori d’Africa”, e che giunse, perentorio, l’ordine di consegnare tutto il materiale di lancio, che doveva essere rimandato a Derna per l’immagazzinamento: l’ultima speranza di poter effettuare un lancio di guerra venne così a cadere.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><a href=\"https://brigatafolgore.net/la-battaglia-di-el-alamein/\">La “Folgore” viene quindi spedita a fare la guerra di trincea nell’inferno di El Qattara ad El Alamein dove esce invitta ma decimata</a> e vien sciolta, come divisione, a fine 1942.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dalla scuola di Tarquinia, che nel gennaio del ’43 fu trasferita a Viterbo, uscirono i paracadutisti delle Divisioni “Folgore” e “Nembo”, quelli del battaglione Carabinieri, del battaglione San Marco, della Marina, del X Arditi e battaglioni 1° e ADRA (Arditi Distruttori Regia Aereonautica).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Divisione “Nembo”, superata la crisi conseguente all’armistizio, l’8 settembre 1943, fu protagonista della guerra di Liberazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-285-battaglione-paracadutisti-folgore\">Il 285° Battaglione Paracadutisti \"Folgore\"</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":2491,\"width\":\"400px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright size-full is-resized\"><img title=\"Storia della Folgore - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/cap-lombardini-transformed.jpeg\" alt=\"Storia della Folgore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-2491\" style=\"width:400px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Cap. Carlo Lombardini in una foto scattata durante il periodo di prigionia presso il Military Reservation and Reception Center di Hereford, in Texas, e spedita alla famiglia tramite la Croce Rossa.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con alcuni sopravvissuti e rimpiazzi in Libia venne costituito il <strong>CLXXXV Battaglione Paracadutisti \"Folgore\"</strong>, comandato dal <strong>Capitano Lombardini</strong>, articolato su cinque compagnie e inquadrato nel 66º Reggimento fanteria della Divisione \"Trieste\" del XX Corpo d'armata prendendo parte dalla campagna di Tunisia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 285° si schierò a <strong>Buerat a difesa della Via Balbia</strong> e dopo altri arretramenti il battaglione ricevette l’ordine, <strong>il 22 gennaio 1943</strong>, di schierarsi a sud dell’aeroporto di <strong>Castelbenito</strong>. Resiste ad oltranza insieme ad un battaglione di paracadutisti tedeschi per permettere alle divisioni italiane e tedesche di ripiegare lungo la litoranea. Il giorno successivo, il 23 gennaio, viene ordinato lo sgombero della capitale Tripoli e di unirsi con i nuovi reparti giunti in nord Africa per l’estrema difesa in Tunisia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sostiene una serie di aspri combattimenti a Medenine, Gabès sull'Akarit e in difesa della linea del Mareth in Tunisia tra il 6 e il 7 aprile del 1943, e anche in tale occasione diede un'eccellente prova, cultimanata con l'epica <strong>battaglia di Takrouna il 20 aprile 1943, ove riecheggia, nuovamentem il grido \"FOLGORE!!!\".</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo giorni di violentissimi combattimenti contro un'intera brigata neozalandese (circa 4.000 uomini contro 180) <strong>si immola quasi completamente pur di non lasciare le posizioni.</strong>&nbsp;Ai circa 50 sopravvissuti i britannici concederanno, nuovamente, l'<strong>onore delle armi</strong> come già successo ad <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-battaglia-di-el-alamein/\">El Alamein</a>.&nbsp;</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Sarà l’ultimo combattimento degli EROICI PARACADUTISTI D'ITALIA IN TERRA D'AFRICA</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-rinascita\">La rinascita</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lenta e costellata da innumerevoli difficoltà fu la ricostruzione della Specialità paracadutisti nel <strong>secondo dopoguerra</strong>.<br>Le clausole del Trattato di Pace erano drasticamente limitative riguardo le Forze Armate Italiane e non tenevano in nessun conto il fatto che queste ultime, dall’ <strong>Ottobre 1943 all’ Aprile 1945</strong>, avevano operato a fianco degli Alleati.<br>Tra le altre imposizioni dettate, vi era il divieto di costituire ed addestrare unità di paracadutisti, proprio alla luce dell’ importanza che la nascente specialità aveva dimostrato nel corso del conflitto mondiale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 1946 fu attuato un <strong>Centro di Esperienze per il Paracadutismo Militare</strong>, formato a Roma grazie al Capitano Leonida Turrini, insiame ad altri ufficiali e sottufficiali istruttori già appartenenti al reggimento “Nembo”, che furono in grado di procedere con l’addestramento, utilizzando vecchi materiali di lancio ed aerei <strong>SM-82</strong> sfuggiti alla demolizione, grazie alla cessione al <strong>Sovrano Militare Ordine di Malta</strong>, con le cui insegne volavano. Così fu possibile far riprendere i cicli addestrativi di lancio ad ex militari ed anche ad un certo numero di civili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Nel gennaio 1947 vennero riuniti presso il Centro Militare di Paracadutismo (C.M.P.) di Roma, comandato dal Tenente Colonnello Giuseppe Izzo.</strong><br>L’anno seguente, grazie alla costituzione di una unità sperimentale a livello di compagnia, che iniquadrava anche personale di leva, il Centro lasciò la sede romana per portarsi <strong>il 13 marzo a Viterbo</strong>, ove già nel periodo bellico era esistita la Scuola paracadutisti militari, affiancata nel 1942 a quella di Tarquinia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":2517,\"width\":\"500px\",\"linkDestination\":\"media\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><a href=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/folgore-60c1.jpg\"><img title=\"Storia della Folgore - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/folgore-60c1.jpg\" alt=\"Storia della Folgore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-2517\" style=\"width:500px\"/></a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Siamo a metà anni '60, possiamo notare il paracadute C.M.P. 53 con paracadute ausiliario ed equipaggiamento per lancio tattico. Il velivolo è un C-119G. Foto ristrutturata da BRIGATAFOLGORE.NET.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel contempo, mutata la situazione internazionale ed apertosi il periodo della “<strong>guerrafredda</strong>” tra le potenze occidentali ed i paesi del blocco sovietico, vennero ad attenuarsi le pesanti limitazioni imposte dal Trattato di Pace, mentre l’ingresso dell’ Italia nell’ ambito della <strong>NATO</strong>, ne sanci la definitiva caduta.<br>L’ attività del Centro poté allora proseguire senza soste: <strong>le compagnie paracadutisti divennero due</strong> e <strong>nel 1952 diedero vita al battaglione paracadutisti</strong>, prima unita di tale livello ad essere costituita nel dopoguerra.<br>Vennero successivamente costituiti un reparto <strong>carabinieri paracadutisti, un reparto sabotatori e cinque plotoni alpini paracadutisti destinati ad altrettante Brigate</strong>. Contemporaneamente veniva migliorato il materiale di lancio con l’adozione del paracadute <strong>C.M.P. 53</strong> (che finalmente prevedeva anche il paracadute ausiliario) ed il successivo <strong>C.M.P. 55</strong> (previsto di onehsot) mentre nel campo aereo i vetusti SM-82 lasciarono il campo ai più moderni Fairchild <strong>C-119G FLYING BOXCAR</strong> (o ”vagoni volanti” nella diffusa dizione italiana) ceduti dagli <strong>Stati Uniti in conto MDAP (Mutual Defence Assistance Program)</strong>. Il C.M.P. 55 sarà l'ultimo paracadute di concezione e costruzione completamente italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>A partire dal 1957</strong> venne ampliato il contingente di leva destinato a ricevere il brevetto da paracadutista ed allo stesso tempo il battaglione operativo venne ampliato quanto ad organici, trasformandosi nel <strong>1° gruppo tattico paracadutisti</strong> agli ordini del <strong>Tenente Colonnello Adolfo Giunta</strong>. A seguito di questo potenziamento fu presa la decisione di lasciare la vecchia sede di Viterbo e di trasferire tutte le unita appartenenti alle aviotruppe nelle <strong>nuove sedi di Pisa e Livorno</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A Pisa si trasferirono <strong>il Centro Militare di Patacadutismo </strong>sotto il comando del <strong>Colonnello Carlo Mautino, i reparti Carabinieri e Sabotatori, il reparto Addestramento Reclute, l’Ufficio Studi ed Esperienze e la compagnia aviorifornimenti, mentre a Livorno ebbe sede il 1° gruppo tattico paracadutisti e la costituenda 1° batteria artiglieria paracadutisti.</strong> Contemporaneamente a tutti gli effettivi di queste unità fu concessa l’autorizzazione a portare, <strong>al posto del basco “cachi” precedentemente in uso, quello “grigioverde” (già della Nembo) quale riconoscimento simbolico della Specialità che si apprestava a nuovi importanti sviluppi</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-brigata-paracadutisti\">La Brigata Paracadutisti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>1º gennaio 1963</strong>, a seguito di un'ulteriore espansione dei reparti, venne ufficialmente attivata la <strong>Brigata Paracadutisti</strong>, su decisione del suo capo di stato maggiore dell'epoca, il <strong>Generale Giuseppe Aloia</strong>. Primo comandante della ricostituita Brigata Paracadutisti, che fu posta alla dipendenze dello Stato Maggiore dell'Esercito, fu il <strong>Generale Aldo Magri</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>1 gennaio 1963</strong> quindi, <strong>si costituì a Pisa la Brigata Paracadutisti</strong> con la seguente struttura:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Comando</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Compagnia carabinieri paracadutisti (divenuta poi battaglione)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Battaglione sabotatori paracadutisti</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>1° reggimento paracadutisti (su due battaglioni)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Gruppo artiglieria da campagna paracadutisti</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Sezione elicotteri (costituita soltanto nel 1966)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Centro Addestramento Paracadutisti (CEPAR)<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Comando e Compagnia comando</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Battaglione addestramento reclute</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Ufficio servizi</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Compagnia aviorifornitori</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nello stesso, 1963, venne inquadrata nel <strong>VI Corpo d'armata di Bologna</strong> in cui erano inquadrate le brigate di fanteria Friuli e Trieste.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’anno successivo (<strong>1964</strong>) il Comando di Brigata si trasferi a Livorno riunendosi a tutte le altre unità operative, mentre a Pisa il CEPAR cambio denominazione assumendo quella di <strong>Scuola Militare di Paracadutismo (SMIPAR)</strong>. Negli anni successivi la “Folgore” si è trovata in prima linea, sia nei casi di emergenza civile, quali inondazioni <strong>(1966)</strong> e terremoti, sia in quelle occasioni in cui l’ uso della forza è stato inevitabile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-brigata-paracadutisti-folgore\">La Brigata Paracadutisti Folgore</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":2521,\"width\":\"500px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright size-full is-resized\"><img title=\"Storia della Folgore - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/s-l1200.jpg\" alt=\"Storia della Folgore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-2521\" style=\"width:500px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Negli anni 70 arrivano gli Hercules C-130 e viene perfezionato il materiale per il lancio dell'equipaggiamento</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Finalmente il <strong>10 giugno 1967</strong> la <strong>Brigata Paracadutisti fu autorizzata a fregiarsi del glorioso nome di “Folgore”</strong> mentre ai suoi effettivi, pochi giorni dopo, fu assegnato il <strong>basco di colore amaranto</strong>, seguendo una tradizione comune a quasi tutti i paesi del mondo, che vuole le truppe d’elite dotate di baschi dai colori immediatamente identificabili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo scenario politico internazionale, con il mondo diviso in 2  parti, gli <strong>Stati Uniti</strong> da un lato, l'<strong>Unione Sovietico</strong> dall'altro, pone l'Italia in una posizione di vitale importanza dal punto di vista strategico militare: l’attivitá addestrativa prosegui intensa, portando i Paracadutisti della Brigata ai più alti livelli internazionali, grazie anche a numerose esercitazioni, spesso in ambito <strong>NATO</strong>, che ne ufficializzarono la preparazione. <strong>La Folgore è la prima punta di diamante della NATO contro cui scontrarsi in caso di scenario bellico.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Di pari passo prosegui quindi l’ammodernamento dei mezzi e dei materiali in dotazione, in particolar modo di quelli aerei con la progressiva sostituzione dei vecchi C-119 da parte dei più moderni e capaci <strong>C-130 HERCULES e dei G-222</strong> di progettazione italiana, oltre che l’adozione di elicotteri di vario tipo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>1971</strong> tuttavia veniva funestato da una grande tragedia: l’<strong>alba del 9 novembre un C-130K della Royal Air Force</strong>, rischierato insieme ad altri velivoli dello stesso tipo a Pisa per un ciclo di esercitazioni, si inabissava dopo il decollo nella zona delle <strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/9-novembre-1971-il-dramma-di-gesso-4/\">secche della Meloria con a bordo 46 paracadutisti della Brigata</a></strong> partiti per effettuare un aviolancio in Sardegna. <strong>Nelle difficili operazioni di recupero perdeva la vita anche il Serg. Magg. Giannino Caria</strong> del btg. sabotatori, decorato alla Memoria di Medaglia d’Oro al Valor Civile ed a cui oggi è intitolata l’ammiraglia della piccola flotta di imbarcazioni della Brigata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La ristrutturazione dell’Esercito italiano, avvenuta nel <strong>1975</strong>, che mirava a privilegiare la componente qualitativa rispetto a quella quantitativa, incise profondamente sulla struttura della Brigata, con lo scioglimento del 1° reggimento, l’ assegnazione di un nominativo ai singoli battaglioni o gruppi e la costituzione di nuove unita di supporto. <strong>In base a tale ristrutturazione i battaglioni paracadutisti 2° e 5° assunsero la denominazione di Tarquinia e El Alamein, il battaglione carabinieri assunse quello di Tuscania</strong>, <strong>il battaglione sabotatori divenne 9° Col Moschin ed il gruppo di artiglieria fu ribattezzato 185° Viterbo, mentre il reparto aviazione divenne 26° gruppo squadrone A.L.E. Giove.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nell'<strong>ottobre 1976</strong> vennero consegnate ai battaglioni della Brigata le bandiere di guerra:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Al 2º Battaglione la bandiera già del 187º Reggimento Fanteria Paracadutisti della Divisione \"Folgore\"</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Al 5º Battaglione la bandiera già del 186º Reggimento Fanteria Paracadutisti della Divisione \"Folgore\"</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Al 9º Battaglione la bandiera già del 10º Reggimento arditi</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Vennero inoltre costituiti un battaglione logistico e le compagnie esplorante, controcarri, e genio pionieri, tutti identificati dal nome di “Folgore”. Contemporaneamente il battaglione reclute della Scuola Militare di Paracadutismo di Pisa assunse la numerazione di 3° e la denominazione di Poggio Rusco.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Successivi riordinamenti organici, interni alla Brigata, portarono allo scioglimento delle compagnie esplorante e controcarri, i cui effettivi, con logica evolutiva tendente a rendere sempre più efficienti e autonome le unità base, furono ripartiti in seno al 2° e al 5° battaglione. Infine esigenze di ordine logistico, resesi necessarie per ridurre il numero dei reparti esistenti presso la sede di Livorno, portarono ad una dislocazione del 5° battaglione e della compagnia genio pionieri, ora genio guastatori, rispettivamente presso le nuove sedi di Siena e di Lucca.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":2043,\"width\":\"400px\",\"linkDestination\":\"media\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><a href=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/79.jpg\"><img title=\"Storia della Folgore - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/79.jpg\" alt=\"Storia della Folgore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-2043\" style=\"width:400px\"/></a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Somalia, operazione IBIS: il più grosso sforzo bellico dal dopoguerra per la Folgore e per l'intero Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel <strong>1982</strong> viene impiegata, per la prima volta, in maniera pressochè completa (tutti i reparti) nella delicatissima <a href=\"https://brigatafolgore.net/italcon-libano-1982-84/\" data-type=\"page\" data-id=\"330\">missione Italcon in Libano</a>, una delle primissiome missioni internazionali di pace. Fornirà nuovamente un gruppo tattico nel <strong>1991</strong> nel quadro della missione di soccorso umanitario<strong> \"ITALPAR Airone\"</strong>, ridenominata successivamente \"ITALFOR Airone\", nel Kurdistan iracheno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nell’ anno <strong>1992</strong> veniva costituito il <strong>183° btg. Nembo</strong> con sede nella città di Pistoia, razionalizzando così l’ insediamento territoriale della Brigata. L’anno successivo il <strong>183° Battaglione, divenne 183° Reggimento</strong> costituto dal Battaglione fucilieri e dalla Compagnia CCS. E così via tutti gli altri, <strong>il 2°, con sede alla caserma Vannucci di Livorno divenne 187° Reggimento Paracadutisti Folgore, e il 5° Battaglione 186° reggimento Paracadutisti Folgore</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I Battaglioni rimasero, vennero integrati nei Reggimenti, cosicchè ogni Reggimento era costituito da un Battaglione composto da quattro compagnie fucilieri e una compagnia mortai pesanti, e da una compagnia comando e servizi esterna al battaglione che dipendeva direttamente dal Comando di Reggimento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nacque anche il <strong>185° Reggimento Artiglieria Paracadutisti</strong>, con sede a Livorno alla caserma Pisacane.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Reggimento aveva una struttura simile ai Reggimenti 183, 186, 187, ma le Compagnie operative vennero chiamate “batterie” ed erano inquadrate in un Battaglione. Negli anni successivi i Battaglioni ebbero qualche cambiamento a livello di Compagnie fucilieri (da quattro a tre), ma la struttura rimase fondamentalmente intatta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Da <strong>luglio 1992</strong> la brigata fornisce effettivi all'<a class=\"mw-redirect\" title=\"Operazione Vespri Siciliani\" href=\"https://brigatafolgore.net/vespri-siciliani-sicilia-1992/\">operazione Vespri Siciliani</a> per il controllo del territorio e la difesa di obiettivi sensibili. Dal <strong>dicembre 1992</strong> fu impiegata in <a href=\"https://brigatafolgore.net/reparti-schierati-in-somalia/\">Somalia fino al settembre 1993, nella missione ITALFOR Ibis, nell'ambito dell'operazione Restore Hope</a> ove è protagonista, il <a href=\"https://brigatafolgore.net/2-luglio-1993-la-battaglia/\">2 luglio 1993</a>, del primo conflitto militare italiano dal dopoguerra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Nel 1997</strong> l'assurda vicenda del <a href=\"https://brigatafolgore.net/somalia-gate-lunico-scandalo-e-la-bufala/\">Somalia-gate</a>, un'indagine montata ad arte dal settimanale Panorama per screditare la Folgore, poi archiviata per totale infondatezza (si scoprì che un militare aveva inventato storie a Panorama per tornaconto personale di natura economica).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nello stesso anno la brigata passava alle dipendenze del Comando delle forze operative di proiezione, costituito in quell'anno nell'ambito dei provvedimenti connessi con l'attuazione del Nuovo modello di difesa. <strong>Nel 1998</strong> veniva sciolto il <strong>3º Battaglione paracadutisti Poggio Rusco</strong>, che non aveva assunto la struttura reggimentale e l'anno successivo la <strong>Scuola militare di paracadutismo divenne il Centro addestramento paracadutismo</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli anni successivi ci furono significativi cambiamenti all'interno della Brigata:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Nel 1995</strong> il 9° Battaglione Col Moschin prese la denominazione di 9° Reggimento.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Nel 1999</strong> la SMiPar, Scuola Militare di Paracadutismo con sede a Pisa, divenne CeAPar (Centro Addestramento Paracadutismo).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Nello stesso anno i Carabinieri escono dall’Esercito costituendo una propria Forza Armata e di conseguenza il Reggimento Carabinieri Paracadutisti Tuscania esce dalla Folgore.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Nel 2001</strong> viene ricostituito l’8° Reggimento Genio Guastatori Paracadutisti con sede a Legnago (Verona), che andrà a sostituire il Battaglione Genio Guastatori Paracadutisti di Lucca.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Nel 2001</strong> ai Battaglioni del 183°, 186° e 187° viene aggiunta una compagnia controcarri.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Negli stessi anni il 185° Reggimento Artiglieria Paracadutisti divenne 185° R.A.O., Reparto Ricognizione e Acquisizione Obiettivi confluendo nel bacino fos (forze per operazioni speciali).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Nel 2004</strong> la brigata passa alle dipendenze del COMFOTER.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":2529,\"width\":\"500px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright size-full is-resized\"><img title=\"Storia della Folgore - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/santo-pelliccia.jpg\" alt=\"Storia della Folgore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-2529\" style=\"width:500px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Leone di El Alamein Par. Santo Pelliccia, classe 1923, in una foto poco prima di lasciarci all'età di 95 anni (31 agosto 2019).</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tuttavia <strong>nel 1997</strong>, speculazioni di una nota corrente politica, hanno rischiato di far sparire per sempre i Baschi Amaranto, la Brigata Folgore ha rischiato realmente lo scioglimento. <strong>Montato ad arte il “Somalgate” dal settimanale “panorama”</strong>, nell’<strong>Aprile 2001 la sentenza della Giustizia Italiana</strong>: le <strong>foto apparse sul periodico erano state manipolate, insomma, fotomontaggi</strong>. E i racconti accusatori dei pseudo-parà italiani, storie gonfiate ad arte da mitomani in cerca di notorietà, probabilmente finanziati da “qualcuno” che non ha mai gradito la Brigata Paracadutisti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ma la Folgore ha “tenuto botta”, si è chiusa in se stessa come fanno le Grandi Famiglie, ha resistito come è Suo Stile ed ha atteso il momento del grande riscatto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In <a href=\"https://brigatafolgore.net/afghanistan-il-ruolo-della-folgore/\">Afghanistan<strong> </strong>da aprile ad ottobre 2009</a>, la Folgore schiera il Comando e le Task Forces del Regional Command West e il contingente italiano in Kabul. Nel corso della missione i paracadutisti sono impegnati in operazioni contro i guerriglieri talebani rimanendo coinvolti in diversi conflitti a fuoco e attentati con IED sepolte nel terreno o autobomba.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I paracadutisti della Folgore sono stati i primi Italiani a essere videoripresi in combattimento in Afghanistan (6 ottobre 2009), grazie al giornalista <strong>Rai Nico Piro</strong>. <br>Il video della <strong>battaglia di Parmakan</strong> è stato ripubblicato da diversi siti di informazione, quotidiani e rilanciato dall'agenzia di stampa ANSA e APCOM.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli anni successivi all'operazione ISAF, la Brigata ha una nuova importante riorganizzazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":2533,\"width\":\"500px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img title=\"Storia della Folgore - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/masiello-raut2i-1.jpg\" alt=\"Storia della Folgore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-2533\" style=\"width:500px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Gen. di Corpo d'Armata Carmine Masiello, vice capo di SMD ed Isabella Rauti sottosegretario di Stato alla Difesa. Il Gen. Masiello ricopre la più alta carica militare mai coperta da un Ufficiale Paracadutista.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel <strong>2013</strong>, nell'ambito della successiva riorganizzazione, la Brigata transita alle dirette dipendenze di <strong>COMFOTER</strong> e vede mutare nuovamente la sua composizione. Entrano nella grande unità il <a href=\"https://brigatafolgore.net/3o-reggimento-savoia-cavalleria/\">3º Reggimento Savoia Cavalleria</a>, il <a href=\"https://brigatafolgore.net/reggimento-logistico-paracadutisti-folgore/\">6º Reggimento logistico Folgore</a> e il neo ricostituito 185º Reggimento Artiglieria Paracadutisti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lasciano invece la Folgore il <a href=\"https://brigatafolgore.net/col-moschin-forze-speciali-uomini-speciali/\">9º Reggimento paracadutisti d'assalto Col Moschin</a> e il <a href=\"https://brigatafolgore.net/185-reggimento-ricognizione-e-acquisizione-obiettivi-folgore/\">185º Reggimento paracadutisti ricognizione acquisizione obiettivi Folgore</a>, entrati a far parte dal 2014 del <strong>Comando delle forze speciali dell'Esercito</strong>, alle dirette dipendenze del sottocapo di Stato maggiore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal <strong>settembre 2016</strong> la Brigata lascia il <strong>Comando delle forze operative terrestri</strong> e passa alle dipendenze del <strong>Comando Forze Operative Nord</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Folgore rimane oggi una Grande Unità altamente addestrata con mezzi ed equipaggiamenti unici nell'intera sfera della forza armata, e i suoi paracadutisti al vertice della forza armata e non solo. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La pesantissima eredità con il glorioso passato e l'altissima perizia operativa della Brigata rappresentano la forza di tutti i Paracadutisti di oggi e di domani per la difesa della Nazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2024/02/ten-ferruccio-brandi-1940-color-medium.jpg","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2023-12-08 17:34:04"}
{"id":309,"titolo":"La Battaglia di El Alamein","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>23 ottobre 1942, ore 21:40</strong>: in una notte di luna piena 1.000 cannoni inglesi aprono il fuoco simultaneamente su<span style=\"font-size: 16px;\">lle postazioni Italo-Tedesche, è un inferno che dura 20 interminabili minuti. </span><strong style=\"font-size: 16px;\">L'ultimo atto della Battaglia di El Alamein è cominciato</strong><span style=\"font-size: 16px;\">.</span></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":2386,\"width\":\"400px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"align\":\"right\",\"className\":\"is-style-default\",\"style\":{\"border\":{\"radius\":\"0px\",\"width\":\"2px\"},\"color\":[]}} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright size-full is-resized has-custom-border is-style-default\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/rommel-montgomery.jpeg\" alt=\"La Battaglia di El Alamein - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-2386\" style=\"border-width:2px;border-radius:0px;width:400px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Generale Berard Law Montgomery a sinistra ed a destra il suo sfidante, il Generale Erwin Rommel.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il suo esito sarà determinante per le sorti di tutta la seconda guerra mondiale. A contendersi El Alamein sono il <strong>Generale Berard Law Montgomery</strong>, Comandante dell forze imperiali britanniche, di cui fanno parte truppe inglesi, neo zelandesi, australiane, indiane, sudafricane e francesi e il <strong>Generale Erwin Rommel</strong>, Comandante dell'Afrikakorps che guida le truppe italo-tedesche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il bagliore delle armi si disperde nel cielo inondato di luce: il destino dell'armata italo-tedesca è già scritto nei numeri: uomini, mezzi, carburante, tutto gioca a favore degli inglesi. Errori di strategia nei mesi passati, come la mancata invasione di Malta, scalo strategico fondamentale per affrontare adeguatamente gli impegni bellici nel nord Africa, costeranno care alle truppe dell'asse.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 4 novembre la battaglia è finita, i caduti danno la dimensione dello scontro: 9.000 tedesci, 13.500 inglesi, 17.000 italiani.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli ultimi a cedere saranno <strong>i Paracadutisti Italiani della Folgore</strong>: un coraggio eroico che merita l'onore del nemico e la memoria di chi sopravvive, e di chi oggi questa gloriosa unità continua a servirla con onore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-da-el-alamein-di-paolo-caccia-dominioni\">Da \"El Alamein\" di Paolo Caccia Dominioni:</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":2148,\"width\":\"400px\",\"align\":\"right\",\"className\":\"wp-image-2148 size-full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized wp-image-2148 size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/frattini.jpg\" alt=\"La Battaglia di El Alamein - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-2148\" style=\"width:400px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Gen. Enrico Frattini, comandante della Divisione Folgore ad El Alamein.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Scendono da una vettura tre prigionieri italiani, un generale e due colonnelli.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Portano l'uniforme della \"Folgore\": sono Frattini, comandante, Bignami, vice comandante e Boffa comandante dell'artiglieria paracadutista.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si avvicina un interprete.<br><em><strong>\"Lei è il comandante della Folgore? Un generale inglese desidera salutarla\"</strong></em>.<br>Si presenta il generale Hugues, della 44^, la divisione che nell'attacco alla \"Folgore\" ha subito lo smacco principale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I tre italiani e l'inglese, ritti e impalati, si salutano.<br>L'inglese accenna a tendere la mano: Frattini è immobile.<br>La mano inglese si ritrae.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em><strong>\"Si era sparsa la voce\"</strong></em> dice Hugues <em><strong>\"che il comandante della \"Folgore\" fosse caduto. Ho saputo che non è vero e voglio dire che sono contento.\"</strong></em><br>Frattini: <em><strong>\"Grazie\"</strong></em>.<br><em><strong>\"Volevo anche dire che nella mia lunga vita militare mai avevo incontrato soldati come quelli della Folgore.\"</strong></em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-introduzione\">Introduzione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al km 120 della litoranea Alessandria d'Egitto-Marsa Matruh si fronteggiarono due eserciti e due strateghi geniali: Rommel, Comandante dell'Afrika Korps e Montgomery, Comandante dell'8° Armata britannica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 1942, c'era soltanto una stazioncina lungo la ferrovia che dal Delta del Nilo raggiungeva il confine con la Libia e che gli Inglesi avevano prolungato fino in prossimità di Tobruk.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Situata sul Golfo degli Arabi, la località, distante 180 chilometri da Maesa Matruh e 105 da Alessandria, era soltanto un nome sulla carta geografica. Nessuno poteva immaginare che uomini in armi sotto una dozzina di bandiere (altro che le « due bandiere » del nome), si sarebbero dati battaglia in quel posto desolato: gli Italo-tedeschi, decisi a raggiungere Alessandria, Il Cairo e Suez, gli Inglesi, le truppe del <span style=\"font-size: 16px;\">Commonwealth e gli alleati altrettanto decisi a sbarrare il passo ai primi.</span></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":2337,\"width\":\"500px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/stazione-el-alamein.jpg\" alt=\"La Battaglia di El Alamein - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-2337\" style=\"width:500px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La stazione ferroviaria di El Alamein.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 1940, in previsione dell'entrata in guerra dell'Italia e di una avanzata dalla nostra Decima Armata in direzione dell'Egitto, il Comandante inglese del Medio Oriente, Generale Archibald Wavell, e il Comandante dell'Armeé d'Orient francese, enerale Maxime Weygand, compirono una ricognizione a El Alamein, avendo valutato l'importanza della posizione, difficilmente raggiungibile da sud. Quando gli Italiani raggiunsero El Alamein, scoprirono che alcune opere in calcestruzzo, apprestate dagli inglesi, recavano la data del 1940: segno evidente che le difese non erano state improvvisate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dunque, una posizione difficilmente aggirabile, infatti, a poco meno di 60 chilometri dalla costa, il deserto, rotto qua e là da piccoli rilievi che diventarono di grande importanza tattica e sovrastato a sud dai 217 metri della « piramide » naturale rocciosa di Quaret El Himeimat, piomba verso la depressione di El Qattara (134 metri sotto il livello del mare), costellata di sabbie mobili e terreno cedevole.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un’altra curiosità, questa molto importante, è che nella zona di El-Alamein si trovarono le uniche sorgenti di acqua dolce di quel tratto di deserto occidentale egiziano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'evidente sproporzione delle forze in campo, a favore degli inglesi (l'Ottava Armata britannica contava 220mila uomini, contro i 96mila dell'Afrika Korps Italo-Tedesco), era aggravata dalla mancanza di rifornimenti e dal fatto che i trasporti marittimi diretti in Libia erano implacabilmente silurati dagli inglesi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-gli-schieramenti-e-i-piani-di-combattimento\">Gli schieramenti e i piani di combattimento</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal nord verso sud lo schieramento dell'Asse Italo-Tedesco era il seguente: a nord le divisioni di fanteria \"Trento\", \"Bologna\" e \"Brescia\". All'estremità sud, la divisione Paracadutisti \"Folgore\", appena giunta in Africa settentrionale. Alle spalle della \"Folgore\", la divisione \"Pavia\". In prima linea, a sostegno delle forze italiane, la 164ma divisione tedesca e la brigata Paracadutisti del generale Ramcke. Le unità di manovra, tenute in seconda schiera, erano a nord la divisione corazzata \"Littorio\" e la 15ma Panzerdivision, e a sud la divisione corazzata \"Ariete\" e la 21ma Panzerdivision. Di riserva, la divisione \"Trieste\" e la 90ma divisione tedesca.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":2155,\"width\":\"500px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"custom\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright size-full is-resized\"><a href=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/el-alamein.jpg\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/el-alamein.jpg\" alt=\"La Battaglia di El Alamein - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-2155\" style=\"width:500px\"/></a></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo schieramento adottato da Montgomery era formato a nord, dal 30° Corpo d'Armata, a sud il 13° e, alle loro spalle, il reparto meglio addestrato e meglio armato, ossia il 10° Corpo d'Armata corazzato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 30° Corpo figuravano le divisioni indiana, neozelandese, australiana e sudafricana; nel 13°, oltre a due divisioni inglesi, due brigate francesi e una brigata greca.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale inglese aveva quindi a sua immediata disposizione tre divisioni corazzate e l’equivalente di sette divisioni di fanteria. Il concentramento di forze così ingenti richiese molte misure ingegnose di occultamento e molte precauzioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il suo piano consisteva nell'attaccare il centro del settore nord, dov'erano schierate la \"Trento\" e la 164ma divisione tedesca, tentando di sfondare nel tratto tenuto dagli italiani, ritenuti più deboli e peggio armati dei loro camerati germanici. Fatto questo, aprire due corridoi nei campi minati, attraverso i quali far passare i mezzi corazzati che dovevano eliminare i panzer nemici. I carri avrebbero protetto l'avanzata della fanteria e avrebbero spazzato via i reparti dell'Asse di prima linea. In un secondo tempo era prevista la distruzione delle truppe Italo-Tedesche di copertura. Infine dovevano essere eliminate le riserve.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il piano di Montgomery era una finta a sud, per poi attaccare in forze a nord. Nei giorni precedenti nel prepararsi, aveva mascherato e mimetizzato (addirittura avvalendosi di uno sceneggiatore cinematografico - Barkas- e di un illusionista - Maskelyne) un fortissimo concentramento a nord (86 battaglioni di fanteria, 150.000 uomini, alcune migliaia di automezzi, 3247 cannoni, migliaia di tonnellate di rifornimenti, 1350 carri armati. 1200 aerei) mentre predisposte un altro contingente di molto inferiore e disordinatamente a sud, che trasse in inganno Rommel prima di partire; più che convinto che gli inglesi con le forze che disponevano a sud non potevano prima di novembre scatenare un offensiva.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Soprattutto, fu necessario per la Gran Bretagna impedire all’aviazione nemica di rendersi conto perfettamente dell’imponenza dei preparativi. Tale sforzo fu coronato da un completo successo così che l’attacco costituì per il nemico una vera sorpresa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Assente Rommel (ricoverato in Germania alla fine di settembre), la battaglia cominciò alle 21.40 precise del 23 ottobre 1942, in una notte di luna piena, quando i mille cannoni di Montgomery aprirono il fuoco simultaneamente lungo il fronte, concentrando il tiro sulle postazioni di artiglieria sulle truppe dell'Asse per una ventina di minuti; il tiro era quindi diretto contro le posizioni occupate dalla fanteria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-battaglia-urto-iniziale\">La Battaglia, urto iniziale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alle 22 del 23 ottobre 1942 scatta l'azione delle fanterie che sarà seguita dall’azione dell'urto. Sotto la protezione del fuoco delle artiglierie, resa più efficace dai bombardamenti aerei, avanzarono il XXX e il XIII corpo d’armata, comandati rispettivamente dai <strong>Generali Leese e Horrocks</strong>, che attaccarono su un fronte di quattro divisioni; l’intero XXX corpo cercò di aprirsi due varchi attraverso le linee fortificate nemiche.<br>Dietro di esso seguirono le due divisioni corazzate del X corpo d’armata (<strong>Generale Lumsden</strong>) per sfruttare l’eventuale successo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":2404,\"width\":\"500px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/el-alamein-2nd-battle.jpg\" alt=\"La Battaglia di El Alamein - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-2404\" style=\"width:500px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il fuoco delle artiglierie inglesi sarà supportato anche dai pesanti bombardamenti aerei.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Notevoli progressi furono compiuti sotto la protezione di un fuoco imponente; all’alba erano state state create nello schieramento nemico profonde sacche. Tuttavia, sino a quel momento nessuna breccia fu aperta nel profondo sistema di campi minati e di sistemazioni difensive dei tedeschi. La resistenza dei tedeschi e degli italiani fu accanita, superiore al previsto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ma all'alba del 24 ottobre il 30mo Corpo d'armata britannico raggiunse gli obiettivi assegnati, ma le sue fanterie stanche e provate non poterono contribuire ad assicurare il passaggio dei carri armati nel varco aperto nel settore nord. Intanto il Generale tedesco Stumme, sostituto di Rommel, 24 ore dopo l’inizio della battaglia muorì. Secondo alcune fonti di aploplessia, con un un colpo di rivoltella alla tempia, secondo altri.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nelle primissime ore del giorno 25 Montgomery tenne rapporto ai comandanti di grado più elevato, dando ordine di spingere di nuovo all’attacco prima dell’alba le forze corazzate, in conformità alle sue istruzioni iniziali. Effettivamente, durante la giornata altro terreno fu guadagnato dopo aspri combattimenti; l’altura chiamata Kidney Ridge diviene teatro d’una battaglia furiosa con le divisioni corazzate nemiche, la 15a tedesca e l’ “Ariete” italiana, che lanciarono una serie di violenti contrattacchi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Su richiesta di Hitler, Rommel lasciò l’ospedale e riprese il comando nel tardo pomeriggio del giorno 25. Aspri combattimenti si svolsero per tutto il 26 lungo la profonda sacca aperta sino a quel momento nelle linee nemiche, e soprattutto ancora nella zona di Kidney Ridge.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'aviazione tedesca, che nei due giorni precedenti rimase, lanciò l’ultima sfida alla superiorità aerea inglese. Vi furono parecchi scontri che si risolvono per la maggior parte a favore di Montgomery.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli sforzi del XIII corpo d’armata ritardarono, ma non riuscirono ad impedire il trasferimento delle unità corazzate tedesche verso quello che ormai Rommel sapeva che era il settore decisivo della battaglia. Questo movimento fu tuttavia duramente ostacolato dalla RAF.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante tutto il 27 e il 28 ottobre infuriò una violenta battaglia per l’altura di Kidney, scatenata ripetutamente dalla 15a e dalla 21 a divisione corazzata tedesche, appena arrivate dal settore sud.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'avanzata inglese riprese il 28 nei corridoi, sotto il fuoco rapido e micidiale dei cannoni anticarro tedeschi; i carri armati inglesi posti fuori combattimento si contavano già a decine.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E' il momento culminante. Il 28 sera i carri inglesi distrutti sono circa trecento. La 1ma divisione corazzata inglese, al di là del corridoio, rischia a un certo punto di venire attaccata e respinta dalla 21ma divisione Panzer tedesca.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Montgomery, per evitare il peggio, spinse verso nord la 7ma divisione corazzata e ordinò alla 9na divisione australiana di colpire anch'essa a nord. La situazione non si presentà brillante. Il comandante dell'Ottava armata penssava di sfondare in un arco di tempo di una decina di ore e invece i suoi calcoli si rivelarono terribilmente sbagliati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A questo punto il Generale Inglese diede disposizioni per effettuare lo sfondamento decisivo (operazione \"Supercharge\", ovvero colpo d'ariete).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-lo-sfondamento-decisivo-il-supercharge\">Lo sfondamento decisivo, \"il Supercharge\"</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ecco come si svolse l’operazione \"Supercharge\", secondo le parole del Generale Inglese Alexander: «La notte del 28 e poi nuovamente il 30 ottobre gli australiani attaccarono verso nord in direzione della costa riuscendo finalmente a isolare quattro battaglioni tedeschi rimasti sul posto. Il nemico sembrava fermamente convinto che intendessimo attaccare lungo la strada e la linea ferroviaria e reagì alla nostra puntata con estrema energia. Rommel spostò la 2^ divisione corazzata dalla sua posizione a ovest del nostro saliente vi aggiunse la 90^ divisione leggera che sorvegliava il fianco nord dello stesso saliente e lanciò le due unità in furiosi attacchi per disimpegnare le truppe accerchiate. Il posto lasciato libero dalla 2^ divisione corazzata fece avanzare la divisione \"Trieste\" che era la sua ultima unità di riserva non ancora impiegata. Mentre Rommel era così duramente impegnato e dava fondo alle ultime formazioni fresche che gli rimanevano nel tentativo di disimpegnare un solo reggimento noi fummo in grado di completare senza essere disturbati la riorganizzazione delle nostre forze per l’operazione “Supercharge”. La magnifica puntata degli australiani, attuata con una serie ininterrotta di aspri combattimenti, aveva volto a favore degli inglesi le sorti di tutta la battaglia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>All’una antimeridiana del 2 novembre l’operazione “Supercharge” aveva inizio. Protette da un fuoco di sbarramento di 300 pezzi d’artiglieria, le brigate britanniche aggregate alla divisione neozelandese sfondarono il sistema di difesa nemico e la IX brigata corazzata britannica si lanciò in avanti. Esse urtarono tuttavia in una nuova linea di difesa, forte di numerose postazioni anticarro, lungo la pista di Ei Rahman. Ne risultò un lungo combattimento che costò gravi perdite alla brigata; il corridoio alle sue spalle fu però tenuto aperto e la la divisione corazzata britannica poté avanzare lungo di esso\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":2403,\"width\":\"500px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/Sherman-8-armata-el-alamein.jpg\" alt=\"La Battaglia di El Alamein - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-2403\" style=\"width:500px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">I potentissimi (e robusti) carri armati Sherman dell'Ottava armata brittannica.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La sera del 2 novembre secondo le stesse fonti tedesche, le divisioni corazzate germaniche, che iniziarono la battaglia con 240 carri efficienti, ne allinearono soltanto 38, ma invece di ripiegare il 3 novembre arrivò un perentorio ordine di Hitler, con il quale si impose all'Afrika Korps di farsi uccidere sul posto piuttosto di indietreggiare di un metro. Così Rommel mandò a tutti i reparti l'ordine di resistere a ogni costo, rifiutando di accettare le implorazioni dei suoi generali, contrari a questa condotta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nelle prime ore del giorno 4, la V brigata indiana scatenò un fulmineo attacco a otto chilometri a sud di Tel El-Aggagir, con successo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Montgomery è in piena avanzata, avendo aggirato ormai lo sbarramento anticarro italo-tedesco. Il Generale tedesco Von Thoma, in prima linea, si consegna agli inglesi, senza rispettare, in questo modo, l’ordine imposto da Hitler ai suoi uomini. Alle 15.30 giunge a Rommel un messaggio: la divisione italiana \"Ariete\" non esiste più, si è immolata per tenere le posizioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli inglesi hanno aperto una breccia ampia venti chilometri. Alle 8 di sera, quando apprende che la brigata corazzata britannica è già arrivata alla litoranea, Erwin Rommel decide l'unica soluzione possibile: la ritirata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli ultimi a cedere ad El Alamein saranno i Paracadutisti della \"Folgore\", abbarbicati al terreno a sud, ai margini della depressione di El Qattara hanno di fronte quel 13mo Corpo d'armata che, secondo la versione inglese, deve impegnarsi soltanto per dar vita a un falso scopo, mentre in realtà è costretto a combattere una delle più dure e logoranti battaglie locali di sfondamento dell'intero fronte.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I Paracadutisti Italiani della Folgore resisterono per ben tredici giorni SENZA CEDERE UN METRO, senza acqua e senza cibo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Stremati, e senza munizioni, continuarono a combattere andando all’attacco con i propri pugnali, e all’invito inglese di arrendersi, accerchiati dagli inglesi, montarono sulle carcasse dei carri, petto in fuori e pugnale in alto risposero con il grido: “FOLGORE!!!”<br>Partiti dall'Italia in cinquemila, rimasero, tra ufficiali e truppa, in trecentoquattro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla resa, i ragazzi ebbero l’Onore delle Armi e il nome della divisione, FOLGORE, con le loro gesta divenne subito, inevitabilmente, leggenda.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-coraggio-contro-acciaio-il-ruolo-della-folgore-consumata-ma-non-vinta\">Coraggio contro acciaio: il ruolo della Folgore, consumata, MA NON VINTA</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La sera del 23 ottobre, come descritto, cominciò l'improvvisa azione di preparazione dell'artiglieria avversaria che preannunciava l'imminenza dell'attacco.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli inglesi disponevano di 2.000 nuovi carri armati dei tipi più moderni, (oltre 1.300 impiegati nella battaglia) in prevalenza americani, di una fortissima aviazione che dominava incontrastata il cielo, di circa 3.000 cannoni di ogni calibro e di elevata potenza, con una scorta di munizioni che permetteva loro di rovesciare sulle nostre linee migliaia di tonnellate di proiettili per settimane consecutive.<br>Dai margini della depressione di El Qattara fino al mare si accese, improvviso, un gigantesco lampegiare che si fondeva in un'unica vampata vulcanica, accompagnata da migliaia di scoppi che sommergevano completamente il nostro schieramento, dalla linea dei capisaldi alle postazioni d'artiglieria ed oltre, per sconvolgere e distruggere tutto ciò che potesse potenziare la nostra resistenza. L' uso di cortine fumogene paralizzava l' osservazione, ostacolava il tiro dei cannoni ed impediva di scorgere le mosse del nemico che si apprestava a serrare sotto le nostre difese per attaccarle.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La \"Folgore\" attendeva l'imminente urto con la ferma volontà di opporsi all'avversario col massimo impegno e far pagare, agli inglesi, a caro prezzo, il loro ambizioso progetto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I nostri ragazzi sembravano elettrizzati da quell'atmosfera di battaglia e dall'eccezionale spettacolo che si svolgeva intorno a loro, ed attendevano senza timori lo sviluppo degli avvenimenti per incontrarsi con i Inglesi e dare loro il \"benvenuto\".<br>Alle ore 20,40 del 23 ottobre l'avversario iniziava un fuoco di artiglieria di violenza e proporzioni inusitate che si protraeva ininterrottamente per tutta la notte sul 24 ed investiva in pieno l'intero fronte presidiato dalla Divisione \"Folgore\".<br>Dal rilevamento delle vampe si potè calcolare che contro il solo fronte del 187° reggimento agivano non meno di 150 pezzi (confermati poi in 200). Malgrado il massiccio tiro d'artiglieria, si poteva udire ogni tanto lo sferragliamento di cospicue masse di carri armati serranti sotto le posizioni dei paracadutisti.<br>Quando, fra gli scoppi e le vampe che illuminavano a giorno le postazioni si udì l'ordine dei comandanti «ai posti di combattimento» un grido solo rispose, altissimo ed unanime «Folgore!». Subito dopo numerose pattuglie nemiche, protette da nebbiogeni, tentavano di raggiungere i campi minati per aprirvi dei varchi, ma venivano inesorabilmente respinte.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":2405,\"width\":\"500px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/folgore-el-alamein.jpg\" alt=\"La Battaglia di El Alamein - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-2405\" style=\"width:500px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Contraggio contro Acciaio: i Paracadutisti Italiani affrontarono i carri inglesi utilizzando mine tolte dalla sabbia attaccondoli su di essi con del grasso motore.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel settore centrale la compagnia avanzata, la 6° comandata dal <strong>Capitano Marenco</strong>, si fece sterminare dopo un violento corpo a corpo; <strong>dei 90 paracadutisti che componevano la compagnia, solo una ventina rìuscirono a ripiegare verso la nostra linea principale di difesa</strong>. Avevano distrutto 30 carri armati ed ucciso circa 150 inglesi. Nel pomeriggio del 24, in un tentativo di contrattacco, cadeva il comandante dei raggruppamento <strong>Tenente Colonnello Marescotti Ruspoli</strong> a cui veniva concessa la medaglia d'oro alla memoria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Verso le ore 14 del 25 ottobre una colonna di una quarantina di carri (4° Brigata corazzata leggera della 7° Divisione corazzata britannica) e due battaglioni di fanteria attaccavano il caposaldo della 12° compagnia deil IV/187° comandata dal <strong>Capitano Cristofori</strong>. Dopo lotta violentissima, che condusse a fasi di corpo a corpo, il nemico veniva respinto con perdite particolarmente sanguinose, lasciando sul terreno 22 carri armati immobilizzati.<br>Nella notte sul 26 l'avversario compiva l'ultimo tentativo di rompere il fronte della \"Folgore\". Avendo constatato la saldezza della nostra linea, decise di far massa contro il saliente di Deir el Munassib, allo scopo di impadronirsene e di irrompere quindi lungo un allineamento vallivo (Deir el Munassib-Deir Alinda), che da quelle posizioni si diparte.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo la consueta preparazione di artiglieria e nebbiogeni, al sorgere della luna (ore 22) la 69° Brigata di fanteria (50° Divisione britannica) e reparti della Brigata \"Francia Libera\" mossero su tre colonne all'attacco contro le posizioni dei IV/187° reggimento. Una colonna, composta di due battaglioni dei reggimento \"Green Howards\" e di una compagnia autoblindo, riprendeva il fallito attacco del pomeriggio contro il caposaldo della 12° compagnia; un'altra colonna formata di elementi d'assalto degaullisti, impegnava la 10° compagnia; una terza colonna costituita dai battaglioni del reggimento \"Royal West Kent\" (44° Divisione britannica) e dal battaglione carri IV/8° Hussars (7° Divisione corazzata), investiva da ogni lato il caposaldo presidiato dalla 11° compagnia. Contemporaneamente venivano impegnate da altre unità le postazioni del II battaglione. Alle ore 23 l'intero fronte dei 187° reggimento era così premuto da ogni parte.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Aliquote del IX battaglione in secondo scaglione, venivano spostate nella notte per rafforzare le ali dello schieramento, particolarmente minacciate. Verso le ore 01,00 gli attacchi diretti contro le postazioni della 10° e 12° compagnia potevano considerarsi stroncati. Le colonne avversarie in seguito alle gravi perdite subite, desistevano da ogni tentativo di progresso e si accontentavano di mantenere impegnata la difesa.<br>Grave si manifestava invece la situazione della 11° compagnia. I vari centri di fuoco della compagnia attaccati su ogni lato e premuti da presso dai carri armati si difesero disperatamente. La lotta durò violentissima per un paio d'ore; poi, uno alla volta, i pezzi controcarro esaurirono le munizioni e non potendo esserne riforniti perché rimasti isolati, furono costretti al silenzio. Le armi automatiche venivano soverchiate dai carri. Alle ore 04,00 solo un paio di centri di fuoco resistevano ancora; la quasi totalità degli uomini della compagnia era caduta sulle posizioni.<br>In questa azione cadeva eroicamente, guidando un ultimo disperato tentativo di contrassalto, il Comandante della compagnia <strong>Capitano Costantino Ruspoli</strong> alla cui memoria fu conferita la medaglia d'oro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"lightbox\":{\"enabled\":true},\"id\":2412,\"width\":\"500px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"media\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright size-full is-resized\"><a href=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/dhm6182.jpg\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/dhm6182.jpg\" alt=\"La Battaglia di El Alamein - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-2412\" style=\"width:500px\"/></a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il belllissimo dipinto realizzato dall'inglese <a href=\"https://www.military-art.com/mall/more.php?ProdID=24371\" data-type=\"link\" data-id=\"https://www.military-art.com/mall/more.php?ProdID=24371\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">David Pentland</a> raffigurante i Paracadutisti Italiani in battaglia ad El Alamein.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alle prime luci del giorno 27 il Comandante dei IV/187° (<strong>Capitano Valletti</strong>) quattro volte ferito, ma rimasto volontariamente sul posto, ordinava un contrassalto che veniva eseguito da un plotone al Comando del <strong>Tenente Raffaele Trotta</strong>, Comandante della compagnia cannoni da 47/32 assegnata in rinforzo al IV battaglione.<br>Ad azione ultimata, le posizioni perdute venivano riconquistate e saldamente tenute, successivamente il tenente Trotta veniva sostituito dal Tenente Gallo, il quale a sua volta ferito, cedeva il comando del battaglione al <strong>Maggiore Vagliasindi</strong>.<br>Nel corso del giorno 27 il nemico, efficacemente contrastato, tentava un ulteriore attacco, contro le posizioni della 10°/IV con elementi degaullisti rinforzati da un battaglione del Queen's Royal Regiment (44° Divisione inglese). La immediata, decisa reazione del presidio, il tempestivo intervento delle artiglierie stroncavano l'attacco ed il nemico veniva rigettato con gravi perdite.<br>Durante il contrassalto cadeva eroicamente alla testa dei suoi uomini il comandante della compagnia, <strong>Tenente Gastone Simoni</strong> alla cui memoria veniva conferita la medaglia d'oro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Maggiore d'artiglieria <strong>Francesco Vagliasindi</strong> del 185° reggimento, il cui gruppo a seguito delle perdite subite era stato sciolto, e che aveva chiesto l'onore di assumere il comando di un reparto di fanteria, cadeva alla testa del IV/187° reggimento.<br>Il giorno 28 il nemico, esausto, non rinnovava i suoi attacchi limitandosi a battere le nostre posizioni con violenti tiri di artiglieria e mortai.<br>Nei giorni successivi, dopo qualche scontro di carattere locale, gli opposti fronti andavano stabilizzandosi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>L'offensiva tentata dal nemico contro la \"Folgore\" era sanguinosamente fallita dopo sei giorni di accaniti combattimenti ed inutili attacchi</strong>. L'avversario era solo riuscito ad occupare parzialmente un caposaldo avanzato senza però infirmare la solidità delle posizioni, nè intaccare minimamente la linea di resistenza. Il nemico aveva lasciato sul terreno alcune centinaia di caduti; 52 carri furono da esso perduti; 164 uomini tra cui 12 ufficiali, venivano catturati.<br>Particolarmente significativo il tributo di sangue offerto dai comandanti di battaglione e di gruppo della \"Folgore\": <strong>su 16 ufficiali succedutisi al comando di 9 unità, si ebbero ben 15 perdite (10 caduti e 5 feriti).</strong><br>Il Generale Alexander, a proposito dei combattimenti di quei giorni, scrisse: «Si trovò che il nemico era in forze e bene appostato, pertanto non si insistette nell'attacco».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per quanto riguarda i due raggruppamenti nei quali era articolato il 186° si è detto che l'attacco si attuò in due direzioni: da est verso ovest, prevalentemente sul fronte del settimo battaglione (raggruppamento Tantillo) ed essenzialmente condotto da fanterie.<br>Sul fronte dei VII battaglione l'attacco si protrasse fino al 31 ottobre, con alterne vicende, per l'intervento di nostri contrattacchi condotti con l'appoggio di carri armati. Iniziatosi con la distruzione dei nostri centri in fascia di osservazione, sovrumanamente difesisi con bombe a mano e bottiglie molotov; culminato il 26 ottobre con la costituzione da parte del nemico di una sacca al centro della posizione di resistenza del battaglione; ed infine respinto dal nostro contrattacco il 27 ottobre, con la eliminazione di tale sacca e la cattura di un maggiore, 3 capitani, 4 tenenti, 207 militari, armi e munizioni: davanti alle nostre posizioni, si contano semidistrutti, 67 mezzi corazzati nemici. Il 28 ottobre, un \"parlamentario\" inglese si presentava per chiedere una tregua d'armi, allo scopo di dare sepoltura ai caduti d'ambo le parti. La tregua, concessa, ha la durata di tre ore; al termine vengono scambiati i recuperati piastrini dei caduti: 50 paracadutisti, circa 150 inglesi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":2417,\"width\":\"500px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"media\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright size-full is-resized\"><a href=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/el-alamein_folgore_paolo-caccia-dominioni_1.jpg\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/el-alamein_folgore_paolo-caccia-dominioni_1.jpg\" alt=\"La Battaglia di El Alamein - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-2417\" style=\"width:500px\"/></a><figcaption class=\"wp-element-caption\">La storica illustrazione del Maggiore Paolo Caccia Dominioni.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il nemico si riordina e si sistema a circa 600 metri dalle nostre linee per riprendere fra il 29 ottobre e la notte del 1 novembre i suoi sforzi condotti però, a quello che sembrava, con scarsa decisione e forse a solo scopo dimostrativo: lasciò in seguito alla nostra reazione, nelle nostre mani un'altra cinquantina di prigionieri.<br>Sul fronte del V battaglione il vero e proprio contatto con il nemico avvenne verso le ore 3 antimeridiane dei giorno 24 ottobre. Anche qui esso non avvenne di sorpresa, perché fin dalla mezzanotte il posto avanzato di Qaret el Himeimat aveva dato notizia che si udiva sfilare da sud-est verso nord-ovest una forte massa di mezzi meccanizzati nemici: indubbio preludio ad un attacco avvolgente contro l'ala esposta del nostro schieramento generale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per detta eventualità, data la natura e data anche l'esiguità delle forze disponibili, il comandante del battaglione, con il pieno consenso del comandante del reggimento, si era orientato al seguente concetto: ridurre all'estremo uomini e mezzi dislocati ai piedi delle propaggini sud del ciglione di Munaquir el Daba, sovrastante la depressione salata, a sorveglianza del campo minato ivi esistente e col compito preciso di disorientare con la loro azione il nemico dando nel contempo un sicuro allarme al comando; di reagire in alto con l'immediato contrattacco contro le fanterie nemiche che si fossero affacciate da sud sull'altopiano (prive ormai dell'appoggio dei mezzi corazzati, necessariamente attardati dalla natura impervia degli accessi) cogliendole così di sorpresa, quando avrebbero creduto di aver raggiunto con estrema facilità il successo. A tale scopo il Comandante di battaglione, dopo aver sottratto e riunito tutti gli uomini non strettamente necessari al servizio delle armi, disponeva di circa 3 plotoni appoggiati da alcuni mortai. Da parte sua il comando di reggimento dislocato come detto poche centinaia di metri a nord di Naqb Rala, armando con personale di fortuna alcuni pezzi anticarro da 47/32 (giunti senza personale nella giornata del 23) aveva disposto uno sbarramento prudenziale, fronte a sud della gola di Naqb Rala; aveva un pugno di uomini composto dagli elementi del plotone collegamenti e del comando; aveva predisposto per l'afflusso (qualora le vicende dell'azione l'avessero reso necessario e possibile) degli uomini dei centri arretrati viciniori del VI battaglione dislocati nella piana: perché, ove si fosse giunti a quegli estremi, egli giudicava di dovere giocare tutto per tutto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'azione nemica contro il fianco destro del battaglione si risolse rapidamente e nella maniera più brillante per noi: gli scoppi di alcune mine e il divampare improvviso breve ed intenso del fuoco delle mitragliatrici, il lancio delle bombe a mano da parte degli elementi di osservazione in basso, avverte che il contatto era avvenuto ai piedi del Ciglione Sud di Munaquir el Daba e che sarebbe stato imminente l'affacciarsi sull'Altopiano di Naqb Rala delle fanterie nemiche. Il Comandante di battaglione articolò il rincalzo in due aliquote per l'azione sul fianco destro e nel fronte degli attaccanti; il comandante di reggimento con il modestissimo reparto di formazione si avviò verso il comando del Quinto battaglione. Ma il suo intervento non fu necessario; il V battaglione risolse coi suoi mezzi la situazione. Non appena, nell'incerto chiarore antelucano vede dilagare in silenzio sul pianoro le fanterie nemiche, riconoscibili per il caratteristico elmetto, il Comandante del battaglione fa scatenare su di esse alcune celerissime salve di mortai e raffiche di mitragliatrici pesanti ed al grido di Savoia, Viva l'Italia, \"Folgore\", dà il segnale del contrassalto: si gettano nella mischia anche i serventi della compagnia mortai. Il nemico si arresta, tenta di resistere ma viene travolto ed incalzato, fino a che l'ultimo uomo non ha sgombrato il pianoro, ridiscendendo le pendici sud di Munaquir el Daba. Il Comandante del battaglione, il suo Vice Comandante, il Comandante della compagnia mortai, ed altri ufficiali sono feriti, sensibili sono nel complesso le perdite che hanno costituito il prezzo del successo. Ma sul fronte del V battaglione il nemico non compie nessun altro attacco.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fra il VII e il V è schierato il VI; questo non subisce alcun serio tentativo di rottura, ma sopporta notevoli perdite per le azioni di bombardamento e nelle azioni di pattuglia che si sviluppano, particolarmente attive, verso il tratto tenuto dal VII, a protezione del proprio fianco sinistro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con la fine di ottobre tutto sembra avviarsi ad una relativa calma. Il nemico è stato respinto, ma le perdite complessive subite specie nei quadri, sono state gravissime: Per il 186° Reggimento sono caduti il Vice Comandante del reggimento (<strong>Tenente Colonnello Ruspoli</strong>), il comandante del VI battaglione (<strong>Maggiore Bergonzi</strong>) ed alcuni comandanti di compagnia; sono rimasti feriti fra gli altri il comandante del V battaglione (<strong>Maggiore Izzo</strong>), l'aiutante maggiore in 1° del reggimento (<strong>Capitano Maggiulli</strong>), il <strong>Capitano medico Guberti</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I comandi dei battaglioni V e VI sono tenuti da capitani appena promossi, le compagnie in gran prevalenza sono comandate da sottotenenti di complemento o da sottufficiali; la forza dei reparti è ridotta a pochi uomini. Ma il rimpianto per la perdita di tanti e tanti compagni d'arma è virile; lungi dal reprimere gli animi, esalta in tutti l'orgogliosa fierezza di avere ovunque respinto il nemico combattendo strenuamente. La situazione generale impose al comando di Armata di ordinare l'arretramento di tutto il fronte: l'ordine al 186° fu portato dal Vice Comandante della Divisione <strong>Generale Bignami</strong> alle ore 21,30 del 1 novembre: esecuzione immediata; nuova linea di schieramento da assumersi per l'alba del 2 novembre: Rain Pool-Karet el Kadim; divieto di operare distruzioni che comunque potessero svelare il movimento al nemico; mezzi di trasporto a disposizione per il traino dei pezzi e per il carico di almeno parte delle riserve di munizioni; viveri ed acqua (che erano state accumulate in vista di strenua resistenza in posto) nessuno...<br>Tutti si resero conto che cominciava, per il reggimento e per la divisione la più dolorosa vicenda; ma tutti erano decisi a far si che questa diventasse anche la più gloriosa e restasse leggendaria. La ritirata nel deserto.<br>La BBC inglese a battaglia conclusa, l'11 novembre così commenta: <em>\"I resti della divisione Folgore hanno resistito oltre ogni limite delle possibilità umane\"</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-ritirata\">La ritirata</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":2418,\"width\":\"500px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"media\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright size-full is-resized\"><a href=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/el-alamein_folgore_paolo-caccia-dominioni_2.jpeg\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/el-alamein_folgore_paolo-caccia-dominioni_2.jpeg\" alt=\"La Battaglia di El Alamein - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-2418\" style=\"width:500px\"/></a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ancora un'illustrazione di Paolo Caccia Dominioni, questa volta dei Paracadutisti nell'epica ritirata nel deserto.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La battaglia è ormai vinta per gli inglesi e la via è aperta ai loro carri armati per inseguire il nemico attraverso il deserto ormai sgombro di ostacoli. Rommel si trova ormai in piena ritirata, ma vi sono mezzi di trasporto e carburante sufficienti soltanto per una parte delle sue truppe e i tedeschi si arrogano la precedenza nell’uso degli automezzi. Parecchie migliaia di uomini appartenenti alle sei divisioni italiane sono così abbandonate in pieno deserto con poca acqua e poco cibo, e senz’altra prospettiva che quella di essere circondati e spediti nei campi di concentramento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il campo di battaglia è seminato di carri armati distrutti o inutilizzabili, di cannoni e di automezzi abbandonati. L’aviazione tedesca ha rinunciato alla disperata impresa di contrastare la superiorità aerea della RAF, così che l' aviazione inglese operava pressoché indisturbata, attaccando senza tregua con tutte le sue forze le lunghe colonne di uomini e di automezzi che fuggono verso ovest. La ritirata sarà un altro capolavoro del feldmaresciallo, perché nonostante la sconfitta subita Montgomery non riuscirà ad accerchiarlo e a distruggere definitivamente l'Afrika Korps.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tuttavia, al termine della battaglia quattro divisioni germaniche e otto italiane hanno cessato di esistere come unità combattenti. Gli inglesi catturarono 30.000 prigionieri con enormi quantità di materiale d’ogni genere. Comincia qui l'odissea dei 70mila superstiti della battaglia di El Alamein: 3.400 chilometri nel deserto, invano inseguiti dal nemico fino alla Tunisia. Superstiti e caduti, entrano, inevitabilmente, nella leggenda, ricordati non solo dalla propria Patria, ma anche dallo stesso nemico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-citazioni-sull-eroicita-della-folgore-nella-battaglia-di-el-alamein\">Citazioni sull'Eroicità della Folgore nella Battaglia di El Alamein</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-nino-arena-dal-libro-folgore\"><strong>Nino Arena, dal Libro “FOLGORE”</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>“Non un solo drappo bianco. Nessun uomo ha alzato le braccia. 32 ufficiali e 272 paracadutisti, feriti e stremati, erano ancora nei ranghi, con le armi in pugno, in piedi, quando il nemico li ha catturati. Privi di acqua e rifornimenti da sette giorni, e senza munizioni, e dopo avere risposto con l’ennesimo “FOLGORE!” agli inviti ad arrendersi con le braccia alzate.”</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-inviato-inglese-di-radio-cairo-hearth-brighton-9-settembre-1942\"><strong>Inviato inglese di Radio Cairo, Hearth Brighton, 9 settembre 1942</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>“Gli italiani si sono battuti molto bene. La Divisione Paracadutisti Folgore, in particolare, ha resistito oltre ogni possibile capacita’ umana ed oltre ogni possibile speranza”.</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-agenzia-reuter-londra-11-novembre-1942\"><strong>Agenzia Reuter, Londra, 11 novembre 1942</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>“Ammirevole lo slancio ed il coraggio dei Paracadutisti Italiani della Divisione Folgore”</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-bbc-3-dicembre-1942\"><strong>BBC, 3 dicembre 1942</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>\"Gli ultimi superstiti della Folgore sono stati raccolti, esanimi e con le armi in pugno. Nessuno si e’ arreso. Nessuno si e’ fatto disarmare.\"</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-onorificenze\">Onorificenze</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-medaglia-d-oro-al-valor-militare-bandiera-di-guerra-del-185-reggimento-artiglieria-paracadutisti-folgore\"><strong>Medaglia d'Oro al Valor Militare Bandiera di Guerra del 185° Reggimento Artiglieria Paracadutisti \"Folgore \"</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Reggimento artiglieria paracadutisti della gloriosa Divisione \"Folgore\" in unione alle aliquote divisionali ad esso assegnate, per tre mesi, senza soste, si prodigò valorosamente in numerose azioni offensive e difensive stroncando sempre l’impetuosa avanzata del nemico enormemente superiore per numero e per mezzi. Nell’epica battaglia di El Alamein, stremato per le perdite subite, cessato ogni rifornimento di acqua, viveri e munizioni, con la fede che solo il più sublime amor di Patria può generare, respingeva sdegnosamente, al grido di \"Folgore\" ripetuti inviti alla resa, dimostrando in tal modo che la superiorità dei mezzi poteva soverchiare i paracadutisti d’Italia, piegarli mai. Attraverso innumerevoli episodi d’eroismo collettivi ed individuali, protraeva la resistenza fino al totale esaurimento di ogni mezzo di lotta imponendosi al rispetto ed all’ammirazione dello stesso nemico, scrivendo così una delle pagine più fulgide di valore per l’Esercito italiano.</em></p>\n<!-- /wp:paragraph --><cite><em>Africa Settentrionale, 22 luglio - 12 ottobre 1942; Battaglia di El Alamein, 23 ottobre - 6 novembre 1942.</em></cite></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-medaglia-d-oro-al-valor-militare-bandiera-di-guerra-del-186-reggimento-paracadutisti-folgore\"><strong>Medaglia d'Oro al Valor Militare Bandiera di Guerra del 186° Reggimento Paracadutisti \"Folgore\"</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Reggimento paracadutisti della gloriosa Divisione “Folgore”, in unione alle aliquote divisionali ad esso assegnate, per tre mesi, senza soste, si prodigò valorosamente in numerose azioni offensive e difensive stroncando sempre l’impetuosa avanzata del nemico enormemente superiore per numero e per mezzi. Nell’epica battaglia di El Alamein, stremato per le perdite subite, cessato ogni rifornimento di acqua, viveri e munizioni, con la fede che solo il più sublime amor di Patria può generare, respingeva sdegnosamente, al grido di \"Folgore\" ripetuti inviti alla resa, dimostrando in tal modo che la superiorità dei mezzi poteva soverchiare i paracadutisti d’italia, piegarli mai. Attraverso innumerevoli episodi d’eroismo collettivi ed individuali, protraeva la resistenza tino al totale esaurimento di ogni mezzo di lotta imponendosi al rispetto ed all’ammirazione dello stesso nemico, scrivendo così una delle pagine più fulgide di valore per l’Esercito italiano.&nbsp;</em></p>\n<!-- /wp:paragraph --><cite><em>Africa Settentrionale, 22 luglio - 12 ottobre 1</em><em>942; Battaglia di El Alamein, 23 ottobre - 6 novembre 1942.</em></cite></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-medaglia-d-oro-al-valor-militare-bandiera-di-guerra-del-187-reggimento-paracadutisti-folgore\"><strong>Medaglia d'Oro al Valor Militare Bandiera di Guerra del 187° Reggimento Paracadutisti \"Folgore\"</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>R<em>eggimento paracadutisti della gloriosa Divisione “Folgore”, in unione alle aliquote divisionali ad esso assegnate, per tre mesi, senza soste, si prodigò valorosamente in numerose azioni offensive e difensive stroncando sempre l’impetuosa avanzata del nemico enormemente superiore per numero e per mezzi. Nell’epica battaglia di El Alamein, stremato per le perdite subite, cessato ogni rifornimento di acqua, viveri e munizioni, con la fede che solo il più sublime amor di Patria può generare, respingeva sdegnosamente, al grido di \"Folgore\" ripetuti inviti alla resa, dimostrando in tal modo che la superiorità dei mezzi poteva soverchiare i paracadutisti d’italia, piegarli mai. Attraverso innumerevoli episodi d’eroismo collettivi ed individuali, protraeva la resistenza fino al totale esaurimento di ogni mezzo di lotta imponendosi al rispetto ed all’ammirazione dello stesso nemico, scrivendo cosi’ una delle pagine più fulgide di valore per l’Esercito italiano.&nbsp;</em></p>\n<!-- /wp:paragraph --><cite><em>Africa Settentrionale, 22 luglio - 12 ottobre 1942; Battaglia di El Alamein, 23 ottobre - 6 novembre 1942.</em></cite></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-altre-onoreficenze-alla-bandiera-di-guerra\"><strong>Altre Onoreficenze alla Bandiera di Guerra:</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>1° Battaglione Carabinieri e 183° Reggimento \"Nembo\": 2 Medaglie d'argento</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>183° Reggimento \"Nembo\": 1 Medaglia di bronzo</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>184° Reggimento \"Nembo\": 1 Croce di guerra</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-onoreficenze-individuali\"><strong>Onoreficenze Individuali:</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>6 Ordini Militari d'Italia</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>62 Medaglie d'Oro</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>424 Medaglie di Bronzo</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>536 Croci di Guerra</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph {\"align\":\"center\"} -->\n<p class=\"has-text-align-center\">Fra le sabbie non più deserte son qui di presidio per l'eternità i ragazzi della Folgore fior fiore di un popolo e di un Esercito in armi.<br>Caduti per un'idea, senza rimpianto, onorati nel ricordo dello stesso nemico, essi additano agli italiani, nella buona e nell'avversa fortuna, il cammino dell'onore e della gloria.<br>Viandante, arrestati e riverisci.<br>Dio degli Eserciti, accogli gli spiriti di questi ragazzi in quell'angolo di cielo che riserbi ai martiri ed agli Eroi.</p>\n<!-- /wp:paragraph --><cite>Ten. Col. Giovanni Alberto Bechi Luserna, Capo di Stato Maggiore Divisione Paracadutisti \"Nembo\"</cite></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2024/01/el-alamein.jpg","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2023-12-08 17:34:04"}
{"id":310,"titolo":"2 Luglio 1993, La Battaglia del Check Point Pasta","contenuto_html":"<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Il nostro mestiere non prevede situazioni tranquille. Per quelle ci sono altre organizzazioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph --><cite>Sergente Maggiore Paracadutista Giampiero Monti 183° RGT Paracadutisti “NEMBO”<br>Ferito in combattimento il 2 luglio 1993 e medaglia d’argento al valor militare.</cite></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-introduzione-del-webmaster\">Introduzione del Webmaster</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ricostruire i fasti del 2 luglio 1993 non è stato facile. Per niente facile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":2025,\"width\":\"500px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img title=\"2 Luglio 1993, La Battaglia del Check Point Pasta - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/61.jpg\" alt=\"2 Luglio 1993, La Battaglia del Check Point Pasta - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-2025\" style=\"width:500px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il <em>check point pasta</em> di Mogadiscio,  tra <em>via imperiale</em> e <em>via 21 ottobre</em>. Sullo sfondo il vecchio pastificio della Barilla - Copyright <em>libro Il volo dell'IBIS</em></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Penso di aver raggiunto, dopo oltre 20 anni di ricerche e con la collaborazione (ovviamente) di chi ha vissuto quella battaglia, una versione molto vicina alla realtà.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Di chi l'ha vissuta veramente, perchè come dice il <strong>Generale Paolo Riccò</strong> nel suo libro <em><a href=\"https://www.amazon.it/diavoli-neri-storia-battaglia-Mogadiscio/dp/8830452912\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">I diavoli neri. La vera storia della battaglia di Mogadiscio</a></em>, la via imperiale avrebbe dovuto essere \"<em>l'autostrada del sole</em>\" se contiamo uno per uno tutti quelli che sostengono di averci combattuto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tutto il mondo, a parole, ha combattuto a <em>pasta</em>, negli anni ho ascoltato racconti da gente che neanche era stata in Somalia...</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Comunque, durante le mie ricerche ho scoperto che molte cose e molte versioni pubblicate a destra e a manca, erano ben lontane dalla realtà.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>C’è una versione pubblicata a suo tempo su un noto mensile di orientamento militare, quindi la più autorevole dell'epoca, e diffusa anche sul web che ha addirittura sbagliato i tempi invertendo la cronologia dei primi due caduti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ovvio che molte cose mancano nella ricostruzione, ci mancherebbe. Ma prima di scrivere particolari importanti mi sono assicurato che questi fossero realmene accaduti. Molte cose quel giorno non hanno funzionato a dovere.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Occorrre però ricordare che eravamo a “digiuno” da cinquant’anni, mi sembra quindi fisiologico… l’ultimo scontro di queste proporzioni infatti i militari taliani lo avevano avuto alla fine della seconda guerra mondiale.<br>Nonostante tutto, anche quel giorno, i <strong>Paracadutisti d’Italia</strong> e i <strong>militari con loro coinvolti</strong>, hanno tenuto alto l’<strong>Onore Militare Italiano</strong> dimostrando che potevano piegarsi sì, ma spezzarsi mai.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-ma-cosa-e-successo-realmente-il-due-2-luglio-1993\">Ma cosa è successo realmente il due 2 luglio 1993?</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Vediamolo da vicino. Sono le 5 del mattino di un caldo venerdì d’estate. E’ il 2 luglio 1993 e siamo a Mogadiscio, <a data-type=\"page\" data-id=\"356\" href=\"https://brigatafolgore.net/somalia-storia-e-contesto/\">Somalia</a>, missione <a data-type=\"page\" data-id=\"360\" href=\"https://brigatafolgore.net/loperazione-ibis/\">IBIS</a> e i raggruppameni Alfa e Bravo sotto il comando del Generale Bruno Loi sono pronti ad effettuare l’ennessimo rastrellamento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":2973,\"width\":\"500px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img title=\"2 Luglio 1993, La Battaglia del Check Point Pasta - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/I-diavoli-neri.-La-vera-storia-della-battaglia-di-Mogadiscio.jpg\" alt=\"2 Luglio 1993, La Battaglia del Check Point Pasta - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-2973\" style=\"width:500px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Un'opera unica e straordinaria sulla Battaglia del Check Point Pasta, è il libro del Generale Paolo Riccò <a href=\"https://www.amazon.it/diavoli-neri-storia-battaglia-Mogadiscio/dp/8830452912\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">I diavoli neri. La vera storia della battaglia di Mogadiscio</a>. Da leggere tutto di un fiato!</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fino al mese di giugno del 1993 il contingente Italiano aveva rastrellato a tappeto tutta la zona di sua competenza, mancava però la grossa <strong>zona di Aliwa</strong>, quartiere attraverso il quale gli Italiani passavano in continuazione avendo il comando Brigata a <strong>Mogadiscio</strong>, nell'ex <em>Ambasciata Italiana</em>, oltre al comando Italfor XX al <em>porto vecchio</em> mentre il campo più grande a <strong>Balad</strong>, direzione nord.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mogadiscio e Balad sono collegate dalla via imperiale, un’arteria che parte dal mare ed arriva fino ad Addis Abeba, in Etiopia. Costruita dagli Italiani negli anni ’30, la via imperiale è la più importante strada di comunicazione della Somalia e lungo il suo percorso gli italiani presidiavano numerosi check-point: banca, obelisco, nazionale, demonio, ferro, pasta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>check point pasta</strong> situato all’incrocio tra la <em>via imperiale</em> e la <em>via 21 ottobre</em> prende il nome da un vecchio pastificio abbandonato che sovrasta il vasto quartiere di Aliwa , nel cuore del territorio di <strong>Mohamed Farah Aidid</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ho cominciato a documentarmi della Battaglia nel <strong>1998</strong> quando ne venni a conoscenza da un amico Maresciallo dall’11° Reggimento Trasmissioni Leonessa presente quel giorno nella capitale Somala.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Cominciai a raccogliere più informazioni possibili, sia cartacee sui libri (in verità pochi all’epoca, e pochi anche ora) che elettroniche con l’ausilio di internet.<br>Successivamente <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-mia-brigata-storia-reale-di-un-paracadutista-della-folgore/\">arruolandomi</a> nella <strong>Brigata Paracadutisti Folgore</strong> fui lusingato nel venir a contatto con chi quella Battaglia l’aveva combattuta veramente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A Mogadiscio si combatterono in quell’epoca due furiose battaglie: quella del <strong>3 ottobre 1993</strong> (da cui è tratto il film <strong>Black Hawn Down</strong>) che vise schierati i soldati americani del 75° Rangers e della Delta Force, e appunto quella del <strong>2 luglio 1993</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli ultimi anni sono uscite informazioni che vanno a completare quasi completamente il puzzle del 2 luglio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ma l’informazione più importante rimane tutt’ora un mistero: non si sa ancora ufficialmente, e probabilmente non lo sapremo mai, perchè i Somali reagirono così, in quel modo. Sembra che una squadra di Intelligence italiana lo avesse localizzato, ma non era intenzione degli Italiani catturarlo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non sicuramente dai Paracadutisti schierati dal Generale Loi. Il loro compito era “solo” di rastrellare la zona del pastificio, portare a termine l’operazione <em>Canguro 11</em>. I Paracadutisti avevano sequestrato un grosso quantitativo di armi e munizioni, era quello il Loro compito quel giorno. Canguro 11, in un certo senso, aveva compiuto la sua missione. Quello che successe dopo non era previsto nell’operazione. L’inferno però, in questi casi, è sempre dietro l’angolo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ma come sempre, ferita nell’animo, la FOLGORE non la si vinse neanche quel giorno. Ferita, offesa, ma non vinta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-ore-5-00-inizia-il-rastrellamento\">Ore 5:00: inizia il rastrellamento</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Alba del 2 luglio 1993</strong>, l ‘operazione <em>Canguro 11</em> sta per partire. Sono le <strong>5 del mattino</strong> e da Balad comincia a muov<a href=\"https://brigatafolgore.net/images/pasta/pasta_elicottero.jpg\"></a>ersi l’autocolonna italiana verso Mogadiscio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale Loi schiera una forza imponente: 550 Paracadutisti e 400 poliziotti Somali, trasportati a bordo di VCC e Fiat 6614.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A dar loro man forte otto <strong>blindo centauro B-1 dei Lancieri di Montebello</strong> e sette <strong>carri armati M-60 del <a href=\"https://brigatafolgore.net/132a-brigata-corazzata-ariete-carri-ariete-combattono/\">132° Ariete</a></strong>. L’operazione, articolata in due raggruppamenti, Alfa e Bravo, è seguita dall’alto dagli e<strong>licotteri da combattimento A-129 Mangusta e dagli AB-205</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le strade polverose della capitale somala vengono sovrastate dai cingoli dei mezzi italiani e superato il Check Point Pasta, i militari italiani prendono posizione all’interno della zona obiettivo, un quadrilatero di 400 per 700 metri tra \"Pasta\" e \"Ferro\", un caposaldo italiano in un quartiere abitato dalla tribù di Aidid \"Ha-ber-ghidir\". Le squadre scendono dai mezzi e i Paracadutisti isolano la zona. Altre squadre, appoggiati dalla polizia somala cominciano i rastrellamento casa per casa alla ricerca delle armi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La tensione fra i due maggiori capi somali, Aidid e Ali Mahdi, è altissima e i signori della guerra non sembrano intenzionati a mettere fine ai continui scontri, e vi è il rischio che da un momento all’altro si accendano scontri con il contingente multinazionale. Proprio per questo lo spiegamento messo in atto dal Generale Bruno Loi è imponente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I nostri soldati sanno di essere in missione di pace, ma anche che un’operazione di peace keeping tra due fazioni, nasconde delle insidie notevoli. Nessuno se lo augura ma può accadere di tutto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il rastrellamento è quasi terminato. I Paracadutisti, verso le <strong>6 e 30</strong>, trovano un grosso depositato di armi: tre somali vengono arrestati e portati alla base per essere interrogati. Ma proprio in questo momento la situazione si inasprisce. La tensione comincia a montare e cominciano a sentirsi i primi spari in aria, senza capire però da dove arrivino.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-primo-caduto\">Il primo caduto</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":2041,\"width\":\"500px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img title=\"2 Luglio 1993, La Battaglia del Check Point Pasta - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/77.jpg\" alt=\"2 Luglio 1993, La Battaglia del Check Point Pasta - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-2041\" style=\"width:500px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L'incursore Stefano Paolicchi sarà il primo caduto del 2 luglio 1993 - Copyright <em>libro Il volo dell'IBIS</em></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mancano poche decine di metri alla fine del rastrellamento e all’improvviso i poliziotti somali spariscono.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>C'è qualcosa di diversamente teso nell'aria. Un equilibrio precedentemente solido, fondamento delle relazioni amichevoli tra Somali e Italiani, sembra essersi improvvisamente spezzato, dando vita a un'inaspettata ondata di tensione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È venerdì 2 luglio 1993, e sono le 7:40 del mattino quando, inaspettatamente, gli abitanti del quartiere iniziano a riversarsi per le strade, lanciando insulti verso gli Italiani. Le prime barricate diventano il palcoscenico di un'intensa sassaiola e di spari sporadici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi c'è qualcosa di diverso nell'aria. Un equilibrio precedentemente solido, fondamento delle relazioni amichevoli tra Somali e Italiani, sembra essersi improvvisamente spezzato, dando vita a un'inaspettata ondata di tensione. È venerdì 2 luglio 1993, e sono le 7:40 del mattino quando, inaspettatamente, gli abitanti del quartiere iniziano a riversarsi per le strade, lanciando insulti verso gli Italiani. Le prime barricate diventano il palcoscenico di un'intensa sassaiola e di spari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I paracadutisti italiani cercano di mantenere la calma; il Generale Loi, nel tentativo di ristabilire il controllo sul territorio, ordina azioni di fuoco a scopo intimidatorio. Tuttavia, ogni tentativo sembra vano, con la tensione che si intensifica a momenti. Per il contingente italiano, l'episodio si conclude qui, forse come un monito: l'atmosfera sta cambiando, anche per gli italiani.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ma all'improvviso, l'ultima parte della colonna italiana si trova bloccata da nuove barricate, e le truppe vengono colte da fuoco incrociato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I miliziani si nascondo tra la folla, nelle case, sui tetti. Questa volta si tratta di un vero e proprio scontro armato. L'armonia precedentemente esistente tra italiani e somali si è definitivamente infranta. Dopo cinquant'anni, l'Italia si trova coinvolta in uno scontro armato, in quello che avrebbe dovuto essere un contesto di missione di pace.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Accorrono gli incursori del <a href=\"https://brigatafolgore.net/9-reggimento-col-moschin-la-punta-di-diamante/\">Col Moschin</a>. La terza compagnia delle forze speciali manda due distaccamenti di incursori paracadutisti. Il loro compito è di stanare i cecchini somali e sbloccare la colonna inchiodata sotto il fuoco nemico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Comincia un combattimento violentissimo con raffiche di SCP e colpi di bombe a mano.  Durante l’ennessimo assalto, alle ore <strong>9:30</strong> circa, viene colpito da una raffica di kalashnikov il <strong>Sergente Maggiore Incursore Stefano Paolicchi</strong>. Aveva appena distrutto una postazione di mortaio con un lancio millimetrico di due granate OD-82.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Colpito all’altezza della milza, nell’unica parte non protetta dal giubetto antiproiettili, urlerà, in fin di vita, agli uomini della sua squadra, di continuare a combattere. Trasportato all’ospedale di Mogadiscio morirà poche ore dopo. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E’ la <strong>prima vittima del due luglio</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-si-torna-a-pasta\">Si torna a pasta</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A questo punto il Generale Loi ordina al raggruppamento Bravo, che aveva nel frattempo quasi raggiunto Balad, di invertire la rotta e ritornare su Mogadiscio, direzione <strong>pasta</strong> per difenderlo da eventuali attacchi: gli uomini in servizio al presidio sono rimasti soli. Il Capitano Riccò, comandante della XVª Compagnia Diavoli Neri del <a href=\"https://brigatafolgore.net/186-reggimento-paracadutisti-folgore/\">186° Rgt. Par. Folgore</a>, <a href=\"https://www.amazon.it/diavoli-neri-storia-battaglia-Mogadiscio/dp/8830452912\" data-type=\"libri\" data-id=\"3922\">racconterà nel suo libro</a>, se ne era già accorto durante il ripiegamento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Viene quindi creata una colonna di mezzi composta da tre AR76 che avrebbero aperto la strada seguiti da altrettanti VCC e due blindo Centauro. Il <a href=\"https://brigatafolgore.net/intervista-a-giampiero-monti/\">Serg. Magg. Monti</a> chiede di poter tornare al Pastificio con la sua squadra. I suoi Paracadutisti lo seguono volontariamente, tra questi Massimiliano Zaniolo. Nessuno si rifiuta di partecipare all’operazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La colonna composta dai Paracadutisti della XVª del 186° Rgt. e XIIª del <a href=\"https://brigatafolgore.net/183-reggimento-paracadutisti-nembo/\">183° Rgt. Par. Nembo</a> si sta avvicinando all’inferno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Occhi aperti, colpo in canna e si arriva lungo la Via Imperiale. Più avanti, in prossimità di un incrocio, vi è il <strong>check-point pasta</strong>, così chiamato perché allestito in prossimità di un pastificio abbandonato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La strada è inizialmente deserta, ai lati della carreggiata i resti delle barricate e qualche auto in fiamme, si sentono, lontano, gli echi delle raffiche. Oltre l’incrocio c’e un ostacolo. Arrivati a \"pasta\" la situazione sembra \"tranquilla\", ma trecento metri più avanti si stanno alzando delle barricate. Altre vengono costruite alle spalle della colonna.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-in-trappola\">In trappola</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Capitano Riccò si rende conto di essere intrappolato. Prende quindi l'iniziativa e con i suoi Sottufficiali e Paracadutisti cerca di sgomberare l'area stanando i somali uno per uno, casa per casa tetto, per tetto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ormai ci si trova in pieno combattimento. I Paracadutisti italiani guadagnano spazio, ma arrivano sempre più somali. E' evidente che stanno cercando di circondarli.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I mezzi blindati vengono disposti in posizione sfalsata lungo la via imperale in modo da poter garantire un efficace fuoco incrociato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il sottotenente Romeo Carbonetti sul primo VCC, ed il Paracadutista Pasquale Baccaro sul secondo sparano con le MG facendo pulizia di tutto quello che trovono davanti. Il Seg. Magg. Giovanni Bozzini invece impugna la Browning sul terzo VCC. I blindati cominciano ad avanzare guadagnando metri.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tuttavia arrivano altri somali facendo fuoco anche dal pastificio. Uno dei VCC, quello dello del giovane sottotenente Romeo Carbonetti, che espone il fianco verso quella sorgente di fuoco, diventa una calamita per le pallottole. Ora sono gli italiani che si trovano sotto il fuoco incrociato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Poi un un istante. Un istante che cambia tutto. La vita e il futuro di un gruppo di giovani militari. Sono le <strong>10 e 40 del 2 luglio 1993</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:verse -->\n<pre class=\"wp-block-verse\">Da una strada laterale arriva un colpo mortale. Un <strong>RPG-7</strong> colpisce il <strong>secondo VCC</strong> e la carica cava perfora la corazza, colpendola proprio sopra la parte superiore del cingolo. Sono istanti che sembrano lunghi anni. Il <strong>Serg. Magg. Bozzini</strong> salta immeditamente dal VCC, dentro il mezzo è l'inferno: il portellone si apre di colpo ed escono i primi feriti, il <strong>Paracadutista Massimiliano Zaniolo</strong> per primo, con la mano devastata, dietro di lui il <strong>Serg. Magg. Monti</strong> con l'addome squartato e profonde ferite alle gambe. Ma ha la peggio il <strong>Paracadutista Pasquale Baccaro</strong> alla MG: ha una gamba dilaniata dal dardo di fuoco generato dal razzo controcarro. Viene adagiato fuori dal carro, è ancora vivo, ma perde conoscienza.</pre>\n<!-- /wp:verse -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I feriti vengono adagiati in una vicina zona di sicurezza. Tuttavia il <strong>Capitano RIccò</strong> è convinto che se riuscisse ad evacuare velocemente i feriti, Baccaro potrebbe salvarsi, forse addirittura riuscirebbero a riattaccargli la gamba.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ora però bisogna continuare a difendersi e a contrattaccare poichè i somali, galvanizzati dal colpo dell'RPG, si fanno sotto. Intensificano l'assalto, i colpi rimbalzano sul VCC appena colpito che si trova ancora esposto ai miliziani.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il mezzo viene rimesso in moto, a fatica, quindi rimosso dalla posizione per evitare di essere colpito nuovamente da razzi controcarro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Passano i minuti, le ambulanze e i soccorsi sono bloccati dal fitto fuoco avversario e dalle barricate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un elicottero militare cerca di atterrare nelle vicinanze per prelevare i feriti. Le posizioni vengono segnalati con le fumate rosse, ma non c’è possibilità: proverà due volte, ma sarà pesantemente bersagliato dal fuoco dei Somali e dovrà riepiegare verso la base.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Bisogna fare da soli per uscire fuori dalla situazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E' in questo però che si verifica un fatto gravissimo dal punto di vista militare:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:verse -->\n<pre class=\"wp-block-verse\">Il <strong>Capitano Riccò</strong> nota che la sua <strong>AR76</strong> si allontana insieme ad altri mezzi tra cui la <strong>blindo Centauro verso Pasta</strong>. Il <strong>comandante di Battaglione</strong> ed il <strong>comandante della XIIª Compagnia Leopardi</strong> sono stati leggermenti feriti dall'ondata di schegge prodotte dal razzo sulla corazza del <strong>VCC di Baccaro</strong>. Quindi il comandante di Battaglione pensa ad un ripiegamento su <em>pasta</em> portandosi via buona parte dei mezzi e degli uomini,<strong> SENZA AVVISARE LA XVª Compagnia</strong>. Ora <strong>i Diavoli Neri sono soli, senza radio, posta sulla AR76 (quella sul VCC comunicava su frequenze differenti) e senza il supporto delle blindo Centauro</strong>.</pre>\n<!-- /wp:verse -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ci si avvicina alle <strong>11 del mattino</strong> ed i combattimenti continuano in maniera incessante.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I Paracadutisti della XVª Compagnia sparano a raffica con i loro fucili d’assalto e lanciano granate per evitare che i somali prendano il sopravvento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel frattempo Il Capitano Riccò pensa già a come ripiegare. Sono rimasti soli, senza poter comunicare via radio e con diversi feriti tra cui Paquale Baccaro in gravissime condizioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ma non c'è più tempo per il giovane Paracadutista pugliese: gli morirà tra le braccia nel giro di pochi minuti mentre cercherà di dissetarlo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Aveva 21 anni. E’ la <strong>seconda vittima del 2 luglio</strong>. Ora però bisogna evacuare ed in fretta. La situazione è sempre più pericolosa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-ripiegare-su-pasta\">Ripiegare su <em>pasta</em></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il mezzo colpito viene rimesso in moto, i feriti vengono caricati a bordo e il reparto lascia il luogo dell’agguato mentre l’intero quartiere è ormai in rivolta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I Diavoli Neri del 186° Rgt raggiungono finalmente <em>pasta</em> dove trovano anche il Comandante di Reggimento ed altri Paracadutisti. Nessuno sa degli scontri e delle perdite avute.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ma il caos, a <em>pasta</em>, regna sovrano. Ci sono troppi mezzi e uomini concentrati in uno spazio. Tanta e troppa confusione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questi momenti è un turbinio di manovre brusche, spari, ordini urlati. E tutto a portata di mano dei miliziani somali che stanno per completare l'accerchiamento. Si combatte ovunque lungo la via Imperiale, si spara dalle vie traverse, in particolare dal pastificio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel frattempo il <strong>Sottotenente Gianfranco Paglia</strong> sale sul VCC guidato dal <strong>Paracadutista Renzo Polifrone</strong> e porta via gli ultimi feriti da <em>pasta</em> con l'ordine di non tornare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":7853,\"width\":\"500px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img title=\"2 Luglio 1993, La Battaglia del Check Point Pasta - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/ratti-tirolo-pasta.jpg\" alt=\"2 Luglio 1993, La Battaglia del Check Point Pasta - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-7853\" style=\"width:500px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Sottotenente Tirolo con il Capitano Ratti. Distesi sulla blindo centauro i paracadutisti Zivillica e Vicenzetto feriti dai somali</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A qualche decina di metri di distanza i <strong>Paracadutisti Giuseppe Zivillica</strong> e <strong>Marco Vicenzetto</strong> sono rimasti feriti dal fuoco dei somali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Perdono molto sangue e non riescono a muoversi: si adagiano su una blindo centauro comandata dal <strong>Sottotenente Fabio Tirolo</strong> dell’8° Reggimento Lancieri di Montebello.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Capitano Paracadutista Emilio Ratti</strong> osserva la scena e pur avendo ricevuto ordine di non muoversi ed attendere disposizioni via radio decide di sfruttare il blindato per evacuare i feriti: il Sottonente Tirolo si rifiuta. Anche a lui hanno ordinato di rimanere lì.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ma il Capitano Ratti non ci sta. Da un ordine ancora più perentorio, come ha riferito Tirolo in una recente intervista in un documentario televisivo, con queste testuali parole:<em>\"Cavaliere le cose sono due, o porta questi Paracadutisti in salvo o le sparo\"</em> . Solo allora il carro si mette in movimento incontrando però numerose barricate e colpi di arma da fuoco.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Intanto però i militari italiani a <em>pasta</em> sono completamente circondati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli elicotteri A-129 MANGUSTA e i corazzati chiedono il permesso di poter utilizzare le loro armi.&nbsp;</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se entrassero in azione i 105/51 mm degli M-60 e i 105/52 mm delle blindo CENTAURO e se gli elicotteri potessero sparare i missili TOW, il compito delle truppe a terra sarebbe facilitato e l’assedio rotto con minor rischi per i soldati dell’IBIS.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ma il <strong>Generale Loi</strong> non se la sente di rischiare una carneficina. I colpi di cannone tra le case causerebbero sicuramente una strage coinvolgendo anche civili innocenti. L’autorizzazione ad aprire il fuoco non arriva.&nbsp;<em>\"Identificate e neutralizzate i centri di fuoco\"</em>&nbsp;risponde il Comando.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":2029,\"width\":\"500px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img title=\"2 Luglio 1993, La Battaglia del Check Point Pasta - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/65.jpg\" alt=\"2 Luglio 1993, La Battaglia del Check Point Pasta - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-2029\" style=\"width:500px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Incursore Paracadutista del 9° Col Moschin in azione il 2 luglio 1993 - Copyright <em>libro Il volo dell'IBIS</em></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si tratta di un lavoro molto rischioso che può essere affidato soltanto a soldati professionisti. Cecchini e postazioni vengono segnalati da terra e dagli elicotteri. Sui VM arriva la <strong>QRF</strong> costituita da operatori del <strong>Col Moschin</strong>, cui spetta il compito più difficile, quello di far tacere mortai e lanciarazzi attaccandoli con le armi individuali o di squadra, ma senza l’appoggio delle armi pesanti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Due distaccamenti di incursori settacciano tutte le stradine parallele alla via imperiale eliminando uno ad uno tutti i miliziani.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si sviluppa un combattimento casa per casa contro i miliziani in agguato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante uno sganciamento, il <strong>Sergente Maggiore Stefano Ruaro</strong>, incursore Paracadutista, viene colpito in tre punti del corpo negli arti inferiori, da una raffica di kalashnikov mentre è alla guida del suo VM.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Perde molto sangue ed ha le gambe profonde ferite alle gambe ed un braccio, ma si nasconde dietro ad un mezzo permettendo ai suoi compagni di continuare a combattere.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nella bufera più totale, con pallottole che schizzano ovunque, gli Incursori lasciano un VM90T con le&nbsp; chiavi di accensioni inserite. Le forze speciali erano gli unici ad avere questo tipo di mezzo con la Browning 12,7 in ralla. Un gruppo di somali se ne impossessa.&nbsp;</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I miliziani salgono a bordo del gippone, esultano, fuggono via con il loro bottino e sparano con la potente mitragliatrice sugli italiani. Colpiscono subito un elicottero <strong>AB 205</strong> che sarà costretto a rientrare alla base.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Vengono però individuati da un elicottero da combattimento <strong>A-129 Mangusta</strong> guidato dal <strong>Capitano Gianni Adami</strong>. Il puntatore li inquadra e chiede l’autorizzazione a sparare. Le imprecazioni riecheggiano nell’interfono, adesso il gippone sparisce nel dedalo di viuzze del quartiere.<br>Ma il pilota dell’elicottero non molla la preda. Vola radente sfiorando i tetti delle case, e pur cosciente di poter essere abbattutto ingaggia un ravvicinato combattimento. I somali reagiscono con violenza: brandeggiano la grossa mitragliatrice e colpiscono l’elicottero al vetro anteriore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’ufficiale non ci sta. Il mezzo sembra scomparire, ma è solo un attimo: viene riavvistato e questa volta puntato per essere abbattuto. Quel VM, si saprà successivamente, porta al proprio interno diversi chilogrammi di esplosivo C-4 in dotazione agli Incursori del Col Moschin.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":2032,\"width\":\"550px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img title=\"2 Luglio 1993, La Battaglia del Check Point Pasta - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/68.jpg\" alt=\"2 Luglio 1993, La Battaglia del Check Point Pasta - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-2032\" style=\"width:550px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Qual che resta del VM colpito dal missile TOW lanciano dall'elicottero A129 Mangusta del Capitano Gianni Adami - Copyright <em>libro Il volo dell'IBIS</em></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’A-129 s’inclina, inquadra il bersaglio, chiede l’autorizzazione al fuoco. Arriva l’\"Ok\". Il pilota non esita. Il missile TOW lo colpisce e complice la presenza dell’esplosivo a bordo lo disintegra completamente uccidendo tutti gli occupanti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Intorno a <em>pasta</em> i combattimenti continuano senza sosta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal <em>porto vecchio</em> si forma una colonna di mezzi per raggiungere nuovamente pasta: un VCC-1 del Battaglione Carabinieri Paracadutisti TUSCANIA, uno del 186° Reggimento con a bordo Il pilota, il Paracadutista Polifrone ed il <a href=\"https://brigatafolgore.net/intervista-a-gianfranco-paglia/\">Sottotenente Paglia</a> e una blindo CENTAURO dell’8° Reggimento Lancieri di Montebello. Superano <em>ferro</em> e si lanciano a tutta velocità sulla <em>via Imperiale</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alcuni&nbsp;ostacoli si parano loro davanti, ancora spari e i mezzi italiani sfondano di slancio la barriera. Il <strong>Sottotenente Andrea Millevoi</strong> è il capo equipaggio della CENTAURO, coordina l’azione, sporge il busto fuori dalla torretta per meglio controllare la situazione. Viene colpito da una raffica e muore sul colpo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sono le <strong>11 e 30</strong> ed è la <strong>terza vittima del 2 luglio</strong>. Quasi contemporaneamente viene colpito anche il Sottotenente Paglia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-five-minutes-killing-zone\">Five minutes killing zone</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>ll blindado dei <strong>Tuscania</strong> si è già sganciato sulla <em>via imperiale</em> così che il VCC di Polifrone e la blindo Centauro arrivano da soli a <em>pasta</em> con un ufficiale caduto (Millevoi) ed uno ferito gravemente (Paglia).  Il Capitano Riccò non crede ai suoi occhi: aveva chiesto a Paglia di rimanere al <em>porto vecchio</em>, mentre lo ritrova in fin di vita adagiato nel mezzo. Da ordine di caricare gli ulteriori feriti sui blindati ed incarica un suo sottotenente di dirigersi nuovamente al <em>porto vecchio</em> e di non tornare più nella zona dei combattimenti. Questa volta l'ordine è più perentorio e così sarà.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":3825,\"width\":\"550px\",\"linkDestination\":\"media\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><a href=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/CANGURO-11-BATTAGLIA-PASTIFICIO.jpg\"><img title=\"2 Luglio 1993, La Battaglia del Check Point Pasta - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/CANGURO-11-BATTAGLIA-PASTIFICIO.jpg\" alt=\"2 Luglio 1993, La Battaglia del Check Point Pasta - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-3825\" style=\"width:550px\"/></a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Mogadiscio, 2 luglio 1993 - Cliccare sull'immagine per ingrandirla</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli italiani, comunque, progressivamente si disimpegnano. Gli incursori hanno realizzato una cornice di sicurezza, ma è tutto molto precario. I miliziani ricevono nuovi rinforzi e i mezzi italiani ripiegano su ordine del Comando ma da alcune postazioni gli uomini di Aidid minacciano la colonna.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal comando continuano a non permettere l’utilizzo dell’artiglieria pesante.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La risposta però, arriva dal cielo: <strong>due elicotteri Cobra</strong> del contingente <strong>statunitense</strong> sorvolano <em>pasta</em>. Via radio si ascolta \"<strong>Five minutes killing zone</strong>\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>CInque minuti e tutto quello che è presente nel raggio d'azione dei cobra è un bersaglio da abbattere.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli italiani, alcuni veramente convinti che mai sarebbero usciti da quella situazione, alzano la testa e notano i Cobra in hovering (stazionamento) davanti al pastificio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Qualche minuto poi fuoco a volontà. Il vecchio pastificio viene investito da missili e proiettili da 20mm. E' il momento di lasciare <em>pasta</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Viene formata una colonna, direzione sud, <em>porto vecchio</em>, attraverso <em>la via imperiale</em>, dove ancora impervia la battaglia. I mezzi blindati la superano di slancio, mentre il Capitano Riccò, insieme al Sergente Maggiore Bozzini, dovranno combattere l'ennesima battaglia nella battaglia prima di arrivare al porto vecchio con la Fiat AR76 mal concia. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sono circa le <strong>13.00</strong> e gli italiani abbandonano la zona e i posti di blocco <em>pasta</em> e <em>ferro</em>. Tenerli in quelle condizioni vorrebbe dire scatenare una battaglia campale con i somali. Il bilancio è tragico, con tre caduti italiani e ventitre feriti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ma Aidid non può cantare vittoria. Ha pagato a caro prezzo alle truppe dell’UNOSOM, con 187 caduti e più di 400 feriti nello scontro, a riprova che l’azione dei militari italiani, pur se fortemente limitata, è stata efficace.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal 2 luglio in poi, a Mogadiscio nulla sarà come prima.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2024/07/2luglio93.jpg","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2023-12-08 17:34:04"}
{"id":313,"titolo":"La mia Brigata: Storia (reale) di un Paracadutista della Folgore","contenuto_html":"<!-- wp:image {\"id\":4688,\"width\":\"400px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/albania-condor.jpg\" alt=\"La mia Brigata: Storia (reale) di un Paracadutista della Folgore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-4688\" style=\"width:400px\" title=\"La mia Brigata: Storia (reale) di un Paracadutista della Folgore - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Da Caporal Maggiore, In Albania, fine settembre del 2000.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ho fatto parte della <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\" data-type=\"page\" data-id=\"311\">Brigata Paracadutisti Folgore</a> dal 3 settembre 1999 al 23 marzo 2002.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Prima di approdarvi, essendomi arruolato come volontario in ferma breve (VFB), ho effettuato un corso di 3 mesi presso l'<em>85° Reggimento Addestramento Volontari \"Verona\" a Montorio Veronese (Verona)</em>, e due mesi di corso di specializzazione da fuciliere presso la <em>Scuola di Fanteria di Cesano (Roma)</em>. Incontrai qualche ostacolo ad arruolarmi, ma lo superai.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questi tre anni ho vissuto emozioni fortissime, ho conosciuto molti amici, con alcuni mi sento ancora, altri purtroppo, non ci sono più.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Me ne sono andato per una scelta professionale, ma anche perché, ad un certo punto, ero arrabbiato con l'Istituzione, colpevole, secondo il mio pensiero di allora, di averci abbandonato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Capirete meglio le mie motivazioni leggendo la mia storia militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mi sento ancora oggi con i miei parigrado ed i miei superiori, ho una grande stima nei loro confronti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ho inserito delle foto, l'ho fatto in maniera scrupolosa, assicurandomi che i volti del personale ancora in servizio non fossero visibili, ho dovuto infatti rinunciare ad inserirne altre, anche molto belle. Ho occultato inoltre i cognomi del personale ancora in servizio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Spero di non annoiarvi...si comincia:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-giu-le-mani-dalla-folgore\">\"Giù le mani dalla Folgore!\"</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Metà <strong>anni 90</strong>, avevo 16 o 17 anni ed uscendo da scuola, dall'istituto tecnico \"Guglielmo Marconi\" di Civitavecchia, dirigendomi verso casa, quel giorno&nbsp;su di un muro, scritto con una bomboletta alla male e peggio notai: <strong>\"Spirito di corpo, Coraggio, Ardimento, Lealtà: giù le mani dalla Folgore!\"</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Erano gli anni post-Somalia, anzi, del <a href=\"https://brigatafolgore.net/somalia-gate-lunico-scandalo-e-la-bufala/\">Somalia-gate</a>, l'indagine montata ad arte dal settimanale panorama per screditare la Brigata Paracadutisti Folgore, poi archiviata per totale infondatezza (si scoprì che il paracadutista aveva inventato storie a Panorama per tornaconto personale di natura economica).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fu quello il mio primo contatto con la Folgore. Ma non era finita lì.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli stessi anni Lino Corsetti, Maresciallo dell'Esercito Italiano oggi in congedo, e papà del mio caro amico Francesco, mi raccontò le gesta dei Paracadutisti il <a href=\"https://brigatafolgore.net/2-luglio-1993-la-battaglia-del-check-point-pasta/\" data-type=\"page\" data-id=\"310\">2 luglio 1993 nella battaglia del check point pasta</a>: era al <em>porto vecchio</em> di Mogadiscio quel giorno, al comando brigata in missione con l' 11° Rgt. trasmissioni \"Leonessa\" di Civitavecchia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non ci potevo credere. L'Italia aveva un'unità di combattenti super addestrati che avevano combattuto una cruenta battaglia mentre io scorazzavo con la mia Aprilia 50. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Io che ero fissato con i film e le riviste militari e che pensavo che quelle cose fossero esclusiva degli americani, tò, al limite degli inglesi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fui coinvolto da un turbine di emozioni e di sogni. Chiesi, mi informai, bombardai Lino e suo figlio Francesco (anche lui militare, per l'esattezza Caporale Istruttore al RAV di Verona) di domande. VOLEVO ENTRARE NELLA \"FOLGORE\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-presentazione-della-domanda-al-distretto-militare\">La presentazione della domanda al distretto militare</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ho avuto un pò di problemi ad arruolarmi come VFB... nel giugno 1994 ho avuto un incidente in moto fratturandomi tibia e perone.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo la visita di tre giorni (marzo 1995) il profilo sanitario dei miei arti inferiori era tre, condizione insufficiente per arruolarsi come volontario. Era necessario un due.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sapevo di essere guarito, ma dovevo dimostrarlo ai medici militari per avere una rettifica sul profilo sanitario che mi rilasciarono a La Spezia tre anni prima. Il distretto militare di Roma, nel settembre 1998, mi mandò all'Ospedale Militare di Roma per effettuare le necessarie visite e la relativa rettifica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'esito, purtroppo, fu negativo. I medici militari presero la cosa alla leggera...forse neanche osservarono le lastre... probabilmente non se la sentivano di prendersi una tale responsabilità. La notizia mi distrusse moralmente. Volevo a tutti i costi arruolarmi nell'esercito, volevo a tutti i costi diventare un PARACADUTISTA DELLA FOLGORE. Ma non mi persi d'animo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Chiamai Lino, l'amico Maresciallo, sempre lui,  e mi disse che c'era un'ulteriore scappatoia: visto che il profilo sanitario era stato emesso dalla Marina Militare, potevo chiedere una visita militare presso di loro, ma questa volta, per evitare la definitiva bocciatura, dovevo munirmi di lastre dell'arto e di una dichiarazione di un ortopedico civile che certificasse la mia completa guarigione e l'abilitazione a qualsiasi attività sportiva.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Così feci, mi presentai con tutta la documentazione,e mi rattificarono il profilo. Fu una grande vittoria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ora potevo arruolarmi. Portai subito, nella stessa giornata, la domanda al Distretto Militare di Roma con il nuovo profilo sanitario. Mi dissero subito che sarei partito a fine <strong>marzo 1999</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-vuoi-far-l-ufficiale-in-marina-no-grazie-faccio-il-volontario-nella-folgore\">Vuoi fare l'Ufficiale in Marina? No Grazie, faccio il volontario nella Folgore</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In quello stesso periodo, <strong>settembre-ottobre 1998</strong>, si presentò a casa mia per una visita famigliare un mio zio, dirigente di un'importante azienda della capitale con contatti ai vertici della Marina Militare. Era venuto a conoscienza della mia scelta da mio padre e mi disse che avrebbe potuto influire \"fortemente\" in un'eventuale mio concorso come Ufficiale di Complemento nella Marina Militare (siamo a fine anni '90, siamo agli ultimi concorsi AUC). Rifiutai con educazione l'offerta. No, grazie. Il richiamo del glorioso basco amaranto era troppo forte. Non ci pensai minimamente, neanche per un momento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-corso-da-volontario-all-85-reggimento-verona\">Il corso da Volontario all' 85° Reggimento \"Verona\"</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>24 marzo 1999</strong>. E' una data che non dimenticherò mai. La partenza in treno da Roma, l'arrivo alla stazione di Verona. Ricordo ogni attimo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Viaggiai tutta la notte, arrivai al Reggimento la mattina verso le <strong>10.30</strong>. L'impatto fu tosto, ma non sconvolgente. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:verse -->\n<pre class=\"wp-block-verse\">Ricordo <strong>il primo basco amaranto</strong>. Un 1° C.le magg. VSP istruttore proveniente dalla V Compagnia Paracadutisti \"Pipistrelli\", 2° Btg. Tarquinia, <a href=\"https://brigatafolgore.net/187-reggimento-paracadutisti-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"352\">187° Reggimento Par. Folgore</a> , tale Antonio D., che poi conobbi di persona successivamente. Era di servizio in porta carraia proprio il giorno che arrivai a Verona. Lo riconoscevi a 2 km di distanza rispetto agli altri militari, non solo per il colore del basco: aveva un fisico asciutto ed atletico, e, soprattutto, una faccia tiratissima, rabbiosa: era il segno inequivocabile che aveva passato qualche annetto in un reparto di quelli tosti. </pre>\n<!-- /wp:verse -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Vestimento il giorno stesso poi diretti in compagnia: ci insegnarono subito la disciplina militare, alcuni soffrirono questa cosa, io no, ero orgoglioso di impararla. In fondo lo avevo voluto io. Ed era quello che i nostri Comandanti ci dicevano sempre: <em>\"siete volontari, nessuno vi ha detto di venire quì\"</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ebbi anche io momenti difficili da superare. Per più di due mesi non andai a casa, ma nessuno mi aveva ordinato di arruolarmi. Ricordo che inizialmente sentivo un leggero dolore alla schiena nello stare nel riposo alto e formale, era nulla in confronto all'addestramento che avrei vissuto nella <a href=\"https://brigatafolgore.net/storia-della-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"308\">Brigata Pracadutisti Folgore</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per mia grande fortuna trovai a Verona un'amico, il Caporal Maggiore Istruttore, Francesco Corsetti, ci conoscevamo da anni, frequentavamo la stessa comitiva nella stessa città, eravamo Grandi Amici. Era il figlio del Maresciallo Lino, quello dell'11° Rgt. Leonessa che nomino all'inizio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nessun favoritismo, tra l'altro non era nella mia compagnia, ma un'importante aiuto psicologico. Per la prima volta mi trovavo lontano dalla mia famiglia senza poter contare su di loro. La mia svolta psicologica fu in una sua frase i primi giorni, mi guardò fisso negli occhi e mi disse:  \"<em>Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare\"</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi Francesco non c'è più, un incidente in mare ce l'ha portato via per sempre, vorrei ricordare il suo modo di scherzare e di sdrammatizzare nei momenti difficili. Senza di lui, sarebbe stato diverso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ero stato inquadrato nella V Compagnia \"Cobra\", una compagnia composta per la maggior parte da Bersaglieri, Alpini e fanti, nessun Paracadutista. Mio dio... anzi, a sentir parlare questi uomini, i Parà non valevano granchè... solo chiacchieroni. Avevo un sergente bersagliere che si sentiva Rambo, criticava i parà in ogni istante della sua esistenza, ma non sapeva neanche leggere una cartina topografica, usciva in pattuglia stile scampagnata, senza armi, senza gibernaggio... viste le sue incapacità militari nella Brigata Folgore avrebbe pulito i cessi per tutta la vita.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'unica persona che ne sapeva di addestramento militare era un Volontario in servizio permanente degli <a data-type=\"page\" data-id=\"1251\" href=\"https://brigatafolgore.net/i-gloriosi-alpini-una-meravigliosa-storia-italiana-da-oltre-150-anni/\">Alpini</a>, un ragazzo siciliano che era stato l'unico della mia Compagnia ad aver partecipato a missioni all'estero. E non era un caso che fosse degli Alpini. Al di là delle battute e delle rivalità tra Paracadutisti ed Alpini, per lo più da naja, gli Alpini sono sempre stati un grandissimo corpo. Un corpo dove se riuscivi a \"reggere botta\" diventavi, per forza di cose, un Grande Soldato. Quindi anche per lui valeva il concetto della faccia tirata e rabbiosa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:verse -->\n<pre class=\"wp-block-verse\">La settimana seguente al mio arrivo il primo episodio che ricordo particolarmente e che evidenzia quello che è sempre stato il mio carattere: mai aver paura di esporsi se si pensa di aver ragione. Ero di piantone ai bagni di compagnia. Verso le 22 si presenta il <strong>Capitano Comandante di Compagnia</strong> ed il <strong>Caporale Istruttore</strong> per una ispezione. Vengono diretti ai bagni, io saluto militarmente, il Capitano risponde al saluto, si avvicina poi si gira e se ne va. Nel girarsi nuovamente vede dei segni di passaggio sul pavimento:  <em><strong>\"Allievo pulisca bene, lì qualcuno è passato e lei non ha pulito\"</strong></em>. \nAvevo pulito tutto, semplicemente il Capitano nell'entrare al bagno aveva calpestato lui quella zona del pavimento. Mi misi sull'attenti e chiesi parola: <strong><em>\"Capitano, è sporco perchè ci è passato lei sopra quando è entrato\"</em></strong>. Vedo il Caporale istruttore pallido in volto. Il Capitano fece un sospiro poi mi chiese con educazione quale fosse il mio titolo di studio. Io risposi del mio diploma e della mia breve esperienza universitaria. E lui chiuse con questa frase: <strong><em>\"L'Esercito ha bisogno di gente come lei. Continui così, farà tanta strada nella forza armata</em>\".</strong>\nMi ero imposto, avevo capito come funzionava. Mi ero tolto l'ultimo dubbio, il resto lo avevo già capito.</pre>\n<!-- /wp:verse -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Quindi, visto che avevo capito il meccanismo mi adattai, aspettai il mio momento. Agli istruttori dicevo solo \"Signor Sì\". Ce n'è uno in particolare che oggi ricordo facendomi una risata. Era un caporal maggiore al RAV, faceva tutto il Sergente Hartman. Molto duro con me. Lo reincontrai con il mio plotone nella Folgore 2 anni dopo. Entrambi con divisa militare. Lui un grado superiore al mio. Io basco amaranto in testa, volto rabbioso da reparto tosto. Io. Non certo lui. Mi salutò come un cagnolino impaurito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo una ventina di giorni <strong>arrivarono Loro, i selezionatori della Folgore</strong>. Avete presente quando vi immaginate qualcosa e poi quel qualcosa si realizza esattamente come lo avevate pensato e, soprattutto, come sognavate che fosse? E' successo esattamente questo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:verse -->\n<pre class=\"wp-block-verse\">Si presentarono due Uomini, un Tenente RS, con un passato nelle forze speciali del <a href=\"https://brigatafolgore.net/9-reggimento-col-moschin-la-punta-di-diamante/\" data-type=\"page\" data-id=\"325\">Col Moschin</a>, una drop tappezzata da brevetti esteri e missioni, ed un Maresciallo sullo stesso stile. Avevano una voce forte e decisa, fisici da atleti, due vere belve, nulla a che vedere con i Marescialli pancioni che avevo visto fino a quel momento. Non ricordo i loro nomi, ricordo che venivano da Pisa, guardavano noi volontari con la sguardo di uomini che vogliono adottare dei figli, e due occhi lucidi che vogliono dirti che se vuoi essere il migliore, devi andare da Loro. Ricordo anche che tutti all'interno del Reggimento, per due giorni smisero di parlar male dell'Eroica Brigata, bersaglieri compresi. Ci fecero vedere nella sala cinema di Reggimento un filmato sulla Brigata Folgore, dalla <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-battaglia-di-el-alamein/\" data-type=\"page\" data-id=\"309\">Battaglia di El Alamein</a> sino agli novanta, soffermandosi sugli eventi più significativi, <a href=\"https://brigatafolgore.net/somalia-storia-e-contesto/\" data-type=\"page\" data-id=\"356\">Somalia</a> in primis.</pre>\n<!-- /wp:verse -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Bene, quel filmato rafforzò ancor di più il mio concetto: Loro erano i migliori. Ed io dovevo andare da Loro. Ricordo un discorso del Tenente incursore: <strong><em>\"Non vi verrà chiesto di fare cose da Rambo. Non per il momento. Avrete un'addestramento graduale fino ad arrivare ai massimi livelli che il soldato può raggiungere. Perchè, se il paese lo chiederà, dovrete essere pronti con la massima efficienza operativa perchè il nemico non fa sconti. Nella Brigata Paracadutisti sarete addestrati per essere in grado di fronteggiare in combattimento qualsiasi minaccia\".</em></strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mai ascoltato un discorso del genere fino a qual momento. Nemico? Combattimento? Minaccia? Avevo i brividi. Era la mia unità. Dovevo arrivarci.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Prima di continuare va quindi spiegato meglio l'Esercito Italiano in quel periodo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:verse -->\n<pre class=\"wp-block-verse\">In quegli anni i <strong>Paracadutisti della Folgore</strong> erano semplicemente di un'altro pianeta rispetto a qualsiasi altra specialità dell'Esercito. Per mezzo secolo la Folgore è stata l'<strong>unica grande unità dell'Esercito Italiano composta esclusivamente da volontari</strong>. Anche durante la leva fino a metà <strong>anni '90</strong>, bisognava fare domanda e superare delle prove fisiche per entrarci. La Folgore effettua selezione di personale sin dalla sua nascita, dal <strong>1941</strong>. Era il top del top in tutto e per tutto.<br>Non che non lo sia oggi, ma con il professionismo nell'Esercito le altre specialità sono, fortunatamente, cresciute enormemente. Brigate e specialità come la <em><a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-sassari-quando-la-fanteria-e-delite/\" data-type=\"page\" data-id=\"1261\">Sassari</a></em>, i <a href=\"https://brigatafolgore.net/i-bersaglieri-da-re-carlo-alberto-ai-nostri-giorni/\" data-type=\"page\" data-id=\"1256\"><em>Bersaglieri</em>,</a> gli <em><a href=\"https://brigatafolgore.net/i-bersaglieri-da-re-carlo-alberto-ai-nostri-giorni/\" data-type=\"page\" data-id=\"1256\">Alpini</a></em>, sono oggi <em>unità comba</em>t estremamente affidabili al pari della Brigata Paracadutisti.<br>Come già detto inoltre il bacino FOS, il <a href=\"https://brigatafolgore.net/comando-delle-forze-speciali-dellesercito-comfose/\" data-type=\"page\" data-id=\"7747\">COMFOSE</a>, etc.. non esistevano. Era la Brigata Paracadutisti che si occupava di operazioni speciali per la forza armata. Al suo interno il <a href=\"https://brigatafolgore.net/9-reggimento-col-moschin-la-punta-di-diamante/\" data-type=\"page\" data-id=\"325\">9° Rgt. Col Moschin</a>, punta di diamante le cui compagnie incursori erano composte esclusivamente da soldati professionisti, i suoi tre reggimenti di manovra, il <a href=\"https://brigatafolgore.net/183-reggimento-paracadutisti-nembo/\" data-type=\"page\" data-id=\"350\">183°</a>, <a href=\"https://brigatafolgore.net/186-reggimento-paracadutisti-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"351\">186°</a> e <a href=\"https://brigatafolgore.net/187-reggimento-paracadutisti-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"352\">187°</a> e il suo potente Rgt. di Artiglieria, il <a href=\"https://brigatafolgore.net/185o-reggimento-artiglieria-paracadutisti-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"479\">185°</a>. <br><strong>186°</strong> e <strong>187°</strong> poi, inquadravano i battaglioni <strong>2° Par. \"Tarquinia\"</strong> e <strong>5° Par. \"El Alamein\"</strong> e vista la posizione geografica dell'Italia, durante la guerra fredda erano stati addestrati in ambito NATO come fortissime unità di primo sbarramento in caso di conflitto con l'Unione Sovietica.<br>Va ricordato inoltre che fino agli inizi degli anni 2000 poteva accedere alle selezioni del <strong>9° Rgt. Col Moschin</strong>, da <strong>guastatore </strong>(come VFB) o da <strong>incursore</strong> (come VSP), solo personale appartenente alla Brigata Paracadutisti Folgore. Era un'unica famiglia. E la selezione, anche per i futuri Incursori, oltre che per i Paracadutisti, cominciava da lì. </pre>\n<!-- /wp:verse -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Entrare nella Folgore significava svolgere il proprio servizio militare nell'elite delle forze armate italiane. I Paracadutisti ai tempi, mettevano veramente paura. Il nome FOLGORE metteva paura. E onestamente anche io ne ero un poco intimorito, ma allo stesso tempo elettrizzato dal sapere che impegnandomi a dovere avrei potuto farne parte.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Inquadrato lo scenario militare dell'epoca, eccoci alle selezioni fisiche: corsa, salto in alto, flessioni, trazioni alla sbarra. Feci un certo sforzo a superarle tutte, non lo nego. Ma tenevo talmente tanto a quell'appuntamento che nei giorni passati mi ero allenato moltissimo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il resto della mia permanenza a Verona fu costellata da addestramento formale, ed un'<em>a.i.c. </em>(addestramento individuale al combattimento) da bambini. Pattuglie ridicole, mai letta una cartina topografica. Bisognava \"fare numero\" nell'Esercito, i VFB erano nati da poco, ancora esisteva la leva, quindi la politica era: facciamogli fare cose da bambini, così nessuno si fa male e lo Stato Maggiore è contento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ricordo però un Capitano, Comandante della II Compagnia, un Paracadutista: faceva indossare ai suoi allievi gibernaggi con all'interno mattoni di terracotta, armi individuale per tutti, istruttori compresi (nella mia Compagnia per questi era un'optional a loro discrezione).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E ricordo il Comandante di Reggimento che lo elogiò davanti a tutti all'alza bandiera: <em>\"Bravo Bruno, Bravo, è così che si addestrano dei soldati\"</em>. Su quest'uomo, occhi celesti di ghiaccio, silenzioso anche con i propri parigrado, sempre pronto a rispondere al tuo saluto in modo militare, giravano incredibili leggende sul suo passato in Somalia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tuttavia le pattuglie che feci a Verona furono importanti per abituarmi al peso dello zaino... ricordo gli altri allievi che bestemmiavamo a destra e a manca, io invece rimanevo nel mio silenzio e nella mia sofferenza, sapendo che quel peso sulle spalle spesso insopportabile, era necessario per ben figurare nei ranghi della Brigata come Fuciliere. Perchè scelsi di fare il Fuciliere. E fui accontentato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>21 giugno 1999</strong> da Allievo VFB, divenni Caporale VFB. Incarico <strong>Fuciliere Paracadutista</strong>, destinazione Cesano (Roma), Scuola di Fanteria per il relativo Corso. Fu una bella soddisfazione, ma dovevo ancora sbarazzarmi del basco nero.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-corso-da-fuciliere-alla-scuola-di-fanteria-di-cesano\">Il corso da Fuciliere alla Scuola di Fanteria di Cesano</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Arrivai a Cesano, ma la situazione non era di molto migliore. Anzi, per certi aspetti, anche peggio. Lì però per volontà del Comandante del nostro battaglione, un Tenente Colonnello prossimo alla pensione che non voleva avere problemi. In compenso però trovai istruttori con il Basco Amaranto che fecero quello che poterono... tuttavia, ricordo, una straordinaria esercitazione di peace keeping condotta (ovviamente) da un Tenente Paracadutista, macchiata però dal grave ferimento in un occhio di un allievo colpito dal proprio colpo a salve infuocato uscito dall'otturatore della sua carabina.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La compagnia era formata da Caporali da addestrare per poi finire nelle diverse specialità dell'Esercito, bersaglieri, fanti della Sassari, Paracadustisti, ed altro...In quella compagnia però incontrai alcuni di quelli che furono i miei futuri camerati di Compagnia nella Folgore. <strong>Andrea R., Michele C., Carlo S., Cesare L., Luca Z., Emanuele T., Agostino P., Claudio S., Antonio T., Antonio M., Giuseppe M., Francesco C., Donato C., Giuseppe F. e Simone T. </strong>(spero di non aver dimenticato nessuno!).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Noi facevo \"gruppo\", noi un giorno avremmo sudato nel fango condotti da forti e carismatici Comandanti della Folgore, noi ci sentivamo, ed effettivamente eravamo, diversi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Cesare L., Antonio M. e Claudio S. </strong>erano soldati di leva della Brigata Folgore che avevano fatto la domanda da VFB. Erano gli unici che avevano il Basco Amaranto, erano Brevettati, sapevano cosa volevano dire staccare i piedi da quel maledetto C-130. Per noi erano dei maestri, <strong>Cesare</strong> in particolare un fratello maggiore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>22 mesi di servizio</strong> solo ed esclusivamente nei ranghi della Brigata, non aveva mai indossato un basco nero, a Pisa era stato un A.I.P., istruiva soldati di leva a conseguire il brevetto da Paracadutista alla Scuola Militare di Paracadutismo (poi diventata Ce.A.Par.). Fisicamente era di un altro pianeta. Noi volevamo diventare come lui. Lui arrivò primo al Corso fuciliere, Andrea R. secondo, e poi io, e dopo tutti gli altri.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ero sul podio, ma soprattutto, i primi tre erano tutti destinati ai reparti Paracadutisti. Ricordo comunque validissimi soldati che poi sarebbero stati destinati alla Brigata Sassari, uno fra tutti, intelligentissimo, abile, astuto, forte: Stefano B.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'addestramento di Cesano non era granchè... cosa vuoi imparare da un Comandante di Plotone Sottotenente di Complemento con 10 mesi di servizio ??? Cesano mi servì per riveder in maniera più frequente la mia famiglia, visto che vivevo a mezz'ora dalla caserma. Tutti i week end a Casa, e avevo (!) anche il posto in caserma per la mia automobile. In più piena estate, addirittura compagnia chiusa a cavallo di ferragosto: feci una bella settimana di vacanze in Sardegna con un mio amico...</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E arrivò anche quì il giorno delle destinazioni: c'era una leggenda che diceva che saremmo stati tutti destinati ai bersaglieri... perchè la <em>garibaldi</em> aveva esigenze di personale. Io giurai che se fosse successo avrei fatto domanda di proscioglimento. E l'avrei fatta veramente. Per fortuna però... era solo una leggenda.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Destinazione per noi aspiranti Parà: <strong>CENTOOTTANTASEIESIMO REGGIMENTO PARACADUTISTI FOLGORE</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel <strong>1999</strong>, come detto, insieme al 187° Rgt. l'anticamera delle forze speciali. Uno dei reparti più tosti, operativi, incazzati e pluridecorati dell'Esercito Italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tutti noi a Siena, al 186°, compresi i tre ragazzi già Paracadutisti. Il resto misti tra <em>bersaglieri</em> e <em>Brigata Sassari</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Era il <strong>2 settembre 1999</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-arrivo-al-186-reggimento-paracadutisti-folgore-di-siena\">L'arrivo al 186° Reggimento Paracadutisti \"FOLGORE\" di Siena</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>3 settembre 1999</strong> arrivai insieme agli altri a Siena presso il 186° Reggimento, facemmo un viaggio in treno pieno di speranze, racconti e pensieri su quello che avrebbe dovuto essere uno dei reparti più operativi in assoluto dell'intero Esercito Italiano. Anche i tre che erano con noi, nonostante già Paracadutisti, non avevano idea cosa significa entrare a far parte di un Reggimento del genere. Non avevano mai avuto esperienze operative, Cesare addestrava gli allievi al corso palestra, Antonio e Claudio erano stati ripiegatori di Paracadute.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:verse -->\n<pre class=\"wp-block-verse\">Il <strong>3 settembre</strong> appunto. Non fu il vero impatto con la Folgore. La Folgore, quella dei racconti sulla Somalia qualche anno prima del mio amico Lino, il BATTAGLIONE dove vanno a finire i Fucilieri, i guerrieri, era fuori in Bosnia. La vera FOLGORE, quella massiccia e incazzata, l'avrei vista più avanti. Ma era solo una questione di tempo...</pre>\n<!-- /wp:verse -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ci \"parcheggiarono\" nella <em>Compagnia Comando e Servizi \"Sorci Verdi\"</em>, la Compagnia era strapiena, c'erano più di duecento persone, ma tutto sembrava essere sotto controllo, cosa che da altre parti, in casi del genere, sarebbe stato impossibile. Tutti i ragazzi che tornavano dalla missione venivano aggregati alla CCS. Quindi per noi non c'era posto... il BATTAGLIONE sarebbe ritornato tra <strong>due settimane</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Facemmo tredici: era <strong>venerdì</strong>, ci mandarono a casa per il week end, e il <strong>lunedì</strong> tutti a Pisa per il corso palestra a conseguire il Brevetto da Paracadutista. Fu una grande beffa per i ragazzi dello scaglione più anziano del nostro, si sarebbero brevettati dopo di noi!</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-6-settembre-1999-pisa-il-corso-palestra\">6 settembre 1999, PISA, il Corso Palestra</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <a href=\"https://brigatafolgore.net/centro-addestramento-di-paracadutismo/\" data-type=\"page\" data-id=\"487\">Centro Addestramento di Paracadutismo</a> (ex SMIPAR) di Pisa era uno spettacolo: sembrava di essere in un Hotel a 5 stelle, si mangiava da paura, si faceva attività fisica tutta la mattina, addestramento teorico e pratico sull'utilizzo del Paracadute il pomeriggio. Aria allegra, ma era ovvio, stavi sempre nella FOLGORE: se sbagliavi venivi punito. Ordine e disciplina al primo posto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E poi penso di aver avuto la fortuna di trovare un grande Comandante, un vero gigante dal carisma unico:<strong> il Colonnello Incursore Paracadutista Marco Bertolini</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:verse -->\n<pre class=\"wp-block-verse\">Una <strong>leggenda delle forze speciali Italiane</strong>, Comandante del 9° Battaglione d'Assalto Col Moschin in <a href=\"https://brigatafolgore.net/somalia-storia-e-contesto/\">Somalia</a>, avevo conosciuto le sue gesta sui libri e su Internet, era stato colui che comandò fin dal primo giorno gli Incursori Italiani nel corno d'Africa e l'irruzione all'<a data-type=\"page\" data-id=\"360\" href=\"https://brigatafolgore.net/loperazione-ibis/\">ambasciata di Mogadiscio il 16 dicembre 1992</a>. Successivamente comandò il <a data-type=\"page\" data-id=\"325\" href=\"https://brigatafolgore.net/9-reggimento-col-moschin-la-punta-di-diamante/\">9° Reggimento Col Moschin</a>,  il <a data-type=\"page\" data-id=\"487\" href=\"https://brigatafolgore.net/centro-addestramento-di-paracadutismo/\">Centro Addestramento di Paracadutismo</a>, quindi la <a data-type=\"page\" data-id=\"308\" href=\"https://brigatafolgore.net/storia-della-folgore/\">Brigata Paracadutisti Folgore</a>. Negli anni della missione <a data-type=\"page\" data-id=\"341\" href=\"https://brigatafolgore.net/isaf-afghanistan-2001-oggi/\">ISAF</a> è stato Capo di stato Maggiore della missione in <a href=\"https://brigatafolgore.net/isaf-afghanistan-2001-oggi/\">Afghanistan</a>. Quando ti guardava negli occhi all'alza bandiera ti faceva sentir fiero di appartenere alla Specialità.</pre>\n<!-- /wp:verse -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":4717,\"width\":\"400px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/bertolini-incursore.jpg\" alt=\"La mia Brigata: Storia (reale) di un Paracadutista della Folgore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-4717\" style=\"width:400px\" title=\"La mia Brigata: Storia (reale) di un Paracadutista della Folgore - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Gen. Incursore Marco Bertolini, è stato mio Comandante a Pisa da Colonnello nel 1999.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Del Colonnello Bertolini ho un ricordo particolare, uno di quelli che non dimenticherò mai nella vita: era l'ultima prova fisica prima del lancio, l'ultima prova del famoso \"corso palestra\", una lunga corsa di diversi chilometri incentrata sulla resistenza. Il Colonnello era sulla linea di arrivo, braccia incrociate. Nella curva finale a qualche decina di metri dall'arrivo, mi si slacciò una scarpa e la persi. Me ne fregai e corsi come un pazzo fino all'arrivo, con una sola scarpa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Colonnello cominciò ad applaudirmi al grido di <em>\"Bravissimo!!!\"</em> poi guardandosi intorno, circondati da decina di Paracadutisti continuò indicandomi con un dito <em>\"E' questo lo spirito giusto, lo spirito del Paracadutista\"</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mi sentivo come se avessi vinto la coppa del mondo, inutile spiegarlo... il mio Istruttore, mai un sorriso in un mese, mi diede una pacca sulla spalla e sorrise come se l'avesse vinta anche lui...</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E poi i suoi discorsi, all'alzabandiera, erano meravigliosi, le sue parole erano dei veri e propri tuoni che ti entravano del corpo:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>\"Fuori dalla caserma comportatevi bene, perchè da civili, fuori servizio o congedati, sarete sempre identificati come Paracadutisti della Folgore. Se beccano un ex bersagliere ad urinare per la strada, al massimo sul giornale scriveranno \"Ex militare beccato ad urinare in luogo pubblico\". Se beccano uno di voi sarà invece \"Ex Paracadutista della Folgore beccato ad urinare in luogo pubblio\". Siete e sarete Paracadutisti per sempre. Quel basco amaranto sarà vostro per tutta la vita, ve lo porterete nella tomba.\"</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:verse -->\n<pre class=\"wp-block-verse\"><strong>Per la prima volta da quando mi ero arruolato, e soprattutto nella mia vita, mi trovavo di fronte a un Uomo per il quale, se me lo avesse chiesto, mi sarei gettato nel fuoco senza esitare e senza fare domande.</strong> Ho avuto la fortuna di dialogare con il Generale Bertolini oltre 20 anni dopo il mio congedo e gliel'ho riferito di persona. È stato un momento emotivamente molto forte e coinvolgente. Sono convinto di essere stato fortunato nella vita ad aver conosciuto un Uomo di tale calibro. Non so se riesco a rendere l'idea: è qualcosa di molto personale, forse difficile da spiegare e da trasmettere a chi non ha vissuto in simili ambienti militari.</pre>\n<!-- /wp:verse -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tuttavia a Pisa c'era un'aria difficile che penalizzava fortemente le tradizioni Paracadutiste: <strong>un mese prima</strong> , ad <strong>agosto 1999</strong>, era morto un Allievo Paracadutista in circostanze non chiare, quindi era vietatissimo qualsiasi atto di nonnismo, fra cui le \"pompate\", quelle che i fanti chiamano flessioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Bene il mio pensiero è che le pompate non sono un'atto di nonnismo, ma una tradizione, un qualcosa non puoi cancellare, un qualcosa che ha radici ardite e antiche, ed era, tra l'altro, un modo \"facile\" per irrobustire il fisico dei Parà.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fatevi 20-30 pompate al giorno fuori programma e poi ne riparliamo...</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Corso Palestra lo seguii quindi come un studente modello... e così i miei amici. Era una selezione continua, la torretta, il telo, la corsa, le trazioni, le flessioni (pompate...), il salto in alto...</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Compagnia era formata da militari dei diversi Reparti della Brigata. Noi del 186° uscimmo tutti Brevettati, tranne due. Entrambi fecero lo stesso errore in falsa carlinga il giorno prima del primo lancio. Un errore gravissimo, forse il più grave, ossia quello di far passare la fune di vincolo sulla parte opposta alla mano che la sorregge. Lanciandosi in quel modo si rischia l'amputazione traumatica della testa staccandola di netto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Bocciati, fuori, non esistevano appelli, i nostri istruttori tenevano molto alla nostra sicurezza. Giusto così.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non solo, ritornare a Siena senza Brevetto non era davvero un buon biglietto da visita... successivamente solo Francesco C. riuscì a ripeterlo brevettandosi, mentre l'altro, non solo venne scartato nuovamente, ma si prosciolse perchè la Brigata non faceva per lui...meglio così.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A metà corso venimmo a sapere dal nostro accompagnatore a quale Compagnia del 186° eravamo stati assegnati: la <strong>XIII Compagnia Paracadutisti CONDOR</strong>, gli Inesorabili Rapaci. Una gloriosa compagnia, una delle poche esistenti schierate nella battaglia di El Alamein.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:verse -->\n<pre class=\"wp-block-verse\">Le Compagnie fucilieri erano tre a Siena: la XIV Pantere Indomite, dove non potevamo finire, era un'esperimento del Comando Brigata, composta solo da Volontari in Servizio Permanente,  Paracadutisti esperti e con anni di esperienza militare, poi c'era la XV Diavoli Neri, la Compagnia che pagò in Somalia il più alto tributo di sangue, avendo combattuto in prima linea il <a href=\"https://brigatafolgore.net/2-luglio-1993-la-battaglia-del-check-point-pasta/\" data-type=\"page\" data-id=\"310\">2 luglio 1993</a> nella Battaglia del Check Point Pasta. Da una parte ci sentivamo più tranquilli, pensavamo \"<em>cavolo la XIII sarà più tranquilla...</em>\". <strong>Fu un grosso errore di valutazione, ma proprio grosso.</strong></pre>\n<!-- /wp:verse -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-4-ottobre-1999-il-primo-lancio\">4 Ottobre 1999, il primo lancio</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il primo lancio è come il primo rapporto sessuale,o il primo bacio, o quant'altro fai per la prima volta sapendo che stai scrivendo la storia della tua vita. Non capisci nulla. Fai tutto in automatico, e lo fai bene. Lo Zic-1, i Comandanti che ci dicono di prepararci, il C-130 che fa manovra, il suo rumore ti entra dentro come le voci di una donna che sussurra di voler fare l'amore con te. La salita sulla rampa, l'odore del Kerosene, è come se fossi in un film. E vai a cercare lo sguardo rassicurante di qualche compagno. Attimi indimenticabili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E ancora... 5 minuti al lancio... prepararsi.... 1 minuto al lancio... ci si avvicina alla porta... 5 secondi alla lancio... alla porta: VIA!!!!</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo slancio, 1000-1, 1000-2, 1000-3...arrivi a 1000-4...controllo calotta... qualche giro di avvitamento... e sei passato dal frastuono emesso da un aereo in volo con la porta aperta alla calma più totale. Sei tu, solo, con il tuo Irving 80 che ti fa galleggiare nel cielo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una soddisfazione enorme, un momento indimenticabile. La zona lancio fu quella quella mitica di Altopascio. L'atterraggio non fu male, anche se ti rendi conto che la capovolta imparata in palestra a Pisa simulando appunto l'atterraggio, non riuscirai mai a farla...</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Seguirono nel giro di un mese il secondo e il terzo lancio, il secondo sempre ad Altopascio, il terzo sulla zona lancio di Tassignano in mezzo a... polli e galline.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-rientro-al-186-reggimento-paracadutisti-folgore\">Il rientro al 186° Reggimento Paracadutisti \"FOLGORE\"</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>5 novembre 1999. Ed eccoci quà.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:verse -->\n<pre class=\"wp-block-verse\">Che nessuno si offenda, ma il duro contatto con la <strong>FOLGORE</strong>, quella erede degli EROI che <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-battaglia-di-el-alamein/\" data-type=\"page\" data-id=\"309\">combatterono in Africa nel 1942</a>, ce l'hai quando entri in un BATTAGLIONE. <strong>A Siena c'era, e c'è, IL QUINTO</strong>. Il <strong>5° BATTAGLIONE PARACADUTISTI \"EL ALAMEIN\"</strong>. Insieme al 2°&nbsp;Battaglione \"Tarquinia\" (inquadrato nel 187°&nbsp;Rgt. di Livorno), il Quinto era (ed è tutt'ora) l'unico battaglione paracadutisti di manovra esistente schierato nella battaglia di El Alamein. Una storia gloriosa e ardita alle spalle, la più limpida ed importante, dal punto di vista militare, d'Italia. Il Quinto Battagliane, agli ordini del <strong>Tenente Colonnello Giuseppe Izzo</strong>, nell'epica battaglia inflisse gravissime perdite agli inglesi con atti di puro e leggendario eroismo. </pre>\n<!-- /wp:verse -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Quella pesantissima eredità era tra di noi. E pretendeva rispetto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 1999 era formato dalle tre compagnie fucilieri XIII, XIV e XV, mantenendo la stessa numerazione assegnata nel 1942, all'atto della fondazione e dello schieramento in Africa settentrionale, più una compagnia Mortai Pesanti, la Mo.Pe.. Il mio primo contatto con la XIII a livello psicologico fu traumatico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Vi ricordate quando ho detto che facemmo un grosso errore di valutazione nel pensare \"tranquilla\" la XIII Compagnia???</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":4570,\"width\":\"450px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/cp-condor_2-1.jpg\" alt=\"La mia Brigata: Storia (reale) di un Paracadutista della Folgore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-4570\" style=\"width:450px\" title=\"La mia Brigata: Storia (reale) di un Paracadutista della Folgore - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Androne lato fureria e ufficio Comandante della XIII Compagnia Condor.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Eccoci, diciamo che la parola \"tranquillità\" o \"relax\" erano concetti lontanissimi da quella realtà ... per lo meno come shock iniziale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sei l'ultimo arrivato, le luci sono soffuse dalle tele dei vecchi paracadute appese ai soffitti, disegni leggendari sui muri, massima formalità e disciplina anche tra marescialli e tenenti... mettici pure che sei un rospo... TENGO A PRECISARE CHE NESSUNO SI E' MAI PERMESSO DI ABUSARE DEL SOTTOSCRITTO, tutto quello che ci veniva imposto faceva parte del REGOLAMENTO di DISCIPLINA MILITARE.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Insomma, il regolamento veniva applicato alla lettera.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Shock, ma anche una situazione fortemente elettrizzante. Avevo lottato per arrivare fino a quel punto. Ero già allora un'abile sistemista informatico e non mi ero arruolato per mancanza di opportunità professionali. Anzi, avevo lasciato l'università, indirizzo ingegneria informatica contro il volere dei miei genitori, proprio per far parte di quel gruppo di persone un pò pazze e un pò poete...</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ero letteralmente folgorato da quella straordinaria avventura che stava entrando nella mia vita.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non pensavo però che quell'ambiente grigio e cupo sarebbe diventato con il tempo la mia seconda casa, quei Comandanti duri e inflessibili, miei Padri, e i miei anziani miei Fratelli maggiori.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Era Venerdì, niente week end a casa, arrivammo nel tardo pomeriggio e non c'era il tempo materiale per le eventuali licenze. Il Sergente di giornata si preoccupò di equipaggiarci come doveva essere equipaggiato un Paracadutista: zaino americano \"alice\" con basto in ferro, elmetto in kevlar, e soprattutto gibernaggio americano... via quell'immondizia che ci forniva lo Stato Maggiore. La Folgore ha sempre agito in autonomia, adotta materiale di provenienza statunitense da metà anni '80. Contrariamente agli altri reparti dell'Esercito Italiano, i propri fondi li spendeva per equipaggiare al meglio i propri soldati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-i-miei-comandanti-primo-contatto\">I miei Comandanti, primo contatto</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lunedì <strong>8 novembre</strong>. Conobbi Loro. I miei Comandanti. Mi limito a parlare di coloro che sono stati i miei Comandanti diretti, ma anche tutti gli altri sono stati uomini eccezionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Comandante di Compagnia era Francesco M.</strong>, Capitano, sembrava che scherzava quando parlava, ma faceva terribilmente sul serio, intelligentissimo Ufficiale d'accademia, nella truppa era amato o odiato. Tuttavia non riesco a capire ancora oggi il perchè. Non esisteva, quando divenimmo \"adulti\", un Comandante di Compagnia che mandava in licenza i propri uomini tanti giorni quanto lo faceva lui. Ci faceva sgobbare… ma anche, e giustamente, riposare. Esigeva per tutta la Compagnia un forte addestramento fisico, corsa in particolare. Era anche laureato in informatica e presto ci saremmo trovati...</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":4569,\"width\":\"450px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/cp-condor_3-1-2.jpg\" alt=\"La mia Brigata: Storia (reale) di un Paracadutista della Folgore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-4569\" style=\"width:450px\" title=\"La mia Brigata: Storia (reale) di un Paracadutista della Folgore - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Disegno sopra l'entrata della fureria della XIII.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Curava molto anche la parte tecnica, sia teorica con lezioni in aula, che pratica con pattuglie e atti tattici offensivi\\difensivi. Non improvvisava, programmava il nostro addestramento (e le nostre licenze) nel migliore dei modi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Il suo vice</strong>, un giovane ma Grande Ufficiale, Antonio C., serio e razionale, poi scoprimmo che era molto alla mano, e la battuta allegra la lanciava spesso. La sua battuta <em>\"ciacalas o ciculus?\"</em> è un piacevole ricordo di un Comandante serio ed allegro al punto giusto. Capitava spesso di incontrarlo nei Pub di Siena, e ,sempre con la giusta formalità, si scambiavano due chiacchiere e una birra. Penso che avrà un grande futuro nell'Esercito, ovviamente nei Paracadutisti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>E poi il Comandanti di Plotone</strong>. Emiliano P, Comandante del mio Plotone, il 3°, di un solo anno più grande di me, divenne subito un maestro, e successivamente un grande amico, ma non esitava a tirarmi le orecchie (in senso metaforico) quando facevo qualche cazzata. Il Comandante di Plotone è quello più basso di tutti nella catena gerarchica Reggimento-Battaglione-Compagnia-Plotone, quindi era quello che conosceva meglio i propri uomini. Era estremamente formale, pretendeva l'attenti in ogni circostanza, ma esprimeva anche un'eccessiva romanità, allegro e scherzoso fuori dal lavoro, era comunque preparato al Top militarmente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Era, ed è tutt'ora, uno dei più grandi tiratori scelti dell'Esercito Italiano, fregiato del brevetto di Istruttore di tiratore scelti. Era un mix di allegria-serietà. Romanista sfegatato come me, mi faceva pagare cara questa pseudo-amicizia calcistica... Ha creduto molto in me, e io penso di averlo ripagato come dovevo. Negli anni seguenti al mio congedo è approdato in un reparto del bacino operazioni speciali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Poi veniva lui... il Mito, il <strong>Maresciallo di Compagnia</strong>, Giuseppe P.. Grandi Capacità, Ideologicamente potrei definirlo \"l'Uomo Folgore\", sguardo duro come la pietra, appassionato ed esperto come pochi di arte militare e storia, tutti avevamo paura di Lui, poi però con il tempo capimmo che aveva un cuore grandissimo, o almeno io capii questo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se facevi una cazzata prima di portarti dal Comandante di Compagnia ti faceva un discorso, cercava di colpirti dentro, cercava di farti capire, con le parole, che la Folgore andava rispettata, che non poteva permettersi di avere nei ranghi menefreghisti e finti Paracadutisti. Io capii questo da Lui. Aveva anche i suoi difetti, mai una battuta allegra, a volte esagerava, ma nel 99% delle volte aveva terribilmente ragione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":5472,\"width\":\"400px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/cp-condor.jpg\" alt=\"La mia Brigata: Storia (reale) di un Paracadutista della Folgore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-5472\" style=\"width:400px\" title=\"La mia Brigata: Storia (reale) di un Paracadutista della Folgore - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Mosaico  all'interno della XIII Compagnia: assolutamente proibito calpestarlo!</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Bisognava capirlo, prima di dire tra di noi \"quello è matto\". Era anche un' eccellente Combattente, nel Reggimento uno dei più preparati fra tutti. Aveva una conoscienza ed un maneggio delle armi eccezionale, dovuta anche al fatto che era l'unico della mia Compagnia che in passato riuscì a superare il durissimo corso \"80b\" al <em>9° Reggimento Col Moschin</em> (l'equivalente dell'attuale corso OBOS), oltre ad aver \"fatto\" la Somalia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Quindi, in mezzo al fango, o in un bosco, sapeva come sopravvivere, e questo cercava di insegnarlo a noi. A me personalmente insegnò molto, come Paracadutista e come Uomo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E ancora, il <strong>Comandante di squadra</strong>, Maurizio Gallitto, mi permetto di fare il suo Cognome poichè non è più in servizio nell'Esercito. Volontario in Servizio Permanente, era uno di quelli che provenivano dalla leva Paracadutista, Basco Amaranto da sempre, aveva un cuore grandissimo, e una forza disumana. Non era grosso, alto poco più di uno e settanta, ma un passato da pugile professionista, le parole \"dolore\" o \"sofferenza\" erano termini che non facevano parte del suo vocabolario. In pattuglia non si toglieva lo zaino neanche quando sostavamo per riposarci. Era un grandissimo atleta e spesso ci faceva lezioni di educazioni fisica. Proveniva dalla XIV Pantere Indomite, i Paracadutisti per eccellenza in quel periodo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nella mia compagnia ricordo inoltre con simpatia i sergenti Giovanni C., l'unico, in XIII, insieme a Giuseppe P., che aveva \"fatto\" la Somalia, Andrea N. e Maurizio D.G.. Quest'ultimo protagonista di una carriera incredibile: da paracadutista di leva in Condor scaglione 94 oggi è addirittura un ufficiale superiore, sempre nella Folgore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il primo discorso ce lo fece lui, il Maresciallo di Compagnia, Giuseppe P.: <em>\"Dimenticate Cesano, quì non siete ne a Cesano, ne a Pisa, quì dovete imparare ad essere dei Fucilieri Paracadutisti\"</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Pian del lago, Montagnola Senese, Pian di Spille... un mese intero di addestramento tosto e ininterrotto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>21 novembre</strong> ci aspettava la MANGUSTA.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Prima di passare alla Mangusta però, vorrei ricordare gli altri superiori del Reggimento che non facevano parte della mia Compagnia, ma di cui ho un ottimo ricordo. Al 186° Reggimento vi erano uomini preparatissimi, alcuni ex Incursori, tra cui il Maresciallo R.B., ex operatore del Col Moschin, oltre 10 anni nelle forze speciali in prima linea tra Somalia, Ruanda, Yemen e Bosnia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mi raccontò il suo <a href=\"https://brigatafolgore.net/2-luglio-1993-la-battaglia-del-check-point-pasta/\" data-type=\"page\" data-id=\"310\">2 luglio 1993</a>, alcune fasi concitate della battaglia e dell'amicizia che lo legava a Stefano Paolicchi, Sergente Maggiore del 9° <a href=\"https://brigatafolgore.net/i-caduti-italiani-in-somalia/\" data-type=\"page\" data-id=\"358\">caduto in combattimento quel giorno a Mogadiscio</a>, e di altri aneddoti durante la sua permanenza al Col Moschin. Con R.B. continuo a sentirmi tutt'oggi, è una persona di un livello, non solo militare, ma soprattutto umano, come ce ne sono poche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E ancora, negli ex operatori delle forze speciali del Col Moschin ricordo con piacere il Maresciallo S.C.. Fece parte del commando d'assalto che nel <strong>1986</strong> sarebbe dovuto intervenire sull'Achille Lauro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":4566,\"width\":\"450px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/condor1.jpg\" alt=\"La mia Brigata: Storia (reale) di un Paracadutista della Folgore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-4566\" style=\"width:450px\" title=\"La mia Brigata: Storia (reale) di un Paracadutista della Folgore - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Anno 2000, da giovane caporale paracadutista nella fureria della mitica XIII Compagnia Condor.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>\"Loro\" li riconoscevi dalla \"pulce\" del basco, avevano il fregio tradizionale ma all'interno, ne il numero del Battaglione, 5, nel quello del reggimento, 186, ma avevano il 9. 9° reggimento d'Assalto Col Moschin appunto. La loro enorme esperienza era messa al servizio di noi Paracadutisti convenzionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E ancora, la XV Compagnia aveva come Comandante un Grande combattente di razza, il Tenente Carbonetti, decorato a medaglia d'argento al valor militare per i fasti del 2 luglio 1993. Ebbi la fortuna di scambiarci due parole. Come lui, e per lo stesso motivo, era stato decorato della stesso onorificenza, il Maresciallo Giovanni Bozzini, una grandissima persona, in quel periodo faceva parte del Comando di Battaglione, e vi rimase fino al mio congedo. Faccio i loro Cognomi poichè sono stati resi pubblici nel fantastico libro del Generale Paolo Riccò <a href=\"https://brigatafolgore.net/libri/i-diavoli-neri-la-vera-storia-della-battaglia-di-mogadiscio/\" data-type=\"libri\" data-id=\"3922\">Diavoli neri: la vera storia della battaglia di Mogadiscio</a>. Con Bozzini in particolare avevo un'eccellente rapporto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E poi tanti altri, molti di cui non ricordo il nome, ma forti e valorosi, come vuole la Tradizione Paracadutista.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Cominciai anche a conoscere le bellezze di Siena e della sua gente. A differenza di Livorno dove c'è una rivalità storica tra i Parà e i cittadini, il rapporto con i Senesi era ottimo. C'era un rispetto reciproco, tranne qualche episodio isolato. A Siena il Paracadutista era, ed è tuttora perfettamente inserito nel tessuto sociale. Senesi e Parà partecipano insieme a ricorrenze, feste e... sofferenze.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Poi per un giovane Siena era (ed è...) una vera manna dal cielo. La cittadina toscana è un importante centro universitario sia nazionale che internazionale, e le belle giovani donne di conseguenza non mancavano certo... Ricordo le serate al Barone Rosso, al Caffè del Corso, e all'Irish Pub, punti di riferimento per noi Parà. Fiumi di birra e discorsi in tutte le lingue...</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se eri giovane e carina e in quegli anni sei passata da quelle parti, avrai avuto almeno un contatto con un Paracadutista... non potevi sfuggirci, saresti stata una nostra preda.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-20-novembre-1999-la-mia-magusta\">20 Novembre 1999, la mia Magusta</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per chi è stato nella Folgore la Mangusta non ha bisogno di presentazioni. La Mangusta è un'esercitazione dove si sfidano 2 o più reparti, o compagnie, o gruppi tattici. Uno fa da interdizione, l'altro da controinterdizione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>20 Novembre 1999.</strong> Nell'entroterra toscano faceva terribilmente freddo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Vista l'indisponibilità degli altri Reggimenti della Brigata (l'187 era Timor Est, la Nembo non ricordo dove, ma era fuori), ci fu la seguente dislocazione: XIV Pantere Indomite vs Resto del Reggimento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ossia una compagnia contro tre. Noi dovevamo controllare gli obiettivi senza avvicinarci eccessivamente, ci muovevamo con i mezzi, lasciavamo gli zaini, e pattugliavamo a piedi, sia di giorno che di notte. In 10 giorni avrò dormito non più di 20 ore...</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Loro invece vennero infiltrati con aviolancio in una zona a noi sconosciuta. Le \"Pantere\" dovevano muoversi con zaini, armi e tutto il resto, dormivano di giorno, e camminavano di notte per sfuggire al nemico (noi).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Bhe, pensavo, li faremo a pezzi, 3 contro 1, loro avranno difficoltà a muoversi. E invece ci massacrarono loro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fecero tutti gli obiettivi, catturarono alcuni dei nostri, noi non riuscimmo mai a fermarli, trovammo solo qualche traccia durante i vari pattugliamenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Troppo forti, troppo esperti e preparati. Personalmente però, insieme a Maurizio Gallitto e Giuseppe M., riuscimmo a localizzare una loro pattuglia. Ci appostammo in un casale verso il tramonto, e a turno osservammo i movimenti con il visore notturno. Bene... scoprimmo che in quel caso si erano mossi usando un furgone civile. In fondo, in guerra è permesso tutto o no?</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Certo, e quella doveva essere una simulazione di guerra. In più avevamo a che fare con il meglio delle forze convenzionali dell'Intero Esercito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La XIV Pantere aveva, ed ha tutt'ora, i migliori soldati dell'Esercito Italiano, sia nei quadri che nella truppa, che a suo tempo era formata solo da Volontari in Sevizio Permanente. Gente che potrebbe tranquillamente ben figurare nelle forze speciali. Autentiche macchine da guerra, ricordo in particolare 3-4 elementi... li saluto, se si ricordano di me, Loro sanno che sto parlando di loro, i loro cognomi P., S., C..</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nella missione <a href=\"https://brigatafolgore.net/afghanistan-il-ruolo-della-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"593\">ISAF in Afghanistan</a> questi Paracadutisti (esattamente i cognomi puntati che ho citato) sono stati i componenti della scorta del Generale Rosario Castellano, Comandante della Brigata Folgore. Un lavoro in passato svolto dagli Incursori del Col Moschin. Questo per rendere l'idea di chi avevamo dall'altra parte...</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La nostra era una Compagnia giovane, la truppa era \"acerba\". I nostri quadri erano preparatissimi, ma avevano a che fare con personale di truppa totalmente inesperto, tranne i VSP che erano si o no una decina. Quindi la debacle fu totale. Ma imparammo molto da quell'esperienza. Imparammo a condividere la roba da mangiare come si fa da veri soldati, imparammo a muoverci nella boscaia, le tecniche per non perdere le tracce di chi stai inseguendo, imparammo a... non sottovalutare il nemico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>C'era ancora molto da imparare, ma fu una gran bella esperienza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-dicembre-1999-il-battesimo-del-fuoco-di-gruppo-assalto-di-plotone-a-pian-di-spille\">Dicembre 1999, il battesimo del fuoco di gruppo, assalto di plotone a Pian di Spille</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il \"pane\" del fuciliere Paracadutista è indubbiamente l'assalto. L'assalto può essere di Squadra, Plotone, Compagnia (complesso minore), o Battaglione (gruppo tattico).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Archiviata la Mangusta ci aspettava l'assalto di Plotone. Provammo numerorissime volte a pian del lago, un posto nelle vicinanze di Siena. Poi ci recammo a Pian di Spille. Il primo giorno sparammo una grossa quantità di munizioni, sia con l'arma individuale (SCP), sia con quelle di reparto (Minimi ed Mg) e bombe a mano. Il giorno dopo, l'assalto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'assalto di Plotone è più complicato dell'assalto di squadra perchè tutte le 3 squadre devono sincronizzarsi nel fuoco-movimento. Misi il massimo impegno, anche perchè eventuali sbagli possono andare a scapito della sicurezza, si va a fuoco con armi da guerra, rischi di uccidere i tuoi compagni. Noi riuscimmo molto bene, tranne qualche problema con un arma di reparto che si inceppò. Comunque il Maresciallo Emiliano P. fece a noi i complimenti. Cominciavo a prendermi qualche soddisfazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-gennaio-2000-i-lanci-con-la-compagnia-fucilieri-tutta-un-altra-musica\">Gennaio 2000, i lanci con la Compagnia fucilieri, tutta un'altra musica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>C'era una voce di corridoio che diceva: a Pisa si lancia anche un sacco di patate, pasta buttarlo giù. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un'esagerazione sicuramente, un detto dai tempi della naia per rafforzare lo spirito guerriero dei fucilieri nei reggimenti o battaglioni di manovra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Effettivamente però quando mi lanciai con la mia Compagnia, la XIII, tutto era molto diverso: si effettuavano veri e propri lanci da guerra, con zaino, arma individuale o di reparto, possibilmente per squadra o plotone. Lo zaino, per regolamento (e sicurezza) non può pesare meno di 16kg. Se non ha un peso adeguato la fune a frizione rischia di non srotolarsi ed atterrare con lo zaino alice attaccato alle gambe non è una gran cosa... rischi di spezzartele, poichè oltre al peso e all'ingombro impedisce movimenti adeguati in fase d'atterraggio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Feci <strong>2 lanci in un giorno</strong>, uno la mattina, l'altro il pomeriggio. Ci imbarcammo a Grosseto la mattina, in un'aeroporto dove sfrecciavano caccia militari a pochi metri da noi. Il solito odore di kerosene, i soliti sguardi rassicuranti tra noi ragazzi. Dopo una ventina di minuti di \"viaggio\" sul G-222, ci lanciammo e ci reimbarcammo sullo stesso G che nel frattempo era atterrato ad Ampugnano. Altro lancio e pattuglia Ampugnano-Siena. Era il <strong>17 gennaio 2000</strong>, ed avevo effettuato quarto e quinto lancio. Ora ero un Paracadutista militare a tutti gli effetti. Fregiai la mia drop con il brevetto con la stelletta al centro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un altro punto importante della mia vita militare era stato raggiunto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel frattempo il Capitano Francesco M. scoprì le mie doti informatiche, e mi \"dirottò\" in fureria. Insieme sviluppammo un importante programma di controllo del personale che in seguito venne adottato da tutte le compagnie. Ma ad onor del vero, dentro di me pulsava il cuore da Paracadutista fuciliere. Lui lo capì e cercai di alternarmi tra fureria e pattuglie. Per dirla tutta in quegli anni partecipai a tutte le attività da fuciliere e allo stesso tempo divenni, a detta dei miei compagni e superiori, il cuore della fureria della XIII Compagnia Condor. Spesso mi si vedeva in Fureria con ancora il mascheramento e la mimetica sudicia da un addestramento oppure tiravo fino a tarda notte per organizzare servizi e carte varie. Per me era un orgoglio occuparmene. Mi divertivo come un pazzo e ne ero orgoglioso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il mese di febbraio passò con numerosi poligoni, a marzo ci aspettava un'appuntamento importante: il complesso minore, l'assalto di Compagnia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-marzo-2000-tra-la-neve-di-carpegna-la-xiii-va-all-assalto\">Marzo 2000, tra la neve di Carpegna, la XIII va all'assalto</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se l'assalto di plotone è un atto tattico offensivo difficile da preparare e da eseguire, quello di Compagnia lo è ancor di più, specie se devi operare in condizioni proibitive, ma secondo qualche nostro Comandante, se avremmo fatto buone cose in condizione avverse, con il buon tempo saremmo andati ancora meglio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Passammo a Carpegna circa una settimana, tra poligoni, assalti di squadra e plotoni per chi non li aveva ancora fatti. Il 1° Plotone Comandato dal Tenente Luca D. fece addirittura l'assalto in un giorno, e il Complesso il giorno dopo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Comandati dal nostro Grande Comandante di Compagnia Francesco M., il complesso minore che effettuammo fu spettacolare, vuoi per le condizione metereologiche, vuoi perchè eravamo una compagnia molto amalgamata. A dar man forte a noi \"rospi\" c'erano i VFB anziani ritornati da 8 (!) mesi di Bosnia in attesa di nomina VSP e, purtroppo, di trasferimento. Il canto degli MG fu straordinario, il bersaglio finale venne abbattuto anche da un razzo controcarro lanciato dal grandissimo Giuseppe Sagliocco, Caporal Maggiore con quattro anni di esperienza solo e sempre nella Brigata (ex parà di leva), oggi in congedo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Quel giorno corse e sbalzò per centinaia e centinia di metri con il Panzerfaust sulla spalla destra (andate a vedere quanto pesa un lanciarazzi panzerfaust...) sulle collline di Carpegna.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tutto, o quasi, funzionò alla perfezione, e ,dato importante quando vanno a fuoco 100 persone contemporaneamente, nessuno si fece un graffio. Come sempre, d'altronde. Segno che l'insegnamento dei Comandanti era stato recepito in maniera perfetta dalla truppa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-primavera-2000-preparazione-e-partenza-per-l-albania\">Primavera 2000, preparazione e partenza per l'Albania</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A fine marzo ci comunicarono che avremmo passato l'<strong>estate del 2000</strong> in Albania e cominciammo a prepararci.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":4656,\"width\":\"450px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/albania.jpg\" alt=\"La mia Brigata: Storia (reale) di un Paracadutista della Folgore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-4656\" style=\"width:450px\" title=\"La mia Brigata: Storia (reale) di un Paracadutista della Folgore - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">In Albania, di pattuglia nei pressi del lago di Scutari con il mio plotone.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante la missione si presentava \"facile\", nulla, come vuole la tradizione Paracadutista, venne lasciato al caso. Poligoni, azzeramento delle armi, esercitazioni di peace keeping e partenza scaglionata da metà giugno. Era la nostra prima missione, e noi ragazzi nuovi, la sentivamo molto. Facemmo tutti un ottimo lavoro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tutto il Reggimento, dalla CCS al Battaglione, fece un gran figurone, e non potrò mai dimenticare i complimenti del Comandante della Brigata Comm-Zone West, Generale Casalotto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Era un Alpino, ma si complimentò con il 186° per l'elevata efficienza messa in atto durante i quattro mesi, era letteralmente \"innamorato\" in senso militare, di noi. Tutti i Generali, anche stranieri, che venivano a trovarci alla base di Ure, nelle vicinanze di Durazzo, si complimentavano con noi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A livello operativo si facevano per lo più ricognizioni di itinerari con rientro in giornata, sorveglianze alle basi, e una sorveglianza all'ospedale militare di Durazzo dove venivano ricoverati anche civili albanesi, specialmente bambini.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Reggimento aveva anche il compito di addestrare i militari dell'Esercito Albanese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mandarono i nostri migliori VSP ad insegnare loro le tecniche di combattimento dei soldati di fanteria. E ancora, facemmo una spettacolare esercitazione di assalto in un lago con dei gommoni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale Casalotto, Comandante della Brigata che operava in Albania ci battè le mani. Era talmente colpito dalla preparazione dei Parà che a fine missione mandò a casa Carabinieri e Fanti che gli facevano da scorta chiedendo al nostro Comandante una decina di Paracadutisti per proteggerlo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La nostra Compagnia fornì Emanuele M., Volontario in Servizio Permanente, ovviamente uno dei migliori della XIII. Per lui oltre ai quattro mesi di missione con noi, ce ne sarebbero stati altri sei come scorta del Generale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":4565,\"width\":\"400px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/ndm.jpg\" alt=\"La mia Brigata: Storia (reale) di un Paracadutista della Folgore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-4565\" style=\"width:400px\" title=\"La mia Brigata: Storia (reale) di un Paracadutista della Folgore - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Durante l'operazione \"Notte di mezza estate\", a luglio del 2000 (sono quello a destra con il jungle).</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal punta operativo la missione offriva le pattuglie di ricognizione a lungo raggio, fino a prima del nostro arrivo esclusiva delle forze speciali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"align\":\"left\"} -->\n<p class=\"has-text-align-left\">Io ne feci una, denominata operazione \"Notte di mezza estate\", durò 4 giorni. Si partì l'11 luglio. Andammo a ricognire una parte del confine tra Montenegro e Albania. Posti che non esistevano neanche sulle cartine. La notte alloggiavamo in spazi aperti e nascosti, di giorno si camminava, si scattavano fotografie e riprese video. Il compito della missione era anche di localizzare le caserme dell'Esercito Albanese, fotografare segretamente, nei limiti del possibile, mezzi e uomini. Quei dati sarebbero serviti alla Nato per vedere effettivamente a che punto stava l'opera di ricostituzione dell'Esercito Albanese andato a pezzi dopo la guerra civile. Il secondo giorno effettuammo un'elirifornimento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Trovata la ZAE (zona atterraggio elicottero) stabilimmo le coordinate e le comunicammo all'elicottero. La ZAE era un quadrilatero dalle grandezza di un campo da calcio in una distesa piana ai piedi di una collina in una zona sperduta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"align\":\"left\"} -->\n<p class=\"has-text-align-left\">Due Paracadutisti per lato garantivano la sicurezza. L'elicottero toccò terra e scaricò materiale da mangiare e casse d'acqua, dopodichè volò subito via. Visto che la roba da mangiare era molta, i nostri Comandanti decisero di distribuire buona parte degli alimenti alla popolazione civile albanese che in quel posto viveva in condizioni non proprio ottimali. Distribuimmo dolci, pasta, farina e pane a donne e bambini. Un atto nobile, come sempre, figlio dell'iniziativa Paracadutista.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A fine Agosto la nostra Compagnia si trasferì dalla base di Ure a quella di Puke, verso il confine con il Kosovo. L'ultimo mese della missione lo avremmo trascorso lì. L'ambiente era più rilassante, eravamo più autonomi, ma non per questo meno attenti. C'era un servizio, quello di controllare personale sospetto al confine tra Albania e Kosovo, che una volta terminato permetteva a chi lo aveva svolto di oltrepassare il confine ed essere ospitato dai soldati tedeschi in Kosovo per una notte. Ho effettuato un paio di volte quel servizio, e ho alloggiato un paio di notti dai tedeschi. Nonostante l'Esercito tedesco sia stato fortemente ridimensionato dopo la seconda guerra mondiale, oggi è un signor Esercito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come qualità il migliore che ho visto. La loro base era un modello assoluto di bellezza, efficienza, pulizia ed altro. Postazioni MG ai quattro lati, ronde di soldati in movimento, armi automatiche evolutissime, tute da combattimento di altissima qualità, radio ultramoderne, mensa funzionante 24 ore su 24, moduli abitativi di un'altro pianeta rispetto ai nostri... con tanto di TV satellitare individuale compresi quelli degli ospiti... ricordo una battuta di un parà italiano: <em>\"neanche casa mia in Italia è così\"</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A fine settembre tornammo ad Ure e qualche giorno dopo rientrammo in Italia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'esperienza di quella prima missione rese tutti più responsabili, per la prima volta ci trovavamo custodi di armi con caricatori e quando uscivamo quelle armi erano cariche (chiaro, senza colpo in canna) nelle nostre mani.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ritornammo agli inizi di ottobre, e facemmo una lunga e meritata licenza di 20-30 giorni, ma alcuni componenti della Compagnia vennero richiamati per aiutare la popolazione toscana nel disastroso alluvione che colpi la zona di Lucca. Come sempre il loro contributo fu talmente apprezzato che il sindaco di una città soccorsa ringraziò la Folgore con una targa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-dicembre-2000-un-complesso-minore-senza-precedenti\">Dicembre 2000, un Complesso minore senza precedenti.</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel frattempo, era cambiato il Comando di Battaglione, era arrivato il <strong>Tenente Colonnello Massimo M.</strong>, molto legato alla XIII, l'aveva Comandata in Somalia. Era un ottimo Comandante, preparatissimo, un grande stratega militare, esperto di Intelligence ed eccellente comunicatore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E ancora, al 186° c'è stato un Ufficiale, tale <strong>Aldo Zizzo</strong> di cui parlerò più avanti. In questo periodo il Maggiore Aldo Zizzo, se ben ricordo, faceva parte del Comando Brigata all'ufficio OAI (operazioni, addestramento, informazioni). In più arrivò quello che per me è stato il miglior Comandante di Reggimento al 186°, <strong>Colonnello Maurizio Fioravanti</strong> (successivamente Generale di Brigata <a href=\"https://brigatafolgore.net/aquila-1-i-leggendari-comandanti-della-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"345\">Comandante della Folgore</a> e come Gen. di Divisione Comandante del <a href=\"https://brigatafolgore.net/comando-interforze-per-le-operazioni-delle-forze-speciali-c-o-f-s/\">Comando interforze per le operazioni delle forze speciali</a>). Faccio i loro nomI poichè oggi entrambi in congedo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il mix di questi tre ufficiali ci portò ad un'assalto di Compagnia, complesso minore, senza precedenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:verse -->\n<pre class=\"wp-block-verse\">Il teatro d'operazioni prescelto era <strong>Capo Teulada</strong>, un'imponente poligono militare (decine di ettari di colline e distese piane che si affacciano sul mare) nel sud della Sardegna. I plotoni che formavano la Compagnia erano tre. Il <strong>1°</strong> e il <strong>2°</strong> arrivarono in <strong>Sardegna</strong> in traghetto, uno si sarebbe infiltrato via mare con dei gommoni, l'altro via terra con i <strong>VM,</strong> il <strong>3°</strong> invece si sarebbe imbarcato su un <strong>C-130</strong> a <strong>Pisa</strong> e aviolanciato nelle vicinanze dell'obiettivo. Ai tre plotoni erano stati dati punti d'infiltrazione lontanissimi. E tutti e tre avrebbero dovuto fare una lunga pattuglia topografica per ricongiungersi e riformare la Compagnia che poi sarebbe andata all'assalto.</pre>\n<!-- /wp:verse -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Io, che facevo parte del secondo, mi infiltrai via terra con il resto dei miei compagni. Costeggiamo il camping di <strong>Teulada</strong> lungo la strada statale, ci avvicinammo alla zona di infiltrazione, scendemmo dai mezzi ed entrammo nel campo d'esercitazione tagliando con delle tenaglie la recinzione. Tutto questo nel massimo silenzio. Eravamo nel più totale assetto da combattimento. Gibernaggi israeliani, zaini stracolmi, armi di reparto adattate all'utilizzo individuale, abbigliamento stile SAS nel deserto iraqeno. Camminammo di notte per due giorni, riposandoci di giorno occultati nella boscaglia. Durante la notte ricevemmo azioni di disturbo con flash bang e colpi a salve da parte di un ipotetico nemico, ma nessuno riuscì a scovarci.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il giorno <strong>22 dicembre</strong> i tre plotoni si congiunsero sulla cima di una collina, con i binocoli i Comandanti di squadra osservarono l'obiettivo da attaccare il giorno dopo, riferendo i dettagli alle rispettive Squadre. La sera, mentre eravamo in bivacco, ascoltai il derby Lazio-Roma con il mio cellulare spendendo 40 mila lire di telefono... insieme al mio inseparabile amico Fulvio R.. l'autogol di Paolo Negro fece sobbalzare noi e il nostro Comandante di Plotone, solo che noi distruggemmo il bivacco fatto con tanta cura durante le ore diurne. Dovemmo rifarlo al freddo e senza luce... ma la fede è fede e la Roma si stava avviando alla vittoria del suo terzo scudetto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>23 mattina</strong> ci incamminammo in assetto tattico e defilato verso l'obiettivo. Nessuna prova in bianco, nessuno di noi lo conosceva, solo i nostri Comandati lo avevano osservato con il binocolo. Anche loro, compreso il Comandante di Compagnia, avevano solo ed esclusivamente le coordinate geografiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'azione fu straordinaria. Vennero lanciati dei fumogeni come azione di disturbo, noi non conoscevamo la zona ed eravamo sotto stress avendo mangiato e dormito pochissimo in due giorni. Con queste componenti la simulazione fu quanto più possibile vicina alla realtà. Mancava solo il nemico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tutti rimasero stupiti della riuscita dell'esercitazione, si presentò, nel briefing dopo la missione, oltre al Comandante di Battaglione e Reggimento, un ufficiale del Comando Brigata, <em>Capitano R</em>., e ci disse testualmente che <em>nessun reparto di fanteria, per ovvi motivi di sicurezza, aveva effettuato una simulazione del genere, nessuno, ad eccezion fatta per le forze speciali, aveva mandato all'assalto con munizioni vere e bombe a mano 100 uomini senza effettuare una prova in bianco, e in alte condizioni di stress e stanchezza fisica</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo gli ufficiali, quello era il vero addestramento che doveva effettuare un reparto di Paracadutisti. Infiltrarsi dietro le linee nemiche ed effettuare azioni offensive e sabotaggio sotto stress fisico e mentale. Come dargli torto?</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tutti i Paracadutisti del mondo sono stati creati per questo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-2001-prima-parte-squadra-notturna-lanci-e-il-g-8-di-genova\">2001 prima parte, squadra notturna, lanci e il G-8 di Genova</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nella prima parte dell'anno <strong>2001</strong> effettuammo tantissimi poligoni, veramente tanti, in particolare ci addestrarono a sparare di notte. Ad<strong> Aprile</strong> effettuamo l'assalto di squadra e plotone notturno. Se un atto tattico offensivo diurno presenta difficoltà sul termine della sicurezza, figuriamoci quello notturno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ma come sempre, vista la preparazione dei nostri Quadri che ci addestrarono a dovere, facemmo le cose nel miglior modo possibile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A <strong>maggio</strong> cominciammo a prepararsi per l'evento dell'anno: la Folgore sarebbe stata impiegata al G-8 di Genova per sorvegliare l'aeroporto della cittadina ligure, e in particolare, gli aerei dei Capi di Stato. Era un qualcosa di nuovo per noi, l'atmosfera era elettrizzante, ci preparammo al meglio, alternavamo lezioni di tiro al poligono e addestramento antisommossa con scudi, manganello ed elmetto. L'aeroporto era considerato zona rossa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Vennero Ufficiali e Sottufficiali dei Carabinieri a farci lezioni teoriche sui movimenti politici extraparlamentari considerati violenti e sulla situazione che avremmo incontrato. Per i nostri Comandanti era un'occasione importante per dimostrare alle Istituzioni la nostra bravura anche sul territorio nazionale. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>utti ci tenevamo. E come sempre, nel rispetto del nostro Nome, ci addestrammo alla grande per due mesi consecutivi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I primi di Luglio, prima di partire per Genova feci 4 lanci nel giro di due settimane, tutti in assetto da Combattimento, e con pattuglia topografica Ampugnano-Siena al seguito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tuttavia l'operazione G-8 fece sorgere dentro di me un'avversità nei confronti delle Istituzioni e di coloro che gestivano, su una poltrona allo Stato Maggiore, i militare dell'Esercito, e in particolare Noi Paracadutisti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Arrivammo a Genova verso la metà di <strong>Luglio</strong>, penso fosse il <strong>14 o il 15</strong>, di notte per evitare contestazioni politiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I no-global erano ovviamente contrari alla presenza della Folgore. Ma la nostra nave, dove avremmo dovuto alloggiare per motivi di sicurezza, non era ancora arrivata. Decisero così di portarci temporaneamente in una nave dove alloggiavano i Carabinieri Paracadutisti Tuscania. Il pomeriggio entrammo dentro Genova scortatissimi da Carabinieri, un'auto dietro, una davanti, una moto a destra, e una a sinistra, sirene a manetta, non ci si fermava neanche con il semaforo rosso. Il pullman che ci portava aveva in bella vista la scritta BRIGATA PARACADUTISTI FOLGORE sui fianchi. E gli amici no-global davvero non ci amavano, dovevamo fare 6-7 km di strada passando dentro Genova, dal molo delle acciaierie della Ilva, fino alla parte opposta del porto. Farlo senza scorta sarebbe stato un rischio enorme.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Subito ci \"parcheggiarono\" su una bellissima nave da crociera Egiziana. Facemmo due giorni di vacanza, mangiammo da signori, ci divertimmo veramente, un Parà della XIV si scontrò anche con un Carabiniere Parà dei Tuscania,un Tenente tosto e grosso... il nostro Parà (grande amico... una Pantera \"DOC\" nome in codice 7 D... ciao spero tu stia bene) era una belva e stava per finir male, beh ve la racconta tutta, sembra che 7D avesse bevuto un goccetto di troppo ed era insieme alle altre \"storiche\" Pantere ad assistere ad uno spettacolo di ballerine nella discoteca della nave, cominciò a tirar noccioline in testa alle persone davanti a lui e prese in testa a un Tenente dei Tuscania, che non mise davanti il grado, ma gli fece il segno con la mano \"ti taglio la gola\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Beh, forse il Carabiniere avrebbe dovuto dirgli \"ti porto dal tuo Comandante di Compagnia e ti becchi sette giorni\", ma evidentemente non sapeva che aveva a che fare con una Pantera... che appunto reagì da Pantera... per fortuna i compagni dei due calmarono le acque e tutto finì con un brindisi collettivo... due che hanno il Basco Amaranto non possono farsi la guerra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dicevamo si stava bene su questa nave. E sì, ballerine, ottima cucina, sale giochi, due giorni di assoluta libertà. Si stava talmente bene che ci tolsero due giorni di licenza, oserei dire, giustamente. Nessuno ebbe da ridire. Come avete capito però era una sistemazione provvisoria. Intanto si diffuse una voce: la nostra nave ha qualche problema di motore, sembra che sia stata trainata da dei rimorchiatori, arriverà presto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Effettivamente arrivò la nave. Qualche problema di motore???? La nave era stata affittata per una settimana dallo stato Maggiore per 3 miliardi di lire che erano finiti nelle tasche di un armatore greco, il proprietario appunto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo ci fu riferito da un ufficiale del Comando Brigata, cui oggi ricordo ancora Grado, Cognome e Nome.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La nave non aveva problemi di motore, ma era una carretta del mare, ferma da 15-20 anni. Dai tubi dei bagni usciva acqua con ruggine, al sistema di aria condizionata mancavano i filtri, così se l'accendevi respiravi l'aria puzzolente e gravosa per la salute emessa dalle cappe delle acciaierie Ilva. Il ponte e il corridoio erano nel più totale stato di abbandono, i vetri del ponte di comando rotti, immondizia ovunque.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo era il posto che lo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano aveva destinato ai Paracadutisti del 186° Reggimento per il servizio da svolgere al G-8. Evidentemente qualcosa non funzionava nella catena gerarchica delle alte sfere dell'Esercito. I nostri Comandanti non poterono fare nulla, si adattarono come noi, tra l'altro anche loro dovevano dormire e mangiare in quella fogna, quindi non avevano nessuna colpa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Da veri Paracadutisti ci rimboccammo le maniche, e cominciammo il nostro lavoro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:verse -->\n<pre class=\"wp-block-verse\">Per quei giorni, ognuno di noi, aveva lo status speciale di <strong>Agente di pubblica sicurezza</strong> all'interno dell'aeroporto. Potevamo, e dovevamo, controllare chiunque girasse all'interno dello stesso. Potevamo se ritenuto opportuno, fermare qualsiasi persona senza il regolare permesso di transito o con documenti non regolari o sospetti. Facemmo un gran lavoro insieme ai ragazzi del 183°, 185° e 187°. Personalmente ebbi la soddisfazione professionale di sorvegliare per <strong>due ore, il giorno 20</strong>, insieme ad un mio compagno, l'<strong>Air Force One</strong>, l'aereo del Presidente Americano <strong>George W. Bush</strong>.</pre>\n<!-- /wp:verse -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E proprio sotto l'Air Force One successe un fatto grottesco: nonostante le raccomandazione del nostro Comandante di Plotone, qualcosa girò per il verso sbagliato. Ancora non riesco a spiegarmi come è possibile tanta superficialità durante un servizio del genere. Un Parà della mia Compagnia fece la sorveglianza all' Air Force One con una piccola radio fm per ascoltare musica... la radio gli cadde e finì incastrata nella ruota dell'aereo del Presidente Statutinense. Ora, non ci vuole un'esperto di esplosivi per sapere che una bomba radiocomandata può essere comandata su frequenza modulata (fm)... ed era proprio quello che pensava il personale della sicurezza statunitense notando con il radar questa frequenza proveniente sotto l'aereo del proprio Presidente, e proprio nel primo giorno di un incontro delicato come il G-8.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":4585,\"width\":\"450px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/afo.jpg\" alt=\"La mia Brigata: Storia (reale) di un Paracadutista della Folgore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-4585\" style=\"width:450px\" title=\"La mia Brigata: Storia (reale) di un Paracadutista della Folgore - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L'Air Force One di George W. Bush venne sorvegliato, nei giorni del G8 di Genova, dai Paracadutisti del 186° Rgt. - <a href=\"https://www.georgewbushlibrary.gov/bush-family/presidential-places/air-force-one\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Copyright  GEORGEWBUSHLIBRARY.GOV</a></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Bloccarono l'Aeroporto, vennero chiamate le forze speciali americane, i Navy Seal e i Comsubin vennero fuori dal nulla (l'aeroporto di Genova è situato sul mare) gli incursori del Col Moschin schierati sul grattacielo dello Sheraton con carabine 12,7 misero il colpo in canna. Nessuno doveva entrare od uscire dall'aeroporto. Chiamarono il BOE (bonificatore ordigni esplosivi). C'è una bomba sotto l'aereo di George Bush. Ve lo immaginate? No era un film, ma era la triste e grottesca realtà. Per fortuna il Parà parlò e tutto tornò alla normalità, ma le urla del nostro Comandante di Plotone ancora riecheggiano nei cieli di Genova...</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A parte questo fatto a dir poco incredibile, tutto girò per il verso giusto. Il Presidente Silvio Berlusconi, fece addirittura un fuori programma, fermò la sua auto diretta verso l'aero, scese e strinse la mano a una decina di Paracadutisti</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Penso questo basti a far capire il modus-operandi che effettuammo a Genova.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo schieramento dei Paracadutisti all'aeroporto ebbe l'effetto che si desiderava: incutere timore ai protestanti-violenti in modo da non farli avvicinare. In un'intervista in Tv un no-global disse chiaramente che non avevano intenzione di avvicinarsi all'aeroporto proprio perchè \"lì c'è la Folgore, e questi, se si incazzano, ci sparano addosso\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Effettivamente avevamo delle regole di ingaggio poco rassicuranti per chi voleva oltrepassare la linea rossa dell'aeroporto: se qualcuno salta la rete, fuoco.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-2001-seconda-parte-arriva-il-comandante-maggiore-aldo-zizzo-e-si-va-in-kosovo-sotto-il-suo-comando\">2001 seconda parte, arriva \"Il Comandante\", Maggiore Aldo Zizzo e si va in Kosovo sotto il suo Comando.</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Archiviato il G-8, subito a lavoro. Ad inizio Ottobre si va in Kosovo. Ma prima ce l'evento che ha reso ancor più appagante la mia esistenza da Paracadutista: ad agosto arriva a Comandare il Quinto Battaglione \"El Almein\", quello che io definisco Il Comandante per eccellenza, il Maggiore Aldo Zizzo, oggi in congedo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":4581,\"width\":\"400px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/aldo-zizzo.jpg\" alt=\"La mia Brigata: Storia (reale) di un Paracadutista della Folgore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-4581\" style=\"width:400px\" title=\"La mia Brigata: Storia (reale) di un Paracadutista della Folgore - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Comandante con la \"C\" maiuscola: Aldo Zizzo. Nel 2012 ha ricoperto il ruolo di aiutante di campo del Ministro della Difesa Ignazio La Russa.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>O lo amava o lo odiavi. Io lo amavo, i miei amici, alcuni lo amavano, altri lo odiavano. Con lui non si giocava con la divisa addosso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La mattina TUTTO IL BATTAGLIONE a correre, tutti, ma proprio tutti, compresi furieri, armiere, piantoni, e Lui in testa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il primo giorno, al suo arrivo, fece un lungo discorso al Battaglione. Per chi ha vissuto la Folgore negli anni novanta, un discorso tipo Generale Celentano. Ordinò un minuto di silenzio all'intero Battaglione nel ricordo di chi era caduto Combattendo per la Patria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopodichè cacciò via a malo modo un Maresciallo del Comando di Reggimento che gli disse <em>\"si muova comandante, dobbiamo fare rapporto\"</em> e lui: <em>\"MA NON LO VEDI CHE STO PARLANDO DAVANTI A 400 PARACADUTISTI?\"</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Reintrodusse all'alza bandiera l'urlo <em>\"QUINTO!\"</em> e tutto il Battaglione gli rispondeva: <em>\"FOLGORE!!!\"</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Maggiore era una persona preparata sotto ogni aspetto, una vera macchina da guerra nel vero senzo della parola. Non lasciava nulla al caso, specie nell'addestramento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Usava uno stile un pò all'americana, elevata preparazione fisica, corsa sia in tenuta atletica (tuta) che in stivaletti e mimetica, conoscenza delle armi e dell'equipaggiamento, ordine, disciplina. Ma quando voleva aveva anche la battuta facile. Siciliano di nascita, le sue battute erano una forza. Ti faceva sentire Paracadutista in maniera eccelsa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo incontrai qualche anno dopo essermi congedato in un ristorante vicino casa mia, la mia prima domanda fu <em>\"Comandante, cosa succederà adesso senza di lei? Il Battaglione si ammoscerà?\"</em> E lui rispose <em>\"bisogna non aver paura a farsi scrivere lettere anonime\"</em>. Già, le lettere anonime. Uno spettacolo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Quando ero in servizio Il Comandante ne ricevette almeno un paio... nel Reggimento c'erano dei finti-soldati (alcuni senza brevetto di paracadutismo) in attesa di trasferimento, a cui non importava addestrarsi da Paracadutisti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Essendo uomini senza palle scrivevano lettere anonime allo Stato Maggiore con contenuti che erano ben lontani dalla realtà. E lui, con il suo fare, sempre forte e gagliardo, ce le leggeva.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Scoprii la sua ulteriore grandezza di Comandante e stratega militare, come vedremo in seguito, in Kosovo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E' stato nel <strong>2009</strong> Colonnello Comandante del 186° Reggimento Paracadutisti Folgore ed ha Comandanto il contigente italiano Italfor XX in Afghanistan.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Maggiore arrivò i <strong>primi di Agosto</strong>, noi ci preparammo per il Kosovo tutto il mese ed anche a settembre. Ma proprio a <strong>settembre</strong> di quell'anno, il <strong>2001</strong>, successe il fatto che cambiò il mondo ed anche la nostra missione in Kosovo: l'attacco alle torri gemello di New York il giorno 11.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":4734,\"width\":\"500px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/10957753_378066175713971_4203684626562708741_n-1.jpg\" alt=\"La mia Brigata: Storia (reale) di un Paracadutista della Folgore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-4734\" style=\"width:500px\" title=\"La mia Brigata: Storia (reale) di un Paracadutista della Folgore - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Con il mio plotone in Kosovo. Io sono quello in tuta.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>4 ottobre</strong> partimmo per il Kosovo. Il 186° era la \"Task Force Falco\", la base era situata nella città di Djakovika, una cittadina di maggioranza religiosa mussulmana nel sud-ovest del Kosovo a una settantina di chilometri da Pristina, la capitale dove era dislocato il Comando Americano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Kosovo, come tutti gli altri stati del mondo dove vige caos, vista l'instabilità (o l'inesistenz) politica, era (e penso lo sia tutt'ora) una nazione nascondiglio per banditi vari, e tra questi, non potevano mancare cellule estremiste islamiche. Si operava di conseguenza, con il profilo d'allerta ai massimi livelli, proprio in conseguenza dell'attentato dell'11 settembre. Insomma, non era \"la solita\" missione nei balcani. Lo scenario internazionale, proprio in quei giorni, cominciava a complicarsi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si usciva dalla base sempre con elmetto e giubetto antiproiettili, ognuno di noi era equipaggiato il proprio SCP e 7 caricatori da 30 colpi l'uno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Arrivato in Kosovo, visto che dovevo congedarmi subito dopo la fine della missione, espressi un desiderio al mio Comandante di Compagnia: uscire completamente dalla fureria e dedicarmi h24 alla causa operativa. Fui accontentato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non mi metto a descrivere tutte le operazioni, ne facemmo tantissime, due o tre alla settimana di varie entità, rastrellamenti, ricerche, confisca di armi, pattugliamenti con infiltrazioni in elicottero, pattugliamenti appiedati dentro la città. Tutto era molto elettrizzante, massima operatività, si lavorava spesso insieme all'UMNIK, la polizia multinazionale costituita dalla Nato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Solo la guardia alla base era noiosa, ma qualcuno doveva pur sempre farla... per il resto il massimo che un Paracadutista potesse chiedere. Addirittura pattuglie notturne in assetto da combattimento nei boschi kosovari, sia appiedati che con i mezzi. Tutto svolto con la massima perizia, i campi erano stracolmi di mine antiuomo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ci occupavamo anche della sorveglianza delle minoranze Serbe nella città e di siti religiosi sensibili (Chiese e Cimiteri Ortodossi). Scortavamo le anziane serbe quando dovevano fare la spessa, sorvegliavamo le loro abitazioni 24 ore su 24. Loro ci ripagavano offrendoci caffè caldo e grappa in tutte le ore, comprese quelle notturne.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Operammo in condizioni climatiche ostili: il <strong>20 dicembre</strong> c'erano -18 gradi e 1 metro di neve.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La nostra presenza ristabilì l'ordine, e diede manforte alle forze di polizia dell'UMNIK.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel mese di<strong> gennaio 2002</strong>, i ragazzi del Battaglione fecero un gran colpo: una pattuglia composta di fucilieri Paracadutisti catturò i due mandanti dell'attentato contro la nave americana nello Yemen nel <strong>1999</strong>. I due terroristi erano ricercati dagli americani da 3 anni e vennero presi dai ragazzi del Battaglione nell'entroterra kosovaro in un operazione segreta condotta, come sempre, in maniera magistrale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":5521,\"width\":\"500px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/11295635_378066145713974_7649558291147746866_n.jpg\" alt=\"La mia Brigata: Storia (reale) di un Paracadutista della Folgore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-5521\" style=\"width:500px\" title=\"La mia Brigata: Storia (reale) di un Paracadutista della Folgore - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La XIII Compagnia Paracadutisti Condor nella base di Djakovika in Kosovo ad ottobre 2001.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si dormiva veramente poco, dalle 3 alle 5 ore al giorno. Ma a me non importava molto. Dovevo congedarmi e volevo essere protagonista in maniera assoluta. Nonostante il tempo impiegato a svolgere i servizi si faceva spesso attività fisica, il più delle volte con il Maggiore Aldo Z. in testa, e quando c'era molta neve si andava a correre con stivaletti e mimetica. Un soldato addestrato a certi livelli non si può permettere di \"fermarsi\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Maggiore Aldo Z. ci mandava in continuazione questo messaggio, e chi ci teneva, io ci tenevo, dovevamo dargli retta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A parte la solita cura certosina di rendere i propri uomini sempre all'altezza, era un'amante delle tradizioni. Nel piazzale dove erano situate le Compagnie del Battaglione fece mettere un braciere con del fuoco. Lo chiamò \"Il fuoco del Quinto\". C'era un piantone 24 ore su 24 con il compito di non farlo spegnere fino alla fine della missione. Il bracere aveva un coperchio sulla parte superiore per resistere a neve e pioggia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le pattuglie che uscivano in ricognizione si occupavano di portare la legna da ardere. Il Comandante \"istituì\" anche un nuovo servizio tattico: le pattuglie appiedate nei centri abitati. Per la Task Force, in passato costituita da altri Reggimenti, una novità assoluta. Lo si vedeva anche dalle facce dei kosovari quando ci vedevano passare schierati in formazione tattica lungo le strade.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo scopo era quello di individuare eventuali attività illecite. Si usciva in gruppi da 10-12, armi individuali, mitragliatrice Minimi in testa e alla fine, collegamenti con la base via radio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel tempo libero, veramente poco, tutti a vedere le partite di calcio (solo la Roma...) o la TV italiana nella mia stanza, specialmente i ragazzi del 3° Plotone (Maresciallo Comandante in testa!). Mi ero portato un decoder satellitare con abbonamento \"full calcio-cinema\", ed avevo acquistato da un kosovaro una gigantesca parabola per 70 marchi (35 euro). Ad alcuni ragazzi della mia compagnia avevo portato il cavo dell'antenna nella loro stanza, ma erano costretti a vedere quello che vedevo io....la domenica sicuramente la partita della Roma !</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tuttavia, anche in quest'occasione, come nel G8, mi incazzai come una belva. Succedevano cose a livello tecnico-burocratico disarmanti. Ce ne sarebbero da raccontare, ma mi soffermo su due eventi: nei primi mesi di Dicembre si ruppe il gruppo elettrogeno che dava corrente alla base per un sovraccarico. L'intera base aveva un'assorbimento di corrente di 450kw, il gruppo ne poteva sostenere solo 400. Era costato all'amministrazione militare 800 milioni di lire. con 50 in più ne avrebbero comprato uno da 500kw con buona pace per tutti. E va bene, sbagliare è umano, perseverare è diabolico. Nessuno dall'Italia si preoccupò di mandarci un nuovo gruppo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un primo momento con piccoli gruppi si riuscì a tampon<span style=\"background-color: var(--ast-global-color-5); color: var(--ast-global-color-3); font-size: revert;\">are le emergenze, prima fra tutti l'illuminazione della base, successivamente con enormi sforzi da parte dei nostri Comandanti si riuscì a recuperare qualche piccolo gruppo elettrogeno nelle altri basi italiane nel Kosovo, ma questo non bastava a garantirci la corrente necessaria per le stufe elettriche.</span></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":4665,\"width\":\"500px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/tf-falco.jpg\" alt=\"La mia Brigata: Storia (reale) di un Paracadutista della Folgore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-4665\" style=\"width:500px\" title=\"La mia Brigata: Storia (reale) di un Paracadutista della Folgore - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Dicembre 2001, Kosovo, neve e freddo presso la Task Force Falco a Djakovika.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><span style=\"background-color: var(--ast-global-color-5); color: var(--ast-global-color-3); font-size: revert;\">Morale della favola: passammo due mesi da inferno, alloggiavamo in corimec di ferro circondati da neve e ghiaccio senza riscaldamento! Anche in questo caso, le istituzioni ci avevano abbandonato.</span></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Penso anche che nessun soldato del mondo avrebbe operato con la nostra efficienza in quelle situazioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tuttavia siamo figli di soldati che <a data-type=\"page\" data-id=\"309\" href=\"https://brigatafolgore.net/la-battaglia-di-el-alamein/\">durante la seconda guerra mondiale combatterono contro forze enormemente superiori in condizioni avverse</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E non potevamo farci intimorire dalla mancanza di riscaldamento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante le difficoltà e le avversità riuscimmo a disimpegnare i compiti assegnati con elevata professionalità e competenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E ancora: l'illuminazione notturna della base era costituita da un potente impianto di luci dato in appalto ad una società privata Italiana: con il tempo si fulminarono metà delle lampade, la base di notte era quasi completamente oscurata. Nessuno poteva intervenire visto che non era di competenza militare, mettendo così a repentaglio la sicurezza dell'intera base. Ricordo che era rimasta senza illuminazione anche la parte della riservetta delle munizioni che dava sul lato est della base davanti a un palazzo di case popolari civili. I nostri Comandanti ovviarono a questo problema facendoci effettuare la guardia con dei visori notturni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come sempre lo spirito d'iniziativa del Paracadutista andò a sopperire le mancanze Istituzionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ma ho anche ricordi extra-militari allegri del Kosovo, uno in particolare: un ricordo allegro per soli Paracadutisti...</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>25 dicembre 2001</strong>, cena di Natale al Reggimento nella mensa della base. Ero libero da ogni servizio e potei parteciparvi (chi era di servizio quel giorno avrebbe partecipato a quella di Capodanno). Il menù offriva deliziosi piatti a base di pesce e buon vino Italiano. Erano invitate alte rappresentazione della Brigata Multinazionale, compreso il Comandante, un Generale Bersagliere, ed altri ufficiali, sottufficiali e truppa di altri reparti non Paracadutisti. Il Quinto Battaglione era rappresentato da alcuni tavoli e vicinissimi a me, nello stesso tavolo, c'erano due ALTISSIMI UFFICIALI del Quinto Battaglione, che sconcertati dalla presenza di baschi neri nella mensa, Generale compreso, si guardarono negli occhi e intonarono il celebre ritornello... GIU' NELLA VALLE... C'E' UN FILO D'ERBA... e tutto il reggimento rispose: FANTE DI ... FANTE DI...., i fanti, rimasero sconcertati... sono cose che può capire, ed apprezzare, solo chi è Paracadutista.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Verso la fine di <strong>Gennaio</strong> ci preparammo al rientro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Reggimento si organizzò nel seguente modo:i mezzi sarebbero stati imbarcati a Salonicco, quindi colonna militare fino alla Grecia con i mezzi guidati da chi aveva la relativa patente militare ed al fianco un capomacchina di grado superiore come vuole il Regolamento Militare. Per tutti gli altri rientro in aereo direttamente da Djakovika.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Io avevo la patente e dovetti guidare, insieme agli altri, prima fino alla Macedonia per 500km, poi fino alla Grecia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Arrivati in Macedonia facemmo una soste di due giorni e nel bar stava per scattare una gigantesca rissa tra Romanisti-Paracadutisti e Napoletani-Fanti. C'era una sola tv con decoder satellitare, giocava nello stesso momento sia la Roma che il Napoli. L'intervento del Maresciallo Emiliano P., mio Comandante di Plotone e rappresentante più alto in grado dei Parà-Romanisti, evitò il peggio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E ancora, il Caporal Maggiore Renzo M., grande amico, Paracadutista della XIII, rischiò di pestare il barrista macedone della base che lo accusò di non aver pagato le pizze che aveva ordinato, dicendogli:\"Italiano non fare furbo, tu pagare\". La reazione di Renzo fu prima calma e diplomatica, aveva pagato le pizze e lo stava spiegando al tipo, ma visto che il macedone insisteva cominciando anche ad alzare la voce, il buon Renzo gli fece capire a modo suo che non era il caso, mettendo da parte per un attimo la diplomazia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":4562,\"width\":\"500px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/simone.jpg\" alt=\"La mia Brigata: Storia (reale) di un Paracadutista della Folgore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-4562\" style=\"width:500px\" title=\"La mia Brigata: Storia (reale) di un Paracadutista della Folgore - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Kosovo, gennaio 2002, Simone Trudu a sinistra in primo piano ed io a destra. Tre anni vissuti insieme da Paracadutisti, ci lascerà il 10 marzo 2002 in un incidente stradale.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il macedone capì e chiese scusa. A volte bisogna usare le cattive maniere per far capire anche i concetti apparentemente più facili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Passati questi due giorni in Macedonia, la notte del <strong>3 febbraio 2002</strong> ci rimettemmo in marcia. 300km tutte di un fiato fino a Salonicco. Arrivato a Salonicco, a pochi chilometri dal porto, nostra meta, cominciai ad avere le allucinazioni, ero stremato, non ci eravamo mai fermati. Solo una leggera sosta alla frontiera Macedonia-Grecia. Arrivammo al porto di Salonicco alle <strong>4 di mattina del 4 febbraio</strong>. Il più era fatto. Ma come sempre... quando hai a che fare con le alte sfere logistiche dell'Esercito Italiano, la sorpresa è dietro l'angolo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Caricati i mezzi sulla nave, era arrivato il momento di rientrare in Italia. Dopo <strong>4 mesi e 4 giorni</strong> la nostra missione stava per concludersi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ci venne a prendere, con 2 ore di ritardo, un pullman civile con autista greco che doveva portarci all'aeroporto. Il pullman si ruppe, ne venne un altro dopo un'altra ora, nell'intervallo ci diedero da mangiare panini orribili, i peggiori mangiati dalla mia vita, pane duro con all'interno alimenti non identificati. Ma non era un problema, eravamo Paracadutisti. E la storia diceva che dovevamo adattarci.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Finalmente all'aeroporto. Dov'è il nostro aereo?</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il nostro aereo non c'è. Nessuno sa dov'è. Erano le <strong>14 del 4 febbraio 2002</strong>, eravamo all'aeroporto di Salonicco, lontani dal terminal, ma ospitati in un capannone, vicino a una pista di decollo, gestito da militari italiani logisti. Eravamo consumati, stressati, stanchi, affamati. I nostri Comandanti ci autorizzarono ad andare al terminal dell'aeroporto, non si poteva, eravamo armati in un paese regolarmente governato, ma capirono la situazione, organizzammo dei piantoni a turno che custodivano armi individuali ed equipaggiamenti e andammo a bere e mangiare qualche schifezza locale pagando, ovviamente, con i nostri soldi personali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Bevemmo decine di bottiglie di birra, anzi, per dirla tutta bevemmo tutte le birre disponibili nel piccolo bar.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alle <strong>18</strong>, un lampo, un miracolo, dopo ore di attesa, arriva il nostro aereo. Un colpo di fortuna, un boeing di una nota compagnia di volo Italiana, un volo di linea.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Avevo già effettuato lunghi voli (Italia-Kosovo) con aerei militari sia G-222 che C-130. Non li consiglio a nessuno, in quella situazione sarebbe stata un'ulteriore mazzata. Ma come tutte le cose, dicevamo, dalla nave del G-8 al resto, il servizio è incompleto. Dovemmo caricare con le nostre braccia gli zaini e tutto il materiale nella stiva dell'aereo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Allora domando, ma l'Esercito stipula contratti con compagnie aeree civili incompleti? E ancora, l'aereo era un porcile, il Comandante ci chiese \"scusa\", disse che purtroppo non c'era stato il tempo per pulirlo. Penso che nel contratto Compagnia di volo-Esercito sia compresa sia la pulizia del velivolo, che il caricamento dei bagagli. Come sempre, a pagarne, fummo noi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A quel tempo non ci feci caso, ormai avevo deciso di congedarmi, ma voglio ricordare a tutti che i soldi che spende l'Esercito sono i soldi di noi contribuenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E personalmente pretendo che i miei soldi, quelli mi vengono tolti con le tasse, siano ben spesi, non regalati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:verse -->\n<pre class=\"wp-block-verse\">Ma evidentemente c'era qualcosa che non funzionava nelle alte sfere militari. Questo se lo avete ben capito, è stato il motivo che mi ha portato a congedarmi e a separarmi dall'amata Brigata Folgore. E' stato come lasciare una donna che ami. E' stato doloroso, ma secondo il mio punto di vista, inevitabile. Non avevo voglia di farmi prendere in giro dagli ufficiali di Commissariato dello Stato Maggiore, che seduti su una poltrona in pelle e con una pancia che gli tocca la scrivania si occupano, per esempio, dell'equipaggiamento di un soldato quando non sono mai stati soldati. L'esercito Italiano fino al <strong>2002</strong> aveva una fornitura di gibernaggi da cabaret. E tante, tante, tantissime, altre cose. Vengono spesi una montagna di soldi per la Difesa, ma in maniera sbagliata. Navi carrette, voli civili con servizi incompleti, gruppi elettrogeni non adatti, equipaggiamenti carnevaleschi.</pre>\n<!-- /wp:verse -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi, a detta dei miei amici che sono ancora in servizio, molte cose sono cambiate (in meglio). Spero che le cose migliorino ulteriormente in futuro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-4-febbraio-2002-l-arrivo-a-siena-e-l-ultimo-mese-da-militare\">4 febbraio 2002, l'arrivo a Siena e l'ultimo mese da militare </h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Arrivati a Siena verso le <strong>22 del 4 febbraio 2002</strong> restituimmo armi e caricatori. La missione era realmente finita.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una missione termina quando l'ultima arma rientra in armeria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Noi pulimmo le nostre armi, ricontammo uno per uno i 210 colpi dei nostri colpi e rinconsegnammo il tutto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A Siena trovammo una sorpresa, anzi due: <strong>le donne militari e i termosifoni</strong>!</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Entrambe una novità. Le donne erano appena state abilitate nell'Esercito, quattro nella nostra compagnia, ma la novità più eclatante erano i termosifoni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":4735,\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/barone-rosso.jpg\" alt=\"La mia Brigata: Storia (reale) di un Paracadutista della Folgore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-4735\" title=\"La mia Brigata: Storia (reale) di un Paracadutista della Folgore - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">22 marzo 2002: l'ultima notte al Barone Rosso con gli altri Condor. Sono il primo a sinistra.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E sì, avete ben capito, la truppa a Siena per decine di anni ha vissuto ed alloggiato in ambienti glaciali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Peccato però che dovevo congedarmi, niente donne, e, soprattutto, niente termosifoni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il giorno <strong>5 febbraio</strong> uscii, per l'ultima volta, con una ragazza di Siena, congedandomi anche dalle amabili bellezze locali...</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Andai il licenza il <strong>6 febbraio</strong>, 40 giorni. Visto che dovevo andarmene dovevo usufruire di tutti i giorni rimasti e le ore di recupero che avevo accumulato. Rientrai però dopo una settimana per una mezza giornata, dovevo ritirare il \"mio\" VM al porto di Livorno e portarlo alla Caserma Bandini, sede del 186° Reggimento. Potevo tranquillamente rifiutarmi, ma volevo contribuire alla causa Paracadutista fino alla fine. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Qualche giorni prima del mio rientro in Caserma, una notizia spezzò il cuore a tutto il Reggimento, e alla XIII in particolare: Simone Trudu, 22 anni, Caporal Maggiore del mio scaglione, stesso corso a Cesano e Pisa, 5 numeri di brevetto dopo di me, compagno di sangue e sudore della XIII Paracadutisti Condor perde la vita in un incidente stradale vicino casa sua, in Sardegna, nei pressi di Oristano. Ero legatissimo a Simone, uscivamo spesso insieme nel tempo libero, nel periodo iniziale veniva sempre a casa mia il week end, visto che per lui era impossibile andare a casa con facilità abitando in Sardegna. Voglio ricordarlo come un Valoroso Soldato, Orgoglioso Paracadutista e Grande Amico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Rientrai il <strong>15 Marzo</strong>, poi il giorno <strong>23</strong> salutai i ragazzi e i Comandanti, consegnai l'equipaggiamento al magazzino di Compagnia e il tesserino militare in maggiorità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ero tornato, dopo tre anni, un civile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:verse -->\n<pre class=\"wp-block-verse\">Mi sentii leggero come una piuma, ma con il tempo scoprii che i valori incontrati dentro le mura di quella Caserma, fuori non c'erano. Non esistevano proprio. Erano un'esclusiva della famiglia Paracadutista. Mi trovai sommerso da quello che avevo perso: una vita avventurosa, i lanci, le pattuglie, le adunate, le missioni, la corsa della mattina, i discorsi dei nostri Comandanti, le uscite per Siena al Barone Rosso e all'Irish Pub, le ragazze di Siena. All'improvviso niente più di tutto questo. Fu uno schock tremendo che ho riconosciuto solo recentemente.</pre>\n<!-- /wp:verse -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per qualche anno continuai a sentirmi con tutta la Compagnia, poi mi staccai per impegni di lavoro, oggi la potenza della rete e dei social network in particolare mi hanno permesso di riavvicinarmi e ritrovare tutti e a volte anche di vederci.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante gli anni passino, i ricordi restano indelebili e il ricordo di quegli anni vissuti con il batticuore e l'emozione ogni mattina quando urlavo insieme ad altri 600 Paracadutisti \"FOLGORE!!!!\", rimarrà per sempre dentro di me.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con Stima e Gratitudine, orgoglioso e fiero di aver servito l'Italia in Armi nei Vostri Ranghi </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Alessandro Generotti</strong>, <strong>Caporal Maggiore Paracadutista in Congedo </strong>186-V-XIII</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2023/12/la-mia-brigata.jpg","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2023-12-08 17:34:04"}
{"id":316,"titolo":"Intervista a Giampiero Monti","contenuto_html":"<!-- wp:image {\"id\":3744,\"width\":\"300px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img title=\"Intervista a Giampiero Monti - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/giampiero-monti.jpg\" alt=\"Intervista a Giampiero Monti - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-3744\" style=\"width:300px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Giampiero Monti in una foto recente - <a href=\"https://militarynewsfromitaly.com/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Copyright MNFI</a></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Intervista del 1993, Tratta da EPOCA</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Sergente Maggiore Paracadutista Giampiero Monti</strong> partecipò alla missione italiana in Somalia con il proprio <a href=\"https://brigatafolgore.net/183-reggimento-paracadutisti-nembo/\" data-type=\"page\" data-id=\"350\">Reggimento, il 183° \"Nembo\"</a>. Il <a href=\"https://brigatafolgore.net/2-luglio-1993-la-battaglia-del-check-point-pasta/\" data-type=\"page\" data-id=\"310\">2 luglio 1993</a> era sul VCC colpito dal razzo RPG dove perse la vita il <strong>Paracadutista Pasquale Baccaro</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo stesso razzo lo colpì all'addome, provandogli una grave ferita. Ecco, con poche parole, come descrive quei momenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>- Ha mai avuto dei ripensamenti sulla sua scelta di vita?</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>\"Non ho mai avuto dei ripensamenti, ho sempre saputo che sarebbe potuta capitare una situazione come quella di Mogadiscio. Il nostro mestiere non prevede situazioni tranquille, per quelle ci sono ben altre organizzazioni.\"</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>- Cosa ha pensato mentre aspettava i soccorsi?<br></strong><br>\"Quando ero la steso per terra mi è sfilata davanti la mia vita. Il mio ventre era a pezzi ed io volevo essere a casa con la mia famiglia. L’odore che sentivo era il loro.\"</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-medaglia-d-argento-al-valor-militare-a-giampiero-monti\">Medaglia d'argento al valor militare a Giampiero Monti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Sottufficiale comandante di squadra paracadutisti, inquadrato nel contingente italiano inviato in Somalia nell'ambito dell'operazione umanitaria voluta dalle Nazioni unite, partecipava con la propria unita' al rastrellamento di un quartiere di Mogadiscio. Nel corso dei successivi combattimenti, proditoriamente provocati dai miliziani somali, mentre da bordo del veicolo corazzato di cui era capocarro coordinava la propria squadra, veniva inquadrato dal tiro dei cecchini ma, imperturbabile, proseguiva nell'azione. In seguito all'esplosione di un razzo controcarri che colpiva il mezzo sul quale operava, subiva in piu' parti del corpo gravi ferite, che gli procuravano anche menomazioni permanenti. Benche' copiosamente sanguinante, con incomparabile forza d'animo continuava a rassicurare e a dirigere gli uomini a lui affidati, fintantoche' stremato si accasciava al suolo e veniva trasportato presso un ospedale di Mogadiscio. Chiaro esempio di altissimo senso del dovere, elevato coraggio e mirabile spirito di sacrificio.</p>\n<!-- /wp:paragraph --><cite>Mogadiscio, 2 luglio 1993</cite></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2024/01/giampiero-monti.jpg","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2023-12-08 17:34:04"}
{"id":318,"titolo":"Le Canzoni dei Paracadutisti della Folgore","contenuto_html":"<p>Storicamente la canzone ha avuto sempre un ruolo importante nei reparti militari.<br>Le specialità più blasonate hanno le loro canzoni. Le nostre, diciamolo anche con un filo di orgoglio, sono le più belle. Infatti ce le copiano e ce la cantano un pò ovunque. <br>Alcune sono nate negli anni, altre invece hanno antiche radici, risalgono agli albori del Paracadutismo militare Italiano, come <strong>\"PARACADUTISTA TU\"</strong>, prima canzone ufficiale dei <strong>Paracadutisti cantata a Tarquinia nella Regia Scuola dal 1940,&nbsp;&nbsp;</strong>o <b>\"CON LA MORTE A PARO A PARO\"</b>,&nbsp;composta su musica del maestro <b>Pettinato nel 1941</b>.&nbsp;Il titolo e’ ripreso da un verso de “Canzone del Quarnaro” di D’annunzio</p><p>N.B. I testi contenuti nel sito sono proprietà dei rispettivi autori. La Legge n. 159 del 22/05/1993 ne consente l’uso per attività didattica, di studio e di ricerca. Gli audio riprendono sorgenti Youtube pubblicati da terzi ed i diritti d'autore sono controllati direttamente dalla piattaforma Youtube.</p><p>Detto ciò, gli autori potranno richiedere la rimozione da questo sito, tanto dei testi, come degli audio, in qualsiasi momento <a style=\"background-color: #ffffff;\" href=\"https://brigatafolgore.net/contatti/\">contattandoci.</a><br /></p>\t\t\n\t\t\t\t\t<h2>Musiche</h2>\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t<h2>Playlist</h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t9 Videos\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h4>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a tabindex=\"0\">All'armi arditi dell'aria</a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t</h4>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t2:05\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h4>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a tabindex=\"0\">Come folgore dal cielo</a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t</h4>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t2:16\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h4>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a tabindex=\"0\">Con la morte a paro a paro</a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t</h4>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t2:03\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h4>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a tabindex=\"0\">Gira gira l'elica</a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t</h4>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t3:18\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h4>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a tabindex=\"0\">Inno di Mameli</a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t</h4>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t2:23\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h4>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a tabindex=\"0\">Paracadutista tu</a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t</h4>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t2:38\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h4>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a tabindex=\"0\">Se tu credi nel destin</a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t</h4>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t2:03\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h4>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a tabindex=\"0\">Sui monti e sui mar</a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t</h4>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t3:12\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h4>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a tabindex=\"0\">Vent'anni</a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t</h4>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t2:36\n\t\t\t\t\t<h2>Testi</h2>\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a tabindex=\"0\">ALL'ARMI ARDITI DELL'ARIA</a>\n\t\t\t\t\tAll&#8217;armi arditi dell&#8217;aria<br aria-hidden=\"true\" />Col pugnal fra i denti e bombe a manoDal cielo scendiamo in battaglia<br aria-hidden=\"true\" />Irruenti e pronti a tutto osar All&#8217;armi, all&#8217;armi, all&#8217;armi<br aria-hidden=\"true\" />Pronti al lancio rombano i motor<br aria-hidden=\"true\" />Non tremar se fischia la mitraglia<br aria-hidden=\"true\" />Ma lotta con fiducia e con ardor Sorridi, o mamma, puoi esser fiera<br aria-hidden=\"true\" />Di un figlio ardito di terra in ciel<br aria-hidden=\"true\" />Egli combatte sotto la bandiera<br aria-hidden=\"true\" />Con fede grande per l&#8217;Italia bella Non pianger, mamma, sorridi e spera<br aria-hidden=\"true\" />Che il figlio tuo ritornerà<br aria-hidden=\"true\" />E non perisce sul campo di battaglia, no!<br aria-hidden=\"true\" />Ma vive eternamente in ogni cuor! All&#8217;armi arditi dell&#8217;aria<br aria-hidden=\"true\" />Col pugnal fra i denti e bombe a mano<br aria-hidden=\"true\" />Dal cielo scendiamo in battaglia<br aria-hidden=\"true\" />Irruenti e pronti a tutto osar All&#8217;armi, all&#8217;armi, all&#8217;armi<br aria-hidden=\"true\" />Pronti al lancio rombano i motor<br aria-hidden=\"true\" />Non tremar se fischia la mitraglia<br aria-hidden=\"true\" />Ma lotta con fiducia e con ardor Sorridi, o mamma, puoi esser fiera<br aria-hidden=\"true\" />Di un figlio ardito di terra in ciel<br aria-hidden=\"true\" />Egli combatte sotto la bandiera<br aria-hidden=\"true\" />Con fede grande per l&#8217;Italia bella Non pianger, mamma, sorridi e spera<br aria-hidden=\"true\" />Che il figlio tuo ritornerà<br aria-hidden=\"true\" />E non perisce sul campo di battaglia, no!<br aria-hidden=\"true\" />Ma vive eternamente in ogni cuor!\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a tabindex=\"0\">AVANTI ARDITO</a>\n\t\t\t\t\t<p>Mamma non piangere, c&#8217;è l&#8217;avanzata,<br />tuo figlio è forte, su in alto il cuor!<br />Asciuga il pianto, mia fidanzata,<br />ché nell&#8217;assalto si vince o si muor.</p><p>L’Ardito è bello l’Ardito è forte,<br />ama le donne e beve il buon vin,<br />per le sue fiamme, color di morte,<br />trema il nemico quando è vicin!</p><p>Avanti Ardito, le fiamme nere,<br />son come simbolo delle tue schiere,<br />scavalca i monti, divora il piano,<br />pugnal tra i denti e bombe a mano.</p><p>Fiamme nere avanguardia di morte,<br />siam vessillo di lotta e d’onor,<br />siam l’orgoglio mutato in coorte,<br />per difendere d’Italia l’onor!</p><p>Avanti Ardito, le fiamme nere,<br />son come simbolo delle tue schiere,<br />scavalca i monti, divora il piano,<br />pugnal tra i denti e bombe a mano.</p><p>Quante volte fra tenebre folte<br />nella notte estraemmo il pugnal,<br />fra trincee e difese sconvolte<br />dalla mischia cruenta fatal!</p><p>Avanti Ardito, le fiamme nere,<br />son come simbolo delle tue schiere,<br />scavalca i monti, divora il piano,<br />pugnal tra i denti e bombe a mano.</p><p>Mamma non piangere, se c’è l’avanzata<br />tuo figlio è forte, paura non ha<br />asciuga il pianto della fidanzata,<br />che nell’assalto si vince o si muor!</p><p>Avanti Ardito, le fiamme nere,<br />son come simbolo delle tue schiere,<br />scavalca i monti, divora il piano,<br />pugnal tra i denti e bombe a mano.</p><p>Una stella ci guarda, la sorte;<br />e ci avvincon tre fiamme d’amor,<br />tre parole di fede e di morte:<br />il pugnal, la bomba ed il cor.</p><p>Avanti Ardito, le fiamme nere,<br />son come simbolo delle tue schiere,<br />scavalca i monti, divora il piano,<br />pugnal tra i denti e bombe a mano.</p>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a tabindex=\"0\">BAGNANDO IL BASCO</a>\n\t\t\t\t\t<p>Bagnando il basco in una pozza di sangue<br />si fece il simbolo di tutti noi parà<br />il sacrificio dei nostri caduti<br />fu sempre lotta a viltà e disonor,<br />il vento di morte, il freddo terror<br />quando ci sfida è allor che splende nel cuor<br />il nostro coraggio, il nostro valor<br />noi siam parà in lotta per la civilità.</p><p>All’apparire del tuo fiore in volo<br />il ciel si oscura e si inizia a lottar<br />siam volontari siam le truppe scelte<br />noi siam votati a sapere di morir.</p><p>Allor sappiam che andremo a morir<br />tra indifferenza e senza un pianto per noi<br />non conosciamo paura o timor,<br />ma morirem con rabbia in cuor per l’onor.</p><p>Il vento di morte, il freddo terror<br />quando ci splende è allor che splende nel cuor<br />il nostro coraggio il nostro valor<br />noi siam parà in lotta per la civilità.</p>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a tabindex=\"0\">CANTO DEL GUERRIERO PARA’</a>\n\t\t\t\t\t<p>Cantiamo in cor una canzon, del guerriero parà<br />lo spirito in fiore ci esorta a lottar.<br />Per te nostra amata Italia,<br />vermiglio sangue verserem,<br />vicino è il momento in cui barbarie lotterem.</p><p>Basco rosso avanguardia di gloria,<br />alla morte ridiam così:ah ah ah!<br />Mostrare vogliamo al mondo<br />che nelle rovine in piedi sarem!</p><p>La morte ormai paur non fa,và a letto col parà;<br />col sol che splende nel cuor,l’onor difenderà.</p><p>Paraca nostro camerata,nel cielo sei andato a morir,<br />sul volto avevi un sorriso,in eterno vivrai con noi.</p><p>Basco rosso avanguardia di gloria,<br />alla morte ridiam così:ah ah ah!<br />Mostrare vogliamo al mondo<br />che nelle rovine in piedi sarem!</p><p>In faccia al mondo noi gridiam:Onore e Fedeltà.<br />E siamo fieri di esser qui, puri e duri a morir.</p><p>Siam volontari paracadutisti<br />veniamo da ogni region,<br />lottando da Oslo a Corfù,<br />faremo l’Europa nazion!</p>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a tabindex=\"0\">CON LA MORTE A PARO A PARO</a>\n\t\t\t\t\t<p><strong>Composta dal Maggiore su musica del maestro Pettinato nel 1941. Il titolo e’ ripreso da un verso di &#8220;Canzone del Quarnaro&#8221; di D’annunzio.</strong></p><p>Quanto più aspra in guerra<br />infuria la battaglia<br />quanto più forte crepita<br />sul fronte la mitraglia;<br />se segna il passo il fante,<br />se sostano i carristi,<br />ci mandano a chiamare: chi ?<br />Noi, paracadutisti !</p><p>Siam cento, cento e cento,<br />tutti forti, arditi e sani,<br />un po’ pazzi, un po’ poeti,<br />ma il fior fior degli Italiani.</p><p>Veniamo da lontano<br />per vie arcane e belle<br />volando nella notte,<br />ci guidano le stelle.<br />Nell’alba colorata<br />di luci lievi e tristi,<br />scendiamo giù dal cielo: chi ?<br />Noi, paracadutisti !</p><p>C’è a chi piace far l’amore,<br />a chi piace far denaro,<br />a noi piace far la guerra<br />con la morte a paro paro.</p><p>Giungiamo da lontano<br />qual folgore dall’alto<br />spazzando ogni difesa,<br />nell’ebrezza dell’assalto;<br />apriam la strada al fante,<br />il valico ai carristi,<br />diam ali alla vittoria: chi ?<br />Noi, paracadutisti !</p><p>Siam cento, cento e cento,<br />tutti forti, arditi e sani,<br />un po’ pazzi, un po’ poeti,<br />ma il fior fior degli Italiani</p><p>A chi cade combattendo<br />Dio concede in sorte bella<br />di volare lieve lieve<br />tra una nuvola ed una stella.</p><p>In quell’angolo di cielo<br />riservato a tutti noi,<br />dove vivono in eterno<br />Santi, Martiri ed Eroi.</p><p> </p>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a tabindex=\"0\">FIGLIO DI NESSUNO</a>\n\t\t\t\t\t<p>Figli di nessuno<br />tra le rocce noi marciam<br />ci disprezza ognuno<br />perchè laceri noi siam<br />ma se ce n’è uno<br />che ci sappia comandar e dominar<br />figli di nessuno<br />anche a digiuno<br />saprem marciar.</p><p>Siamo nati chissà dove chissà quando<br />allevati nella pura carità<br />senza padre, senza madre, senza inganno<br />noi viviamo come uccelli in libertà.</p><p>Figli di nessuno,<br />tra le rocce noi viviam<br />ci disprezza ognuno,<br />perchè laceri noi siam<br />ma se ce n’è uno<br />che ci sappia comandar e dominar<br />figli di nessuno<br />anche a digiuno<br />saprem marciar<br />Figli di nessuno<br />anche a digiuno<br />saprem marciar</p>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a tabindex=\"0\">GIRA GIRA L’ELICA</a>\n\t\t\t\t\t<p>L’aviazione nostra sorella<br />Dopo di noi è la più bella,<br />e gira gira l’elica romba il motor<br />siam paracadutisti o si apre o si muor.</p><p>Il paracadute è seta pura<br />Ma se non si apre è fregatura,<br />e gira gira l’elica romba il motor<br />siam paracadutisti o si vince o si muor.</p><p>Il paracadute è seta fina<br />ma se non s’apre è na’ rovina,<br />e gira gira l’elica romba il motor<br />siam paracadutisti o si apre o si muor.</p><p>Se la capovolta non sai fare<br />un’ingessatura puoi farti fare<br />e gira gira l’elica romba il motor,<br />siam paracadutisti o si vince o si muor.</p>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a tabindex=\"0\">COME FOLGORE DAL CIELO</a>\n\t\t\t\t\t<p>Cuori d’acciaio all’erta<br />il cielo è una pedana,<br />tra poco nell’offerta<br />noi piomberemo giù,<br />pugnali e bombe a mano,<br />viatico di morte,<br />e l’ansia della sorte<br />non sentiremo più !<br />Aggancia la fune di vincolo,<br />spalanca nel vento la botola,<br />assumi la forma di un angelo<br />e via pel tuo nuovo destin !</p><p>Come folgore dal cielo !<br />canta il motto della gloria.<br />Come nembo di tempesta !<br />precediamo la vittoria.<br />Un urlo di sirena: fuori…fuori !<br />E giù nell’infinito<br />sul nemico più agguerrito<br />per distruggere o morir.<br />Per distruggere o morir.</p><p>L’occhio nemico scruta:<br />son nuvole che vanno,<br />ma poi che il vento muta<br />li vedi già son qui.<br />E gli angeli di guerra,<br />pugnale in mezzo ai denti,<br />in uno contro venti<br />si battono così !<br />Sganciato ogni corpo dai vincoli,<br />racchiusi in un quadrato fermissimo,<br />il piombo nemico si sgretola:<br />nessuno di noi cederà !</p><p>Come folgore dal cielo !<br />canta il motto della gloria.<br />Come nembo di tempesta !<br />precediamo la vittoria.<br />Un urlo di sirena: fuori…fuori !<br />E giù nell’infinito<br />sul nemico più agguerrito<br />per distruggere o morir.<br />Per distruggere o morir.</p><p>Passa pei cieli un canto,<br />è un canto di vittoria,<br />i figli della gloria<br />in alto vanno ancor.<br />E pronti alla battaglia,<br />col cuore sempre all’erta,<br />ripeteran l’offerta<br />con rinnovato ardor !<br />Aggancia la fune di vincolo,<br />spalanca nel vento la botola,<br />assumi la forma di un angelo<br />e via pel tuo nuovo destin.</p>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a tabindex=\"0\">IL MERCENARIO</a>\n\t\t\t\t\t<p>Sono morto nel Katanga,<br />venivo da Lucera,<br />avevo sol vent’anni<br />e la camicia nera.</p><p>Di me la gente dice<br />che sono un mercenario<br />soltanto per bottino<br />soltanto per denaro.</p><p>Ma adesso che son steso<br />guardate nel mio sacco,<br />ci troverete un mitra<br />e un’oncia di tabacco.</p><p>Invano cercherete<br />soldi nel tascapane,<br />li ho spesi proprio tutti<br />insieme alle puttane.</p><p>Amavo una ragazza<br />di razza Congolese<br />ma l’ho perduta ai dadi<br />con Jimmi l’Irlandese.</p><p>Se io fossi rimasto a casa<br />là nella mia Lucera<br />avrei la moglie grassa,<br />i figli e la pancera.</p><p>Avrei la moglie grassa<br />le rate, la seicento,<br />mutua, televisione<br />panciotto, doppiomento.</p><p>Invece sono andato<br />in giro per il mondo<br />adesso sto crepando<br />quaggiù nel basso Congo.</p><p>La mia pelle brucia<br />in questo letamaio,<br />ma l’ONU se ne frega<br />perchè son mercenario.</p><p>I fuochi sono spenti<br />ormai scende la notte,<br />addio verdi colline,<br />addio dolci mignotte.</p><p>Addio dolci bambine<br />coi fiori tra i capelli,<br />ragazze senza nome<br />lasciate nei bordelli.</p><p>Coi nostri baschi rossi<br />ho fatto una bandiera,<br />portatela agli amici<br />che invecchiano a Lucera.</p><p>Viva la morte mia<br />viva la gioventù<br />viva la morte mia<br />viva la gioventù.</p>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a tabindex=\"0\">IMPETO E ARDIRE</a>\n\t\t\t\t\t<p>Oh 5º Battaglione il più bello sei tu.<br />Di tutta la Brigata la meglio gioventù.</p><p>Qualcuno arriccia il naso<br />vorrebbe biasimar,<br />ma noi non si fa caso<br />si tira a camminar!</p><p>E con in testa il nostro Comandante<br />noi seguiremo lungo il suo cammin.<br />Se la mitraglia ha il fuoco fulminante<br />siam tutti pronti a vincere o morir!</p><p>A noi la morte non ci fa paura…NO!<br />Ci si fidanza e ci si fa l’amor<br />se ci avvince e ci porta al cimitero<br />si accende un cero e non se ne parla più.</p><p>Vogliam morire insieme crocefissi<br />per riscattare tutta la viltà<br />se ci restasse di vita un sol minuto<br />noi lo vivremo per un’eternità.</p>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a tabindex=\"0\">PARACADUTISTA TU</a>\n\t\t\t\t\t<p><strong>Prima canzone ufficiale dei Paracadutisti. Cantata nella Regia Scuola di Paracadutismo a Tarquinia dal 1940.</strong></p><p>Siam nuove fiamme di un novello ardor<br />temprato è il braccio e più temprato è il cuor<br />siam pronti a osar siam pronti ad obbedir<br />come siam pronti a vincere o a morir.</p><p>Col nostro petto e col nostro cervel<br />uniamo insiem la terra con il ciel<br />bianche farfalle scendono a ploton<br />unite tutte al rombo del cannon.</p><p>Paracadutista tu<br />che scendi da lassù<br />sopra l’inferno<br />tu conquisti ciò che vuoi<br />a fianco degli eroi<br />che sono eterni.</p><p><br />Quando scendi giù dal ciel<br />avvolto nel tuo vel<br />la vittoria ti sorride già<br />ma se ti tronca la mitraglia<br />dalla battaglia<br />in ciel ritornerai lassù<br />ma se ti tronca la mitraglia<br />dalla battaglia<br />in ciel ritornerai lassù.</p>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a tabindex=\"0\">SE TU CREDI NEL DESTIN</a>\n\t\t\t\t\t<p>Se tu credi nel destin<br />se tu credi nel doman<br />il tuo cuor non può esitar<br />vien con noi a saltar<br />sulla pista rulla il &#8220;G&#8221;<br />alla porta via si và.</p><p>Noi marciam<br />che ci importa del doman<br />la tua vita tu dovrai cercar<br />perciò non esitare<br />vien con noi parà.</p><p>Per far parte di un elite<br />per far parte dei migliori<br />la tua pelle rischierai<br />sarai fiero di esser qua<br />l’avventura del tuo vol<br />la tua sete spegnerà.</p><p>Noi marciam<br />che ci importa del doman<br />la tua vita tu dovrai cercar<br />perciò non esitare<br />vien con noi parà.</p><p>Per la gente senza nom<br />per canaglia senza onor<br />un inferno giungerà<br />lotteremo noi parà<br />con la fronte alta nel sol<br />ci innalziamo vincitor.</p>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a tabindex=\"0\">SUI MONTI E SUI MAR</a>\n\t\t\t\t\t<p>Sui monti sui mar<br />per le strade e nel ciel<br />lanciamo in alto la sfida ideal.<br />Lungo sarà il cammino<br />ma con speranza e con ardor<br />lanciamo i nostri cuori<br />nella battaglia ancor.</p><p>La pioggia ci bagna<br />Ci arde alto il sol.<br />D’inverno il gelo<br />Ci morde aspro il cuor.<br />Ma saldi nel periglio<br />Vitam pro patria exponimus<br />E la divisa nostra è insegna del valor.</p><p>In aspri cimenti<br />Le forze noi tempriam.<br />Fra i rischi mortali<br />La nostra via seguiam.<br />In faccia al mondo vile<br />Splende la sfida del valor<br />Avanti o Paraca<br />Avanti, avanti ancor.</p>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a tabindex=\"0\">TI RICORDI LA SERA DEI BACI</a>\n\t\t\t\t\t<p>Ti ricordi la sera dei baci,<br />che mi davi stringendomi al sen;<br />mi dicevi sei bella, mi piaci,<br />tu, stasera sei fatta per me.</p><p>Mi dicesti che a Pasqua tornavi,<br />ma il destino non volle così,<br />bel paraca che avevi vent’anni<br />lassù nel cielo sei andato a morir.</p><p>Come un angelo dall’ali spezzate,<br />sei caduto sul campo di guerra<br />se col tuo sangue bagnasti la terra<br />all’Italia donsti il tuo cuor.</p><p>Sopra il basco che noi portiamo,<br />c’è un fregio che regna sovrano;<br />noi lo portiamo con fede ed orgoglio<br />viva l’Italia ed il suo bel tricolor.</p><p>Bimbe belle che fate all’amore<br />non piangete non state a soffrir<br />non c’è al mondo più grande dolore<br />che vedere un paraca morir.</p><p>C’è chi piange chi getta un fiore<br />chi in silenzio continua a soffrir<br />non c’è al mondo più grande dolore<br />che vedere un paraca morir.</p><p>Mamme care che a casa aspettate<br />non piangete pei vostri figlioli<br />lassù nel cielo non sono mai soli<br />c’è tutta l’Italia che intorno gli stà.</p><p>Ali, pugnale e bianca calotta<br />è il nostro stemma, fra tutti il più bel…<br />esso ci guida e ci sprona alla lotta<br />viva l’Italia e gli arditi del ciel !</p>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a tabindex=\"0\">VENT'ANNI</a>\n\t\t\t\t\t<p>O&#8217; paracadutista il più bello sei tu</p><p>di tutta la repubblica la meglio gioventù</p><p>qualcuno arriccia il naso, vorrebbe biasimar</p><p>ma noi non si fa caso e si tira a camminar</p><p>e con in testa il nostro comandante</p><p>lo seguiremo ovunque il suo cammin</p><p>se la mitraglia ha il fuoco fulminante</p><p>siam sempre pronti a vincere o morir.</p><p>A noi la morte non ci fa paura</p><p>ci si fidanza e ci si fa l&#8217;amor</p><p>se poi c&#8217;avvince ci porta al cimitero</p><p>s&#8217;accende un cero e non se ne parla più.</p><p>Ma me ne fregherò</p><p>della morte e dell&#8217;amor</p><p>ma me ne fregherò</p><p>ho vent&#8217;anni dentro al cuor.</p><p>Quando dalle nubi mi dovrò lanciar</p><p>col paracadute sulle spalle</p>","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2023/12/banda-folgore.jpg","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2023-12-08 17:34:04"}
{"id":319,"titolo":"Arcangelo San Michele: il Santo Protettore dei Paracadutisti","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il nome <strong>Michele</strong> deriva dall'espressione <strong>Mi-ka-El</strong> che significa \"<strong>chi è come Dio</strong>?\". L'arcangelo Michele è ricordato per aver difeso la fede in Dio contro le orde di Satana. Michele, comandante delle milizie celesti, dapprima accanto a Lucifero (Satana) nel rappresentare la coppia angelica, si separa poi da Satana e dagli angeli che operano la scissione da Dio, rimanendo invece fedele a Lui, mentre Satana e le sue schiere precipitano negli Inferi. L'arcangelo Michele è rappresentato in forma di guerriero, portando una spada.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel calendario liturgico cattolico si festeggia come \"San Michele Arcangelo\" il <strong>29 settembre</strong>, con San Gabriele Arcangelo e San Raffaele Arcangelo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Preghiera del Paracadutista</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Eterno, Immenso Dio, che creasti gli infiniti spazi e ne misurasti le misteriose profondità guarda benigno a noi.<br>Paracadutisti d'Italia, che nell'adempimento del dovere balzando dai nostri apparecchi, ci lanciamo nelle vastità dei cieli.<br>Manda l'Arcangelo Gabriele S. Michele a nostro custode; guida e proteggi l'ardimentoso volo.<br>Come nebbia al sole, davanti a noi siano dissipati i nostri nemici.<br>Candida come la seta del paracadute sia sempre la nostra fede e indomito il coraggio.<br>La nostra giovane vita è tua o Signore!<br>Se è scritto che cadiamo, sia!<br>Ma da ogni goccia del nostro sangue sorgano gagliardi figli e fratelli innumeri, orgogliosi del nostro passato, sempre degni del nostro immancabile avvenire.<br>Benedici, o Signore, la nostra Patria, le Famiglie, i nostri Cari! Per loro, nell'alba e nel tramonto, sempre la nostra vita!<br>E per noi, o Signore, il Tuo glorificante sorriso.<br>Cosi sia.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15566,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"center\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/sanmichele.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-15566\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2024/01/sanmichele.jpg","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2023-12-08 17:34:04"}
{"id":320,"titolo":"9 Novembre 1971: il dramma di \"Gesso 4\"","contenuto_html":"<!-- wp:image {\"id\":2668,\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/meloria00.jpg\" alt=\"9 Novembre 1971: il dramma di \" class=\"wp-image-2668\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">I Paracadutisti di Gesso 4 stanno per imbarcarsi sull'Hercules C-130 matricola XV216 della Royal Air Force.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Livorno, 9 novembre 1971.</strong> Siamo in piena guerra fredda e il ruolo che gioca l'Italia sullo scenario politico internazionale è strategicamente importantissimo per la <strong>NATO</strong>, ragion per cui la punta di diamante del suo Esercito, <strong>la Brigata Paracadutisti Folgore</strong>, sarà per in sovietici, in caso di conflitto bellico, la prima grande punta di diamante contro cui scontrarsi. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le esercitazioni cui è sottoposta la Folgore sono intense. Siamo diretti in Sardegna, dall'aeroporto San Giusto di Pisa, per l'esercitazione NATO denominata <strong>Cold Stream</strong> (corrente fredda).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>396 Paracadustisti al lancio suddivisi in 10 aerei distanti 15 secondi l'uno dall'altro. Un'esercitazione imponente, mai realizzato nulla del genere fino a quel momento nella storia delle aviotruppe Italiane e no solo.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'<a href=\"https://brigatafolgore.net/storia-della-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"308\">esperienza maturata durante la seconda guerra mondiale</a> aveva dimostrato che gli aviolanci di massa presentavano criticità dal punto di vista del lancio dagli aerei e del successivo riordino a terra dei soldati paracadutisti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Cold Stream serve per perfezionare le tecniche di lancio ed atterraggio dei Paracadutisti, grazie al cosiddetto \"<strong>volo tattico</strong>\" e all'<strong>aviolancio in modalità CARP (Calculated Air Release Point – calcolo del punto di rilascio)</strong>, permettendo di scegliere zone d'atterraggio meno ampie, di imbarcare i paracadutisti negli aerei per reparto d'appartenenza e di ridurre i tempi di riordino a terra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa modalità prevedeva che <strong>gli aerei prendessero il volo uno dopo l'altro distanziati da un intervallo di tempo tale che quando il primo velivolo arrivava sulla zona di lancio e lanciava l'ultimo paracadutista</strong>, il <strong>Direttore di lancio dell'aereo che seguiva, ordinava il lancio al primo paracadutista che aveva a bordo</strong>, e così via fino all'ultimo aereo della formazione. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15561,\"width\":\"400px\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"media\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright size-large is-resized\"><a href=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/meloria02_out.jpg\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/meloria02_out-732x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-15561\" style=\"width:400px\"/></a></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>La quota di volo doveva essere molto bassa</strong>, per sfuggire al rilevamento dei radar. <strong>Solo in prossimità della zona lancio gli aerei dovevano cabrare per raggiungere la quota di lancio</strong>, una volta terminato il quale dovevano subito picchiare per ritornare a bassa quota, e seguire la rotta di rientro alla base.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>l cielo è attraversato dal rombo di una formazione di aerei da trasporto: <strong>9 C-130 dell'Aeronautica  e 1 Hawker Siddeley Andover, tutti dell'aeronautica militare britannica. </strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A bordo i Paracadutisti appena ventenni della Folgore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E' notte. L'alba è vicina ma non ha ancora la forza per illuminare la costa.  Operazione Cold Stream, <strong>corrente fredda</strong> appunto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sarà proprio la corrente fredda della Meloria a spazzar via la vita di cinquantadue di loro. Un bagliore, un fragore e la <strong>torre della meloria</strong> diventa testimone della tragedia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo specchio di mare distante solo poche miglia dalla costa livornese si rese protagonista di una delle peggiori tragedie che gettò la Brigata Paracadutisti Folgore nel completo lutto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I dieci aerei militari, partiti dalla base militare di <strong>Pisa S. Giusto e diretti in Sardegna</strong> per raggiungere la zona di lancio di <strong>Villa Cidro</strong>, erano contraddistinti ognuno da un numero di gesso posto sulla fiancata del velivolo. Uno di questi, non arrivò mai all'appuntamento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Era il Gesso 4.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Le secche della Meloria</strong> lo inghiottirono e con sé la vita di <strong>sei aviatori britannici</strong> e <strong>46 paracadutisti</strong> in effettivi alla <strong>6^ compagnia Grifi del 2° Battaglione \"Tarquinia\"</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-incidente\">L'incidente</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":2666,\"width\":\"500px\",\"linkDestination\":\"media\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><a href=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/meloria03.jpg\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/meloria03.jpg\" alt=\"9 Novembre 1971: il dramma di \" class=\"wp-image-2666\" style=\"width:500px\"/></a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il monumento ai caduti della Meloria in via Dino Provenzal, a Livorno, eretto per iniziativa del Maresciallo Incursore Paracadutista Paolo Frediani</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Il primo a decollare</strong>, alle <strong>4:55</strong>, fu l'Andover (\"<strong>Gesso 1</strong>\") provvisto delle attrezzature necessarie a calcolare in volo il CARP. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alle 7:00, sopra la zona lancio di Villacidro, in Sardegna, circa 50 km a nord-ovest di Cagliari, i dieci paracadutisti del <strong>Battaglione Sabotatori</strong> si lanciarono dall'aereo e, una volta a terra, si prepararono a segnalare e difendere la zona lancio in attesa dell'arrivo dei nove C-130 con a bordo 220 paracadutisti del 1º Reggimento Paracadutisti, 100 carabinieri paracadutisti, 44 artiglieri paracadutisti, 12 paracadutisti del quartier generale della Brigata Folgore e 20 della compagnia manutenzione, per un totale di <strong>396 soldati suddivisi in 46 per ogni aereo</strong>, insieme a due direttori di lancio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>\"<strong>Gesso 2</strong>\", <strong>il primo dei nove C-130</strong>, si alzò dalla pista di Pisa alle <strong>5:41</strong> con a bordo il <strong>leggendario <a href=\"https://brigatafolgore.net/generale-aquila-1-ferruccio-brandi-il-mito-oltre-la-leggenda/\">Generale Ferruccio Brandi</a>, </strong>da giovanissimo Tenente medaglia d'oro reduce di El Alamein e dal 1969<strong> </strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/aquila-1-i-leggendari-comandanti-della-folgore/\">Comandante della Folgore</a>, e altri <strong>43 paracadutisti del 1º Reggimento</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Brandi compiva 51 anni proprio quel giorno. <strong>A distanza di quindici secondi l'uno dall'altro</strong>, decollarono in totale solo sette C-130, perché \"<strong>Gesso 9</strong>\" e \"<strong>Gesso 10</strong>\" avevano subito dei ritardi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-gesso-4-non-risponde\">Gesso 4 non risponde</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A pochi minuti dal decollo, i piloti di \"<strong>Gesso 5</strong>\", che seguiva di quindici secondi \"<strong>Gesso 4</strong>\" su cui erano imbarcati <strong>44 paracadutisti della 6ª Compagnia e due direttori di lancio della Compagnia comando del II Battaglione paracadutisti \"Tarquinia\"</strong>, videro davanti a loro una improvvisa fiammata sul mare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":2669,\"width\":\"500px\",\"linkDestination\":\"media\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><a href=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/meloria01.jpg\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/meloria01.jpg\" alt=\"9 Novembre 1971: il dramma di \" class=\"wp-image-2669\" style=\"width:500px\"/></a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Particolare della dedica riportata su una pietra, sempre parte del monumento di via Dino Provenzal, a Livorno. Le parole sono un estratto del messaggio inviato dal Presidente della Repubblica Saragat al ministro della difesa Mario Tanassi</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il primo pilota informò allora il comandante della formazione, <strong>Tenente Colonnello Scott</strong>, che a sua volta cercò subito di stabilire un contatto radio con tutti i sette apparecchi in volo. Tutti rispondono, meno uno. E' il Gesso 4.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Scott informò allora la base e si diresse col proprio aereo <strong>\"Gesso 8\"</strong> sul presunto luogo dello schianto, mentre il resto della formazione procedette verso la Sardegna.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>All'aeroporto di Pisa, <strong>il capo ufficio operazioni della Folgore</strong>, <strong>Maggiore Antonio Milani</strong>, non appena saputo da \"Gesso 8\" che \"Gesso 4\" era in mare, si diresse a bordo di un elicottero <strong>AB-205 del 26º Gruppo squadroni ALE</strong> verso il luogo che \"Gesso 5\" aveva indicato come probabile punto dell'incidente: le secche della Meloria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul posto furono avvistati galleggiare in una grossa macchia d'olio gli zainetti dei paracadutisti, il carrello del velivolo e battelli di salvataggio vuoti. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale Brandi fu informato dell'incidente non appena atterrato con il paracadute e intraprese immediatamente il viaggio verso Livorno, mentre il resto dei paracadutisti proseguì l’esercitazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le famiglie dei caduti saranno avvisate ufficialmente dal <strong>Maggiore Dario Orrù</strong>, direttore della sala operativa del comando della Folgore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-causa-dell-incidente\">La causa dell'incidente</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo la tragedia venne costituita una <strong>commissione d'inchiesta</strong> incaricata di indagare sulle cause dell'incidente, ma i lavori poterono cominciare solo dopo il ritrovamento del relitto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Da \"Gesso 4\" non giunse mai <strong>nessuna comunicazione di allarme</strong> o di emergenza, e sebbene vennero recuperate dal fondale grandi parti dell'aereo grazie a un pontone con gru dell'<strong>Arsenale M.M. di La Spezia</strong>, la commissione non fu in grado di determinare con certezza la causa dell'incidente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal ritrovamento e dal posizionamento dei tronconi del velivolo, gli inquirenti ipotizzarono che i piloti, resosi conto di volare ad una quota troppo bassa, abbiano tentato di richiamare il velivolo, determinando così l'impatto della coda con l'acqua e la successiva rottura dell'aereo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-i-caduti\"><strong>I Caduti: </strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":2667,\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/meloria04.jpg\" alt=\"9 Novembre 1971: il dramma di \" class=\"wp-image-2667\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Presidente della Repubblica Giovanni Leone ai funerali dei caduti il 9 gennaio 1972 presso il Duomo di Livorno. Dal momento che la ricerca dei corpi si svolse nell'arco di oltre sette mesi, si celebrarono più cerimonie funebri.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>S.Ten. Paracadutista P.M. Magnaghi,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>S.Ten. Paracadutista E. Borghesan,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Mar. Ca. Paracadutista G. Augello</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Serg. Magg. Paracadutista C. Celozzi</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>C.le Magg. Paracadutista C. Colombini</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>C.le Paracadutista M. Benericetti</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>C.le Paracadutista S. Bolzoni</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>C.le Paracadutista A. Fiumara</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>C.le Paracadutista G. Ianni</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>C.le Paracadutista P. Interrante</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>C.le Paracadutista S. Licori</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>C.le Paracadutista F. Vantaggiato</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Paracadutista L. Angelini</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Paracadutista E. Carta</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Paracadutista A. Ciappellano</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Paracadutista M. Carasi</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Paracadutista A. Deiana</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Paracadutista V. De Marco</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Paracadutista L. Dal Lago</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Paracadutista U. De Mitri</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Paracadutista P. Dessi</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Paracadutista P. Donnarumma</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Paracadutista D. Dal Zotto</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Paracadutista A. De Vito</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Paracadutista A. D'Alessandro</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Paracadutista G. D'Alessandro</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Paracadutista G. Di Natale</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Paracadutista F. Dall'Asta</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Paracadutista M. Ferrari</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Paracadutista G. Facchetti</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Paracadutista C. Frasson</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Paracadutista S. Fumosa</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Paracadutista W. Furgeri</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Paracadutista R. Fracassetti</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Paracadutista R. Giannattasio</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Paracadutista G. Giannini</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Paracadutista B. Guidorzi</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Paracadutista G. Guarnieri</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Paracadutista A. Ginex</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Paracadutista A. Gilioli</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Paracadutista R. Liuzzi</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Paracadutista D. Matelli</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Paracadutista R. Morganti</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Paracadutista E. Quarti</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Paracadutista S. Sabatini</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Paracadutista L. Torsello</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Equipaggio inglese:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>FLT./LT. C.G. Harrison</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>FG.OFF. R. Swann Proce</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>FG.OFF M. Fawcett</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>F./SGT. B.D. King</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>SGT. R.R. Lee</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>SGT.P. Fulford</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-recupero-dei-corpi\">Il recupero dei corpi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Dipartimento militare marittimo <strong>\"Alto Tirreno\" della Marina Militare</strong> iniziò le ricerche mettendo in campo imbarcazioni e mezzi aerei. Il mare mosso e le indicazioni poco precise su dove fosse esattamente il punto in cui il velivolo era precipitato, riportate dal personale di ricerca, ostacolarono le operazioni che portarono a un nulla di fatto. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Incrociando i punti di osservazione da terra di due testimoni oculari con uno dei fari della Meloria, <strong>i maggiori Orrù e Milani</strong> individuarono un più plausibile punto d'impatto. <strong>Il 14 novembre</strong> l'allora <strong>capo di stato maggiore della Marina, ammiraglio di squadra Giuseppe Roselli Lorenzini</strong>, convocò Orrù per informarlo che stava partecipando direttamente alle ricerche, volendo inoltre sapere in quale punto di una carta nautica messa a sua disposizione si sarebbe schiantato \"Gesso 4\". </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":2664,\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/caria1.jpg\" alt=\"9 Novembre 1971: il dramma di \" class=\"wp-image-2664\" style=\"object-fit:cover\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Serg. Magg. Giannino Caria</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il punto indicato da Orrù fu molto vicino a quelli indicati dal pilota e dal navigatore di \"Gesso 5\", anch'essi presenti alla riunione. In questa nuova zona si recarono i <strong>dragamine Faggio e Ontano</strong>, e proprio l'Ontano, il <strong>15 novembre</strong>, individuò a circa <strong>50 metri di profondità il relitto di \"Gesso 4\"</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le operazioni di recupero iniziarono il <strong>17 novembre</strong> coordinate dalla Marina Militare con la nave appoggio incursori <strong>Pietro Cavezzale</strong> e con l'aiuto di <strong>Carabinieri</strong>, <strong>Polizia di Stato</strong> e membri del <strong>Battaglione Sabotatori Paracadutisti</strong>. Diversi giorni dopo Nave Cavezzale fu affiancata dall'omologa britannica <strong>Layburn</strong>. I corpi recuperati dal fondale marino vennero issati su un rimorchiatore e portati a terra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I ragazzi vennero tutti identificati <strong>grazie alle matricole dei paracadute</strong> e al <strong>numero di matricola delle armi in dotazione</strong> a ogni singolo parà. Il giorno successivo, <strong>18 novembre</strong>, durante le fasi di recupero il <strong>Sergente Maggiore dei Sabotatori Giannino Caria</strong> si liberò dalla cima che lo teneva, per motivi di sicurezza, unito a un collega, forse per poter esplorare più liberamente i resti di \"Gesso 4\", ma non riuscì a riemergere. Un capitano dell'Aeronautica Militare avvertito dal compagno di immersione, si tuffò subito in mare e riportò alla superficie il corpo senza vita di Caria, decorato per il suo gesto con la Medaglia d'Oro al Valore Civile con la seguente motivazione:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Con alto senso di generosa solidarietà e con ardimentoso slancio, chiedeva di partecipare volontariamente alle difficili operazioni di recupero delle salme dei propri commilitoni rimaste prigioniere, sul fondo del mare, nel relitto di un aereo, inabissatosi in tragiche circostanze. Malgrado la violenta avversità degli elementi naturali, non desisteva dall'effettuare ripetute, rischiose immersioni, fin quando restava vittima del proprio indomito valore, facendo olocausto della giovane vita e legando, così, il suo destino a quello dei commilitoni caduti. Nobile esempio di completa dedizione al dovere e di sublime abnegazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph --><cite>Largo della Meloria, Livorno,  18 novembre 1971</cite></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nave Cavezzale rimase a Livorno fino al <strong>10 febbraio 1972</strong>. In tale data vennero sospese le ricerche. Fino a quel momento erano stati ritrovati <strong>trentacinque paracadutisti e tre aviatori</strong>. Nave Cavezzale tornò altre due volte sul luogo dell'incidente su segnalazioni di ritrovamenti da parte di subacquei che si immergevano nei pressi delle Secche della Meloria. Nel giugno seguente, nel corso di un'immersione nelle acque di Tirrenia, il <strong>Maggiore Francesco Miglioranza</strong> trovò la salma di un altro parà. La vicenda fu la causa che diede inizio a un nuovo ciclo di ricerche che portarono in superficie altri tre paracadutisti. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I dieci rimanenti corpi non vennero mai ritrovati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2023/12/gesso4.jpg","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2023-12-08 17:34:04"}
{"id":321,"titolo":"17 Settembre 2009, Kabul, attacco alla Folgore","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Il 17 settembre del 2009</strong> verrà ricordato come uno dei giorni più neri per la Brigata Paracadutisti Folgore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":3869,\"width\":\"450px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/lince-kabul-02.jpg\" alt=\"17 Settembre 2009, Kabul, attacco alla Folgore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-3869\" style=\"width:450px\" title=\"17 Settembre 2009, Kabul, attacco alla Folgore - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Il secondo blindato Lince dove viaggiava il Primo Caporal Maggiore Gian Domenico Pistonami</em></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Siamo a Kabul, capitale dell'Afghanistan, e sono le <strong>ore 12.10 locali</strong>, le 9.40 in Italia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La pattuglia di due blindati Lince del <a href=\"https://brigatafolgore.net/186-reggimento-paracadutisti-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"351\">186° Reggimento Paracadutisti Folgore</a> comandata dal <strong>Tenente Paracadutista Antonio Fortunato</strong>, è nei pressi della rotonda Massud, in direzione opposta all’aeroporto. Sta trasportando al quartier generale ISAF alcuni militari tornati da una breve licenza in Italia prelevati proprio all'aeroporto di Kabul.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Arrivati al rotonda<strong> Massoud</strong> il Lince del Tenente Fortunato blocca la strada alla sua destra per far passare il secondo mezzo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Poche decina di metri e da una via laterale si infila tra i due mezzi una vecchia auto Toyota Corolla di colore bianco.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Esplode.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il primo mezzo tiene l’urto. Dentro, il Lince è incandescente. Il rallista, il Primo Caporal Maggiore Gian Domenico Pistonami è accasciato all'interno. E' morto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I feriti, il <strong>1° Maresciallo dell'Aeronautica Felice Calandriello</strong> ed i Paracadutisti<strong> 1° Caporal maggiore Paracadutisti Rocco Leo, Sergio Agostinelli e Ferdinando Buono</strong> sono storditi dall'esplosione. Scendono dal mezzo e ricevono immeditamente colpi di arma da fuoco: risponderanno al fuoco mettendo in sicurezza l'area facendo scomparire le frequenze impostate sulle radio: decine di civili infatti si avvicineranno rapidamente ai mezzi e ai corpi dei militari morti nell'esplosione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un comportamente esemplare, figlio di un duro lavoro addestrativo e di un modus operandi che ha sempre distinto la Brigata Paracadutisti Folgore: freddezza e determinazione anche nelle situazioni più difficili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il paracadutista Rocco Leo dichiarò successivamente nel <a href=\"https://tg24.sky.it/spettacolo/2013/10/30/reduci_docufilm_sopravvissuti_missioni_afghanistan_sky_cinema_cult_hd\">docufilm 'Reduci' di Sky</a> di aver pensato che solo loro fossero incappati nell'esplosione e che il primo mezzo fosse riuscito ad entrare all'interno dell'ambasciata italiana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Intorno all’area la devastazione è totale: auto, case e negozi distrutte. La scena è apocalittica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il  pesantissimo blindato Lince del Tenente Fortunato viene scaraventato come un foglio di carta a cento metri di distanza dall'altro. L'auto, si saprà successivamente, era guidata da un kamikaze ed aveva a bordo, secondo l'indagine dei ROS, 150kg di esplosivo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Muoiono sul colpo il <strong>Tenente Paracadutista Antonio Fortunato</strong>, il <strong>Sergente Maggiore Paracadutista Roberto Valente</strong>, i <strong>Primi Caporal Maggiore Paracadutisti Massimiliano Randino</strong>, <strong>Davide Ricchiuto</strong> e <strong>Matteo Mureddu</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Numerosi sono anche i morti e i feriti tra gli Afgani tra cui anche cinque poliziotti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La notizia arriva subito in Italia e il dramma entrerà nelle famiglie dei caduti e di tutti gli Italiani.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La rivendicazione arriva immediatamente, dopo pochi minuti: un portavoce dei talebani, Zabiullah Mujahid rivendicherà&nbsp; l’attacco in un messaggio sms riferendo che un uomo di nome Hayutullah si è fatto esplodere contro il convoglio militare dell’ISAF, nel centro della capitale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si tratta della più grande perdita militare in campo internazionale dopo l’attacco di Nassirya del <strong>12 novembre 2003</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Arriva il cordoglio delle massime cariche dello stato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Ministro della Difesa La Russa, storicamente vicino ai Paracadutisti d'Italia definirà in parlamento <em>\"infami e vigliacchi\"</em> gli attentatori.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Brigata Paracadutisti sospende tutte le esercitazioni in Italia, il comune di Siena (sede del 186° Reggimento) rimanda tutti gli appuntamenti in agenda.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le salme dei caduti arriveranno in Italia il 20 settembre a bordo di un C-130, accolte all'aeroporto di Ciampino dai famigliari sofferenti, ma orgogliosi dei propri mariti, figli e fratelli.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":3871,\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/funerali-kabul.jpg\" alt=\"17 Settembre 2009, Kabul, attacco alla Folgore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-3871\" title=\"17 Settembre 2009, Kabul, attacco alla Folgore - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Lunedì 21 settembre 2009 bandiere a mezz’asta, in segno di lutto, nelle scuole italiane: è il giorno della commemorazione dei 6 Paracadutisti caduti a Kabul</em></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Presente all'arrivo delle salme anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ed altre alte cariche dello stato. Il giorno dopo, il 21 settembre, giornata di lutto nazionale, verranno celebrati i solenni funerali di Stato nella basilica di San Paolo fuori le mura, a Roma.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'evento, presieduto dal monsignor Vincezo Pelvi, ordinario militare, sarà trasmesso in mondo visione da parte della RAI.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E' un giorno triste, dove un'intera nazione si stringe intorno a sei giovani vite umane private del loro futuro per aver adempito fino in fondo ai compiti che lo Stato gli aveva assegnato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E' un giorno triste dove migliaia di Paracadutisti, con il glorioso basco amaranto, invaderanno Roma e la Basilica per rendere onore ai loro fratelli caduti in armi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Intanto a Kabul la Folgore continuava a svolgere il proprio lavoro con un'efficienza operativa che lascerà di stucco tutti gli alleati della coalizione <a href=\"https://brigatafolgore.net/isaf-afghanistan-2001-oggi/\">ISAF</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E' proprio questo modus operandi da parte degli uomini dal basco amaranto che ha datto fastidio ai rivoltosi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le considerazioni militari su questo attacco infatti sono note: gli Italiani, la Folgore in particolare, davano \"fastidio\" alla milizia talebana. <a href=\"https://brigatafolgore.net/afghanistan-il-ruolo-della-folgore/\">La Folgore in questi mesi</a> di missione non è rimasta nelle tende e non si è limitata a pattugliare i centri delle grandi città.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Folgore si è spinta oltre. Per via della conformità dei propri reparti (sotto questo aspetto è stata definita dal Generale Bertolini, capo di Stato Maggiore ISAF, <em>\"unica nel suo genere\"</em>) ha attuato una caccia ai Talebani senza precedenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si è spinta in profondità, si è fatta sentire nei posti più lontati dando sicurezza a popoli travolti dalla mentalità terroristica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E ha dato fastidio. Ha dato fastidio a tal punto di essere colpita con una violenza mai vista neanche in questi posti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ma non si è tirata indietro. Il Colonnello Paracadutista Aldo Zizzo, Comandante del 186° Reggimento, il dopo giorno l'attacco, durante l'alzabandiera dichiarerà ai suoi uomini che nonostante le perdite <em>\"...la missione va avanti. Non lasceremo l'Afghanistan neanche un minuto prima rispetto a quanto previsto all'inizio della missione\"</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ed è andata avanti, perchè come sempre, come successo ad <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-battaglia-di-el-alamein/\" data-type=\"page\" data-id=\"309\">El Alamein</a> sessanta anni prima, e come successo a Mogadisico il <a href=\"https://brigatafolgore.net/2-luglio-1993-la-battaglia-del-check-point-pasta/\" data-type=\"page\" data-id=\"310\">2 luglio 1993</a>, i Paracadutisti d'Italia hanno mostrato che possono sì piegarsi, ma spezzarsi mai.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ribadendo quindi il concetto: molla il vile, non la Folgore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:envira/envira-gallery {\"galleryId\":5618,\"title\":\"Caduti di Kabul\",\"columns\":\"3\",\"row_height\":150,\"margins\":\"custom\",\"custom_margins\":10,\"lightbox_enabled\":1,\"lazyload_enabled\":1,\"lightbox_theme\":\"base\",\"images\":[{\"status\":\"active\",\"src\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/06-ciotti-kfor-2024-2024-05-15-480x640_c.jpg\",\"title\":\"Tenente Antonio Fortunato\",\"link\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/antonio_fortunato_out.jpg\",\"alt\":\"\",\"caption\":\"Tenente Antonio Fortunato\",\"thumb\":\"\",\"id\":3895,\"height\":640,\"width\":480},{\"status\":\"active\",\"src\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/02-ciotti-kfor-2024-2024-05-15-480x640_c.jpg\",\"title\":\"Serg. 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Davide Ricchiuto\",\"thumb\":\"\",\"id\":3890,\"height\":640,\"width\":480}],\"layout\":\"grid\"} -->\n<div class=\"wp-block-envira-envira-gallery\">[envira-gallery id='5618']</div>\n<!-- /wp:envira/envira-gallery -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2023/12/caduti-kabul.jpg","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2023-12-08 17:34:04"}
{"id":324,"titolo":"Le missioni della Folgore","contenuto_html":"<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph {\"align\":\"center\"} -->\n<p class=\"has-text-align-center\">Laddove è più dura la lotta e maggiore il rischio, il Comando Supremo invia i soldati di più sicuro affidamento:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"align\":\"center\"} -->\n<p class=\"has-text-align-center\">i Paracadutisti</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-gli-anni-80-si-comincia-con-il-libano\">Gli anni'80: si comincia con il Libano</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La \"prima volta\" fu il Libano, nel <strong>1982</strong>, con la missione <strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/italcon-libano-1982-84/\" data-type=\"page\" data-id=\"330\">Italcon Libano 2,</a></strong> dove rimase schierato un battaglione organico per ben diciotto mesii.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":3478,\"width\":\"450px\",\"linkDestination\":\"media\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><a href=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/libano-gazzetta-mezzoggiorno.jpg\"><img title=\"Le missioni della Folgore - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/libano-gazzetta-mezzoggiorno.jpg\" alt=\"Le missioni della Folgore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-3478\" style=\"width:450px\"/></a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Gazzetta del Mezzogiorno del 17 marzo 1983</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si avvicendarono il 1° Battaglione Carabinieri Paracadutisti <em>Tuscania</em>, il 2° Battaglione <em>Tarquinia</em> e il 5° Battaglione <em>El Alamein</em> nel seguente modo:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Settembre 1982 - Marzo 1983, 1° Battaglione Carabinieri Paracadutisti <em>Tuscania</em></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Marzo 1983 - Luglio 1983, 2° Battaglione Paracadutisti <em>Tarquinia</em></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Luglio 1983 - Novembre 1983, 5° Battaglione Paracadutisti <em>El Alamein</em></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Novembre 1983 - Febbraìo 1984, 1° Battaglione Carabinieri Paracadutisti <em>Tuscania</em></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Compito principale del battaglione è il presidio di uno dei sottosettori nei quali la zona di pertinenza italiana a Berut era stata suddivisa, un'area particolarmente delicata, densamente popolata per la maggior parte da musulmani sciiti e nel cui ambito si trovava il campo profughi di Bori el Barajne, che ospitava migliaia di palestinesi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'ordine di rimpatrio giunge il <strong>16 febbraio</strong>: ordinatamente furono abbandonate le posizioni tenute per diciotto mesi, e transitando per una Beirut semidistrutta. Si chiudeva così la missione \"Libano due\", nel corso della quale i nostri soldati, messi a confronto con dei professionisti della guerra quali i Marines americani o i Paras francesi, seppero guadagnarsi stima e ammirazione in campo internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-lampedusa-niente-missione-di-pace-siamo-a-un-passo-dalla-guerra-ma-pronti-a-tutto\">Lampedusa, niente missione di pace. Siamo a un passo dalla guerra. Ma pronti a tutto.</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>primavera del 1986</strong> sarà invece ricordata come piena di tensione e adrenalina alle stelle. Avvisati dai servizi di intelligence di una imminente crisi politica e militare tra <strong>Stati Uniti</strong> e <strong>Libia</strong>, il <a href=\"https://brigatafolgore.net/186-reggimento-paracadutisti-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"351\">5° Battaglione Paracadutisti</a> e il <a href=\"https://brigatafolgore.net/9-reggimento-col-moschin-la-punta-di-diamante/\" data-type=\"page\" data-id=\"325\">9° Battaglione Col Moschin</a> si recano a Lampedusa e Pantelleria in tempi record. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:verse -->\n<pre class=\"wp-block-verse\">Una chiamata notturna dell'ufficiale di picchetto nella <strong>prima settimana di marzo</strong> allerta i Paracadutisti di stanza a <strong>Siena</strong>: immediatamente una prima colonna della Compagnia Comando e Servizi \"Sorci Verdi\" si muove in direzione polveriera di Rapolano per prelevare le dotazioni di prima linea, mentre il 5° Battaglione è diretto alla volta dell'Aeroporto di Grosseto dove trova un C-130 ed un G-222 con i motori accesi. Arrivano le munizioni, tutti imbarcati, direzione Trapani, poi occupazione preventiva di isole minori Pantelleria e Lampedusa stante la situazione degenerata con la Libia, addestramenti e protezioni dei punti sensibili. Inizia l'operazione <strong>GIRASOLE</strong>. Ed è proprio durante questa operazione, in un periodo di sosta per la parte addestrativa, che la notte del <strong>14 aprile 1986</strong> gli <strong>USA</strong> bombardono <strong>Tripoli</strong>: un plotone della <strong>15 Cp. \"Diavoli Neri\"</strong> rinforzata da una squadra controcarri ed un'aliquota logistica, guidati dall'allora <strong>Tenente Paracadutista Enrico Pollini</strong>, riceve l'ordine alle <strong>2 di notte del 15 aprile 1986</strong> di partire in assetto da guerra. I Paracadutisti ricevono, ancora in mutande, armi, munizioni ed equipaggiamento. Volo tattico a bassissima quota su C-130 per evitare la contraaerea Libica, e scortati da caccia F-104. Atterraggio d'assalto su Lampedusa all'alba.\nI Paracadutisti si schierano, colpo in canna, dito il grilletto. A dar man forte la aquadra di supporto controcarri armato di lanciamissili Milan.\nNel primo pomeriggio due boati, la terra trema, gli americani della <strong>Base Loran</strong> escono di corsa per evacuare. Due missili <strong>SS1-Scud</strong> sono lanciati su Lampedusa con l'obiettivo di colpire l'nstallazione militare statunitense.  Il <strong>Ten. Pollini</strong> che inizialmente pensa ad un attentato, ma non vede fumo, informa immediatamente la catena di comando. Calma e sangue freddo. Mantenere le posizioni. Siamo Paracadutisti, e nella nostra folle ma romantica e geniale mente, siamo nati per momenti come questi.</pre>\n<!-- /wp:verse -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La versione ufficiale sostiene, ancora ora oggi, che l'arrivo dei paracadutisti sia avvenuto in seguito al lancio dei missili. <strong>FALSO</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Successivamente viene presidiato ogni angolo dell'isola con l'impiego dell'intera Brigata Paracadutisti, con il 2° Battaglione \"Tarquinia\" e il 1° Battaglione Carabinieri Paracadutisti \"Tuscania\" in prima linea insieme al 5° Battaglione \"El Alamein\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Qualora la situazione fosse degenerata, venne pianificato un contrattacco da svolgere insieme al 1° S-SFOD USA (la famigerata Delta Force). Da parte italiana avrebbe visto gli incursori del 9° Btg. Col Moschin infiltrarsi in Libia con un piccolo nucleo avanzato, seguito da un'aviolancio del 5° Battaglione Paracadutisti. Prevalgono però la linea diplomatica e le operazioni navali. Ma anche in questo caso, senza timore e senza paura, e soprattutto, in tempi record, la Folgore si è dimostrata pronta all'azione di guerra vera e propria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Qualche anno dopo si ritorna in medio oriente. Questa volta nel Kurdstan Iraqeno con l'operazione <strong>Airone</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-gli-anni-90-intensi-e-senza-sosta-la-folgore-subito-nel-kurdistan-iraqeno\">Gli anni '90, intensi e senza sosta. La Folgore subito nel Kurdistan Iraqeno.</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E' il <strong>1991</strong> e siamo in piena guerra del Golfo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel mese di <strong>aprile </strong>prende l'avvio la partecipazione italiana alla missione <strong><em>Airone</em></strong> con il lancio di generi di conforto, operazioni effettuate dall'Aeronautica Militare e gli Aviorifornitori della Bigata Paracadutisti Folgore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":3518,\"width\":\"500px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img title=\"Le missioni della Folgore - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/operazione-airone.jpg\" alt=\"Le missioni della Folgore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-3518\" style=\"width:500px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Durante l'operazione Airone la Brigata Paracadutisti Folgore schiera quasi 1.000 uomini - Copyright Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>16 maggio</strong> tutto il contingente è pienamente operativo nelle sue componenti: la Folgore schiera quasi 1.000 uomini, tra incursori del Col Moschin, Carabinieri Paracadutisti del Tuscania e Paracadutisti del 2° e 5° Battaglione. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I paracadutisti hanno montato 646 tende per i profughi, il reparto di sanità ha effettuato uno screening sanitario su 4 700 profughi e prestato cure mediche a 600 individui.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ad AIRONE viene assegnato un settore di responsabilità per la sicurezza nel quale incursori, carabinieri paracadutisti e paracadutisti per tre mesi disimpegneranno i compiti assegnati dall' ONU con elevata capacità e competenza garantendo con pattugliamenti, posti di blocco e cinturazioni il controllo di un territorio ampio fino a 1.400 km e tutto il tratto rotabile Zakho-Kirkuk-Baghdad.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Brigata è impiegata in difficili condizioni ambientali, a migliaia di chilometri di distanza dalla Madre Patria, ed in un primo tempo organizzano campi di accoglienza e forniscono aiuto e sicurezza alle popolazioni in fuga dalla guerra mentre in seguito vengono schierate di fronte alle forze irachene, spinte a Nord dalla pressione degli alleati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I nostri paracadutisti evidenziano, per unanime ed internazionale riconoscimento, una grande professionalità ed un enorme spirito di sacrificio: a tutti i militari italiani partecipanti alla missione AIRONE sarà conferita la croce commemorativa dal Ministero della Difesa, l'attestato di Benemerenza dello Stato Maggiore dell'esercito a firma del Generale Goffredo Canino, Capo di Stato Maggiore dell'Esercito e il Certificate of Appreciation, a firma del generale John Shalikashvili e del Generale Mario Buscemi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si riuscì a garantire una cintura che creò quella cornice di sicurezza determinante per il rientro dei profughi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-vespri-siciliani-paracadutisti-per-l-italia-in-italia\">Vespri Siciliani: Paracadutisti per l'Italia, in Italia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":422,\"width\":\"400px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img title=\"Le missioni della Folgore - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2023/12/vespri-siciliani.jpg\" alt=\"Le missioni della Folgore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-422\" style=\"width:400px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Un paracadutista della Folgore appostato in una via di Palermo nell'estate del 1992 - Copyright SME/UDAP</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Neanche il tempo di rientrare, riprendere l'attività addestrativa e si è schierati in Sicilia nell'<a href=\"https://brigatafolgore.net/vespri-siciliani-sicilia-1992/\" data-type=\"page\" data-id=\"332\">operazione Vespri Siciliani</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>E' il 25 luglio 1992</strong>. 300 Paracadutisti della Brigata Folgore atterrano alle 16.00 all'aeroporto di Punta Raisi, a Palermo, con armi e bagagli. Altri arriveranno in serata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non è una gita o un viaggio premio, è un'operazioni militare, con dei Paracadutisti militari equipaggianti e con armi da guerra, in terra Italiana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Poche ore dopo i principali punti-chiave della città sono sotto il controllo dei baschi amaranto, inizia ufficialmente l'operazione <em><strong>Vespri Siciliani</strong></em>. E' la risposta dello stato colpito duramente dalle morti dei due celebri magistrati, Paolo Borsellino e Giovanni Falcone.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>1.000 sono i Paracadutisti della Brigata Folgore schierati nella città di Palermo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Cinturazioni, appostamenti notturni, posti di controllo mobili, vigilanza a personalità di spicco, cooperazione costante con le forze dell’ordine sono garantite dal sacrificio dei Paracadutisti sottoposti a turni gravosi e continui, dimostrando un non comune senso del dovere che sarà applaudito da un'intera nazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-dicembre-1992-scatta-l-operazione-ibis\">Dicembre 1992: scatta l'operazione \"IBIS\"</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":3533,\"width\":\"400px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img title=\"Le missioni della Folgore - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/somalia-umberto-di-savoia.jpg\" alt=\"Le missioni della Folgore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-3533\" style=\"width:400px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Italia e Somalia, un legame mai dissolto, caratterizzato da profondi legami storici nonostante le diversità - Copyright libro \"Il Volo dell'Ibis\"</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Siamo al <strong>3 dicembre 1992</strong>. I reggimenti sono ancora in Sicilia. Sarà necessario un avvicendamento \"forzato\": la Folgore è attesa ad un appuntamento che non può mancare. Non si tratto di una \"normale\" missione di pace. Ma dell'operazione <a href=\"https://brigatafolgore.net/loperazione-ibis/\" data-type=\"page\" data-id=\"360\">IBIS in Somalia</a>. L'ONU ha emesso la risoluzione numero 794 e l'Italia dovrà fornire insieme agli Stati Uniti il più numeroso contingente militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Folgore ha il comando del contingente Italiano, ed è abilitata, unica insieme agli USA, al capitolo VII dello statuto dell'ONU: quello che autorizza l'uso delle armi. Vengono schierati tutti i reparti, <a href=\"https://brigatafolgore.net/183-reggimento-paracadutisti-nembo/\" data-type=\"page\" data-id=\"350\">183° Reggimento Nembo</a>, <a href=\"https://brigatafolgore.net/186-reggimento-paracadutisti-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"351\">186°</a> e <a href=\"https://brigatafolgore.net/187-reggimento-paracadutisti-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"352\">187° Folgore</a>, <a href=\"https://brigatafolgore.net/185o-reggimento-artiglieria-paracadutisti-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"479\">185° Artiglieria</a>, 1° Battaglione Tuscania, <a href=\"https://brigatafolgore.net/9-reggimento-col-moschin-la-punta-di-diamante/\" data-type=\"page\" data-id=\"325\">9° Col Moschin</a> e Reparti Logistici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una spiegamento di forze senza precedenti. L'italia non può sbagliare: e la Folgore, anche se colpita dritta al cuore neglio scontri del 2 luglio 1993, ne esce tenendo alto l'onore militare Italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per la Somalia approfondimenti a <a href=\"https://brigatafolgore.net/somalia-storia-e-contesto/\" data-type=\"page\" data-id=\"356\">questo link</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nella <strong>metà degli anni '90</strong> vi sono diversi interventi in zona di guerra del Col Moschin, prima in <strong>Yemen</strong>, poi in <strong>Ruanda</strong>. Interventi necessari ad esfiltrare il personale italiano rimasto in quelle nazioni martoriate dalla guerra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-operazione-ippocampo-un-impegno-speciale-per-forze-speciali\">Operazione \"Ippocampo\": un impegno speciale per forze speciali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In Ruanda, nell'<strong>operazione</strong> <strong><em>Ippocampo</em></strong>, gli incursori del <a href=\"https://brigatafolgore.net/9-reggimento-col-moschin-la-punta-di-diamante/\" data-type=\"page\" data-id=\"325\">Col Moschin</a> parteciperanno ad una delle operazioni più rischiose e difficili di sempre.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>10 maggio</strong>, dopo essere atterrati prima a Nairobi e successivamente a Kigali, gli incursori italiani, mentre sbarcavano dal C-130, si troveranno sotto attacco di colpi di mortaio sulla pista dell'aeroporto. Il velivolo militare si allontanerà rapidamente dalla pista, abbandonando le forze italiane sul territorio del Ruanda.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":3506,\"width\":\"400px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img title=\"Le missioni della Folgore - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/disarra.jpg\" alt=\"Le missioni della Folgore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-3506\" style=\"width:400px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L'incursore Marco Di Sarra, originario di Terni, perse la vita a seguito della malaria contratta durante l'operazione Ippocampo in Ruanda.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In quel momento, trovandosi isolati e senza possibilità di ottenere mezzi di trasporto militari (nonostante le richieste fatte anche ad altri contingenti), il distaccamento di forze speciali optò per requisire veicoli civili all'aeroporto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo averli modificati per soddisfare le loro necessità, rimuovendo le portiere, si dirissero verso le zone dove erano ancora presenti civili da salvare muovendosi in un contesto tragico, fra sparatorie frequenti in ogni angolo delle strade e colpi di mortai.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel giro di una settimana, grazie a numerose missioni a Kigali, la capitale del Ruanda, gli incursori completarono con successo l'evacuazione di tutti gli italiani, un'impresa resa possibile dal valore e dalla preparazione della 46ª Brigata Aerea: durante il decollo dell'ultimo C-130, carico oltre ogni previsione, si verificò un pesante attacco di mitragliatrici antiaeree sovietiche ZU-23. Secondo il Gen. Incursore Roberto Vannacci, all'epoca Comandante del dispositivo dell'operazione in Ruanda, rappresenta una delle più difficili operazioni, se non la più difficile, cui abbia preso parte il 9° Reggimento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una missione che costerà la vita all'<strong>incursore Serg. Magg. Marco Di Sarra</strong>, ammalatosi di malaria proprio in Ruanda, e che perderà la vita a causa della malattia poco dopo il rientro in Italia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-inizia-l-era-dei-balcani\">Inizia l'era dei Balcani</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":3543,\"width\":\"400px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img title=\"Le missioni della Folgore - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/folgore-bosnia.jpg\" alt=\"Le missioni della Folgore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-3543\" style=\"width:400px\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La crisi dei Balcani vedrà nuovamente schierati i reggimenti Paracadutisti \"convenzionali\": nel <strong>1996</strong> il 187° Reggimento è in Bosnia per l'operazione <strong><em>SFOR</em></strong>, neanche il tempo di rientrare a <strong>marzo 1997</strong>, che il mese sucessivo partecipa alla missione <strong><em>Alba</em></strong> (con aliquote del 183° e 186°).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E' la prima forma di intervento multinazionale guidato dall'Italia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E' un operazione che ufficialmente serve a consentirela distribuzione di aiuti umanitari, ma in realtà per impedire la guerra civile consentendo di avviare a soluzione la crisi politica albanese. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Due anni dopo, da <strong>Aprile</strong> ad <strong>Ottobre 1999</strong>, Il Generale Paracadutista Pierluigi Torelli, comanderà la Brigata Multinazionale Nord in Bosnia nell'operazione Constant Forge schierando il 187° e il 186 Reggimento nell'operazione <strong><em>Constant Forge</em></strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'area Balcanica continuerà con la missoine per il decennio successivo fino a tutto il <strong>2004</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 9 luglio 2004 la Risoluzione 1551 delle NU autorizzava la prosecuzione di SFOR per ulteriori sei mesi ed accogliendo la decisione della NATO di concludere SFOR entro la fine del 2004. Toccherà all’UE avviare in Bosnia, da dicembre 2004, una missione comprensiva anche di una componente militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-una-puntatina-nel-sudest-asiatico-operazione-interfet\">Una puntatina nel sudest asiatico: operazione \"Interfet\"</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":3505,\"width\":\"400px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img title=\"Le missioni della Folgore - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/interfet-folgore.jpg\" alt=\"Le missioni della Folgore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-3505\" style=\"width:400px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L'operazione Interfet a Timor Est, situata nel Sudest asiatico, rappresenta la missione più distante alla quale hanno preso parte i soldati italiani.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nello stesso periodo in cui il 186° è ancora in Bosnia, da <strong>Settembre 1999</strong> fino a <strong>gennaio del 2000</strong>, i Paracadutisti del 187° saranno schierati nella lontanissima Timor Est insieme ai Paracadutisti del Tuscania e agli incursori del Col Moschin.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Situata nell'estremo sudest asiatico, e raggiungibile dopo più di 24 ore (!) di volo di linea, Timer Est è per gli Italiani la meta dell'<strong>operazione <em>Interfet</em></strong>, resa necessaria dopo le azioni violente di gruppi non favorevoli all'indipendenza di Timor Est dall'Indonesia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tali violenze spinsero quindi l'ONU, attraverso la risoluzione n. 1264 del 15 settembre 1999, ad autorizzare la costituzione di una forza multinazionale guidata dall'Australia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al gruppo tattico della Folgore un compito importate, quello di pattugliare e garantire sicurezza alla popolazione nelle zone più ardue e difficile da raggiungere per via della fitta vegetazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Muovendosi con mezzi VM e motociclette Cagiva, i Paracadutisti italiani riuscirono, come loro consuetudine, ad assolvere egregiamente i compiti assegnati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Quella a Timor Est verrà inoltre ricordata come la missione più lontana ove è stato impiegato un reparto Italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-nuovo-millennio-si-torna-nei-balcani\">Nuovo millennio: si torna nei Balcani</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":3567,\"width\":\"500px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img title=\"Le missioni della Folgore - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/albania-2000.jpg\" alt=\"Le missioni della Folgore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-3567\" style=\"width:500px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Luglio del 2000: Paracadutisti del 186° Reggimento in pattuglia nei pressi del lago di Scutari, Albania</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il nuovo millennio comincia con il ritorno nei Balcani. a <strong>giugno del 2000</strong> l'intero 186° Reggimento verrà schierato in Albania. Sembra una \"semplice e noiosa\" missione, ma in realtà i Paracadutisti hanno un compito importante: quello di riorganizzare il rinato Esercito Albanese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nella base di URE vengono addestrati i soldati albanesi, e vengono inoltre eseguite operazioni di ricognizione a lungo raggio nelle zone difficile da raggiungere. Un lavoro in passato esclusiva della forze speciali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il compito di queste \"missioni nella missione\" era di ricognire nuovi itinerari valutandone la percorribilità e fotografare segretamente, nei limiti del possibile, lo stato delle caserme militari per valutarne il grado di ricostruzione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fare le cose in maniera eccellente è un abitudine per la Folgore, un dovere. Ma c'è chi rimane ancora stupito: il Generale Amilcare Casalotto, comandante dela Brigata Multinazionale Ovest, rimarrà talmente colpito dal lavoro dei Paracadutisti che rifonderà la propria scorta personale: da <strong>agosto 2000</strong> si occuperanno della sua sicurezza non più i Carabineri, ma i Fucilieri Paracadutisti del 5° Battaglione El Alamein inquadrato nel 186° Reggimento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per questi dieci ragazzi del Tenente Colonnello Paracadutista Massimo Mingiardi la missione proseguirà per altri 6 mesi rispetto ai quattro del Reggimento.&nbsp;</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Continua il ciclo d'impiego nei Balcani dove il 185° Reggimento sarà più volte schierato anche a supporto di unità esterne alla Brigata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-g8-di-genova-2001-un-importantissimo-appuntamento-sul-territorio-italiano\">G8 di genova 2001: un importantissimo appuntamento sul territorio Italiano</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'estate del <strong>2001</strong> è invece quella del G8, meeting internazionale dei più importanti Capi di Stato della terra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La FOLGORE è schierata nella zona rossa dell'aeroporto di Genova. I Paracadutisti dei tre reggimenti di manovra (183°, 186 e 187°), per tre giorni, svolgono la funzione di Agenti di Pubblica Sicurezza al'interno dell'aeroporto di Genova.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Controllano, fermono e perquisiscono chiunque entra o si muove all'interno dell'aeroporto. Sorvegliano gli hangar e i punti sensibili con regole d'ingaggio poco rassicuranti per eventuali soggetti in vena di fare gli eroi: fuoco incondizionato a chi vuole entrare nell'aeroporto senza autorizzazione o chi solo si avvicina alla recinzione anche esterna.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Col Moschin e il 185° RAO osserveranno armati di carabine e visuri diurni e notturni tutto ciò che si muove nei dintorni dello stesso aeroporto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, durante l'imbarco sul suo aereo a fine evento, farà un fuori programma: scenderà dall'auto e stringerà la mano a una decina di Paracadutisti complimentandosi con loro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ai Paracadutisti, il giorno <strong>20 luglio</strong> un compito importantissimo: sorvegliare il perimetro del Air Force One del Presidente Americano George W. Bush.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-11-settembre-2001-cambia-il-mondo-la-folgore-e-pronta\">11 settembre 2001: cambia il mondo. La Folgore è pronta.</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Passato il G8 e l'<strong>estate del 2001</strong> arriverà l'evento che ha sconvolto il mondo intero: l'attacco alle torri gemelle l'<strong>11 settembre del 2001</strong> negli Stati Uniti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":3566,\"width\":\"500px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img title=\"Le missioni della Folgore - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/djakovica.jpg\" alt=\"Le missioni della Folgore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-3566\" style=\"width:500px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Las Task Force Falco a Djacovica, in Kosovo, nel dicembre del 2001</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Da quel giorno, la Brigata Paracadutisti, con tutti i suoi reggimenti, vedrà un ciclo d'impiego praticamente senza&nbsp;soste. Gli incursori del Col Moschin saranno i primi Italiani ad arrivare in Afghanistan a <strong>dicembre del 2001</strong>. Per lunghi mesi svolgeranno esclusivamente compiti di infiltrazione in special recoinessance e pattuglie di ricognizione a lungo raggio dando e ricevendo supporto ai SAS Britannici e alla Delta Force statunitense.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I Reggimenti di arma base continueranno ad essere schierati in Kosovo, nuova meta dei terroristi islamici per sfuggire ai mandati internazionali di catturo. Il Kosovo essendo un area instabile era, ed è tutt'ora un'area frequentata da personaggi in cerca di anonimato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Proprio in una di queste missioni, nel <strong>gennaio del 2002</strong>, un'operazione condotta dal Maggiore Paracadutista Aldo Zizzo con i Paracadutisti del Quinto Battaglione El Alamein vedrà in Kosovo la cattura di pericolosi latitanti ricercati dagli americani per l'attentato alla nave USA nello Yemen qualche anno prima.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E' un'operazione condotta con un efficienza operativa magistrale. Gli americani che verranno a prendersi i ricercatii presso la Task Force Falco di Djacovica, sede in Kosovo nel 2001-2002 del 186° Reggimento, rimarranno sbigottiti e piacevolmente sorpresi, applaudendo, per l'ennesima volta, quando fatto dai Paracadutisti Italiani.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-iraq-ed-afghanistan-due-territori-insidiosi\">Iraq ed Afghanistan: due territori insidiosi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli anni successivi, 9° Reggimento Col Moschin e 185° (che nel frattempo cambia denominazione e viene inquadrato nelle forze per operazioni speciali) concentreranno i loro sforzi in medio oriente, principalmente tra Afghanistan e Iraq. E proprio in Iraq, durante l'operazione Antica Babilonia, questi due reparti verranno coinvolti in diversi conflitti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ad <strong>aprile del 2004</strong> un distaccamento del Col Moschin, alle porte di Nassirya, rimane vittima di un imboscata ad L.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":3569,\"width\":\"400px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img title=\"Le missioni della Folgore - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/afghanistan-9.jpg\" alt=\"Le missioni della Folgore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-3569\" style=\"width:400px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Incursori del 9° Rgt. Col Moschin nel \"primo periodo\" afgano.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un pò fortuna, ed un altissima capacità al combattimento negli spazi stretti permette agli incursori di salvare la pelle e neutralizzari tutti i miliziani (una decina circa).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Col Moschin svolgerà in Iraq operazioni speciali di altissimo livello, oltre a scorte a personaggi importanti, politici in particolare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E' il medio&nbsp;oriente lo scenario più impegnativo, ma c'è ancora gloria per la Folgore nei Balcani: a <strong>marzo 2004</strong>, il 186° Reggimento, nell'ennesima missione in Kosovo (la terza in tre anni!) denominata <em><strong>Determined Effort</strong></em>, sarà di fondamentale aiuto alla popolazione di etnia serba.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il reparto sarà costretto ad intervenire a difesa dei monasteri e a protezione dei villaggi durante i disordini del 17 e 18 marzo. I Paracadutisti, per nulla intimoriti dall'atteggiamento violento dei rivoltosi, saranno costretti a rispondere con le armi ai ripetuti assalti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per i fasti di quei giorni, la bandiera del reggimento viene nuovamente decorata, come successo in Somalia, a medaglia d'argento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nello stesso anno il 187° Reggimento, sarà schierato in Afghanistan nell'<strong>operazione </strong><em><strong>Nibbio 2</strong></em>. Il reggimento di Livorno svolgerà operazioni di prim'ordine. I Paracadutisti, schierati a Khowst, hanno il compito di neutralizzare e distruggere le sacche di terrorismo ancora presenti in Afghanistan, le possibili basi logistiche ed i centri di reclutamento. Il reparto svolgerà in maniera esemplare tutti i compiti ad esso assegnati ricevendo il plauso di tutta le forze internazionale coinvolte in Enduring Freedom.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come detto, ciclo operato intenso... nell'<strong>estate del 2005</strong>, il 183° Reggimento Paracadutisti Nembo sarà schierato in Sudan nell'operazione <strong><em>Nilo</em></strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Compito dei Paracadutisti di Pistoia, inquadrati nella Task Force Leone, è quello di far rispettare il trattato di pace firmato il <strong>9 gennaio</strong> dal presidente sudanese Omar el Bashir e da John Garang, comandante del maggiore movimento indipendentista, l'Esercito popolare di liberazione del Sudan, Spla, con il quale si è conclusa la guerra per il controllo delle regioni meridionali del paese durata vent'anni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un compito non facile, anche perchè si è in un'operazione di peacekeeping comandata dall'ONU, con regole di ingaggio ben precise, ma che presenterà situazioni operative delicate e difficili in un clima di guerra. Ma proprio questa difficoltà sarà un motivo in più per i Paracadutisti: il lavoro svolto della Task Force Leone sarà un successo straordinario e l'operato Italiano verrà applaudito dalla stessa ONU.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-nasce-la-task-force-45\">Nasce la Task Force 45</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel <strong>giugno del 2006</strong> nasce la leggendaria <a href=\"https://brigatafolgore.net/task-force-45/\" data-type=\"page\" data-id=\"3191\">Task Force 45</a>, il più grande dispiegamento di forze speciali mai messo in campo dall’Italia dal dopoguerra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A luglio dello stesso anno opera già nelle montagne Afgane partecipando alla famigerata <a href=\"https://brigatafolgore.net/libri/operazione-medusa-la-battaglia-cruciale-della-guerra-in-afghanistan/\" data-type=\"libri\" data-id=\"3952\">operazione \"Medusa\"</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Inizialmente è composta da incursori del 9° Reggimento d'Assalto \"Col Moschin\" e del GOI, Gruppo Operativo Incursori della Marina Militare (COMSUBIN).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Successivamente ampierà il suo organico con le unità del bacio <em>fos</em> dell'Esercito Italiano ed altre unità di forze speciali di tutte le forze armate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Primo comandante sarà il <strong>Ten. Col. Roberto Vannacci</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-si-torna-in-libano\">Si torna in Libano</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si cambia fronte, siamo agli inizio del <strong>2007</strong>. Il 186° Reggimento verrà schierato in LIbano. E' una vecchia conoscenza per i Paracadutisti di Siena. Il Libano è stato infatti il primo teatro d'operazione estero per l'Esercito Italiano e i Paracadutisti di questo Reggimento parteciparono per quattro lunghi mesi a quella primissima missione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anche se è passato molto tempo la situazione non sembra cambiata: lo scenario è di devastazione totale, le frizioni le stesse di 25 anni prima.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'operazione<strong><em> Leonte </em></strong>è per i Paracadutisti un compito estramemente difficile: bisogna assicurare che l' area d'operazione libanese per il disarmo degli Hezbollha non sia utilizzata per attività offensive. Intensi pattugliamenti, scorte e protezione di siti sensibili saranno i compiti principali dei baschi amaranto che usciranno, come sempre e per l'ennesima volta, tra gli applausi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-2008-parte-l-operazione-strade-sicure\">2008, parte l'operazione \"Strade Sicure\"</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":3570,\"width\":\"400px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img title=\"Le missioni della Folgore - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/strade-sicure-folgore.jpg\" alt=\"Le missioni della Folgore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-3570\" style=\"width:400px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Paracadutisti impegnati dell'operazione \"Strade Sicure\" - Copyright Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>2008</strong> sarà invece costellato da un intenso ciclo addestrativo: ad anno nuovo l'intera Brigata Paracadutisti sarà schierata in Afghanistan. C'è comunque il tempo di passare tre messi a Campania per l'<strong>operazione</strong> <em><strong>Strade sicure</strong></em>. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'Operazione Strade Sicure, prorogata più volte nel corso degli anni con impiego in svariate parti d'Italia, consistente nell'utilizzo del personale delle forze armate italiane nel contrasto alla criminalità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tutt'ora in atto, mette a disposizione il personale delle forze armate italiane ai prefetti di alcune province per la tutela dell'ordine pubblico, contrasto alla microcriminalità ed alla vigilanza a siti e obiettivi ritenuti sensibili, attribuendo a tale personale la qualifica di <strong>agente di pubblica sicurezza con l'estensione delle facoltà di cui all'art. 4 della legge 22 maggio 1975, n. 152</strong>, nonché di perlustrazione e di pattuglia in concorso e congiuntamente alle forze di polizia al fine di incrementare la deterrenza nei confronti della microcriminalità, e per servizi di vigilanza a siti e obiettivi \"sensibili\", nonché di effettuare operazioni di controllo del territorio in aree metropolitane o comunque densamente popolate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La pianificazione e il coordinamento dell'operazione è stata affidata al Comando operativo di vertice interforze (COVI).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-2009-2011-quando-il-gioco-si-fa-duro-i-duri-cominciano-a-giocare\">2009-2011, quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":3577,\"width\":\"400px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img title=\"Le missioni della Folgore - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/folgore-combat-e1713138006437.jpg\" alt=\"Le missioni della Folgore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-3577\" style=\"width:400px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Paracadutista della Folgore in combattimento il 10 giugno del 2009 nei pressi di Bala Morghab, Afghanistan</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'<a href=\"https://brigatafolgore.net/isaf-afghanistan-2001-oggi/\" data-type=\"page\" data-id=\"341\">Afghanistan</a> è un impiego difficile, complesso. Compiti importanti che solo i migliori sanno svolgere correttamente. Sono passati 16 anni dalla Somalia, e nuovamente, come allora, l'intera Brigata si trova schierata sul teatro d'operazione. Parte l'operazione ISAF (per l'esattezza <strong>nel 2009</strong> siamo ad ISAF XII).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La costituzione della Brigata, con i tre battaglioni dei reggimenti di manovra schierati in prima linea e l'alto livello di preparazione della truppa, ai massimi storici, darà dei risultati nella lotta ai talebani senza precedenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Base El Alamein (Farah), base Tarquinia (Shouz) e base Tobruk (Bala Boluk) rappresenteranno tre punti cruciali che avranno un importanza fondamentale nella riuscita della missione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I tre Reggimenti, schierati tra Herat, Kabul e Farah infieriranno un duro colpo ai talebani e nei numerosi scontri a fuoco la milizia integralista sarà costretta a moderare fortemente l'ardore combattivo. I reparti del bacion fos (185°) ed fs (9°) compieranno operazioni speciali a tutto campo in sintonia con i tre reparti citati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Eccellente anche il lavoro dell'8° Reggimento Guastatori Paracadutisti che assicurerà supporto a tutti i reparti con continuità ed efficienza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Prima l'uccisione del 1° Caporal Maggiore Paracadutista Alessandro Di Lisio, poi l'<a href=\"https://brigatafolgore.net/17-settembre-2009-kabul-attacco-alla-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"321\">attacco di Kabul il 17 settembre 2009</a>, saranno le infami viagliaccate di chi non ha il coraggio, per manifesta incapacità combattiva, di affrontare il nemico faccia a faccia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Folgore in Afghanistan si è spinta in profondità, ha dato sicurezza e speranza a popolazioni travolte dalla mentalità terrostica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Folgore anche questa volta, ferita e colpita al cuore, ha portato a termine la propria missione. Nel 2011 si torna nuovamente in Afghanistan (ISAF XVI) e la musica non cambia: operazione complessa, ma la Folgore ne esce a testa alta, anche se conta caduti e feriti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-2013-si-torna-in-somalia\">2013, si torna in Somalia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Somalia ha un sapore speciale, chiedere ai Paracadutisti, quelli del 186° in particolare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con in testa il generale Paracadutistia  Massimo Mingiardi, nominato nuovo comandante della missione Ue per la formazione del personale militare in Somalia (EUTM), si torna nel corno d'Africa 30 anni dopo l'<a href=\"https://brigatafolgore.net/loperazione-ibis/\" data-type=\"page\" data-id=\"360\">operazione IBIS</a>. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Avviata nella primavera del 2010, la missione EUTM Somalia contrbuisce alla formazione di 3.600 militari somali focalizzandosi in particolare sulla preparazione di ufficiali, specialisti e istruttori e fa parte delle iniziative messe in campo dalla Ue per contribuire alla stabilità del Paese ancora interessato dalla guerra che vede il governo di Mogadiscio affiancato da truppe dell’Unione Africana opporsi alle milizie qaediste shabab.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla missione partecipano miliari italiani, per lo più paracadutisti ed incursori, con compiti di istruzione e di protezione degli istruttori, quest’ultimo incarico ricoperto da un plotone del 186° reggimento paracadutisti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-2015-operazione-prima-parthica-kurdistan-iraqeno\">2015, operazione \"prima parthica\", Kurdistan Iraqeno</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 187° vola in Iraq, nel Kurdistan iraqeno, vecchia conoscienza dei Paracadutisti per la missione Airone del 1991</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ai Paracadutisti di Livorno, inquadrati nella Task Force “Praesidium” ​la responsabilità della protezione della diga di Mosul</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Task Force “Praesidium”, nell’ambito dell’Operazione <strong><em>“Inherent Resolve - Prima Parthica”</em></strong>, è l’unità delle Forze Armate italiane preposta alla protezione della diga di Mosul in coordinamento con le forze di sicurezza locali. Oltre ad assicurare la difesa della diga, la Task Force “Praesidium” dovrà garantire la sicurezza del personale militare e civile americano e delle maestranze della ditta italiana TREVI impegnate nei lavori di risanamento dell’infrastruttura. I paracadutisti del 187° e successivamente quelli del 187° parteciperanno più volte negli anni successivi, fino al <strong>2019</strong>, all'<strong>operazione&nbsp;</strong><em><strong>Prima Parthica</strong></em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-2016-si-va-in-libia-a-difesa-della-missione-medica\">2016, si va in Libia a difesa della missione medica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con un preavviso di poche settimane a <strong>settembre 2016</strong> i Paracadutisti del 186° Reggimento volano in Libia per l'<strong><em>operazione Ippocrate</em></strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il compito dei Paracadutisti di Siena è più che nobile: proteggere il conteningente Italiano impegnato nella missione medica a Misurata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un contingente composto da 65 medici e paramedici, 135 addetti alla logistica, una compagnia organicadi Paracadutisti per la cosiddetta “forza di difesa” del 186° Rgt. Par. Folgore ed un assetto specalistico dell'8° Rgt. Guastatori Paracadutisti. La base dell’operazione è l’ex Accademia Aeronautica libica, dove è giàa presente un nucleo avanzato di incursori del 9° Reggimento che ha preparato la strada all'operazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-si-chiude-il-decennio-tra-niger-e-mali\">Si chiude il decennio tra Niger e Mali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <a href=\"https://brigatafolgore.net/186-reggimento-paracadutisti-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"351\">186° Reggimento</a>, <a href=\"https://brigatafolgore.net/187-reggimento-paracadutisti-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"352\">187° Reggimento</a>, l'<a href=\"https://brigatafolgore.net/8-reggimento-genio-guastatori-paracadutisti-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"354\">8° Reggimento Guastatori Paracadutisti </a>e il <a href=\"https://brigatafolgore.net/8-reggimento-genio-guastatori-paracadutisti-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"354\">Centro Addestramento Paracadutismo</a> saranno in Niger per l'<strong><em>operazione MISIN</em></strong>, tra la fine del decennio e gli anni successivi (<strong>dal 2018 al 2021</strong>), per una intensa formazione dell'Esercito Nigerino, tra questi due corsi ad elevata connotazione specialistica: il 1° Corso Aviorifornitori<strong>&nbsp;</strong>e il 4° Corso C-IED Awareness.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In particolare, il 1° Corso Aviorifornitori ha permesso ai paracadutisti nigerini di apprendere le tecniche necessarie per l'approntamento di carichi leggeri di varia natura da aviolanciare a favore delle truppe a terra o in soccorso alla popolazione civile. Il 4° Corso C-IED Awareness ha fornito invece le conoscenze di base per l'attuazione delle procedure per la ricerca e la segnalazione del ritrovamento di ordigni occultati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I Reparti di manovra invece, 186 ed 187, si occuperanno invece di addestrare i parà nigerini a condurre specifiche azioni tattiche di attacco e difesa nei vari ambienti operativi. Il 187° sarà presente inoltre con una piccola aliquota anche in Mali con compiti di supporto ed assistenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-2021-afghanistan-addio-o-arrivederci\">2021, Afghanistan addio o arrivederci?</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":3580,\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright\"><img title=\"Le missioni della Folgore - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/ammaina-bandiera-186-afganistan-2021.jpg\" alt=\"Le missioni della Folgore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-3580\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il 29 giugno 2021 la banidera di guerra del 186° Reggimento Par. Folgore lascia Herat: si conclude ufficialmente la missione militare italiana in Afghanistan</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si torna nuovamente in Afghanistan, ad Herat nel 2021 per l'<strong><em>operazione Resolute Support</em></strong> con il 186° e 187° Rgt.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L​a nuova missione, a guida Nato \"Resolute Support\", è incentrata sull’addestramento, consulenza e&nbsp;assistenza in favore delle Forze Armate (Afghan National Security Forces – ANSF) e le Istituzioni afgane. E' quindi, a differenza di ISAF, di tipo \"no combat\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sono stati realizzati diversi corsi, ispirati prevalentemente al principio del train the trainer (formazione degli istruttori), per un totale di circa trecento tra militari e poliziotti formati, su materie quali counter IED, intelligence, map reading e self defence.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre a ciò sono stati organizzati vari incontri (shure) su temi inerenti la sicurezza, la logistica e l’efficienza dei reparti afgani che hanno consentito di migliorare e rendere più credibile ed efficace l’operato delle istituzioni e degli apparati di difesa locali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il passaggio da ISAF ad RS non era solo un cambio di denominazione. Doveva essere un punto di arrivo dopo 13 anni di sforzi, culminati nella creazione di uno stato di diritto, istituzioni credibili e trasparenti, e soprattutto delle Forze di Sicurezza autonome e ben equipaggiate, in grado di assumersi autonomamente il compito di garantire la sicurezza del Paese. Purtroppo, la i fatti ci dicono il contrario. Resolute Support termina a <strong>giugno 2021</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ad <strong>agosto</strong> Afghanistan è di nuovo in mano ai talebani. Parliamo di uno dei più grandi fallimenti nella della politica estera occidentale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'afghanistan è stato uno dei più grandi fallimenti nella della politica estera occidentale. Il sacrificio di 3.612 caduti non è servito a salvare il paese dall'estremismo islamico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-2023-leonte-xxiii-nuovamente-in-libano\">2023, Leonte XXIII, nuovamente in Libano</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con l’<strong><em>operazione Leonte XXXIII</em></strong>​, la Brigata Paracadutisti Folgore ​completa il terzo mandato nel Sud del Libano, dall’inizio della Missione di mantenimento della pace delle Nazioni Unite, ove ha schierato in pratica tutti i reparti dal <strong>2006</strong> e ce riflette i termini della Risoluzione 1701 e assegna ai Caschi Blu il compito preciso di monitorare la cessazione delle ostilità, assistere le Istituzioni locali nell’esercizio della sovranità, in particolare le Lebanese Armed Forces, e supportare la popolazione civile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A partire da febbraio 2023, la Folgore ha costituito la spina dorsale di un dispositivo multinazionale strutturato su cinque Task Force, rispettivamente di nazionalità Ganese (Ghanbatt), Malese (Malbatt), Italiana (Italbatt), della Corea del Sud (Rokbatt) e Irlandese, quest’ultima co-alimentata con la Polonia (IrishPolbatt).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La storia continua.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2023/12/folgore-missioni.jpg","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2023-12-08 17:34:04"}
{"id":325,"titolo":"9° Reggimento Col Moschin: la punta di diamante","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>9º Reggimento d'Assalto Paracadutisti \"Col Moschin\"</strong> è il reparto di <strong>incursori</strong> dell'Esercito Italiano, dal <strong>20 Settembre 1954</strong> precursore dei reparti delle <strong>forze speciali italiane</strong>. Rinomato per la sua capacità di intervenire in contesti operativi complessi, il <strong>24 giugno 1995</strong>, nel quadro di ristrutturazione dell'Esercito Italiano, è passato da battaglione a reggimento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":3145,\"width\":\"500px\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img title=\"9° Reggimento Col Moschin: la punta di diamante - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/iron_18.jpg\" alt=\"9° Reggimento Col Moschin: la punta di diamante - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-3145\" style=\"width:500px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">2018, incursori del 9° Rgt. Col Moschin nell'esercitazione internazionale \"IRON 18\". Copyright <a href=\"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Esercitazione-IRON-18-180625.aspx\" data-type=\"link\" data-id=\"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Esercitazione-IRON-18-180625.aspx\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Esercito Italiano</a></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Inquadrato nel <a href=\"https://brigatafolgore.net/comando-delle-forze-speciali-dellesercito-comfose/\" data-type=\"page\" data-id=\"7747\">Comando delle forze speciali dell'Esercito (COMFOSE)</a>, tiene in custodia la bandiera del <a href=\"https://brigatafolgore.net/nascita-ed-evoluzione-delle-forze-speciali-una-storia-tutta-italiana/\" data-type=\"page\" data-id=\"11473\">IX Reparto d'Assalto</a>, del quale ha ereditato l'anno di costituzione (<strong>1918</strong>), il nome del luogo di un'epica azione (<strong>Col Moschin</strong>) e le mostrine (<strong>fiamme nere degli Arditi</strong>), riadottate nel <strong>2006</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Erede degli <a href=\"https://brigatafolgore.net/nascita-ed-evoluzione-delle-forze-speciali-una-storia-tutta-italiana/\" data-type=\"page\" data-id=\"11473\">Arditi</a>, <strong>truppe d'assalto del Regio Esercito formate durante la prima guerra mondiale e considerate da molti storici come i primi ad incarnare realmente il concetto moderno di forze speciali</strong>, il 9º \"Col Moschin\" ha peculiarità uniche, anche all'interno dello stesso COMFOSE, rispetto al <a href=\"https://brigatafolgore.net/4o-reggimento-alpini-paracadutisti/\" data-type=\"page\" data-id=\"430\">4° Rgt Alpini Paracadutisti</a> e al <a href=\"https://brigatafolgore.net/185-reggimento-ricognizione-e-acquisizione-obiettivi-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"353\">185° Rgt. RAO</a>: tra i numerosi compiti che svolge, tipici delle forze speciali, <strong>è l'unica unità all'interno della Forza Armata in grado di compiere ufficialmente l'attività di liberazione ostaggi per conto dello Stato Italiano</strong>, oltre ad essere il solo reparto italiano, militare e non, <strong>ad effettuare lanci ad altissima quota con bombola di ossigeno</strong> (fino ad 11.000 metri di altitudine). Inoltre, è qualificato ed orientato a condurre <strong>operazioni di controterrorismo</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal 2016, opera anche su richiesta dei servizi d'intelligence dell'AISE per singole missioni riservate all'estero, svolgendo operazioni speciali in contesti estremamente delicati, mantenendo sempre il più alto grado di riservatezza e professionalità che caratterizza, da sempre, il reparto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La base del Reggimento è a Livorno presso la <strong>caserma \"Vannucci\"</strong>. Esiste inoltre la Base Addestramento Incursori (BAI), nota anche come \"base a mare\", situata nel parco regionale di San Rossore, vicino alla foce del fiume Arno. Un tempo parte dell'ex tenuta presidenziale, questa struttura è utilizzata sia per l'addestramento che per la pianificazione delle operazioni del reparto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:verse -->\n<pre class=\"wp-block-verse\">Svolge compiti altamente strategici di rilevanza politico-militare per la <strong>sicurezza e la difesa della nazione</strong> ed <strong>operazioni ad alto rischio</strong> per la <strong>tutela degli interessi nazionali</strong>, in ogni contesto operativo, appositamente designate, pianificate ed organizzate utilizzando tecniche e modalità di impiego <strong>non convenzionali</strong>. Gli <strong>incursori</strong> che ne fanno parte sono addestrati per compiere <strong>missioni di combattimento</strong> ad azione <strong>diretta</strong> e <strong>indiretta</strong>, anche in ambienti e contesti particolarmente ostili ed a grande <strong>distanza dalle unità amiche</strong>, solitamente in scenari <strong>asimmetrici</strong>, operando sulla base di <strong>piccoli gruppi</strong> o \"<strong>distaccamenti</strong>\".</pre>\n<!-- /wp:verse -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10060,\"width\":\"450px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img title=\"9° Reggimento Col Moschin: la punta di diamante - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/04/nono-sudan.jpg\" alt=\"9° Reggimento Col Moschin: la punta di diamante - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-10060\" style=\"width:450px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Un'immagine rara: le telecamere del servizio pubblico immortalano gli incursori del <em>9° Rgt. Col Moschin</em> al rientro dal Sudan dopo l'evacuazione dei cittadini italiani nell'aprile del 2023.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Da oltre 20 anni è ininterrottamente impegnato nei teatri operativi di interesse, schierando sia unità interamente formate dal suo personale sia elementi integrati nelle strutture delle task force per le <strong>operazioni speciali interforze</strong>, oltre ad essere dislocato in molteplici operazioni di assistenza militare a favore di forze locali in paesi designati dal vertice politico-militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ha inoltre operato, dal dopoguerra ad oggi, in tutte le missioni di evacuazione di connazionali nelle zone più turbolente del pianeta, quasi sempre <strong>in solitario</strong>, con il solo concorso dell'Aeronautica Militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nella missione <strong>ISAF</strong> in Afghanistan, almeno dal <strong>giugno 2006 al 2016</strong>, è stato il cuore pulsante della <a href=\"https://brigatafolgore.net/task-force-45/\" data-type=\"page\" data-id=\"3191\">Task Force 45</a> fornendo il framework di tutti i <em>task group</em>, ed avendo sotto esclusivo comando operativo, tutte le unità delle forze speciali delle forze armate italiane.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Rappresenta indiscutibilmente la punta di diamante dell'Esercito Italiano</strong>, con un addestramento tra i più severi, duri e selettivi delle forze armate italiane, tale da ottenere la <strong>qualifica di incursore</strong> solo dopo un lungo iter di circa 2 anni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Unico reparto a partecipare a tutte le missioni in cui è stato coinvolto l'Esercito Italiano</strong>, è anche il primo della forza armata ad sempre composto esclusivamente da soldati professionisti, fin dal 1953 (solamente nelle compagnie di supporto potevano approdare i soldati di leva,). Per oltre mezzo secolo è inquadrato nella <a href=\"https://brigatafolgore.net/storia-della-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"308\">Brigata Paracadutisti Folgore</a>, ove, <strong>fino al 2000</strong> seleziona allievi \"pregiati\" dalla truppa (sempre su richiesta volontaria del Paracadutista). Le selezioni si apriranno al resto della Forza Armata, per quanto concerne la truppa in servizio permanente, all'inizio del <strong>nuovo millennio</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli ultimi anni, grazie ad uno speciale iter, possono accedervi, conseguendo la qualifica da <em>Incursore</em>, <strong>anche i militari non in servizio permanente</strong>. Lascia \"Mamma Folgore\", come romanticamente chiamata la Brigata dagli incursori di vecchia data, <strong>nel 2014</strong>, per transitare, come detto, nel <strong>COMFOSE</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-prima-guerra-mondiale\">Prima guerra mondiale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La storia del Reggimento può essere associata a quella di alcune unità di Arditi della prima guerra mondiale, in particolare il IX Reparto d'assalto. Gli arditi si imposero sulla scena militare, guadagnandosi una fama impressionante grazie ai loro atti di eroismo e per la violenza delle loro azioni. Gli arditi erano specialisti degli assalti con lancio di bombe a mano e con combattimenti all'arma bianca nelle trincee nemiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il IX Reparto, in particolare, si distinse sul monte Grappa, dove il<strong> 15 giugno 1918</strong> salì urgentemente in quota con 600 arditi guidati dal maggiore Giovanni Messe per recuperare le linee perdute.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alle <strong>22</strong>, Valle San Lorenzo, Col Fagheron e Col Fenilon erano riconquistati. Rimaneva il Col Moschin. Alle <strong>7:10</strong> di mattina del 16 giugno 1918, gli arditi di Messe (nonostante l’artiglieria italiana non avesse ancora allungato il tiro come da ordini) partirono all'attacco del Col Moschin (comune di Solagna).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo <strong>10 minuti</strong>, la sommità veniva ripresa, peraltro facendo numerosi prigionieri (più di 300) e sottraendo molte mitragliatrici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Pochi giorni dopo prese parte alla conquista dell'Asolone (comune di Pove), che costò al IX un enorme tributo di sangue e fu solo temporanea, perché un contrattacco avversario ebbe la meglio sulle sue forze esauste. In poche ore il IX perse quasi il 50% degli effettivi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-seconda-guerra-mondiale\">Seconda guerra mondiale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso della Seconda guerra mondiale, il <strong>20 luglio 1942</strong>, si costituisce a Santa Severa un Reggimento arditi, che pochi mesi dopo viene denominato 10º Reggimento arditi. Il reparto, con mostrina dalle fiamme azzurre, opera alle dipendenze dell'Ufficio operazioni dello stato maggiore del Regio Esercito. Impiegato in operazioni dietro le linee nemiche in Tunisia, Algeria, e nella Sicilia invasa dagli Alleati, cessa di esistere l'<strong>8 settembre del 1943</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-guerra-di-liberazione\">Guerra di liberazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il I Battaglione, noto anche come battaglione arditi \"Boschetti\" dal nome del suo comandante, originariamente su tre compagnie numerate 101ª, 102ª e 103ª (paracadutisti, nuotatori poi \"da sbarco\" e camionette poi \"terrestre\"), dislocato in Sardegna nel gennaio del 1943, dopo la proclamazione dell'armistizio dell'<strong>8 settembre 1943</strong> rimase dislocato nell'isola in funzione di riserva mobile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ridenominato IX reparto d'assalto, venne riordinato nel 1944 su una compagnia da sbarco, una terrestre e una speciale (102ª, 123ª e 110ª) entrando a far parte dal <strong>20 marzo del 1944</strong> nel 1º Raggruppamento Motorizzato in via di trasformazione in Corpo Italiano di Liberazione, inquadrando dal <strong>27 giugno</strong> anche lo Squadrone Volontari \"Guide\" che ha rappresentato l'Arma di Cavalleria nel Corpo Italiano di Liberazione. Il IX Reparto d'Assalto \"Arditi\" a giugno è impegnato nelle Marche. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo <strong>18 giorni</strong> di aspri combattimenti lungo la linea difensiva \"Edith\" eretta lungo il fiume Musone da Loreto, Osimo e Filottrano dalle forze d'occupazione nazifasciste, non senza innumerevoli tentativi di oltrepassarla da parte di truppe di liberazione polacche, del CIL e della Div. Majella con notevoli perdite, il <strong>18 giugno 1944</strong> viene impiegato il IX Reparto stesso che riesce nell'impresa di sfondamento presso Casenuove di Osimo. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tale coraggiosissima impresa consentì in primis la liberazione di Ancona, determinante logisticamente per lo sfondamento anticipato della Linea Gotica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il IX reparto d'assalto venne assegnato alla II Brigata del C.I.L. per essere poi inquadrato, quando il <strong>24 settembre 1944</strong> il C.I.L. venne sciolto, con la denominazione di III Battaglione \"Col Moschin\" nel 68º Reggimento fanteria del Gruppo di Combattimento \"Legnano\", partecipando alla Guerra di Liberazione. Il 9º reggimento d'assalto paracadutisti \"Col Moschin\" ne ha ereditato le tradizioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-dopoguerra\">Dopoguerra</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":3177,\"width\":\"300px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img title=\"9° Reggimento Col Moschin: la punta di diamante - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/generale-bertolini.jpg\" alt=\"9° Reggimento Col Moschin: la punta di diamante - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-3177\" style=\"width:300px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Gen. di Corpo d'Armata Marco Bertolini è stato il volto storico del 9° per quasi mezzo secolo.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sciolto il 1º agosto <strong>1946</strong>, viene ricostituito come <strong>Compagnia Sabotatori Paracadutisti</strong> presso la scuola di fanteria a Cesano il <strong>20 aprile 1953</strong>. Il <strong>1° Giugno 1957</strong> diviene <strong>Reparto Sabotatori Paracadutisti</strong> assegnato al <strong>Centro Militare di Paracadutismo</strong> di Livorno, e, successivamente, a Pisa. Diviene <strong>Battaglione Sabotatori Paracadutisti</strong> il 25 settembre <strong>1961</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>il <strong>10 maggio 1963 </strong>assume autonomia addestrativa, logistica ed amministrativa passando alle dipendende del Comando <a href=\"https://brigatafolgore.net/storia-della-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"308\">Brigata Paracadutisti \"Folgore\"</a>. <strong>Il 26 settembre 1975</strong> assume la denominazione di <strong>9º Battaglione d'assalto paracadutisti \"Col Moschin\"</strong>. Nell'<strong>ottobre 1976</strong> venne consegnata al battaglione la bandiera di guerra del <strong>X Reggimento arditi</strong>.  </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In quel periodo, in assenza di un Comando specifico dedicato alle operazioni delle Forze Speciali (come il <a href=\"https://brigatafolgore.net/comando-interforze-per-le-operazioni-delle-forze-speciali-c-o-f-s/\" data-type=\"page\" data-id=\"10415\">COFS</a>, istituito nel 2004, o il <a href=\"https://brigatafolgore.net/comando-delle-forze-speciali-dellesercito-comfose/\" data-type=\"page\" data-id=\"7747\">COMFOSE</a>, creato nel 2014), il reparto era sottoposto a una supervisione diretta da parte dello Stato Maggiore dell'Esercito (SME), tramite l'Ufficio Operazioni del III Reparto, monitorandone direttamente l’equipaggiamento&nbsp;e l’addestramento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 30 dicembre <strong>1985</strong> nacquero i <strong>Gruppi operativi speciali (GOS)</strong> su disposizione dell'allora ministro della Difesa Spadolini, e furono chiamati a farne parte una quota del \"Col Moschin\" e una del <a href=\"https://brigatafolgore.net/comando-subacquei-e-incursori-teseo-tesei-comsubin/\" data-type=\"page\" data-id=\"10891\">COMSUBIN della Marina</a>, per operazioni del SISMI.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel <strong>1995</strong> da battaglione diventa reggimento e assume la denominazione di <strong>9º Reggimento d'assalto paracadutisti incursori “Col Moschin”</strong>, con il 1º Battaglione incursori.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel <strong>2014</strong> il reggimento lascia la Brigata Folgore, per passare al neo costituito <a href=\"https://brigatafolgore.net/comando-delle-forze-speciali-dellesercito-comfose/\" data-type=\"page\" data-id=\"7747\">Comando delle forze speciali dell'Esercito (COMFOSE)</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nell'aprile <strong>2019</strong> viene consegnato il basco grigio-verde che sostituisce quello amaranto, che si aggiunge allo specifico fregio da basco, alle mostrine nere e al distintivo di brevetto con gladio, tutti simboli e fregi degli Arditi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Operazioni Note</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il reparto è stato protagonista di numerose operazioni speciali ed antiterroristiche in tutto il mondo ed è l'unico ad aver partecipato a tutte le missioni militari all'estero dell'Esercito Italiano dal dopoguerra ad oggi. Di seguito una breve menzione delle operazioni note, ma va da se, vista la natura del reparto, che numerose sono quelle non rese pubbliche e coperte dal segreto militare e di Stato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Siamo l'ultima risorsa, e come tale, dobbiamo essere impiegati oculatamente. Dopo di noi, non esiste un'altra organizzazione che possa subentrare. Non possiamo fallire. Siamo un dispositivo risolutivo.</p>\n<!-- /wp:paragraph --><cite>Gen. Par. Incursore Nicola Zanelli</cite></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Libano, 1983: </strong>Il 15 marzo, una pattuglia del Battaglione San Marco cade in un'imboscata vicino al campo di Sabra. Quattro marò rimangono feriti, uno gravemente. Nella stessa notte, il generale di brigata Franco Angioni guida un contrattacco per intercettare gli assalitori. Durante lo scontro, tre incursori rimangono feriti e l'azione viene sospesa. Il giorno successivo, il comando dell'esercito israeliano invierà un messaggio di ammirazione per il coraggio dimostrato dagli incursori italiani nel combattere di notte: <em>\"Comunicate al vostro comandante che siete ammirati, perché in Medio Oriente nessuno combatte di notte.\"</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Achille Lauro, 1985:</strong> Il 7 ottobre, il giorno del sequestro dell'Achille Lauro, 60 incursori del Col Moschin arrivano alla base militare di Akrotiri, a Cipro, pronti a intervenire in un'operazione di sgombero degli ostaggi, pianificata insieme all'UNIS del COMSUBIN. Tuttavia, la situazione si risolve con un approccio diplomatico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Somalia, 1992-1993:</strong> Il 13 dicembre 1992, durante l'operazione Restore Hope, un C-130 Hercules della 46ª Aerobrigata porta a Mogadiscio una squadra di incursori del 9º Reggimento \"Col Moschin\" che occuperanno il palazzo dell'ambasciata italiana, abbandonato dall'inizio della guerra civile nel 1991. Il 5 giugno 1993, circa 20 incursori interverranno per salvare un gruppo di caschi blu pakistani, caduti in un'imboscata vicino a Radio Mogadiscio. Quattro settimane dopo, durante <a href=\"https://brigatafolgore.net/2-luglio-1993-la-battaglia-del-check-point-pasta/\" data-type=\"page\" data-id=\"310\">la Battaglia del pastificio</a>, il <strong>Sergente Maggiore Incursore Stefano Paolicchi</strong>, effettivo al reparto, sarà il primo caduto della battaglia durante un primo tentativo, alle 9.30 del mattino, di riprendere il controllo del quartiere armata mano. Saranno inoltre diversi gli incursori feriti durante la battaglia. Il reparto combatterà il 2 luglio 1993 senza sosta, in modo incessante, casa per casa, vicolo per vicolo, stanando i cecchini somali in tutto il quartiere di Aliwa, dalle prime ore del mattino fino all'ordine di ripiegamento, giunto intorno alle ore 13:00.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Ruanda, 1994:</strong> Gli incursori partecipano all'evacuazione dei civili italiani durante la guerra civile ruandese. Nonostante la tragedia che circonda il paese, gli operatori riusciranno ad evacuare tutti i connazionali utilizzando veicoli civili requisiti all'aeroporto di Kigali. <strong>L'operazionde <em>Ippocampo</em> in Ruanda è considerata una delle operazioni più difficili cui abbia preso parte il 9° Col Moschin</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:verse -->\n<pre class=\"wp-block-verse\">Nella missione <strong>ISAF</strong> in Afghanistan, dal 2006 al 2014, comanda la <a href=\"https://brigatafolgore.net/task-force-45/\" data-type=\"page\" data-id=\"3191\">Task Force 45</a> (il più grande dispiegamento di forze speciali mai messo in campo dall'Italia dal dopoguerra) e ne fornisce il framework a tutti i <em>task group</em>. In questi anni il reparto partecipa a decine e decine di missioni di combattimento diretto ed indiretto in territorio Afgano. </pre>\n<!-- /wp:verse -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":4458,\"width\":\"400px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img title=\"9° Reggimento Col Moschin: la punta di diamante - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/9-iraq.jpg\" alt=\"9° Reggimento Col Moschin: la punta di diamante - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-4458\" style=\"width:400px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Un incursore del 9° Rgt Col Moschin in Iraq, nei primi anni 2000 di scorta a personalità politiche e militari</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Afghanistan, 2007:</strong> Nel settembre, <strong>gli incursori del Col Moschin partecipano a un blitz con l'SBS britannico per liberare due agenti del SISMI rapiti nella provincia di Farah</strong>. Dopo un conflitto a fuoco nel campo di prigionia dove gli operatori italiani eliminano tutte le forze ostili presenti, viene segnalato che i sequestratori si stanno spostando via terra. Gli inglesi individuano l'auto dei rapitori e ingaggiano un conflitto a fuoco. Durante lo scontro, <strong>l'Agente Lorenzo D'Auria, Maresciallo Paracadutista, viene colpito accidentalmente dal fuoco amico britannico</strong>. Una volta concluso l'ingaggio, gli ostaggi vengono quindi trovati nel bagagliaio dell'auto, bendati e feriti. D'Auria, gravemente colpito alla testa, viene trasferito all'ospedale, ma morirà giorni dopo a causa delle ferite.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Afghanistan, 2010:</strong> il 17 settembre 2010 perde in combattimento il <strong>Tenente Incursore Alessandro Romani</strong>. Insieme al distaccamento operativo di cui è comandante, Romani viene elitrasportato nella zona di<strong> Bakwah</strong>, provincia di <strong>Herat,</strong> per catturare dei terroristi Afghani individuati da un <strong>UAV Predator</strong> mentre piazzano un ordigno sotto il ponte di una strada. Ferito ad una spalla nello scontro a fuoco che ne consegue, muore poche ore dopo all'ospedale <strong>Role 2</strong> di Farah per arresto cardiocircolatorio dovuto alle ferite riportate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Iraq, 2015:</strong> Trenta incursori del Col Moschin operano contro l'ISIS a Taqaddum, tra Falluja e Ramadi, in collaborazione con le forze speciali americane.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Libia:</strong> Almeno 40 incursori sono inviati per addestrare e assistere i ribelli del CNT, oltre a coordinare gli attacchi aerei della NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Italia, 2023:</strong> Un contingente di 43 incursori interviene in Emilia Romagna a seguito di un'alluvione, dimostrando la versatilità e la rapidità di risposta delle forze speciali italiane anche in contesti non bellici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Sudan, 2023</strong>: il reparto è chiamato nuovamente all'evacuazione di civili italiani all'estero in un paese martoriato dalla guerra civile, questa volta in <strong>Sudan</strong>. Ad Aprile 2023, gli incursori evacueranno, nel giro di 48 ore, tutti i cittadini Italiani sparsi nella capitale sudanese e nelle vicinanze della stessa. Secondo il <strong>Gen. Incursore Giuseppe Faraglia</strong>, che ha coordinato l'operazione per il <strong>COVI (Comando operativo di vertice interforze)</strong> gli operatori hanno agito di notte, trovandosi in una situazione complessa e di estrema pericolosità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-attualita\">Attualità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":2944,\"width\":\"300px\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img title=\"9° Reggimento Col Moschin: la punta di diamante - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/FORSE-SPECIALI-100-GIORNI-ALL-INFERNO-e1705313830911.jpg\" alt=\"9° Reggimento Col Moschin: la punta di diamante - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-2944\" style=\"width:300px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Claudio Spinelli, incursore in congedo, ha voluto raccontare la sua esperienza presso il 9¨Rgt Col Moschin in Afghanistan con il libro <a href=\"https://brigatafolgore.net/libri/forse-speciali-100-giorni-all-inferno/\" data-type=\"libri\" data-id=\"3923\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Forse Speciali, 100 giorni all'inferno</a></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il reggimento, inquadrato nel <a href=\"https://brigatafolgore.net/comando-delle-forze-speciali-dellesercito-comfose/\" data-type=\"page\" data-id=\"7747\">Comando delle forze speciali dell'Esercito</a>, per l'attività operativa dipende dal <a href=\"https://brigatafolgore.net/comando-interforze-per-le-operazioni-delle-forze-speciali-c-o-f-s/\" data-type=\"page\" data-id=\"10415\">COFS, il Comando interforze per le operazioni delle forze speciali</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con la nuova riorganizzazione il reggimento è disposto su tre battaglioni:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>1º Battaglione Incursori</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Battaglione Supporto Operativo<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Compagnia Comando e Supporto Logistico</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Compagnia C4</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>RAFOS (Reparto Addestramento Forze per Operazioni Speciali)<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Base Addestramento Incursori</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ogni compagnia è composta da diversi distaccamenti (il numero esatto è segreto militare).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un distaccamento operativo del Col Moschin (di solito sei per ciascuna compagnia) ha al suo interno: </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>un Incursore con specializzazione Combat Medic, un Breacher (maneggio esplosivi)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>un disattivatore EOD-IEDD (artificiere)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>un SF JTAC&nbsp;– Special Forces Joint Terminal Attack Controller (controllo aereo avanzato)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>un addetto alla raccolta informativa</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>uno o due Sniper (tiratori scelti).</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-formazione-e-selezione\">Formazione e selezione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'addestramento per conseguire la qualifica di Incursore è tra i più severi e selettivi delle forze armate italiane, richiedendo un lungo e impegnativo iter di circa 2 anni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11179,\"width\":\"400px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright size-full is-resized\"><img title=\"9° Reggimento Col Moschin: la punta di diamante - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/10/nono-addestramento.jpg\" alt=\"9° Reggimento Col Moschin: la punta di diamante - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-11179\" style=\"width:400px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Rinomato per la sua capacità di intervenire in contesti operativi complessi, il \"Nono\" rappresenta uno strumento cruciale per la sicurezza nazionale ed internazionale.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I candidati al reparto vengono scelti attraverso un iter selettivo della durata di 21 giorni, presso il centro di addestramento BAI (Base Addestramento Incursori) di Pisa; successivamente vengono formati attraverso un lungo ciclo di addestramento della durata di circa due anni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La selezione e l'addestramento iniziale vengono svolti insieme ai candidati per il 185º Reggimento paracadutisti ricognizione acquisizione obiettivi \"Folgore\" e per il 4º Reggimento Alpini Paracadutisti \"Btg Monte Cervino\", per poi proseguire la formazione specifica presso i loro reparti di destinazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Partecipano alle selezioni ufficiali (grado di sottotenente e tenente), sottoufficiali (sergenti o marescialli), VSP e VFP-4, e con un iter a loro dedicato i VFP1 di qualsiasi reparto e incarico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fino agli inizi degli anni 2000, per quanto riguarda la truppa, selezionava personale esclusivamente proveniente dalla Brigata Paracadutisti Folgore, successivamente ha aperto le proprie selezioni a tutti i reparti e le specialità dell'Esercito Italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Quanto pubblichiamo è puramente indicativo e basato su informazioni di pubblico dominio, poiché operazioni, organico, addestramento e qualsiasi altra informazione relativa al reparto sono coperte dal segreto militare.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-fase-selettiva\"><strong>Fase selettiva</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dalla durata di 7 settimane è strutturata in pre-selezione e tirocinio di selezione. L'iniziale pre-selezione prevede diverse prove fisiche:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>corsa piana:</strong> 2000 m entro 8’20’’;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>trazioni alla sbarra:</strong> minimo 10 in 1’ (impugnatura prona);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>piegamenti sulle braccia (piegamenti/flessioni): </strong>minimo 30 in 1’;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>piegamenti alle parallele:</strong> minimo 10 in 1’;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>piegamenti addominali:</strong> minimo 40 in 1’;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>salita alla fune (**)</strong>: 4 m entro 1’45’’ (qualunque tecnica);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>salto in alto:</strong> minimo 120 cm (qualunque tecnica);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>marcia celere: </strong>7000 m entro 45’ (in uniforme da combattimento e servizi);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>marcia zavorrata: </strong>10&nbsp;km con zaino 10&nbsp;kg entro 1h 12’;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>prova di apnea in piscina (**):</strong> 15 m lineari in uniforme da combattimento e servizi senza stivaletti;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>prova di galleggiamento (**): </strong>minimo 5’ in uniforme da combattimento e servizi senza stivaletti;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>prova di nuoto: </strong>50 m entro 2’15’’ in uniforme da combattimento e servizi senza stivaletti (qualunque stile).</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>&nbsp;(**) Prova di sbarramento</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Chi supera le pre-selezioni fisiche partecipa presso la 101ª Compagnia Allievi, al&nbsp;<strong>Tirocinio di selezione</strong>, seconda fase dell'iter selettivo, che include:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>5 marce zavorrate a tempo</strong>, in uniforme da combattimento e zaino di 20&nbsp;kg senza arma, su itinerari di difficoltà, dislivello e distanza variabile;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>prove d'ardimento</strong>, presso il complesso “Lustrissimi” di Livorno, che prevedono il superamento di percorsi di guerra, ostacoli aerei e ponti di corda, per accertare le doti di coraggio, coordinazione e velocità.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>test d'acquaticità e anfibia</strong>, alla base a mare, nuoto di superficie e voga.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-fase-formativa-comune-19-settimane\">Fase formativa comune (19 settimane)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Corso di paracadutismo Fune di Vincolo (FV)</strong> (4 settimane) presso il Centro Addestramento Paracadutisti (CAPAR) della Brigata paracadutisti \"Folgore\", permette agli aspiranti di conseguire il brevetto di paracadutista militare per chi non ne risulta già titolare;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Corso Operatore Basico per Operazioni Speciali (OBOS)</strong> (15 settimane), a fattor comune sotto egida del RAFOS nelle sedi di Livorno e di Montorio Veronese. È incentrato sul potenziamento della prestanza e della resistenza fisica e sull’acquisizione delle nozioni di base per la pianificazione e la condotta delle Operazioni Speciali. Include la formazione teorico pratica sulla topografia, alle marce topografiche, all'apprendimento delle tecniche di orientamento e di navigazione terrestre, procedure tecnico tattiche (PTT) delle FOS, addestramenti tecnici specifici sulle trasmissioni, sulle procedure di pronto soccorso e medicina tattica con la frequenza di un corso che ricalca il BLS (Basic Life Support).</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-fase-formativa-specialistica\">Fase formativa specialistica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo aver superato il corso Operatore Basico Operazioni Speciali – OBOS, i futuri incursori rimangono al RAFOS per incominciare l'addestramento specialistico riservato alla formazione degli operatori del 9º Reggimento Col Moschin. Questa fase è della durata di 52 settimane.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-corso-combattimento-per-forze-speciali-ccfs\">Corso Combattimento per Forze Speciali (CCFS)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Della durata di 23 settimane, è condotto, come nell'OBOS, da istruttori di grande esperienza assegnati al RAFOS a rotazione dalle compagnie operative del Nono, si tiene interamente presso il RAFOS ed è suddiviso in diverse parti:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sopravvivenza, evasione e fuga, resistenza agli interrogatori</strong>, della durata di 3 settimane.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Corso Maneggio Esplosivi</strong>, della durata di 8 settimane, che insegna le tecniche e le procedure di maneggio degli esplosivi, sulle tecniche di sabotaggio e di demolizione speditiva.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Combat Medic&nbsp;secondo i protocolli Combat Life Support</strong>, che forniscono i rudimenti delle tecniche di primo soccorso.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Modulo di operatore radio per Forze Speciali</strong>, che abilita all'impiego delle sofisticate apparecchiature radio VHF, HF e satellitari in dotazione, necessarie a garantire le comunicazioni tattiche e strategiche.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Procedure Tecnico Tattiche per Forze Speciali (PTT/FS)</strong>, per l'approfondimento delle procedure del distaccamento operativo incursori nelle situazioni tipiche d'impiego.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Infine viene approfondita la conoscenza di tutte le armi leggere in dotazione al reparto e gli allievi frequentano un ciclo di lezioni sulla fotointerpretazione delle riprese aeree. Al termine, conseguito il brevetto di \"Guastatore Paracadutista\", l'allievo affronterà la fase successiva, il corso di qualificazione Incursore Paracadutista.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-corso-combattimento-avanzato-per-forze-speciali-ccafs\">Corso Combattimento Avanzato per Forze Speciali (CCAFS)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Della durata di 5 settimane e destinato ad approfondire le tecniche avanzate di combattimento in ambiente urbano, di tiro istintivo, discriminato e ravvicinato, di irruzione e intervento nei più disparati scenari contro obiettivi posti all'interno di varie tipologie di edifici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-abilitazione-da-incursore\">Abilitazione da Incursore</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I candidati, che hanno terminato con successo la prima fase di specializzazione, incominciano il \"Corso di qualificazione&nbsp;<a href=\"https://it.wikipedia.org/wiki/Incursore\">Incursore</a>&nbsp;Paracadutista\", che ha lo scopo di completare la formazione degli allievi, specializzare il personale e renderlo in grado di operare nei diversi ambienti e scenari di impiego peculiari delle forze speciali. Il perfezionamento include una serie di corsi di durata variabile gestiti direttamente dal RAFOS o svolti presso enti scolastici esterni e sono i seguenti:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Corso di mobilità anfibia</strong>, della durata di sei settimane, per l'apprendimento delle tecniche delle operazioni anfibie, che include esercitazioni di navigazione diurna e notturna con gommoni con motore fuoribordo, pratica del nuoto operativo di superficie, messa a mare e recupero veloce da imbarcazioni in movimento e conoscenza sia teorica sia pratica dei mezzi nautici in dotazione al reparto: battelli a scafo rigido, canoe, gommoni autogonfianti a scafo rigido. Al termine del corso viene conseguita la patete nautica per l'impiego dei mezzi più piccoli entro la fascia costiera delle 12 miglia.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Corso Riconoscimento Mezzi e Materiali</strong>, della durata di 3 settimane, per la conoscenza e riconoscimento delle armi, i mezzi e le uniformi di alcune forze armate straniere.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Corso di Paracadutismo con la Tecnica della Caduta Libera (TCL)</strong>, al superamento del traguardo di 20 lanci con la tecnica della fune di vincolo; si svolge presso il Centro Addestramento Paracadutismo (CAPAR) di Pisa per un periodo compreso tra le cinque e le sei settimane, durante le quali si effettuano lanci ad apertura comandata da una altezza massima di 3-4000 metri (10.000 piedi).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Corso basico Addestramento Alpinistico (CA1)</strong>, presso il Centro Addestramento Alpino (CEALP) di Aosta, della durata di 6 settimane (dal 2011), per fornire le conoscenze fondamentali relative alle tecniche d'arrampicata e movimento in montagna, necessarie a conferire la capacità di operare in ambienti montani in condizioni di sicurezza.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Corso basico di Addestramento Sciistico (CS1)</strong>, sempre presso il CEALP di Aosta, della durata di 6 settimane dal 2011 dedicate all'apprendimento delle tecniche di movimento in montagna in ambiente innevato: sci alpinistico e sci di fondo, prevenzione delle valanghe e sopravvivenza in climi freddi.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Corso Basico di Lingua Inglese</strong>, della durata di 5 settimane, presso la SLEE (Scuola di Lingue Estere dell'Esercito) di Perugia, o presso istituti scolastici convenzionati a Livorno.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al termine di questo lungo processo formativo, i candidati ricevono l'agognato <strong>brevetto da Incursore Paracadutista</strong> e transitano in un distaccamento di compagnia operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-corsi-ulteriori-di-perfezionamento-e-specializzazione\">Corsi ulteriori di perfezionamento e specializzazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Corso Subacqueo</strong>, della durata di 12 settimane, presso il COMSUBIN del Varignano (La Spezia), per apprendere a operare con sicurezza nell'ambiente marino, con un approfondimento delle tecniche di nuoto operativo di superficie e subacqueo, e per conseguire l'abilitazione all'uso degli apparati subacquei A.R.O. (Auto Respiratore ad Ossigeno) e A.R.A. (Auto Respiratore ad Aria).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Corso di Perfezionamento Alpinistico e Sciistico</strong>, presso il Centro addestramento alpino di Aosta, per l'approfondimento delle tecniche alpinistiche e per l'apprendimento della capacità d'agire in ambienti artici e d'alta montagna, ed elevare il grado di mobilità operativa in condizioni particolarmente impegnative e in presenza di un avversario addestrato a operare in montagna. Il succedersi dei corsi può portare all'ottenimento delle qualifiche di istruttore o istruttore militare scelto di sci e di combattimento in montagna.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Corso Avanzato di Paracadutismo</strong>, della durata di 3-4 settimane, per l'apprendimento delle tecniche per lanci ad alta quota (7.000-11.000 metri) con ossigeno ed apertura a quote basse – HALO (High Altitude Low Opening), o con apertura ad alta quota e navigazione sotto vela – HAHO (High Altitude High Opening).</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-corsi-per-specialita\">Corsi per specialità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Corso Tiratore Scelto</strong>, tenuto presso il Reggimento, per l'abilitazione al corretto utilizzo dei numerosi fucili di precisione in dotazione, derivato dal S.O.T.I.C. (Special Operations Target Interdiction Course) statunitense, studiato per il calibro.308.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Corso FAC (Forward Air Controller)</strong>, per abilitazione alle missioni relative alla direzione da terra degli attacchi aerei e la designazione ai piloti degli obiettivi, tenuto presso la Scuola di Aerocooperazione dell'Aeronautica Militare, della durata di cinque settimane (tre teoriche e due pratiche). Tale qualifica è limitata agli elementi in possesso del necessario livello di conoscenza della lingua inglese (che può essere conseguita con la frequenza del <strong>corso avanzato alla SLEE di Perugia</strong>). Di norma, il corso è seguito da quello di <strong>Controllore del Fuoco per Operazioni Speciali (CF/OS)</strong>, di ulteriori tre settimane. Tutto ciò prelude all'abilitazione alla funzione di Laser Target Marking (FAC/LTM) per l'impiego dei designatori laser in dotazione al Reggimento.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Corso Combat Medic</strong>. A livello nazionale gli Incursori destinati a questo settore conseguono la qualifica di “Soccorritore militare” presso la Scuola di Sanità di Roma, dopo un corso di tre settimane che garantisce, tra l'altro, una sorta di veste legale per operare nell'ambito del primo soccorso, anche se con significative limitazioni. Inoltre si può frequentare lo \"Special Operations Combat Medics (SOCM) Course”, svolto presso l'ISTC di Pfullendorf e che insegna le procedure fondamentali di pronto soccorso, come fermare le emorragie e garantire una corretta terapia infusionale e anti shock, e il corso “18D – Special Operations Combat Medic” dei Berretti Verdi americani.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Corso EOD (Operatore Bonifica Ordigni Esplosivi)</strong> e <strong>Corso IEDD (Operatore Bonifica Ordigni Esplosivi Improvvisati)</strong>, da frequentare presso il Centro Addestramento EOD della Scuola del Genio dell'Esercito.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-altri-corsi\">Altri corsi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Corso Scorte e Protezione ravvicinata di personalità</strong>, tenuto al Reggimento, sulle tecniche di protezione e scorta di V.I.P, della durata di cinque settimane.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Corso avanzato di lingua inglese</strong>, di approfondimento del corso base, per una completa conoscenza della lingua inglese, presso la Scuola Lingue Estere dell'Esercito di Perugia.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I Comandanti del Reparto</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">IX Reparto D'Assalto</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Magg. MESSE Giovanni</strong> 02/1918 – 12/1918<br><strong>Magg. PARISI</strong> 1919 – 11/1920<br><strong>Ten. Col. MESSE Giovanni </strong>11/1920 – xxxx</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">X Reggimento Arditi</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Col. GAZZANIGA Renzo </strong>01/08/1942 – 08/09/1943</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Battaglione Arditi \"BOSCHETTI\"</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Ten. Col. BOSCHETTI Guido</strong> 12/1942 – fine conflitto</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">IX Reparto D'Assalto</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Magg. MARCIANO’ Vito </strong>1943 – fine conflitto</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Compagnia Sabotatori Paracadutisti</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Ten. FALCONE Franco </strong>09/1952 – 19/04/1953</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Reparto Sabotatori Paracadutisti</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Cap. ACCONCI E. Edoardo</strong> 20/04/1953 – 30/06/1959<br><strong>Ten. FALCONE Franco</strong> 01/07/1959 – 09/05/1960<br><strong>Cap. MIGLIORANZA</strong> Francesco 09/05/1960 – 19/09/1960<br><strong>Cap. FALCONE Franco</strong> 20/09/1960 – 31/10/1961</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Battaglione Sabotatori Paracadutisti</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Magg. CAMURANI</strong> Ambrogio 01/11/1961 – 16/02/1963<br><strong>Magg. ACCONCI</strong> E. Edoardo 17/02/1963 – 15/08/1964<br><strong>Magg. SOLINAS</strong> Domenico 16/08/1964 – 14/11/1965<br><strong>Magg. VIETRI</strong> Antonio 16/11/1965 – 20/08/1967<br><strong>Ten. Col. CAVALLINO</strong> Italo 21/08/1967 – 19/08/1969<br><strong>Magg. BASSI Ermanno</strong> 20/08/1969 – 22/08/1971<br><strong>Ten. Col. ANGIONI Franco</strong> 23/08/1971 – 22/08/1972<br><strong>Ten. Col. ROSSI Vladimiro</strong> 23/08/1972 – 22/08/1974</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">9° Battaglione D'Assalto Paracadutisti \"COL MOSCHIN\"</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Ten. Col. POLLICE Aldo</strong> 23/08/1974 – 23/08/1976<br><strong>Ten. Col. COLONNA Aniello</strong> 24/08/1976 – 19/07/1978<br><strong>Ten. Col. MONTICONE Franco</strong> 20/07/1978 – 28/07/1980<br><strong>Ten. Col. PETER Costanzo</strong> 29/07/1980 – 29/07/1982<br><strong>Ten. Col. PERSI PAOLO Enrico</strong> 30/07/1982 – 14/09/1982<br><strong>Ten. Col. PAPISCA Luigi</strong> 05/09/1982 – 10/06/1984<br><strong>Ten. Col. PIACENTINI Luciano</strong> 11/06/1984 – 30/08/1986<br><strong>Ten. Col. PERSI PAOLI Enrico</strong> 01/07/1986 – 26/09/1988<br><strong>Ten. Col. NARDI Enrico Ansano</strong> 27/09/1988 – 30/06/1991<br><strong>Ten. Col. BERTOLINI Marco</strong> 01/07/1991 – 04/07/1993<br><strong>Ten. Col. SBLENDORIO Emanuele</strong> 05/07/1993 – 24/06/1995</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">9° Reggimento D'Aassalto Paracadutisti \"COL MOSCHIN\"</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Col. NARDI Enrico Ansano</strong> 25/06/1995 – 04/09/1997<br><strong>Col. BERTOLINI Marco</strong> 05/09/1997 – 12/12/1998<br><strong>Col. SBLENDORIO Emanuele</strong> 13/12/1998 – 25/10/2002<br><strong>Col. BRANDONISIO Michele</strong> 26/10/2002 – 31/07/2006<br><strong>Col. ZANELLI Nicola</strong> 01/08/2006 – 10/10/2008<br><strong>Col. FARAGLIA Giuseppe</strong> 10/10/2008 – 24/06/2011<br><strong>Col. VANNACCI Roberto</strong> 24/06/2011 – 18/02/2014<br><strong>Col. ADDIS Pietro</strong> 18/02/2014 – 23/01/2015<br><strong>Col. FORTEZZA Paolo</strong> 23/01/2015 – 15/09/2017<br><strong>Col. GIULIANO Angelucci</strong> 15/09/2017 – 28/09/2018<br><strong>Col. GROSSI Yuri</strong> 28/09/2018 – 15/10/2021<br><strong>Col. ISONI Luigi Giovanni</strong> 15/10/2021 – 11/10/2024<br><strong>Col. BANDIERI Andrea</strong> 11/10/2024 – In carica</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-onorificenze-alla-bandiera\">Onorificenze alla Bandiera</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-croce-di-cavaliere-dell-ordine-militare-d-italia\">Croce di cavaliere dell'ordine militare d'Italia</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Nei duri cimenti della guerra, nella tormentata trincea o nell'aspra battaglia,conobbe ogni limite di sacrificio e di ardimento; audace e tenace, domò infaticabilmente i luoghi e le fortune, consacrando con sangue fecondo la romana virtù dei figli d'Italia. <strong>1915 - 1918</strong> (All'Arma di Fanteria)</p>\n<!-- /wp:paragraph --><cite>5 giugno 1920</cite></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-croce-di-cavaliere-dell-ordine-militare-d-italia-0\">Croce di cavaliere dell'ordine militare d'Italia</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Prestigioso reparto, di eccezionale qualifica professionale, alla quale si coniuga - in perfetta armonia - il forte temperamento dei propria uomini, la versatilità operativa, il generoso anelito realizzativo e l'immediato riscontro ad ogni richiesta di intervento per il bene della collettività nazionale e internazionale. Presente in Alto Adige <strong>(1967-1971)</strong> per svolgere operazioni antiterrorismo e in Sardegna <strong>(1992)</strong> con l'operazione \"Forza Paris\" in concorso alle forze dell'ordine nella lotta alla criminalità organizzata, impegnato nella missione oltremare in Libano <strong>(1982-1984)</strong>, in Irak e in Turchia <strong>(1991)</strong>, in Somalia <strong>(1992-1993)</strong> dava mirabile prova di efficienza e di salda disciplina, offrendo continue prove di coraggio e sacrificio. Assolveva sempre e dovunque i compiti ad esso affidati con pieno successo, anche in un contesto operativo ambientale difficile e ostile caratterizzato da elevato indice di rischio.Gli Ufficiali, i Sottufficiali incursori e i Paracadutisti si prodigavano in ogni circostanza, in una mirabile gara di abnegazione e di dedizione al servizio, offrendo anche tributo di sangue e fornendo un eccezionale esempio di alte virtù militari che contribuivano ad accrescere il prestigio dell'Italia e delle sue Forze Armate in campo internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph --><cite>25 ottobre 1994</cite></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-croce-di-cavaliere-dell-ordine-militare-d-italia-1\">Croce di cavaliere dell'ordine militare d'Italia</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel solco della più fulgida tradizione dei reparti d’assalto dell’Esercito Italiano, gli incursori del reggimento offrivano reiterate prove di ammirevole valore, impareggiabile perizia e non comune senso di responsabilità, operando da più di tre anni nell’ambito della missione “International Security Assistance Force” (ISAF) in Afghanistan. All’insegna di uno straordinario spirito di sacrificio e di una assoluta dedizione al dovere, impegnati in condizioni tattiche ed ambientali spesso difficili, concorrevano in maniera decisiva agli sforzi di ISAF per stabilizzare il Paese ed alleviare le sofferenze del popolo afgano, duramente segnato da un perdurante e violento stato di conflittualità interna. Incondizionatamente riconosciuti dalla comunità internazionale, i successi riscossi hanno contribuito a rafforzare il prestigio e l’immagine dell’intera nazione italiana e delle sue forze armate nello scenario internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph --><cite>Kabul (Afghanistan), luglio 2006-ottobre 2009</cite></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-medaglia-d-oro-al-valore-dell-esercito\">Medaglia d'oro al valore dell'esercito</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 9º Battaglione d'Assalto Paracadutisti \"Col Moschin\" partecipava, con proprie unità inquadrate nelle forze italiane in Somalia, alle operazioni di soccorso alla popolazione somala. Composto essenzialmente da professionisti, consapevoli del ruolo di primo piano da sostenere nel quadro dell'operazione, in virtù della saldezza morale, del senso del dovere e dell'attaccamento alla Specialità dei propri uomini, si prodigava con totale dedizione ed elevata capacità nella pericolosa missione confermando, in numerose azioni di rastrellamento per la ricerca d'armi ed in operazioni contro guerriglieri ed anti banditismo, l'altissimo livello di efficienza, il grande coraggio e la generosità dei suoi uomini nonché la compattezza morale delle sue formazioni. I suoi distaccamenti operativi, coinvolti in numerosi conflitti a fuoro reagivano sempre con efficacia e determinazione mettendo in luce il valore militare, la capacità operativa e la fortissima motivazione dei propri componenti. Nonostante le dolorose, gravi perdite subite in combattimento, continuava ad assolvere i compiti affidati senza flessioni con la fierezza e l'orgoglio di perseverare nel tentativo di ridare sicurezza e soccorso umanitario, al martoriato popolo somalo e nella determinazione di rendere onore alla Patria lontana.</p>\n<!-- /wp:paragraph --><cite>Somalia, 22 dicembre 1992 - 7 settembre 1993</cite></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-medaglia-di-argento-al-valor-militare\">Medaglia di argento al valor militare</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Per l'irrefrenabile audacissimo impeto onde d'un sol balzo raggiunse sanguinosamente formidabili importanti posizioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph --><cite>Col Moschin, 15 giugno 1918 - Col della Berretta, 20 ottobre 1918</cite></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-medaglia-di-argento-al-valor-militare-0\">Medaglia di argento al valor militare</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante più mesi di guerra dava costante prova di aggressività e di spregiudicatezza. Nel corso di un'azione offensiva, lanciato su un'ala scoperta, sviluppava la propria manovra con rapidità, decisione ed energia, riuscendo a sorprendere ed a scompigliare il dispositivo tedesco. Chiamato improvvisamente ad altro importante compito, entrava con superbo slancio nella battaglia e nel duro e contrastato attacco, quando l'esito della lotta era ancora incerto, rompeva d'impeto lo schieramento nemico, dopo lotta audace frammentaria ravvicinata raggiungeva a notte tutti gli obiettivi. Nell'inseguimento non dava tregua all'avversario. Eccellente strumento di guerra, elastico e tenace; fierissimo e generoso degno erede delle tradizioni fulgidissime legate al suo nome.</p>\n<!-- /wp:paragraph --><cite>Colli al Volturno, Guardiagrele, Cingoli, Musone, Esino, 11 febbraio - 25 luglio 1944</cite></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-medaglia-di-argento-al-valor-militare-1\">Medaglia di argento al valor militare</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Veterano nella guerra di Liberazione, partecipava con inesauribile ardore alla battaglia di rottura sull'Appennino di Bologna, dando un contributo decisivo alla liberazione della città. Con impeto eroico piegava, spezzava, frantumava la resistenza fanatica di agguerrite unità tedesche, imponendosi all'ammirazione dei reparti alleati che si battevano al suo fianco.</p>\n<!-- /wp:paragraph --><cite>Guerra per la liberazione d'Italia, 20 marzo - 30 aprile 1945</cite></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-medaglia-d-argento-al-valore-dell-esercito\">Medaglia d'argento al valore dell'esercito</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Reggimento inquadrato nella brigata multinazionale nord impegnata in Bosnia – Herzegovina, svolgeva i compiti assegnati con straordinario entusiasmo, totale dedizione e non comune spirito di sacrificio. Nel corso delle molteplici attività di monitoraggio, pattugliamento degli itinerari, scorta a convogli umanitari e controllo ed ispezioni dei siti, in una situazione operativa ed ambientale particolarmente delicata e complessa, operava con costante equilibrio, profondo senso del dovere ed elevatissima professionalità. L’incessante impegno nel sostegno umanitario alle popolazioni, la prevenzione delle attività criminose della malavita ed il salvataggio di numerose vite umane, mettevano in luce le straordinarie capacità e le eccezionali doti di coraggio, fermezza e solidarietà degli uomini del 9º Reggimento d’Assalto “Col. Moschin”, che assolvevano una funzione determinante per il ripristino della convivenza pacifica, talvolta a rischio dell’incolumità personale. Chiaro esempio di unità fortemente motivata e coesa che ha evidenziato nei suoi uomini altissima professionalità, concreta saldezza morale ed elevate virtù militari e che ha significativamente contribuito ad accrescere ed a nobilitare il prestigio dell’Italia e della Forza Armata nel contesto internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph --><cite>Sarajevo, 03 luglio 1996 – 24 marzo 1997</cite></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2023/12/colmoschin.jpg","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2023-12-08 17:34:04"}
{"id":327,"titolo":"Termini e Condizioni","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Data di aggiornamento: 21/03/2025</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>1. Introduzione</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Benvenuti su <strong>BrigataFolgore.net</strong>, una piattaforma digitale indipendente dedicata alla comunità dei paracadutisti della Folgore e agli appassionati di storia, valori e cultura militare. Questi Termini e Condizioni regolano l’accesso e l’utilizzo del sito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A partire dal 2025, <strong>BrigataFolgore.net è di proprietà di Leonardo Network S.r.l.</strong>, con sede in Via dell'Argento, 13 – 58023 Gavorrano (GR).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>2. 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Natura del sito</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>BrigataFolgore.net è un blog e non rappresenta una testata giornalistica ai sensi della legge n. 62 del 7 marzo 2001. 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Foro competente</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I presenti Termini sono regolati dalle leggi italiane ed europee.<br>Per eventuali controversie sarà competente in via esclusiva il <strong>Tribunale di Grosseto</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>12. Contatti</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per domande, segnalazioni o chiarimenti relativi a questi Termini e Condizioni, potete scriverci a:<br>&#x1f4e7; <strong><a>info@brigatafolgore.net</a></strong><br>&#x1f4cd; <strong>Leonardo Network S.r.l. – Via dell'Argento, 13 – 58023 Gavorrano (GR)</strong><br>&#x1f4de; <strong>+39 0566 196 63 59</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Conclusione</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Accedendo e utilizzando BrigataFolgore.net, confermate di aver letto, compreso e accettato i presenti Termini e Condizioni.<br>Grazie per far parte della nostra comunità!</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2023-12-08 17:34:04"}
{"id":4759,"titolo":"La Brigata Paracadutisti Folgore oggi","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>In TV, nei giornali, su internet, si sente parlare della <strong>Folgore</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Ma cos'è realmente la Folgore ? Com'è composta? E come si entra nei Reggimenti della Folgore?</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":2646,\"width\":\"500px\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/folgore-mangusta-2023.jpg\" alt=\"La Brigata Paracadutisti Folgore oggi - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-2646\" style=\"width:500px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Paracadutisti della Folgore durante l'esercitazione Mangusta 2023 - <a href=\"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/mangusta_2023.aspx\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Copyright Esercito Italiano</a></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Folgore è una Brigata Paracadutisti composta da sei Reggimenti di stanza a Livorno, Pistoia, Siena, Pisa, Grosseto, Legnago (VR) e Bracciano (Roma).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È l'unica grande unità aviotrasportata dell'Esercito Italiano, posta alle dipendenze del <strong>COMFOTER</strong> (<a href=\"https://brigatafolgore.net/rivoluzione-folgore-la-brigata-paracadutisti-alle-dirette-dipendenze-del-comfoter/\" data-type=\"post\" data-id=\"10733\">Comando delle Forze Operative Terrestri</a>).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per via della composizione dei propri reparti è un unità unica nel suo genere ed in virtù del particolare addestramento cui si sottopone il suo personale, <strong>rappresenta una forza di fanteria leggera sempre disponibile per l'impiego</strong>. Dotata sia di mezzi che ne garantiscono l'aviotrasporto che l'aviolanciabilità, dispone anche di pedine blindate.&nbsp;</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Folgore è infatti in grado di poter schierare tre reparti di arma base ad alta efficienza operativa (<a href=\"https://brigatafolgore.net/183-reggimento-paracadutisti-nembo/\" data-type=\"page\" data-id=\"350\">183°</a>, <a href=\"https://brigatafolgore.net/186-reggimento-paracadutisti-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"351\">186°</a> e <a href=\"https://brigatafolgore.net/187-reggimento-paracadutisti-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"352\">187°</a>), con all'interno di ogni reggimento tre compagnie fucilieri, una compagnia di supporto alla manovra e alle operazioni del forze speciali, quest'ultima con un plotone di esploratori paracadutisti, un reggimento di artiglieria paracadutisti (<a href=\"https://brigatafolgore.net/185o-reggimento-artiglieria-paracadutisti-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"479\">185°</a>) , un reggimento di cavalleria (<a href=\"https://brigatafolgore.net/3o-reggimento-savoia-cavalleria/\" data-type=\"page\" data-id=\"476\">3°</a>) ed un reggimento di guastatori paracadutisti (<a href=\"https://brigatafolgore.net/8-reggimento-genio-guastatori-paracadutisti-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"354\">8°</a>).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":2644,\"width\":\"500px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/folgore-bandiere.jpg\" alt=\"La Brigata Paracadutisti Folgore oggi - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-2644\" style=\"width:500px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il 23 ottobre di ogni anno, o in prossimità di tale data, si festeggia la festa della specialità con la sfilata dei reparti e delle bandiere di guerra della gloriosa Brigata</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La pedina blindata è composta dallo storico Reggimento \"Savoia Cavalleria\" (3º), tra le più antiche e gloriose unità dell'Arma di Cavalleria dell'Esercito Italiano, con uno squadrone blindo e tre squadroni esploranti paracadutisti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A dar manforte a questi reparti, vi è un reggimento guastatori Paracadutisti (8°) in grado di dare supporto in qualsasi scenario.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I tre reggimenti di arma base, pur essendo classificati come forze di fanteria convenzionali, svolgono spesso addestramento ed operazioni che in eserciti di altri paesi avrebbero connotazioni da forze speciali. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Vi sono inoltre il 184º Reparto comando e supporti tattici \"Nembo\", il <a href=\"https://brigatafolgore.net/reggimento-logistico-paracadutisti-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"9894\">Reggimento Logistico Paracadutisti Folgore</a> e il <a href=\"https://brigatafolgore.net/centro-addestramento-di-paracadutismo/\" data-type=\"page\" data-id=\"487\">Centro addestramento paracadutismo</a> di Pisa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 23 ottobre si festeggia l'anniversario della <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-battaglia-di-el-alamein/\" data-type=\"page\" data-id=\"309\">battaglia di El Alamein (1942)</a>, mentre il patrono è <span class=\"mw-redirect\"><a href=\"https://brigatafolgore.net/larcangelo-san-michele-il-santo-protettore-dei-paracadutisti/\" data-type=\"page\" data-id=\"319\">San Michele Arcangelo</a></span> (29 settembre).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Gli esploratori Paracadutisti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>All'interno della compagnia di supporto alla manovra, abbiamo un plotone esplorante che rappresenta la punta di diamante di ogni reparto:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":9848,\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/03/esploratori-paraca.jpg\" alt=\"La Brigata Paracadutisti Folgore oggi - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-9848\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Infiltrazione di esploratori Paracadutisti della Brigata Folgore durante l'esercitazione Mangusta 2021 - Copyright Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>183° Rgt. par. Nembo: 12^ Compagnia di supporto alla manovra \"LEOPARDI\"</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>186° Rgt. par. Folgore:  11^ Compagnia di supporto alla manovra \"PESTE\"</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li> 187° Rgt. par. Folgore: 10^ Compagnia di supporto alla manovra \"DRAGHI\"</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il corso esploratori si svolge presso il <a href=\"https://brigatafolgore.net/9-reggimento-col-moschin-la-punta-di-diamante/\" data-type=\"page\" data-id=\"325\">9° Reggimento d'Assalto Paracadutisti \"Col Moschin\"</a> e vi accedono i migliori Paracadutisti di ogni Reggimento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il plotone esplorante è strutturato con competenza specifiche, incorporando tiratori scelti, nuclei JTAC (Joint Terminal Attack Control) e squadre esplorative. È addestrato ad eseguire lanci mediante tecniche di caduta libera HALO (High Altitude Low Opening), oltre ai tradizionali lanci con fune di vincolo, dimostrando così un'ampia gamma di capacità e versatilità operative.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 1° Squadrone Esploratori Paracadutisti del Savoia Cavalleria, al pari del plotone esploranti dei reggimenti di manovra, è un'unità di coronamento alle Operazioni Speciali (COS) con capacità di inserzione ad alta quota nella quale il <strong>COFS</strong> (<a href=\"https://brigatafolgore.net/comando-interforze-per-le-operazioni-delle-forze-speciali-c-o-f-s/\" data-type=\"page\" data-id=\"10415\">Comando interforze per le operazioni delle forze speciali</a>), In mancanza anche parziale di forze per operazioni speciali, si può avvalere nella pianificazione delle missioni delle forze speciali, come unità esplorante.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La struttura attuale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":2813,\"align\":\"center\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/struttura-folgore-2023-high.jpg\" alt=\"La Brigata Paracadutisti Folgore oggi - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-2813\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-come-si-entra-nella-folgore\">Come si entra nella Folgore?</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":2650,\"width\":\"500px\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/folgore-mangusta2-1.jpg\" alt=\"La Brigata Paracadutisti Folgore oggi - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-2650\" style=\"width:500px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Un tiratore scelto della Folgore durante l'esercitazione Mangusta 2023 - <a href=\"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/mangusta_2023.aspx\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Copyright Esercito Italiano</a></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nella Folgore entrano Ufficiali, Sottufficiali e Volontari di Truppa. Questi ultimi anche non in servizio permanente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Bisognerà far richiesta nelle rispettive scuole, dopodichè sarà necessario superare delle prove fisiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una volta assegnati ai reparti Paracadutisti, in base all'incarico, potreste essere mandati in una scuola di specializzazione o direttamente al reparto. Dipenderà dal tipo di incarico che vi verrà assegnato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il brevetto da Paracadutista potrà essere conseguito durante la permanenza presso la scuola di categoria (nel caso di ufficiali e sottufficiali) o nel primo periodo di permanenza presso il reparto (nel caso del volontari di truppa).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Arrivati al reggimento stringeti i denti, il mondo vi sembrerà capovolto...<span style=\"color: #000000;\"><strong><u>SIENTE ENTRATI NELLA FOLGORE</u></strong></span> e da questo momento ogni vostro gesto, comportamento, azione, sarà la continuazione di una <a href=\"https://brigatafolgore.net/storia-della-folgore/\">Gloriosa storia nata agli inizi degli anni '40</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><span style=\"font-size: revert; color: var(--ast-global-color-3); background-color: var(--ast-global-color-5);\">Occorre ricordare a tutti gli aspiranti Paracadutisti che non esiste un reggimento \"facile\" nella Folgore. La permanenza all'interno dei Battaglioni ove sono presenti le compagnie operative è fortemente collegata al comportamente del Paracadutista nel tempo.</span></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":2649,\"width\":\"500px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/br_folgore_home-1.jpg\" alt=\"La Brigata Paracadutisti Folgore oggi - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-2649\" style=\"width:500px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il lancio come metodo di infiltrazione dietro le linee nemiche è la ragion d'essere del paracadutista militare - <a href=\"https://www.esercito.difesa.it/organizzazione/capo-di-sme/Comando-Forze-Operative-Nord/Brigata-Paracadutisti-Folgore\" data-type=\"link\" data-id=\"https://www.esercito.difesa.it/organizzazione/capo-di-sme/Comando-Forze-Operative-Nord/Brigata-Paracadutisti-Folgore\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Copyright Esercito Italiano</a></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'addestramento è di altissimo livello. I Paracadutisti svolgono negli anni corsi esploranti, sniper, pattugliamento, roccia, etc..</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Chi <em>non regge il passo</em> viene spedito fuori dal battaglione o addirittura trasferito di reparto o, nella peggiore delle ipotesi, fatto uscire dalla Brigata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un ultima informazione: tranne rarissimi casi di personale mandato a svolgere incarichi logistici, va sottolineato che nella Folgore si entra solamente su specifica richiesta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Non si viene mandati nella Folgore.</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Vi troverete quindi a svolgere addestramento ed operazioni insieme a personale fortemente motivato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2023/12/folgore.jpg","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2023-12-08 17:34:04"}
{"id":4760,"titolo":"Intervista a Gianfranco Paglia","contenuto_html":"<!-- wp:image {\"id\":3737,\"width\":\"350px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img title=\"Intervista a Gianfranco Paglia - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/paglia-mogadiscio.jpg\" alt=\"Intervista a Gianfranco Paglia - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-3737\" style=\"width:350px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Gianfranco Paglia a Mogadiscio pochi giorni prima della battaglia del pastificio</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Intervista del 1999, Tratta da RAIDS, di Giampiero Cannella</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Chi non dimenticherà il <a href=\"https://brigatafolgore.net/2-luglio-1993-la-battaglia-del-check-point-pasta/\" data-type=\"page\" data-id=\"310\">2 luglio del 1993</a> è Gianfranco Paglia. Sottotenente della Folgore, <a href=\"https://brigatafolgore.net/186-reggimento-paracadutisti-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"351\">186° Reggimento Paracadutisti</a>, a soli 23 anni, quel giorno fu protagonista di almeno due azioni. I suoi commilitoni erano in pericolo e lui non esitò un attimo a lanciarsi nella mischia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per il suo comportamento in battaglia è stato insignito della <strong>Medaglia d'Oro al Valor Militare</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tre pallottole somale lo ferirono gravemente: Al polso, al polmone, alla colonna vertebrale. È stato in bilico tra la vita e la morte, ce l'ha fatta anche se le lesioni al midollo spinale hanno lasciato il segno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ma non ha abbandonato la carriera militare. Adesso è in forza alla brigata GARIBALDI, di stanza a Caserta, si occupa della pianificazione di operazioni ed esercitazioni; durante il tempo libero è impegnato nel volontariato presso una comunità per il recupero dei tossicodipendenti. Combatte per riconquistare la posizione eretta. Sotto gli occhi della sorellina Manuela, che non lo lascia un attimo, risponde volentieri alle nostre domande.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>- Che cosa accadde quel giorno a Mogadiscio?</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>\"Era un rastrellamento come tanti, cercavamo i depositi clandestini di armi, all'improvviso è successo di tutto. Prima sono apparsi le donne e i bambini che ci insultavano e lanciavano i sassi, l'imboscata dei miliziani.\"</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>- Ve lo aspettavate?</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>\"No. Certo sapevamo che correvamo dei rischi. Imporre la pace a due fazioni che si sparano non è facile né indolore; ma in ambito UNOSOM eravamo il contingente più apprezzato. Diciamo che eravamo i più \"diplomatici\", i più umani. I rapporti con i somali erano ottimi, date le condizioni. Gli italiani erano, in teoria, quelli che meno avevano da temere. Il nostro comportamento era sempre stato corretto, all'insegna del \"severi ma giusti\".<br><strong><br>&nbsp;- Come sei stato coinvolto nello scontro?</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>\"Noi del Raggruppamento BRAVO avevamo finito il nostro lavoro ed eravamo già vicini a Balad. Ci hanno chiamato via radio per dirci che c'erano dei problemi a PASTA. Abbiamo invertito la marcia e siamo tornati indietro, fino al posto di blocco. Qui abbiamo trovato l'inferno.\"</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>&nbsp; - Siete arrivati nel mezzo della battaglia…</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>\"Si, vi erano barricate da tutte le parti. La Via Imperiale era interrotta e i somali ci sparavano addosso. Siamo scesi dai mezzi per rimuovere gli ostacoli e utilizzare meglio le armi individuali. Poi la tragedia. Un razzo controcampo ha colpito il VCC che precedeva il mio, uccidendo Pasquale Baccaro e ferendo gravemente Giampiero e Massimiliano (Monti e Zaniolo, Ndr). Allora siamo intervenuti per tirarli fuori dal blindato e proteggerli dall'attacco dei somali.\"</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>- Il tutto è avvenuto sotto il fuoco nemico?</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>\"Sì.\"</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>- Come avete reagito?</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>\"C'erano molti militari di leva e in ogni caso, era una situazione mai verificatasi prima, se non in esercitazione... Era il \"battesimo del fuoco\" per tutti noi. È stata una esperienza che non dimenticherò facilmente. I feriti appena usciti dal VCC erano sotto choc. Subire l'esplosione di una granata c/c, in uno spazio ristretto come quello, non è uno scherzo. Non è facile reagire in quelle condizioni. Non tutti hanno la stessa presenza di spirito, è umano. Nei film o in esercitazione è tutto diverso. Essere sotto il fuoco nemico o sparare contro bersagli reali non è come colpire una sagoma. Comunque, complessivamente hanno operato tutti molto bene. Io ho avuto la medaglia d'Oro, ma sono tanti quelli che meriterebbero un riconoscimento maggiore.\"</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>- Ad esempio?</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>\"Il Tenente Romeo Carbonetti non ha esitato a rischiare la sua vita per proteggere gli altri. Ha piazzato il suo VCC ad un incrocio stradale, a pochi passi da me e dal mezzo colpito. Era allo scoperto ma quella posizione gli garantiva un'ottima visuale. Ha fatto fuoco con la mitragliatrice impedendo ai miliziani di avvicinarsi. Giovanni Bozzini poi, era sul mezzo di Baccaro, è rimasto li a sparare, ho soccorso Giampiero che perdeva molto sangue. Cito soltanto loro, ma idealmente mi riferisco a tutti quanti.\"</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>- Poi cosa è successo?</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>\"Abbiamo rimesso in moto il VCC colpito, ci siamo disimpegnati e siamo andati a FERRO, per portare i feriti al sicuro. Da lì abbiamo deciso di tornare in zona d'operazione.\"</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>&nbsp; - Deciso autonomamente?</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>\"Già. Sai, ci sono cose che fai senza pensarci su due volte. La mia compagnia era ancora sotto il tiro dei ribelli, lì c'erano i miei commilitoni, il mio capitano… Non pensi a te stesso, sei troppo coinvolto. Se credi in quello che fai, nei valori che stanno alla base della tua missione, non hai esitazioni. Ti sei addestrato mille volte per fare certe cose, è automatico.\"</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>- Allora?</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>\"Abbiamo organizzato una colonna, tre VCC e un Centauro. Con noi c'erano due mezzi del Tuscanica. Ci siamo trovati di fronte all'ennesimo ostacolo, una barricata. Ancora una volta sotto il fuoco nemico. Siamo riusciti a superare la barriera eretta dai miliziani, mentre coordinavamo l'operazione siamo stati colpiti, sia io che Millevoi.\"</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>- Contemporaneamente?</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>\"Questo non lo ricordo. Ricordo di aver visto Andrea Millevoi sporgersi dalla torretta per dirigere meglio l'operazione; mi sono spinto fuori anche io, poi sono giunti altri colpi di kalashnikov. Mi sono accasciato dentro al VCC. Il mio pilota e l'equipaggi sono stati bravissimi. Sono riusciti a portarmi in tempo record a FERRO. Da lì un elicottero italiano mi ha trasferito all'ospedale militare statunitense. I medici pensavano che non ce l'avrei fatta, e , invece ho avuto una reazione inaspettata e oggi sono qui.\"<br><strong><br>- Ripensando a quei momenti, alle conseguenze, ti sei mai detto \"chi me lo ha fatto fare?\"</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>\"Mai. Mi sono arruolato volontario nella FOLGORE, e sapevo cosa significava. Sono andato in Somalia sempre da volontario. Ho fatto quello che ritenevo giusto. È stata una esperienza di vita incredibile, la nostra presenza lì è stata vitale per tanta gente. Eravamo in missione umanitaria e abbiamo dato veramente la speranza a chi l'aveva perduta. Gli italiani hanno distribuito cibo, curato malati - che altrimenti sarebbero morti - costruito scuole. Altro che torture.\"</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>- Già il \"Somaliagate\". Le due commissioni d'inchiesta hanno assolto i generali Loi e Fiore. Era tutta una bufala?</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>\"Fortunatamente è stata ristabilita la verità. Qualcuno ha voluto speculare montando una vicenda inverosimile. Torture, violenze, maltrattamenti. I militari dell'Operazione IBIS si sono comportati sempre con grande correttezza. Eravamo truppe di pace ma praticamente in zona di guerra. Abbiamo sempre rispettato le regole d'ingaggio e le prescrizioni delle Nazioni Unite. Il castello di accuse, infatti, non ha retto a un'indagine approfondita. \"</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>- Dopo la Somalia, la Bosnia…</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>\"Anche quella è stata una avventura indimenticabile. Devo ringraziare il comandante della GARIBALDI, il Generale Del Vecchio, che mi ha dato la possibilità di andare a Sarajevo nel periodo delle elezioni. Ho riassaporato il gusto della vita \"operativa\". I soldati italiani stanno facendo un ottimo lavoro e nella capitale bosniaca ho assistito anche a un evento di grande significato.&nbsp; La voglia di pace si è manifestata in occasione del concerto degli U2, con ragazzi provenienti da tutta l'ex Jugoslavia. La forza di pace italiana sta lavorando molto bene, nonostante in patria siano spesso attaccati dai ingiustamente dai troppi che non li hanno mai amati. Per questo è giusto che l'Italia non si dimentichi di chi si è sacrificato e si sacrifica per degli ideali, per una bandiera, facendo fino in fondo il lavoro assegnato. Anche per questo i caduti delle missioni IBIS e quelli nella ex Jugoslavia non possono essere dimenticati dal Paese per il quale sono morti.\"</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-medaglia-d-oro-al-valor-militare-a-gianfranco-paglia\">Medaglia d'oro al valor militare a Gianfranco Paglia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Comandante di plotone paracadutisti, inquadrato nel contingente italiano inviato in Somalia nell'ambito dell'operazione umanitaria voluta dalle Nazioni Unite, partecipava con il 183º Reggimento paracadutisti \"Nembo\" al rastrellamento di un quartiere di Mogadiscio. Nel corso dei successivi combattimenti, proditoriamente provocati dai miliziani somali, con perizia ed intelligenza concorreva con le forze alle sue dipendenze allo sganciamento di alcuni carri rimasti intrappolati nell'abitato. Dopo aver sgomberato con il proprio veicolo corazzato alcuni militari feriti, di propria iniziativa si riportava nella zona del combattimento e, incurante dell'incessante fuoco nemico, coordinava l'azione dei propri uomini, contrastando con l'armamento di bordo l'attacco nemico. Per conferire più efficacia alla sua azione di fuoco si sporgeva con l'intero busto fuori dal mezzo esponendosi al tiro dei cecchini che lo colpivano ripetutamente. Soccorso e trasferito presso una struttura sanitaria di Mogadiscio, reagiva con sereno e virile comportamento alla notizia che le lesioni riportate gli avevano procurato menomazioni permanenti. Chiarissimo esempio di altruismo, coraggio, altissimo senso del dovere e saldezza d'animo</p>\n<!-- /wp:paragraph --><cite>Mogadiscio, 2 luglio 1993</cite></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>&nbsp;</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2024/01/paglia-mogadiscio.jpg","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2023-12-08 17:34:04"}
{"id":330,"titolo":"Italcon Libano 2, 1982-84","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La prima volta non si scorda mai. Ed è stato con l'<strong>operazione Libano 2</strong> della missione <strong>Italcon</strong>, il primo grande impiego della Folgore dal dopoguerra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Inizia per la Brigata nel settembre del <strong>1982 </strong>un'operazione in un paese nel quale, per lunghi anni, molte fazioni di differente religione ed etnia si sono aspramente combattute. La Brigata Paracadutisti è presente, dal primo all 'ultimo giorno, con proprio personale e mezzi inquadrati nel Contingente della Forza Multinazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-contesto\">Il Contesto</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>6 giugno 1982</strong>, come risposta al tentativo di assassinio messo in atto da parte dell'organizzazione palesineres al-Fath contro l'ambasciatore israeliano nel Regno Unito Shlomo Argo, scatta la prima guerra del Libano, nota anche come <em>Operazione Pace in Galilea</em>, ove Forze di Difesa Israeliane (FDI) invasero il sud del Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":3394,\"width\":\"350px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/Bashir-Gemayel.jpg\" alt=\"Italcon Libano 2, 1982-84 - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-3394\" style=\"width:350px\" title=\"Italcon Libano 2, 1982-84 - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il 14 settembre 1982, nove giorni prima dell'investitura ufficiale, Gemayel cadde vittima di un attentato: è il detonatore che culminerà con l'eccidio di Sabra e Shatila</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un'altra ragione fornita da Israele per giustificare l'operazione fu che l'intervento era stato attuato per intervenire nella guerra civile libanese e controbattere l'influenza siriana in Libano e possibilmente consentire l'instaurazione di una stabile leadership della popolazione cristiana, che avrebbe rafforzato l'esercito regolare libanese, ripristinato la sicurezza e consentito di avviare relazioni diplomatiche con Israele.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel prosieguo del 1982, fu raggiunto un accordo e forze militari di pace statunitensi, francesi e italiane (Missione Italcon) garantirono ai sopravvissuti dell'OLP di trovare rifugio negli Stati arabi confinanti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Philip Habib, l'inviato del presidente degli USA Ronald Reagan in Libano, garantì all'OLP che i civili palestinesi nei campi profughi non sarebbero stati nuovamente armati. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le prime truppe sbarcarono nelle spiagge vicino a Beirut nell'<strong> agosto 1982</strong>. Gli italiani denominarono il loro intervento Missione Italcon, i francesi <em>Opération Diodon</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I parà del <strong>2e Régiment étranger de parachutistes della Legione straniera (2° REP)</strong> furono i primi ad entrare nella città, sbarcando nel porto da veicoli anfibi della Marine nationale per poi spostarsi nei sobborghi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>19 agosto 1982</strong>, il 2° REP, riuscì, su richiesta dei libanesi, a consentire la partenza del contingente palestinese, trincerato a Beirut, di fronte all'avanzata israeliana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Parte Italcon Libano 1</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>21 agosto 1982</strong> ebbe inizio l’evacuazione internazionale dei combattenti dell’OLP; contestualmente, per l’Italia prese avvio la missione <strong>Italcon “Libano 1”</strong>: il contingente partì a bordo delle navi da sbarco della Marina Militare <strong>Grado</strong> e <strong>Caorle</strong> e del traghetto del <strong>Lloyd Triestino</strong> “<strong>Buona Speranza</strong>”, noleggiato dal <strong>Ministero della Difesa</strong>, con scorta della fregata <strong>Perseo</strong>. Al comando del tenente colonnello <strong>Bruno Tosetti</strong>, il dispositivo terrestre era costituito dal <strong>2º battaglione bersaglieri “Governolo”</strong>, articolato su <strong>compagnia comando</strong>, <strong>due compagnie meccanizzate</strong>, <strong>plotone genio</strong> e <strong>plotone carabinieri</strong> proveniente dal <strong>3º Battaglione “Lombardia”</strong> , per un totale di <strong>519 uomini</strong> (40 ufficiali, 81 sottufficiali e 389 militari di truppa) con circa <strong>200 mezzi</strong> tra gommati e cingolati. In precedenza, la nave <strong>Caorle</strong> aveva provveduto all’evacuazione di civili dal Libano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>23 agosto 1982</strong>, l'ex capo delle falangi libanesi <em>Basir Gemanyel</em> diventa Presidente del Libano. L'evento sarà fortemente significativo per il proseguio, negli anni seguenti, della missione Italcon. SOlo tre giorni dopo, il <strong>26 agosto 1982</strong> attraccarono nel porto di Beirut le navi con il <strong>contingente italiano</strong>, che avviò subito le operazioni nel settore assegnato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":3386,\"width\":\"500px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/Lebanon82-12.jpg\" alt=\"Italcon Libano 2, 1982-84 - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-3386\" style=\"width:500px\" title=\"Italcon Libano 2, 1982-84 - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">19 agosto 1982: Paracadutisti francesci del 2° REP e Marines americani a Beirut proteggono l'evacuazione dei militanti dell'OLP</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'operazione internazionale dura una ventina di giorni, e il contingente si ritira insieme al resto della forza multinazionale il <strong>12 settembre</strong> seguente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ma il <strong>14 settembre 1982</strong> c'è l'evento che culminerà con nuovi scontri e massacti: il neo presidente eletto, Basir Gemanyel, viene assassinato con un attentato dinamitardo insieme a 26 dirigenti falangisti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E' in questo momento che le forze israeliane occupano Beirut Ovest.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>18 settembre 1982</strong>, le milizie cristiane libanesi, guidate da Elie Hobeik e alleate di Israele, compresi i Falangisti ed gruppi legati agli ex-presidenti libanesi Camille Shaʿmūn e Sulaymān Frānjiyye, massacrano 700 civili nei campi profughi di Sabra e Shatila a Beirut, in rappresaglia per la morte di Gemayel e per la strage di Damour del 1976 ove furono massacrati più di 500 civili cristiano-maroniti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anche in questo caso l’esercito israeliano non internieve per fermare l’uccisione dei civili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Venne quindi deciso il <strong>ritorno della Forza Multinazionale</strong> in Libano, composta da <strong>francesi, statunitensi e italiani</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La situazione è tesa ed estremamente complessa: l’Italia avvia <strong>Italcon “Libano 2”</strong>, che vedrà schierati i migliori reparti delle sue Forze Armate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-missione-italcon-libano-2\">La missione Italcon Libano 2</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La missione ebbe inizio il <strong>20 settembre 1982</strong> con la partenza delle navi da sbarco Grado e Caorle che trasportavano i blindati del Battaglione \"San Marco\" al comando del capitano di fregata Pierluigi Sambo, scortate dalla fregata Perseo, e dei traghetti Canguro Bianco, Buona Speranza partiti da Genova con a bordo i mezzi e la logistica e Staffetta Jonica partita da Cipro con a bordo il primo nucleo avanzato di Incursori del <a href=\"https://brigatafolgore.net/9-reggimento-col-moschin-la-punta-di-diamante/\" data-type=\"page\" data-id=\"325\">9° Btg. Col Moschin</a> arrivati nell'isola con un ponte aereo Italia/Cipro dell'a 'Aeronautica Militare ed aerei civili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":428,\"width\":\"500px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2023/12/libano3.jpg\" alt=\"Italcon Libano 2, 1982-84 - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-428\" style=\"width:500px\" title=\"Italcon Libano 2, 1982-84 - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Uno dei compiti più difficili in Libano per i soldati italiani: la messa in sicurezza delle strade disattivando le mine anti uomo.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Quando la situazione sul terreno peggiorò si aggiunsero, inoltre, a supporto del contingente a rotazione, le unità della Marina Militare dotate di cannoni con calibro 127/38: Intrepido, che fu la prima a giungere in supporto il <strong>12 maggio 1983</strong>, e quelle dotate di cannoni con il calibro 127/54: Ardito, Audace, Perseo, Lupo, Sagittario e Orsa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una missione estremamente impegnativa sotto ogni aspetto. Per la Folgore quindi, anche un vero e proprio test sul campo. Non si trattava più di addestramento, ma di un impegno, per quanto umanitario, militare e su una zona di guerra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I compiti sono impegnativi: garantire la sicurezza nella zona dall’aeroporto al centro della capitale, in una fascia periferica dove con una forte presenza di campi profughi palestinesi, tra i quali quelli tristemente noti per i massacri che vi furono compiuti, di Sabra e Chatila, scorte a personale politico, civile, militare locale ed estero e, cosa più difficile, proteggersi dagli aggressori. Combattere in pratica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il contingente italiano, inizialmente di un migliaio di uomini, al comando del Colonnello Paracadutista Franco Angioni, il <strong>24 settembre 1982</strong> arrivò in Libano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I rapporti con la popolazione locale e le diverse parti in lotta vennero inoltre enormemente facilitati dalla costruzione di un ospedale da campo nei pressi dell'aeroporto di Beirut, dove tutti i feriti di qualunque fazione e i civili venivano curati. Nei mesi successivi Angioni fu promosso Generale di brigata e il contingente raggiunse un organico di 2.300 unità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si avvicendarono il <strong>1° Battaglione Carabinieri Paracadutisti “Tuscania”</strong>, il <strong>2° Battaglione Paracadutisti “Tarquinia”</strong> e il <strong>5° Battaglione Paracadutisti “El Alamein”</strong> nel seguente modo:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Settembre 1982 – marzo 1983:</strong> 1° Battaglione Carabinieri Paracadutisti “Tuscania”</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Marzo 1983 – luglio 1983:</strong> 2° Battaglione Paracadutisti “Tarquinia”</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Luglio 1983 – novembre 1983:</strong> 5° Battaglione Paracadutisti “El Alamein”</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Novembre 1983 – febbraio 1984:</strong> 1° Battaglione Carabinieri Paracadutisti “Tuscania”</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Va inoltre evidenziato il rilevante coinvolgimento dell’<strong>Arma dei Carabinieri</strong> nell'insieme: oltre alle unità paracadutiste del “Tuscania” , operò un Plotone di Polizia Militare (proveniente dal <strong>3° Battaglione “Lombardia”</strong>) sia in in <strong>Italcon I</strong> che in <strong>Italcon II</strong>, con funzioni di <strong>polizia giudiziaria militare e comune</strong>, attività di <strong>prevenzione</strong> — e, quando necessario, di <strong>repressione</strong> — dei reati connessi allo <strong>spaccio di stupefacenti</strong> (Beirut era uno dei principali hub regionali del narcotraffico; l’opera dell’Arma fu preziosa per acquisire informazioni e contrastare il fenomeno), <strong>infortunistica stradale</strong>, <strong>scorte</strong> ad autocolonne e a personalità, <strong>vigilanza</strong> di sedi e installazioni e <strong>pattugliamenti</strong> di collegamento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La consistenza dell’Arma si mantenne mediamente intorno alle <strong>160 unità</strong> (con punte fino a <strong>274</strong>), con avvicendamenti di <strong>6 mesi</strong> per i comandi di battaglione e di <strong>4 mesi</strong> per il restante personale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-1983-l-anno-piu-duro\">1983, l'anno più duro</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":3417,\"width\":\"500px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/angioni-beirut-pertini-haoui.jpg\" alt=\"Italcon Libano 2, 1982-84 - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-3417\" style=\"width:500px\" title=\"Italcon Libano 2, 1982-84 - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Comandante della mssione, Gen. Angioni, con il Presidente Sandro Pertini, quì con il piccolo Mustapha Haoui, in visita al contingente Italiano a Beirut.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>15 marzo 1983</strong> alle 21.00 una pattuglia del Battaglione \"San Marco\" cadde in una imboscata nei pressi del campo di Sabra, e quattro uomini rimasero feriti, di cui uno gravemente. Quella stessa notte il generale Angioni decise di uscire con gli incursori del Col Moschin per intercettare gli assalitori, che ancora non avevano lasciato la zona.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al contatto col nemico iniziò un violentissimo scontro a fuoco, nel quale i libanesi si batterono con armamento più pesante e armi controcarro. Nel combattimento tre incursori rimasero feriti (uno perso una gamba) e si decise di sospendere l'azione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>15 marzo 1983</strong> un mezzo italiano mentre si trovava in azione di pattugliamento notturno sulla via dell'aeroporto nei pressi del campo profughi palestinese di Burj el-Barajneh, a Beirut, cadde in un'imboscata e fu attaccato con raffiche di mitra e lancio di bombe. Il militare italiano Filippo Montesi, marò del San Marco, venne colpito alla schiena e muore in Italiana il <strong>22 marzo 1983</strong> a seguito delle ferite riportate. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’apice della tensione comunque è raggiunto tra fine <strong>agosto e settembre 1983</strong>: il <strong>22 settembre 1983</strong>, un bombardamento di artiglierie druse diretto ai quartieri cristiani, colpì un deposito munizioni del 5° Bataglione Par. \"El Alamein\" distruggendolo e ferendo tre Paracadutisti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-metodo-angioni-un-modello-per-il-futuro\">Il metodo Angioni: un modello per il futuro</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'intervento in Libano, durante il quale sia il contingente americano sia quello francese subirono gravissime perdite in seguito a due attentati (Il <strong>23 ottobre 1983</strong> un duplice attentato dinamitardo alle basi della forza multinazionale causò la morte di 241 marines statunitensi e 56 soldati francesi), fu grazie al Gen. Franco Angioni un modello cui si riferirono anche le successive missioni italiane all'estero, tra cui <a href=\"https://brigatafolgore.net/somalia-storia-e-contesto/\" data-type=\"page\" data-id=\"356\">la Somalia (1992-1993)</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'approccio del Generale, infatti, fu quello di spingere i propri soldati a conoscere la cultura locale, sulla quale distribuì a tutti dei libri. Questo permise agli italiani di comprendere le ragioni delle parti e proporsi come forza di interposizione, piuttosto che come l'ennesimo contingente straniero in terra libanese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I rapporti con la popolazione locale e le diverse parti in lotta vennero inoltre enormemente facilitati dalla costruzione di un ospedale da campo nei pressi dell'aeroporto di Beirut, dove tutti i feriti di qualunque fazione venivano curati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:verse -->\n<pre class=\"wp-block-verse\">Un caso paradigmatico del livello di interazione raggiunto è la storia del piccolo Mustapha Haoui, curato nell'ospedale da campo italiano, che divenne in seguito la mascotte del contingente, emigrò poi in Italia ed è divenuto tecnico di laboratorio presso l'Istituto Regina Elena di Roma.</pre>\n<!-- /wp:verse -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":3372,\"width\":\"500px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/paolo_nespoli-oriana-fallacci.jpg\" alt=\"Italcon Libano 2, 1982-84 - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-3372\" style=\"width:500px\" title=\"Italcon Libano 2, 1982-84 - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La giornalista e scrittrice Oriana Fallacci in Libano con i militari italiani, tra cui alcuni Paracadutisti. Alla sua sinistra possiamo notare un giovane Incursore del 9° Col Moschin: si tratta di Paolo Nespoli, futuro astronauta dell'ESA.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La fine della missione venne avviata l'<strong>11 febbraio 1984</strong> con il trasferimento a Cipro dei civili italiani da parte della nave Caorle.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p> Fal 20 febbraio rientra inoltre la squadra navale al comando dell'ammiraglio Giasone Piccioni, costituita da Vittorio Veneto, Doria, Ardito, Audace, Orsa, Perseo, Sagittario, Stromboli, Caorle, a protezione dei traghetti civili Anglia e Jolly Arancione e delle motonavi Appia e Tiepolo, con le navi Doria, Sagittario e Caorle che resteranno in Libano ancora per poco tempo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La missione terminò il <strong>6 marzo 1984</strong>, quando rientrò l'ultima compagnia carabinieri paracadutisti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Filippo Montesi, Marò di leva, 3°/82, del battaglione \"San Marco\" della Marina Militare, deceduto il 15 marzo 1983, fu l'unico militare italiano a cadere durante la missione ITALCON \"Libano 2\". </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In quella missione si sono avuti inoltre 75 feriti da parte italiana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-insciallah\">Insciallah</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dall'esperienza giornalistica in Libano con le truppe Italiane, la scrittriche Oriana Fallaci pubblica nel 1990 il famoso romanzo \"Inshallah\". Ambientato ai tempi della guerra civile in Libano negli anni ottanta durante l'intervento delle forze internazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Proprio attraverso le vicende personali e comuni dei componenti il contingente italiano nei tre mesi che intercorsero tra gli attentati di Beirut e il ritorno in patria della forza italiana, la Fallaci descrive un complesso retroscena che diventa uno spaccato della società italiana e fasi di scontri armati in cui prevalgono sequenze più dinamiche. Il titolo fa riferimento all'invocazione araba Inshallah \"Se Dio vuole\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-organizzazione-e-reparti-impiegati\">Organizzazione e reparti impiegati</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Comandante e Comando</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Compagnia Comando e Trasmissioni</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Compagnia incursori del 9º Btg. d’assalto par. “Col Moschin”</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Un battaglione paracadutisti</strong> (rotazioni tra <strong>1º Btg. CC.par. “Tuscania”</strong>, <strong>2º Btg. par. “Tarquinia”</strong>, <strong>5º Btg. par. “El Alamein”</strong>, oltre a elementi del <strong>185º Gruppo Viterbo</strong>, del <strong>Reparto Comando e Trasmissioni</strong>, della <strong>Compagnia Pionieri</strong> e della <strong>Scuola Militare di Paracadutismo</strong>)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Un Battaglione “San Marco”</strong> della Marina Militare, con elementi del <strong>GOI</strong> del Comando Subacquei e Incursori</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Un Battaglione Bersaglieri</strong> (prima <strong>“Governolo”</strong>, poi <strong>“Bezzecca”</strong>, quindi il <strong>“Cernaia”</strong> di stanza a Pordenone)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Squadrone Cavalleggeri</strong> su autoblindo</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Plotone del Genio</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Battaglione Logistico</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Ospedale da Campo</strong>, con elementi della Sanità militare</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Plotone di Polizia Militare dell’Arma dei Carabinieri</strong> (proveniente dal <strong>3º Battaglione “Lombardia”</strong>)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Mezzi:</strong> 97 veicoli corazzati da combattimento, 6 autoblindo, 125 autovetture, 186 autocarri, 89 rimorchi, 8 autoambulanze.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-caduti\">Caduti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":3431,\"width\":\"350px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/filippo-montesi.jpg\" alt=\"Italcon Libano 2, 1982-84 - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-3431\" style=\"width:350px\" title=\"Italcon Libano 2, 1982-84 - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Sottocapo Fuciliere Filippo Montesi, gravemente ferito a Beriut morì una settimana dopo per la gravità delle lesioni.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Sottocapo Fuciliere <strong>Filippo Montesi</strong> del <strong>Battaglione San Marco</strong>, scaglione di leva 3°/82, nato Fano l'11 maggio 1963 e deceduto a Roma al policlinico Umberto I° il 22 marzo 1983, fu l'unico militare a cadere durante la missione ITALCON.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>15 marzo 1983</strong>, venne colpito da raffiche di mitra alla schiena durante un'imboscata mentre si trovava in azione di pattugliamento notturno sulla via dell'aeroporto di Beirut, nei pressi del campo profughi palestinese di Burj El Barajneh.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Morì il <strong>22 marzo 1983</strong> a seguito delle ferite riportate, a nemmeno vent’anni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A Fano, la sua città, e soprattutto nel quartiere Sant'Orso dove risiedeva, alla memoria di Filippo sono state dedicate:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Via F. Montesi</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Scuola Primaria F. Montesi</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Campo sportivo F. Montesi</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A Barile, paese della provincia di Potenza:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Piazza Filippo Montesi</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Porta il suo nome anche il locale gruppo di Fano dell'Associazione Nazionale Marinai d'Italia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-croce-di-guerra-al-valor-militare\">Croce di guerra al valor militare</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Militare del contingente di pace nel Libano, in servizio di pattugliamento notturno, veniva attaccato con raffiche di mitra e lancio di bombe. Ferito gravemente in più parti, dando prova di abnegazione, incitava i commilitoni a reagire, invitandoli a non curarsi di lui.</p>\n<!-- /wp:paragraph --><cite>Beirut (Libano), 15 marzo 1983</cite></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2023/12/libano3.jpg","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2023-12-08 17:34:06"}
{"id":332,"titolo":"Vespri Siciliani, Sicilia 1992","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel <strong>1992</strong> tre gloriosi reparti della Brigata Paracadutisti Folgore, il 185° Artiglieria, 186 e 187° vengono ricostituiti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E' quindi un anno importante il <strong>1992</strong>, un anno durante il quale ha inizio l’operazione <strong>“Vespri Siciliani”</strong> che registra l’arrivo in Sicilia dei Paracadutisti Italiani con il fine di concorrere alla salvaguardia dello Stato, dopo gli <strong>attentati ai giudici Falcone e Borsellino</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-contesto\">Il contesto</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La presenza dell'esercito in Sicilia fu resa necessaria in appoggio alle normali forze di polizia dopo la tragica serie di eventi che insanguinarono l'isola nel <strong>1992</strong>, come l'attentato mafioso che aveva provocato la morte del giudice Giovanni Falcone, ucciso insieme con la sua scorta nell'attentato del <strong>23 maggio</strong> denominato strage di Capaci. Circa due mesi dopo fu seguito da un altro attentato dinamitardo, che provocò la morte del giudice Paolo Borsellino e della sua scorta avvenuto il <strong>19 luglio</strong>, conosciuto come strage di via d'Amelio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":3445,\"width\":\"500px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img title=\"Vespri Siciliani, Sicilia 1992 - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/strage-capaci1.jpg\" alt=\"Vespri Siciliani, Sicilia 1992 - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-3445\" style=\"width:500px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il 23 maggio del 1992 la strage di Capaci, il 19 luglio via d'Amelio. La risposta dello Stato sarà imponente: Il 14 agosto operavano in Sicilia oltre 8.000 militari.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un parziale tentativo di impiego di militari con compiti di ordine pubblico fu attuato qualche giorno prima, per un breve periodo in Sardegna con l'operazione denominata \"Forza Paris\" (<strong>luglio 1992</strong>), in occasione del rapimento di Farouk Kassam, ma si era trattato più che altro di un addestramento a pattugliamenti e rastrellamenti in ambienti impervi, possibile rifugio dei fuorilegge.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'operazione Vespri Siciliani fu il primo intervento in grandi forze, per ragioni di ordine pubblico, effettuato dalle Forze Armate italiane nel dopoguerra, e fu anche il più consistente numericamente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si trattò del primo intervento in grandi forze, per ragioni di ordine pubblico, effettuato dalle Forze Armate italiane nel dopoguerra, e fu anche il più consistente numericamente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'invio dell'Esercito italiano venne deciso il 24 luglio 1992 dal consiglio dei ministri presieduto da Giuliano Amato, con il <strong>Decreto-legge \"Misure urgenti per contrastare la criminalità organizzata in Sicilia\" n. 349 del 25 luglio 1992</strong>, che autorizzava l'uso dei militari per operazioni di sicurezza e controllo del territorio e di prevenzione di delitti di criminalità organizzata, e conferiva al personale militare alcune funzioni proprie della qualifica di ufficiali e agenti di pubblica sicurezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il governo, dopo accesi dibattiti parlamentari, ebbe il via libera dal Parlamento e il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, Generale Goffredo Canino, concordò con il capo della Polizia, il prefetto Vincenzo Parisi, le modalità operative di intervento, tra cui il controllo delle postazioni fisse.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il coordinamento fu affidato ai singoli Comitati provinciali per l'ordine e la sicurezza, guidati dai prefetti, cui fu prevista la partecipazione di un ufficiale dell'Esercito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-operazione-militare\">L'operazione militare </h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":3451,\"width\":\"400px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright size-full is-resized\"><img title=\"Vespri Siciliani, Sicilia 1992 - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/vespri2-folgore_hd.jpg\" alt=\"Vespri Siciliani, Sicilia 1992 - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-3451\" style=\"width:400px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Per la Folgore una straordinaria occasione per dimostrare la propria efficienza e perizia operativa in territorio nazionale</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Domenica 26 luglio 1992, tarda mattinata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mentre tutta l'Italia va al mare, quattro aerei militari della 46ª Brigata Aerea , due C-130 e due G-222, attendono sulle cocenti piste dell'aeroporto di Pisa i Paracadutisti della Folgore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Da Siena e Livorno arrivano sui mezzi militari, mischiandosi con le auto e i camper dei vacanzieri all' assalto di Castiglioncello e Tirrenia i baschi amaranto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'aeroporto pullula di giornalisti. Da parte dei Paracadutisti, come vuole la tradizione, bocche cucite.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La partenza intorno alle tre di pomeriggio. Atterraggio a Punta Raisi un' ora dopo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si va a Palermo, ma non è una gita o un viaggio premio, è un'operazioni militare, con dei Paracadutisti militari equipaggianti e con armi da guerra, in terra Italiana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per la Folgore una straordinaria occasione per dimostrare la sua grandezza anche in territorio nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:verse -->\n<pre class=\"wp-block-verse\">Dal 26 luglio 1992 cinturazioni, appostamenti notturni, posti di controllo mobili, vigilanza a personalità di spicco, cooperazione costante con le forze dell’ordine sono garantite dal sacrificio di Ufficiali, Sottufficiali e Paracadutisti che, sottoponendosi a turni gravosi e continui, dimostrano un non comune senso del dovere.</pre>\n<!-- /wp:verse -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In sintesi, il contrasto alla criminalità organizzata aveva lo scopo di:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>limitare la libertà d’azione alle attività illecite</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>garantire una sicura e visibile presenza di forze dello Stato sul territorio</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>rastrellare zone extra-urbane</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>cinturare zone urbane per consentire interventi particolari delle Forze di Polizia</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>eseguire posti di blocco/controlli stradali</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>garantire la sicurezza di persone e strutture dell’apparato statale, potenziali obiettivi di minacce criminali</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>consentire alle Forze di Polizia di assolvere i compiti di prevenzione e repressione a carattere più specialistico</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":3444,\"width\":\"500px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img title=\"Vespri Siciliani, Sicilia 1992 - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/vespri1-folgore.jpg\" alt=\"Vespri Siciliani, Sicilia 1992 - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-3444\" style=\"width:500px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Paracadutisti su Iveco VM90 armato di mitragliatrice MG 42/59 in ralla: non siamo in Libano ma a Palermo nell'operazione \"Vespri Sicialiani\"</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 14 agosto operavano in Sicilia oltre 8.000 militari, displocati nelle varie città.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A Palermo il compito più difficile e nel capoluogo della Sicilia lo Stato Maggiore impiega i soldati dal migliore affidamento: <strong>1.000 Paracadutisti della Brigata Folgore</strong> e 500 lancieri del 6º Gruppo Squadroni Lancieri di Aosta a Palermo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'operazione colpì duramente l'operatività di cosa nostra e contribuì all'arresto di numerosi boss.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'Operazione Vespri Siciliani è un successo assoluto, i militari effettuarono o parteciparono a:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>1.647 rastrellamenti</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>21.512 attività di pattugliamento</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>39.014 posti di blocco stradali</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>62.847 controlli di edifici</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>665.407 controlli agli automezzi</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>813.439 persone identificate</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>786 attività di cinturazione di obiettivi</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>1.225 persone consegnate alle Autorità di P.S.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>168 armi e 3.113 kg di esplosivo sequestrati</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si arriva al dicembre del 1992, i reggimenti Paracadutisti sono ancora in Sicilia, ma il corno d'Africa chiama: si viene avvicendati al fine di permetterne l’invio in <a href=\"https://brigatafolgore.net/somalia-storia-e-contesto/\" data-type=\"page\" data-id=\"356\">Somalia</a>, terra martoriata dalla guerra civile e dalla carestia. Quella che sarà la storica <a href=\"https://brigatafolgore.net/loperazione-ibis/\" data-type=\"page\" data-id=\"360\">operazioni IBIS</a> è alle porte.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2023/12/vespri-siciliani.jpg","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2023-12-08 17:34:06"}
{"id":341,"titolo":"ISAF, Afghanistan 2001-2014: il contesto","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Forza Internazionale di Assistenza per la Sicurezza (in inglese: International Security Assistance Force, abbreviato: ISAF) è stata una missione della NATO, autorizzata dall'ONU, di supporto al governo dell'Afghanistan nella guerra contro i Talebani e al-Qaida dopo il rovesciamento dell'Emirato islamico dell'Afghanistan.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":3850,\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright\"><img title=\"ISAF, Afghanistan 2001-2014: il contesto - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/isaf.png\" alt=\"ISAF, Afghanistan 2001-2014: il contesto - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-3850\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Era composta da una forza internazionale che impiegava circa 58.300 militari provenienti da una quarantina di nazioni. È stata costituita su mandato del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite il <strong>20 dicembre 2001</strong> con il compito di sorvegliare la capitale Kabul e la vicina base aerea di Bagram da Talebani, elementi di al-Qāʿida ed eserciti mercenari, e in particolar modo proteggere il governo transitorio guidato da Hamid Karzai.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante i primi due anni l'ISAF non operò oltre i confini della città di Kabul. L'incarico della sicurezza nel resto del territorio nazionale fu affidato al neocostituito Esercito Nazionale Afghano. Comunque il <strong>13 ottobre 2003</strong>, il Consiglio di Sicurezza votò per estendere il mandato dell'ISAF anche al resto dell'Afghanistan. In seguito il Primo Ministro canadese Jean Chrétien disse che le truppe canadesi (quasi la metà dell'intera forza) non sarebbero state impiegate al di fuori di Kabul. Il 24 ottobre il Bundestag approvò l'impiego delle truppe tedesche nella regione di Kunduz. Circa 230 soldati furono inviati nella regione, i primi dell'ISAF ad essere impiegati al di fuori di Kabul.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>28 dicembre 2014</strong>, dopo 13 anni di attività, termina la missione ISAF ed inizia la missione <a href=\"https://brigatafolgore.net/afghanistan-resolute-support-e-triste-epilogo/\" data-type=\"page\" data-id=\"4295\">Sostegno Risoluto (Resolute Support Mission</a>) in ambito NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-le-cause-scatenanti\">Le cause scatenanti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A partire dal maggio 1996, Osama bin Laden ed altri membri di al-Qāʿida si stabilirono in Afghanistan e strinsero rapporti di dialogo e collaborazione con il regime talebano del paese, all'interno del quale furono creati diversi campi di addestramento terroristici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In seguito agli attentati alle ambasciate statunitensi in Africa del 1998, gli USA lanciarono da alcuni sottomarini un attacco missilistico diretto a questi campi di addestramento, ma gli effetti di tale rappresaglia furono limitati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":3852,\"width\":\"400px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img title=\"ISAF, Afghanistan 2001-2014: il contesto - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/bush-2002.jpg\" alt=\"ISAF, Afghanistan 2001-2014: il contesto - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-3852\" style=\"width:400px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il discorso di George Bush un anno dopo l'attacco dell'11 settembre - <a href=\"https://www.ilfoglio.it/esteri/2022/09/10/news/il-discorso-di-george-w-bush-nel-primo-anniversario-dell-attacco-alle-torri-gemelle-4410515/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Copyright IL FOGLIO</a></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra il 1999 e il 2000, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite approvò due risoluzioni che stabilivano sanzioni economiche e armamenti all'Afghanistan per incoraggiare i Talebani a chiudere i campi di addestramento e a consegnare Bin Laden alle autorità internazionali per rispondere degli attentati del 1998. Gli attentati dell'11 settembre 2001 sancirono un inasprimento dei rapporti fra Stati Uniti e governo talebano. Nonostante inizialmente Osama Bin Laden avesse negato qualsiasi coinvolgimento, la \"tesi fondamentalista\" non fu mai messa in discussione, venne fatta propria dalla stampa ed avvalorata con successivi rapporti in sede di commissione congressuale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 20 settembre 2001, il Presidente degli Stati Uniti George W. Bush lanciò un ultimatum ai Talebani, in cui fece le seguenti richieste:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>consegnare tutti i leader di al-Qāʿida presenti in Afghanistan agli Stati Uniti;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>liberare tutti i prigionieri di nazioni straniere, inclusi i cittadini statunitensi;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>proteggere i giornalisti stranieri, i diplomatici e i volontari presenti in Afghanistan;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>chiudere i campi d'addestramento terroristici in Afghanistan e consegnare ciascun terrorista alle autorità competenti;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>garantire libero accesso agli Stati Uniti ai campi d'addestramento per poter verificare la loro chiusura.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I Talebani non risposero direttamente a Bush, ritenendo che iniziare un dialogo con un leader politico non musulmano sarebbe stato un insulto per l'Islam. Dunque, per mediazione della loro ambasciata in Pakistan, dichiararono di respingere l'ultimatum in quanto non vi era alcuna prova che legasse Bin Laden agli attentati dell'11 settembre. Il 22 settembre 2001 gli Emirati Arabi Uniti e l'Arabia Saudita decisero di non riconoscere il governo talebano in Afghanistan. Solo il Pakistan continuava a mantenere contatti diplomatici con il paese. Che il 4 ottobre 2001 avessero proposto in segreto al Pakistan la consegna di Bin Laden, e ne avessero proposto il processo in un tribunale internazionale, sottoposto però alle leggi della Shari'a. Si suppone che il Pakistan abbia rifiutato l'offerta. Verso metà ottobre del 2001, i membri moderati del regime talebano incontrarono gli ambasciatori statunitensi in Afganistan per trovare un modo di convincere il Mullah Omar a consegnare Bin Laden agli Stati Uniti. Bush bollò le offerte dei Talebani come \"false\" e le rifiutò. Il 7 ottobre, poco prima dell'inizio dell'invasione, i Talebani si dichiararono pubblicamente disposti a processare Bin Laden in Afghanistan, ma attraverso un tribunale \"islamico\". Gli USA rifiutarono anche questa offerta, giudicandola insufficiente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":4276,\"width\":\"500px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img title=\"ISAF, Afghanistan 2001-2014: il contesto - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/soldati-isaf.jpg\" alt=\"ISAF, Afghanistan 2001-2014: il contesto - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-4276\" style=\"width:500px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il terreno impervio dell'Afghanistan ha reso spesso difficili le operazioni via terra delle truppe ISAF</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Solo il 14 ottobre 2001, una settimana dopo lo scoppio della guerra i Talebani erano disponibili a consegnare Bin Laden ad un paese terzo, per un processo, ma solo se fossero state fornite prove del suo coinvolgimento dell'11 settembre 2001.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'atteggiamento della dirigenza statunitense di fronte alla prospettiva di una guerra, decisamente più \"interventista\" rispetto ad altre situazioni, così come la velocità del dispiegamento militare e l'immediato accordo raggiunto coi ribelli dell'Alleanza del Nord lasciavano supporre che gli USA avessero pianificato l'invasione dell'Afghanistan ben prima dell'11 settembre. È pur vero però che nessuna nazione nemica degli Stati Uniti era mai riuscita a portare a termine un attacco aereo di queste proporzioni sul suolo statunitense dall'attacco a Pearl Harbor e che l'opinione pubblica statunitense, colpita simbolicamente con un attacco nel cuore del suo paese, chiedeva una risposta militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 18 settembre 2001 Niaz Naik, ex-Ministro degli esteri pakistano, dichiarò che a metà luglio dello stesso anno venne informato da alcuni ufficiali superiori statunitensi che un'azione militare contro l'Afghanistan sarebbe iniziata nell'ottobre seguente. Naik dichiarò anche che, sulla base di quanto detto dagli ufficiali, gli Stati Uniti non avrebbero rinunciato al loro piano neppure nell'eventualità di una consegna immediata di Bin Laden da parte dei Talebani. Naik affermò anche che sia l'Uzbekistan sia la Russia avrebbero partecipato all'attacco, anche se in seguito ciò non si è verificato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite approvò due risoluzioni in merito all'attentato terroristico. La risoluzione n. 1368/2001, approvata all'indomani degli attentati dell'11 settembre 2001, qualificava il terrorismo come \"minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale\" (ex art. 39). Qualche giorno dopo, in una nuova seduta, il CdS approvava la risoluzione n. 1374/2001 con la quale rinnovava la condanna del terrorismo ed istituiva un Comitato ONU (il cosiddetto comitato CAT) che aveva lo scopo di imporre agli Stati misure atte a contrastare ogni forma di finanziamento al terrorismo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-comando\">Comando</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il comando dell'ISAF inizialmente era a rotazione semestrale fra le diverse nazioni partecipanti ma, a causa di seri problemi incontrati con questa modalità di gestione, l'11 agosto 2003 fu affidato a tempo indeterminato alle forze NATO. Questo fu il primo incarico fuori dall'Europa e dall'America del Nord. La NATO partecipò anche ai \"Provincial Reconstruction Teams\", cioè piccoli gruppi di circa 100 militari e operatori umanitari coinvolti in operazioni di ricostruzione nelle varie province afghane; l'Esercito Italiano era dislocato nella provincia di Herat.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lista dei comandanti&nbsp;dell'ISAF (COMISAF):</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>22 dicembre 2001: Generale John McColl, Regno Unito.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>18 giugno 2002: Generale Hilmi Akin Zorlu, Turchia.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>10 febbraio 2003: Generale Norbert Van Heyst, per la Germania e i Paesi Bassi. Il suo vice era il Generale di Brigata olandese Bertholee.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>11 agosto 2003: l'ISAF viene posta sotto il comando della NATO, con il generale tedesco Götz Gliemeroth come comandante, e il generale canadese Andrew Leslie come vice.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>9 febbraio 2004: Generale Rick Hillier, Canada, con il generale tedesco Werner Korte come suo vice.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>7 agosto 2004: Generale Jean-Louis Py, comandante degli Eurocorps, una forza multinazionale composta da unità provenienti da Francia, Germania, Spagna, Belgio e Lussemburgo.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>13 febbraio 2005: Generale Ethem Erdagi, Turchia.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>5 agosto 2005: Generale Mauro Del Vecchio, Italia. Nel 2005 l'Italia comanda 5 missioni multinazionali: in Afghanistan, in Bosnia ed Erzegovina, in Kosovo, in Albania e nella Striscia di Gaza (EUBAM).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>4 maggio 2006: Tenente Generale David Richards, Regno Unito</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>4 febbraio 2007: Il Generale Dan K. McNeill assume il comando sia delle forze statunitensi, sia quelle NATO.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>2 giugno 2008: Il Generale statunitense David D. McKiernan assume il comando delle forze NATO.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>20 maggio 2009: Il Generale statunitense Stanley A. McChrystal assume il comando delle forze NATO.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>23 giugno 2010: Il Generale statunitense David Petraeus assume il comando delle forze NATO.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>18 luglio 2011: Il Generale dei Marines, lo statunitense John R. Allen, assume il comando delle forze Nato.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>10 febbraio 2013: Il Generale dei Marines, lo statunitense Joseph F. Dunford Jr., assume il comando della forze Nato.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>24 agosto 2015 - 28 dicembre 2016 4: tenente Colonnello Nato. M. Stancato assume il comando delle forze Nato. È stato l'ultimo comandante della missione.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-italia\">Italia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Italia ha fornito, sin dall <strong>11 agosto 2003</strong>, un contributo alla Missione ISAF, detenendone anche il Comando tra il <strong>2005</strong> e il <strong>2006</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli italiani, in due occasioni (<strong>2006</strong> e <strong>2008</strong>), sono stati i Comandanti della Regione di Kabul, e l'Italia contribuisce alla Missione ISAF con circa 4.200 unità sul campo, risultando il quinto fornitore di truppe. Il contributo italiano è suddiviso tra Kabul e la regione occidentale (RC-West), soprattutto nelle Province di Herat e Farah (provincia).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I bombardieri Panavia Tornado dell'Aeronautica Militare, impiegati dalla base tedesca di Mazar-i Sharif, nel nord dell’Afghanistan, sono stati poi avvicendati a novembre <strong>2009</strong> dagli aerei da attacco al suolo AMX International AMX, che hanno iniziato ad operare dalla Forward Support Base (FSB) di Herat, sulla cui pista dell’aeroporto sono stati effettuati dei lavori di adeguamento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'Italia ha inoltre schierato, dal 2006, un'importante componente di forze speciali nell'ambito dell'operazione \"Sarissa\", la <a href=\"https://brigatafolgore.net/task-force-45/\" data-type=\"page\" data-id=\"3191\">Task Force 45</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>ISAF termina il <strong>26 dicembre 2014</strong>. Al suo posto <a href=\"https://brigatafolgore.net/afghanistan-resolute-support-e-triste-epilogo/\" data-type=\"page\" data-id=\"4295\">Resolute Support</a> fino al <strong>29 giugno 2021</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-assetti-isaf-esercito-italiano-del-rc-west\">Assetti ISAF Esercito Italiano del RC-West</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Migliaia sono stati i soldati Italiani impiegati nella missione ISAF in afghanistan. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In linea di massima, negli 11 anni di operazioni la struttura ha avuto i seguenti assetti:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Forze di manovra costituite a rotazione dai vari reggimenti di fanteria e fanteria meccanizzata dell'Esercito Italiano schierate nelle province di Herat e Farah.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Provincial Reconstruction Team (PRT) fino al 25 marzo 2014. Dal 26 marzo PRT-CIMIC Detachment</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>ITALFOR, componente nazionale interforze incaricata degli aspetti gestionali e ligistici<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>IMC (Infrastructure Management Center)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>JMOU (Joint Multimodal Operation Unit)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>RSOM (Reception Staging Onward Movement) interforze</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Task Force Fenice su base (Aviazione Esercito) con elicotteri CH 47 \"Chinook\" e NH90 per trasporto personale e rifornimenti, ed A129 C \"Mangusta\" con compiti di esplorazione e scorta in supporto di fuoco alle forze terrestri</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Military Advisory Team (MAT) incaricato della formazione ed assistenza degli ufficiali dell'Esercito Afgano</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Task Force Genio specializzata nella gestione della minaccia di ordigni esplosivi</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Joint Task Force C4 (JTFC4) incaricata nelle comunicazioni a tutte le unità italiane operanti nella regione ovest dell'Afghanistan</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Due assetti sanitari, ROLE 1 a guida italiana (pronto soccorso e infermeria) e ROLE 2 a guida spagnola (ospedale polispecialistico)</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-joint-air-task-force-jatf\">Joint Air Task Force (JATF)</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nell’ambito del Regional Command-West (RC-W) e dall’Air Component Element di ISAF a Kabul il 1º giugno 2007 è stata costituita la Joint Air Task Force (JATF), componente aerea nazionale della presenza italiana ad Herat. La Task Force è coinvolta negli aspetti di coordinamento di quegli assetti che sono sotto il Controllo Operativo diretto della NATO. Altri assetti, quali i velivoli da trasporto C-27J e C-130 Hercules-J, i bombardieri tattici AMX (precedentemente sono stati impiegati i Tornado IDS) e gli UAV (od Aeromobile a pilotaggio remoto) stessi, ricevono invece \"ordini operativi\" per l’impiego direttamente dal Comandante della Componente Aerea NATO, poiché operano su larga scala su tutto il territorio afghano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli aeromobili dell'A.M. sono presenti nei Task Group:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>\"Devil\": con i Tornado del 6º Stormo (fino a tutto il 2009) dotati di capacità di ricognizione aerea, per incrementare la sorveglianza aerea del territorio afghano e garantire così una maggiore sicurezza e protezione del contingente NATO e della popolazione civile;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>\"Black Cats\": con gli AMX del 51º Stormo che hanno sostituito i Tornado e che sono rientrati in Italia a giugno 2014;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>\"Albatros\": con C-130J da trasporto ed EC-27J JEDI da guerra elettronica della 46ª Brigata aerea, rientrati in patria rispettivamente nei primi mesi del 2015 e dicembre 2014;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>\"Tigre\": con gli elicotteri AB-212 ICO (Implementazione Capacità Operative) del 9º Stormo, impiegati da giugno 2009 ad aprile 2010;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>\"Astore\": con gli RQ-1 Predator del 32º Stormo, il cui ultimo volo operativo in terra afghana è avvenuto il 1º dicembre 2014.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perdite\">Perdite</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In totale <a href=\"https://brigatafolgore.net/caduti-italiani-in-afghanistan/\" data-type=\"page\" data-id=\"4262\">53 soldati italiani sono morti in Afghanistan</a>: 31 uccisi in azioni ostili (di cui uno deceduto una settimana dopo essere stato ferito durante il raid in cui è stato salvato dopo la sua cattura), dieci in incidenti stradali, due di infarto, uno per un colpo partito accidentalmente durante il caricamento della propria arma, uno di malattia. I feriti sono stati 651. Complessivamente, il conflitto ha ucciso circa 176.000 persone, inclusi 46.319 civili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2024/01/isaf.png","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2023-12-08 17:34:06"}
{"id":345,"titolo":"Aquila 1: i leggendari Comandanti della Folgore","contenuto_html":"<p>Quando la Brigata si riunisce, <strong>AQUILA 1</strong>, l’uomo che urla <strong>“FOLGORE, ATTENTI!</strong>“, è l’Ufficiale che in quel momento sta Comandando una delle unità militari più preparate, gloriose, temute e rispettate della terra. Una gloria e un rispetto guadagnato, negli anni, con il sudore ed il sangue.</p><p>Arditi e fortemente carismatici, alcuni di loro sono entrati nella leggenda, tutti sono entrati nella Storia.</p>\t\t\n\t\t\t\t\t<h2>Brigata Paracadutisti Folgore:</h2>\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t10 giugno 1967\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t1969\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t1973\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t1975\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t1977\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t1979\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t1980\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t1981\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t1983\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t1986\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t1988\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t1991\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t1994\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t1996\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t1997\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t1999\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t2002\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t2004\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t2005\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t2006\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t2008\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t2009\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t2010\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t2011\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t2013\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t2015\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t2016\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t2017\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t2019\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t2021\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t2023\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t2024\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t2025\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t<img width=\"353\" height=\"490\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/ligobbi.jpg\" alt=\"Aquila 1: i leggendari Comandanti della Folgore - brigatafolgore.net\" />\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tGen. di B. Alberto Li Gobbi\t\t\t\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<p>(10 giugno 1967 &#8211; 1969)</p>\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t</a>\n\t\t\t\t\t<img width=\"353\" height=\"490\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/brandi.jpg\" alt=\"Aquila 1: i leggendari Comandanti della Folgore - brigatafolgore.net\" />\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tGen. di B. Ferruccio Brandi\t\t\t\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<p>(1969 &#8211; 1973)</p>\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t</a>\n\t\t\t\t\t<img width=\"353\" height=\"490\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/aquila1.jpg\" alt=\"Aquila 1: i leggendari Comandanti della Folgore - brigatafolgore.net\" />\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tGen. di B. Vitaliano Gambarotta\t\t\t\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<p>(1973 -1975)</p>\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t</a>\n\t\t\t\t\t<img width=\"353\" height=\"490\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/aquila1.jpg\" alt=\"Aquila 1: i leggendari Comandanti della Folgore - brigatafolgore.net\" />\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tGen. di B. Tito Salmi\t\t\t\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<p>(1975 &#8211; 1977)</p>\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t</a>\n\t\t\t\t\t<img width=\"353\" height=\"490\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/aquila1.jpg\" alt=\"Aquila 1: i leggendari Comandanti della Folgore - brigatafolgore.net\" />\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tGen. di B. Gaetano Pellegrino\t\t\t\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<p>(1977 &#8211; 1979)</p>\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t</a>\n\t\t\t\t\t<img width=\"353\" height=\"490\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/devita.jpg\" alt=\"Aquila 1: i leggendari Comandanti della Folgore - brigatafolgore.net\" />\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tGen. di B. Francesco De Vita\t\t\t\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<p>(1979 &#8211; 1981)</p>\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t</a>\n\t\t\t\t\t<img width=\"353\" height=\"490\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/viviani.jpg\" alt=\"Aquila 1: i leggendari Comandanti della Folgore - brigatafolgore.net\" />\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tGen. di B. Ambrogio Viviani\t\t\t\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<p>(1980 &#8211; 1981)</p>\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t</a>\n\t\t\t\t\t<img width=\"353\" height=\"490\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/lucio-innecco.jpg\" alt=\"Aquila 1: i leggendari Comandanti della Folgore - brigatafolgore.net\" />\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tGen. di B. Lucio Innecco\t\t\t\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<p>(1981 &#8211; 1983)</p>\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t</a>\n\t\t\t\t\t<img width=\"353\" height=\"490\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/milani.jpg\" alt=\"Aquila 1: i leggendari Comandanti della Folgore - brigatafolgore.net\" />\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tGen. di B. Antonio Milani\t\t\t\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<p>(1983- 1986)</p>\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t</a>\n\t\t\t\t\t<img width=\"353\" height=\"490\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/sagnelli.jpg\" alt=\"Aquila 1: i leggendari Comandanti della Folgore - brigatafolgore.net\" />\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tGen. di B. Aldo Sagnelli\t\t\t\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<p>(1986- 1988)</p>\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t</a>\n\t\t\t\t\t<img width=\"353\" height=\"490\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/monticone.jpg\" alt=\"Aquila 1: i leggendari Comandanti della Folgore - brigatafolgore.net\" />\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tGen. di B. Franco Monticone\t\t\t\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<p>(1988- 1991)</p>\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t</a>\n\t\t\t\t\t<img width=\"353\" height=\"490\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/loi.jpg\" alt=\"Aquila 1: i leggendari Comandanti della Folgore - brigatafolgore.net\" />\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tGen. di B. Bruno Loi\t\t\t\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<p>(1991- 1994)</p>\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t</a>\n\t\t\t\t\t<img width=\"353\" height=\"490\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/viva.jpg\" alt=\"Aquila 1: i leggendari Comandanti della Folgore - brigatafolgore.net\" />\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tGen. di B. Bruno Viva\t\t\t\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<p>(1994- 1996)</p>\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t</a>\n\t\t\t\t\t<img width=\"353\" height=\"490\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/cantone.jpg\" alt=\"Aquila 1: i leggendari Comandanti della Folgore - brigatafolgore.net\" />\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tGen. di B. Luigi Cantone\t\t\t\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<p>(1996- 1997)</p>\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t</a>\n\t\t\t\t\t<img width=\"353\" height=\"490\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/celentano-1.jpg\" alt=\"Aquila 1: i leggendari Comandanti della Folgore - brigatafolgore.net\" />\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tBrig. Gen. Enrico Celentano\t\t\t\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<p>(1997- 1999)</p>\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t</a>\n\t\t\t\t\t<img width=\"353\" height=\"490\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/torelli.jpg\" alt=\"Aquila 1: i leggendari Comandanti della Folgore - brigatafolgore.net\" />\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tBrig. Gen. Pierluigi Torelli\t\t\t\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<p>(1999- 2002)</p>\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t</a>\n\t\t\t\t\t<img width=\"353\" height=\"490\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/bertolini.jpg\" alt=\"Aquila 1: i leggendari Comandanti della Folgore - brigatafolgore.net\" />\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tBrig. Gen. Marco Bertolini\t\t\t\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<p>(2002-2004)</p>\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t</a>\n\t\t\t\t\t<img width=\"353\" height=\"490\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/costantino.jpg\" alt=\"Aquila 1: i leggendari Comandanti della Folgore - brigatafolgore.net\" />\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tBrig. Gen. Pietro Costantino\t\t\t\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<p>(2004-2005)</p>\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t</a>\n\t\t\t\t\t<img width=\"353\" height=\"490\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/satta.jpg\" alt=\"Aquila 1: i leggendari Comandanti della Folgore - brigatafolgore.net\" />\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tGen. di B. Antonio Satta\t\t\t\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<p>(2004-2005)</p>\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t</a>\n\t\t\t\t\t<img width=\"353\" height=\"490\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/fioravanti.jpg\" alt=\"Aquila 1: i leggendari Comandanti della Folgore - brigatafolgore.net\" />\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tGen. di B. Maurizio Fioravanti\t\t\t\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<p>(2006-2008)</p>\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t</a>\n\t\t\t\t\t<img width=\"353\" height=\"490\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/castellano.jpg\" alt=\"Aquila 1: i leggendari Comandanti della Folgore - brigatafolgore.net\" />\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tGen. di B. Rosario Castellano\t\t\t\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<p>(2008-2009)</p>\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t</a>\n\t\t\t\t\t<img width=\"353\" height=\"490\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/dapuzzo.jpg\" alt=\"Aquila 1: i leggendari Comandanti della Folgore - brigatafolgore.net\" />\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tGen. di B. Federico D'Apuzzo\t\t\t\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<p>(2009-2010)</p>\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t</a>\n\t\t\t\t\t<img width=\"353\" height=\"490\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/masiello.jpg\" alt=\"Aquila 1: i leggendari Comandanti della Folgore - brigatafolgore.net\" />\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tGen. di B. Carmine Masiello\t\t\t\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<p>(2010-2011)</p>\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t</a>\n\t\t\t\t\t<img width=\"353\" height=\"490\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/mingardi.jpg\" alt=\"Aquila 1: i leggendari Comandanti della Folgore - brigatafolgore.net\" />\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tGen. di B. Massimo Mingiardi\t\t\t\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<p>(2011-2013)</p>\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t</a>\n\t\t\t\t\t<img width=\"353\" height=\"490\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/daddario.jpg\" alt=\"Aquila 1: i leggendari Comandanti della Folgore - brigatafolgore.net\" />\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tGen. di B. Lorenzo D'Addario\t\t\t\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<p>(2013-2015)</p>\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t</a>\n\t\t\t\t\t<img width=\"353\" height=\"490\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/iannucci.jpg\" alt=\"Aquila 1: i leggendari Comandanti della Folgore - brigatafolgore.net\" />\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tGen. di B. Giovanni Iannucci\t\t\t\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<p>(2015-2016)</p>\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t</a>\n\t\t\t\t\t<img width=\"353\" height=\"490\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/vannacci.jpg\" alt=\"Aquila 1: i leggendari Comandanti della Folgore - brigatafolgore.net\" />\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tGen. di B. Roberto Vannacci\t\t\t\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<p>(2016-2017)</p>\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t</a>\n\t\t\t\t\t<img width=\"353\" height=\"490\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/sganga.jpg\" alt=\"Aquila 1: i leggendari Comandanti della Folgore - brigatafolgore.net\" />\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tGen. di B. Rodolfo Sganga\t\t\t\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<p>(2017-2019)</p>\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t</a>\n\t\t\t\t\t<img width=\"353\" height=\"490\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/beniamino-vergori.jpg\" alt=\"Aquila 1: i leggendari Comandanti della Folgore - brigatafolgore.net\" />\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tGen. di B. Beniamino Vergori\t\t\t\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<p>(2019-2021)</p>\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t</a>\n\t\t\t\t\t<img width=\"353\" height=\"490\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/roberto-vergori.jpg\" alt=\"Aquila 1: i leggendari Comandanti della Folgore - brigatafolgore.net\" />\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tGen. di B. Roberto Vergori\t\t\t\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<p>(2021-2023)</p>\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t</a>\n\t\t\t\t\t<img width=\"353\" height=\"490\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/mongillo.jpg\" alt=\"Aquila 1: i leggendari Comandanti della Folgore - brigatafolgore.net\" />\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tGen. di B. Massimiliano Mongillo\t\t\t\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<p>(2023-2024)</p>\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t</a>\n\t\t\t\t\t<img width=\"353\" height=\"490\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/10/bernacca2.jpg\" alt=\"Aquila 1: i leggendari Comandanti della Folgore - brigatafolgore.net\" />\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tGen. di B. Federico Bernacca\t\t\t\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<p>(2024-2025)</p>\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t</a>\n\t\t\t\t\t<img width=\"353\" height=\"490\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/COLON-PADUANO.jpg\" alt=\"Aquila 1: i leggendari Comandanti della Folgore - brigatafolgore.net\" />\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tGen. di B. Dario Paduano\t\t\t\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<p>(2025-in carica)</p>\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t</a>\n\t\t\t\t\t<h2>Brigata Paracadutisti, 1963-1967:</h2>\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t1 gennaio 1963\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t1 dicembre 1963\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t1 dicembre 1966\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t<img width=\"353\" height=\"490\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/magri.jpg\" alt=\"Aquila 1: i leggendari Comandanti della Folgore - brigatafolgore.net\" />\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tGenerale di Brigata Aldo Magri\t\t\t\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<p>(1 gennaio 1963 &#8211; novembre 1963)</p>\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t</a>\n\t\t\t\t\t<img width=\"353\" height=\"490\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/aquila1.jpg\" alt=\"Aquila 1: i leggendari Comandanti della Folgore - brigatafolgore.net\" />\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tColonnello Renato Mascaretti\t\t\t\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<p>(1 dicembre 1963 &#8211; novembre 1966)</p>\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t</a>\n\t\t\t\t\t<img width=\"353\" height=\"490\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/ligobbi.jpg\" alt=\"Aquila 1: i leggendari Comandanti della Folgore - brigatafolgore.net\" />\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tGenerale di Brigata Alberto Li Gobbi\t\t\t\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<p>(1 dicembre 1966 &#8211; 9 giugno 1967)</p>\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t</a>\n\t\t\t\t\t<h2>Dopoguerra, 1946-1958</h2>\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t1946\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t1947\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t1950\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t1956\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t1958\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t<img width=\"353\" height=\"490\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/turrini.jpg\" alt=\"Aquila 1: i leggendari Comandanti della Folgore - brigatafolgore.net\" />\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tCap. Leonida Turrini\t\t\t\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<p>1946-1947</p><p><strong>Centro studi ed esperienze sul Paracadutismo Militare</strong></p>\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t</a>\n\t\t\t\t\t<img width=\"353\" height=\"490\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/izzo.jpg\" alt=\"Aquila 1: i leggendari Comandanti della Folgore - brigatafolgore.net\" />\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tTen. Col. Giuseppe Izzo\t\t\t\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<p>1947-1950</p><p><strong>Centro Militare di Paracadutismo</strong></p>\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t</a>\n\t\t\t\t\t<img width=\"353\" height=\"490\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/caforio.jpg\" alt=\"Aquila 1: i leggendari Comandanti della Folgore - brigatafolgore.net\" />\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tCol. Michele Caforio\t\t\t\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<p>1950-1956</p><p><strong>Centro Militare di Paracadutismo</strong></p>\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t</a>\n\t\t\t\t\t<img width=\"353\" height=\"490\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/mautino.jpg\" alt=\"Aquila 1: i leggendari Comandanti della Folgore - brigatafolgore.net\" />\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tCol. Carlo Mautino\t\t\t\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<p>1956-1958</p><p><strong>Centro Militare di Paracadutismo</strong></p>\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t</a>\n\t\t\t\t\t<img width=\"353\" height=\"490\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/aquila1.jpg\" alt=\"Aquila 1: i leggendari Comandanti della Folgore - brigatafolgore.net\" />\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tTen. Col. Adolfo Giunta\t\t\t\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<p>1958-1962</p><p><strong>Gruppo Tattico Paracadutisti</strong></p>\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t</a>\n\t\t\t\t\t<h2>Seconda Guerra Mondiale, 1941-1943</h2>\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t1 settembre 1941\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t1 marzo 1942\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t19 ottobre 1942\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t7 dicembre 1942\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t<img width=\"353\" height=\"490\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/aquila1.jpg\" alt=\"Aquila 1: i leggendari Comandanti della Folgore - brigatafolgore.net\" />\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tGen. di Brig. Francesco Sapienza\t\t\t\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<p>1º settembre 1941 &#8211; 1 marzo 1942</p><p><strong>Divisione paracadutisti &#8220;Folgore&#8221;</strong></p>\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t</a>\n\t\t\t\t\t<img width=\"353\" height=\"490\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/frattini-1.jpg\" alt=\"Aquila 1: i leggendari Comandanti della Folgore - brigatafolgore.net\" />\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tGen. di Div. Enrico Frattini\t\t\t\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<p>1 marzo 1942 &#8211; 19 ottobre 1942</p><p><strong>185ª Divisione paracadutisti &#8220;Folgore&#8221;</strong></p>\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t</a>\n\t\t\t\t\t<img width=\"353\" height=\"490\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/bignami.jpg\" alt=\"Aquila 1: i leggendari Comandanti della Folgore - brigatafolgore.net\" />\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tGen. di Brig. Riccardo Bignami\t\t\t\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<p>19 ottobre 1942 &#8211; 29 novembre 1942</p><p><strong>185ª Divisione paracadutisti &#8220;Folgore&#8221;</strong></p>\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t</a>\n\t\t\t\t\t<img width=\"353\" height=\"490\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/lombardini.jpg\" alt=\"Aquila 1: i leggendari Comandanti della Folgore - brigatafolgore.net\" />\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tCapitano Carlo Lombardini\t\t\t\t\t\t\t\t\t</h2>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<p>7 dicembre 1942 &#8211; 13 maggio 1943</p><p><strong>285° Btg. Paracadutisti &#8220;Folgore&#8221;</strong></p>\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t</a>","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2023/12/aquila1.jpg","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2023-12-08 17:34:06"}
{"id":347,"titolo":"Generale Paracadutista Giuseppe Palumbo: l'UOMO FOLGORE","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Africa Orientale, 1942, il Colonnello Cinelli al Tenente Palumbo: <strong>\"In Africa in manicomi ancora non ci sono, la tua idea è pazzesca\"</strong><em><br></em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"align\":\"right\",\"id\":1430} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2023/12/palumbo3-300x262.jpg\" alt=\"Generale Paracadutista Giuseppe Palumbo: l'UOMO FOLGORE - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-1430\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Quell'idea pazzesca permetterà al Tenente Palumbo di ammainare personalmente la bandiera inglese e conquistare il forte di Harrington. Dedichiamo a quest'uomo un intera sezione. Il Generale Paracadutista Giuseppe Palumbo non è stato un uomo qualsiasi. E' stato il ponte tra il passato ed il presente. Già di per se un Paracadutista non è un uomo qualsiasi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Figuriamoci un Paracadutista che conquista un fortino irrangiubile, viene catturato ed evade (ben 13 volte!) da ferree prigioni inglesi, percorre 8.000 km a piedi, nuota sette ore nell'oceano con il pugnale in mezzo ai denti, prende a schiaffi un giornalista che insulta i Suoi Paracadutitsti, restituisce le medaglie al valor al Presidente della Repubblica, reo quest'ultimo di aver premiato il primo responsabile dell'eccidio delle fosse ardeatine, si lancia in TCL da oltre 4000 mila metri ad oltre ottanta anni di età.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un uomo, quindi, che ha rappresentato l'impersonificazione assoluta del Paracadutista, oltre che del Comandante e del Combattente duro e puro con un coraggio al limite dell'inverosimile (spesso anche oltre questo limite...).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>E' l'UOMO FOLGORE a tutti gli effetti, senza ma e senza se.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un esempio quindi, un faro, per i suoi subalterni e per tutti i Paracadutisti che hanno avuto l'Onore di servire sotto il Suo Comando.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un orgoglio per i Suoi Comandanti e non solo (l'Onorevole Giulio Andreotti osannerà i suoi temerari comportamenti...)</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ufficiale classe 1915, figlio di un ufficiale di cavalleria, Giuseppe Palumbo fece il corso allievi ufficiali nel 1936 e due anni dopo partì per l’Africa orientale partecipando con il II Battaglione Coloniale ai cicli di operazioni di guerra nel territorio del Governo dei Gallo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'allora Tenente Palumbo si rese protagonista di leggendari colpi di mano al comando di bande indigene. Il più clamoroso fu la conquista del munitissimo forte inglese di Harrington dopo sei giorni di furiosi combattimenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Così racconta quell'esperienza:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>\"Prima di poter conquistare il forte bisognava annientare la resistenza di Dirsale, un paesino proprio ai piedi di Harrington.</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em><br>Mentre i vari battaglioni si susseguivano negli assalti, io ero di riserva con i miei uomini. Stanco di questa attesa snervante, mi presento al Comando attacco, dal Colonnello Cicinelli, e mi offro volontario per occupare il paese con la mia banda. Il Colonnello mi dice, ridendo, che in Africa i manicomi ancora non c'erano, facendomi capire che la mia proposta era pazzesca.<br>Mi dà comunque via libera e io gioco la carta della sorpresa e della psicologia: a notte, dopo una giornata di intensi combattimenti, i soldati, spossati, avvertono logicamente un calo di tensione. lo approfitto di questa situazione e, con pochi uomini, lancio in piena notte un attacco violentissimo con micidiale lancio di bombe a mano.<br>La sorpresa funziona, i difensori di Dirsale abbandonano il paese e cercano scampo nel vicino forte di Harrington\".</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il primo obiettivo è raggiunto, adesso resta il compito più arduo. Palumbo e i suoi uomini restano imbottigliati in prima linea \"rigettando ripetuti contrattacchi nemici - come riporta la motivazione del passaggio di Palumbo in S.P.E. per meriti di guerra proprio in virtù di quell'impresa - e resistendo sul posto per tre giorni consecutivi nonostante i furiosi bombardamenti avversari effettuati sia da terra sia dall'aria.<br>Infine al quarto giorno, ricevuto l'ordi­ne di assaltare il fortino distante una cinquantina di metri, ci si lanciava a colpi di bombe a mano, mettendo in fuga gli ultimi difensori rimastivi, cat­turando armi e munizioni\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"align\":\"right\",\"id\":1432,\"className\":\"size-medium wp-image-1432\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright size-medium wp-image-1432\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2023/12/palumbo6-230x300.jpg\" alt=\"Generale Paracadutista Giuseppe Palumbo: l'UOMO FOLGORE - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-1432\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Palumbo a cavallo dopo la conquista di forte Harrington</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>\"Naturalmente il forte non cadde solo per merito del mio assalto ma di tutti gli altri battaglioni impegnati nell'attacco -</em> puntualizza Palumbo <em>- Io però ebbi la grande soddisfazione di entrare per primo e di ammainare personalmente la bandiera inglese che i difensori in fuga non fecero in tempo a porre in salvo\".</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come \"bottino\" personale di guerra Palumbo si prese uno splendido cavallo bianco (l'equitazione è sempre stata una sua grande passione, trasmessagli dal padre ufficiale di cavalleria): in sella a quel destriero veniva osannato come un trionfatore dai suoi ascari rimasti soggiogati dal coraggio che aveva sfoggiato nella conquista del fortino.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La campagna d'Africa, purtroppo, non registrò solo successi: dopo tante ardite imprese, arrivarono i giorni delle amarezze. Caduto prigioniero il suo reparto, Palumbo con un pugno di uomini tentò di raggiungere l'Amba Alagi dove il duca d'Aosta ancora combatteva. Circondato da truppe soverchianti, dopo un aspro combatti­mento fu costretto ad arrendersi nella piana di Sorfella.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Evaso quasi immediatamente si dava ad azioni di guerriglia con una pattuglia di uomini. Ne fa fede il capo di SM della Somalia <strong>Colonnello Luigi Dante Di Marco </strong>che, da evaso, organizzava la resistenza nell'Impero.<br><em>\"Durante il periodo della sua prima evasione - </em>scrive il Colonnello Di Marco nella proposta della concessione di Medaglia d'Argento al Valor Militare al Palumbo<em> - dislocato nel territorio degli Auia a Sud di Harar, insidiò gravemente, alla testa di un pugno di evasi e di indigeni, il traffico militare britannico fra <strong>Giggi­ga e Harar</strong>: del che successivamente mi fece cavalleresca menzione lo stesso nemico\". </em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Caduto nuovamente. prigioniero, Palumbo non si diede per vinto e proseguì nella sua serie di evasioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La più clamorosa e drammatica avvenne nel febbraio 1942. Rinchiuso nel munitissimo <strong>carcere di Berbera, nella Somalia britannica</strong>, Palumbo scommise una sterlina d'oro con un sergente inglese addetto alla sicurezza del campo sostenendo che sarebbe riuscito a evadere nonostante le eccezionali misure di sicurezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E fu di parola.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Di notte, dopo aver messo un manichino nel suo letto per ingannare le sentinelle, con l'aiuto di altri prigionieri riuscì a scardinare una finestra, si calò fino a terra grazie a una fune costruita con le cinture dei suoi compagni di cella, eluse la vigilanza dei soldati inglesi e nel buio corse verso il mare obiettivo, raggiungere una delle nostri navi, ormeggiate al largo, inviate in Somalia per far evacuare, sotto sorveglianza inglese, le donne italiane.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con un coltello tra i denti per difendersi dai pescecani che pullulavano in quel tratto di mare, Palumbo si lanciò in acqua e cominciò a nuotare verso la libertà. Ore di fatica disumana, resa tre menda dal forte vento che spira verso terra; ormai allo stremo, impossibilitato a reggere tra i denti il coltello se lo infilò nella cintura dei pantaloncini.<br>E proprio a quel banale, forzato cambiamento di posizione, il generale Palumbo deve la vita.<br><em><br>\"Sfinito per la fatica -</em> racconta<em> - stavo lentamente affondando quando , per un movimento brusco, la punta del coltello mi si piantò in una natica. Il dolore mi fece rinvenire: con uno sforzo disperato ripresi a nuotare e ragGiunsi stremato la nave italiana\".</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sette ore trascorse a lottare contro la corrente avversa l'avevano però sfinito sicché non riuscì ad afferrare la corda che un marinaio italiano gli aveva lanciato intimandogli silenzio per non farsi scorgere dalle sentinelle inglesi che erano a bordo del Vulcania.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>\"Tiratemi su con una corda a due capi, urlai ai marinai - </em>racconta Palumbo<em> - Ma la mia voce attirò l'attenzione di una sentinella inglese che si affacciò dal ponte sparando un colpo a scopo intimidatorio. Poi puntò il fucile verso i marinai italiani costringendoli a mollare la corda.<br>Per la rabbia e la disperazione riacquistai le forze e tornai a nuotare dirigendomi al largo. Ad un tratto sentii alle mie spalle colpi di pistola. Credevo volessero uccidermi, invece cercavano solo di farmi desistere dalla fuga e salire a bordo. Tirato su a braccia dagli inglesi, appena misi piede sulla nave mi sentii mancare le forze e, detta alla napoletana, sconnocchiai!<br>Ciò fece sorridere un marinaio inglese che mi aveva aiutato ma io mi sentii offeso e tirai fuori il coltello. Ad onor del vero, scendendo dal ponte comando all'infermeria, vidi riflessa la mia immagine in una grande specchio e scoppiai anch'io a ridere!<br>Sembravo infatti un indiano sul sentiero di guerra: tutti i graffi che mi ero prodotto per districarmi dai reticolati al campo erano diventati lividi e gonfi, avevo i capelli ritti in testa e una magrezza impressionante.; insomma, nell'insieme sembravo uno spaventapasseri!\".</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Appena rifocillato, Palumbo fu fatto sbarcare e venne riportato al campo di prigionia dove il sergente, con tipico fair play inglese, pagò la sterlina della scommessa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'episodio è citato, con notevole risalto, anche nel volume \"Lunga fuga verso il sud\" del principe Giovanni Corsini protagonista, a sua volta, di evasioni leggendarie. Almeno una decina di libri, comunque, fanno riferimento alle imprese africane di Palumbo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un altro libro, \"Africa senza sole\" di F.G. Piccinni, racconta dettagliatamente la tredicesima e ultima fuga di Palumbo, quella che lo riportò finalmente in patria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ridotto a fare il contrabbandiere di grappa che distillava clandestinamente nel campo da cui evadeva di notte per andarle a vendere e procurarsi così denaro per la fuga, Palumbo finiva spesso nei guai. <em>\"Il colonnello inglese - </em>é scritto su \"Africa senza sole\" <em>- vedendolo comparire continuamente al processo che si teneva per ogni infrazione, alla fine gli disse che era stufo di vederlo. Palumbo calmo gli rispose: \"Si immagini io, signor colonnello, che la sopporto da oltre cinque anni!\" </em><br>Fu così che il colonnello inglese dette ordine di metterlo in coda a tutti gli elenchi di rimpatrio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ma quello scappò di prigione, raggiunse Nairobi, quindi Mombasa, penetrò nel porto scavalcando di notte la cancellata guardata da sentinelle e si portò su un isolotto all'imboccatura del porto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Da qui, quando uscì il primo piroscafo carico di prigionieri, si buttò a nuoto incontro alla nave che lo raccolse e portò in Italia\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Concluso il conflitto mondiale e ottenuta una promozione per meriti di guerra, il Capitano Palumbo fu assegnato al 1 ° Reggimento Granatieri.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>\"In quel periodo - </em>racconta<em> - venni a contatto con diversi paracadutisti, gente che si dava un sacco d'arie ma veramente in gamba! Tanto che decisi anch'io di diventare paracadutista militare: mi rivolsi al generale Frattini e nel '48 potei fare il corso e ottenere finalmente il brevetto\".</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Appena il tempo di cimentarsi nei primi lanci, poi di nuovo in missione in Somalia dove di distinse per coraggio e decisione come gli riconobbe il comandante di Mogadisco:<br><em><br>\"Nella prima metà di aprile il capita­no Palumbo ha svolto un'importante <strong>missione in Migiurtinia</strong> per il recluta­mento di soldati nativi dimostrando di fronte ad impreviste difficoltà sorte per atteggiamento ostile di alcu­ni gruppi della popolazione, compor­tamento calmo ed energico. In questa occasione ho avuto modo di vederlo personalmente all'opera nella zona di Gallacaio\".</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Rientrato in Italia nel '52 e promosso maggiore, fu finalmente asse­gnato alle truppe paracadutiste: <em>\"Per la precisione, al Centro Militare Paracadutisti (poi divenuto C.A.PAR.) comandato dal col. Caforio - </em>puntualizza <em>- Una denominazione che non mi entusiasmava; protestai, mi diedi da fare per ottenere la vecchia denominazione di Scuola Militare Paracadutismo e alla fine la spuntai grazie all'intervento del Generale Aloja Capo di Stato Maggiore dell'Esercito\".</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"align\":\"right\",\"id\":1428,\"className\":\"size-full wp-image-1428\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright size-full wp-image-1428\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2023/12/palumbo.jpeg\" alt=\"Generale Paracadutista Giuseppe Palumbo: l'UOMO FOLGORE - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-1428\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Generale Palumbo portato in festa dai suoi Paracadutisti</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo una rischiosa esperienza in Libano, Palumbo ottenne il comando della Scuola Militare di Paracadutismo.<br><em>\"Proprio in quel periodo - </em>racconta<em> - morirono tre miei paracaduti­sti per cause mai accertate, una misteriosa epidemia che provocò allarme e polemiche a livello nazionale. Un giornalista di \"Paese sera\" si permise di scrivere che i paracadutisti prendevano eccitanti per fare i lanci.</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Di fronte a questa volgare e vigliacca insinuazione, reagii in maniera assai decisa: mi recai, in borghese, accompagnato da mia moglie, nell'albergo pisano dove era alloggiato quel giornalista e, nonostante avessi un brac­cio ingessato per incidente di lancio, lo affrontai a schiaffoni mandandolo all'ospedale\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un episodio che scatenò polemiche violentissime.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>\"Ma ottenni anche vastissima solidarietà - </em>si compiace il Generale Palumbo <em>- Sapete chi mi difese con maggior vigore? L'Onorevole Giulio Andreotti. \"Libero schiaffo in libero stato!\" disse l'allora Ministro della Difesa con una delle sue celebri frasi. E in quei giorni, nei palazzi politici e ministeriali fu coniata la frase \"ti do un Palumbo!\" per indicare uno schiaffo particolarmente violento\".</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Qualche anno dopo, un altro episodio clamoroso, per i suoi risvolti politici, portò il Generale Palumbo alla ribalta dell'attenzione e delle polemiche nazionali: restituì le sue decorazioni al valor militare al Presidente della Repubblica Pertini in segno di protesta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>\"Lo feci per protestare contro l'assegnazione della medaglia d'argento al prof. Bentivegna autore dell'attentato di via Rasella che uccise 33 militari altoatesini in divisa tedesca e provocò, per reazione, l'uccisione di 330 italiani alle Fosse Ardeatine perchè l'autore dell'atten­tato non si presentò alle autorità tede­sche. Tra le vittime delle Fosse Ardeatine c'era anche lo zio di mia moglie, il generale di divisione aerea Castaldi Martelli\".</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra una polemica e l'altra, l'allora colonnello Palumbo dava anima e colpo alle sue passioni: il paracadutismo e gli... animali feroci.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nell'aprile '64 alla testa dei suoi paracadutisti Palumbo stabilì anche il primato militare di lancio contemporaneo ad apertura comandata di 14 persone dalla porta assiale del C - 119.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>\"Il lancio, a cui partecipai - </em>racconta<em> - fu ideato e pianificato dal <strong>Colonnello Argento</strong> che ne curò in maniera perfetta l'addestramento.<br>Quella squadra fu poi soprannominata la banda del grappolo\".<br></em><br>La passione per gli animali feroci, maturata in Africa, prosegui in Toscana, in una villa di amici dove allevò tigri, leoni, puma, leopardi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Abbandonato l'allevamento delle bestie feroci (per la felicità dei vicini terrorizzati da non infrequenti fughe degli animali!) il Generale si accontenta della compagnia di meno impegnativi cani: come la cele­bre Has Fidanken protagonista - ricordate? - di non lontane esibizioni televisive.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E con <strong>Has Fidanken</strong> ben imbragata al petto, il generale Palumbo effettuava spesso <strong>lanci da quattromila metri</strong>, felice e brillante impegno settimanale che contribuisce a trasformare i suoi avventurosi anni in una perenne giovinezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Prima Medaglia di Bronzo al Valor Militare</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Ardito combattente ed ardente patriota, improntava ogni azione individuale e di reparto con generosa dedizione, affrontando rischi e spingendo al di là di ogni limite, spirito di sacrificio ed elevato senso del dovere. Comandante di bande Dubat in pericolosa delicata situazione: per il suo reparto effettuava azione rischiosa con pochi uomini e la conduceva brillantemente a termi­ne sfidando e superando l'insidia. Esempio costante di sprezzo del pericolo e profondo attaccamento al dovere</em></p>\n<!-- /wp:paragraph --><cite>Africa Orientale maggio-giugno 1941</cite></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Seconda Medaglia di Bronzo al Valor Militare</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Ufficiale di chiare virtù militari non sopportò lo stato di prigionia attratto dal prepotente richiamo al dovere.</em> <em>Dopo successive evasioni compiute in drammatiche circostanze ma fallite per l'attiva vigilanza dei detentori, riusciva, affrontando gravi rischi personali a raggiungere il mare e, dopo lunga perigliosa attraversata a nuoto, a salire su nave che trasportava connazionali coi quali ritornava in Patria.<br>Esempio d'indomita tenacia e perseverante coraggio</em></p>\n<!-- /wp:paragraph --><cite>Africa Orientale maggio 1942</cite></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il General Palumbo ci ha lasciato il <strong>9 febbraio del 2009</strong>, a 94 anni. Ma siamo sicuri che anche nell'altra vita, sarà temuto e rispettato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"align\":\"right\",\"id\":1429,\"className\":\"size-full wp-image-1429\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright size-full wp-image-1429\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2023/12/palumbo4.jpeg\" alt=\"Generale Paracadutista Giuseppe Palumbo: l'UOMO FOLGORE - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-1429\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Gen. Palumbo in una delle sue ultime apparizioni pubbliche</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'aratro lascia il solco nel terreno per la semina, vi sono uomini che lasciano un solco indelebile nei propri simili. Il Generale Paracadutista Giuseppe Palumbo ha fatto questo e di più.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 2007, a 92 anni dichiara quanto segue:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong><span style=\"font-size: 14px;\"><em>\"Ordino a tutti i Paracadutisti che almeno una volta nella loro vita si rechino al Sacrario di El Alamein e non dimentichino chi è caduto per la Patria\".</em></span></strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Roma, 27 ottobre 2007, Generale di Corpo d'Armata Paracadutista Giuseppe Palumbo</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Signori Paracadutisti, gli ordini vanno rispettati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2023/12/palumbo3.jpg","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2023-12-08 17:34:06"}
{"id":350,"titolo":"183° Reggimento Paracadutisti Nembo","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 183º Reggimento paracadutisti \"Nembo\" è un reparto aviotrasportato dell'Esercito italiano, inquadrato nella Brigata paracadutisti \"Folgore\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-storia\">Storia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Inquadrato nella <strong>184ª Divisione paracadutisti \"Nembo</strong>\", viene trasferito in <strong>Sardegna nel maggio 1943</strong> e vi rimane fino al maggio successivo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":2776,\"width\":\"500px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img title=\"183° Reggimento Paracadutisti Nembo - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/nembo02.jpg\" alt=\"183° Reggimento Paracadutisti Nembo - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-2776\" style=\"width:500px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Bandiera di Guerra del 183° Reggimento Par. Nembo - <a href=\"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/183-nembo-160421.aspx\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Copyright Esercito Italiano</a></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>All’indomani della stipula dell’armistizio del <strong>3 settembre 1943</strong>, <strong>il 185º Reggimento della Divisione paracadutisti “Nembo”</strong>, mandato in <strong>Calabria</strong> per fermare l’avanzata delle truppe alleate, si trova in <strong>Aspromonte</strong>, ai piani di Zillastro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sono esausti per le lunghe marce, per le perdite inferte dall’aviazione nemica, con poche scorte alimentari. Sono però fermi nella volontà di opporsi agli Alleati, che non sono più nemici. Ma i parà non lo sanno. Regna il caos: i tedeschi si ritirano, le altre truppe italiane si arrendono al nemico o disertano. Sfiniti, al sopraggiungere della notte, si accampano nel bosco ma non si avvedono che sono stati circondati dal reggimento canadese “Nuova Scozia”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alle prima luci dell’alba l’amara scoperta: <strong>400 paracadutisti contro cinquemila soldati canadesi</strong>. Nonostante la soverchiante disparità tentano di rompere l’accerchiamento. Essendo anche a corto di munizioni, fanno uso persino delle armi bianche ingaggiando un violento corpo a corpo. Inevitabilmente vengono sopraffatti lasciando sul campo di battaglia decine di morti e di feriti. L’ammirazione del comandante del reggimento canadese è tale che, dopo aver ordinato il cessate il fuoco, ai superstiti fatti prigionieri e liberati dopo l’avvenuta comunicazione dell’armistizio, esprime il suo apprezzamento. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo l'<strong>8 settembre 1943</strong> rimane con il regno del Sud, alle dipendenze del Corpo Italiano di Liberazione, e prende poi parte alle azioni di guerra di Abbadia di Fiastra (giugno 1944) ed alla battaglia di Filottrano ed alla battaglia di Montecarotto (<strong>luglio 1944</strong>) nelle Marche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sciolta la Divisione \"Nembo\", il <strong>24 settembre 1944</strong> viene costituito il Gruppo di Combattimento Folgore che inquadra il 183º Reggimento paracadutisti che combatte valorosamente a Tossignano e nella battaglia di Case Grizzano. Nel <strong>marzo 1945</strong> dal Reggimento vengono tratti un centinaio tra ufficiali, sottufficiali e paracadutisti (tutti volontari), che, inquadrati nella \"Centuria Nembo\", partecipano all'operazione Herring lanciandosi da aerei americani nella notte del 20 aprile 1945 sulle forze tedesche in ritirata nella zona di Poggio Rusco.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-dopoguerra\">Dopoguerra</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Terminato il secondo conflitto mondiale, il <strong>1º ottobre 1948</strong> in ottemperanza al trattato di pace che impediva all'Italia la possibilità di avere all'interno del proprio esercito truppe aviolanciabili, il Reggimento paracadutisti \"Nembo\" viene trasformato in 183º Reggimento fanteria \"Nembo\" e inquadrato nella Divisione fanteria motorizzata \"Folgore\", rimanendo tale fino alla ristrutturazione dell'Esercito Italiano nel <strong>1975</strong>, quando viene ridotto a livello ordinativo di battaglione e inquadrato nella Brigata meccanizzata \"Gorizia\" ove sul basco nero mantiene tuttavia il fregio con le ali e il gladio tipico delle aviotruppe, sfilando con un reparto di rappresentanza alle adunate nazionali dei Paracadutisti d'Italia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":2775,\"width\":\"500px\",\"linkDestination\":\"custom\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><a href=\"https://www.analisidifesa.it/2020/07/steel-forge-per-il-183-reggimento-paracadutisti-nembo/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img title=\"183° Reggimento Paracadutisti Nembo - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/nembo01.jpg\" alt=\"183° Reggimento Paracadutisti Nembo - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-2775\" style=\"width:500px\"/></a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Paracadustisti del 183° Reggimento nell'esercitazione Steel Forge 1^/20 nel poligono di Carpegna - <a href=\"https://www.analisidifesa.it/2020/07/steel-forge-per-il-183-reggimento-paracadutisti-nembo/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Copyright ANALISI DIFESA</a></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel <strong>1991</strong> il <strong>183º Battaglione fanteria \"Nembo\"</strong> venne sciolto e la bandiera di guerra assegnata al ricostituito <strong>183º Battaglione paracadutisti \"Nembo\"</strong> che, trasferito da Gradisca d'Isonzo a Pistoia, venne organicamente inquadrato nella Brigata paracadutisti \"Folgore\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Il 23 aprile 1993</strong>, il battaglione è stato elevato a rango di reggimento assumendo l'attuale denominazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nello stesso anno viene shierato in <a href=\"https://brigatafolgore.net/reparti-schierati-in-somalia/\" data-type=\"page\" data-id=\"359\">Somalia</a> ed è coinvolto nella battaglia del <a href=\"https://brigatafolgore.net/2-luglio-1993-la-battaglia-del-check-point-pasta/\" data-type=\"page\" data-id=\"310\">Check Point Pasta: il 2 luglio 1993</a> conterà diversi feriti, tra cui il <a href=\"https://brigatafolgore.net/intervista-a-giampiero-monti/\" data-type=\"page\" data-id=\"316\">Sergente Maggiore Giampiero Monti</a>, decorato a <strong>medaglia d’argento al valor</strong>, e il Paracadutista <strong>Massimiliano Zaniolo</strong>, <strong>medaglia di bronzo al valor</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli anni recenti è stato impiegato, direttamente o con aliquote, nei <strong>Balcani, in Sudan, in Iraq, in Libano e in Afghanistan.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In quest’ultima missione svolge un ruolo cruciale nella zona<strong> Bala Murghab</strong> costituendo con il proprio battaglione paracadutisti (il 1° Grizzano) <strong>Base Tobruk</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E’ coinvolto in diversi confiltti a fuoco, ma reagirà sempre con freddezza e determinazione stroncando qualsiasi velleità ai talebani. Perde però, nell’attacco terroristico di <a href=\"https://brigatafolgore.net/17-settembre-2009-kabul-attacco-alla-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"321\">Kabul il 17 settembre 2009</a>, il <strong>1° Caporal Maggiore Par. Massimiliano Randino</strong>, mentre il <strong>25 luglio 2011</strong>, perde in combattimento a Bala Morghab il <strong>Caporal Maggiore Scielto Par. David Tobini</strong> decorato a<strong> Medaglia d'argento al valor militare</strong> e <strong>Medaglia d'oro di vittima del terrorismo</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa la composizione attuale del reggimento:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Compagnia Comando &amp; Supporto Logistico \"ORSI\"</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>1º&nbsp;Battaglione Paracadutisti&nbsp;\"Grizzano\"&nbsp;<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>18^ Compagnia Paracadutisti \"LEONI\"</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>19^ Compagnia Paracadutisti \"LINCI\"</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>20^ Compagnia Paracadutisti \"PUMA\"</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>12^ Compagnia di supporto alla manovra \"LEOPARDI\"</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il motto del reggimento è \"<strong>…E PER RINCALZO IL CUORE</strong>\"</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-onorificenze-alla-bandiera-di-guerra\">Onorificenze alla Bandiera di Guerra</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-croce-di-guerra-al-valor-militare\">Croce di guerra al valor militare</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Decreto 9 novembre 1945. Gareggiava in mordente e tenacia con l'altro reggimento della divisione, impegnato in duro attacco risolutivo, dandogli apporto con un battaglione di rincalzo e con altro battaglione destinato ad agganciare di rovescio l'avversario. Partecipava col primo ad una alterna, aspra vicenda di attacchi e controattacchi, sviluppava l'azione del secondo con slancio spregiudicato pur sapendo di non poter contare su alcuna alimentazione dello sforzo e fidando solo sul motto del paracadutista italiano: \"il cuore di rincalzo\". In tal modo disorientava il nemico. Le sue vigili pattuglie piantavano per prime il tricolore sul contrastato obiettivo, quando l'avversario per sottrarsi ad una stretta ormai senza speranza si induceva, col favore della notte, a rompere il contatto ed a rinunziare alla lotta. Così consacrava con un brillante successo tangibile una giornata gloriosa per le Armi e per i Paracadutisti italiani.</p>\n<!-- /wp:paragraph --><cite>Filottrano, 8-9 luglio 1944 - Al 184º Reggimento Paracadutisti \"Nembo\"</cite></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-medaglia-di-bronzo-al-valor-militare\">Medaglia di bronzo al valor militare</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Decreto 9 novembre 1945. Partecipava con valore e spiccata aggressività ad un ciclo operativo con truppe alleate contro il nemico tedesco. Con slancio travolgente strappava al tenace avversario un lungo costone organizzato in profondità nel senso dell'asse e battuto dall'intenso fuoco concentrico di artiglieria e di mortai. Metteva poi piede e guadagnava terreno a prezzo di dure perdite nell'interno di un robusto abitato difeso casa per casa. Contrattaccato da fanterie e da carri, li conteneva validamente asserragliandosi negli edifici marginali; poi ripreso nuovo slancio, riusciva a penetrare una seconda volta nell'interno del paese ed a disimpegnare le proprie frazioni accerchiate. Mantenendo infine a serrate distanze la pressione sull'avversario, lo induceva a rompere il contatto durante la notte per sottrarsi ad una lotta ormai senza speranza e così consacrava con brillante successo tangibile una gloriosa giornata per le Armi e per i Paracadutisti italiani.</p>\n<!-- /wp:paragraph --><cite>Filottrano, 9 luglio 1944 - Al 183º Reggimento Paracadutisti \"Nembo\"</cite></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-medaglia-d-argento-al-valor-militare\">Medaglia d'argento al valor militare</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Decreto 24 luglio 1947. In dura campagna teneva testa ad un nemico cui ataviche qualità guerriere e senso di disperazione per l'inevitabile fine conferivano particolare accanimento e tenacia. Molteplici azioni di pattuglia e colpi di mano condotti con audacia senza pari nel vivo di munitissime posizioni traevano l'impronta dal generoso travolgente slancio dei suoi uomini. In durissima azione offensiva contro le truppe paracadutiste nemiche conquistava, in violento combattimento all'arma bianca ed a bombe a mano. un abitato fortemente organizzato a difesa, fino all'ultimo conteso da un avversario deciso, che soltanto il valore irresistibile dei suoi soldati riusciva a piegare. In brillante quanto rischiosa azione condotta da un reparto di prodi paracadutisti, lanciati dagli aerei sulle retrovie nemiche, seminava panico e terrore catturando oltre 1.300 prigionieri ed ingente materiale bellico. Sintesi delle più belle virtù dei Paracadutisti d'Italia, legava il suo nome alle più fulgide glorie della Specialità.</p>\n<!-- /wp:paragraph --><cite>Tossignano, marzo-aprile 1945; Case Grizzano. 19 aprile 1945: zona di Poggio Rusco, 23 aprile 1945</cite></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-medaglia-di-bronzo-al-valor-militare-0\">Medaglia di bronzo al valor militare</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Decreto 4 gennaio 1978. Al verificarsi del violento terremoto che colpiva il Friuli, accorreva prontamente sui luoghi disastrati e prodigandosi con coraggio e slancio fraterno di solidarietà umana, dava un valido contributo al soccorso dei feriti e dei superstiti ed alla rimozione delle macerie, limitando i danni della grave sciagura. L'opera svolta ha riscosso l'apprezzamento delle Autorità e l'incondizionata riconoscenza delle popolazioni colpite, rafforzando il prestigio dell'Esercito</p>\n<!-- /wp:paragraph --><cite>Friuli, 6 -15 maggio 1976</cite></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-medaglia-d-argento-al-valore-dell-esercito\">Medaglia d'argento al valore dell'esercito</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Decreto 5 ottobre 1994. Il 183\" Reggimento Paracadutisti \"Nembo\", inquadrato nelle forze italiane in Somalia, partecipava alle operazioni di soccorso alla popolazione somala prodigandosi con totale dedizione ed elevata professionalità nella pericolosa missione e confermando, in numerose azioni di rastrellamento per la ricerca d'armi ed in operazioni contro guerriglieri ed anti banditismo, I'altissimo livello di efficienza. il grande coraggio e la generosità dei suoi effettivi. Coinvolto in numerosi conflitti a fuoco reagiva sempre con efficacia e determinazione mettendo in luce il valore militare, la capacità operativa e la fortissima motivazione dei propri uomini. Nonostante le gravi perdite subite in combattimento. continuava ad assolvere i compiti affidati senza flessioni con la fierezza e l'orgoglio di perseverare nel tentativo di ridare sicurezza e soccorso umanitario al martoriato popolo somalo e nella determinazione di rendere onore alla Patria lontana.</p>\n<!-- /wp:paragraph --><cite>Somalia, 21 maggio 1993 - 7 settembre 1993</cite></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2024/01/nembo02.jpg","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2023-12-08 17:34:07"}
{"id":351,"titolo":"186° Reggimento Paracadutisti Folgore","contenuto_html":"<!-- wp:image {\"id\":3023,\"width\":\"400px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/Tantillo.jpg\" alt=\"186° Reggimento Paracadutisti Folgore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-3023\" style=\"width:400px\" title=\"186° Reggimento Paracadutisti Folgore - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Colonnello Pietro Tantillo, primo Comandante del 186° Reggimento \"Folgore\".</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>186° Reggimento Paracadutisti Folgore</strong> è l'erede del 186° Reggimento “Folgore” schierato nella <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-battaglia-di-el-alamein/\">battaglia di <strong>El Alamein</strong></a> e ne prende in consegna la bandiera, decorata a Medaglia d’Oro per il comportamento tenuto nella battaglia stessa. E' inoltre decorato di due Medaglie d'Argento ricevute in Somalia nel <strong>1993</strong> e in Kosovo nel <strong>2004</strong>, mentre sono numerosi i Paracadutisti del 186° Reggimento che con azioni individuali hanno ricevuto Medaglie d'Oro, d'Argento e di Bronzo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Precedentemente inquadrato come 5° Battaglione \"El Alamein\", si riscostituisce reggimento nel <strong>1992</strong> nel quadro di ristrutturazione dell'esercito italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È di stanza a Siena presso la caserma Bandini e nelle numerose operazioni cui ha preso parte ha spesso pagato un prezzo altissimo di vite umane: In Somalia, durante l’operazione <a href=\"https://brigatafolgore.net/loperazione-ibis/\">UNOSOM II</a>, perde diversi uomini ed è coinvolto nella <a href=\"https://brigatafolgore.net/2-luglio-1993-la-battaglia-del-check-point-pasta/\">battaglia del Checkpoint Pasta il 2 luglio 1993</a>, dove il Reggimento conta un caduto, il Paracadutista <strong>Pasquale Baccaro</strong>, <a href=\"https://www.quirinale.it/onorificenze/insigniti/13626\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Medaglia d’Oro al Valor Militare</a>, e lascia sul campo numerosi feriti, tra cui il Sottotenente <strong>Gianfranco Paglia</strong>, anch’egli decorato con <a href=\"https://www.quirinale.it/onorificenze/insigniti/13623\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Medaglia d’Oro al Valor Militare</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le medaglie conferite a <em>Baccaro</em> e a <em>Paglia</em> saranno le prime due massime onorificenze conferite al Reggimento dopo quelle ottenute durante la battaglia di El Alamein nella Seconda Guerra Mondiale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nei combattimenti del 2 luglio si distinsero inoltre: il Capitano <strong>Paolo Riccò</strong>, Comandante della XV Compagnia “Diavoli Neri”, decorato con <em>Medaglia di Bronzo al Valor Militare</em>; il Sergente Maggiore <strong>Giovanni Bozzini</strong>, il Sottotenente Romeo Carbonetti, il Caporale Paracadutista <strong>Renzo Polifrone</strong> e il Paracadutista <strong>Carmelo Mandolfo</strong>, tutti decorati con M<em>edaglia d’Argento al Valor Militare</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:verse -->\n<pre class=\"wp-block-verse\">Durante la battaglia, la XV Compagnia cadrà in un’imboscata tesa dalle milizie somale lungo la Via Imperiale di Mogadiscio e, circondata da forze nemiche, sarà costretta a resistere per ore sotto un fuoco incessante. <strong>Pur trovandosi in una situazione estremamente critica con caduti e feriti, riuscirá a mantenere la coesione e a respingere i ripetuti attacchi con una determinazione che entrerà nella storia del Reggimento e dell'Esercito Italiano.</strong> Nonostante l’assenza di rinforzi, che non riusciranno mai a raggiungere la zona, i Paracadutisti con in testa il Capitano Riccò, stremati ma compatti, riusciranno a rompere l’accerchiamento e a ripiegare autonomamente verso il Checkpoint Pasta, dimostrando un coraggio e una capacità di manovra fuori dal comune per l'epoca (la compagnia era formata da giovanissimi Paracadutisti di Leva).</pre>\n<!-- /wp:verse -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nella missione ISAF in Afghanistan tra il 2009 ed il 2011 il reggimento è coinvolto in numerosi scontri a fuoco contando diversi feriti. Ma il giorno più duro è il 17 settembre 2009: perde 4 uomini nell'<a href=\"https://brigatafolgore.net/17-settembre-2009-kabul-attacco-alla-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"321\">attacco terroristico di Kabul</a>. Erano effettivi al 186° Reggimento il <strong>Tenente Antonio Fortunato</strong>, il <strong>1° Caporal Maggiore Matteo Mureddu</strong>, il <strong>1° Caporal Maggiore Giandomenico Pistonami</strong> e il <strong>1° Caporal Maggiore Davide Ricchiuto</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa la composizione attuale del reggimento:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Compagnia comando e supporti logistici “SORCI VERDI”</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>5° Battaglione Paracadutisti“El Alamein” così composto:<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>13^ Compagnia Paracadutisti “CONDOR”</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>14^ Compagnia Paracadutisti “PANTERE INDOMITE”</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>15^ Compagnia Paracadutisti “DIAVOLI NERI”</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Compagnia Controcarri “PESTE”</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Compagnia Mortai Pesati “VAMPIRI”</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>All'interno del battaglione vi sono inoltre diverse squadre esploranti e tiratori scelti. Il motto del reggimento è <em>\"IMPETO E ARDIRE\".</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-storia\">Storia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"align\":\"left\"} -->\n<p class=\"has-text-align-left\"><a href=\"https://brigatafolgore.net/storia-della-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"308\">Il <strong>1º settembre 1941 </strong>si costituisce a Tarquinia</a> (VT) come <strong>2º Reggimento Paracadutisti</strong> su Comando, Compagnia Cannoni da 47/32, V,VI e VII Battaglione Paracadutisti. E' inquadrato nella <strong>Divisione Paracadutisti</strong> di nuova costituzione, unitamente ai Reggimenti 1º Paracadutisti e Artiglieria. A tali unità si unisce, il 10 marzo 1942 anche 1l 3º Reggimento Paracadutisti. Il 27 luglio 1942, per l'impiego in Africa Settentrionale la Grande Unità prende il nome di <strong>185^ Divisione Paracadutisti \"Folgore\"</strong>, ed i reggimenti vengono rinumerati. Il 2º Reggimento Paracadutisti diviene 186º Reggimento Fanteria \"Folgore\". All'interno del reggimento vi sono dislocati due battaglioni: il <strong>5° (13^, 14^ e 15^ Cp)</strong> e <strong>6° (16^, 17^ e 18^ Cp)</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nell'epica battaglia di El Alamein, sotto il comando del <strong>Colonnello Paracadutista Pietro Tantillo</strong>, il reggimento è investito il giorno <strong>24 ottobre</strong> da violenti attacchi da parte del <strong>1° e 2° battaglione della Legione Straniera Francese</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In particolare, nella depressione di El Qattara, il 5° Battaglione viene investito alle spalle, ed è costretto ad opporsi con gli uomini senza poter utilizzare i mortai. I Paracadutisti del 5° si organizzano a piccole squadre di 4-5 uomini andando all'assalto dei francesi con una tale tenacia da constringerli al ritiro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante giorni e giorni di furiosi scontri, il 186° riesce a tenere saldamente il fronte che le è stato assegnato, respingendo sempre il nemico enormemente superiore per mezzi ed equipaggiamento: la linea di resistenza è rimasta intatta, ma il prezzo pagato altissimo. Il 6° battaglione si immola quasi completamente per manterenere le posizioni, mentre il 5° conterà solo poche decine di superstiti tra Ufficiali, Sottufficiali e Paracadutisti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 6 novembre 1942, quando giunge l'ordine di ripegamento, esce quindi invitto ma decimato ed i pochi superstiti vengono inquadrati nel 285º Battaglione di formazione che, dopo aver combattuto a in Tunisia e nell'ultimo epico scontro di Takrouna, cessa di esistere con la X Armata nel maggio 1943. Tredici Medaglie d'Oro ad Ufficiali Sottufficiali e Paracadutisti testimoniano il valore dimostrato dai \"ragazzi della Folgore\" nel breve ciclo operativo del reggimento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-dopoguerra\">Dopoguerra</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><a href=\"https://brigatafolgore.net/storia-della-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"308\">Dopo la guerra vengono ricostituite le unità paracadutisti</a> e le glorie del 186º Reggimento vengono ereditate dal <strong>V Battaglione del 1° Reggimento Paracadutisti</strong> comandato dal <strong>Maggiore Galassi</strong>. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli anni compresi tra il <strong>1973</strong> ed il <strong>1979</strong> sono quelli durante i quali è stato vissuto lo scioglimento del 1° Reggimento Paracadutisti, ed il conseguente costituirsi in Corpo del <strong>5° Battaglione Paracadutisti “EL ALAMEIN”</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 30 settembre del 1975 il 1° Reggimento Paracadutisti, il cui ultimo Comandante è il senese <strong>Col. Talluri</strong>, si scioglie, e la Bandiera viene affidata al <strong>3° Battaglione “Poggio Rusco”</strong>; il <strong>2° ed il 5° Battaglione</strong> passano alle dipendenze del Comando Brigata e ricevono l'<strong>8 aprile 1976</strong> le Bandiere di guerra decorate di &nbsp;Medaglia d’Oro al Valor Militare, concessa per l’eroismo dimostrato durante le operazioni in Africa Settentrionale, dai disciolti Reggimenti, <strong>186° e 187° della gloriosa Divisione “Folgore”</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-trasferimento-nella-sede-di-siena\">Il trasferimento nella sede di Siena</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":3039,\"width\":\"500px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/3-79-mario-calcagno_hd.jpg\" alt=\"186° Reggimento Paracadutisti Folgore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-3039\" style=\"width:500px\" title=\"186° Reggimento Paracadutisti Folgore - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Siamo nel 1979 in piena guerra fredda, l'addestramento è intenso. Nella foto Paracadutisti del 5° Btg. armati ed equipaggiati per lancio da guerra - Copyright facebook @mario calcagno</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nell’<strong>aprile del 1977</strong> il <strong>Ten. Col. Marinelli</strong> viene traferito nell’attuale sede di Siena e assume il comando del Distaccamento con alle dipendenze&nbsp; la compagnia Esplorante comandata dal <strong>Cap. Celentano</strong>, raggiunta nel mese di luglio dalla <strong>13^ Compagnia fucilieri</strong> comandata dal <strong>Cap. Cirneco</strong>.<br>Il compito è quello di effettuare lavori di adeguamento e manutenzione straordinaria della caserma resa libera in seguito al trasferimento dell’84° Fanteria “VENEZIA” il <strong>4 luglio 1977</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>24 maggio del 1978</strong> il 5° Battaglione Paracadutisti “EL ALAMEIN” completa il suo trasferimento nell’attuale <strong>caserma Bandini</strong>, il &nbsp;Ten. Col. Marinelli ne assume il comando, Nel <strong>1979</strong> una aliquota del 5° Battaglione Paracadutisti, inquadrata in un reparto di formazione, si reca negli <strong>Stati Uniti</strong>, a <strong>Fort Bragg</strong>, dove partecipa ad un intenso ciclo di esercitazioni; nel <strong>1980</strong> la 14^ compagnia si reca in <strong>Francia</strong> per effettuare addestramento presso un reparto transalpino di paracadutisti <strong>Ussari</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel <strong>1982</strong> partecipa alla missione \"<a href=\"https://brigatafolgore.net/italcon-libano-1982-84/\" data-type=\"page\" data-id=\"330\">Libano 2</a>\" in Beirut.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel <strong>1986</strong>, a causa del difficile momento nello scacchiere mediterraneo, è presente nell'operazione “<strong>Girasole</strong>” con la 15^ Compagnia ed una squadra controcarro della <strong>cp. Mortai</strong>, ovvero il presidio dell’isola di<strong> Lampedusa</strong>, contro la quale la <strong>Libia</strong> compie un deliberato atto bellico, lanciando due missili, caduti in mare ma vicino alla costa, contro la base statunitense <strong>LORAN</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il baricentro dell’area di crisi si sposta dunque verso sud, e la <strong>forza d’Intervento rapido</strong>, della quale fa parte la “Folgore”, effettua in <strong>Puglia</strong> impegnative esercitazioni. Nel <strong>1987</strong> prosegue l’operazione “Girasole”, durante la quale i reparti della Brigata paracadutisti si alternano sull’isola di Lampedusa. Nel <strong>1988</strong> ha lugo il primo campo d’arma in Calabria, tra ottobre e novembre, nella zona di Scido (RC).<br>E’ il <strong>27 agosto del 1988</strong> quando il <strong>Ten. Col. Pierluigi Torelli </strong>rileva nel comando il <strong>Ten. Col. Paolo Menchi</strong>. I consueti scambi bilaterali, le esercitazioni della forza d’Intervento rapido, le Ex “<strong>Mangusta</strong>”, le ”<strong>Istrice</strong>”, la “<strong>Condor rosso</strong>”, l’operazione “<strong>Girasole</strong>”, segnano il <strong>1989</strong> come un anno molto intenso per l’intero reparto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":3028,\"width\":\"500px\",\"linkDestination\":\"custom\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><a href=\"https://www.gazzettadisiena.it/donate-quattordici-opere-darte-al-186-reggimento-paracadutisti-folgore/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/186-banidera-guerra-1.jpg\" alt=\"186° Reggimento Paracadutisti Folgore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-3028\" style=\"width:500px\" title=\"186° Reggimento Paracadutisti Folgore - brigatafolgore.net\"/></a><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Bandiera di guerra del 186° Rgt. sfila all'interno della caserma \"Bandini\" di Siena - <a href=\"https://www.gazzettadisiena.it/donate-quattordici-opere-darte-al-186-reggimento-paracadutisti-folgore/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Copyright GAZZETTA DI SIENA</a><br></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>1990</strong> è l’anno della guerra del Golfo ed in conseguenza del conflitto, l’anno seguente, per prevenire possibili atti terroristici, l’intero reparto è impegnato, da gennaio, nella protezione di obiettivi sensibili nelle provincie di <strong>Arezzo, Grosseto, Siena, Bologna, Pisa e Massa Carrara</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 5° Battaglione Paracadutisti partecipa, nel <strong>1991</strong>, alla missione umanitaria e di pace “Provide Comfort” nel&nbsp; Kurdistan Iracheno, decisa nel quadro della risoluzione <strong>n. 687 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU</strong> al fine di assistere i profughi curdi oppressi e dal regime di <strong>Saddam Ussein</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le <strong>cp. 13ª e 15ª</strong>, rinforzate dal personale della <strong>cp. Mortai Medi, e la cp. C.do e S.</strong>, sono impiegate in difficili condizioni ambientali, a migliaia di chilometri di distanza dalla Madre Patria, ed in un primo tempo organizzano campi di accoglienza e forniscono aiuto e sicurezza alle popolazioni in fuga dalla guerra mentre in seguito vengono schierate di fronte alle forze irachene, spinte a Nord dalla pressione degli alleati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-ricostituzione-del-186-reggimento-par-folgore\">Ricostituzione del 186° Reggimento Par. Folgore</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>16 settembre 1992</strong> il <strong>186º Reggimento Paracadutisti \"Folgore\" </strong>viene ricostituito. Fino al dicembre dello stesso anno partecipa all'operazione <a href=\"https://brigatafolgore.net/vespri-siciliani-sicilia-1992/\" data-type=\"page\" data-id=\"332\">Vespri Siciliani</a> a <strong>Palermo</strong> e dal <strong>28 dello stesso mese</strong> viene trasferito in <strong>Somalia</strong> dove partecipa all'<a href=\"https://brigatafolgore.net/reparti-schierati-in-somalia/\" data-type=\"page\" data-id=\"359\">operazione IBIS</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":3043,\"width\":\"400px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/02_degger_b.jpg\" alt=\"186° Reggimento Paracadutisti Folgore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-3043\" style=\"width:400px\" title=\"186° Reggimento Paracadutisti Folgore - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Paracadutista del 186° Rgt. durante l'esercitazione \"Degger Guard\" nel 2022 - <a href=\"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Conclusa-l%E2%80%99esercitazione-Dagger-Guard-220215.aspx\" data-type=\"link\" data-id=\"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Conclusa-l%E2%80%99esercitazione-Dagger-Guard-220215.aspx\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Copyright Esercito Italiano</a></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In seguito prende parte alle numerose operazioni di Ordine Pubblico in Patria e di Peace Keeping all'estero. Tra fine ani '90 ed inizio anni 2000 sarà presente in <strong>Albania, Bosnia e Kosovo, Libano</strong> e con alcuni uomini in <strong>Iraq</strong> nell'operazione <strong>Antica Babilonia</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel <strong>2001</strong> partecipa con grande plauso da parte delle istituzioni alla sicurezza dei una parte della zona rossa nel G8 di Genova.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In particolare i giorni del meeting i Paracadutisti del 186° Reggimento effettuarono la sicurezza perimetrale dell'<strong>Air Force One</strong> del Presidente USA George W. Bush.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel <strong>2009</strong> e nel <strong>2011</strong> è in Afghanistan con l'operazione ISAF, dove ha il comando del contingente Italiano (denominato ITALFOR XX), ricevendo il plauso di tutte le forze della coalizione ISAF.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante questa missione un aliquota di fucilieri Paracadutisti del Reggimento si è occupata della scorta del Comandante di Brigata, il <strong>Generale Paracadutista Rosario Castellano</strong>. Lavoro questo, in passato, esclusivo delle <a href=\"https://brigatafolgore.net/col-moschin-forze-speciali-uomini-speciali/\" data-type=\"page\" data-id=\"325\">forze speciali del Col Moschin</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli anni successivi anni viene schierato nuovamente in <strong>Somalia</strong> (operazione <strong>EUTM</strong>), Libia (operazione <strong>Ippocrate e Ippocrate 2</strong>), <strong>Niger</strong> (operazione <strong>MISIN</strong>), Iraq (operazione Prima <strong>Parthica</strong>) e nuovamente in Afghanistan ad Herat nel 2021 (<strong>TACC-West</strong>). </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-i-comandanti\">I Comandanti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-186º-reggimento-paracadutisti-folgore\">186º Reggimento Paracadutisti \"Folgore\"</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Colonnello Pietro Tantillo, 1941-1942</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Colonnello Enrico Celentano, 1992-1994</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Colonnello Augusto Staccioli, 1994-1997</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Colonnello Emanuele Spagnolo, 1997-2000</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Colonnello Maurizio Fioravanti, 2000-2001</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Colonnello Francesco De Luca, 2001-2002</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Colonnello Rosario Castellano, 2002-2004</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Colonnello Sandro Camiciola, 2004-2006</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Colonnello Manlio Scopigno, 2006-2008</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Colonnello Aldo Zizzo, 2008-2010</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Colonnello Lorenzo D'Addario, 2010-2011</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Colonnello Roberto Angius, 2011-2013</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Colonnello Roberto Trubiani, 2013-2015</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Colonnello Beniamino Vergori, 2015-2017</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Colonnello Michele Fraterrigo, 2017-2019</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Colonnello Federico Bernacca, 2019-2021</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Colonnello Massimo Veggetti, 2021- 2023</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Colonnello Giovanni Corrado, 2023 - 2025</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Colonnello Salvatore Falcone, 2025 - in carica</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-5º-battaglione-paracadutisti-el-alamein\">5º Battaglione Paracadutisti \"El-Alamein\"</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Dal 1941 al 1942</strong> </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Maggiore (poi Ten. Col.) Giuseppe Izzo</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Dal 1963 al 1978 presso la sede di Livorno</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Ten. Col. Tito Salmi</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Ten. Col. Emilio Manfrone</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Ten. Col. Spiridione Lulli</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Ten. Col. Giorgio Galassi</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Ten. Col. Franco De Vita</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Ten. Col. Italo Papalia</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Ten. Col. Lucio Innecco</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Ten. Col. Paolo Cristofari</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Ten. Col. Carlo Lorenzetti</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Ten. Col. Mario Chiabrera</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Ten. Col. Giuseppe Erriquez</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Dal 1978 al 1992 presso la sede di Siena</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Ten. Col. Augusto Marinelli</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Ten. Col. Francesco Merlino</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Ten. Col. Bruno Loi</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Ten. Col. Giocchino Grassi</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Ten. Col. Paolo Menchi</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Ten. Col. Pierluigi Torelli</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Ten. Col. Augusto Staccioli</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Dal 1992 nel ricostituito 186º Reggimento Paracadutisti \"Folgore\"</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Ten. Col. Alessandro Puzzilli 16/09/1992-15/09/1993</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Ten. Col. Valentino Buttazzo 16/09/1993-15/09/1994</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Ten. Col. Antonio Satta 16/09/1994-17/09/1995</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Ten. Col. Maurizio Fioravanti 18/09/1995-31/08/1997</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Ten. Col. Marco Bedina 01/09/1997-06/09/1998</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Ten. Col. Rosario Castellano 07/09/1998-08/09/1999</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Ten. Col. Maurizio Morena 09/09/1999-10/09/2000</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Ten. Col. Massimo Mingiardi 11/09/2000-05/09/2001</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Magg. (poi Ten. Col.) Aldo Zizzo 06/09/2001-26/09/2002</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Ten. Col. Gabriele Toscani De Col 27/09/2002-14/10/2003</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Ten. Col. Lorenzo D'Addario 14/10/2003-14/10/2004</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Ten. Col. Domenico Di Rosalia 15/10/2004-1/12/2005</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Ten. Col. Roberto Angius 02/12/2005-25/10/2007</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Ten. Col. Claudio Ladisi 26/10/2007-30/10/2008</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Ten. Col. Alessandro Albamonte 31/10/2008-05/11/2009</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Ten. Col. Angelo Sacco 06/11/2009-19/11/2010</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Ten. Col. Sergio Cardea 19/11/2010-24/11/2011</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Ten. Col. Francesco Matarrese 25/11/2011-06/09/2012</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Ten. Col. Giuseppe Scuderi 07/09/2012-08/09/2013</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Ten. Col. Stefano Fanì 09/09/2013-24/07/2014</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Ten. Col. Federico Bernacca 25/07/2014-27/07/2015</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Ten. Col. Vincenzo Zampella 28/07/2015-15/09/2016</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Ten. Col. Massimiliano Mongillo 16/09/2016-10/08/2017</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Ten. Col. Francesco Errico 11/08/2017-06/09/2018</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Ten. Col. Enrico Iazzetta 07/09/2018-03/09/2020</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Ten. Col. Amos Virgona 04/09/2020-09/09/2021</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Ten. Col. Ivan Crescini 10/09/2021-15/09/2022</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Ten. Col. Giuseppe Petrella 16/09/2022-15/09/2023</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Ten. Co.l Dimitri Sasso 16/09/2023-11/10/2024</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Ten. Col. Daniele Demaestri 12/10/2024-in corso</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-missioni-nel-dopoguerra\"><strong>Missioni</strong> nel dopoguerra</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":3031,\"width\":\"500px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/quinto-kosovo.jpg\" alt=\"186° Reggimento Paracadutisti Folgore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-3031\" style=\"width:500px\" title=\"186° Reggimento Paracadutisti Folgore - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il 5° Battaglione in Kosovo nel gennaio 2001, guidati dal Maggiore Aldo Zizzo, schierato con tutte le compagnie.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Gennaio 1983 - febbraio 1984 - Libano, Operazione Libano 2</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Marzo - settembre 1986 - Italia, Lampedusa, Operazione Girasole</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Ottobre - dicembre 1990 - Italia, Calabria, Operazione Aspromonte</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Gennaio - aprile 1991 - Iraq Kurdistan, Operazione Provide Comfort</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Aprile - luglio 1992 - Sicilia, Operazione Vespri Siciliani</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Marzo - luglio 1993 - Somalia, Operazioni Restore Hope - IBIS</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Maggio - ottobre 1999 - Bosnia, NATO SFOR Operazione Constant Forge</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Maggio - ottobre 2000 - Albania, NATO KFOR Operazione Joint Guardian</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Luglio 2001 - Genova, Operazione G8</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Ottobre 2001 - febbraio 2002 - Kosovo, NATO KFOR Operazione Consistent Effort</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Marzo - maggio 2002 - Toscana, Operazione Domino</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Agosto - settembre 2003 - Bosnia, NATO SFOR OTHF</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Gennaio - luglio 2004 - Kosovo, NATO KFOR Operazione Decisive Endeavour</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Ottobre - novembre 2005 - Kosovo, NATO KFOR Operazione Determined Effort</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Gennaio-marzo 2006 Italia, Torino Operazione Domino \"Olimpiadi Invernali\"</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Aprile - agosto 2007 - Libano, UNIFIL Operazione Leonte</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Novembre 2008 - gennaio 2009 - Italia, Caserta, Operazione Strade Sicure</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Aprile - ottobre 2009 - Kabul, Afghanistan, NATO ISAF</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Febbraio - settembre 2011 - Bakwa e Gulistan, Afghanistan, NATO ISAF</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Agosto - settembre 2012 - Emilia-Romagna, Operazione Una Acies</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Maggio 2013 - Marzo 2015 - Somalia, EUTM Somalia</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Maggio - luglio 2015 - Milano, Operazione \"EXPO 2015\"</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Settembre 2016 - febbraio 2017 - Libia, Operazioni Ippocrate e Ippocrate 2</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Dicembre 2017 - luglio 2018 - Toscana, Operazione Strade Sicure</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Dicembre 2018 - Gennaio 2020 - Niger, Operazione MISIN</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Luglio - dicembre 2019 - Toscana, Operazione Strade Sicure</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Agosto 2019 - marzo 2020 - Iraq, Operazione Prima Parthica</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Gennaio 2021 - Afghanistan - Operazione \" TACC- West \" (Herat)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Dicembre - Giugno 2022 - Toscana, Operazione \"Strade Sicure\"</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-onoreficenze-alla-bandiera-di-guerra\">Onoreficenze alla Bandiera di Guerra</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-medaglia-d-oro-al-valor-militare\">Medaglia d'oro al valor militare</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Reggimento paracadutisti della gloriosa Divisione “Folgore”, in unione alle aliquote divisionali ad esso assegnate, per tre mesi, senza soste, si prodigò valorosamente in numerose azioni offensive e difensive stroncando sempre l'impetuosa avanzata del nemico enormemente superiore per numero e per mezzi. Nell'epica battaglia di El Alamein, stremato per le perdite subite, cessato ogni rifornimento di acqua, viveri e munizioni, con la fede che solo il più sublime amor di Patria può generare, respingeva sdegnosamente, al grido di \"Folgore\" ripetuti inviti alla resa, dimostrando in tal modo che la superiorità dei mezzi poteva soverchiare i paracadutisti d'Italia, piegarli mai. Attraverso innumerevoli episodi d'eroismo collettivi ed individuali, protraeva la resistenza tino al totale esaurimento di ogni mezzo di lotta imponendosi al rispetto ed all'ammirazione dello stesso nemico, scrivendo così una delle pagine più fulgide di valore per l'Esercito italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph --><cite>Africa settentrionale, 23 ottobre - 6 novembre 1942</cite></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-medaglia-d-argento-al-valor-dell-esercito\">Medaglia d'argento al valor dell'Esercito</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 186º reggimento paracadutisti \"Folgore\", inquadrato nelle forze italiane in Somalia, partecipava alle operazioni di soccorso alla popolazione somala prodigandosi con totale dedizione ed elevata professionalità nella pericolosa missione e confermando, in numerose azioni di rastrellamento per la ricerca d'armi ed in operazioni contro guerriglieri ed anti banditismo, l'altissimo livello d'efficienza, il grande coraggio e la generosità dei suoi effettivi. Coinvolto in numerosi conflitti a fuoco reagiva sempre con efficacia e determinazione mettendo in luce il valore militare, la capacità operativa e la fortissima motivazione dei propri uomini. Nonostante le gravi perdite subite in combattimento, continuava ad assolvere i compiti affidati senza flessioni, con la fierezza e l'orgoglio di perseverare nel tentativo di ridare sicurezza e soccorso umanitario al martoriato popolo somalo e nella determinazione di rendere onore alla patria lontana.</p>\n<!-- /wp:paragraph --><cite>Somalia, 27 dicembre 1992 - 8 giugno 1993</cite></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-medaglia-d-argento-al-valor-dell-esercito-0\">Medaglia d'argento al valor dell'Esercito</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Reggimento paracadutisti dalle gloriose tradizioni di virtù militari, durante l'operazione “Decisive Endeavour” in Kosovo, affrontava con straordinario coraggio i disordini che il 17 e 18 marzo 2004 interessavano tutto il territorio kosovaro. Il reparto interveniva a difesa dei monasteri di Dakovica e Decane e a protezione dei villaggi di etnia serba di Belo Polje, Bica e Grabac. I paracadutisti del reggimento, per nulla intimoriti dall'atteggiamento aggressivo e violento dei rivoltosi, ne respingevano con risposta armata i ripetuti assalti, sottraendo alla furia dei dimostranti le comunità minacciate e salvaguardando l'incolumità dei religiosi e l'integrità di numerosi luoghi di culto della religione serbo-ortodossa. Ammirevole esempio di reparto che, per coraggio, altissimo senso del dovere, generoso sprezzo del pericolo, spirito di solidarietà evidenziati, ha contribuito concretamente a dare lustro e prestigio alla Forza Armata ed alla nazione in ambito multinazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph --><cite>Dakovica, Belo Polje, Decane, Bica, Grabac (Kosovo) 17-18 marzo 2004</cite></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-cavaliere-all-ordine-militare-d-italia\">Cavaliere all'ordine militare d'Italia</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Reggimento paracadutisti costantemente animato da eccezionale abnegazione e saldezza morale conduceva, con coraggio e perizia, operazioni cinetiche in contesti caratterizzati da notevoli minacce terroristiche e da violenti scontri interetnici. Con valorosa professionalità e consapevole sprezzo del pericolo, gli uomini e le donne del reggimento hanno dato prova di mirabile efficienza, conseguendo notevoli risultati nell'ambito delle numerose e rischiose missioni assegnate. Luminoso esempio di unità fortemente motivata, che con il suo operato, ha contribuito ad accrescere il lustro e il prestigio dell'Italia e delle sue Forze Armate in campo internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph --><cite>Afghanistan, Somalia, Libia, 2009 - 2021</cite></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-onorificenze-individuali\">Onorificenze individuali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-medaglia-d-oro-al-valor-militare-0\">Medaglia d'oro al valor militare</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Sergente Maggiore Mario Giaretto – Quota 99 di Deir Alinda (Africa Settentrionale), notte sull'8 agosto 1942.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Sottotenente Giovanni Stassi – Africa Settentrionale, 25 agosto-2 settembre 1942.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Sottotenente Omero Lucchi – Africa Settentrionale, 31 agosto-4 settembre 1942.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Tenente Roberto Bandini – Quota 125 di Qaret El Himeimat (Egitto), 23-25 ottobre 1942.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Sottotenente Giovanni Gambaudo – Qaret El Himeimat (Africa Settentrionale), 23-24 ottobre 1942.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Paracadutista Giuseppe Cappelletto – Quota 125 di Qaret El Himeimat (Africa Settentrionale), 23-25 ottobre 1942.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Sergente Maggiore Nicola Pistillo – Africa Settentrionale, 23-25 ottobre 1942.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Paracadutista Leandro Franchi – Africa Settentrionale, novembre 1942.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Tenente Marco Gola – Egitto, Naqb Rala (EI Alamein), 23-25 ottobre 1942.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Tenente Colonnello Carlo Marescotti Ruspoli Principe di Poggio Suasa – Deir el Munassib, 4 novembre 1942.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Paracadutista Antonio Andriolo – Quota 125 di Qaret El Himeimat, Quota 146 di Rain Pool, 23 ottobre - 4 novembre 1942.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Paracadutista Gerardo Lustrissimi – Africa Settentrionale, 23-25 ottobre 1942.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Paracadutista Pasquale Baccaro – Mogadiscio, 2 luglio 1993.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Sottotenente Gianfranco Paglia – Mogadiscio, 2 luglio 1993.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-medaglia-d-oro-al-valor-dell-esercito\">Medaglia d'oro al valor dell'esercito</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Caporal Maggiore Stefano La Mattina - Parmakan (Afghanistan), 23 settembre 2009.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2023/12/186folgore.jpg","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2023-12-08 17:34:07"}
{"id":352,"titolo":"187° Reggimento Paracadutisti Folgore","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 187º Reggimento paracadutisti \"Folgore\" è uno degli storici reggimenti di paracadutisti dell'Esercito Italiano, da sempre inquadrato nella Brigata Paracadutisti Folgore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-origini\">Origini</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":7314,\"width\":\"400px\",\"linkDestination\":\"media\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><a href=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/187-folgore-scuderi.jpg\"><img title=\"187° Reggimento Paracadutisti Folgore - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/187-folgore-scuderi.jpg\" alt=\"187° Reggimento Paracadutisti Folgore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-7314\" style=\"width:400px\"/></a><figcaption class=\"wp-element-caption\">2018, bandiera di guerra del 187° Reggimento con in testa il Colonnello Giuseppe Scuderi durante il 77° anniversario del lancio su Cefalonia</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il I Battaglione Paracadutisti prese vita il<strong> 1º luglio 1940 </strong>da un gruppo completamente formato da militari italiani volontari provenienti da varie specialità. Quindici giorni dopo, a seguito della costituzione del I Battaglione Carabinieri Paracadutisti, viene ridenominato \"II Battaglione\", in ragione dell'anzianità d'Arma.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>30 aprile 1941</strong> effettua il primo aviolancio di guerra dei Paracadutisti italiani sull'isola di Cefalonia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al rientro dalle Isole Ioniche il Battaglione, inquadrato nel \"1º Reggimento Paracadutisti\", inizia l'addestramento per l'invasione dell'isola di Malta con i paracadutisti della Fallschirmjäger-Brigade Ramcke, veterana dell'avioassalto su Creta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I paracadutisti tedeschi trasmettono ai compagni d'arme italiani non solo le efficacissime procedure tattiche della fanteria aviotrasportata germanica, difesa in profondità e contrassalto in primis, ma anche e soprattutto quello spirito di comunità, condivisione e fratellanza tra ufficiali, sottufficiali e truppa che rendeva le loro unità straordinariamente coese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-reggimento\">Reggimento</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nell'estate del <strong>1942</strong>, abbandonata ogni velleità di attacco alla roccaforte britannica, il 1º Reggimento, viene ridenominato 187° (Battaglioni II, IV e IX), inquadrato nella 185ª Divisione paracadutisti Folgore ed inviato in Africa Settentrionale. Nelle sabbie del Sahara egiziano il 187° prende parte alle battaglie che portano al consolidamento del fronte sulla linea di El Alamein. Occupa infine la porzione settentrionale del settore assegnato alla Divisione Folgore, alla quale è affidato il compito di difendere la parte più meridionale dello schieramento dell'Armata Italo-Tedesca, in pieno deserto, a contatto con il paesaggio lunare della depressione di El Qattara.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>23 ottobre</strong> inizia la seconda battaglia di El Alamein. Il Reggimento, schierato in primo scaglione a sinistra del dispositivo della Divisione Folgore, resiste con indomita tenacia e con successo ai ripetuti tentativi di penetrazione del XIII Corpo Britannico, e inizia a ripiegare, invitto, solo il <strong>4 novembre</strong>, a seguito dell'ordine impartito da Rommel all'intera Armata, in ragione del crollo del settore settentrionale del fronte. Senz'acqua, munizioni né automezzi, il Reggimento inizia con i resti della Divisione, una eroica, ultima resistenza nel deserto, finita in una drammatica sconfitta. Con un ossequio al valore dall'avversario, gli Inglesi concessero l'onore delle armi. Il Colonnello Camosso passa quindi per l'ultima volta in rassegna i superstiti del 187°.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per i fatti d'arme di El Alamein è stata conferita alla Bandiera del 187º Par. Folgore la medaglia d'Oro al valor militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-nel-dopoguerra\">Nel dopoguerra</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il II Battaglione viene ricostituito nel <strong>1963</strong> acquisendo il nome di Tarquinia, in onore della città dove era stata istituita nel <strong>1940</strong> la prima scuola di paracadutismo in territorio italiano, e inquadrato nel 1º reggimento paracadutisti. Il II battaglione Tarquinia è reso autonomo a partire dal 1976, custodendo la Bandiera del 187º Rgt.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli anni '80 ha preso parte alla missione in Libano con Italfor.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-ricostituzione\">La ricostituzione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel <strong>1992 </strong>viene ricostituito il 187º Reggimento Paracadutisti Folgore. Il Reggimento, che inquadrava la compagnia Comando \"Aquile\" e il II battaglione \"Tarquinia\", ha partecipato a tutte le operazioni fuori area che hanno visto impegnato l'Esercito Italiano da quella data.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dagli anni 2000 si compone di un comando di reggimento, una compagnia per il supporto logistico ed un battaglione paracadutisti, pedina operativa dell'unità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-operazioni\">Operazioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-in-teatro-operativo\"><strong>In teatro operativo</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Libano 1982</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Iraq 1991 (operazione Airone)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Somalia (operazione Ibis 1)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Somalia (operazione Ibis 2)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Bosnia 1996</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Albania 1997 (operazione Alba)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Timor est 1999 - 2000</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Bosnia 1999 - 2000</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Afghanistan 2003 (operazione Nibbo 2-Enduring Freedom)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Kosovo 2004</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Iraq 2005 (operazione Antica Babilonia)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Afghanistan 2009 (ISAF XII)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Afghanistan 2011 (ISAF XVI)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Kurdistan Iracheno 2015 - 2019 (prima parthica)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Mali 2020</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Afghanistan 2021 (Resolute Support)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Niger 2021 (MISIN)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>LIbano 2023 (LEONTE XXXIII)</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-in-ambito-nazionale\"><strong>In ambito nazionale</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Presidio delle isole di Lampedusa e di Pantelleria (1986-1988)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Operazione Vespri siciliani (1992)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Operazione Strade Sicure dal 2008 ad oggi</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Expo 2015 (Milano)</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-organizzazione\">Organizzazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Comando di Reggimento</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>2º Battaglione fanteria paracadutisti \"Tarquinia\"<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>4ª Compagnia fucilieri paracadutisti Falchi</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>5ª Compagnia fucilieri paracadutisti Pipistrelli</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>6ª Compagnia fucilieri paracadutisti Grifi</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>10ª Compagnia supporto alla manovra paracadutisti Draghi</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Compagnia Supporto Logistico Aquile</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Sezione sportiva (combattimento e arti marziali)</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-stemma\">Stemma</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'emblema del 187° fu disegnato nel <strong>1942</strong> dal Ten.col. Alberto Bechi Luserna, secondo Comandante di Reggimento, MOVM alla memoria, per il IV Battaglione. Riproduce il gladio e l'ala stilizzata, emblema dei Paracadutisti d'Italia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il motto riportato sulla fascia è Ex Alto Fulgur, Folgore dall'alto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-onorificenze-alla-bandiera\">Onorificenze alla Bandiera</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-medaglia-d-oro-al-valor-militare\">Medaglia d'oro al valor militare</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Reggimento paracadutisti della gloriosa Divisione “Folgore”, in unione alle aliquote divisionali ad esso assegnate, per tre mesi, senza soste, si prodigò valorosamente in numerose azioni offensive e difensive stroncando sempre l’impetuosa avanzata del nemico enormemente superiore per numero e per mezzi. Nell’epica battaglia di El Alamein, stremato per le perdite subite, cessato ogni rifornimento di acqua, viveri e munizioni, con la fede che solo il più sublime amor di Patria può generare, respingeva sdegnosamente, al grido di \"Folgore\" ripetuti inviti alla resa, dimostrando in tal modo che la superiorità dei mezzi poteva soverchiare i paracadutisti d’italia, piegarli mai. Attraverso innumerevoli episodi d’eroismo collettivi ed individuali, protraeva la resistenza fino al totale esaurimento di ogni mezzo di lotta imponendosi al rispetto ed all’ammirazione dello stesso nemico, scrivendo cosi’ una delle pagine più fulgide di valore per l’Esercito italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph --><cite><em>Africa Settentrionale, 22 luglio - 12 ottobre 1942; Battaglia di El Alamein, 23 ottobre - 6 novembre 1942.</em></cite></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-medaglia-d-argento-al-valore-dell-esercito\">Medaglia d'argento al valore dell'Esercito</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 187° Reggimento Paracadutisti \"Folgore\", inquadrato nelle forze italiane in Somalia, partecipava alle operazioni di soccorso alla popolazione somala prodigandosi con totale dedizione ed elevata professionalità nella pericolosa missione e confermando, in numerose azioni di rastrellamento per la ricerca d'armi ed in operazioni contro guerriglieri ed anti banditismo, l'altissimo livello d'efficienza, il grande coraggio e la generosità dei suoi effettivi. Coinvolto in numerosi conflitti a fuoco reagiva sempre con efficacia e determinazione mettendo in luce il valore militare, la capacità operativa e la fortissima motivazione dei propri uomini. Nonostante le gravi perdite subite in combattimento, continuava ad assolvere i compiti affidati senza flessioni con la fierezza e l'orgoglio di perseverare nel tentativo di ridare sicurezza e soccorso umanitario al martoriato popolo somalo e nella determinazione di rendere onore alla Patria lontana</p>\n<!-- /wp:paragraph --><cite>Somalia, 27 dicembre 1992 - 3 luglio 1993.</cite></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-medaglia-d-argento-al-valore-dell-esercito-0\">Medaglia d'argento al valore dell'Esercito</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Reggimento paracadutisti inquadrato nella brigata multinazionale nord impegnata in Bosnia-Herzegovina, svolgeva i compiti assegnati con straordinario entusiasmo, totale dedizione e non comune spirito di sacrificio. Nel corso delle molteplici attivita' di controllo del territorio, monitoraggio, pattugliamento degli itinerari, scorta a convogli umanitari e controllo ed ispezioni dei siti, in una situazione operativa ed ambientale particolarmente delicata e complessa, operava con costante equilibrio, profondo senso del dovere ed elevatissima professionalita'. L'incessante impegno nel sostegno umanitario alle popolazioni, nella prevenzione delle attivita' criminose della malavita ricorrendo sovente a capillari e rischiose azioni di rastrellamento e nel salvataggio di numerose vite umane, mettevano in luce le straordinarie capacita' e le eccezionali doti di coraggio, fermezza e solidarieta' degli uomini del 187° reggimento che assolvevano, talvolta a rischio dell'incolumita' personale, una funzione determinante per il ripristino della convivenza pacifica nell'area. Chiaro esempio di unita' coesa e fortemente motivata che ha evidenziato nei suoi uomini altissima professionalita', concreta saldezza morale ed elevate virtu' militari, contribuendo ad accrescere significativamente il prestigio dell'Italia e della Forza armata nel contesto internazionale</p>\n<!-- /wp:paragraph --><cite>Sarajevo, 3 luglio 1996-24 marzo 1997.</cite></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-cavaliere-ordine-militare-d-italia\">Cavaliere Ordine Militare d'Italia</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Impegnato in zona di operazioni montuosa in Afghanistan, ha fronteggiato molteplici difficoltà e pericoli determinati da degrado ambientale, forti tensioni sociali e politiche e da una situazione operativa difficile ed altamente rischiosa. Ha assolto la missione affidatagli con valorosa professionalità ed altissimo senso di responsabilità, fornendo costante esempio di valore, slancio e spirito di abnegazione. Il pieno successo conseguito testimonia il coraggio e l'elevata efficienza ed efficacia di tutti gli uomini e le donne del Reggimento, che hanno così contribuito ad accrescere il prestigio dell'Esercito e della Nazione nel contesto internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph --><cite>Khost (Afghanistan), 15 giugno -15 settembre 2003</cite></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-medaglia-di-bronzo-al-valore-dell-esercito\">Medaglia di bronzo al valore dell'Esercito</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Reggimento paracadutisti impiegato in teatro afghano, assolveva brillantemente ai propri compiti con consapevole sprezzo del pericolo, indiscusso valore e costante spirito di sacrificio. In particolare, nel corso di violenti e ripetuti attacchi a un convoglio, sosteneva accesi combattimenti respingendo le forze ostili attraverso numerosi episodi di coraggio e riuscendo, in tal modo, a evitare il coinvolgimento della popolazione civile negli scontri. Straordinaria espressione di nobili ideali, assoluta dedizione al servizio ed elette virtù militari, con il suo operato rinnovava la tradizione e il valore dei paracadutisti, contribuendo a esaltare il prestigio dell'Esercito.</p>\n<!-- /wp:paragraph --><cite>Afghanistan, 3 aprile - 20 ottobre 2009.</cite></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2023/12/187.jpg","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2023-12-08 17:34:07"}
{"id":353,"titolo":"185º Rgt. Paracadutisti Ricognizione Acquisizione Obiettivi \"Folgore\"","contenuto_html":"<!-- wp:image {\"id\":5627,\"width\":\"450px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img title=\"185º Rgt. Paracadutisti Ricognizione Acquisizione Obiettivi \"Folgore\" - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/185rrao2.jpg\" alt=\"185º Rgt. Paracadutisti Ricognizione Acquisizione Obiettivi \" class=\"wp-image-5627\" style=\"width:450px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Operatori del 185° RRAO \"Folgore\" - <a href=\"https://it.insideover.com/guerra/chi-sono-e-cosa-fanno-gli-uomini-del-185esimo-rrao.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Copyright INSIDEOVER.COM</a></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Il 185º Reggimento paracadutisti Ricognizione ed Acquisizione Obiettivi \"Folgore\"</strong> (abbreviato in 185º RRAO) è un reparto dell'Esercito Italiano, dal <strong>2018</strong> inserito nelle forze speciali, composto da personale specificatamente selezionato e formato, particolarmente addestrato ed equipaggiato per condurre l’intero spettro dei compiti tipici delle “Operazioni Speciali”, particolarmente specializzato nella condotta di Ricognizioni speciali e Operazioni di guida terminale del fuoco.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 185º reggimento RRAO ha una “vocazione” spiccatamente intelligence ed è specializzato nelle azioni dirette che prevedono l’ingaggio di obiettivi “a distanza” (ovvero con modalità “stand-off”) sfruttando l’armamento in dotazione e tutte le piattaforme di fuoco terrestri, aeree e navali. Il “RRAO” opera normalmente infiltrando distaccamenti operativi equipaggiati e addestrati per operare “oltre le linee nemiche”, a grande distanza dalle forze amiche ed in completo isolamento tattico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La componente operativa del reggimento è costituita da ufficiali, sottufficiali, graduati e volontari in servizio permanente o in ferma prefissata, addestrati e selezionati mediante un iter formativo della durata di circa due anni, che culmina nell’attribuzione del brevetto di \"Acquisitore Obiettivi\", con dipendenza operativa dal <a href=\"https://brigatafolgore.net/comando-delle-forze-speciali-dellesercito-comfose/\" data-type=\"page\" data-id=\"7747\">Comando interforze per le operazioni delle forze speciali (COMFOSE)</a>, ed è di stanza a Livorno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Trae le sue origini dal 1º Reggimento fanteria paracadutisti, inserito nella <a href=\"https://brigatafolgore.net/storia-della-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"308\">1ª Divisione paracadutisti “Folgore”</a>, che alla fine del <strong>luglio 1942</strong> nell’ambito di una riorganizzazione delle unità, cedette il III battaglione che unito all'XI, costituì il 185º Reggimento fanteria paracadutisti “Folgore”. Allorquando la divisione fu aerotrasportata in Nord Africa, il 185º rgt. fu trattenuto in Italia quale nucleo iniziale per costituire in novembre la 184ª Divisione paracadutisti \"Nembo\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nell'<strong>aprile 1943,</strong> il 185º reggimento fu distaccato dalla divisione “Nembo” per essere prima inviato sul Carso e in agosto in Sicilia, per fronteggiare lo sbarco degli alleati sull’isola. Successivamente, ricevette l’ordine di ripiegare in Calabria, dove dal 3 settembre fu impiegato in combattimenti contro i britannici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-lo-squadrone-f\">Lo Squadrone \"F\"</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’armistizio dell’<strong>8 settembre 1943</strong> generò un disorientamento generale che si ripercosse anche sul reggimento e in particolare sui tre battaglioni che operavano in maniera autonoma. Una parte del III Battaglione, guidata dal capitano Sala, si unì alle forze tedesche. Invece il Cap. Carlo Francesco Gay, comandante della 9ª compagnia del III battaglione e altri paracadutisti, decisero di staccarsi dal grosso del battaglione per rispettare le clausole armistiziali. Mentre il grosso dell'XI Battaglione costituì il 185º Reparto autonomo arditi paracadutisti \"Nembo\", confluendo nell'Esercito cobelligerante, l’aliquota di paracadutisti guidati dal Capitano Gay entrò a far parte nel XIII corpo d’armata britannico, costituendo il nucleo iniziale nel cosiddetto 1º Reparto speciale autonomo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel <strong>gennaio 1944</strong>, il reparto al comando del Cap. Gay, si trasformò in 1º Squadrone da ricognizione \"Folgore\", meglio conosciuto come “Squadrone F” oppure “F Recce Squadron”. Lo Squadrone F fu impiegato in ruoli d’avanguardia, svolgendo attività di pattuglia oltre le linee nemiche, con compiti di ricognizione, osservazione e raccolta d’informazioni nonché colpi di mano contro obiettivi sensibili, allo scopo di favorire l’avanzata delle forze alleate da sud a nord, per la liberazione dell’Italia dall’occupazione tedesca. Il primo teatro operativo, furono le montagne abruzzesi della Majella. seguirono impieghi nel centro Italia e in Toscana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>2 settembre 1944</strong>, in uno scontro in località Monte Pomponi (AR), caddero eroicamente il Ten. Eldo Capanna ed il Serg. Otello Boccherini, entrambi decorati di medaglia d’oro al valore militare alla memoria. Nel mese di marzo del <strong>1945</strong>, lo Squadrone F, fu chiamato ad assolvere un ultimo impegnativo compito, che ne determinò il passaggio alla storia del paracadutismo militare italiano: l’Operazione Herring.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo Squadrone F, rinforzato con circa 100 paracadutisti volontari scelti del reggimento paracadutisti “Nembo”, il 20 aprile <strong>1945</strong>, dall’aeroporto di Rosignano (LI), 226 paracadutisti italiani s’imbarcò su velivoli statunitensi mod. C47 Douglas. L’aviolancio, già ad elevato rischio, risultò oltremodo arduo in considerazione della forte contraerea nemica. Dopo l’aviolancio gli scontri furono intensi ed aspri, con diversi caduti. Il lancio di guerra rappresentò l’apice e nello stesso tempo la conclusione dell’epopea dello Squadrone che fu sciolto qualche mese più tardi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-dopoguerra\">Dopoguerra</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel dopoguerra le tradizioni del reggimento furono mantenute dal <strong>1957</strong> dal Battaglione addestramento paracadutisti della Scuola Militare di Paracadutismo , dal <strong>1975</strong> denominato 3º Battaglione paracadutisti \"Poggio Rusco\", sempre inquadrato fino al 1996 nella SMIPAR con sede a Pisa, da quella data a Scandicci e quindi disciolto nel <strong>1998</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>3 aprile del 2000</strong>, nel quadro della riorganizzazione delle unità dell’Esercito, fu costituito il 185º Reggimento Artiglieria Terrestre (Paracadutisti Acquisizione Obiettivi) \"Folgore\" dalla riconfigurazione del 185º Reggimento artiglieria paracadutisti “Folgore”, della Brigata Folgore (Livorno), raccogliendo anche l’eredità del disciolto 13º Gruppo Acquisizione Obiettivi \"Aquileia\" (GRACO) di cui assunse il motto “Videre nec videri” (vedere senza essere visti). Nel <strong>2002</strong> il reggimento venne inserito nel bacino delle forze per operazioni speciali (FOS) dell’Esercito e nel <strong>2004</strong> assunse la denominazione di 185º Reggimento paracadutisti ricognizione acquisizione obiettivi “Folgore” (RAO).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-ricostituzione\">La ricostituzione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":5628,\"width\":\"450px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img title=\"185º Rgt. Paracadutisti Ricognizione Acquisizione Obiettivi \"Folgore\" - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/185rrao.jpg\" alt=\"185º Rgt. Paracadutisti Ricognizione Acquisizione Obiettivi \" class=\"wp-image-5628\" style=\"width:450px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Reggimento viene validato forza speciale tier 1 nell'ottobre 2018 - Copyright <a href=\"https://www.esercito.difesa.it/concorsi-e-arruolamenti/pagine/l-acquisitore-obiettivi.aspx\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Ministero della Difesa</a></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>21 giugno 2013</strong>, nell’ambito del programma di potenziamento della Brigata paracadutisti, fu ricostituito il <a href=\"https://brigatafolgore.net/185o-reggimento-artiglieria-paracadutisti-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"479\">185º Reggimento artiglieria paracadutisti \"Folgore\"</a>, con sede a Bracciano (RM), riprendendo la bandiera di guerra fino ad allora custodita dal 185º rgt. RAO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Contestualmente al 185º Reggimento paracadutisti ricognizione acquisizione obiettivi \"Folgore\" viene assegnata la Bandiera di Guerra un tempo appartenuta al 185º Reggimento fanteria paracadutisti \"Folgore\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con la ristrutturazione delle Forze Armate italiane, nel 2014 il 185° RRAO, così come il <a href=\"https://brigatafolgore.net/9-reggimento-col-moschin-la-punta-di-diamante/\" data-type=\"page\" data-id=\"325\">9º Reggimento d'assalto paracadutisti \"Col Moschin\"</a>, è uscito dalla Brigata paracadutisti \"Folgore\" per entrare nel nuovo COM.FO.S.E, comando a livello Brigata, responsabile di garantire la necessaria unitarietà all'addestramento, all'approntamento, allo sviluppo procedurale nonché all'acquisizione dei materiali per il comparto Forze Speciali dell'Esercito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>21 giugno 2015</strong> il Reggimento ha ricevuto come fregio da basco, lo stemma dello Squadrone da ricognizione Folgore (Squadrone F).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'inserimento nelle forze speciali italiane viene validato nell'<strong>ottobre 2018</strong> con l'esercitazione \"Notte scura 2018\", con dipendenza operativa dal Comando interforze per le operazioni delle forze speciali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-i-simboli-del-reggimento\">I simboli del reggimento</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-lo-stemma-araldico\"><strong>Lo stemma araldico</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno dei simboli del reggimento è lo stemma araldico. All’interno della lista bifida d’oro, svolazzante, collocata sotto la punta dello scudo è riportato il motto: “Come Folgore”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-fregio\"><strong>Il fregio</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il fregio del copricapo è stato assegnato al reparto il <strong>19 giugno 2015</strong>. Gli acquisitori cambiarono il fregio metallico da basco che riproduce quello appartenuto, durante il secondo conflitto mondiale, allo squadrone da ricognizione folgore (Squadrone F).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-distintivo-di-reparto\"><strong>Il distintivo di reparto</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il distintivo, in metallo brunito su pendente in cuoio, è di forma ovale con bordo in rilievo riportante la denominazione del reparto. Rappresenta una calotta di paracadute con fascio funicolare parzialmente visibile (simbolo di specialità); caricato da un gladio posto in palo con la punta all’ingiù al pipistrello dal volo abbassato (presupposto operativo in ambiente notturno); a sua volta caricato da una rosa dei venti, al globo terrestre poggiante sulla diramazione, delle marre dell’ancora (impiego in qualsiasi regione terrestre e scenario operativo, compreso quello anfibio). Sulla punta dell’ovale una lista bifida svolazzante con la scritta in lettere maiuscole VIDERE NEC VIDERI (vedere senza essere visti).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-le-mostrine\"><strong>Le mostrine</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le mostrine metalliche da bavero dell’arma di fanteria con il gladio, il paracadute e l’ala delle aviotruppe. Il colore azzurro richiama la specialità paracadutista.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-pugnale-herring\"><strong>Il pugnale Herring</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il pugnale storico del reggimento, che il personale indossa in occasione delle cerimonie principali, riproduce il pugnale fornito in dotazione ai paracadutisti dello Squadrone F, da parte dei militari inglesi durante la seconda guerra mondiale. In considerazione dell’impiego a cui era destinato lo squadrone, il personale ricevette da parte dei commando britannici specifico addestramento all’aviolancio, all’uso degli esplosivi, alle tecniche di combattimento non convenzionali. I paracadutisti ricevettero equipaggiamento, materiali e armamento, tra cui il “commando dagger” (modello Fairbairn), già in dotazione ai reparti speciali inglesi dell’epoca.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-bandiera-di-guerra\"><strong>La Bandiera di guerra</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La bandiera di guerra del 185° RRAO è appartenuta originariamente al 1º Reggimento fanteria paracadutisti costituito a Tarquinia nel <strong>1941</strong> e subito dopo rinumerato come 185º Reggimento paracadutisti. Al termine del secondo conflitto mondiale il reggimento fu sciolto e la bandiera riposta presso il sacrario delle bandiere del Vittoriano in Roma.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tuttavia, alcuni anni dopo, precisamente nel <strong>1963</strong>, allorquando fu costituita la Brigata paracadutisti Folgore, fu ricostituito il 1º Reggimento paracadutisti erede dell’omonimo reggimento costituito a Tarquinia e ne ricevette la relativa bandiera di guerra. Per effetto delle successive riorganizzazioni delle unità dell’Esercito, il reggimento venne nuovamente sciolto nel 1975 cedendo la bandiera di guerra al 3º Battaglione paracadutisti \"Poggio Rusco\" inquadrato in seno all’allora Scuola militare di paracadutismo (SMIPAR), con sede a Pisa. Trasferito a Scandicci (FI) nel <strong>1996</strong>, il “Poggio Rusco” fu poi sciolto nel 1998 e la bandiera di guerra venne nuovamente riposta presso il sacrario delle bandiere.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel <strong>2013</strong>, la bandiera di guerra del 185º Reggimento fanteria paracadutisti \"Folgore\" venne assegnata al 185º Rgt. RAO che cedette la propria al ricostituito 185º Reggimento artiglieria paracadutisti della Brigata Folgore con sede in Bracciano (RM). Nel 2018 il Capo dello Stato ha conferito la decorazione di cavaliere dell’ordine militare d’Italia. alla bandiera di guerra del 185° RRAO per il coraggio e la professionalità dimostrata in oltre un decennio di operazioni militari all’estero.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-brevetto-da-acquisitore\"><strong>Il brevetto da acquisitore</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel <strong>febbraio 2020</strong> lo SME ha autorizzato un nuovo brevetto per gli operatori del RAO, Acquisitore obiettivi: il nuovo brevetto contiene i simboli stilizzati della specializzazione: le ali di pipistrello, che da sempre evocano la capacità di vedere e operare di notte, la lettera F che richiama il fregio dei paracadutisti dello Squadrone F, quello dell'operazione Herring, inserita nei punti cardinali. In alto, gladio e paracadute ad ala stilizzati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-struttura\">Struttura</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La struttura organizzativa del 185º reggimento Ricognizione ed Acquisizione Obiettivi (RRAO) è composta da:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Comando di Reggimento</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Compagnia Comando e Supporto Logistico</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>3º Battaglione Acquisitori “Poggio Rusco”</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Battaglione Addestrativo e di Supporto Operativo (ASO)</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-compiti\">Compiti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-ricognizioni-speciali-special-reconnaissance-sr\">Ricognizioni Speciali (Special Reconnaissance - SR)</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sono attività di ricognizione e sorveglianza condotte principalmente (ma non sono limitate a) in ambienti ostili, negati, diplomaticamente e/o politicamente sensibili al fine di raccogliere o verificare informazioni di importanza strategica o operativa, utilizzando tecniche e metodi non convenzionali. Per questo tipo di missioni, occorre avere le capacità di infiltrarsi in maniera occulta in un'area ed esfiltrare dalla stessa per via terrestre, aerea o anfibia e statica, permanere in area operativa fino a 3-5 giorni senza rifornimenti esterni, sopravvivere, sottrarsi alla cattura, evadere e fuggire da un'area potenzialmente ostile. In questi tipi di missione, l'attività degli Acquisitori Obiettivi. si svolge principalmente nel territorio occupato dal nemico, in piccoli nuclei autosufficienti che agiscono isolatamente. Per la peculiarità dell'addestramento questi militari sono richiesti per particolari operazioni d'intelligence in supporto all'AISE.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-azioni-dirette-direct-action-da\">Azioni Dirette (Direct Action - DA)</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come tutti i reparti di Forze Speciali, anche il 185º RRAO viene addestrato ed utilizzato per Azioni Dirette con un particolare focus rivolto alle Terminal Guidance Operations (TGO). Si tratta di operazioni condotte per individuare, identificare e determinare la posizione precisa di target di alta rilevanza operativo-strategica (HVT) e per consentire alle piattaforme di tipo stand-off non organiche (aeree, navali e terrestri) di utilizzare i loro sistemi d'arma per ingaggiarli efficacemente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-assistenza-militare-military-assistance-ma\">Assistenza Militare (Military Assistance - MA)</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli ultimi anni gli uomini del 185° RRAO hanno svolto e continuano a svolgere attività di assistenza militare in favore delle Forze Speciali di diversi paesi stranieri. Si tratta di una vasta gamma di attività che supportano e influenzano le risorse e gli assetti critici di Stati amici attraverso la formazione, la consulenza, l'addestramento o la conduzione di operazioni combinate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-formazione\">Formazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-iter-selettivo-e-formativo-per-operatori-fs\">L'Iter selettivo e formativo per Operatori FS</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'iter selettivo e formativo per Operatori FS (c.d. “Iter FS”) è l’insieme delle attività di selezione (fisica e psico-attitudinale) e di formazione di base del personale dell’Esercito, appartenente ad ogni categoria (U./SU./Grd./Mil. di Tr.) che, a seguito di istanza di adesione scritta, esprime l’intenzione a voler prestare servizio nella componente operativa dei reparti FS dell’Esercito in qualità di “Incursore”, “Acquisitore Obiettivi” o “Ranger”. L’Iter FS consta delle seguenti fasi:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Fase Selettiva e Formazione di Base comune: è condotta e coordinata dal Centro di Addestramento per le Operazioni Speciali (Ce.Add.OS) e si compone (nell’ordine) di:<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Prove Fisiche di Selezione: tese alla verifica del possesso dei requisiti atletici minimi per l’accesso all’Iter FS (1 settimana);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Tirocinio di Selezione: condotto allo scopo di testare il possesso delle caratteristiche psico-fisiche ed attitudinali per l’accesso all’Iter FS (1 settimana);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Corso “Operatore Basico per le Operazioni Speciali” (Corso OBOS): rappresenta il momento fondamentale per la formazione di base comune degli “Operatori FS” (12 settimane).</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Fase Formativa di Base Specialistica: Serie di attività addestrative e formative condotte sotto la responsabilità di ciascun reparto FS a favore del personale che, dopo aver superato con successo la “Fase Selettiva e Formativa di Base Comune”, viene avviato ai relativi corsi di specializzazione e completamento delle capacità, presso i reparti FS, al fine di conseguire i relativi brevetti da Incursore/Acquisitore Obiettivi/Ranger.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-specializzazione-per-acquisitore-obiettivi\">Specializzazione per acquisitore obiettivi</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa fase qualifica gli aspiranti come Acquisitori Obiettivi., e dal <strong>2011</strong> ha una durata di 50 settimane. La specializzazione prevede una serie di corsi ognuno dei quali composti da svariati moduli e organizzati come segue:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Corso Ricognizioni Speciali (SR) per Acquisitori Obiettivi.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Corso Terminal Guidance Operations (TGO) per Acquisitori Obiettivi.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Corso Mobilità Anfibia per Acquisitori Obiettivi.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Corso Intelligence, presso CIFIGE. e/o corso paritetico</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Corso Basico Sciistico svolto presso il Centro Addestramento Alpino</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Corso Basico Alpinistico svolto presso il Centro Addestramento Alpino</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Corso di Caduta Libera Militare (CCALM) svolto presso il Centro addestramento paracadutismo (CAPAR) della Brigata paracadutisti Folgore</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-altri-corsi-dopo-la-qualifica\">Altri corsi dopo la qualifica</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo il grado, il ruolo all'interno del reparto e le necessità di organico dello stesso, l'acquisitore potrà seguire ulteriori corsi per migliorare le proprie capacità professionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Corso JTAC, svolto presso la Scuola di Aerocooperazione dell'Aeronautica Militare di Guidonia.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Corso OSSALC (Operatore del servizio di sicurezza abilitato ai lavori in carena) è un corso di due mesi svolto presso il COMSUBIN della Marina Militare a cui possono accedere tutti i membri delle Forze armate, al termine del quale si consegue un brevetto per l'uso dell'autorespiratore ad aria (ARA) entro i 15 metri di profondità.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Corso ARO/ARA (Autorespiratore ad Ossigeno/Autorespiratore ad Aria) svolto presso il COMSUBIN della Marina Militare.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Corso Soccorritore Militare</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Corso MCM (Metodo di Combattimento Militare)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Corso basico per il maneggio e l'impiego degli esplosivi per Forze Speciali.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Corsi vari di natura intelligence presso il CIFIGE. e il CeFIT.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Corsi di lingue, presso la SLEE (Scuola di Lingue Estere dell'Esercito) di Perugia.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Corsi di vario tipo tenuti presso l' International Special Training Center. URL consultato il 20 dicembre 2020 (archiviato dall'url originale il <strong>25 novembre 2020</strong>). di Pfullendorf (Germania), la NSOS. URL consultato il <strong>20 dicembre 2020</strong> (archiviato dall'url originale il 12 giugno 2021). (NATO Special Operations School) di Mons (Belgio), la NSO. (NATO School Oberammergau) in Germania.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-armi-ed-equipaggiamenti\">Armi ed Equipaggiamenti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Pistola Beretta 92 FS (M9)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Pistola semiautomatica Glock 19 4th generazione</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Pistola mitragliatrice Heckler &amp; Koch MP5 e la nuova MP7</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Fucile d'assalto Steyr Mannlicher AUG</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Fucile d'assalto Colt M4</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Fucile d'assalto Heckler &amp; Koch G36</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Mitragliatrice leggera FN Minimi (M249)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Mitragliatrice MG 42/59</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Fucile di precisione a otturatore girevole-scorrevole Accuracy International Arctic Warfare</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Fucile di precisione bolt action Sako TRG</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Fucile di precisione semiautomatico Heckler &amp; Koch G3SG/1, versione specifica del fucile d'assalto Heckler &amp; Koch G3</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Fucile di precisione semiautomatico Barrett M82</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Fucile semiautomatico a canna liscia Benelli M4 Super 90 (M1014)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Lanciagranate M203</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Lanciagranate Heckler &amp; Koch HK69</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Lanciagranate automatico Mk19 Mod 3</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Bomba a mano OD/82</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Mortaio da 60mm Hirtenberger Mod. M6C 210</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Lanciarazzi controcarro Dynamit Nobel Panzerfaust 3-T</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Sistema d'arma controcarro a media gittata MBDA MILAN</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Visori notturni di vario genere e di ultima generazione</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Paracadute T-10 C (lanci di personale e materiale)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Paracadute T-10 MIRPS (lanci di personale)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Paracadute MT1XX per aviolancio con la tecnica della caduta libera (TCL), usato per addestramento (Full-Equipment) e inserzioni in operazioni nelle linee nemiche</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Strumenti per l'osservazione e il puntamento laser</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Coltello RAO 185º (EXTREMA RATIO)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Coltello HERRING (EXTREMA RATIO)</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-mezzi\">Mezzi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Ford RANGER (veicolo fuoristrada)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Iveco VM 90 (veicolo multiruolo fuoristrada)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Gommoni Zodiac Commando</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>RHIB per trasporto ed inserzioni operative di un intero distaccamento (Full-Equipment)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Iveco LMV/VTLM (veicolo leggero multiruolo)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Cagiva W12</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Veicolo per Operazioni speciali LTATV</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-onorificenze\">Onorificenze</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-croce-di-cavaliere-dell-ordine-militare-d-italia\">Croce di Cavaliere dell'Ordine Militare d'Italia</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Unità delle forze per operazioni speciali impiegata per più di un decennio, in molteplici e rischiosi teatri operativi, si proddigava con altissima professionalità, indiscusso coraggio e totale abnegazione per portare a compimento le missioni assegnate. Con valore e sprezzo del pericolo il personale del 185°, sempre fedele al proprio motto \"Videre nec videri\", offriva reiterate prove di ardimento conducendo, in territori ostili, missioni informative, azioni di pattugliamento e di ingaggio, conseguendo successi tattici che hanno consentito il raggiungimento di importanti obiettivi strategici. Reggimento fiero e coeso, contribuiva a esaltare il prestigio dell'Esercito e dell'Italia nel contesto internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph --><cite>Iraq, Afghanistan, Bosnia-Erzegovina, Kosovo, Libano e Libia, 2002-2017</cite></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2024/02/185rrao.jpg","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2023-12-08 17:34:07"}
{"id":354,"titolo":"8° Reggimento Genio Guastatori Paracadutisti Folgore","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'8º Reggimento genio guastatori paracadutisti \"Folgore\" è l'unico reparto di guastatori paracadutisti dell'Esercito Italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":2752,\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright\"><img title=\"8° Reggimento Genio Guastatori Paracadutisti Folgore - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/8folgore_01.jpg\" alt=\"8° Reggimento Genio Guastatori Paracadutisti Folgore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-2752\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Guastatori Paracadutisti Ricognitori in addestramento</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ingloba gli assetti speciali del genio da combattimento, supporto al combattimento e protezione necessari per contribuire alla manovra aviotrasportata della <strong>Brigata Paracadutisti \"Folgore\"</strong>. E' in grado quindi di operare con brevissimo preavviso, su ogni tipo di terreno, sia in ambiente permissivo sia non permissivo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In ambito nazionale opera costantemente a supporto della popolazione sia per la bonifica del territorio da residuati bellici e altri ordigni esplosivi, anche in concorso alle forze di polizia, sia per il soccorso in caso di pubbliche calamità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Il 1° giugno 2001</strong> il 5° Battaglione Guastatori Bolsena dislocato a <strong>Legnago (Vr)</strong> è riconfigurato ed assume la denominazione di <strong>8° Battaglione Genio Guastatori Folgore</strong>, mentre il <strong>31 ottobre 2004</strong> il battaglione viene inserito nel ricostituito <strong>8° Reggimento Genio Guastatori</strong>. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Richiamandosi alla omonima unità che ha operato con la <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-battaglia-di-el-alamein/\" data-type=\"page\" data-id=\"309\">Divisione \"Folgore\" in Africa Settentrionale</a>, viene quindi posto alle dipendenze della Brigata Paracadutisti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La nuova unità eredita bandiera e tradizioni dell'8° Reggimento Genio erede a sua volta dei reparti dell'Arma che hanno operato con il <strong>Gruppo di Combattimento Folgore nel corso della guerra di liberazione</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-operativita-e-composizione-attuale\">Operatività e composizione attuale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si tratta di un'unità di fondamentale supporto per lo svolgimento della funzione combat support della Brigata Paracadutisti. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E’ in grado di assolvere tutti i compiti dell'Arma del genio (mobilità, contromobilità, protezione e supporto allo schieramento) ed è caratterizzato dalla capacità di muovere e combattere con le forze di manovra e di reagire con immediatezza alle esigenze operative dell'unità supportata con grande flessibilità di impiego che consente il passaggio da una missione alla successiva senza preavviso, o con corto preavviso (ad esempio dall'appoggio alla mobilità e contromobilità).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":2753,\"width\":\"500px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img title=\"8° Reggimento Genio Guastatori Paracadutisti Folgore - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/8guastatori-eod.jpg\" alt=\"8° Reggimento Genio Guastatori Paracadutisti Folgore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-2753\" style=\"width:500px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Guastatori Paracadutisti Ricognitori in addestramento</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per la sua peculiarità, l'unità si addestra per assolvere anche compiti particolari propri di una operazione aviotrasportata ovvero per concorrere ad un'operazione speciale. Il supporto avanzato alle operazioni aeree è una tra le principali missioni che il reggimento può essere chiamato ad assolvere nell'ambito anzidetto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si concretizza nella costruzione, preparazione e/o nella riattivazione di strisce di atterraggio, di zone di sbarco e di zone di reimbarco, nonché nel mantenimento e nella riparazione di attrezzature ed assetti utili per le attività delle forze aeree ad ala fissa e rotante, all'interno della testa di sbarco conquistata e difesa dalle Aviotruppe. Altra attività di preminente interesse del reggimento è l'attuazione di demolizioni, che può essere assolta decentrando moduli guastatori sino a livello plotone.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per le attività di bonifica di aree/itinerari minati, il reggimento dispone di particolari assetti (team EOD) che possono compiere anche azioni particolari, connesse con azioni antisabotaggio, grazie alla disponibilità di personale altamente specializzato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante la missione ISAF in Afghanistan il ruolo dell'8° Reggimento è stato di fondamentale importanteza sia per i tre reggimenti di arma base della Folgore, il 183°, 186° e 187°, che per gli operatori FOS (185° RAO) e FS (9° RGT Col Moschin).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In<a href=\"https://brigatafolgore.net/isaf-afghanistan-2001-oggi/\" data-type=\"page\" data-id=\"341\"> Afghanistan</a> perde il <strong>1° Caporal Maggiore Alessandro Di Lisio</strong>, proprio durante un operazione di supporto ad un reggimento della Brigata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa la composizione attuale del reggimento:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Compagnia comando e supporti logistici <em>\"ATLANTE\"</em></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>8 °Battaglione Genio Guastatori Paracadutisti<em>\"Folgore\"</em><span style=\"font-size: revert; color: var(--ast-global-color-3); background-color: var(--ast-global-color-5);\"> così composto:</span><!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>21^ Compagnia Guastatori Paracadutisti <em style=\"font-size: revert; color: var(--ast-global-color-3); background-color: var(--ast-global-color-5);\">\"</em><em>GIAGUARI\"</em></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>22^ Compagnia Guastatori Paracadutisti <em>\"ANGELI NERI\"</em></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>23^ Compagnia Guastatori Paracadutisti <em style=\"font-size: revert; color: var(--ast-global-color-3); background-color: var(--ast-global-color-5);\">\"</em><em>CINGHIALI\"</em></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>24^ Compagnia Guastatori Paracadutisti <em style=\"font-size: revert; color: var(--ast-global-color-3); background-color: var(--ast-global-color-5);\">\"</em><em>TIGRI\"</em></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il motto del reggimento è <em>\"<strong>AVANTI E' LA VITA</strong>\".</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-storia\">Storia </h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'8° reggimento genio si costituisce il 20 ottobre 1926 per ridenominazione del presistente 7° reggimento genio di corpo d'armata con sede in Roma.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Variamente riordinato nella composizione mobilita battaglioni di diverse specialità per l'Africa Orientale e successivamente per tutti i fronti della seconda guerra mondiale. Si scioglie l'8 settembre del 1943 e si ricostituisce nuovamente l'11 settembre 1992 come 8° Reggimento Genio Guastatori in Villa Vicentina (UD) per trasformazione del 184° Battaglione Genio Guastatori \"Santerno\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Assegnato al Comando Genio del 5° Corpo d'Armata fornisce concorso di personale per l'operazione \"Pellicano\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si scioglie il 30 novembre del 1995, mentre in data 13 ottobre 2004 l'8° battaglione genio guastatori paracadutisti \"Folgore\", ricostituito il 1° giugno 2001 per cambio di denominazione del presistente 5° Battaglione Genio Guastatori Paracadutisti \"Bolsena\", unità nella quale era a sua volta confluita la Compagnia Genio Guastatori Paracadutisti \"Folgore\", già unità autonoma della Brigata e successivamente inquadrata nel Reparto Comando e Supporti Tattici, viene elevato al rango reggimentale. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-onorificenze-alla-bandiera-di-guerra\">Onorificenze alla Bandiera di Guerra</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Bandiera di Guerra del reggimento è decorata di una Medaglia di d'Argento al Valor dell'Esercito, una Medaglia di Bronzo al Valor Militare, una Medaglia di Bronzo al Valore dell'Esercito, di una Croce d'Argento al Merito dell'Esercito e di una Croce di Cavaliere dell'Ordine Militare d'Italia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-medaglia-di-bronzo-al-valor-militare\">Medaglia di Bronzo al Valor Militare</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Nella bonifica di strade e campi minati, nei lavori di rafforzamento delle posizioni, nel mantenimento dei collegamenti nelle ore più dure della battaglia, Artieri, Telefonisti e Marconisti divisero sempre, in nobile gara, i rischi dei posti avanzati e delle pattuglie spinte ad aprire il varco entro il micidiale groviglio delle mine. Coinvolti spesso in combattimento quando l'attrezzo più non soccorse, fanti tra i fanti ne seppero emulare slancio, valore e tenacia. In ogni occasione, nelle linee e nei lavori di immediata retrovia il Battaglione Misto Genio \"Folgore\" riaffermò sempre la nobile tradizione di operosità e di gloria dell'Arma.</p>\n<!-- /wp:paragraph --><cite>Valli Santerno, Senio, Sillaro, marzo-aprile 1945 - C.Grizzano, 19 aprile 1945</cite></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-medaglia-di-bronzo-al-valore-dell-esercito\">Medaglia di Bronzo al Valore dell'Esercito</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Impegnato nelle operazioni di soccorso alle popolazioni del Friuli duramente colpite da un grave sisma, si prodigava tempestivamente, con spiccato coraggio e singolare perizia, nell'opera di rimozione delle macerie, di soccorso ai feriti e di aiuto ai superstiti. L'impiego generoso di tutti gli uomini e di tutti i mezzi disponibili contribuiva validamente a rendere meno gravi le conseguenze dell'evento tellurico.&nbsp;</p>\n<!-- /wp:paragraph --><cite>Friuli, 6 - 15 maggio 1976 - Al 184º Battaglione Genio Pionieri \"Santerno\"</cite></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-medaglia-d-argento-al-valore-dell-esercito\">Medaglia d'Argento al Valore dell'Esercito</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>In occasione del violento sisma che colpiva duramente il centro Italia, l’8º Reggimento Genio, degno interprete delle più nobili tradizioni militari, si prodigava, con generoso slancio e profondo impegno, in immediati interventi a supporto delle popolazioni duramente colpite, fornendo un’ennesima prova di sacrificio, abnegazione e incondizionata dedizione. L’eccezionale perizia, la spiccata professionalità e la profonda umanità profuse dai guastatori paracadutisti hanno permesso all’Unità di distinguersi per efficacia e coraggio, contribuendo ad accrescere significativamente il lustro e il prestigio dell’Esercito agli occhi dell’intera collettività nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph --><cite>Centro Italia, agosto 2016 – aprile 2017 - al 8º Reggimento Guastatori Paracadutisti \"Folgore\"</cite></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-croce-d-argento-al-merito-dell-esercito\">Croce d'Argento al Merito dell'Esercito</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Prestigioso reggimento, intervenendo tempestivamente nella fase iniziale e più acuta di una grace emergenza epidemiologica, riusciva a garantire un decisivo soccorso alla popolazione prodigandosi con altissimo senso del dovere a supporto della struttura commissariale e delle autorità civili. Chiaro esempio di ferrea determinazione, straordinaria efficienza e sincero altruismo provvedeva alla realizzazione, in tempi ridottissimi, di postazioni di controllo e di presidi vaccinali mobili. Animato da eccezionale spirito di abnegazione effettuava, con solenne rispetto, il trasporto dei feretri dei cittadini deceduti.</p>\n<!-- /wp:paragraph --><cite>Italia settentrionale, febbraio 2020 - novembre 2021</cite></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-croce-di-cavaliere-dell-ordine-militare-d-italia\">Croce di Cavaliere dell'Ordine Militare d'Italia</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Glorioso reggimento, connubio di capacità tecniche e militari, protagonista delle eroiche vicende dell'Arma del Genio, si è adoperato in molteplici e rischiosi teatri operativi. I guastatori dell'8 ° si sono prodigati, in ogni circostanza, con intrepido coraggio e indomito valore, garantendo la protezione, la mobilità e la libertà d'azione delle forze sul terreno, attraverso il ripristino della viabilità e la bonifica di aree e di itinerari da mine e da letali ordigni improvvisati. Gli uomini e le donne dell'unità, sorretti da nobili ideali, hanno scritto memorabili pagine di silenziosa abnegazione della storia del reparto, contribuendo ad accrescere il lustro e il prestigio dell'Italia e delle sue Forze Armate in campo internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph --><cite>Afghanistan, Libano, Iraq, Niger, Libia, Repubblica Centrafricana, 2004 - 2022</cite></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2024/01/8guastatori-eod.jpg","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2023-12-08 17:34:07"}
{"id":356,"titolo":"Somalia, storia e contesto","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La bandiera della Somalia, azzurra con una stella a cinque punte, rappresenta l'aspirazione nazionalista a riunire cinque regioni somale sotto un unico Stato: la Somalia ex italiana, la Somalia ex britannica (unite nel <strong>1960</strong> nella Repubblica Somala), la Somalia francese, l'Ogaden in Etiopia e il distretto nord-orientale del Kenia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":4120,\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/somalia-flag.jpg\" alt=\"Somalia, storia e contesto - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-4120\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Geograficamente posizionata nell'estremo oriente dell'Africa, nel Corno d'Africa, la Somalia è abitata dal popolo somalo, etnicamente e culturalmente omogeneo e appartenente al gruppo cuscitico, in gran parte musulmano con una minoranza cristiana; la prevalenza del nomadismo pastorale tra la popolazione rende complessa l'integrazione in uno Stato centralizzato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La società somala è divisa in due grandi gruppi nazionali: i Samale e i Sab, organizzati in clan e famiglie patriarcali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La lingua parte del ceppo cuscitico, ha diverse varianti dialettali. Altre lingue come l'arabo, l'inglese e l'italiano sono utilizzate nei commerci e nelle relazioni internazionali. La Repubblica Somala fu fondata il <strong>1° luglio 1960</strong> dall'unione del Somaliland e della Somalia italiana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Storicamente un cruciale snodo commerciale tra l'Africa e l'Asia, la Somalia, islamizzata nel VII secolo, ha vissuto diverse dominazioni, inclusa quella del regno cristiano dello Scioa nel <strong>1415</strong>, la formazione del regno di Adel, l'avanzata ottomana, e l'arrivo dei Portoghesi nel XV secolo, la cui influenza declinò tuttavia nel <strong>1700</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel <strong>XIX secolo</strong>, segnatamente post-apertura del canale di Suez nel 1869, la Somalia divenne oggetto di interesse coloniale europeo, con Gran Bretagna, Francia e Italia che stabilirono colonie nella regione; nel <strong>1839</strong> la Gran Bretagna assunse il controllo del golfo di Aden e nel <strong>1887</strong> istituì il protettorato del Somaliland britannico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L'Italia e la Somalia </h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I primi contatti del nostro Paese con quella terra lontana risalgono al <strong>1889</strong> quando il Sultano di Zanzibar vendette agli Italiani i suoi diritti sulla parte costiera meridionale della Somalia. Nel <strong>1891</strong> il nostro Paese si accordava con l’Inghilterra per la spartizione delle rispettive zone di influenza in Africa orientale segnando al fiume Giuba il limite Sud della zona italiana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":2058,\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/05.jpg\" alt=\"Somalia, storia e contesto - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-2058\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Somalia diviene colonia italiana nel <strong>1904</strong>, quando il governo italiano decide di assumersi la responsabilità diretta sulla colonia del Benadir (che riceve il nome di Somalia) sino ad allora nelle mani di una compagnia commerciale italiana privata che controllava le dogane di cinque porti della costa somala.<br>Intanto la colonia italiana del Benadir, situata grosso modo tra i fiumi Uebi Shebeli e Giuba, cominciava a prendere una discreta consistenza e verso il <strong>1912</strong> si estendeva fino agli abitati di Dabo e Mohaddei.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Va anche detto che nel <strong>1908</strong> era stato firmato con l’Etiopia un accordo relativo alle frontiere settentrionali. Dopo gli eventi della 1° Guerra Mondiale, l’Italia riorganizzava l’amministrazione del territorio africano, riprendeva a pieno ritmo l’opera di sviluppo economico della colonia e fondava i comprensori di Giohar e Genale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La presenza Italiana comunque non fu senza resistenza, già dalla fine dell’ottocento un capo somalo di grandissimo ascendente di nome Mohammed Abdallah Ibu Hassan. meglio noto con il soprannome di Mad Mullah (\"mullah pazzo\"), proclamò a Burao la Guerra Santa contro tutti gli invasori. Aveva molti seguaci, i famosi “dervisci” , ma il movimento di ribellione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Conduce una cruenta guerriglia tenendo in scacco i diversi eserciti presenti nella zona (francese, inglese, etiope e italiano). E’ la rivolta di Bima (dal nome della principale tribù somala coinvolta) che viene repressa con durezza, utilizzando truppe composte da ascari. Dopo alterne fortune, le turbolenze interne cessarono nel <strong>1920</strong> con la sua morte.<br></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'Italia estese il proprio controllo verso l'interno, nel quadro del trattato di Londra del 1915 e di altri accordi seguiti alla prima guerra mondiale. Negli <strong>anni ‘30</strong> i rapporti con la confinante Etiopia andarono sempre più deteriorandosi fino alla guerra contro il Negus che portò, nel <strong>1936</strong>, l’annessione del Paese all’Africa Orientale Italiana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel <strong>1940</strong> i territori furono coinvolti nelle vicende della 2° Guerra Mondiale durante la quale moltissimi Somali combatterono generosamente, ed eroicamente morirono per l’Italia. A guerra perduta. le ex colonie furono occupate dagli Inglesi che le amministrarono dal 1941 al 1947. Nel 1919 l’ONU decise di affidare all’Italia il mandato fiduciario sulla Somalia per dieci anni allo scopo di promuovere la sua indipendenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":2057,\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/04.jpg\" alt=\"Somalia, storia e contesto - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-2057\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Quando il nuovo governatore fascista, <strong>Cesare De Vecchi</strong>, giunge in Somalia nel <strong>1923</strong> solo il terzo meridionale di questa colonia è controllato direttamente da Roma, mentre i sultanati settentrionali sono soggetti ad un protettorato privo di qualsiasi concreta autorità. Negli anni <strong>1925-27</strong> il governatore conduce una serie di costose campagne per ridurre il Nord all’obbedienza. Lo stesso Mussolini riconosce i metodi autoritari accompagnati da eccidi crudeli e gratuiti.<br></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel <strong>1929</strong>, seguendo l’esempio della Libia, si decide che dove la terra non era attivamente coltivata il governo ha il diritto di assegnarla ai coloni italiani. I pochi proprietari terrieri indigeni eritrei e somali vengono espropriati e ricompensati come piccole somme di denaro. In realtà viene sequestrata una rilevante percentuale dei terreni più facilmente e profittevolmente coltivabili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Grazie alla costituzione nel <strong>1935</strong> del monopolio bananiero, in base al quale in Italia si possono vendere solo banane somale, si sviluppano delle piantagioni, dove viene introdotta manodopera arruolata a forza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Seconda guerra mondiale e dopoguerra: scatta l'Amministrazione Fiduciaria Italiana della Somalia </h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":2061,\"width\":\"400px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/08.jpg\" alt=\"Somalia, storia e contesto - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-2061\" style=\"width:400px\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Scoppiata la seconda guerra mondiale, la Somalia venne occupata dalle truppe britanniche che, passato il confine dell’Oltregiuba, il <strong>27 febbraio 1941</strong> entravano nella capitale Mogadiscio, assumendone l’amministrazione e costituendo il territorio separato dell’Ogaden che veniva infine incorporato nella Somalia Britannica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con il trattato di pace di Parigi del <strong>1947</strong>, l'Italia fu costretta a rinunciare ai possedimenti in Africa e la responsabilità per l'assetto delle ex colonie fu assegnata ai cosiddetti \"quattro grandi\" (Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia e Unione Sovietica).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel <strong>1948</strong>, non avendo raggiunto un accordo soddisfacente, i \"quattro grandi\" ricondussero la questione al vaglio dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, che nel novembre <strong>1949</strong> approvò un piano che sulla base delle risultanze di un referendum tra i Somali, assegnava all'Italia la sua ex colonia in amministrazione fiduciaria, A.F.I.S. (Amministrazione Fiduciaria Italiana della Somalia) per un periodo di dieci anni (<strong>1950-1960</strong>).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il mandato cessò anticipatamente il <strong>1 luglio 1960</strong>, data in cui il paese acquisto l’indipendenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Prime elezioni e indipendenza</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel <strong>1954</strong> furono realizzate le prime elezioni amministrative, a suffragio ristretto ai soli uomini, in 37 municipi. Il <strong>1° luglio 1960</strong> la Somalia “italiana” accedeva all’indipendenza unendosi con quella ex britannica e prendendo il nome di Repubblica Somala Democratica Rappresentativa Unitaria. Come tale, entrava a far parte delle Nazioni Unite il <strong>settembre 1960</strong>. Nel <strong>giugno del 1967</strong> Abdar Rasir Ali Shemarke, già capo del governo dell’indipendenza, fu eletto Presidente della Repubblica a maggioranza assoluta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nell’ottobre dello stesso anno il Paese africano regolava le sue relazioni diplomatiche con il Kenia e con l’Etiopia, pur lasciando irrisolte molte questioni territoriali pendenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel <strong>1969</strong> il Presidente venne ucciso durante un colpo di stato militare e si formò un nuovo governo con a capo il <strong>Generale Mohammed Siad Barre</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel <strong>1970</strong> Barre dichiarò la Somalia stato socialista e negli anni successivi al suo insediamento nazionalizzò la maggior parte delle attività economiche del paese. In quel periodo la siccità, protrattasi per tutto il <strong>1974</strong> e il <strong>1975</strong>, causò il diffondersi della carestia in tutto il territorio somalo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A metà del <strong>1977</strong> il gruppo etnico somalo della regione etiope dell'Ogaden iniziò a combattere per la propria autodeterminazione; sostenuto dalla Somalia, che inviò in rinforzo anche le proprie truppe, alla fine del <strong>1977</strong> si era impadronito di gran parte del territorio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":2075,\"width\":\"500px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/22.jpg\" alt=\"Somalia, storia e contesto - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-2075\" style=\"width:500px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Mogadiscio, una delle più belle capitali africane è ridotta al collasso. Lo stato ha cessato di esistere</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'Etiopia, sostenuta da Cuba e dall'URSS, riuscì a ripristinare il controllo sulla regione all'inizio del <strong>1978</strong>, infliggendo gravi perdite all'esercito somalo; fornì inoltre sostegno ai movimenti dissidenti della Somalia, stanziati soprattutto nel Nord del paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In seguito agli scontri nell'<strong>Ogaden</strong> circa due milioni di profughi cercarono rifugio in Somalia. Gli <strong>Stati Uniti</strong> fornirono aiuti umanitari e militari a entrambi i contendenti in cambio dell'utilizzo della base navale di Berbera, utilizzata in precedenza dai sovietici. Le ostilità con l'Etiopia continuarono fino al trattato di pace siglato nel <strong>1988</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso degli <strong>anni Ottanta</strong> il Movimento nazionalista somalo proseguì tuttavia la campagna militare contro il governo di Barre, conquistando parte del Nord del paese. Alla fine degli <strong>anni Ottanta</strong> emersero altri movimenti di opposizione, sostenuti dai diversi gruppi etnici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel <strong>1991</strong> Siad Barre, dopo anni di guerriglia anti­governativa, veniva rovesciato dai diversi movimenti che gli si opponevano, ma l’intesa tra le fazioni che avevano abbattuto la dittatura non durava a lungo ed il Paese sprofondava nell’anarchia della guerra civile. Tre anni di scontri sanguinosi hanno praticamente raso ai suolo Mogadiscio e provocato gravissimi danni in tutto il Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La morte di centinaia di migliaia di persone è il prezzo di una follia che costringe l' O.N.U a promuovere la più grande operazone umanitaria della storia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Arrivederci Mogadiscio</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":2072,\"width\":\"500px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/19.jpg\" alt=\"Somalia, storia e contesto - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-2072\" style=\"width:500px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">12 gennaio 1991, missione compiuta: il C-130 della 46ª Brigata Aerea lascia Mogadiscio con a bordo gli \"ultimi\" irriducibili connazionali.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come detto, dal punto di vista politico regnava il caos più totale. Il paese era una bomba ad orologeria pronta ad esplodere.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per i nostri connazionali neanche la sede diplomatica dell'Ambasciata di Mogadiscio poteva considerarsi sicura.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Furono numerose le missioni della 46ª Brigata Aerea, che a più riprese, e sotto la cornice di sicurezza degli incursori del <a href=\"https://brigatafolgore.net/9-reggimento-col-moschin-la-punta-di-diamante/\" data-type=\"page\" data-id=\"325\">9° Col Moschin</a>, evacuò dal paese circa 300 persone.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla fine, sotto l'incalzare degli eventi, si dovette abbandonare anche l'Ambasciata protetta fino ad allora da pochi, ma coraggiosi, carabinieri paracadutisti del Tuscania.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 12 gennaio 1991, l'ultimo C-130 riempito frettolosamente alla meno peggio di connazionali, chi in piedi, chi seduto, ma tutti, finalmente, al sicuro, lascia Mogadiscio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E' un arrivederci. Ci vediamo tra due anni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">1992, il mondo si sveglia, scatta l'operazione UNOSOM</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con la risoluzione <strong>n. 733 del gennaio 1992</strong> il Consiglio di Sicurezza chiede a tutti gli Stati mem­bri di instaurare l’embargo sull’entrata delle armi e del materiale bellico in Somalia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Finalmente il traffico di morte subisce un rallentamento, ma il provvedimento non è sufficiente, da solo, a far cessare i combattimenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel marzo, un’altra risoluzione, la <strong>n. 746</strong> sollecita al Segretario Generale dell’ONU, in tempi brevi, un dettagliato rapporto sulla situazione raccomandando, nel frattempo, l’incremento dell’attività di soccorso umanitario al popolo somalo. I vecchi ed i bambini, che rappresentano la componente più vulnerabile della popolazione, sono falcidiati dalle violenze di una guerra che non accenna a placarsi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nell'aprile 1992, con la risoluzione <strong>n. 751</strong>, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite autorizza l'operazione<strong> UNOSOM I (United Nations Operation in Somalia) </strong>definendone i contorni con la risoluzione <strong>n. 767</strong> del luglio successivo. Si parla, nelle televisioni e sui giornali di tutto il mondo, di decine di migliaia di morti per fame e per malattie.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E' ora di fare qualcosa di concreto per arrestare i massacri e, nell'<strong>agosto 1992</strong>, con la risoluzione <strong>n. 775</strong>, il mandato viene allargato e le forze aumentate. In particolare, il loro compito consiste nel:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Sorvegliare il cessate il fuoco in mogadiscio</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Garantire la protezione e la sicurezza al personale, equipaggiamento e rifornimenti</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Scortare i convogli umanitari forze da impiegare</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>50 osservatori militari</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>3500 uomini addetti alla sicurezza</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>719 uomini addetti al supporto logistico</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>200 componenti lo staff civile nazioni partecipanti</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le forze sono fornite da ben 16 diverse Nazioni contribuenti:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Australia, Austria, Bangladesh, Belgio, Canada, Cecoslovacchia, Egitto, Figi, Finlandia, Indonesia, Giordania, Marocco, Nuova Zelanda, Norvegia, Pakistan e Zimbabwe</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 3 dicembre, con la risoluzione <strong>n. 794</strong>, il Consiglio di sicurezza autorizza un'azione militare in tutta la Somalia, affidandola ad un gruppo di Stati Membri.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Data la gravità della situazione, la <strong>Unified Task Force (UNITAF)</strong>, organizzata e comandata dagli <strong>Stati Uniti</strong>, è autorizzata ad usare tutti i “mezzi necessari\" atti a determinare condizioni di sicurezza per le operazioni di assistenza umanitaria in Somalia. A UNOSOM resta la responsabilità della supervisione circa gli aspetti politici della missione e quella del coordinamento dell'assistenza umanitaria. La denominazione per il contingente italiano sarà <a href=\"https://brigatafolgore.net/loperazione-ibis/\" data-type=\"page\" data-id=\"360\">operazione IBIS</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2024/01/02.jpg","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2023-12-08 17:34:07"}
{"id":358,"titolo":"I caduti Italiani in Somalia","contenuto_html":"<!-- wp:quote -->\n<blockquote><!-- wp:paragraph -->\n<p>Nessuno muore sulla terra finché vive nel cuore di chi resta</p>\n<!-- /wp:paragraph --><cite>Ugo Foscolo</cite></blockquote>\n<!-- /wp:quote --><!-- wp:paragraph -->\n<p> </p>\n<!-- /wp:paragraph --><!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>PARACADUTISTA GIOVANNI STRAMBELLI</strong> - Mogadiscio, 13 Maggio 1993 - Incidente con arma da fuoco</p>\n<!-- /wp:paragraph --><!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>CAPORALE PARACADUTISTA PASQUALE BACCARO</strong> - Mogadiscio, 02 Luglio 1993 - Combattimento</p>\n<!-- /wp:paragraph --><!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>SERGENTE MAGGIORE INCURSORE STEFANO PAOLICCHI</strong> - Mogadiscio, 02 Luglio 1993 - Combattimento</p>\n<!-- /wp:paragraph --><!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>SOTTOTENENTE ANDREA MILLEVOI</strong> - Mogadiscio, 02 Luglio 1993 - Combattimento</p>\n<!-- /wp:paragraph --><!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>PARACADUTISTA JONATHAN MANCINELLI</strong> - Mogadiscio, 03 Agosto 1993 - Incidente con arma da fuoco</p>\n<!-- /wp:paragraph --><!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>CAPORALE PARACADUTISTA ROSSANO VISIOLI</strong> - Mogadiscio, 15 Settembre 1993 - Colpito da cecchino somalo</p>\n<!-- /wp:paragraph --><!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>CAPORALE PARACADUTISTA GIORGIO RIGHETTI</strong> - Mogadiscio, 15 Settembre 1993 - Colpito da cecchino somalo</p>\n<!-- /wp:paragraph --><!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>SERGENTE MAGGIORE ROBERTO CUOMO</strong> - Roma, Ospedale Militare del Celio, 31 Ottobre 1993 - Malaria contratta in Somalia</p>\n<!-- /wp:paragraph --><!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>SOTTOTENENTE C.R.I. MARIA CRISTINA LUINETTI</strong> - Mogadiscio, 9 Dicembre 1993 - Attentato al Poliambulatorio Italia di Mogadiscio</p>\n<!-- /wp:paragraph --><!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>MARESCIALLO CAPO VINCENZO LICAUSI</strong> - Mogadiscio, 12 Novembre 1993 - Imboscata da milizie somale</p>\n<!-- /wp:paragraph --><!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>CAVALLEGGERO TOMMASO CAROZZA</strong> - Strada Afgoi-Balad, 30 Dicembre 1993 - Incidente stradale</p>\n<!-- /wp:paragraph --><!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>TENENTE GIULIO RUZZI</strong> - Balad, 06 Febbraio 1994 - Combattimento</p>\n<!-- /wp:paragraph --><!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>ILARIA ALPI, GIORNALISTA</strong> - Modadiscio, 20 marzo 1994 - Attentato da parte di ignoti</p>\n<!-- /wp:paragraph --><!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>MIRAN HROVATIN, CINEOPERATORE</strong> - Modadiscio, 20 marzo 1994 - Attentato da parte di ignoti</p>\n<!-- /wp:shortcode -->\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tPARACADUTISTA GIOVANNI STRAMBELLI\t\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tSERGENTE MAGGIORE INCURSORE STEFANO PAOLICCHI\t\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tCAPORALE PARACADUTISTA PASQUALE BACCARO\t\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tSOTTOTENENTE ANDREA MILLEVOI\t\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tPARACADUTISTA JONATHAN MANCINELLI\t\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tCAPORALE PARACADUTISTA ROSSANO VISIOLI \t\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tCAPORALE PARACADUTISTA GIORGIO RIGHETTI\t\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tSERGENTE MAGGIORE ROBERTO CUOMO\t\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tSOTTOTENENTE C.R.I. MARIA CRISTINA LUINETTI\t\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tMARESCIALLO CAPO VINCENZO LICAUSI\t\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tCAVALLEGGERO TOMMASO CAROZZA\t\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tTENENTE GIULIO RUZZI\t\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tILARIA ALPI, GIORNALISTA\t\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tMIRAN HROVATIN, CINEOPERATORE","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2024/01/89.jpg","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2023-12-08 17:34:07"}
{"id":359,"titolo":"Reparti schierati in Somalia","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>L'operazione IBIS</strong> in Somalia è stato senza ombra di dubbio il più grosso sforzo logistico militare Italiano dalla seconda guerra mondiale. Vengono schierati contemporaneamente tutte e tre le forze armate dell'epoca, con uomini e mezzi: <strong>Esercito Italiano</strong>, <strong>Marina</strong> ed <strong>Aeronautica Militare</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Denominato ITALFOR-IBIS il contingente italiano era incentrato sulla <strong>Brigata Paracadutisti Folgore</strong>. A partire dal <strong>4 maggio 1993</strong>, la missione multinazionale <strong>Restore Hope</strong> assumeva la fisionomia di missione ONU e le forze schierate venivano poste sotto il controllo operativo del Comando UNOSOM I. Il <strong>6 Settembre 1993</strong>, la Brigata Paracadutisti Folgore veniva avvicendata dalla <strong>Brigata Meccanizzata Legnano</strong>. Il <strong>16 gennaio 1994</strong> iniziava il ripiegamento del nostro Contingente, con la graduale cessione dei settori di responsabilità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'operazione si concludeva il <strong>21 marzo 1994</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-esercito-italiano\">Esercito Italiano</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-brigata-paracadutisti-folgore\"><a href=\"https://brigatafolgore.net/storia-della-folgore/\">Brigata Paracadutisti Folgore</a></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>COMANDO DI BRIGATA</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>REPARTO COMANDO E SUPPORTI TATTICI</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><a href=\"https://brigatafolgore.net/183-reggimento-paracadutisti-nembo/\" data-type=\"page\" data-id=\"350\">183° REGGIMENTO PARACADUTISTI \"NEMBO\"</a></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><a href=\"https://brigatafolgore.net/186-reggimento-paracadutisti-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"351\">186° REGGIMENTO PARACADUTISTI \"FOLGORE\"</a></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><a href=\"https://brigatafolgore.net/187-reggimento-paracadutisti-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"352\">187° REGGIMENTO PARACADUTISTI \"FOLGORE\"</a></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><a href=\"https://brigatafolgore.net/185o-reggimento-artiglieria-paracadutisti-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"479\">185° REGGIMENTO ARTIGLIERIA PARACADUTISTI \"FOLGORE\"</a></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><a href=\"https://brigatafolgore.net/9-reggimento-col-moschin-la-punta-di-diamante/\" data-type=\"page\" data-id=\"325\">9° BATTAGLIONE D'ASSALTO PARACADUTISTI \"COL MOSCHIN\"</a></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>1° BATTAGLIONE CARABINIERI PARACADUTISTI \"TUSCANIA\"</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>BATTAGLIONE LOGISTICO \"FOLGORE\"</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><a href=\"https://brigatafolgore.net/8-reggimento-genio-guastatori-paracadutisti-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"354\">COMPAGNIA GENIO GUASTATORI PARACADUTISTI</a></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-132ª-brigata-corazzata-ariete\"><a href=\"https://brigatafolgore.net/132a-brigata-corazzata-ariete-carri-ariete-combattono/\">132ª Brigata Corazzata Ariete</a></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>&nbsp;&nbsp; UNA COMPAGNIA DEL 132° REGGIMENTO CARRI</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>&nbsp;&nbsp; 32° REGGIMENTO CARRI</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-brigata-meccanizzata-legnano\">Brigata Meccanizzata Legnano</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>&nbsp;&nbsp; COMANDO DI BRIGATA</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>&nbsp;&nbsp; REPARTO COMANDO E SUPPORTI TATTICI</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>&nbsp;&nbsp; 2° REGGIMENTO BERSAGLIERI</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>&nbsp;&nbsp; 3° REGGIMENTO BERSAGLIERI</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>&nbsp;&nbsp; 28° BATTAGLIONE \"OSLAVIA\"</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>&nbsp;&nbsp; BATTAGLIONE LOGISTICO</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>&nbsp;&nbsp; DUE COMPAGNIE DEL 67° REGGIMENTO CORAZZATO</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>&nbsp;&nbsp; COMPAGNIA GENIO</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>&nbsp;&nbsp; REPARTO SANITA'</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>&nbsp;&nbsp; NUCLEO CHIRURGICO ELIPORTATO</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-brigata-meccanizzata-friuli\">Brigata Meccanizzata Friuli</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>78° REGGIMENTO MECCANIZZATO LUPI DI TOSCANA&nbsp;&nbsp;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>6° REGGIMENTO BERSAGLIERI</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-brigata-meccanizzata-granatieri-di-sardegna\">Brigata Meccanizzata Granatieri di Sardegna</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>&nbsp;&nbsp; 2° REGGIMENTO \"GRANATIERI DI SARDEGNA\"</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>&nbsp;&nbsp; COMPAGNIA DEL 1° REGGIMENTO \"GRANATIERI DI SARDEGNA\"</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>&nbsp;&nbsp; SQUADRONE DEL 8° REGGIMENTO \"LANCIERI DI MONTEBELLO\"</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-brigata-bersaglieri-garibaldi\">Brigata Bersaglieri Garibaldi</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>&nbsp;&nbsp; SQUADRONE DEL 19° REGGIMENTO \"CAVALLEGGERI GUIDE\"</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-brigata-di-cavalleria-pozzuolo-del-friuli\">Brigata di Cavalleria Pozzuolo del Friuli</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>&nbsp;&nbsp; SQUADRONE DEL 5° REGGIMENTO \"LANCIERI DI NOVARA\"</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-aviazione-dell-esercito\">Aviazione dell'esercito</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>&nbsp;&nbsp;GRUPPO SQUADRONE ELICOTTERI</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>&nbsp; 1° REGGIMENTO AV.ES. \"ANTARES\"</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-altre-unita-dell-esercito\">Altre unità dell'Esercito</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>&nbsp;&nbsp; PLOTONI DEL 11° REGGIMENTO TRASMISSIONI \"LEONESSA\"</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>&nbsp;&nbsp; COMPAGNIA DEL 7° BATTAGLIONE TRASPORTI \"M. AMIATA\"</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>&nbsp;&nbsp; REPARTO LOGISTICO DI CONTINGENZA (RELOCO)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>&nbsp;&nbsp; SQUADRONE DEL REGGIMENTO CAVALLERIA \"LANCIERI DI FIRENZE\"</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-croce-rossa-italiana\">Croce Rossa Italiana</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>&nbsp;&nbsp; INFERMIERE VOLONTARIE DELLA CROCE ROSSA ITALIANA</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-marina-militare\">Marina Militare</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>&nbsp;&nbsp; BATTAGLIONE SAN MARCO</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>&nbsp;&nbsp; INCROCIATORE PORTAEROMOBILI GARIBALDI</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>&nbsp;&nbsp; INCROCIATORE PORTAELICOTTERI VITTORIO VENETO</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>&nbsp;&nbsp; FREGATA PORTAELICOTTERI SCIROCCO</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>&nbsp;&nbsp; FREGATA PORTAELICOTTERI GRECALE</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>&nbsp;&nbsp; NAVE DA SBARCO ANFIBIO SAN GIORGIO</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>&nbsp;&nbsp; NAVE DA SBARCO ANFIBIO SAN MARCO</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>&nbsp;&nbsp; NAVE RIFORNITRICE VESUVIO</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>&nbsp;&nbsp; NAVE RIFORNITRICE \"STROMBOLI\"</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-aeronautica-militare\">Aeronautica Militare</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>&nbsp;&nbsp; VELIVOLI DELLA 46° BRIGATA AEREA</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>&nbsp;&nbsp; ELICOTTERI DEL 15° STORMO</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2023-12-08 17:34:07"}
{"id":360,"titolo":"L'operazione IBIS in Somalia","contenuto_html":"<!-- wp:image {\"id\":2078,\"width\":\"400px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/25.jpg\" alt=\"L'operazione IBIS in Somalia - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-2078\" style=\"width:400px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">11 dicembre 1992: il primo nucleo avanzato di collegamento composto da incursori del 9° Btg. Col Moschin è in viaggio per Mogadiscio - <em>Copyright libro \"Il Volo dell'Ibis\"</em></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I precedenti storici, i legami culturali ed affettivi, le responsabilità dell'Occidente nello sviluppo della storia Africana ed in particolare dell'Africa orientale, imposero all'Italia un intervento senza precedenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E' l'<strong>11 dicembre del 1992</strong>, dall'aeroporto di Pisa parte un C-130 con a bordo il primo nucleo avanzato di collegamento (NAC) composto una ventina di incursori paracadutisti del <a href=\"https://brigatafolgore.net/9-reggimento-col-moschin-la-punta-di-diamante/\" data-type=\"page\" data-id=\"325\">Col Moschin</a> guidati dal Tenente Colonnello Incursore Marco Bertolini.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'avventura Italiana in Somalia è cominciata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo stesso giorno salpavano dal porto di Livorno l'incrociatore portaelicotteri Vittorio Veneto, la fregata Grecale, il rifornitore di squadra Vesuvio e le LPD San Giorgio e San Marco, con a bordo un reparto di fucilieri di marina del Battaglione \"San Marco\", la nave traghetto \"Sardinia Viva\" e noleggiata per l'occasione dal Governo Italiano per trasportare gran parte del personale del Battaglione logistico della Brigata paracadutisti \"Folgore\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tale gruppo tattico servirà come testa di ponte permettendo il successivo dispiegamento degli altri reparti della Brigata (183°, 185° e 186° e 187° Reggimento) e non solo. Sono previsti infatti pedine bindate come il 132º Reggimento carri con una unità a livello di compagnia a turni trimestrali, equipaggiata con carri M60 e reparti dei Lancieri di Montebello con autoblindo FIAT 6614 e blindo pesanti Centauro. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":2080,\"width\":\"400px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/27.jpg\" alt=\"L'operazione IBIS in Somalia - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-2080\" style=\"width:400px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L'operazione IBIS in Somalia è stato il più grosso sforzo logistico militare Italiano dalla seconda guerra mondiale - <em>Copyright libro \"Il Volo dell'Ibis\"</em></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il gruppo navale (24°), guidato dal Capitano di Vascello Sirio Pianigiani giunge in Somalia, al porto di Mogadiscio, il 22 dicembre sbarcando 23 mezzi anfibi e 16 mezzi cingolati del battaglione San Marco.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>5 gennaio 1993</strong>, arriva a Mogadiscio la nave \"Alcadia Falcon\" con l'ultimo carico di dotazioni del contingente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In 25 giorni erano stati trasferiti, a 6000 km dall'Italia, 2600 militari completamente equipaggiati ed armati, 4200 tonnellate di viveri, carburante e munizionamento stivati in 210 containers, 800 veicoli e 15 elicotteri.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per l'Italila è il più grande dispiegamento di forze militari dalla seconda guerra mondiale. Il contingente italiano è il più numeroso dopo quello americano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-presa-dell-ambasciata\">La presa dell'Ambasciata</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>\"Restore hope\", ridare speranza, così era stata ottimisticamente chiamata la missione che vedeva la partecipazione di 23000 marines americani, 1063 soldati e legionari francesi, 900 paracadutisti canadesi, 1300 militari marocchini, ben 4500 fanti pachistani e 3200 soldati di altre 16 nazioni oltre a 2600 paracadutisti e soldati italiani.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ridare speranza. Due parole che, nella loro semplicità, sintetizzavano un’impresa che si sarebbe ben presto rivelata ardua e pericolosa. Gli Italiani non si tirarono indietro e dimostrarono, fin dai primi momenti, efficienza e spirito di sacrificio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":2082,\"width\":\"450px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/29.jpg\" alt=\"L'operazione IBIS in Somalia - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-2082\" style=\"width:450px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">16 dicembre del 1992: gli incursori del 9° Col Moschin issano la bandiera italiana sul tetto dell'ambasciata Italiana di Mogadiscio - <em>Copyright libro \"Il Volo dell'Ibis\"</em></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Quando si trattò di stabilire il Quartier Generale delle operazioni non vi furono esitazioni. Il Comando della Brigata paracadutisti si sarebbe schierato presso l'<strong>ex Ambasciata di Mogadiscio</strong>, sede abbandonata e semidistrutta della rappresentanza diplomatica italiana, mentre il Comando dell'intero Contingente, per ragioni del funzionali, sarebbe rimasto nei pressi Comando multinazionale (<strong>UNITAF</strong>).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ma c'era un problema: il vasto comprensorio che inglobava la cancelleria, la residenza dell'Ambasciatore e vari altri edifici era ancora occupato da una banda di miliziani armati. Fu avviato un negoziato per ottenere che gli \"inquilini abusivi\" se ne andassero pacificamente ma, allo stesso tempo, fu anche preparata un'azione militare che avrebbe consentito di far fronte a qualsiasi inconveniente. Sembrava che fosse stato raggiunto un accordo, ma chi poteva dire che sarebbe stato poi rispettato?</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nella tarda mattinata del 16 dicembre 1992, il Tricolore sventolava nuovamente sul tetto della cancelleria, non come simbolo di restaurato orgoglio nazionale, ma come sincera e fraterna promessa di aiuto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fortunatamente non era stato necessario ricorrere alle armi. Due ali di folla cenciosa ma festante, in attesa sulla strada di fronte alla sede diplomatica, avevano infatti scandito con grida e battimani tutte le fasi del \" blitz \" degli incursori che, partiti dalla sede provvisoria del Porto Nuovo, avevano rioccupato l'Ambasciata senza colpo ferire. Si cominciava bene.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-in-strada-si-comincia\">In strada, si comincia!</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":2089,\"width\":\"450px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/36.jpg\" alt=\"L'operazione IBIS in Somalia - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-2089\" style=\"width:450px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">I Paracadutisti si trovarono ad affrontare savane sconfinate, deserti di pietra, distese aride e villaggi di capanne - <em>Copyright libro \"Il Volo dell'Ibis\"</em></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'invio di una colonna di aiuti umanitari nel cuore della Somalia, precisamente a Gialalassi, oltre 180 km dalla costa, rappresentò la prima importante operazione del Contingente italiano, ancora in fase di completamento. La cosiddetta Strada Imperiale, via principale tra il Sud e il Nord del Paese e diretta verso Gialalassi, era inutilizzata dai convogli umanitari da circa due anni a causa della presenza di banditi, aumentando le preoccupazioni del Comando Multinazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'operazione fu quindi preceduta da una ricognizione del 9° battaglione d'assalto 'Col Moschin' e Carabinieri paracadutisti per sgomberare la strada da eventuali ostacoli. La missione ebbe pieno successo, dimostrando l'efficienza e l'organizzazione dei soldati italiani.<br>Gialalassi fu la prima di molte tappe che permisero al Contingente italiano di controllare un'Area di Responsabilità vasta quasi quanto l'Italia settentrionale. Località come Balad, Giohar, Buloburti, Belet Uen divennero presto note a tutti i militari del contingente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il loro obiettivo immediato fu quello di soccorrere persone affamate e malate tramite i <strong>COU (Circuiti Operativi Umanitari)</strong>, che avevano anche scopi militari. Era necessario pianificare raids per conoscere l'area e valutare i bisogni sanitari e alimentari, spesso su piste sabbiose e poco definite.<br>La sicurezza era un fattore cruciale, dato che era possibile alleviare le sofferenze delle popolazioni locali solo garantendo l'autoprotezione del personale. Banditi e miliziani rappresentavano una costante minaccia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La partecipazione entusiastica dei Paracadutisti alle missioni in Somalia li vedeva affrontare sfide impegnative: viaggiare per giorni nella savana sotto il sole cocente, lottare contro insetti e parassiti, e confrontarsi con realtà difficili, molto diverse dalle tradizioni europee. Contemporaneamente, pattuglie militari cercavano armi, mentre medici e ufficiali logistici organizzavano interventi umanitari nei villaggi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-metodo-angioni-anche-in-somalia\">Il metodo \"Angioni\" anche in Somalia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":2007,\"width\":\"450px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/43.jpg\" alt=\"L'operazione IBIS in Somalia - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-2007\" style=\"width:450px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il generale Loi con in braccio un piccolo somalo. Conoscere e dialogare con la popolazione fu un fattore decisivo per guadagnarsi la fiducia dei somali - <em>Copyright libro \"Il Volo dell'Ibis\"</em></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nella missione IBIS in Somalia del 1993, il contingente italiano adottò, fin da subito, l'efficace \"<strong>metodo Angion</strong>i\", precedentemente impiegato in Libano, tra il 1982 ed 1984, sotto la guida del Gen. Franco Angioni nell'operazione <a href=\"https://brigatafolgore.net/italcon-libano-1982-84/\" data-type=\"page\" data-id=\"330\">Italcon Libano 2</a>. Questo approccio, incentrato sulla comprensione, l'aiuto ed il rispetto della cultura locale, dimostrò ancora una volta la sua validità come modello per operazioni internazionali di pace.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I COU per esempio furono una risposta umana, immediata ed efficace al soccorso umanitario in Somalia, estendendosi oltre i grandi centri sulla Via Imperiale. Dal <strong>15 marzo 1993,</strong> dopo gli accordi di Addis Abeba, l'Italia promosse il dialogo tra le fazioni e la ricostruzione sociale del Paese. Tra le iniziative del Contingente italiano, spiccò la creazione di ambulatori accessibili alla popolazione, un modello seguito anche dagli altri contingenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I militari italiani, oltre ad  eseguire gli ordini, si distinguevano anche per slancio e generosità, condividendo viveri e affetto, specialmente con i bambini. Distribuivano indumenti, medicinali e materiale scolastico, raccolti in Italia da famiglie di Ufficiali, Sottufficiali e Paracadutisti, con risultati notevoli, come l'invio di oltre 12 container pieni di materiale. Un segnale teso a dimostrare il forte coinvolgimento personale e umanitario verso il popolo somalo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il contingente italiano riaprì decine di orfanotrofi e istituti scolastici che erano stati abbandonati, oltre a ricostruire scuole coraniche distrutte durante la guerra civile. La Folgore pose particolare attenzione alla conservazione delle strutture essenziali per il funzionamento della società.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":2009,\"width\":\"450px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/45.jpg\" alt=\"L'operazione IBIS in Somalia - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-2009\" style=\"width:450px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La ripresa della attività didattiche rappresentò una proprità per la Brigata Paracadutisti Folgore - <em>Copyright libro \"Il Volo dell'Ibis\"</em></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A causa del conflitto, numerosi bambini divennero orfani e l'educazione subì un arresto, enfatizzando la necessità dell'impegno del contingente nel rinnovare le fondamenta sociali e didattiche del paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non ultimo fu il Corpo Veterinario dell'Esercito che svolse un duplice ruolo: il controllo degli alimenti di origine animale per il contingente e la popolazione locale, e un'intensa attività zooveterinaria negli allevamenti somali. Gli ufficiali veterinari realizzarono oltre 256.000 interventi, tra cui il trattamento di malattie parassitarie, infettive, protozoarie, patologie metaboliche, e interventi chirurgici. Questo impegno, contraddistinto da successi professionali e una positiva risposta del bestiame ai trattamenti, incrementò il rispetto e la simpatia della popolazione locale verso l'Esercito italiano, integrando i veterinari nel contesto somalo e contribuendo al miglioramento delle condizioni di vita.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nell'ambito dell'assistenza ai somali, i militari italiani istituirono anche un servizio postale per riconnettere famiglie e comunità separate dalla guerra. Dal momento che molti somali si erano rifugiati in Italia, un ufficio postale a Mogadiscio inoltrava corrispondenza e messaggi audio, spesso in somalo con influenze italiane, a Livorno e da lì in varie regioni italiane. Inversamente, raccoglievano posta dai somali in Italia per spedirla a Mogadiscio. Questo servizio, dimostrando solidarietà, portò gioia e speranza a molti, riunendo famiglie divise dalla guerra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un'importante dimostrazione dell'impegno generoso del contingente fu l'organizzazione del rientro degli sfollati nei loro villaggi d'origine. L'iniziativa, mirata a decongestionare la capitale sovrappopolata e a rilanciare l'economia locale, rafforzò la fiducia tra italiani e somali. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con queste azioni i Paracadutisti si guadagnarono il sostegno della popolazione locale ed evidenziarono l'importanza dell'impegno umanitario e sociale in contesti di crisi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-ri-organizzare-mogadiscio-e-dintorni\">Ri(organizzare) Mogadiscio e dintorni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":2014,\"width\":\"450px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/50.jpg\" alt=\"L'operazione IBIS in Somalia - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-2014\" style=\"width:450px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Pulire le strade di Mogadiscio e riposizionare i mercati per incentivare l'economia, ma non tutti sono d'accordo... - <em>Copyright libro \"Il Volo dell'Ibis\"</em></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre all'aspetto umanitario, i militari italiani si concentrarono su progetti pratici come la sistemazione dei mercati e la pulizia delle strade a Mogadiscio, una città ingombra di macerie ed ostacoli. Una microeconomia di mercati all'aperto, sorta lungo le principali vie cittadine e basata spesso sul baratto, prese il posto del commercio convenzionale, ma ostruiva il traffico e complicava le operazioni logistiche del contingente multinazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Folgore affidò a un proprio reggimento il compito di creare un piano regolatore per la loro area in Somalia, che includeva lo sgombero delle macerie e il riposizionamento dei mercati. Per realizzare il piano, il reggimento si consultò con i consigli dei quartieri, ascoltando le esigenze degli anziani, dei sacerdoti e delle figure chiave della comunità.  Nel contesto della pulizia delle strade a Mogadiscio, c'era chi proponeva di appaltare il lavoro a imprese locali per generare impiego, ma la Brigata paracadutisti non disponeva di fondi per questo scopo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alcuni minacciarono resistenza armata contro lo spostamento dei mercati, temendo danni economici. Inoltre, persone coinvolte in traffici illegali si opposero al piano regolatore che avrebbe disturbato le loro attività illecite, evidenziando la complessità della situazione e le sfide nel ristabilire l'ordine.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo complessi negoziati, si raggiunsero accordi per la pulizia delle macerie a Mogadiscio. Le operazioni furono svolte sia dalle macchine del reggimento sia dai lavoratori somali, pagati in natura (viveri e carburanti) secondo il principio di \"food for work\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":2018,\"width\":\"450px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/54.jpg\" alt=\"L'operazione IBIS in Somalia - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-2018\" style=\"width:450px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La riapertura della Somaltex di Balad: la prima commessa fu della Brigata Paracadutisti Folgore - <em>Copyright libro \"Il Volo dell'Ibis\"</em></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le materie prime necessarie per queste attività furono fornite principalmente dal Comando multinazionale e da Agenzie non Governative sul territorio. Questa soluzione rappresentò un compromesso tra diverse esigenze e prospettive.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le iniziative italiane in Somalia, quali la riattivazione dei pozzi e la pulizia dei canali di irrigazione, ebbero un impatto significativo. In paesi come la Somalia i pozzi sono vitali per la sopravvivenza quotidiana. Riattivare i pozzi ridusse la necessità per le comunità locali di viaggiare a lungo per l'acqua, pagare per l'accesso o muovere il bestiame. Queste azioni migliorarono significativamente la vita delle comunità in aree aride e difficili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nell'ambito della ripresa industriale in Somalia, la Brigata paracadutisti contribuì simbolicamente concentrando gli sforzi su una fabbrica di tessuti a Balad, la <strong>Somaltex</strong>, precedentemente chiusa per mancanza di risorse. Riaprendo parzialmente la fabbrica ed effettuando la prima commessa (mille paia di pantaloncini corti da ginnastica), i paracadutisti avviarono un ciclo economico basato sulla vendita di prodotti e sul reinvestimento dei guadagni per riattivare altri macchinari.  Infatti la condizione fu di destinare il 50% dei proventi per agare i salri, il restante 50% per l'acquisto dei pezzi di ricambio necessari ad attivare altre macchine.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa iniziativa fu un grandisismo successo, riuscendo a creare occupazione e a stimolare anche la transizione di qualche miliziano a lavoratore...</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-le-operazioni-militari-occhi-aperti-e-dita-sul-grilletto\">Le operazioni militari, occhi aperti e dita sul grilletto</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":7317,\"width\":\"400px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/SOMALIA-1993.jpg\" alt=\"L'operazione IBIS in Somalia - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-7317\" style=\"width:400px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Un blindato VCC con a bordo Paracadutisti del 186° Reggimento, Compagnia Mortai \"Vampiri\" - <em>Copyright Paolo Pagotto</em></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante l'eccellente lavoro umanitario, basta poco per tornare alla realtà della guerra. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il paese pullula di miliziani armati e senza scrupoli, per cui le operazioni militari devono essere condotte, e lo saranno, con professionalità e determinazione, focalizzate sull'estendere il controllo sull'Area di Responsabilità e sul disarmo della popolazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Missioni di ricognizione chiamate \"Odissee\" precedettero i Circuiti Operativi Umanitari (COU) per identificare aree a rischio e valutare l'atteggiamento della popolazione. Il processo di disarmo incluse più di cento operazioni, come \"Canguro\", \"Mangusta\", \"Hillaac\" e \"Tamburo\", variando per dimensione delle forze, livello di responsabilità e rapidità di esecuzione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Queste operazioni si rivelarono efficaci nella requisizione di armi e munizioni, contribuendo alla riduzione del banditismo e al miglioramento della sicurezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-cambio-di-rotta\">Cambio di rotta</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le operazioni di \"peace building\" discusse nel rapporto \"Un'agenda per la pace\" del <strong>Segretario Generale dell'ONU</strong> coinvolsero 33 Paesi. Durante il passaggio di comando da <strong>UNITAF</strong> a <strong>UNOSOM II</strong>, le operazioni militari e umanitarie nel settore italiano proseguirono intensamente. Con la transizione, aumentò il pattugliamento corazzato su richiesta di <strong>UNOSOM II</strong>, per fronteggiare potenziali azioni delle milizie. Siamo a <strong>maggio 1993</strong>, il mese trascorre velocissimo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo periodo di cambio fu percepito come un momento critico e di attesa a Mogadiscio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-5-giugno-1993\">5 Giugno 1993</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>5 giugno</strong> <strong>1993</strong> rappresenta l'inizio di un periodo tragico per UNOSOM: un'unità del Contingente Pakistano cade in un agguato e subisce gravi perdite. In questa critica situazione, l'intervento rapido delle forze italiane impedisce conseguenze peggiori, riuscendo a salvare 80 soldati pakistani e 10 marines, accerchiati e con scarse munizioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-gli-scontri\">Gli scontri</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alle 10:40 del mattino, UNOSOM riferisce che vicino al chilometro quattro, un'area spesso teatro di scontri a fuoco, le truppe pakistane stanno affrontando azioni di disturbo da parte di miliziani armati, con sparatorie in corso ma senza una minaccia diretta al settore italiano. In risposta, il Generale Loi, per precauzione, pone in stato di allarme la compagnia di carri armati di stanza a Balad.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Subito dopo UNOSOM richiede ad ITALFOR due elicotteri armati per supportare le truppe pakistane a terra nella zona di via XXI ottobre. I combattimenti si stanno estendendo rapidamente, coinvolgendo anche le vicinanze di Radio Mogadiscio. Gli italiani stanno rafforzando velocemente e in modo significativo tutte le loro posizioni e i punti di controllo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-intervento-italiano\">L'intervento italiano</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli elicotteri italiani aprono immediatamente il fuoco contro cecchini somali che attaccano una pattuglia pakistana, aggravando la tensione della situazione. Verso le undici e mezza, le circostanze sembrano peggiorare ulteriormente. Contestualmente, la compagnia di carri armati, già precedentemente allertata, si muove verso la capitale e riceve l'ordine di posizionarsi alla periferia nord, in attesa di ulteriori istruzioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":2024,\"width\":\"400px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/60.jpg\" alt=\"L'operazione IBIS in Somalia - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-2024\" style=\"width:400px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Carri Armati Italiani M60 scortati dagli elicotteri d'attacco Mangusta si avvicinano alla zona degli scontri - <em>Copyright libro \"Il Volo dell'Ibis\"</em></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel mezzo del frastuono dei combattimenti e delle barricade erette dalle milizie nella zona nord-occidentale della città, si arriva alle <strong>14:00</strong>. La situazione diventa insostenibile per i Caschi blu pakistani, e il Comando UNOSOM chiede al Generale Loi di far entrare i carri armati in città per alleviare la pressione su di loro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tuttavia, prima di procedere è essenziale prepararsi adeguatamente per assicurare il successo della missione ed evitare imboscate. La sorveglianza aerea e il collegamento per ricevere informazioni in tempo reale diventano cruciali, pertanto la presenza di elicotteri è necessaria. Si segnala inoltre l'afflusso di centinaia di guerriglieri nel settore pakistano, molti dei quali sono equipaggiati con armi controcarro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Paracadutisti e carristi prendono posto a bordo delle autoblindo e dei carri armati, allineandosi davanti all'ex Ambasciata d'Italia. Il piano stabilisce di procedere verso la via Nazionale, dividendo il convoglio in due gruppi che avanzano da direzioni differenti, al fine di garantire supporto reciproco in caso di attacco. La destinazione finale è la fabbrica di sigarette sulla via XXI ottobre, dove sono assediati i soldati pakistani e statunitensi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sorvolando a bassa quota i quartieri semidistrutti di Mogadiscio, gli elicotteri mantengono la loro altitudine nonostante l'attesa di possibile fuoco nemico. Gli osservatori notano gruppi armati in procinto di attaccare la fabbrica sulla via XXI ottobre e segnalano numerosi cadaveri. I due gruppi di carri armati e blindati avanzano verso la via Nazionale, muovendosi attraverso una Mogadiscio tesa e minacciosa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":2021,\"width\":\"400px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/57.jpg\" alt=\"L'operazione IBIS in Somalia - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-2021\" style=\"width:400px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Un blindato dei Carabinieri Paracadutisti Tuscania evacua feriti e sopravvissuti dagli scontri di Radio Mogadiscio - <em>Copyright libro \"Il Volo dell'Ibis\"</em></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante il tragitto, si imbattono nei primi corpi martoriati dei soldati pakistani, e i paracadutisti si apprestano alla loro raccolta. La tensione è tangibile mentre il convoglio si avvicina alla fabbrica di sigarette a nord, con ogni soldato in allerta per un eventuale scontro, anche se per ora impera un silenzio spezzato solo dal rombo dei motori dei carri armati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Finalmente, il convoglio raggiunge la via XXI ottobre. Dall'alto, gli osservatori sugli elicotteri riferiscono che la folla, che poco prima stava per lanciarsi nell'assalto finale alla fabbrica, ora si ritira spaventata nelle strette strade del quartiere, lasciando i guerriglieri disorientati. È il momento di sfruttare l'effetto sorpresa, ma avvicinandosi agli assediati, questi ultimi sparano verso i propri soccorritori. La situazione ha dell'ironico, se non fosse che i colpi sono reali: è la tensione nervosa che sfoga, impedendo di pensare chiaramente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In meno di trenta minuti, i soldati pakistani e americani sono in sicurezza sui veicoli da combattimento cingolati (VCC). Si imbarcano sui mezzi in modo ordinato e silenzioso, visibilmente scossi. Nel frattempo, gli elicotteri volano minacciosi sopra alcuni edifici da cui cecchini tentano di prendere di mira le truppe, ma si ritrovano a vedere quasi negli occhi i mitraglieri. Decidono di desistere.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sono le <strong>17:10</strong> quando inizia il ritiro. I cingoli dei veicoli schiacciano le residue, timide barricade mentre il convoglio si allontana frastornante verso Ovest, segnando la fine di una fragile pace primaverile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se ne accorgeranno presto anche gli Italiani.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2024/01/somalia-vcc.jpg","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2023-12-08 17:34:07"}
{"id":430,"titolo":"4º Reggimento Alpini Paracadutisti","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>4º Reggimento Alpini Paracadutisti</strong> è un reparto di forze speciali dell'Esercito Italiano con sede a Montorio vicino a Verona.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":4440,\"width\":\"450px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img title=\"4º Reggimento Alpini Paracadutisti - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/ranger3-150904.jpg\" alt=\"4º Reggimento Alpini Paracadutisti - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-4440\" style=\"width:450px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Nel 2018 il reggimento è stato elevato al rango di forza speciale <em>tier 1</em> -  Copyright <a href=\"https://www.difesaonline.it/news-forze-armate/terra/rangers-del-4%C2%B0-reggimento-alpini-paracadutisti-addestramento-tattico-con-g-0\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Difesa Online</a></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 4º Reggimento Alpini Paracadutisti, pur essendo un reparto a connotazione alpina, dal <strong>1º luglio 2014</strong> non dipende più dal Comando truppe alpine ma dal <a href=\"https://brigatafolgore.net/comando-delle-forze-speciali-dellesercito-comfose/\" data-type=\"page\" data-id=\"7747\">Comando delle forze speciali dell'Esercito (COMFOSe)</a>, insieme al <a href=\"https://brigatafolgore.net/185-reggimento-ricognizione-e-acquisizione-obiettivi-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"353\">185º Reggimento Ricognizione Acquisizione Obiettivi Folgore</a>, al <a href=\"https://brigatafolgore.net/9-reggimento-col-moschin-la-punta-di-diamante/\" data-type=\"page\" data-id=\"325\">9º Reggimento d'assalto paracadutisti \"Col Moschin\"</a>. Il Reggimento, composto esclusivamente da personale volontario altamente addestrato ed equipaggiato, è delegato a compiti militari di sensibile valore strategico/tattico, ad operazioni speciali, a compiti di fanteria leggera ad elevato rischio e ad azioni dirette.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel <strong>2018</strong> è stato elevato al rango di forza speciale di primo livello (<em>tier 1</em>).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>I suoi componenti sono tutti qualificati come Ranger</strong>, dopo un lungo ed intenso corso di formazione, la loro prerogativa è soprattutto quella di essere paracadutisti in montagna, unendo il meglio delle competenze operative delle due specialità alpini e paracadutisti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ne derivano spiccate capacità di ricognizione a lungo raggio, elevata mobilità in contesti artici/montani, ottime capacità esploranti (by stealth), oltre che per azioni dirette in profondità (compito prioritario dell'unità, quest'ultimo, assieme a quello generale di fanteria leggera e di utilizzo per compiti improvvisi): sono pertanto frequentemente impiegati in aree di crisi (soprattutto - ma non solo - in territori montani).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ubicato fino a dicembre <strong>2010</strong> a Bolzano, dal gennaio <strong>2011</strong> è stato deciso il trasferimento nell'attuale sede di Montorio, presso Verona.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-storia\">Storia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'attuale 4º Reggimento alpini paracadutisti ha una storia relativamente recente che si rifà principalmente a quella specialità di fanteria, gli alpini paracadutisti, di cui è l'unico rappresentante nell'Esercito Italiano. Il reparto ha ereditato anche le tradizioni di unità che, pur avendo un glorioso passato, erano state sciolte durante o alla fine della seconda guerra mondiale: il Battaglione Alpini Sciatori \"Monte Cervino\" ed il 4º Reggimento Alpini.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Già agli albori del paracadutismo militare italiano, ritroviamo gli Alpini: durante la prima guerra mondiale, il Servizio \"I\" (informazioni) usava lanciare dietro le linee nemiche degli informatori; tra questi, quelli che maggiormente si distinsero furono i tenenti Alessandro Tandura del Corpo degli Arditi e Pier Arrigo Barnaba dell'8º Reggimento Alpini.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante l'autunno del <strong>1917</strong>, in luoghi e momenti diversi, i due ufficiali si lanciarono in zone di montagna dietro le linee nemiche, con il compito di reperire informazioni sulle truppe austriache: ambedue furono decorati con la medaglia d'oro al valor militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il concetto di \"Paracadutisti da Montagna\" fu dimenticato fino alla fine della seconda guerra mondiale. Il Regio Esercito che combatteva con gli Alleati, già nel tardo 1943, aveva ipotizzato la formazione di un \"Raggruppamento da Montagna\", con al suo interno una \"Compagnia Complementi Alpini Paracadutisti\": il tutto però non andò mai oltre allo stadio di progetto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Altri paracadutisti italiani (anche se sotto diversa bandiera) furono addestrati ed equipaggiati per la guerra in montagna: nel gennaio <strong>1945</strong> reparti del Reggimento \"Folgore\" della RSI furono assegnati al fronte Alpino Occidentale, nelle valli piemontesi di Susa, Lanzo e dell'Orco. Ne nacquero enormi difficoltà, data la mancanza di preparazione ad operare nel particolare terreno. Dal 1º Battaglione si trassero alpigiani e montanari, in gran parte veneti e lombardi, e con loro si formò la \"1ª Compagnia Alpina Paracadutisti\": si condusse un addestramento d'assuefazione all'alta quota, si ordinò materiale da montagna all'industria privata, e si equipaggiò il reparto con muli, per permettere il trasporto di rifornimenti. Con il passare del tempo, gli altri reparti assegnati al settore furono anch'essi \"alpinizzati\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-4º-reggimento-alpini\">4º Reggimento alpini</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nasce il <strong>1º novembre 1882</strong> al comando del colonnello Giuseppe Ottolenghi: inizialmente composto dai battaglioni \"Val Pellice\", \"Val Chisone\" e \"Val Brenta\", come gli altri reggimenti alpini, anche il 4º vedrà un continuo riordinamento basato su \"scambi\" di battaglioni con altri reggimenti, soprattutto il 3º ed il 6º Alpini. 526 alpini del 4º reggimento parteciperanno alla Campagna d'Eritrea, svoltasi tra il <strong>1885</strong> ed il <strong>1896</strong> durante il Governo Crispi, ed inquadrati in un Reggimento alpini creato ad hoc per l'impresa coloniale, che combatterà anche nella battaglia di Adua del <strong>1º aprile 1896.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":4445,\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright\"><img title=\"4º Reggimento Alpini Paracadutisti - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/4rangers.jpg\" alt=\"4º Reggimento Alpini Paracadutisti - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-4445\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Lancio sulla neve a Siusi dell'Ottavo Plotone Orobica, primi anni '60 - Copyright <a href=\"https://maistrak.wordpress.com/2017/01/28/storia-8-plotone-alpini-paracadutisti-orobica/\">MAISTRAK.WORDPRESS.COM</a></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Nel 1899</strong> i reparti del Battaglione \"Susa\" (in quel momento in forza al 4º alpini) portano sulla vetta del Rocciamelone (3535 m s.l.m.) la statua della Madonna che ancora oggi domina la Val di Susa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 4º Reggimento alpini affronta la prima guerra mondiale, almeno inizialmente, con i suoi battaglioni \"Aosta\", \"Ivrea\" ed \"Intra\", ma ben presto è costretto a creare ben sette nuovi battaglioni (\"Monte Cervino\", \"Monte Rosa\", \"Monte Levanna\", \"Val d'Orco\", \"Val Toce\", \"Val Baltea\" e \"Pallanza\"), sia per incrementare la propria forza, sia per sostituire i battaglioni annientati durante le battaglie sostenute e logorati dalla guerra di trincea. Viene impiegato sulla Croda Rossa, sull'Isonzo e sul Monte Mrzli. Nel <strong>1916</strong> sull'Adamello, a Monte Cima, Monte Zugna, Monte Cauriol, Monte Cardianal, Alpe di Cosmagnon, Dente del Pasubio; nel <strong>1917</strong> sul Monte Vodice, Vette di Gallio, Monte Fior, Massiccio del Grappa. Nel <strong>1918</strong> sul Monte Solarolo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Su un totale di 31.000 uomini mobilitati, alla fine del conflitto si contano 240 caduti tra gli ufficiali e 4500 alpini, oltre a 20.000 feriti e 1492 decorati al valore militare (d'argento e di bronzo). Con la fine della prima guerra mondiale, vengono sciolti i vari battaglioni supplementari creati durante il suo corso, e rimangono in forza i tre battaglioni originali (Aosta, Ivrea e Intra).. Il reggimento segue le vicissitudini dei vari riordinamenti succedutisi nel Regio Esercito tra gli anni venti e trenta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La seconda guerra mondiale lo vede inquadrato nella Divisione alpina \"Taurinense\" e, come tale, viene impiegato prima sul fronte occidentale contro la Francia all'inizio dell'entrata in guerra dell'Italia, poi in Albania, Grecia e Jugoslavia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Viene sciolto definitivamente nell'ottobre 1943 in Montenegro dopo l'Armistizio di Cassibile (in settembre): il Battaglione \"Intra\" al comando del capitano Piero Zavattaro Ardizzi partecipa alla resistenza in Serbia-Montenegro, e i superstiti entrano a far parte della Divisione italiana partigiana Garibaldi (Montenegro).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 4º Reggimento alpini viene ricostituito dall'Esercito Italiano il 15 aprile <strong>1946</strong> con i battaglioni \"Aosta\", \"Susa\" e \"Saluzzo\" alle proprie dipendenze: seguiranno diverse ristrutturazioni fino al <strong>1975</strong>, anno in cui verrà soppresso il livello reggimentale, e con esso anche il 4º Reggimento alpini.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-compagnia-alpini-paracadutisti\">La compagnia alpini paracadutisti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli alpini paracadutisti nascono da uno studio effettuato nel <strong>1951</strong> dall'allora capo ufficio truppe alpine: lo studio raccomandava la formazione di una piccola unità (preferibilmente con personale abilitato al paracadutismo militare) adatta alla ricognizione in profondità ed all'esecuzione di azioni dirette. Tale unità sarebbe stata alle dirette dipendenze del comando di brigata alpina per soddisfarne le esigenze, con aspetti e finalità analoghe a quelle che i plotoni alpieri avevano nei confronti dei battaglioni alpini in cui erano inseriti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per le funzioni di esplorazione e di combattimento mirato destinate a soddisfare le esigenze di comandi alpini più elevati, occorreva un piccolo reparto ad hoc costituito da personale con le stesse qualifiche degli alpieri, con la capacità di eseguire anche gli aviolanci per infiltrarsi o agire oltre le linee avversarie: da qui la richiesta che l'unità fosse \"anche\" paracadutista.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":4474,\"width\":\"500px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img title=\"4º Reggimento Alpini Paracadutisti - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/1963-bolzano.jpg\" alt=\"4º Reggimento Alpini Paracadutisti - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-4474\" style=\"width:500px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Sfilata a Bolzano degli Alpini Paracadutisti il 4 novembre 63 - Copyright <a href=\"https://maistrak.wordpress.com/2017/01/28/storia-8-plotone-alpini-paracadutisti-orobica/\">MAISTRAK.WORDPRESS.COM</a></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'idea fu approvata nel <strong>1952</strong> ed alla fine di quello stesso anno si vide la nascita del primo plotone alpini paracadutisti in seno alla Brigata \"Tridentina\". L'anno dopo venne effettuato il primo lancio alle pendici del monte Grand Assaly poco sopra La Thuile (sul ghiacciaio del Ruitor) e vennero costituiti i plotoni alle dipendenze delle brigate \"Julia\" e \"Taurinense\", mentre nel 1956 si formarono anche i plotoni dell'\"Orobica\" e della \"Cadore\". Il personale era costituito da alpini a cui era stato richiesto, in aggiunta, il superamento del corso di paracadutismo (lanci vincolati) a Viterbo (a Pisa a partire dal 1957).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel <strong>1964</strong>, tutti e cinque i plotoni autonomi, alle dipendenze delle singole brigate alpine, vengono uniti per costituire la \"Compagnia Alpini Paracadutisti\" (costituita da plotone comando, tre plotoni fucilieri, un plotone mortai medi ed un plotone controcarri) che viene dislocata a Bolzano e messa alle dirette dipendenze del IV Corpo d'armata alpino.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'unione dei cinque plotoni in un'unica unità consentì un addestramento più omogeneo, una razionalizzazione delle attività di aviolancio e la disponibilità per \"azioni dirette\" più importanti, seppure \"mirate\", oltre a consentire al comando di corpo d'armata di avere un reparto da utilizzare quale una sorta di \"riserva\" di pronto impiego, dotato di elevata reattività e capace di intervenire su tutto l'arco alpino in tempi ristretti. Inoltre era maggiormente giustificata la necessità di avere anche la specializzazione di \"paracadutista\", agendo per conto di un comando di livello ancora superiore. Da quel momento, i lanci di addestramento verranno effettuati soprattutto nella zona dell'Alpe di Siusi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come in tutti i reparti dell'Esercito Italiano dell'epoca, anche nella Compagnia alpini paracadutisti prestava servizio personale di leva: nonostante questo, ben presto il reparto si costruisce una solida reputazione e viene quindi aggregato al contingente italiano che partecipa all'AMF(L) durante i due rischieramenti esteri annuali di quest'ultimo. AMF(L), ovvero ACE Mobile Force - Land (dove ACE stava per Allied Command of Europe), ma in gergo conosciuta semplicemente come Allied Mobile Force, era un comando NATO a livello brigata esistente dal <strong>1960 al 2002</strong>, alla guida di una forza costituita (per mobilitazione \"su chiamata\") da reparti di fanteria leggera a livello battaglione, forniti e designati dai vari paesi membri.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":4443,\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright\"><img title=\"4º Reggimento Alpini Paracadutisti - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/4ranger_1974.jpg\" alt=\"4º Reggimento Alpini Paracadutisti - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-4443\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Alpini Paracadutisti al lancio nel 1974 - Copyright Claudio Tonini <a href=\"https://www.altoadige.it/cronaca/bolzano/gli-alpini-paracadutisti-del-1974-1.245263\">ALTOADIGE.IT</a></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'Italia aveva destinato all'AMF un gruppo tattico (che dal <strong>1986</strong> sarà denominato \"Cuneense\") costituito inizialmente dal Battaglione Alpini \"Susa\" di Pinerolo, dalla 40ª Batteria del Gruppo Artiglieria da montagna \"Pinerolo\" di Susa, e dal 101º ospedale da campo (aviotrasportabile) di Torino, tutti reparti della Brigata alpina \"Taurinense\", a cui venne aggiunta in un primo tempo la Compagnia alpini paracadutisti ed infine, nel 1986 con la costituzione del contingente \"Cuneense\", anche la Compagnia Genio Guastatori di Abbadia Alpina e la Compagnia Controcarri di Torino, anche queste della medesima brigata seppure solo fino al <strong>1992</strong>, anno in cui venne soppressa la compagnia controcarri di brigata a seguito della riforma che prevedeva la trasformazione dei battaglioni alpini in reggimenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A metà degli anni ottanta, iniziava l'attività addestrativa per i quadri (ufficiali e sottufficiali) nel campo dei lanci a caduta libera, sia a bassa quota che HALO (High Altitude Low Opening) e HAHO (High Altitude High Opening).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel <strong>1990</strong>, la compagnia riceve il nome di Compagnia alpini paracadutisti \"Monte Cervino\": l'aggiunta di \"Monte Cervino\" fa guadagnare al reparto le tradizioni ereditate dal battaglione omonimo, che combatté durante la seconda guerra mondiale come reparto speciale (a quei tempi era costituito da \"alpini sciatori\"). Nel <strong>1993</strong>, la compagnia viene impiegata in Mozambico assieme ai reparti forniti dalla Brigata \"Taurinense\" (poi sostituiti da quelli della \"Julia\" che terminò la missione nel <strong>1994</strong>).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-battaglione-a-p-monte-cervino\">Il battaglione A.P. Monte Cervino</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel <strong>1996</strong> la compagnia si trasforma: previa ristrutturazione ed un aumento di organico, diventa Battaglione alpini paracadutisti \"Monte Cervino\", inizialmente su due sole compagnie poi portate a tre. Alla fine dello stesso anno viene anche concessa la bandiera di guerra (materialmente consegnata durante una cerimonia che si svolse solo l'anno successivo, il 10 aprile) che sancisce definitivamente la \"discendenza\" dal battaglione di alpini sciatori citato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In quegli anni, comincia l'immissione di personale volontario in vista della professionalizzazione dell'intero Esercito italiano e l'approssimarsi dell'abbandono del sistema di leva obbligatoria. Inizialmente il personale era costituito da VFA (volontari in ferma breve di un anno) e VFB (volontari in ferma breve prefissata di 3 anni) che, con la professionalizzazione a regime, sarebbero stati sostituiti dai VFP1 (ferma prefissata di un anno) e dai VFP4 (ferma prefissata di quattro anni).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con l'inserimento di questo personale, lo SME (Stato Maggiore Esercito) considerò la possibilità di elevare ulteriormente il livello qualitativo del reparto per migliorarne ulteriormente le capacità di azione diretta, di ricognizione a lungo raggio e di renderlo capace di supportare anche azioni di forze speciali o di eseguirne alcune tipologie.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sfruttando la maggior permanenza in servizio anche del personale di truppa, diventava possibile aumentare il già cospicuo bagaglio addestrativo dei componenti facendogli percorrere un iter che comprendesse anche ulteriori corsi, normalmente seguiti solo dai componenti delle Forze Speciali: inizia così la trasformazione dell'unità, con l'assunzione di nuove capacità e quindi della qualifica \"Ranger\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel <strong>1999</strong>, infatti, viene ufficializzata l'acquisizione dell'ulteriore qualifica da parte dell'unità, che da quel momento sarà denominata Battaglione alpini paracadutisti \"Monte Cervino\" (Ranger): risultato importante ed impegnativo, visto che venne conseguito nonostante l'impiego in Bosnia nel 1997 e nell'operazione \"Forza Paris\" in Sardegna nel <strong>1997</strong> e nel <strong>1998</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ulteriori impegni vengono affrontati dal reparto: nel <strong>2002</strong> è tra i primi reparti italiani ad essere impiegati in Afghanistan nelle operazioni iniziate dagli USA in quel paese, tese alla ricerca di Osama bin Laden ed alla soppressione dei Talebani a seguito degli attentati dell'11 settembre 2001. Inoltre, parte del personale viene impiegato anche in Iraq nel <strong>2004</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-reggimento-alpini-paracadutisti\">Il Reggimento alpini paracadutisti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":4475,\"width\":\"500px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img title=\"4º Reggimento Alpini Paracadutisti - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/4ranger3d.jpg\" alt=\"4º Reggimento Alpini Paracadutisti - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-4475\" style=\"width:500px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Non solo montagna: il 4° Reggimento Alpini è un reparto di forze speciali dalla connotazione tridimensionale - Copyright <a href=\"https://www.difesaonline.it/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">DIFESA ONLINE</a></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 4º Reggimento Alpini Paracadutisti viene istituito il <strong>25 settembre 2004</strong>, trasformando il Battaglione alpini paracadutisti in reggimento, nell'ambito della ristrutturazione dei reparti combattenti dell'Esercito Italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo processo, che ha avuto luogo in quegli anni, prevedeva la creazione di reggimenti monobattaglione a partire dagli esistenti battaglioni o gruppi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Pertanto, basandosi sul suo unico battaglione, nasce il 4º Reggimento Alpini Paracadutisti, mantenendo il Battaglione alpini paracadutisti \"Monte Cervino\" come sua unica entità operativa, inclusi i suoi ranger.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La consegna della bandiera di guerra del 4º Reggimento alpini ne fa ereditare le tradizioni. Il reggimento viene inizialmente inserito nelle forze per operazioni speciali (FOS).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'attuale fisionomia lo vede così composto da Comando, Compagnia comando e supporto, Battaglione alpini paracadutisti \"Monte Cervino\" (su tre compagnie, due delle quali operative e una scuola) e un plotone da ricognizione. Da gennaio <strong>2011</strong> il reggimento si è trasferito presso la caserma \"Duca\" a Montorio. Dal 1º luglio <strong>2014</strong> il reggimento lascia la dipendenza dal Comando truppe alpine per il Comando delle forze speciali dell'Esercito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel gennaio <strong>2018</strong> viene deciso il passaggio del 4º Reggimento alpini paracadutisti \"Monte Cervino\" da \"Forza per operazioni speciali\" a \"Forza speciale\"(FS).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'inserimento nelle forze speciali italiane viene validato nell'ottobre <strong>2018</strong> con l'esercitazione \"Notte scura <strong>2018</strong>\". Nel <strong>2021</strong> viene ricostituito il Battaglione supporto operativo alpini paracadutisti “Intra”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-organizzazione\">Organizzazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal gennaio <strong>2021</strong> il comandante del reggimento è il Colonnello Fulvio Menegazzo <strong>(2021-2023)</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Comando di reggimento</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Compagnia comando e supporto logistico</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Battaglione alpini paracadutisti \"Monte Cervino\"<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Tre compagnie</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Battaglione addestramento e supporto operativo \"Intra\"</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-formazione\">Formazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I candidati al reparto vengono scelti attraverso un iter selettivo della durata di due settimane e formati attraverso un lungo ciclo addestrativo della durata di circa due anni. La selezione e il tirocinio iniziale vengono svolti insieme ai candidati dell'Esercito Italiano per il 9º Reggimento d'assalto paracadutisti \"Col Moschin\" e per il 185º Reggimento paracadutisti ricognizione acquisizione obiettivi \"Folgore\". Se risultati idonei, tutti questi candidati effettuano il corso OBOS (operatore basico per operazioni speciali) di base presso il RAFOS (reparto addestramento forze speciali) del \"Col Moschin\", per poi proseguire la formazione specifica presso i propri reparti di destinazione e/o presso enti addestrativi specializzati nazionali e non.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo nuovo iter formativo, formalizzato nel <strong>2008</strong> (ma gradualmente introdotto sperimentalmente già dal 2006 per il personale in servizio permanente effettivo e non), sostituisce il precedente che prevedeva in passato i seguenti moduli:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>il corso di quattro settimane per il conseguimento del brevetto di paracadutista militare (lanci vincolati) presso il CAPAR a Pisa,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>l'addestramento di primo periodo di 17 settimane presso la terza compagnia del 4º Alpini Par.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>il corso \"Ranger\" (inizialmente di 6 settimane, portate poi a 9 ed infine a 12) effettuato presso il RAFOS (sviluppato appositamente in modo collaborativo dal 9º \"Col Moschin\" per il 4º Alpipar)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>il corso sci ed alpinistico di 16 settimane, inizialmente presso il CEALP di Aosta e poi direttamente c/o il 4º Alpipar</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>un corso anfibio base di due settimane sempre presso il RAFOS di Livorno <strong>(dal 2003/2004)</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-corso-di-operatore-basico-operazioni-speciali\">Corso di operatore basico operazioni speciali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Chi supera entrambe le fasi di selezione (preselezione fisica e tirocinio) viene ammesso alla frequentazione di uno dei quattro o cinque (anche in questo caso, in funzione della disponibilità di personale e di finanziamenti) corsi OBOS (Operatore basico operazioni speciali) organizzati annualmente dal RAFOS (Reparto Addestramento Forze Operazioni Speciali) del 9º Reggimento Col Moschin dell'E.I., completando il blocco di circa 25 allievi, tra aspiranti incursori E.I., ranger, acquisitori, e reparti di volo del 26º REOS. Il corso è stato ristrutturato di recente, ha ora una durata di 24 settimane contro le precedenti 31 ma i contenuti, razionalizzati sulla base delle esperienze maturate nel tempo e delle lezioni apprese nei teatri operativi, sono rimasti sostanzialmente invariati e include:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>4 settimane dedicate al conseguimento del brevetto di paracadutismo con la fune di vincolo, per chi non ne risulta titolare, presso il CAPAR di Pisa.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>5 settimane dedicate alla formazione teorico pratica sulla topografia, alle marce topografiche, all'apprendimento delle tecniche di orientamento e di navigazione terrestre.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>12 settimane sulle Procedure tecnico tattiche (PTT) delle FOS. La fase PTT per FOS costituisce il cuore della formazione OBOS ed è destinata all'addestramento individuale e di nucleo al combattimento e all'apprendimento delle tattiche e procedure operative standard delle minori unità FOS.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>3 settimane di addestramenti tecnici specifici: sulle trasmissioni, sulle procedure di pronto soccorso e medicina tattica con la frequenza di un corso che ricalca il BLS (Basic Life Support), su come intervenire tempestivamente in caso di ferite d'arma da fuoco, sulle manovre salvavita e sulle procedure di rianimazione cardio-polmonare, approfondimenti su armi e tiro (diurno e notturno) e pianificazioni delle operazioni militari.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il corso si conclude con un'esercitazione continuativa di due settimane e con gli esami finali. Gli allievi ritenuti idonei (meno del 50% degli aspiranti iniziali) iniziano la fase di specializzazione, diversa per ogni reparto di destinazione finale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-fase-di-specializzazione-ranger-41-settimane-dal-2011\">Fase di specializzazione Ranger (41 settimane dal 2011)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A differenza del corso OBOS svolto presso il RAFOS, orientato a dare basi comuni a livello individuale e di piccolo nucleo a tutti gli aspiranti operatori delle FS/FOS dell'esercito e dell'aeronautica, a prescindere dai reparti a cui saranno destinati, la fase di specializzazione Ranger è specifica degli operatori del 4º Alpipar, viene svolta per buona parte presso la 3ª compagnia del reggimento (che svolge essenzialmente la funzione di scuola) ed è orientata alla preparazione relativa agli specifici impieghi dei \"ranger\" a livello di squadra e plotone, oltre a rappresentare una fase di primo amalgama degli operatori inseriti in questo reparto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il conseguimento della specializzazione prevede dal <strong>2011</strong> il seguente iter di preparazione:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>15 settimane: Corso ranger, svolto 2 volte all'anno in corrispondenza del termine dei corsi OBOS.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>20 settimane: Corso sci ed alpinistico per l'ottenimento delle necessarie capacitá di mobilitá e combattimento in montagna, sia in ambiente estivo che invernale.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>2 settimane: Corso anfibio sulle tecniche di superamento di ostacoli acquatici, impiego dei battelli con motore fuoribordo, elementi di nuoto operativo di superficie e pratica delle operazioni anfibie. Quando possibile il modulo è seguito da 2 ulteriori settimane di corso patenti 6C, che abilitano alla condotta ed all'impiego dei battelli con motore fuoribordo in acque interne o costiere.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>2 settimane: Corso NBC sulle operazioni in ambienti contaminati.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-operazione-nbsp-unified-venture-nbsp-e-ritorno\">Operazione&nbsp;<em>Unified Venture</em>&nbsp;e ritorno</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il reggimento ha partecipato a un'operazione particolarmente importante al confine tra Afghanistan e Pakistan. La Task force Nibbio ha partecipato a un'operazione a fianco delle truppe statunitensi con l'obiettivo di circondare la zona di operazione delle truppe di assalto al fine di evitare \"fuoriuscite di elementi nemici\", assistere i villaggi nei momenti successivi all'operazione centrale e promuovere tra la popolazione un'immagine positiva e di fiducia nell'esercito afghano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'attacco condotto all'epoca è stato di successo e mirava a colpire le basi logistiche e di reclutamento di centri terroristici al confine col Pakistan. La fase di pianificazione di questa missione è stata lunga e delicata per scegliere con cura gli elementi che avrebbero dovuto prendervi parte. Nell'ambito della missione spiccano tra gli altri i ranger del 4º rgt Alpini paracadutisti. L'eliassalto viene compiuto con 2 elicotteri AH 64 Apache e 8 elicotteri da trasporto (4 UH 60 Black Hawk e 4 CH 47 Chinook).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I ranger del suddetto reggimento hanno da allora effettuato attività di pattugliamento e posti di blocco; tutti gli obiettivi sono stati raggiunti e la Task Force italiana è riuscita ad integrarsi perfettamente con le truppe americane. L'ultimo rientro delle squadre del reggimento dalle zone di operazione è avvenuto nell'aprile <strong>2008</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-dual-use\"><em>Dual Use</em></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A seguito delle calamità naturali ed il maltempo che si sono abbattuti sul centro Italia nel gennaio <strong>2017</strong>, il 4º Reggimento ha rischierato una componente di reazione rapida per supportare la popolazione in coordinamento con la protezione civile, nell’ambito della TF Sisma. Sfruttando l’elevato addestramento ad operazioni speciali in ambiente montano, i nuclei si sono infiltrati nelle aree della Valle Castellana (TE) per soccorrere la popolazione bloccata dalle forti nevicate e dallo sciame sismico. Nell’ambito del dualismo di impiego (dual use) il loro addestramento alle operazioni speciali ha permesso di raggiungere zone impervie o inaccessibili via terra, adottando tecniche particolari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-onorificenze-alla-bandiera\">Onorificenze alla Bandiera</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>2 Croce di cavaliere dell'ordine militare d'Italia</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>2 Medaglie d'oro al valor militare</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>9 Medaglie d'argento al valor militare</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>1 Medaglia di bronzo</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>1 Medaglia d'argento al valor civile</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>1 Medaglia d'argento di benemerenza</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-medaglia-d-oro-al-valor-militare\">Medaglia d'oro al valor militare</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Aldo Beltricco, capitano.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Giuseppe Failla, sottotenente.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Angelo Gabrieli, caporale.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Carlo Giordana, colonnello.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Ferdinando Urli, tenente.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Vincenzo Zerboglio, sottotenente.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Andrea Adorno, sergente maggiore.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Mario Bonini, alpino.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2023/12/ranger.jpg","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2023-12-08 18:54:30"}
{"id":476,"titolo":"3º Reggimento Savoia Cavalleria, storia e attualità","contenuto_html":"<!-- wp:image {\"id\":2717,\"width\":\"400px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/savoia_01.jpg\" alt=\"3º Reggimento Savoia Cavalleria, storia e attualità - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-2717\" style=\"width:400px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Cavalleggeri nella battaglia di Pastrengo, 30 aprile 1948</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Reggimento \"Savoia Cavalleria\" (3º) è una delle più antiche e gloriose unità dell'<strong>Arma di Cavalleria dell'Esercito Italiano</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il reggimento, dal 2013, è inquadrato nella Brigata paracadutisti \"Folgore\"della quale costituisce la pedina esplorante. E' di stanza a Grosseto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ha preso parte a numerose campagne militari nel corso dei secoli, servendo il <strong>Ducato di Savoia, il Regno di Sardegna, il Regno d'Italia e per l'attuale Repubblica Italiana.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>All'interno del <strong>1°Gruppo Squadroni</strong> vi è il <strong>1° Squadrone Esploratori Paracadutisti</strong>, unità di Coronamento alle Operazioni Speciali (COS) con capacità di inserzione <strong>HALO/HAHO</strong> nella quale il Comando interforze per le operazioni delle forze speciali (COFS), In mancanza anche parziale di forze per operazioni speciali, si può avvalere nella pianificazione delle missioni delle forze speciali, come unità esplorante.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Storia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con decreto 23 luglio 1692, nel <strong>ducato di Savoia</strong>, dall'organico della disciolta Brigata di Gens d'Armes del Piemonte vennero costituiti due diversi reggimenti, uno dei quali venne in un primo momento denominato Mombrison e poi None, dal nome dei comandanti. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel medesimo anno assunse la denominazione di \"Savoia Cavalleria\", dalla regione dove venivano reclutati i cavalieri, su nove compagnie. Nel biennio <strong>1692 – 1693</strong> combatté contro i francesi in Piemonte e nel Delfinato. Venne sciolto nel <strong>1699</strong>, ma rapidamente ricostituito nel <strong>1701</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il reggimento prese parte a tutte le guerre d'indipendenza del Risorgimento. Durante la prima guerra di indipendenza (<strong>1848-1849</strong>) prese parte alla <strong>battaglia di Pastrengo</strong> (<strong>30 aprile 1848</strong>), proteggendo il fianco destro dello schieramento sardo, e alla successiva <strong>battaglia di Goito</strong> (<strong>30 maggio 1848</strong>), dove contribuì, in particolare con l'Aosta Cavalleria, a respingere il tentativo austriaco di aggiramento delle forze sarde. Partecipò, dopo la ripresa delle ostilità, alla sfortunata battaglia di Novara (<strong>23 marzo 1849</strong>) che, di fatto, chiuse la guerra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":2719,\"width\":\"400px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/Isbuscenskij.jpg\" alt=\"3º Reggimento Savoia Cavalleria, storia e attualità - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-2719\" style=\"width:400px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La carica di Izbušenskij</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel <strong>1859</strong> partecipò alla seconda guerra di indipendenza soprattutto con compiti di riserva e di protezione dei fianchi dell'armata. Il 19 ottobre 1859 riceve la denominazione di \"Corazzieri di Savoia\". Cambia ancora denominazione in: Reggimento \"Savoia Cavalleria\" il <strong>6 giugno 1860</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante la <strong>prima guerra mondiale (1915-1918)</strong>, il reggimento inizialmente impiegò soltanto le proprie sezioni mitragliatrici (la 1497ª compagnia mitraglieri) appiedata sul fronte dell'Isonzo. Nell'agosto del 1916 riceveva l'ordine, insieme a tutta la III divisione di cavalleria, di puntare sulla conca di Aidussina nell'ambito delle operazioni della conquista di Gorizia. Nel periodo <strong>ottobre - novembre 1917</strong>, dopo le tragiche giornate di <strong>Caporetto</strong>, protesse il ripiegamento di reparti di fanteria e contribuì notevolmente e ritardare l'avanzata delle truppe tedesche e austro-ungariche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un anno dopo, il <strong>30 ottobre 1918</strong>, il reggimento, alle fasi finali della battaglia di <strong>Vittorio Veneto</strong>, si lanciava all'inseguimento delle truppe nemiche in rotta: passava i <strong>fiumi Piave, Livenza e Tagliamento</strong>, spingendosi verso <strong>San Martino di Campagna e Sedran</strong>o e catturando interi reparti austro-ungarici impegnati in duri combattimenti di retroguardia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>3 novembre 1918 una pattuglia del Savoia Cavalleria</strong>, guidata dal <strong>tenente Carlo Baragiola</strong>, entrava in Udine, mentre il giorno successivo, il giorno dell'armistizio che chiudeva la grande guerra per l'Italia, un reparto del reggimento giungeva fino a <strong>Caporetto</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":2727,\"width\":\"400px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/basco-amaranto-savoia-cavalleria.jpg\" alt=\"3º Reggimento Savoia Cavalleria, storia e attualità - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-2727\" style=\"width:400px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Grosseto, 20 settembre 2013, il Capo di SME Generale Claudio Graziano pone il basco amaranto al Comandante del Reggimento celebrando il transito del “Savoia Cavalleria” alla Brigata Paracadutisti “Folgore</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Diviene Reggimento <strong>\"Savoia Cavalleria\" (3º) il 20 aprile 1920</strong>. Dal <strong>1920 \"Savoia Cavalleria\"</strong> è stato reso depositario delle tradizioni del disciolto Reggimento \"Lancieri di Vercelli\". Nel <strong>1933</strong> adotta la caratteristica cravatta rossa in luogo della bordatura rossa del bavero nero della giubba.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante la <strong>Seconda Guerra Mondiale</strong>, il reggimento combatté con grande coraggio e abilità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul fronte russo il Savoia Cavalleria si distinse nella famosa <strong>carica di Izbušenskij</strong>, avvenuta il 24 agosto 1942.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il reggimento fu pesantemente decimato nel corso della ritirata dei reparti italiani dall'Unione Sovietica, e solo un piccolo nucleo riuscì a rientrare in Italia. Tra i quadrupedi in forza a Savoia Cavalleria durante la campagna di Russia v'era anche <strong>Albino</strong>, il cavallo divenuto famoso nel dopoguerra e che ancora oggi viene <strong>conservato imbalsamato nella sala cimeli del reggimento</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo la guerra, il \"Savoia Cavalleria\" è stato coinvolto in diverse missioni di mantenimento della pace e operazioni internazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il \"Savoia Cavalleria\" gioca un ruolo chiave all'interno della Brigata \"Folgore\", fornendo supporto di cavalleria e svolgendo un ruolo importante nelle operazioni di combattimento. La brigata nel suo complesso è addestrata per essere altamente mobile e rapidamente dispiegabile, caratteristiche cruciali per un'unità paracadutista.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Organizzazione attuale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":2718,\"width\":\"400px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/savoia_02.jpg\" alt=\"3º Reggimento Savoia Cavalleria, storia e attualità - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-2718\" style=\"width:400px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Una blindo Centauro I del reggimento</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con la riorganizzazione delle \"forze di proiezione\", nel 2013 viene inquadrato nella <a href=\"https://brigatafolgore.net/storia-della-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"308\">Brigata paracadutisti \"Folgore\"</a>, della quale è l'unità esplorante, con capacità aviotrasportata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Da quel momento, a testimonianza della trasformazione anche organica dell'unità (che conserva ormai una capacità blindo-corazzata residuale), per il personale del reggimento viene disposto l'uso del basco amaranto tipico delle aviotruppe in sostituzione di quello nero, storicamente assegnato alle unità blindo-corazzate. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A seguito di tale provvedimento il reggimento conserva tuttavia <strong>capacità blindo-corazzata</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso della sua storia al reggimento vennero concesse, oltre alla <strong>medaglia d'oro per la carica di Isbuscenskij</strong>, altre due ricompense al valor militare, <strong>una medaglia di bronzo per la liberazione di Udine</strong> al termine della prima guerra mondiale nel <strong>novembre 1918</strong> e <strong>un'altra medaglia di bronzo per le operazioni svolte durante la campagna di Russia nel periodo agosto 1941-maggio 1942</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La festa del reggimento cade il <strong>24 agosto</strong>, anniversario della carica di <strong>Jsbuschenskij</strong> (1942).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Struttura attuale:</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Comando di Reggimento<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Squadrone Comando</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Gruppo Squadroni composto da:<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>1º Squadrone Esploratori \"Abba\" LRSU (Long Reconnaissance Surveillance Unit)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>2º Squadrone Esplorante \"Marchio\"</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>3º Squadrone Esplorante \"De Leone\"</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>4º Squadrone Blindo Pesanti \"Manusardi\"</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Denominazioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>XVII Secolo - 23.07.1692: Brigata di Gens d'Armes del Piemonte</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>23.07.1692 - 00.00.1692: Reggimento Cavalleria \"Mombrison\"</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>00.00.1692 - 00.00.1692: Reggimento Cavalleria \"None\"</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>00.00.1692 - 00.00.1699: Reggimento \"Savoia Cavalleria\"</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>00.00.1701 - 09.12.1798: Reggimento \"Savoia Cavalleria\"</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>09.12.1798 - 00.01.1799: 6º Reggimento di Cavalleria</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>01.01.1815 - 03.01.1832: Reggimento \"Cavalleggeri di Savoia\"</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>03.01.1832 - 19.10.1859: Reggimento \"Savoia Cavalleria\"</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>19.10.1859 - 06.06.1860: Reggimento \"Corazzieri di Savoia\"</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>06.06.1860 - 10.09.1871: Reggimento \"Savoia Cavalleria\"</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>10.09.1871 - 05.11.1876: 3º Reggimento di Cavalleria (Savoia)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>05.11.1876 - 20.04.1920: Reggimento di Cavalleria \"Savoia\" (3º)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>20.04.1920 - 00.06.1946: Reggimento \"Savoia Cavalleria\" (3º)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>10.09.1946 - 00.00.1948: Gruppo Esplorante 3º Cavalieri</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>00.00.1948 - 15.04.1950: 3º Gruppo Cavalleria Blindata \"Gorizia Cavalleria\"</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>15.04.1950 - 04.11.1958: 3º Reggimento Cavalleria Blindata \"Gorizia Cavalleria\"</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>04.11.1958 - 11.10.1975: Reggimento \"Savoia Cavalleria (3º)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>11.10.1975 - 23.05.1992: 3º Gruppo Squadroni Corazzato \"Savoia Cavalleria\"</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>23.05.1992 - tutt'oggi: Reggimento \"Savoia Cavalleria\" (3º)</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Onorificenze allo Stendardo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Medaglia di bronzo al valor militare</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Nella battaglia della riscossa (ottobre-novembre 1918), mentre il grosso dell'esercito combatteva sul Tagliamento, reparti del reggimento arditamente entravano in Udine, ancora occupata da forze avversarie, portandole il primo annunzio della liberazione.</em></p>\n<!-- /wp:paragraph --><cite><em>Udine - Val Natisone, 1-4 novembre 1918</em></cite></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Medaglia di bronzo al valor militare</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante un lungo ciclo di operazioni di guerra, anche nelle situazioni più aspre ed incerte per insidiosità di ambiente ed avversità logistiche e di clima, con la fierezza del suo antico nome ha fatto sventolare vittorioso il suo vecchio stendardo, imponendo ovunque al nemico la sua aggressività ed il suo coraggio. Dopo aver inseguito alle reni per duecentocinquanta chilometri forti retroguardie avversarie, dava nuova prova della sua abilità e irruenza nella occupazione di importante capoluogo minerario fortemente difeso dagli avversari.</p>\n<!-- /wp:paragraph --><cite>Fronte russo: Nipro, Stalino, Kriwojtorez, Pantelejmonowka, Orlowka - agosto 1941 - maggio 1942</cite></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Medaglia d'oro al valor militare</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Temprato ad ogni arditezza e sacrificio, nel corso di operazioni offensive per la conquista di importante regione industriale e mineraria assolveva con immutata dedizione ed inalterato coraggio le missioni gravose, complesse e delicate fiancheggiando grandi unità impegnate nell'inseguimento di rilevanti ed agguerrite retroguardie avversarie. Divampata repentinamente la battaglia contro il nemico che, con la potenza del numero dei mezzi, irrompeva bramoso sulla riva meridionale del Don, piombava con fulminea destrezza sulle colonne avversarie delle quali domava più volte la pervicacia, sventandone le insidie e contribuendo, con rara perizia e maschia temerarietà allo sviluppo efficace della manovra di arresto. Affrontato all'improvviso da due battaglioni avversari durante la rischiosa e profonda esplorazione, ne conteneva l'urto con la valentia dei reparti appiedati ed avventurandosi in arcioni sul fianco degli aggressori, ne annientava la belluina resistenza, restituendo alla lotta, con l'impeto corrusco delle cariche vittoriose, il fascino dell'epoca cavalleresca ed illustrando il suo nome alla pari dei fasti del Risorgimento e delle sue secolari tradizioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph --><cite>Fronte russo: bacino minerario di Krasnj-Lutsch, luglio 1942; Simowskij, quota 200,1, quota 236,7, quota 209,9 di Val Krisaja, Ciglione di Jbuschensij, Bachmutin, quota 226,7 di Jagodnij, 21-30 agosto 1942</cite></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Croce di bronzo al merito dell'esercito</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Reggimento di cavalleria impiegato in Libano quale gruppo tattico di manovra denominato \"ITALBATT 2\", si distingueva durante quasi otto mesi di permanenza in teatro per encomiabile abnegazione, straordinario spirito di sacrificio, sovrumano impegno e coraggio. Responsabile del controllo e della sicurezza di uno dei tratti più sensibili della linea di demarcazione tra il Libano ed Israele, operava con mirabile tenacia ed indiscutibile professionalità, assicurando sempre una presenza capillare ed efficace, pur in un contesto dai profili politici e istituzionali in rapido e progressivo deterioramento. Uomini e donne del \"Savoia\", coscienti dell'importante compito da assolvere, dei pericoli e delle difficoltà della missione, conducevano con altissima determinazione ogni attività a loro assegnata. Impazienti di emergere alla pari della propria reputazione, evidenziavano consapevole coraggio, elevate virtù militari e contribuivano in maniera determinante al successo delle operazioni, esaltando il presidio dell'Italia nel contesto internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph --><cite>Al Mansouri/Zibquin - Libano, 2 ottobre 2007 - 24 maggio 2008</cite></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2023/12/savoia-cavalleria.jpg","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2023-12-08 19:51:02"}
{"id":479,"titolo":"185º Reggimento Artiglieria paracadutisti Folgore","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 185º Reggimento artiglieria paracadutisti \"Folgore\" è un reggimento aviotrasportato d'artiglieria dell'esercito italiano, inquadrato nella Brigata paracadutisti \"Folgore\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Brigata \"Folgore\" ha sempre avuto la componente di Artiglieria, rappresentata dalla 1ª Batteria, poi dal Gruppo da campagna paracadutisti e quindi dal 185º gruppo artiglieria da campagna paracadutisti \"Viterbo\", dal <strong>1992</strong> divenuto 185º Reggimento Artiglieria Paracadutisti \"Folgore\". Nel <strong>2000</strong> diviene 185º Reggimento Artiglieria Terrestre (Paracadutisti Acquisizione Obiettivi \"Folgore\" fino al <strong>2004</strong> quando perde la componente \"artiglieria\" e viene trasformato in 185º Reggimento paracadutisti ricognizione acquisizione obiettivi \"Folgore\" (spesso abbreviato 185° RRAO), unità con compiti specialistici per operazioni speciali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel <strong>2013</strong> rinasce il 185º Reggimento artiglieria paracadutisti \"Folgore\", che si forma a Bracciano. Il Reggimento eredita la bandiera di guerra e quindi le tradizioni, dal <strong>2004 </strong>custodite dal 185° RRAO di Livorno, passato al COMFOSE.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-seconda-guerra-mondiale\">Seconda guerra mondiale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La storia dell'artiglieria paracadutisti trae le sue origini dal primo reparto costituito il <strong>28 agosto del 1941</strong> a Tarquinia (VT): si tratta del I Gruppo artiglieria paracadutisti su 1ª e 2ª batteria controcarro da 47/32. In rapida successione si formano il <strong>15 gennaio del '42</strong> il II Gruppo (3ª e 4ª batteria) e successivamente il <strong>10 marzo del 1942</strong> il III Gruppo (5ª e 6ª batteria), Comando di reggimento e batteria di supporto reggimentale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>27 luglio 1942</strong>, con l'impiego africano della Divisione, il reggimento di artiglieria per Divisione Paracadutisti assume la denominazione di 185º Reggimento Artiglieria \"Folgore\". Inviato in Africa settentrionale, dopo la battaglia di Alam Halfa <strong>(31 ago - 5 set. 1942)</strong> scioglie il Comando del II Gruppo, ma non la 3ª e 4ª batteria, che vengono ridistribuite nei Gruppi tattici della divisione. Nello stesso periodo costituisce con materiali recuperati sul campo di battaglia una settima batteria, inesistente dal punto di vista organico, ma efficiente ed agguerrita quanto le altre sei. I pezzi controcarro del reggimento vengono disseminati nei centri di fuoco delle compagnie fucilieri di cui finiscono per costituire il nerbo. Gli artiglieri paracadutisti infatti, a differenza dei fucilieri che hanno il moschetto 91 TS, sono dotati individualmente del mitra MAB 38 e di una mitragliatrice Breda 30 per ciascuna squadra pezzo. A sua volta la \"Folgore\" riceve gruppi e batterie della Divisione \"Pavia\" e \"Trieste\" in rinforzo. A seguito della battaglia di El Alamein il reggimento si scioglie nel deserto africano. È l'<strong>8 dicembre del 1942</strong>. Per gli innumerevoli atti di valore dei suoi artiglieri paracadutisti la bandiera di guerra del reggimento sarà decorata della Medaglia d'Oro al Valor Militare, con la medesima motivazione, caso unico nell'Esercito Italiano, dei reggimenti 186° e 187° della \"Divisione Folgore\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-dopoguerra\">Dopoguerra</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":3333,\"width\":\"500px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img title=\"185º Reggimento Artiglieria paracadutisti Folgore - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/bandiera-di.guerra-185-folgore.jpg\" alt=\"185º Reggimento Artiglieria paracadutisti Folgore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-3333\" style=\"width:500px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Bandiera di Guerra del 185° Rgt Artiglieria Paracadutisti Folgore - <a href=\"https://www.difesaonline.it/news-forze-armate/terra/festa-di-reggimento-dei-diavoli-gialli-bracciano\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Copyright DIFESA ONLINE</a></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel <strong>1958</strong> viene costituita in seno al 1º Gruppo Tattico Paracadutisti, una batteria di Artiglieria, che si riarticola in Gruppo su due batterie nel <strong>1963</strong>. Il <strong>16 dicembre del 1966</strong> il Gruppo Artiglieria Paracadutisti riceve in custodia la Bandiera di Guerra del 185º Reggimento, decorata della Medaglia d'Oro al Valor Militare guadagnata in Africa Settentrionale, fino a quel momento appuntata sulla Bandiera di Guerra dell'Arma d'Artiglieria e custodita dalla Scuola d'Artiglieria di Bracciano (RM).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel <strong>1975</strong>, il 1º ottobre, riprende la numerazione tradizionale diventando 185º Gruppo Artiglieria da Campagna Paracadutisti \"Viterbo\" su tre batterie obici e Batteria Comando e Servizi (BCS). Nel <strong>1982</strong> il 185 °Gruppo Artiglieria da Campagna Paracadutisti “ VITERBO” partecipa alla prima missione oltremare dell’esercito italiano nel dopoguerra in Libano con una batteria di formazione al comando di un Capitano. Nel <strong>1987</strong> amplia i suoi compiti aggiungendo all'organico una batteria di difesa antiaerea (STINGER).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'<strong>8 settembre 1992</strong> a Livorno, presso la Caserma “Pisacane”, storica sede dell'unità, si ricostituisce il 185º Reggimento Artiglieria Paracadutisti “Folgore”. Esso inquadra il Comando di reggimento, la Batteria Comando e Servizi “Leoni”, la batteria di autodifesa controaerei Stinger “Scorpioni” e il 1º Gruppo su tre batterie obici/mortai paracadutisti (1^ \"Draghi\", 2^ \"Aquile\", 3^ \"Diavoli\") e la batteria tiro e supporto tecnico “Levrieri”. Nel <strong>1993</strong> è decorato di Medaglia d’Argento al Valor dell’Esercito per l’impiego in Somalia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-scioglimento\">Scioglimento</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>31 agosto del 2000</strong> il Reggimento muta i suoi compiti, vengono sciolte la batteria stinger “Scorpioni” e la batteria tiro e supporto tecnico “Levrieri”, dismette obici e mortai iniziando un percorso di specializzazione dall'artiglieria ai settori della sorveglianza del campo di battaglia e dell'acquisizione obiettivi. Il reggimento assume pertanto la denominazione di 185º Reggimento Artiglieria Terrestre (Paracadutisti Acquisizione Obiettivi) \"Folgore\": esso assume motto (Videre nec videri) e stemma (pipistrello con paracadute e gladio) dei Paracadutisti acquisitori della Batteria Acquisizione Obiettivi del disciolto 13º Gruppo acquisizione obiettivi \"Aquileia\" (13º GRACO) della 3ª Brigata missili \"Aquileia\". Nel <strong>2004</strong> il reggimento mutò nuovamente, dando luogo al 185º Reggimento paracadutisti ricognizione acquisizione obiettivi \"Folgore\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-ricostituzione-nel-2013\">La ricostituzione nel 2013</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":480,\"width\":\"500px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img title=\"185º Reggimento Artiglieria paracadutisti Folgore - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2023/12/185-reggimento-artiglieria-paracadutisti.jpg\" alt=\"185º Reggimento Artiglieria paracadutisti Folgore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-480\" style=\"width:500px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Paracadutisti del 185° Rgt. in addestramento presso il Centro Addestramento Tattico (CAT) di Monte Romano - <a href=\"https://www.analisidifesa.it/2021/03/i-diavoli-gialli-del-185-artiglieria-paracadutisti-si-addestrano-per-limpiego-oltremare/\" data-type=\"link\" data-id=\"https://www.analisidifesa.it/2021/03/i-diavoli-gialli-del-185-artiglieria-paracadutisti-si-addestrano-per-limpiego-oltremare/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Copyright ANALISI DIFESA</a></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal <strong>2000</strong> al <strong>2013</strong>, alla Brigata Paracadutisti Folgore venne quindi a mancare di una componente di fuoco specificatamente d'artiglieria. Tale gap viene colmato con la formazione del 185º Reggimento Artiglieria paracadutisti \"Folgore\", a Bracciano in seno al reggimento addestrativo, del Comando Artiglieria, di due batterie mortai paracadutisti, e degli elementi chiave del Comando di reggimento che il <strong>21 di giugno 2013</strong>, a Cecina (LI) a seguito di aviolancio, riprendono in consegna la Bandiera di Guerra degli artiglieri paracadutisti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il giorno successivo alla costituzione, sancita poi il <strong>1º luglio 2013</strong>, il Reggimento rappresenta l'Artiglieria al Raduno Nazionale di Prato degli ex artiglieri e la settimana seguente affronta la prima scuola di tiro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ha fornito il core del Multinational Battle Group West (MNBG-W) in Kosovo, nell’ambito dell’operazione “Joint Enterprise”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-compiti-e-funzioni\">Compiti e funzioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Unità di “supporto di fuoco” della Brigata, partecipa con proprie componenti e assetti operativi a tutte le operazioni di home-land security e alle principali missioni internazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-organizzazione\">Organizzazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Comando reggimento</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>1º Gruppo<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>1ª Batteria mortai pesanti</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>2ª Batteria mortai pesanti</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Batteria Sorveglianza e Supporto Tecnico</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Batteria Comando e Supporto Logistico</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-onorificenze-alla-bandiera-di-guerra\">Onorificenze alla Bandiera di Guerra</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-medaglia-d-oro-al-valor-militare\">Medaglia d'oro al valor militare</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Reggimento Paracadutisti della gloriosa Divisione \"Folgore\", in unione alle aliquote divisionali ad esso assegnate, per tre mesi, senza soste, si prodigò valorosamente in numerose azioni offensive e difensive stroncando sempre l'impetuosa avanzata del nemico enormemente superiore per numero e per mezzi. Nell'epica battaglia di El Alamein stremato per le perdite subite, cessato ogni rifornimento di acqua, viveri e munizioni, con la fede che solo il più sublime amor di Patria può generare, respingeva sdegnosamente, al grido di \"Folgore\", ripetuti inviti alla resa, dimostrando in tal modo che la superiorità dei mezzi poteva soverchiare i paracadutisti d'Italia, piegarli mai. Attraverso innumerevoli episodi di eroismo collettivi ed individuali, protraeva la resistenza fino al totale esaurimento di ogni mezzo di lotta imponendosi al rispetto e all'ammirazione dello stesso nemico, scrivendo così una delle pagine più fulgide per l'Esercito Italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph --><cite>Africa Settentrionale, 22 luglio - 12 ottobre 1942; Battaglia di El Alamein, 23 ottobre - 6 novembre 1942; Depressione di El Kattara, 4 novembre 1942</cite></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-medaglia-d-argento-al-valore-dell-esercito\">Medaglia d'argento al valore dell'esercito</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 185º Reggimento artiglieria paracadutisti Folgore, inquadrato nelle Forze Italiane in Somalia, partecipava alle operazioni di soccorso alla popolazione somala prodigandosi con totale dedizione ed elevata professionalità nella pericolosa missione e confermando, in numerose azioni di rastrellamento per la ricerca delle armi ed in operazioni contro gueriglieri ed antibanditismo, l'altissimo livello di efficienza, il grande coraggio e la generosità dei suoi effettivi. Coinvolto in numerosi conflitti a fuoco reagiva sempre con efficacia e determinazione mettendo in luce il valore militare, la capacità operativa e la fortissima motivazione dei propri uomini. Nonostante le gravi perdite subite in combattimento, continuava ad assolvere i compiti affidati senza flessioni con la fierezza e l'orgoglio di preservare nel tentativo di ridare sicurezza e soccorso umanitario al martoriato popolo somalo e nella determinazione di rendere onore alla patria lontana.</p>\n<!-- /wp:paragraph --><cite>Somalia, 29 aprile 1993 - 7 settembre 1993</cite></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2023/12/185-reggimento-artiglieria-paracadutisti.jpg","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2023-12-08 19:54:14"}
{"id":487,"titolo":"Centro Addestramento di Paracadutismo","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Comunemente chiamato il CAPAR, è <strong>ubicato nella caserma Gamerra di Pisa</strong>, ed è stata e continua ad essere la casa di tutti i Paracadutisti Militari, tutti, nessuno escluso, dal dopoguerra ad oggi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Chiunque abbia staccato i piedi da un aereo in volo indossando una divisa, vi ha messo piede dentro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\" data-type=\"page\" data-id=\"311\">Paracadutisti della Folgore</a>, <a href=\"https://brigatafolgore.net/4o-reggimento-alpini-paracadutisti/\" data-type=\"page\" data-id=\"430\">Alpini Paracadutisti</a>, operatori delle forze speciali di ogni forza armata, allievi delle accademie militari, etc..</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-storia\">Storia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nasce nel <strong>gennaio del 1947</strong> per volontà di alcuni reduci delle Divisioni Folgore e Nembo e Comandati dal <strong>Tenente Colonnello Giuseppe Izzo</strong>, provenienti dall'esperienza del <strong>'46</strong> nel Centro di Esperienze per il Paracadutismo Militare, formato a Roma grazie al <strong>Capitano Leonida Turrini</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel <strong>1950</strong> viene trasferito a Viterbo,  mentre il <strong>9 giugno 1957</strong>, sotto il Comando del <strong>Colonnello Carlo Mautino</strong>, con una storica marcia appiedata dalla stazione ferroviaria fino alla caserma, il Centro viene definitivamente trasferito a Pisa, poichè la città è anche sede all'epoca della 46ª brigata aerea, l’unica brigata dell’Aeronautica militare dotata di aerei da trasporto e da lancio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>CAPAR</strong> da quella data ha sede alla caserma “Gamerra” di Pisa. Nel <strong>dicembre 1963</strong> diviene <strong>Centro Addestramento Paracadutisti</strong> alle dipendenze della brigata, ma il <strong>1º aprile 1964</strong> viene chiamata <strong>Scuola Militare di Paracadutismo (Smipar)</strong> passando alle dipendenze dell'Ispettorato di Fanteria. Dal <strong>1º gennaio 1983</strong> la Scuola torna alle dipendenze della Brigata Paracadutisti \"Folgore\", e dal <strong>1999</strong> riprende l'attuale denominazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-struttura\">Struttura</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È una struttura di livello reggimentale articolata e complessa che rilascia le qualifiche di paracadutista militare a tutto il personale che presta servizio presso le aviotruppe delle forze armate italiane.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Bandiera di Guerra del Capar è decorata con Medaglia di Bronzo al Valore dell’Esercito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":3354,\"width\":\"500px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img title=\"Centro Addestramento di Paracadutismo - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/festa-folgore-2023.jpg\" alt=\"Centro Addestramento di Paracadutismo - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-3354\" style=\"width:500px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Commemorazione dell’81° anniversario delle battaglie di El Alamein nel 2023 all'interno della caserma Gamerra di Pisa..</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo centro svolge un ruolo cruciale nella formazione delle truppe paracadutiste, garantendo che il personale assegnato alle unità paracadutiste sia adeguatamente addestrato per affrontare le sfide delle operazioni aerotrasportate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il CAPAR offre un programma di addestramento completo e specializzato, che include l'apprendimento delle tecniche di lancio con il paracadute, la corretta gestione del paracadute durante la discesa e l'atterraggio, le procedure di emergenza, e altre abilità necessarie per operare efficacemente nelle operazioni paracadutiste.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E' inoltre sede del <strong>Centro Sanitario Aviotruppe</strong> ed inquadra la <strong>Sezione paracadutismo del Centro Sportivo dell'Esercito</strong> che partecipa con grande successo alle principali competizioni nazionali ed internazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Solitamente, nell'ultima settimana di Ottobre di ogni anno, commemorando la <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-battaglia-di-el-alamein/\" data-type=\"page\" data-id=\"309\">battaglia de El Alamein</a>, è il luogo dove viene festeggiata la festa della Brigata Paracadutisti Folgore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'organizzazione del CAPAR comprende:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Comando<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Segreteria Personale e Benessere</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Ufficio Addestramento e Lanci</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Ufficio Logistico</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Ufficio Amministrazione</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Reparto alla Sede</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Compagnia Comando e Servizi</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Battaglione Addestrativo “Poggio Rusco”</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Battaglione Avio</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Inoltre è sede anche del:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Centro Sanitario Aviotruppe</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Museo storico delle aviotruppe</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Banda musicale della brigata</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Sezione paracadutismo del Centro sportivo dell'Esercito.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-sezione-di-paracadutismo-sportivo\">Sezione di Paracadutismo Sportivo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Presso il Centro Addestramento Paracadutismo ha sede la Sezione di Paracadutismo del Reparto Attività Sportive (<strong>RAS</strong>) del Centro Sportivo Esercito, dove si allenano gli atleti militari dell'Esercito per le attività di paracadutismo sportivo. Le discipline praticate sono la \"Precisione in Atterraggio\", lo \"Stile\" in caduta libera e le \"Formazioni in Caduta Libera\", il \"Paraski\", il \"Vertical Formation Skydiving\" e lo \"Speed\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":4163,\"width\":\"500px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img title=\"Centro Addestramento di Paracadutismo - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/paracadutismo_sportivo.jpg\" alt=\"Centro Addestramento di Paracadutismo - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-4163\" style=\"width:500px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Paracadutista della Sezione di Paracadutismo Sportivo - <a href=\"https://www.esercito.difesa.it/organizzazione/Sport/pagine/sezione-paracadutismo-del-centro-sportivo-esercito.aspx\">Copyright Esercito Italiano</a></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa sezione agonistica fondata negli anni sessanta ha partecipato alle più importanti manifestazioni e competizioni di paracadutismo sportivo in ambito sia militare sia civile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La sua storia comincia nel <strong>1962</strong> quando due ufficiali dell'allora Scuola Militare di Paracadutismo, <strong>Ottavio Guidolin</strong> e <strong>Carlo Negretti</strong>, tornano dalla Francia dopo aver frequentato un corso di paracadutismo con la tecnica della \"caduta libera\". Uno dei vantaggi di questa evoluzione aviolancistica fu di passare a velature direzionabili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sotto l'impulso di un ufficiale dalla forte personalità, il <strong>Maggiore Gaetano Argento</strong>, si formò un nutrito gruppo di appassionati. Fu così che questi paracadutisti, tra i quali il <strong>Maggiore Piero Goffis</strong>, cominciarono a esibirsi in numerosi lanci di manifestazione su tutto il territorio nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel periodo in cui il paracadutismo sportivo stava guadagnando popolarità nel settore civile, con una crescente frequenza di competizioni nazionali e internazionali, l'Aero Club d'Italia iniziò a identificare tra i militari potenziali atleti per partecipare a tali eventi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fino ad allora, l'Esercito Italiano non aveva ancora formato una squadra \"ufficiale\" dedicata a questo sport. Verso il <strong>1970</strong>, il Tenente Colonnello Piero Goffis, un ufficiale di grande determinazione ed entusiasmo, venne a conoscenza che al Centro Sportivo Esercito di Roma si stavano sviluppando nuove sezioni per rappresentare l'Esercito in vari sport.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo aver incontrato i suoi superiori, Goffis annunciò con orgoglio la fondazione della Sezione di Paracadutismo Sportivo dell'Esercito, diventandone il primo comandante.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi i nostri atleti, grazie all’intuito ed alla passione di quegli audaci paracadutisti, possono dedicarsi a pieno ad un’attività che rende lustro alla Forza Armata e porta in alto il nostro Tricolore conquistando numerosi titolti italiani, europei e mondiali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2023/12/gamerra.jpg","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2023-12-08 20:30:56"}
{"id":593,"titolo":"Afghanistan, il ruolo della Folgore","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel mese di <strong>aprile 2009</strong> la <strong>Brigata Paracadutisti Folgore</strong> arriverà in <strong>Afghanistan</strong> con tutte le sue forze a disposizione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno schieramento imponente con tutti i suoi reparti \"d'attacco\" e di supporto:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><a href=\"https://brigatafolgore.net/8-reggimento-genio-guastatori-paracadutisti-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"354\">8º Reggimento Genio Guastatori paracadutisti Folgore</a></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><a href=\"https://brigatafolgore.net/183-reggimento-paracadutisti-nembo/\" data-type=\"page\" data-id=\"350\">183º Reggimento Paracadutisti&nbsp;Nembo</a></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><a href=\"https://brigatafolgore.net/186-reggimento-paracadutisti-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"351\">186º Reggimento paracadutisti&nbsp;Folgore</a></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><a href=\"https://brigatafolgore.net/187-reggimento-paracadutisti-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"352\">187º Reggimento paracadutisti&nbsp;Folgore</a></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Comando Brigata e reparti logistici</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Brigata paracadutisti schiera il <strong>Comando e le Task Forces del Regional Command West</strong> e il <strong>contingente italiano in Kabul</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso della missione i paracadutisti sono impegnati in operazioni contro i guerriglieri talebani rimanendo coinvolti in diversi conflitti a fuoco, attentati con IED sepolte nel terreno o con autobomba.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ha il primo caduto il <strong>14 luglio del 2009</strong>: un ordigno improvvisato lungo la strada (IED) uccideva il <strong>1° C.le Magg. Par. Alessandro Di Lisio</strong>, effettivo all'<strong>8° Reggimento Par. Guastatori Folgore</strong> e feriva altri militari, tra cui, gravemente, il <strong>1¨C.le Magg. Par. Simone Careddu</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":3863,\"width\":\"400px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/bertolini-isaf-astan.jpg\" alt=\"Afghanistan, il ruolo della Folgore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-3863\" style=\"width:400px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Gen. Marco Bertolini ha ricoperto in Afghanistan il prestigioso incarico di Capo di Stato Maggiore ISAF.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sarà un'estate, quella del <strong>2009</strong> calda, molto calda sul fronte Afgano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo schieramento della Folgore, sotto il Comando del <strong>Colonnello Par. Aldo Zizzo</strong>, cambierà le sorti di quella che ormai sembra una lontana missione da mettere agli archivi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Occorre ricordare che in quel periodo la Folgore contava in Afghanistan con tre Ufficiali di primissimo livello in tre posti chiavi a livello strategico: </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Gen. di Div. Incursore Paracadutista Marco Bertolin</strong>i come <strong>Capo di Stato Maggiore ISAF</strong>, il <strong>Gen. di Brig. Paracadutista Rosario Castellano </strong>come <strong>Comandante della Brigata Folgore</strong> e <strong>Comandante della Task Forces del Regional Command West</strong> e del <strong>contingente multinazionale ad Herat</strong>, e appunto, del <strong>Colonnello Paracadutista Aldo Zizzo</strong> , <strong>Comandante di ITALFOR XX</strong> e del <strong>186° Reggimento Paracadutisti Folgore</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La conformazione e lo status della Brigata, con i tre battaglioni dei reggimenti di manovra schierati in prima linea, con a supporto uno dei migliori reparti genio gustatori dell'Esercito (8° Rgt,) e l'alto livello di preparazione della truppa, ai massimi storici, <strong>darà dei risultati nella lotta ai talebani senza precedenti</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il cambio di passo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Siamo nel 2008 gli americani spingono</strong>. Bisogna aumentare la bolla di sicurezza nella zona sotto il controllo Italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I dispacci di Wikileaks, non mentono:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Sarà nostra prerogativa convincere l'Italia ad assumere un ruolo più importante rispetto alla regione ovest, dove si sta registrando un peggioramento delle condizioni di sicurezza\"</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Passa qualche mese dalla missiva, ed <strong>arriva la Folgore</strong>. <strong>La missione diventa Combat</strong>, a tutti gli effetti. Per le <a href=\"https://brigatafolgore.net/task-force-45/\" data-type=\"page\" data-id=\"3191\">forze speciali lo era fin da prima</a>, per le forze \"convezionali\" lo diventa ora.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non ce ne vogliano le altre specialità dell'Esercito Italiano, che hanno comunque contribuito con un altissimo sacrificio anche di vite umane alla causa Afgana, e che con la missione ISAF, sono cresciute enormemente, ma la missione cambia veramente, dati alla mano, all'arrivo degli uomini del Colonnello Aldo Zizzo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'obiettivo è uno: <strong>aumentare la bolla di sicurezza nella zona sotto il controllo del contingente Italiano</strong>. La modalità è un soltanto: <strong>stanare i talebani \"neutralizzandoli\" casa per casa</strong>. Facciamo fatica a mantenere il politicamente corretto scrivendo questo testo. C'è un problema in Italia e lo sappiamo tutti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":3856,\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/186-folgore-astan.jpg\" alt=\"Afghanistan, il ruolo della Folgore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-3856\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Paracadutisti del 186° Reggimento in Afghanistan nell'estate del 2009. Questa foto è stata \"spacciata\" su vari siti per operatori del 185° RRAO.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Siamo obbligati, per motivazioni costituzionali, a chiamare qualsiasi operazione militare \"missione di pace\".</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ma in Afghanistan c'è la guerra. E i Paracadutisti, un pò scentemente, un pò romanticamente, sanno che è arrivato il loro momento, costi quel che costi, anche il supremo sacrificio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per i nostri governanti la Folgore non è altro che uno strumento di politica estera estremamente affilato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il celebre generale e scrittore prussiano Carl Von Clausewitz sosteneva che <em>\"La guerra non è che la continuazione della politica con altri mezzi. La guerra non è, dunque, solamente un atto politico, ma un vero strumento della politica, un seguito del procedimento politico, una sua continuazione con altri mezzi\"</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mai frase fu più azzeccata in questo contesto. Ma ai Paracadutisti va bene così. Va bene così dal <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-battaglia-di-el-alamein/\" data-type=\"page\" data-id=\"309\">1942</a>, va bene così oggi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Base El Alamein (Farah)</strong>, base <strong>Tarquinia (Shouz)</strong> e base <strong>Tobruk (Bala Boluk)</strong> rappresenteranno tre punti cruciali che avranno un importanza fondamentale nella riuscita della missione. I tre Reggimenti, schierati tra <strong>Herat, Kabul e Farah</strong> infieriranno un duro colpo ai talebani e nei numerosi scontri a fuoco la milizia integralista sarà costretta a moderare fortemente l'ardore combattivo.&nbsp;</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I paracadutisti della Folgore saranno i primi Italiani a essere videoripresi in combattimento in Afghanistan (6 ottobre 2009), grazie al giornalista Rai Nico Piro. Immagini mai viste prima e discordanti, appunto, con l'etichetta di missione di pace data alla missione italiana in Afghanistan.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il giorno più duro è pero il 17 settembre del 2009. <a href=\"https://brigatafolgore.net/17-settembre-2009-kabul-attacco-alla-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"321\">Sei Paracadutisti cadranno dopo un'attacco con con una carica esplosiva di oltre 150kg nei pressi dell'Aerporto di Kabul.</a></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Colpita dritta al cuore la Brigata Paracadutisti è andata comunque avanti perchè MOLLA VILE, NON LA FOLGORE.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"align\":\"center\"} -->\n<p class=\"has-text-align-center\">Continua ...</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2024/01/186-folgore-astan.jpg","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2023-12-08 21:38:55"}
{"id":1251,"titolo":"I gloriosi Alpini, una meravigliosa storia italiana da oltre 150 anni","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli Alpini sono una straordinaria componente militare dell'Esercito Italiano altamente specializzata nelle operazioni di montagna. Si tratta di fanteria leggera che ha acquisito grande fama per le sue capacità operative e il suo addestramento specifico per l'ambiente montano. La loro identità è profondamente radicata nelle tradizioni e nei valori che hanno sviluppato nel corso degli anni</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Origini del Corpo Alpino</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Svariati corpi sono stati considerati precursori ideali degli Alpini, da unità militari romane come la legio iulia alpina e la cohorte montanorum ai cacciatori delle Alpi impegnati come volontari garibaldini nella seconda e nella terza guerra d'indipendenza. Tuttavia, a Risorgimento compiuto, non esistevano forze specifiche organizzate dallo Stato alla difesa dei valichi alpini. Durante la riorganizzazione dell'esercito italiano iniziata a seguito del successo prussiano nella guerra contro la Francia, venne varata la \"riforma Ricotti\" voluta dal generale e ministro della Guerra Cesare Francesco Ricotti-Magnani, che prevedeva una ristrutturazione delle forze armate condotta sul modello prussiano, basata sull'obbligo generale ad un servizio militare di breve durata, in modo tale da sottoporre all'addestramento militare tutti gli iscritti alle liste di leva fisicamente idonei, abolire la surrogazione e trasformare l'esercito italiano in un esercito-numerico, espressione delle potenzialità umane della nazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Applichiamo quindi il sistema prussiano poiché questo comandano le necessità dei tempi il nostro paese ha bisogno di militarizzarsi e disciplinarsi come il nostro esercito di coltivarsi, e il servizio militare obbligatorio recherà bene all'uno e all'altro</p>\n<!-- /wp:paragraph --><cite>Nicola Marselli in \"Avvenimenti del <strong>1870-1871</strong>\"</cite></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel fervore innovativo in seno alla gestione Ricotti venne affrontato anche il problema della difesa dei valichi alpini. Fino ad allora si era ritenuto che una reale difesa dei valichi fosse impossibile e che un eventuale invasore dovesse essere ostacolato dagli sbarramenti fortificati delle vallate, ma definitivamente fermato solo nella pianura Padana. Questa tattica avrebbe lasciato completamente sguarniti tutti i passi alpini dal Sempione allo Stelvio e tutto il Friuli, cioè la più diretta e potente linea d'invasione disponibile all'Impero austro-ungarico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"align\":\"right\",\"id\":4397} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/alpini01.jpg\" alt=\"I gloriosi Alpini, una meravigliosa storia italiana da oltre 150 anni - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-4397\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Giuseppe Perrucchetti, il \"padre\" degli Alpini</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nell'autunno <strong>1871</strong> il capitano di stato maggiore, ex insegnante di geografia, Giuseppe Perrucchetti, preparò uno studio dal titolo Considerazioni su la difesa di alcuni valichi alpini e proposta di un ordinamento militare territoriale nella zona alpina riprendendo un precedente studio del <strong>1868</strong> del Generale Agostino Ricci nel quale sosteneva il principio che la difesa delle Alpi dovesse essere affidata alla gente di montagna. Nato nel <strong>1839</strong> a Cassano d'Adda, dunque non in montagna, Perrucchetti che non era un alpino, era infatti un Capitano dei Bersaglieri, e non lo diventò mai, fu un appassionato studioso attento alle operazioni militari condotte nei secoli precedenti nei territori alpini, e fin dall'inizio colse le contraddizioni che il sistema di reclutamento italiano comportava.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A causa del complesso sistema di reclutamento concentrato nella pianura, all'atto della mobilitazione gli uomini avrebbero dovuto affluire dalle vallate alpine ai centri abitati per essere equipaggiati e inquadrati, quindi ritornare nelle vallate per sostenere l'urto di un nemico che nel frattempo avrebbe potuto organizzare e disporre al meglio le proprie forze. In questo modo si sarebbe venuta a creare una concentrazione caotica di uomini presso i distretti militari atti a rifornire il personale sceso a valle insieme a quello di stanza in pianura, con conseguenti e inevitabili ritardi. A ciò si sarebbe aggiunto - sempre secondo Perrucchetti - un altro grave limite: le esigenze di mobilitazione avrebbero portato alla creazione di battaglioni eterogenei composti da provinciali della pianura poco atti alla guerra di montagna e non pratici dei luoghi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel <strong>1872</strong> Perrucchetti firmò un articolo per Rivista militare, nel quale trattava il problema della difesa dei valichi alpini e suggeriva alcune innovazioni per l'ordinamento militare nelle zone di frontiera. Nelle aree di confine sarebbero stati arruolati i montanari locali, similmente all'ordinamento territoriale alla prussiana, per il quale la zona alpina sarebbe stata divisa per vallate in tante unità difensive, costituenti ciascuna un piccolo distretto militare. In ciascuna unità difensiva le forze reclutate sarebbero state formate su un determinato numero di compagnie raggruppate attorno a un centro di amministrazione e di comando, in modo tale da avere tante unità difensive quanti erano i valichi alpini da proteggere. Secondo Perrucchetti i soldati destinati a queste unità dovevano essere abituati al clima rigido, alla fatica dello spostamento in montagna, alle insidie di un terreno accidentato e pericoloso e ai disagi delle intemperie; dal canto loro gli ufficiali dovevano essere conoscitori diretti e profondi del territorio, alpinisti ancor prima che militari. Infine, i rapporti con la popolazione civile dovevano essere stretti e spontanei, in modo tale da giovarsi della funzione di informatori e di guide che i montanari potevano svolgere a beneficio delle truppe. Il reclutamento locale, oltre a fornire uomini già abituati alla dura vita in montagna, era un forte elemento di coesione tra le truppe: riunendo nelle compagnie i giovani provenienti dalla stessa vallata, e stanziandoli nella loro terra d'origine si ottenevano sensibili vantaggi senza esporsi a rischi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per i problemi di bilancio che affliggevano il Ministero della Guerra, e quindi temendo un voto sfavorevole del Parlamento, Ricotti non presentò un progetto organico per la creazione di un nuovo Corpo, ma lo inserì in una generale ristrutturazione dei distretti militari che da cinquantaquattro dovevano diventare sessantadue, unitamente alla creazione di un certo numero di compagnie alpine limitato a quindici. Il progetto fu appoggiato dal ministro della Guerra del governo di Quintino Sella, Ricotti-Magnani, che condivideva le necessità della difesa dei valichi alpini e preparò il decreto nel quale si istituiva, praticamente di nascosto, il nuovo Corpo, mascherato con compiti di fureria. Il decreto venne quindi firmato dal re Vittorio Emanuele II il <strong>15 ottobre 1872</strong> a Napoli. Nella relazione ministeriale che accompagnava il Regio Decreto n. 1056, si parlava dell'istituzione delle prime compagnie alpine. Subito dopo, in occasione della chiamata alle armi della classe 1852, iniziò la formazione delle prime quindici compagnie alpine, che si sarebbero costituite nel giro di un anno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Evoluzione, armamento e uniformi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La rapidità con la quale il Ministero decise la costituzione ebbe come contropartita riflessi negativi nel numero e soprattutto nell'equipaggiamento. La divisa era la stessa della fanteria, con evidenti inconvenienti in rapporto alle esigenze di montagna; chepì di feltro, cappotto di panno indossato direttamente sulla camicia, ghette di tela e scarpe basse. L'armamento era costituito da un fucile di modello recente, il \"Vetterli 1870\", in linea con quelli degli altri eserciti europei, ma dal peso e dalla lunghezza eccessivi per gli spostamenti su terreni impervi, mentre gli ufficiali erano dotati della sciabola mod. <strong>1855</strong> e dell'obsoleta pistola a rotazione \"Lefaucheaux\". Per il trasporto dei materiali ogni compagnia aveva a disposizione un solo mulo e una carretta da bagaglio, in modo tale da riempire gli zaini dei soldati non solo degli effetti personali, ma di tutto quello utile alla compagnia, dai generi alimentari, alle munizioni, alla stessa legna da ardere.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le insufficienze organizzative comunque non pregiudicarono l'affermazione e la crescita della Specialità, le cui compagnie nel 1873 furono portate a ventiquattro e ripartite in sette battaglioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>All'evoluzione organica si accompagnò un progressivo adeguamento delle uniformi e dell'armamento. Sin dal 1873, l'elemento caratterizzante del Corpo divenne il cappello alla \"calabrese\" con la penna nera, ornato con fregio rappresentante un'aquila ad ali spiegate sormontata da una corona reale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nell'ottobre <strong>1874</strong> il cappotto a falde venne sostituito con una meno impacciante giubba grigio-azzurra, sulla quale veniva indossata una mantella alla bersagliera color turchino e le scarpe basse vennero sostituite con scarponi alti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel frattempo dal <strong>1873</strong> era stata istituita l'Artiglieria da montagna e quattro anni più tardi se ne costituì il primo reggimento. Era una specialità in grado di operare in alta montagna per fornire l'adeguato supporto di fuoco agli alpini, capace di operare in zone inaccessibili alle artiglierie trainate. Batterie da montagna e reparti alpini si abituarono presto a vivere e manovrare insieme.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel <strong>1875</strong>, constatato che la zona assegnata a ciascuna compagnia era troppo vasta, i battaglioni furono aumentati a dieci per un totale di trentasei compagnie, con un capitano, quattro ufficiali subalterni e 250 uomini di truppa ciascuna.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel <strong>1882</strong> il ministro della Guerra Emilio Ferrero decise una ristrutturazione dei reparti, e con il Regio Decreto del <strong>5 ottobre</strong> i dieci battaglioni con le trentasei compagnie furono smembrati e raggruppati nei primi sei reggimenti ternari (il 1°, il 2°, il 3°e il 4° in Piemonte, il 5° in Lombardia e il 6° in Veneto), cioè composti da tre battaglioni, che divennero sette nel 1887 e otto nel <strong>1910</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nell'estate <strong>1883</strong> l'uniforme venne caratterizzata dal colore che la distinguerà dagli altri corpi e specialità, il verde, colore che due anni più tardi venne esteso a tutte le mostreggiature e le rifiniture della divisa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal <strong>1888</strong> anche l'artiglieria da montagna venne reclutata in base alla provenienza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per quanto riguarda l'armamento, il fucile Wetterli <strong>1870</strong> fu trasformato nel 1887 in un'arma a ripetizione ordinaria grazie al progetto del capitano d'artiglieria Giuseppe Vitali, il quale diede anche il nome alla nuova arma, vale a dire il fucile \"Vetterli-Vitali Mod. <strong>1870/87</strong>\". Nonostante l'impegno del Vitali, la necessità di un munizionamento più leggero portò la Commissione delle armi portatili ad adottare il calibro 6,5 mm e nel settembre 1890 ad affidare alle fabbriche d'armi del Regno lo studio di un nuovo fucile. Tra i vari modelli presentati fu scelto quello della fabbrica d'armi di Torino, il \"Carcano Mod. 91\", più corto e maneggevole. Parallelamente al Mod. 91 per la truppa, venne anche rinnovato l'armamento degli ufficiali alpini con la sciabola Mod. 1888 e la pistola Bodeo Mod. <strong>1889</strong> a ripetizione ordinaria con tamburo girevole.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il battesimo del fuoco</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:image {\"align\":\"right\",\"id\":4398,\"width\":\"400px\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/alpini02.jpg\" alt=\"I gloriosi Alpini, una meravigliosa storia italiana da oltre 150 anni - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-4398\" style=\"width:400px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il tenente colonnello Davide Menini, comandante del 1º Battaglione alpini d'Africa, gravemente ferito incita i suoi uomini alla carica (stampa del 1897)</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Verso la fine del XIX secolo anche l'Italia venne colta dal \"mal d'Africa\", sospinta dalla brama di cercare alla pari di altre potenze europee nuovi \"spazi vitali\". Il primo nucleo di alpini destinato in Africa è formato da elementi vo- lontari prelevati dalla 69ª compagnia del Battaglione Gemona, dalla 56ª compagnia del Battaglione Verona e dalla 48ª compagnia del Battaglione Tirano. Il Battaglione di formazione, composto su tre compagnie ed il cui comando è affidato al Maggiore Domenico Cicconi, ha una forza di 5 Ufficiali più un Tenente Medico e 150 graduati e militari di truppa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Parte da Chiari il 19 febbraio 1887 con destinazione Napoli, qui si imbarca per Massaua il <strong>21 febbraio 1887</strong>. Il Battaglione di formazione partecipa ai più importanti fatti d’arme in Eritrea di quell’epoca: Tokakat, Monkullo, Gherar, Saganeiti e Saati senza subire perdite, ma pur non avendo caduti in combattimento, muoiono 14 alpini, incluso il proprio comandante Maggiore Cicconi che viene sostituito dal Maggiore Pianavia Vivaldi, vittime del clima e delle malattie tropicali. I 445 alpini rimanenti furono rimbarcati a Napoli il <strong>22 aprile 1888</strong>, avendo dato una ottima prova e lasciato buona fama.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nell'inverno <strong>1895/96</strong>, il presidente del consiglio Francesco Crispi spedì in Etiopia un secondo contingente di Alpini e una batteria d'artiglieria da montagna quali rinforzi richiesti dal generale Oreste Baratieri, governatore della colonia, dopo gli insuccessi dell'Amba Alagi e di Macallé.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>ùNato per la difesa dell'arco alpino, questo corpo di fanteria da montagna ebbe invece il suo battesimo in battaglia campale nella battaglia di Adua in Etiopia, durante la quale gli Alpini patirono indicibili sofferenze, e dove all'alba del <strong>1º marzo 1896</strong> nonostante l'iniziale fiducia nell'impresa i 15 000 soldati del generale Baratieri, di cui 954 Alpini, vennero travolti dagli oltre 100 000 guerrieri di Menelik II. Dei 954 Alpini partiti dall'Italia sotto il comando del tenente colonnello Davide Menini, ne rimasero vivi solo 92 e lo stesso Menini fu decorato con la medaglia d'argento alla memoria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'intera batteria da montagna, detta \"la siciliana\", i cui artiglieri provenivano dalla zona di Enna, si immolò sui suoi pezzi. Il primo Alpino a cui venne assegnata la medaglia d'oro al valor militare fu il capitano Pietro Cella, nato a Bardi, anch'egli morto in quella mattina ad Adua. Un epilogo onorevole, nonostante la sconfitta fosse l'inevitabile conclusione di una missione organizzata male e frettolosamente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Alla vigilia della prima guerra mondiale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nei quindici anni che intercorsero tra l'inizio del secolo e lo scoppio della prima guerra mondiale, le truppe alpine non subirono trasformazioni determinanti, salvo forse per l'introduzione dello sci.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mentre già da inizio Ottocento negli eserciti dell'Europa settentrionale l'impiego delle truppe dotate di sci era cosa nota, e per uso pattuglia e staffetta si può persino datare a qualche secolo prima, in Italia gli Alpini li sperimentarono solo nell'inverno <strong>1896/'97</strong>, per iniziativa del tenente d'artiglieria Luciano Roiti. Durante quell'inverno il 3º Reggimento fece diverse esercitazioni sperimentali, con risultati incoraggianti che portarono all'organizzazione di campi di istruzione specifici a livello di compagnia con l'assunzione di istruttori svizzeri e norvegesi. In pochissimi anni gli sci acquistarono posto in stabile nell'equipaggiamento degli alpini e con decreto del 25 novembre 1902, il ministro della Guerra Giuseppe Ottolenghi ne ordinò l'impiego nei reggimenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nei primi anni del secolo venne aperto un dibattito sull'opportunità di unire i reparti Alpini con i Bersaglieri creando un unico corpo. I Bersaglieri sin dalle origini nel regno Sabaudo erano normalmente impiegati in montagna e la complessione fisica in base alla quale erano selezionati era la stessa degli Alpini. Tuttavia le speciali esigenze della guerra in montagna mal si accostavano a maggiori raggruppamenti di truppe che avrebbe portato questa unione. Questa ipotesi fu pertanto accantonata per alcuni decenni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dai sei reggimenti costituiti nel <strong>1882</strong> e dal settimo formato nel <strong>1887</strong>, le unità vennero aumentate di qualche migliaio tra il <strong>1908</strong> e il 1909 con la costituzione dell'ottavo reggimento dopo che l'apertura della ferrovia del Sempione aveva imposto maggiori esigenze difensive in val d'Ossola.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per iniziativa di Luigi Brioschi, presidente della sezione milanese del Club Alpino Italiano, nel <strong>1908</strong>, dopo quasi due anni di sperimentazione, venne adottata una divisa grigioverde e due anni dopo anche il cappello venne adeguato ai nuovi colori. Per quanto riguarda l'armamento, la novità dei primi anni del secolo fu la mitragliatrice, affermatasi dopo il conflitto russo-giapponese del 1905. Le prime mitragliatrici utilizzate dagli Alpini furono le Maxim Mod. 1906 (utilizzate nella campagna di Libia) e le Maxim-Vickers Mod. 1911 distribuite a partire dal <strong>1913</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel <strong>1910</strong> si ebbe la sanzione formale della simbiosi tra Alpini e Artiglieria da Montagna, con l'adozione per quest'ultima del cappello alpino di feltro grigio con la penna, la quale però anziché nera era sovente marrone non solo per gli ufficiali inferiori, come stabilito dai regolamenti, ma anche per sottufficiali ed artiglieri di truppa. Cambiavano ovviamente anche i colori delle nappine.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla vigilia del primo conflitto mondiale, erano operativi tre reggimenti d'Artiglieria da Montagna per un totale di trentasei batterie, dotate di cannoni da 65/17.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La guerra italo-turca</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo scoppio del conflitto italo-turco per il possesso della Libia, nell'autunno 1911, significò un nuovo impiego operativo per le truppe alpine in terra d'Africa. Il <strong>29 settembre 1911</strong>, dopo il rifiuto dell'ultimatum, l'Italia dichiarò guerra all'Impero ottomano e appena una settimana dopo, il <strong>4 ottobre</strong>, sbarcarono a Tobruch i primi uomini del corpo di spedizione comandato dal tenente generale Carlo Caneva.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Quella che doveva essere una facile e trionfale occupazione, scontava in realtà fin dall'inizio delle operazioni i limiti di una campagna improvvisata in pochi giorni e condotta con la piena sottovalutazione delle forze nemiche. Le truppe turche calcolate in circa 5 000 uomini in Tripolitania e 3 000 in Cirenaica si ritirarono verso l'interno dando il via ad una consistente resistenza nel deserto, anche grazie all'appoggio della popolazione indigena. Dopo i primi scontri si capì subito la portata del conflitto; fu una guerra difficile per cui il contingente dovette essere aumentato dagli iniziali 35 000 uomini a oltre 100 000, in cui l'ambiente e l'ostilità della popolazione rese impossibile mantenere il controllo delle terre occupate. Alla fine il bilancio fu di 3 500 morti (di cui 2 500 italiani e circa 1 000 tra Àscari eritrei, libici o somali), 1 500 prigionieri; 37 cannoni e 9 000 fucili furono invece le perdite di materiali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le truppe alpine parteciparono alla campagna libica con un numeroso contingente: tredici batterie da montagna più i battaglioni \"Saluzzo\", \"Edolo\", \"Mondovì\", \"Feltre\", \"Vestone\", \"Ivrea\", \"Fenestrelle\", \"Verona\", \"Susa\" e \"Tolmezzo\". Questi non furono impiegati come unità autonome, ma aggregati a reparti di fanteria, prendendo parte a tutti i combattimenti significativi, da Ain Zara (<strong>4 dicembre</strong>), a Sidi Said <strong>(26-28 giugno)</strong>, a Zuara <strong>(luglio 1912)</strong>. Dopo la firma del trattato di Ouchy, rimasero in Libia i battaglioni \"Feltre\", \"Vestone\", \"Susa\" e \"Tolmezzo\" con tre batterie da montagna riuniti nell'8º Reggimento alpini \"speciale\" al comando del colonnello Antonio Cantore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo un periodo di allenamento alla marcia, il reggimento dovette adattarsi a combattere tra le dune contro le tribù berbere o contro i musulmani della Cirenaica o nell'entroterra tripolino in una guerra più lunga del previsto, tanto che i primi contingenti che sbarcarono a Tobruch nell'ottobre 1911 (come l'8º Reggimento alpini \"speciale\") nel maggio 1915, quando l'Italia entrò in guerra contro l'Impero austro-ungarico, si trovavano ancora impegnati a difendere Tripoli e Homs dalle azioni di guerriglia della popolazione indigena.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La prima guerra mondiale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>24 maggio 1915</strong>, con l'entrata nella prima guerra mondiale dell'Italia, gli Alpini occuparono importanti ed impervi punti, dal passo dello Stelvio alle Alpi Giulie, passando per il passo del Tonale e il monte Pasubio. Quello stesso giorno il primo soldato a perdere la vita tra le truppe italiane fu proprio un alpino della 16ª Compagnia del battaglione Cividale, 8º Reggimento, di nome Riccardo Giusto, che alle <strong>04:00 del 24 maggio</strong> mentre varcava la frontiera sul monte Natpriciar fu freddato da un tiratore scelto austriaco.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Parteciparono alle più cruente battaglie, come quella dell'Ortigara con la conquista dell'omonimo monte, la disfatta di Caporetto, fino alla resistenza sul monte Grappa e la controffensiva finale del generale Armando Diaz, che portò alla vittoria dell'ottobre <strong>1918</strong>. Gli Alpini furono i protagonisti di un conflitto che si combatté quasi interamente sulle Alpi, e su tutti i fronti, dai ghiacciai dell'Adamello alle crode dolomitiche, dal Carso al monte Grappa, dagli altopiani al Piave, soffrendo oltre 35 000 morti e dispersi e i circa 80 000 feriti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Stabilire la cifra esatta degli Alpini mobilitati nel corso della Grande Guerra è difficile. Durante il conflitto le truppe alpine raggiunsero il loro massimo sviluppo, arrivando a contare ottantotto battaglioni per trecentoundici compagnie, per un totale poco inferiore a 240 000 uomini, cifra puramente indicativa perché gli effettivi variarono e i vuoti lasciati dai caduti e dai feriti vennero colmati, almeno in parte, dalle nuove leve. Inoltre alla somma vanno aggiunti sessantasette gruppi di artiglieria da montagna per un totale di 175 batterie. In questo periodo infatti le zone di reclutamento alpino vennero estese a quasi tutti i distretti montani della penisola.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra i tanti fatti d'armi della guerra che coinvolsero gli alpini è possibile individuarne alcuni significativi per la loro drammaticità, come la conquista di monte Nero, la guerra sui ghiacciai dell'Adamello e monte Cavento e la battaglia dell'Ortigara che causarono migliaia di vittime soprattutto tra le unità Alpine. Questi combattimenti e tutti quelli a cui gli alpini presero parte, fecero diventare queste truppe da montagna un vero e proprio simbolo dello sforzo nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Dal primo dopoguerra al fascismo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dei sessantuno battaglioni Alpini esistenti nel novembre <strong>1918</strong>, ne furono sciolti più della metà e alla fine del 1919 gli otto reggimenti avevano ripreso quasi per intero la fisionomia del 1914. Già l'anno successivo alla fine del conflitto alcuni ufficiali alpini reduci, e tutti appassionati alpinisti del CAI di Milano, decisero di creare un'associazione tra coloro che avessero prestato servizio nel corpo degli Alpini. Inizialmente si pensò di farne una sottosezione del CAI, poi prevalse la linea di Arturo Andreoletti che ritenendo troppo esclusivo il Club, caldeggiava la nascita di qualcosa di autonomo, e l'8 luglio 1919 l'Associazione Nazionale Alpini (ANA) a Milano, fu costituita presso la sede dell'Associazione Geometri, con primo presidente il Maggiore Alpino Daniele Crespi. Andreoletti, considerato tutt'oggi il fondatore per antonomasia, fu in seguito il primo Presidente eletto dall’Assemblea dei Delegati. Ben presto l'associazione ebbe il suo notiziario l'Alpino, nato lo stesso anno su iniziativa del tenente degli Alpini Italo Balbo, poi noto esponente del fascismo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"align\":\"right\",\"id\":4399,\"width\":\"400px\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/alpini03.jpg\" alt=\"I gloriosi Alpini, una meravigliosa storia italiana da oltre 150 anni - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-4399\" style=\"width:400px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Soldati caduti durante gli scontri sul Monte Pertica</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel settembre del <strong>1920</strong> l'ANA organizzò la prima adunata nazionale sul monte Ortigara, che tre anni prima era stata teatro di violentissimi scontri con circa 24 000 caduti di cui molti Alpini, e da quel primo appuntamento ne seguirono altri venti fino al <strong>giugno 1940</strong>, a Torino, quando lo scoppio del secondo conflitto mondiale sospese per sette anni la manifestazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel <strong>1925</strong> l'A.N.A. inglobò anche l'Ass. Artiglieri da Montagna, consolidando ulteriormente la simbiosi anche morale tra le due specialità delle rispettive Armi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Intanto il paese viveva le forti tensioni sociali dell'immediato dopoguerra: la parte del popolo che per decenni era stata ai margini della vita nazionale ora rivendicava un ruolo primario, forte dei sacrifici patiti in guerra, dal razionamento del cibo alle precettazioni nell'industria armiera, oltre ovviamente a spogliazioni e saccheggi nelle zone invase dal nemico dopo Caporetto. Le tensioni erano alimentate dalle maestranze che, per sostenere lo sforzo dell'industria degli armamenti, non erano stati mandati al fronte ed anche per questo avevano avuto agio di recepire e diffondere le istanze sociali che avevano portato alla recentissima rivoluzione in Russia, Si creò così anche un clima ostile tra reduci e lavoratori, i primi giudicando \"imboscati\" i secondi, che per contro rinfacciavano loro di non essersi insubordinati, e di aver perciò contribuito al grande progetto capitalista che dalla guerra aveva indubbiamente tratto profitto economico. Le conseguenti esigenze di ordine pubblico, legate anche alle oggettive difficoltà strutturali e logistiche di un paese devastato nell'economia, resero la smobilitazione un'operazione lunga e complicata e fecero sì che fosse mantenuta in armi una forza di circa 300 000 uomini, abbastanza da tenere in vita reparti teoricamente soppressi sulla carta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli Alpini nel primo dopoguerra si distinsero anche in ruoli diversi da quelli del soldato. Nel <strong>1928</strong>, il dirigibile Italia sorvolò il Polo Nord e al ritorno, il 25 maggio entrò in una tremenda tempesta che gli fece perdere quota fino a schiantarsi sul pack artico, dove la gondola di comando rimase distrutta nell'impatto e dieci uomini furono sbalzati sui ghiacci, mentre i restanti sei membri dell'equipaggio rimasero a bordo dell'involucro; di loro e del dirigibile non si seppe più nulla, tra i dieci ci fu anche il generale Nobile, che riuscì ad inviare un primo messaggio di SOS.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I primi soccorritori furono gli Alpini della spedizione con a capo l'alpino Capitano Gennaro Sora, bergamasco, che comandava una squadra formata oltre che dal Sora, al centro della foto, dagli alpini, a partire da sinistra, caporali Giulio Bich, Silvio Pedrotti, Beniamino Pelissier, sergenti maggiori Giovanni Gualdi, Giuseppe Sandrini, Angelo Casari, Giulio Deriad e Giulio Guédoz, che il <strong>18 giugno 1928</strong> partì verso il Polo alla ricerca di Umberto Nobile e del suo equipaggio. La spedizione di Sora però non ebbe successo e i soccorritori diventarono naufraghi. Sora e gli altri furono individuati da tre velivoli svedesi il 12 luglio, e nonostante alla fine Nobile venisse tratto in salvo dalla rompighiaccio sovietica Krassin, Sora e i suoi Alpini passarono alla storia per l'eroismo profuso in condizioni estreme. in oltre un mese di ricerca del disperso</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fu nel <strong>1931</strong> che iniziarono le prime competizioni sciistiche per le truppe alpine, oggi conosciute come Ca.STA (Campionati Sciistici delle Truppe Alpine). Nel <strong>1934</strong> venne costituita ad Aosta la Scuola militare centrale di alpinismo, per provvedere all'addestramento sci-alpinistico dei quadri delle truppe alpine. La scuola diverrà ben presto un polo di eccellenza in campo sportivo e sci-alpinistico, tanto da essere considerata \"università della montagna\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli anni trenta la difesa dei confini alpini fu affidata alla Regia Guardia di finanza, ai Carabinieri Reali, alla Milizia confinaria e a reparti alpini ai quali fu dato anche il compito di presidiare le nuove opere difensive della fortificazione permanente, allora in corso di progettazione e costruzione lungo il confine montano italiano, da Ventimiglia all'Istria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo impiego per le truppe alpine era in contrasto con le dottrine di quel tempo che prevedevano l'utilizzo delle grandi unità Alpine ovunque la necessità lo richiedesse, essendo le stesse truppe idonee a svolgere azioni di carattere dinamico e non milizie destinate alla difesa di punti fissi. Perciò col regio decreto legge n. 833 del 28 aprile <strong>1937</strong> fu istituito un Corpo speciale denominato Guardia alla frontiera (GaF), che aveva il compito di presidiare in permanenza il sistema fortificato del Vallo Alpino del Littorio, linea fortificata di tutto il confine italiano. La GAF includeva reparti di Fanteria, Artiglieria, Genio e Servizi, ma fu spesso comandata da Ufficiali Alpini ed ebbe come copricapo il cappello alpino privo della penna. Successivamente a seguito della durezza delle condizioni di vita in quota le fu riconosciuta formalmente la qualifica di reparto Alpino ma incongruamente non le fu concesso l'uso della penna. La Guardia alla frontiera venne quindi destinata alla difesa dei confini nazionali mentre per gli Alpini fu previsto l'impiego in ogni luogo richiesto dalle esigenze militari, anche in azioni offensive e al di fuori del teatro alpino: a tale scopo nel <strong>1934</strong> furono costituite le divisioni Alpine \"Taurinense\", \"Tridentina\", \"Julia\" e \"Cuneense\", cui si aggiunse la \"Pusteria\" nel <strong>1935</strong>. A queste unità si aggiungevano il battaglione \"Duca degli Abruzzi\" (aggregato alla Scuola centrale militare di alpinismo) e il battaglione \"Uork Amba\" e, da notare, cinque battaglioni misti del Genio militare e dei Servizi logistici (che allora comprendeva anche le trasmissioni) Nacquero così i supporti delle Truppe Alpine, quali specialità alpine della propria rispettiva Arma di appartenenza, perciò a tutti gli effetti appartenenti al Corpo, al fianco degli Alpini e dell'Artiglieria da Montagna che dal 4 giugno <strong>1934</strong> fu ribattezzata Artiglieria Alpina a sottolineare ulteriormente la coesione e le nuove modalità d'impiego, che prevedevano l'affiancamento, talvolta temporaneo, di una batteria da montagna ad un battaglione alpino</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In totale il Corpo degli Alpini arrivò ad annoverare 31 battaglioni, 93 compagnie, 10 gruppi d'artiglieria alpina e 30 batterie, articolati su cinque comandi divisionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo sviluppo dell'armamento degli alpini nel corso del ventennio <strong>1919-'39</strong> fu limitato essenzialmente alle sole mitragliatrici e alle armi a tiro curvo. Nel primo caso si trattava di realizzare un'arma automatica per il tiro collettivo che fosse più leggera e mobile della mitragliatrice pesante Fiat Mod. 14 che era più adatta come arma di posizione. Dopo varie sperimentazioni fu sviluppata la leggera Breda Mod. 30 che divenne l'arma di accompagnamento delle squadre fucilieri Alpine. In linea con le necessità della guerra in montagna furono sviluppati due nuovi mortai, il Brixia Mod. 35 da 45 mm e quello da 81 mm. La scarsa attenzione che le forze armate diedero allo sviluppo di nuove armi, soprattutto al carro armato e alle armi controcarro, fece sì che il solo cannone atto a fermare le truppe corazzate, il 47/32 Mod. 1935, fu assegnato solo a tre divisioni alpine (Cuneense, Tridentina e Julia) con conseguenti gravi carenze di fronte al massiccio impiego di mezzi corazzati negli altri eserciti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La guerra d'Etiopia e la campagna d'Albania</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli anni <strong>1935-'36</strong> videro gli alpini ancora impegnati in Africa e precisamente in Etiopia, dove sbarcarono a Massaua da dove gli alpini della 5ª Divisione alpina \"Pusteria\" parteciparono alle operazioni di guerra, con le battaglie di Amba Aradam e dell'Amba Alagi. Il 31 marzo ci fu la battaglia finale di Mai Ceu, dove le truppe di Hailé Selassié furono costrette a ripiegare e per l'imperatore di Etiopia fu la sconfitta. Per la colonna italiana formata da mille automezzi la strada verso Addis Abeba era spianata, e la \"Pusteria\", con sole 220 perdite, rientrò nell'aprile del <strong>1937</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo le operazioni in Albania durante la Grande Guerra, meno di vent'anni dopo gli alpini sbarcarono di nuovo sulle coste di Durazzo e Valona il <strong>7 aprile 1939</strong> per volere del Duce, che volle riequilibrare la mossa dell'alleato tedesco in Austria di pochi mesi prima. Fu una spedizione all'insegna della disorganizzazione, tanto che gli stessi muli imbarcati senza basto, finimenti e cavezza al momento dello sbarco cominciarono a scappare dal porto invadendo le strade di Durazzo. Nella città gli alpini rimasero un paio di settimane, poi si sparpagliarono nel paese attraverso le montagne che sono raggiungibili grazie alle strade costruite in quell'occasione dal genio militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'estate fu particolarmente calda e l'inverno particolarmente rigido, le perdite per malaria raggiunsero il 30% degli effettivi, e gli alpini dovettero anche subire l'umiliazione delle leggi razziali fasciste che nel <strong>giugno 1940</strong> imposero ai reparti l'allontanamento degli ufficiali e dei soldati di origine slava e non solo quelli provenienti dalle zone annesse nella guerra del '15/'18, ma anche dalle terre incorporate settant'anni prima. Solo le forti proteste del generale Sebastiano Visconti Prasca impedirono alla Divisione Julia di essere seriamente indebolita da tale provvedimento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La seconda guerra mondiale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La seconda guerra mondiale vide gli alpini impegnati inizialmente sul confine francese durante la battaglia delle Alpi Occidentali del <strong>giugno 1940</strong>, dove quattro divisioni Alpine erano schierate in zona di guerra: la Taurinense schierata sul confine alla testa della Dora Baltea, la Tridentina in seconda linea nella stessa vallata, con alcuni battaglioni Alpini costituiti all'atto della mobilitazione; in riserva erano la Cuneense e la Pusteria, rispettivamente in valle Gesso e val Tanaro. Questi reparti furono inquadrati nel Gruppo d'armate Ovest forte di 315 000 uomini lungo tutto il confine.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"align\":\"right\",\"id\":4400} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/alpini04.jpg\" alt=\"I gloriosi Alpini, una meravigliosa storia italiana da oltre 150 anni - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-4400\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Alpini italiani in marcia verso il Don</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante le forze preponderanti, le unità italiane furono chiamate ad operare in condizioni precarie e pregiudizievoli in quanto, soprattutto per gli alpini di origine piemontese, il disagio fu acuito dalla constatazione delle ripercussioni sociali ed economiche sulle popolazioni civili. Inoltre migliaia di truppe male addestrate e mal equipaggiate di mezzi e armamenti si trovarono a combattere in un terreno impervio e contro un sistema difensivo di prim'ordine attrezzato con un complesso di oltre quattrocento opere servite da un'ottima rete ferroviaria e stradale. Il <strong>21 giugno</strong> arrivò l'ordine di attacco, e le divisioni Tridentina, Cuneense e Pusteria furono spostate nei rispettivi teatri di scontro; la Tridentina fu posta in prima linea assieme alla Taurinense con il compito di penetrare verso Bourg-Saint-Maurice dal colle del Piccolo San Bernardo, mentre le altre due divisioni ebbero il compito di penetrare nel settore Maira-Po-Stura. Non riuscendo a sfondare le linee nemiche, gli alpini si insinuarono negli spazi impervi tra le opere fortificate, anche approfittando della nebbia, e occuparono, a fronte di uno sproporzionato tributo di sangue, una serie di postazioni d'altura nella Savoia e nelle Alpi, che mantennero in condizioni quasi proibitive. Nella notte tra il <strong>24 e 25</strong> giugno fu firmato l'Armistizio di Villa Incisa che pose fine alle ostilità con la Francia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nell'ottobre dello stesso anno le divisioni Cuneense, Tridentina, Pusteria e la Alpi Graie furono spostate sul fronte greco-albanese dove era già presente la Julia, che fu anche la prima a compiere azioni di guerra nel settore. L'invio degli alpini avvenne a causa dello sfondamento del fronte difensivo italiano sulla Vojussa: l'avanzata greca minacciava di raggiungere l'Adriatico e ricacciare oltremare le truppe italiane. Solo grazie all'afflusso di reparti di rinforzo, tra cui le tre divisioni alpine, fu possibile stabilire una posizione di resistenza in grado di reggere fino alla primavera successiva. La Julia venne impiegata nei primi attacchi, ma la disorganizzazione dei comandi fece sì che in appena un mese di difficoltose avanzate fu costretta a ritirarsi e a difendersi dalle incursioni greche. A fine dicembre da 9 000 uomini la Julia rimase con sole 800 unità. La campagna di Grecia fu un fallimento per l'Italia, e solo l'intervento dell'alleato tedesco nella primavera 1941 diede una svolta alle operazioni. Per assicurarsi il controllo dei Balcani in previsione dell'invasione dell'Unione Sovietica, Adolf Hitler e il suo Stato Maggiore misero a punto l'operazione Marita. L'attacco italo-tedesco partì il <strong>6 aprile e il 23</strong> la Grecia chiese l'armistizio, armistizio che giunse dopo un enorme tributo di sangue per gli alpini, con 14 000 morti, 25 000 dispersi, 50 000 feriti e 12 000 congelati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel <strong>1942</strong> per decisione di Mussolini e dell'alto comando venne potenziato il corpo di spedizione inviato sul fronte orientale costituendo l'8ª Armata italiana o ARMIR, forte di oltre 200 000 uomini; tra questi, 57 000 costituivano il Corpo d'Armata alpino, composto dalle Divisioni Cuneense, Tridentina e Julia, per un totale di diciotto battaglioni alpini, nove gruppi d'Artiglieria Alpina e tre battaglioni misto Genio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo contesto si colloca, nella primavera estate <strong>1942</strong>, il compiersi in scala ridotta del progetto già vagheggiato decenni prima: una fusione tra Alpini e Bersaglieri. La 216ª Compagnia controcarri del 7º Reggimento Bersaglieri, di stanza a Cavalese, venne destinata a supporto del 6º Reggimento della Tridentina, ricevendo a Caprino Veronese il cappello alpino e le mostrine. Erano nati, non senza malumore di alcuni degli interessati, i Bersalpini della 216ª compagnia controcarro 47/32 Bolzano» che ottennero di portare le fiamme cremisi sotto il bavero e un fez minuscolo all'occhiello del taschino sinistro della divisa. Erano prevalentemente bresciani, veronesi e bolzanini ad essi furono aggregati 86 conducenti dei Battaglioni Verona, Vestone e Valchiese con cui si amalgamarono presto date le comuni provenienze. il <strong>19 luglio 1942</strong> la compagnia, forte di 246 effettivi partì da Asti per il fronte Orientale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Invece di essere schierato sul Caucaso, come inizialmente previsto dai piani dei comandi italo-tedeschi, il Corpo d'armata alpino venne invece impiegato nella difesa del Don dove gli alpini giunsero nella <strong>prima settimana del settembre 1942</strong> passando alle dipendenze dell'8ª Armata italiana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'ambiente operativo del Don presentava caratteristiche assolutamente diverse da quelle in cui gli alpini erano addestrati a muoversi; una vasta pianura uniforme e priva di rilievi montuosi, dove un esercito invasore avrebbe dovuto disporre di forze corazzate e motorizzate per trarre beneficio da una fondamentale mobilità sul piano tattico. Il Corpo d'Armata alpino invece disponeva di 4 800 muli e 1 600 automezzi che sarebbero stati largamente insufficienti anche in spazi operativi molto più ristretti; mancava inoltre tutto l'armamento anticarro, l'artiglieria contraerea e i mezzi di trasmissione, costruiti per l'impiego in alta montagna, avevano una potenza limitata e non riuscivano a stabilire i corretti collegamenti sulle grandi distanze. In generale, tutto l'armamento in dotazione agli alpini fu gravemente insufficiente: non furono forniti spazzaneve, né mezzi cingolati, né slitte, né lubrificanti antigelo né vestiario adeguato né armi automatiche in grado di resistere alle gelide temperature sovietiche. La destinazione del Corpo d'Armata alpino sul Don non era nato da un piano strategico e organico, ma dall'emergenza determinatasi su tutto il fronte sovietico nell'estate-autunno 1942 e accentuatasi nell'inverno successivo sino alla rotta dei reparti invasori nel dicembre-gennaio. Gli alpini dirottati sul Don arrivarono appena in tempo per essere schierati in prima linea, venire accerchiati dall'avanzata dell'Armata Rossa ed essere costretti a una ritirata tragica nella quale caddero oltre i due terzi degli uomini. Nell'insieme, agli alpini spettava un settore di 70 km, per cui non fu possibile tenere una divisione di riserva.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il primo periodo di permanenza in linea degli alpini fu soprattutto di \"stasi operativa\", senza azioni di rilievo né da una né dall'altra parte, e gli alpini si preoccuparono di garantirsi condizioni di sopravvivenza in vista dell'inverno con la costruzione di ricoveri, postazioni coperte, approvvigionamento di ogni tipo di materiale, scavo di fossati anticarro, posa di mine su vaste aree e posizionamento di reticolati e postazioni di tiro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo aver sconfitto l'esercito romeno, accerchiato la 6ª Armata tedesca a Stalingrado nel <strong>novembre 1942</strong> e distrutto gran parte dell'ARMIR nel dicembre, il <strong>14 gennaio 1943</strong> l'Armata Rossa sferrò la poderosa offensiva Ostrogožsk-Rossoš' e sbaragliò le truppe ungheresi e tedesche schierate sui fianchi del corpo alpino che quindi venne rapidamente circondato dalle colonne corazzate sovietiche; le tre divisioni Alpine furono costrette a ripiegare con una lunghissima marcia tra le gelide pianure sovietiche, subendo perdite altissime. Due delle divisioni (la Julia e la Cuneense) vennero infine intrappolate a Valujki e costrette alla resa, mentre i superstiti della divisione Tridentina riuscirono ad aprirsi la strada dopo una serie di disperati combattimenti, tra cui il più noto è la battaglia di Nikolaevka, riuscendo a conquistare il paese e uscire dalla \"sacca\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le perdite complessive del Corpo d'armata alpino (divisioni alpine Julia, Cuneense e Tridentina e Divisione fanteria Vicenza) nella battaglia superarono l'80% degli effettivi schierati sul fronte del Don: su una forza iniziale di circa 63 000 uomini si contarono 1 290 ufficiali e 39 720 soldati caduti o dispersi, 420 ufficiali e 9 910 soldati feriti, per un totale di 51 340 perdite. Anche i generali Umberto Ricagno (comandante della Julia), Emilio Battisti (comandante della Cuneense) ed Etvoldo Pascolini (comandante della Vicenza) caddero prigionieri. Molto indicativa anche la sorte della giovane compagnia Bersalpini. Sui 246 effettivi metà riuscì ad uscire dalla sacca, dell'altra metà solo 3 rientrarono in patria, di cui 2 con ferite da congelamento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Assai più efficace della storiografia, la letteratura ha consegnato i fatti accaduti in Unione Sovietica alla memoria futura con libri come Centomila gavette di ghiaccio e Nikolajewka: c'ero anch'io di Giulio Bedeschi (ufficiale medico), Il sergente nella neve di Mario Rigoni Stern, Warwarowka Alzo Zero di Ottobono Terzi di Sissa, Mai tardi, La guerra dei poveri e La strada del Davai di Nuto Revelli e I più non ritornano di Eugenio Corti; tutti autori che parteciparono alla ritirata, alcuni erano Alpini, altri come Ottobono Terzi, pur provenendo da altre unità s'erano aggregati come combattenti a reparti Alpini.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Gli Alpini dopo l'armistizio</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con la proclamazione dell'armistizio avvenuta l'8 settembre 1943 la storia degli alpini si frazionò. La maggior parte degli uomini si unirono ai gruppi partigiani a nord (quali le celebri formazioni Fiamme Verdi dell'Uff. alpino Romolo Ragnoli nel bresciano) o ai reparti Alleati che risalivano la penisola, altri entrarono a far parte della neonata Repubblica Sociale Italiana (RSI), mentre i meno fortunati finirono imprigionati nei campi sovietici o tedeschi. Nella RSI fu costituita la 4ª Divisione alpina \"Monterosa\" cui si aggiunsero altre unità Alpine inquadrate nella \"Divisione Littorio\", il Reggimento Alpini Tagliamento e il battaglione guastatori \"Valanga\" della Decima Mas. Chi invece decise di combattere a fianco degli Alleati e della resistenza operò in tutto il sud e in particolare nell'Abruzzo. Venne formata la 6ª Divisione alpina \"Alpi Graie\", che si scontrò duramente con i tedeschi sull'Appennino nei primi giorni successivi all'armistizio, il battaglione alpini \"L'Aquila\" che con gli Alleati risalì tutta la penisola fino alla vittoria, mentre i reduci dall'Unione Sovietica della Cuneense e Tridentina dettero vita a formazioni partigiane in Alto Adige.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le uniche unità Alpine organizzate di cui si poterono seguire le vicende furono quelle inquadrate nell'esercito Alleato impegnato nella guerra di liberazione, come il battaglione \"Piemonte\", dapprima in organico al Primo Raggruppamento Motorizzato, che nell'<strong>aprile 1944</strong> fu assorbito dal 3º Reggimento alpini e inquadrato nel costituendo Corpo Italiano di Liberazione (CIL). Il battaglione fu quindi impiegato nel settore adriatico sino all'agosto <strong>1944</strong>, quando il CIL, giunto a contatto con la Linea Gotica fu sciolto per essere sostituito con i Gruppi di Combattimento. Il battaglione Piemonte entrò a far parte del gruppo di combattimento \"Legnano\" assieme al battaglione L'Aquila partecipando agli scontri nella val dell'Idice e all'inseguimento dei tedeschi fino a Bergamo e Torino. Il battaglione alpini \"Monte Granero\", assorbito assieme al Piemonte nel 3º Reggimento, nel settembre 1944 fu inviato in Sicilia in servizio di ordine pubblico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il dopoguerra</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il periodo di ricostruzione delle truppe alpine dopo il conflitto fu relativamente lungo; dagli iniziali due battaglioni (Piemonte e L'Aquila) all'istituzione delle cinque brigate che hanno costituito l'organico del corpo alpino fino agli inizi degli anni novanta, trascorsero circa otto anni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"align\":\"right\",\"id\":4401,\"width\":\"400px\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/alpini05.jpg\" alt=\"I gloriosi Alpini, una meravigliosa storia italiana da oltre 150 anni - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-4401\" style=\"width:400px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Eisenhower, 34º presidente degli Stati Uniti d'America, con il cappello degli Alpini</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Notevoli le ristrettezze economiche che si ripercuotevano sull'equipaggiamento, l'armamento e persino sulla reale possibilità di tenere in servizio la forza effettiva prevista. Le reclute nelle prime settimane dall'incorporamento ricevevano solo la tenuta da fatica costituita dalle saloppette dei paracadutisti alleati e la camicia verde scuro già in dotazione all'Esercito del Sud (i cosiddetti \"Verdoni\"), l'uniforme completa, anch'essa anglosassone, veniva distribuita con forte ritardo, il fucile era il vetusto Enfield inglese; inoltre a fronte di una leva teorica di 15 mesi il precongedo a circa un anno era di fatto una routine.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel frattempo era ripresa gradualmente vigore l'attività associativa dell'A.N.A. Nell'<strong>aprile del 1947</strong> ricomparve il giornale L'Alpino, Nell'<strong>ottobre del 1948</strong> si svolse a Bassano del Grappa la prima adunata del dopoguerra, (che dopo una sosta nel <strong>1950</strong> dovuta a ragioni tecniche, riprese senza più interruzioni) mentre il <strong>2 ottobre 1949</strong> vi fu a Bolzano un raduno dei reduci della Monterosa, a cui all'epoca non era stata riconosciuta la pregressa appartenenza ad un reparto alpino per poter partecipare alla vita associativa dell'A.N.A.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I vincoli numerici posti dall'armistizio furono superati solo nel <strong>1949</strong> con l'entrata dell'Italia nel patto Atlantico dove le forze armate si impegnavano a controllare da sole le frontiere orientali e l'ordine pubblico in tutta la penisola. Intanto. Nello stesso anno venne ricostituita la Scuola militare alpina di Aosta, mentre la Guardia alla Frontiera fu assorbita dalle truppe alpine, dando vita alla specialità degli Alpini d'arresto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per presidiare le nuove opere fortificate, nei primi anni cinquanta vennero costituiti dapprima i \"battaglioni da posizione\", poi i \"raggruppamenti da posizione\" per poi passare, nel <strong>1962</strong>, ai \"reparti d'arresto\". I battaglioni da posizione e i reggimenti da posizione fino al <strong>1957</strong> ebbero in carico tutte le postazioni di montagna e di pianura. A partire da tale data, invece, le fortificazioni di pianura restarono alla Fanteria d'arresto, mentre quelle di montagna passarono definitivamente agli Alpini.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Verso la metà degli anni cinquanta le truppe Alpine furono quindi portate a cinque brigate:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul><!-- wp:list-item -->\n<li>\"Taurinense\", di stanza in Piemonte con il comando a Torino ed i reparti in val Chisone, val di Susa e nel Cuneese; bacino di reclutamento in Piemonte, Valle d'Aosta, Piacentino e nelle zone appenniniche della Liguria e della Toscana;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>\"Orobica\", di stanza nell'Alto Adige occidentale, con il comando a Merano ed i reparti in val Venosta e valle Isarco; bacino di reclutamento Lombardia ed Alto Adige, ma limitatamente ad aliquote di sudtirolesi delle località ov'erano di stanza i reparti;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>\"Tridentina\", di stanza in Alto Adige orientale, con il comando a Bressanone ed i reparti in val Pusteria e valle Isarco; bacino di reclutamento in Trentino-Alto Adige e nella provincia di Verona;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>\"Cadore\", di stanza in Veneto con il comando a Belluno ed i reparti nel Cadore; bacino di reclutamento nelle province di Belluno e di Vicenza e nelle zone appenniniche dell'Emilia-Romagna centro-orientale;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>\"Julia\", di stanza in Friuli con il comando a Udine ed i reparti in Carnia (un battaglione, \"L'Aquila\" distaccato in Abruzzo); bacino di reclutamento nell'estremo Nord-Est e in Abruzzo. Più precisamente in Veneto nelle provincie di Padova, Treviso e Venezia, in Friuli-Venezia Giulia, in Abruzzo e nella provincia di Isernia.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli anni cinquanta nacquero gli alpini paracadutisti \"Monte Cervino\", che tuttora, acquisita anche la qualifica NATO di \"Rangers\", rappresentano l'élite delle truppe alpine. Altra novità fu l'istituzione dei Centro Addestramento Reclute (CAR), per la formazione iniziale delle reclute di leva.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli anni settanta, nell'ambito di una ristrutturazione dell'esercito per ridurre i contingenti rendendo l'istituzione militare più efficiente e moderna, le truppe alpine furono riorganizzate con l'abolizione dei reggimenti e la formazione di unità di livello superiore; le brigate. Queste brigate alpine erano riunite nel 4º Corpo d'armata alpino del quale il primo comandante nel <strong>1952</strong> era stato il generale Clemente Primieri, che comprendeva anche unità di supporto di cavalleria, artiglieria, genio militare, trasmissioni, aviazione leggera e servizi. Compito del IV Corpo d'Armata era la difesa del settore alpino nord-orientale in caso di un attacco sferrato dalle forze del patto di Varsavia. Nell'estate <strong>1972</strong>, per festeggiare il centenario, rappresentanze di cinque brigate alpine e della Scuola militare alpina organizzarono il cosiddetto \"raid del centenario\" con una marcia che da Savona, passando per Trieste, arrivò il <strong>20 luglio</strong> a Roma.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dalle truppe alpine dal <strong>1963</strong> era inoltre tratto il contingente che costituì la componente italiana assegnata all'Allied Mobile Force-Land (AMF-L) della NATO, dipendente dal Comando alleato in Europa. Una piccola e mobile task force nata con personale della Taurinense, formata da 1.500 uomini suddivisi in tre unità: il \"Gruppo tattico alpini aviotrasportabile\", il \"Reparto di sanità aviotrasportabile\" e il \"National Support Element\" per il sostegno logistico del contingente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A partire dagli anni ottanta iniziò l'impegno delle truppe alpine nelle missioni internazionali e umanitarie all'estero. Tra queste vanno ricordate le missioni di peacekeeping in Libano (missioni \"Libano 1\" e \"Libano 2\" tra il <strong>1982 e 1984</strong>)</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Gli anni novanta</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nei primi anni novanta, con il venire meno della minaccia sovietica, venne avviato il processo di ristrutturazione dell'esercito, che comportò per le truppe alpine la soppressione di reparti, sia storici sia più recenti, tra i quali anche le Brigate Orobica e Cadore e gli Alpini d'Arresto. Nel <strong>1997</strong> il IV Corpo d'Armata Alpino fu riorganizzato nel Comando truppe alpine formato da tre Brigate (Taurinense, Tridentina e Julia), che divennero due nel 2002 in seguito alla soppressione della seconda.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa ristrutturazione vide gli alpini impegnati in un rinnovamento addestrativo e logistico che gli permise di diventare una delle specialità più idonee agli impieghi all'estero, là dove servono uomini ben preparati fisicamente, militarmente abituati a muoversi in piccoli gruppi autonomi. è del 1993 ad esempio l'intervento in Albania (KFOR )</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per superare le difficoltà legate all'opinione pubblica contraria ad utilizzare militari di leva per missioni all'estero, nel <strong>1995</strong> fu introdotto l'arruolamento di personale volontario, e questa nuova disponibilità di personale trasformò le brigate in un prezioso serbatoio di unità da utilizzare sia in operazioni di ordine pubblico interno (missioni \"Forza Paris\" in Sardegna, \"Vespri siciliani\" in Sicilia e \"Riace\" in Calabria), sia in operazioni umanitarie all'estero: l'operazione Provide Comfort nel Kurdistan iracheno al termine della guerra del Golfo <strong>(1991)</strong>, l'operazione Onumoz nel <strong>1993/'94</strong> con le brigate Taurinense e Julia inquadrate nel contingente \"Albatros\" in Mozambico e le missioni per il mantenimento della pace in Bosnia (operazione Joint Guard e operazione Constant Guard 1997/1998, l'operazione Alba (1997) e AFOR <strong>(1999)</strong>, OSCE/KVM in Kosovo <strong>(1998/'99)</strong> dopo l'intervento della NATO e il ritiro dell'esercito serbo, e in Afghanistan (dal <strong>2002</strong> operazione Nibbio, operazione Enduring Freedom e ISAF). Questi sono i principali teatri operativi delle Penne nere a cavallo tra il novecento e gli anni duemila; se da un lato ciò ha permesso di apprezzare gli Alpini a livello internazionale, dall'altro ha comportato la riduzione dell'addestramento prettamente alpino a favore di una versatilità d'impiego su ogni teatro mondiale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Gli anni 2000 \"La missione in Afghanistan\"</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La prima aliquota di alpini inviati in Afghanistan fu una compagnia dell'allora Battaglione alpini \"Monte Cervino\", giunta a Kabul nel maggio <strong>2002</strong>. Il 30 gennaio <strong>2003</strong> si svolse a L'Aquila la cerimonia di saluto del 9º Reggimento alpini, che di lì a pochi giorni avrebbe rappresentato il grosso del nucleo italiano inviato in Afghanistan nell'ambito dell'operazione Enduring Freedom. Il reggimento si stabilì a Khowst a 300 chilometri a sud-est di Kabul, a rimpiazzo del contingente statunitense che aveva appena lasciato in consegna l'area. Il reggimento è parte della Brigata Taurinense, la prima ad arrivare a Kabul con quattrocento uomini con il compito di proteggere le vie d'accesso allo scalo aereo cittadino.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"align\":\"right\",\"id\":4406} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/alpini06.jpg\" alt=\"I gloriosi Alpini, una meravigliosa storia italiana da oltre 150 anni - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-4406\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Alpini di pattuglia in Afghanistan nel novembre 2010.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A partire dal <strong>20 aprile 2010</strong>, fino all'ottobre dello stesso anno, la Taurinense ha sostituito la Brigata meccanizzata \"Sassari\" alla testa del \"Regional Command West\" di Herat, il comando NATO responsabile della parte ovest dell'Afghanistan, e ha schierato progressivamente tutti i suoi reparti: i reggimenti di fanteria alpina (il 2º di Cuneo guidato dal colonnello Massimo Biagini, il 3º di Pinerolo agli ordini del colonnello Giulio Lucia e il 9º dell'Aquila sotto il comando del colonnello Franco Federici), i genieri del 32º reggimento di stanza a Torino comandati dal tenente colonnello Luca Bajata e anche il 1º reggimento artiglieria da montagna di Fossano agli ordini del colonnello Emmanuele Aresu. Quest'ultimo reparto è stato impiegato soprattutto in supporto del \"Provincial Reconstruction Team\" di Herat, una struttura militare impegnata nella ricostruzione civile di quella provincia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In seguito altri reggimenti di alpini, anche non appartenenti alla Taurinense, hanno prestato servizio in Afghanistan, tra cui il 5º, il 7º e l'8º. Il 3º Reggimento alpini è stato in Afghanistan dal <strong>3 settembre 2002</strong> al <strong>18 gennaio 2003</strong>, ritornandovi poi al comando del colonnello Lucio Gatti e rientrando in Italia, dopo sei mesi di attività, il <strong>19 maggio 2009</strong>. In questi sei mesi sono state addestrate le forze di sicurezza afghane e, nelle valli a sud di Kabul, si sono completate due scuole, costruita da zero una struttura per la riunione dei consigli tribali e attrezzati alcuni villaggi con materiale didattico per l'istruzione e utensili per l'agricoltura, oltre che con medicinali e vestiario; grazie inoltre ai fondi raccolti direttamente in Piemonte tra la popolazione o forniti dalle amministrazioni pubbliche della regione, è stato possibile ripristinare 15 km di canali di irrigazione affiancati da altrettanti pozzi per rendere disponibile ai villaggi acqua potabile. Il 7º Reggimento alpini, al comando del colonnello Paolo Sfarra, insieme al 2º Reggimento genio guastatori e al 232º Reggimento trasmissioni, è rientrato in Italia nel febbraio 2011, dopo aver pattugliato e organizzato basi avanzate nei distretti di Bakwa, Gulistan e Purchaman, luoghi dove è stata ricostruita una scuola femminile, pavimentata una piazza e un bazar, restaurata una moschea e una clinica medica, e costruiti pozzi per l'acqua.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fin dai primi mesi di missione in Afghanistan gli alpini hanno subito diverse perdite dovute a ordigni improvvisati e mine terrestri dirette ai convogli con cui le forze militari si spostano nel territorio. Al <strong>4 aprile 2011</strong>, quando la brigata Julia è stata rilevata dalla Brigata paracadutisti \"Folgore\", gli Alpini avevano lasciato sul campo sette soldati morti (cinque vittime di mine artigianali e due uccisi in scontri a fuoco).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Fine del reclutamento regionale</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con la legge <strong>23 agosto del 2004</strong> n. 226 venne decretata la sospensione del servizio militare inteso come leva obbligatoria a partire dal <strong>1º gennaio 2005</strong>, determinando la fine del reclutamento regionale pertanto dal <strong>2005</strong> gli alpini vengono reclutati su tutto il territorio nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 2018 un reparto alpino, il 4º Reggimento alpini paracadutisti, è stato validato come forza speciale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Giornata degli Alpini</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel <strong>2022</strong> è stata istituita dal Parlamento italiano, a decorrere dal <strong>2023</strong>, la «Giornata nazionale della memoria e del sacrificio degli Alpini», per ricordare «l’eroismo dimostrato dal Corpo d’armata alpino nella battaglia di Nikolajewka» e promuovere «i valori della difesa della sovranità e dell’interesse nazionale nonché dell’etica della partecipazione civile, della solidarietà e del volontariato, che gli alpini incarnano». La scelta della data del <strong>26 gennaio</strong>, a ridosso della Giornata della Memoria dell'Olocausto <strong>(27 gennaio)</strong> e motivata con una battaglia all'interno della guerra d'aggressione nazifascista all'allora Unione Sovietica, è stata generalmente criticata come inappropriata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il soccorso civile</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il primo riconoscimento ufficiale per un'opera di soccorso fu la medaglia di bronzo al valor civile concessa al Battaglione \"Valle Stura\" intervenuto a spegnere un incendio sviluppatosi a Bersezio in valle Stura di Demonte nel 1883. Col tempo gli Alpini e i veterani dell'ANA si distinsero svariate volte là dove c'era bisogno d'aiuto. A salvare le popolazioni travolte da una valanga in val Varaita nel <strong>1886</strong>, durante il terremoto di Messina del <strong>1908</strong>, nel disastro del Vajont nel <strong>1963</strong>, nei terremoti del Friuli, dell'Irpinia e del Molise, nella catastrofe della Val di Stava del <strong>1985</strong>, nell'alluvione della Valtellina del <strong>luglio 1987</strong>, e ancora dopo nel terremoto di Umbria e Marche del 1997, nell'alluvione del Piemonte del <strong>2000</strong>, nel terremoto in Emilia-Romagna del <strong>2012</strong>. Le operazioni di soccorso non si sono limitate al territorio nazionale: gli alpini si schierarono in Armenia nel <strong>1989</strong> dopo un tremendo terremoto, o in operazioni di pace in Mozambico nel <strong>1992</strong>, o ancora a supporto dei profughi albanesi e bosniaci durante la guerra del Kosovo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Organico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le truppe alpine sono una specialità pluriarma, riunendo reparti appartenenti alle varie armi e corpi dell'Esercito: fanteria, artiglieria, genio, trasmissioni, trasporti e materiali, corpi logistici. Quasi tutti i reparti alpini fanno capo al Comando truppe alpine (COMALP), un comando a livello di Corpo d'Armata (erede del 4º Corpo d'Armata Alpino) con sede a Bolzano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal COMALP dipendono:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul><!-- wp:list-item -->\n<li>Due brigate alpine: la \"Taurinense\" con il comando a Torino ed i reparti in Piemonte e Abruzzo e la \"Julia\" con il comando a Udine ed i reparti in Trentino-Alto Adige, Veneto e Friuli. Le due brigate hanno struttura analoga, disponendo ciascuna di un reparto comando e supporti tattici, tre reggimenti di fanteria alpina, un reggimento di artiglieria terrestre da montagna un reggimento del genio e un Reggimento Logistico. La \"Taurinense\" è stata una delle prime unità dell'Esercito su base volontaria ed ha maturato una pluriennale esperienza nelle missioni internazionali. La \"Julia\" è invece l'unità dove sono più vive le tradizioni alpine, essendo stata alimentata (come la disciolta \"Tridentina\") prevalentemente da leva e poi VFA affiancati ai VFB. Con il passaggio al reclutamento solo volontario la differenza è pressoché scomparsa. Queste unità rappresentano una delle migliori realtà dell'Esercito Italiano: le brigate \"Julia\" e \"Taurinense\" sono unità di proiezione, vale a dire rapidamente schierabili e disponibili per ogni test o impiego operativo internazionale ed hanno partecipato in primo piano con i propri reggimenti alle principali operazioni all'estero delle forze armate italiane, dall'Albania alla Bosnia, dal Kosovo all'Afghanistan;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>il Centro addestramento alpino di Aosta: erede della Scuola militare alpina è l'istituto preposto all'addestramento in campo sci-alpinistico dei quadri delle truppe alpine, nonché del personale di altre armi e forze armate italiane o straniere. Svolge inoltre attività agonistica di alto livello con il proprio reparto di atleti. Il centro ha alle dipendenze il 6º Reggimento alpini, di stanza a Brunico e San Candido, che gestisce con proprio personale le aree addestrative della val Pusteria dove si addestrano reparti operativi ed istituti di formazione militare;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>i supporti, notevolmente ridimensionati rispetto al passato, al 2011 sono costituiti dal reparto comando a Bolzano, che assicura il supporto logistico al COMALP; dal 4º Reggimento alpini paracadutisti, unità d'élite delle truppe alpine utilizzata per operazioni speciali.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Vi sono infine due reggimenti di supporto (uno delle trasmissioni ed uno di paracadutisti), un tempo inquadrati in grandi unità alpine ma ora posti alle dipendenze di altri comandi. Questi reparti rimangono comunque truppe alpine a tutti gli effetti, tanto che conservano fisionomia, nome, tradizioni e soprattutto il cappello alpino.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"align\":\"center\",\"id\":4407} -->\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/COMALP.jpg\" alt=\"I gloriosi Alpini, una meravigliosa storia italiana da oltre 150 anni - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-4407\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L'uniforme</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'uniforme alpina era inizialmente degli stessi colori dell'esercito piemontese: giubba turchina e pantaloni bianchi, cosa che non consentiva certo una buona mimetizzazione in ambiente montano. La questione fu dibattuta tra 1904 e 1906 su sollecitazione del presidente della sezione di Milano del Club Alpino Italiano, Luigi Brioschi. Nell'aprile 1906, per un esperimento pratico, furono scelti gli alpini del battaglione \"Morbegno\" del 5º Reggimento, di stanza a Bergamo. L'esperimento fu un successo, e nacque così il \"plotone grigio\", composto di quaranta uomini della 45ª compagnia del \"Morbegno\", che fece la sua prima comparsa ufficiale a Tirano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il cappello</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il cappello è l'elemento più noto e rappresentativo dell'uniforme degli alpini. È composto da molti elementi atti a rappresentare il grado, il reggimento e la specialità di appartenenza. Il cappello ultima versione fu introdotto nel 1910.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 25 marzo 1873 venne adottato invece del chepì di fanteria un cappello proprio di feltro nero di forma tronco conica (alla \"calabrese\") a falda larga; frontalmente aveva come fregio una stella a cinque punte, di metallo bianco, con il numero della compagnia. Sul lato sinistro, semicoperta dalla fascia di cuoio, vi era una coccarda tricolore nel cui centro era posto un bottoncino bianco con croce scanalata. Un gallone rosso a V rovesciata guarniva il cappello dallo stesso lato della coccarda e sotto questa era infilata una penna nera di corvo. Per gli ufficiali il cappello era lo stesso, però la penna era d'aquila.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 1º gennaio 1875, i comandanti di reparto assunsero la denominazione di Comandanti di battaglione e non portarono più il cappello alla calabrese che distingueva gli appartenenti alle compagnie alpine, ma indossarono il copricapo del distretto nel quale s'insediavano non avendo un ufficio proprio. Nel 1880 invece della stella a cinque punte fu adottato un nuovo fregio ugualmente di metallo bianco: un'aquila \"al volo abbassato\" sormontante una cornetta contenente il numero di reggimento. La cornetta era posta sopra un trofeo di fucili incrociati con baionetta inastata, una scure e una piccozza. Il tutto circondato da una corona di foglie di alloro e quercia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nei primi mesi della prima guerra mondiale l'esercito italiano adottò l'elmetto \"Adrian\" ma gli alpini e i bersaglieri lo snobbarono perché non riuscivano a collocarci sopra il distintivo, penna i primi e piumetto i secondi, Vi sono tuttavia documentazioni fotografiche che ne attestano l'uso alpino quantomeno a tutto luglio 1916, ad esempio da parte di Battisti e Filzi al momento della cattura su Monte Corno. In seguito furono in particolare gli Alpini operanti ad alte quote ad accantonarlo definitivamente a favore di passamontagna e cappello di feltro, per motivi più pratici del simbolismo, legati ai problemi nell'uso col gelo, col vento, e con la minaccia incombente dei fulmini. Problemi condivisi anche dagli austro-tedeschi che in montagna spesso ricorsero anch'essi ai passamontagna, oltre che alla classica Bergmütze tutt'oggi simbolo dei reparti da montagna dei due paesi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La penna</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lunga circa 25-30 cm, è portata sul lato sinistro del cappello, leggermente inclinata all'indietro; per le truppe è di corvo e dal colore nero, per i sottufficiali e gli ufficiali inferiori è di aquila marrone mentre per gli ufficiali superiori e generali è di oca bianca.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Viene portata anche sull'elmetto, sin ai tempi del secondo conflitto, mediante appositi fermagli portanappina (talvolta quando questi non erano disponibili, veniva infilata l'estremità della nappina in uno dei fori areatori).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La nappina</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La nappina, presente sulla sinistra del cappello, è il dischetto, a forma semi-ovoidale, nel quale viene infilata la penna. Per i gradi dei graduati e militari di truppa, tale dischetto è formato di lana colorata su un'anima in legno. Per gli ufficiali inferiori e superiori, luogotenenti, marescialli e sergenti la nappina è in metallo dorato e, nei reparti del Piemonte e della Valle d'Aosta, porta al centro la croce sabauda. Dal grado di generale di brigata in poi, il materiale utilizzato è invece il metallo argentato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In origine il colore della nappina distingueva i battaglioni all'interno dei vari reggimenti, per cui il 1º battaglione di ciascun reggimento aveva nappina bianca, il 2° rossa, il 3° verde e, qualora vi fosse un 4º battaglione, azzurra. I colori erano quelli della bandiera italiana, più l'azzurro di casa Savoia. In seguito si aggiunsero altre nappine con colori, numeri e sigle specifiche per le diverse specialità e i vari reparti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il fregio</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Viene portato sulla parte frontale del cappello e contraddistingue la specialità d'appartenenza:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul><!-- wp:list-item -->\n<li>ufficiali generali:&nbsp;<em>aquila con serto di alloro e scudetto con la sigla \"RI\" al centro</em></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>alpini:&nbsp;<em>aquila, cornetta, fucili incrociati</em></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>artiglieria da montagna:&nbsp;<em>aquila, cornetta, cannoni incrociati</em></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>genio pionieri:&nbsp;<em>aquila, cornetta, asce incrociate</em></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>genio guastatori:&nbsp;<em>aquila, cornetta, gladio, granata infuocata e asce incrociate</em></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>trasmissioni:&nbsp;<em>aquila, cornetta, antenna, saette e asce incrociate</em></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>trasporti e materiali:&nbsp;<em>aquila e ingranaggio alato</em></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>sanità (ufficiali medici):&nbsp;<em>aquila, stella a cinque punte con croce rossa, bastoni di Esculapio incrociati</em></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>sanità (ufficiali psicologi):&nbsp;<em>aquila, stella a cinque punte con croce rossa, lettera psi alfabeto greco</em></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>sanità (sottufficiali e truppa):&nbsp;<em>aquila, stella a cinque punte con croce rossa</em></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>amministrazione e commissariato:&nbsp;<em>aquila, corona turrita, tondino viola e serto di alloro</em></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>corpo ingegneri: <em>aquila, corona turrita, ruota dentata e serto di alloro</em></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La fattura del fregio cambia in base al grado:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul><!-- wp:list-item -->\n<li>filo metallico dorato o plastica dorata per ufficiali, sottufficiali, e militari di truppa in servizio permanente.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>plastica nera per la truppa a ferma prefissata.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2023/12/alpini.jpg","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2023-12-09 12:46:40"}
{"id":1256,"titolo":"I Bersaglieri, da re Carlo Alberto ai nostri giorni","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>I Bersaglieri sono una specialità dell'arma di fanteria dell'Esercito italiano così chiamata perché in origine formata da soldati addestrati al tiro con fucili di precisione a canna rigata. Ogni 18 giugno si festeggia l'anniversario della loro costituzione, avvenuta nel 1836. Fu denominato \"Corpo\" dalla fondazione fino al 1861. L'associazione d'arma di riferimento è l'Associazione nazionale bersaglieri. Il cappello piumato, detto moretto da bersagliere o vaira dal nome di colui che lo indossò per primo, è il simbolo della specialità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Nel Regno di Sardegna</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Corpo dei bersaglieri venne istituito, con regio brevetto del <strong>18 giugno 1836</strong>, dal re di Sardegna Carlo Alberto di Savoia su proposta dell'allora capitano del Reggimento guardie Alessandro La Marmora.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il compito assegnato alla nuova specialità prevedeva le tipiche funzioni della fanteria leggera - esplorazione, primo contatto con il nemico e fiancheggiamento della fanteria di linea (senza però schierarsi e frammischiarsi con quest'ultima) - ma si caratterizzava, come nelle intenzioni del suo fondatore, per un'inedita velocità di esecuzione delle mansioni affidate ed una versatilità d'impiego che faceva dei suoi membri, ancorché appiedati, oltreché dei cacciatori, anche delle guide e dei guastatori ante litteram.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"align\":\"right\",\"id\":4411,\"width\":\"480px\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/bersaglieri.jpg\" alt=\"I Bersaglieri, da re Carlo Alberto ai nostri giorni - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-4411\" style=\"width:480px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Lapide a Goito a ricordo della battaglia dell'8 aprile 1848</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dotato di ampia autonomia operativa, il corpo era formato da uomini addestrati alla corsa ed al tiro con armi di concezione moderna pronti ad agire, anche isolatamente, per impegnare di sorpresa l'avversario in azioni di disturbo col preciso intento di sconvolgerne i piani, organizzati in piccoli gruppi schierati in quadrato, però, i bersaglieri potevano essere impiegati anche in contrasto alla cavalleria per romperne la carica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le prime quattro compagnie che confluiranno poi nel I battaglione vennero formate, rispettivamente, nel <strong>luglio 1836</strong> (la 1ª), nel <strong>gennaio 1837 </strong>(la 2ª), nel <strong>gennaio 1840</strong> (la 3ª) e nel <strong>febbraio 1843</strong> (la 4ª).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ricevette il battesimo del fuoco l'8 aprile 1848 nella battaglia del ponte di Goito durante la prima guerra di indipendenza italiana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un secondo battaglione si formò il <strong>23 aprile 1848</strong> ed altri tre il <strong>30 dicembre 1848</strong>, il<strong> 10 marzo 1849</strong> gli furono aggiunti due battaglioni bersaglieri della divisione lombarda. Nell'<strong>aprile 1849</strong> le truppe comandate da Alfonso La Marmora intervennero per sedare i moti nella città di Genova. Con il trascorrere degli anni aumentò il numero dei battaglioni: <strong>10 nel 1852</strong>, <strong>16 nel 1859</strong>. Nel <strong>1856</strong> fu creata la carica di \"ispettore del corpo dei bersaglieri\", con le attribuzioni dei comandanti di brigata. Nel <strong>1854</strong> furono impegnati nella guerra di Crimea, prima \"missione all'estero\" di truppe italiane dove morì lo stesso Alessandro La Marmora.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Nel Regno d'Italia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con la proclamazione del Regno d'Italia e la trasformazione dell'Armata Sarda nel Regio Esercito avvennero profonde modificazioni. Con il R. decreto <strong>13 gennaio 1861</strong>, vennero portati a 36 battaglioni attivi e a 6 battaglioni deposito, creati con il raggruppamento delle compagnie deposito. Ogni battaglione ebbe 4 compagnie, che furono numerate progressivamente per battaglione (da 1 a 4) e non più per intero corpo: così anche ufficialmente l'unità tattica non fu più la compagnia, bensì il battaglione. Per effetto del nuovo ordinamento fu abbreviata la denominazione \"Corpo dei bersaglieri\" in \"Bersaglieri\" e fu abolito il comando generale del corpo. I 36 battaglioni attivi furono raggruppati in 6 \"Comandi bersaglieri di corpo d'esercito\" ognuno di 6 battaglioni, costituenti unità amministrative, che assunsero il nome di \"reggimento\" alla fine dello stesso anno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I reggimenti vennero assegnati ai corpi d'armata e i battaglioni assegnati alle Divisioni facenti parte dei corpi come unità da ricognizione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul><!-- wp:list-item -->\n<li>1º Reggimento bersaglieri costituito dai battaglioni I, IX, XIII, XIX, XXI e XXVII, assegnato al I Corpo d'armata</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>2º Reggimento bersaglieri costituito dai battaglioni II, IV, X, XV, XVII e XVIII, assegnato al II Corpo d'armata</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>3º Reggimento bersaglieri costituito dai battaglioni III, V, VIII, XX, XXIII e XXV, assegnato al III Corpo d'armata</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>4º Reggimento bersaglieri costituito dai battaglioni VI, VII, XI, XII, XXXV e XXXVI, assegnato al IV Corpo d'armata</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>5º Reggimento bersaglieri costituito dai battaglioni XIV, XVI, XXII, XXIV, XXVI e XXXIV, assegnato al V Corpo d'armata</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>6º Reggimento bersaglieri costituito dai battaglioni XXVIII, XXIX, XXX, XXXI, XXXII e XXXIII, assegnato al VI Corpo d'armata</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel <strong>1862</strong> i battaglioni bersaglieri vennero portati a 40 (8 per ciascun reggimento) e nel 1866 a 50 (di cui gli ultimi 10 assegnati alla riserva generale), prima di ritornare a 45 battaglioni (9 per ciascun reggimento) alla fine della Terza guerra d'indipendenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"align\":\"right\",\"id\":4412,\"width\":\"480px\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/bersaglieri02.jpg\" alt=\"I Bersaglieri, da re Carlo Alberto ai nostri giorni - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-4412\" style=\"width:480px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il maggiore Giacomo Pagliari, comandante del 34º Bersaglieri, colpito a morte durante la breccia di Porta Pia nel 1870</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I bersaglieri vennero impiegati, dopo l'unificazione italiana, anche per contrastare il brigantaggio a sud. In questa occasione si dimostrarono un corpo particolarmente adatto specie per le impervietà del territorio dove vennero impiegati. Non mancarono episodi brutali che caratterizzarono da una parte e dall'altra alcune di queste operazioni di pacificazione, per altro analoghe sia nella tipologia delle truppe impiegate sia nelle modalità attuative sia negli episodi brutali a quelle precedentemente condotte nello stesso ambito e fino a pochi mesi prima dai numerosi ed ottimi Battaglioni Cacciatori dell'Esercito delle Due Sicilie borbonico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Protagonisti della presa di Roma del <strong>20 settembre 1870</strong>, i battaglioni persero dal <strong>1º gennaio 1871</strong> l'autonomia operativa assunta e la propria numerazione individuale assumendo una numerazione progressiva all'interno di ciascuno dei reggimenti, portati prima a dieci su quattro battaglioni cadauno <strong>(1871)</strong> e poi a dodici, su tre battaglioni cadauno <strong>(1883)</strong> a seguito dell'aumento dei Corpi d'Armata del Regio Esercito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Solo nel <strong>1886</strong>, per il cinquantennale della fondazione della specialità, i battaglioni tornarono ad avere la propria numerazione individuale. Nello stesso anno venne brevemente costituito il Reggimento Bersaglieri d'Africa su tre battaglioni di formazione ed uno di volontari, per le esigenze delle operazioni nella Colonia Eritrea. Due battaglioni vennero completamente distrutti nella battaglia di Adua. Nel 1887 venne ripristinata la carica d'ispettore dei bersaglieri, soppressa nuovamente alla fine del <strong>1894</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un altro battaglione di formazione venne temporaneamente attivato nel 1905 per la spedizione in Cina. Con l'ordinamento del 1910 presso ogni reggimento si formò un battaglione ciclisti. Alla guerra italo-turca del 1911-1912 presero parte tre reggimenti bersaglieri: l'11° a Tripoli, l'8° a Homs e il 4° a Bengasi e poi a Rodi. L'11° meritò la medaglia d'oro al valor militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Nella Prima guerra mondiale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante la prima guerra mondiale (1915-1918) il corpo venne ordinato in due divisioni speciali, 7 brigate con 21 reggimenti e 5 battaglioni autonomi, oltre a quattro Gruppi battaglioni bersaglieri ciclisti e tre Reparti d'Assalto, raggiungendo la massima consistenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>3 novembre 1918</strong> la II Brigata, composta dal 7° e dall'11º Reggimento bersaglieri, partì la mattina presto da Venezia alla volta di Trieste sulla cacciatorpediniera Audace. Alle 15.30 i bersaglieri sbarcarono al Molo San Carlo (oggi Molo Audace) e raggiunsero il Colle di San Giusto, dove, sul campanile della cattedrale omonima, issarono il primo Tricolore, donato dalle donne triestine.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Nel primo dopoguerra</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sciolti nel <strong>1919</strong> tutti i nuovi reparti costituiti durante la Grande Guerra (in realtà l'ordine, per un errore materiale di compilazione, prevedeva lo scioglimento di tutti i reggimenti bersaglieri senza distinzioni, ma venne ovviamente applicato solo ai reggimenti dal 13° al 21°), l'ordinamento del <strong>1923</strong> riportò a 12 i reggimenti bersaglieri, di cui 6 furono trasformati in ciclisti, e perfezionato nel 1924 con i 12 reggimenti bersaglieri trasformati tutti in ciclisti. L'organico cambiò nel 1936. Nel <strong>1935-36</strong> alcuni reggimenti bersaglieri partecipano alla guerra di Etiopia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Reparti di bersaglieri parteciparono nel <strong>1939</strong> all'occupazione dell'Albania, le cui operazioni durarono pochi giorni e, salvo qualche scontro, non ci furono grosse battaglie. Il corpo di spedizione era composto da due scaglioni; del primo facevano parte 12 battaglioni bersaglieri, 9 ciclisti, 1 motociclista, 1 autoportato e 1 misto. I reparti bersaglieri che parteciparono all'occupazione dell'Albania erano così inquadrati:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul><!-- wp:list-item -->\n<li>Colonna Durazzo: comando del 2º reggimento;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Colonna San Giovanni di Medua: comando del 9º reggimento;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Colonna di Valona: comando del 1º reggimento;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Colonna di Santi Quaranta: comando del 12º reggimento.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In tre giorni tutti gli obiettivi furono raggiunti; l'ultimo fu la città di Fieri, che venne occupata alle ore 18 dell'8 aprile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Nella Seconda guerra mondiale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante la seconda guerra mondiale i reggimenti bersaglieri erano inquadrati nelle divisioni corazzate, motorizzate e celeri, e combatterono su tutti i fronti. Dalla fine del <strong>1940 al 1942</strong> il 1º, il 2º e il 4º Reggimento si distinsero sul fronte greco-albanese, mentre l'11° in Jugoslavia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"align\":\"right\",\"id\":4413,\"width\":\"450px\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/bersaglieri03.jpg\" alt=\"I Bersaglieri, da re Carlo Alberto ai nostri giorni - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-4413\" style=\"width:450px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Colonna di bersaglieri nel 1941 in Russia</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 5°, il 7°, 8°,9,10º e il 12º reggimento dal <strong>1941</strong> si distinsero sul fronte africano, sotto il comando del generale tedesco Rommel. Grazie al loro intervento di schermaglia nel <strong>1942 </strong>riuscì ad ottenere una ritirata strategica in netta inferiorità numerica durante la seconda battaglia di El Alamein, contro le truppe inglesi limitando le perdite, e combatterono fino al <strong>maggio 1943</strong> in Tunisia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>22 giugno 1941</strong> la Germania diede inizio all'operazione Barbarossa, l'attacco all'Unione Sovietica. Il Regio esercito inviò il <strong>10 luglio 1941 </strong>il Corpo di Spedizione Italiano in Russia (C.S.l.R.) composto da 3 divisioni celeri:Pasubio, Torino e Principe Amedeo Duca d'Aosta. In quest'ultima divisione confluì il 3º reggimento bersaglieri. Nelle varie azioni i reparti vennero spostati alle dipendenze delle varie unità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla fine del <strong>1941</strong> il reggimento aveva perso la metà degli effettivi, così ne fu inviato uno nuovo, il 6º Reggimento, reduce dalla Jugoslavia. Questo risultava composto da 3 battaglioni, il VI, XIII e XIX, 106ª compagnia motociclisti, 272ª cannoni e XIV autogruppo. La 17ª motociclisti e la 72ª cannoni, che appartenevano al 6°, erano in Africa settentrionale mentre la 2ª motociclisti e la 172ª cannoni erano già in Russia con il 3º reggimento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dall'Italia, per rinforzare il 3°, giunse il 103º battaglione complementi bis con 600 uomini. Nell'estate del <strong>1942</strong> arrivò un nuovo battaglione, il LXVII reparto di bersaglieri corazzato su carri L6-40. Con 3 compagnie motociclisti, la 106ª/6°, la 2ª/6ª e la 3ª/3° fu costituito il XLVII battaglione motociclisti. Il 9 luglio il C.S.I.R. diventò XXXV corpo d'armata inquadrato neIl'8ª armata italiana. Verso la fine del <strong>dicembre 1942</strong>, il 3º reggimento venne praticamente distrutto in combattimento. Anche il 6°, a causa delle gravi perdite, fu ricostituito: comando, VI e XIX battaglione (con alcuni superstiti del 3°) e altri reparti minori. Alcuni scampati dalla distruzione deI 3º reggimento vennero riuniti Il 14 marzo presso il comando celere, a Sytnlcovo, per far parte di un nucleo provvisorio del 3º reggimento comandato da un capitano che li riportò in Italia alla fine del marzo <strong>1943</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Nella Guerra di Liberazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il contributo del corpo proseguì durante la guerra di liberazione italiana, con i reparti integrati nell'esercito cobelligerante italiano e nel Corpo Italiano di Liberazione. In particolare:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul><!-- wp:list-item -->\n<li>4º Reggimento bersaglieri<!-- wp:list -->\n<ul><!-- wp:list-item -->\n<li>Battaglione XXI</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Battaglione XXXIII</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>1ª Compagnia motociclisti</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>LI Battaglione bersaglieri di istruzione</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>3º Reggimento bersaglieri,<!-- wp:list -->\n<ul><!-- wp:list-item -->\n<li>Battaglione XXIX</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Battaglione bersaglieri \"Goito\"</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Occorre dividere le vicende dei Bersaglieri del Regno d'Italia dopo l'<strong>8 settembre 1943</strong> in tre parti. La prima ha inizio con la creazione del 1º raggruppamento motorizzato il <strong>28 settembre 1943</strong>. In questo reparto, forte di 5.000 uomini, venne inquadrato il LI battaglione bersaglieri d'istruzione allievi ufficiali di complemento, il raggruppamento motorizzato prese parte alla battaglia di Montelungo. Nel <strong>gennaio 1944</strong> fu ricostituito il 4º reggimento bersaglieri su: compagnia comando, XXIX battaglione su 3 compagnie moschettieri, 1 accompagnamento ed 1 comando, XXXIII battaglione della stessa consistenza dell'altro. Il secondo periodo è quello del Corpo Italiano di Liberazione (C.I.L.) che dal <strong>18 aprile 1944</strong> sostituì il raggruppamento motorizzato. Il 4º reggimento fu ampliato (agosto) con l'aggiunta della 1ª compagnia motociclisti. Il terzo periodo inizia il <strong>24 settembre</strong> con la creazione dei gruppi di combattimento che operarono fino all'<strong>8 maggio 1945</strong>. Il 4º reggimento venne sciolto e fu formato il battaglione Goito inquadrato nel Legnano. Il battaglione era composto da una compagnia comando, 5ª, 6ª e 7ª compagnie bersaglieri e l'8ª compagnia armi d'accompagnamento. Poco prima della fine, a Brescia, cambiò nuovamente in LI battaglione con sede a Milano. Oltre a questi reparti, ci fu anche il 447º battaglione bersaglieri che assorbì anche i colleghi del battaglione DLVIII dislocato in Calabria, ma che non combatté alcuna battaglia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Nella Reggenza Italiana del Carnaro</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra il <strong>settembre 1919</strong> ed <strong>il dicembre 1920</strong> diversi reparti di Bersaglieri si unirono ai volontari guidati da Gabriele D'Annunzio e presero parte all'Impresa di Fiume inquadrati nel Gruppo di Battaglioni Bersaglieri (poi Reggimento Bersaglieri di Fiume d'Italia, poi Legione Bersaglieri di Fiume), andando a costituire l'elemento più numeroso ed omogeneo delle forze armate della auoproclamata Reggenza italiana del Carnaro. Gli oltre 2.500 Bersaglieri disertori (VIII battaglione ciclisti, XXXVII e XLIII battaglione del 4º Reggimento, XLVI battaglione del 5º Reggimento ed elementi dell'11º Reggimento) furono successivamente amnistiati e riammessi nei ranghi del Regio Esercito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Nella Repubblica Sociale Italiana</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo l'Armistizio dell'<strong>8 settembre 1943</strong>, numerosi reparti bersaglieri vennero formati all'interno delle Forze Armate della Repubblica Sociale Italiana, sia con personale di leva militare che volontario. I reparti furono:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul><!-- wp:list-item -->\n<li>1ª Divisione bersaglieri \"Italia\", su:<!-- wp:list -->\n<ul><!-- wp:list-item -->\n<li>1º Reggimento bersaglieri (su I, II e III battaglione)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>2º Reggimento bersaglieri (su I, II e III battaglione)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Gruppo esplorante divisionale</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Compagnia anticarro divisionale</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>CIV Battaglione complementi</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Gruppo esplorante divisionale della 2ª Divisione granatieri \"Littorio\"</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Gruppo esplorante divisionale della 4ª Divisione alpina \"Monterosa\"</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>3º Reggimento bersaglieri volontari, su:<!-- wp:list -->\n<ul><!-- wp:list-item -->\n<li>XVIII Battaglione bersaglieri (poi IV Battaglione difesa costiera)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>XX Battaglione bersaglieri (poi I Battaglione difesa costiera)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>XXV Battaglione bersaglieri (poi II Battaglione difesa costiera)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>LI Battaglione bersaglieri (poi III Battaglione difesa costiera)</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>8º Reggimento bersaglieri (poi Reggimento bersaglieri volontari \"Luciano Manara\") su:<!-- wp:list -->\n<ul><!-- wp:list-item -->\n<li>I Battaglione bersaglieri \"Benito Mussolini\"</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>II Battaglione bersaglieri \"Goffredo Mameli\"</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>III Battaglione bersaglieri \"Enrico Toti\"</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>I Battaglione arditi bersaglieri del Raggruppamento Anti Partigiani</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>III Battaglione bersaglieri del Reggimento volontari \"Tagliamento\"</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>XXVI Battaglione bersaglieri volontari</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Battaglione bersaglieri \"Fulmine\" della Divisione fanteria di marina Xª</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Riguardo ai reparti che combatterono nelle file della Repubblica Sociale Italiana il primo reparto a costituirsi fu il 3º reggimento volontari formato a Milano il <strong>27 settembre 1943</strong>, con personale proveniente dal vecchio 3º reggimento. In pochi giorni si creò il comando, il reparto comando reggimentale, i battaglioni XVIII, XX, XXV e LI. I battaglioni erano formati da una compagnia comando e da quattro compagnie bersaglieri. Il XX battaglione aveva due compagnie ciclisti e fungeva da battaglione allievi ufficiali. Agli inizi del 1944 il reggimento sarebbe dovuto diventare 1º reggimento ma poi il comando venne spostato in Germania per raggiungere la divisione bersaglieri Italia. I battaglioni che formavano il reggimento diventarono autonomi, cambiando la numerazione e lasciando la vecchia come riferimento. I nuovi reparti erano: il I (LI), il II (XX), il III (XXV) ed il IV (XVIII).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal <strong>2 agosto</strong> si trovarono alle dipendenza dell'Armata italiana Liguria. L'8º reggimento bersaglieri, successivamente denominato Manara, venne costituito l'<strong>11 settembre 1943</strong> a Verona. Il primo reparto a formarsi ed a raggiungere il fronte fu il 1º battaglione bersaglieri Mussolini, che combatté dalla fine di <strong>ottobre 1943</strong> fino al 30 aprile 1945 sulla frontiera orientale; era costituito su: comando, compagnia comando, 1ª compagnia guastatori, 2ª e 3ª compagnia mitraglieri, 4ª compagnia mortai. La zona d'operazioni fu la valle Boccia, la valle dell'Isonzo da Caporetto a Monfalcone, Tolmino, Piedicolle e Capivano. Questo reparto subì perdite gravissime. lI 28 aprile 1945 ebbe l'ordine di riunirsi a Santa Lucia e da lì muovere insieme con il 3º battaglione verso Cividale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante il ripiegamento i reparti furono attaccati e praticamente distrutti. I pochi superstiti vennero deportati nel campo di concentramento di Borovnica, presso Lubiana, dove subirono le peggiori angherie. Solo pochissimi nel 1946 riuscirono ad uscire da quel vero inferno. Altri reparti furono il 2º battaglione Mameli, che operò sul fronte adriatico, in Garfagnana e si arrese nella zona di Parma. Il 3º battaglione Toti fu formato il 20 maggio 1944. La divisione bersaglieri Italia fu costituita a Heuberg, in Germania, con volontari provenienti dai campi di concentramento (in tutto erano 14.000 uomini). Era dislocata a sud di Parma, combatté in Garfagnana e si sciolse il <strong>28 aprile</strong> in Val di Taro. Per ultimo, citiamo il battaglione bersaglieri Fulmine, inquadrato nella X MAS, successivamente Decima divisione. Il reparto combatté sul fronte orientale, venne accerchiato a Tarnova della Selva, in territorio slavo, e fu liberato grazie all'azione di un altro reparto della Decima, la 1ª compagnia del battaglione guastatori alpini Valanga. Anche qui, come per il Mussolini, si ebbero molte perdite e i prigionieri furono trattati in maniera disumana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Almeno due bersaglieri furono insigniti della Medaglia d'Oro al Valor Militare della Repubblica Sociale Italiana:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul><!-- wp:list-item -->\n<li>Cap. Cesare (\"Rino\") Cozzarini, Battaglione Volontari Bersaglieri \"M\" (Mignano Montelungo, 10 novembre 1943)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Serg. Stefano Rizzardi, I Battaglione Bersaglieri Volontari \"Benito Mussolini\" (Lom di Canale, <strong>25 ottobre 1943</strong>)</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Nella Repubblica Italiana</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Già nel <strong>1946</strong> avvenne la ricostruzione del 3º Reggimento cui fece seguito nel 1949 quella dell'8º e del 1º Reggimento bersaglieri. Dei battaglioni di bersaglieri vennero gradualmente inseriti nell'organico dei reggimenti carri e dei reggimenti di fanteria corazzata. Negli anni '<strong>70</strong>, l'Esercito schierava le seguenti unità di bersaglieri:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"align\":\"right\",\"id\":1257,\"width\":\"450px\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2023/12/bersaglieri2.jpg\" alt=\"I Bersaglieri, da re Carlo Alberto ai nostri giorni - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-1257\" style=\"width:450px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Reparto di bersaglieri durante la parata del 2 giugno</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul><!-- wp:list-item -->\n<li>1º Reggimento bersaglieri corazzato (Civitavecchia)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>3º Reggimento bersaglieri (Milano)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>8º Reggimento bersaglieri (Pordenone)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>I Battaglione bersaglieri (Civitavecchia) alle dipendenze del 1º Reggimento bersaglieri corazzato</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>II Battaglione bersaglieri (Legnano) alle dipendenze del 4º Reggimento fanteria corazzato</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>III Battaglione bersaglieri (Pordenone) alle dipendenze dell'8º Reggimento bersaglieri</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>IV Battaglione bersaglieri (Persano) alle dipendenze del 3º Reggimento fanteria corazzato</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>V Battaglione bersaglieri (Pordenone) alle dipendenze dell'8º Reggimento bersaglieri</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>VI Battaglione bersaglieri (Torino) alle dipendenze del 22º Reggimento fanteria corazzato \"Cremona\"</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>XI Battaglione bersaglieri (Sacile) alle dipendenze del 182º Reggimento fanteria corazzato \"Garibaldi\"</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>XII Battaglione bersaglieri (Pordenone) alle dipendenze dell'8º Reggimento bersaglieri</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>XVIII Battaglione bersaglieri (Milano) alle dipendenze del 3º Reggimento bersaglieri</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>XX Battaglione bersaglieri (Milano) alle dipendenze del 3º Reggimento bersaglieri</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>XXIII Battaglione bersaglieri (Tauriano) alle dipendenze del 32º Reggimento carri</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>XXV Battaglione bersaglieri (Solbiate Olona) alle dipendenze del 3º Reggimento bersaglieri</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>XXVIII Battaglione bersaglieri (Bellinzago Novarese) alle dipendenze del 31º Reggimento carri</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>XXXVIII Battaglione bersaglieri (Aviano) alle dipendenze del 132º Reggimento carri</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Battaglione addestramento reclute bersaglieri (Roma) alle dipendenze dell'VIII Comando militare territoriale</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con la ristrutturazione dell'Esercito del <strong>1975</strong>, che portò alla soppressione dei reggimenti, i comandi del 3º e dell'8º Reggimento bersaglieri furono trasformanti comandi di due brigate meccanizzate, la 3^ \"Goito\" e l'8^ \"Garibaldi\". I battaglioni bersaglieri, divenuti autonomi, furono posti alle dipendenze di varie brigate meccanizzate e corazzate; furono altresì costituite unità minori dei bersaglieri, a livello di compagnia autonoma. Al termine della ristrutturazione, completata tra il <strong>1976 ed il 1977</strong>, nell'ordine di battaglia dell'Esercito figuravano le seguenti unità di bersaglieri:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul><!-- wp:list-item -->\n<li>Comando 3ª Brigata meccanizzata \"Goito\" e relativa Compagnia comando e servizi (Milano)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Comando 8ª Brigata meccanizzata \"Garibaldi\" e relativa Compagnia comando e servizi (Pordenone)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>1º Battaglione bersaglieri \"La Marmora\" (Civitavecchia)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>2º Battaglione bersaglieri \"Governolo\" (Legnano)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>3º Battaglione bersaglieri \"Cernaia\" (Pordenone)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>6º Battaglione bersaglieri \"Palestro\" (Torino)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>10º Battaglione bersaglieri \"Bezzecca\" (Solbiate Olona)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>11º Battaglione bersaglieri \"Caprera\" (Orcenigo di Zoppola)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>14º Battaglione bersaglieri \"Sernaglia\" (Albenga)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>18º Battaglione bersaglieri \"Poggio Scanno\" (Milano)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>23º Battaglione bersaglieri \"Castel di Borgo\" (Tauriano)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>26º Battaglione bersaglieri \"Castelfidardo\" (Maniago)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>27º Battaglione bersaglieri \"Jamiano\" (Aviano)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>28º Battaglione bersaglieri \"Oslavia\" (Bellinzago Novarese)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>67º Battaglione bersaglieri \"Fagarè\" (Persano)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Compagnia controcarri \"Goito\" (Vercelli)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Compagnia controcarri \"Garibaldi\" (Vivaro)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Compagnia meccanizzata del 1º Reggimento corazzato (Capo Teulada)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>1ª Compagnia speciale bersaglieri atleti (Roma)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>2ª Compagnia speciale bersaglieri atleti (Napoli)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>3ª Compagnia speciale bersaglieri atleti (Bologna)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>4ª Compagnia speciale bersaglieri atleti (Orvieto)</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A partire dai primi <strong>anni '90</strong>, una seconda ristrutturazione dell'Esercito portò alla soppressione di numerose unità, tra le quali la 3ª Brigata meccanizzata \"Goito\", e l'accorpamento e trasferimento di alcune di quelle rimaste in vita; la ridenominazione dell'8ª Brigata meccanizzata \"Garibaldi\" in Brigata Bersaglieri \"Garibaldi\" ed il suo trasferimento dal Friuli Venezia Giulia alla Campania; infine, vennero ricostituiti i reggimenti, sulla base ciascuno di uno dei preesistenti battaglioni. Al termine della ristrutturazione, risultavano in vita le seguenti unità di bersaglieri:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul><!-- wp:list-item -->\n<li>Comando Brigata bersaglieri \"Garibaldi\" e relativa Compagnia comando e servizi (Caserta)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>1º Reggimento bersaglieri (Civitavecchia)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>2º Reggimento bersaglieri (Legnano)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>3º Reggimento bersaglieri (Milano)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>6º Reggimento bersaglieri (Bologna)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>7º Reggimento bersaglieri (Bari)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>8º Reggimento bersaglieri (Caserta)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>11º Reggimento bersaglieri (Orcenico Superiore di Zoppola)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>12º Reggimento bersaglieri (Trapani)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>18º Reggimento bersaglieri (Cosenza)</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A partire dagli <strong>anni 1980</strong> reparti di bersaglieri sono stati frequentemente schierati fuori dall'Italia nell'ambito di quasi tutte le missioni militari italiane all'estero, operando in Libano, Bosnia-Erzegovina, Albania, Macedonia, Kosovo, Somalia, Iraq, Kurdistan, Afghanistan, Lettonia e Libia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In queste missioni ci sono stati diversi caduti. Nel <strong>1994</strong> in Somalia il bersagliere Alessandro Giardina, fu ferito accidentalmente da un commilitone e rimasto tetraplegico, morì in Italia nel 2001 a causa delle complicazioni dovute alla ferita riportata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel <strong>1999</strong> in Bosnia, a Đakovica, in un incidente con la propria arma da fuoco perde la vita Pasquale Dragano, caporal maggiore del 18º reggimento bersaglieri. Nel <strong>2012</strong> in Kosovo per un incidente con la propria arma da fuoco morì Michele Padula, caporal maggiore dell'11º Reggimento bersaglieri. Nel 2013 in Afghanistan cadde nel corso di un attacco a Farah, Giuseppe La Rosa, capitano del 3º Reggimento bersaglieri, decorato di medaglia d'oro al valor militare alla memoria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Decalogo di La Marmora</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol><!-- wp:list-item -->\n<li>Obbedienza</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Rispetto</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Conoscenza assoluta della propria carabina</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Molto esercizio di tiro</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Ginnastica di ogni genere sino alla frenesia</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Cameratismo</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Sentimento della famiglia</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Rispetto alle leggi e onore al Re</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Amore alla Patria</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Fiducia in sé stessi sino alla presunzione.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I simboli del Corpo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La bandiera</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I bersaglieri, in quanto ordinati al livello massimo di battaglione, non avevano né potevano avere la bandiera, concessa ai soli reggimenti. Non la ebbero nemmeno alla fine del <strong>1870</strong>, quando i loro battaglioni furono ordinati in Reggimenti, in quanto era previsto che i reparti di Bersaglieri avrebbero comunque operato sul campo di battaglia in piccoli distaccamenti avanzati con compiti di fanteria leggera e (come accadeva anche nella maggior parte dei reparti analoghi degli altri eserciti europei) l'utilità pratica della bandiera in queste circostanze appariva marginale rispetto al considerevole rischio di vederla catturata dal nemico durante le fasi caotiche del combattimento d'avanguardia. Fu solo con il regio decreto<strong> 17 ottobre 1920</strong> n. 1488 che i reggimenti Bersaglieri ebbero le loro prime insegne, sotto forma di labari, contemporaneamente ai reggimenti Alpini ed ai reparti Arditi, per consentirvi l'apposizione delle decorazioni al valor militare \"alla bandiera\" conferite ai reparti per i fatti d'arme della Prima guerra mondiale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>7 giugno 1938</strong> il labaro venne sostituito dalla bandiera nazionale, adottando un “formato ridotto” analogo agli stendardi della Cavalleria, che in quel periodo era associata strettamente ai Bersaglieri nell'ambito delle Truppe Celeri. Gli alfieri dei Bersaglieri continuarono a portare la bandiera in parata come i loro vecchi labari, ossia con la base dell'asta inserita nel bicchiere di una tracolla di cuoio e l'asta stessa sorretta dal solo braccio destro, inclinata in avanti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con l'avvento della Repubblica, il “formato ridotto” lasciò il posto al “tipo unico” e la tracolla di cuoio venne abolita: la bandiera in parata venne da quel momento impugnata dall'alfiere a due mani, sempre inclinata in avanti e scostata dal corpo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La fanfara</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La fanfara dei Bersaglieri nacque con la loro prima compagnia il<strong> 1º luglio 1836</strong>, quando un reparto uscì dalla caserma Ceppi di Torino con strumenti a fiato assieme alle armi: «…marciavano in testa dodici soldati colla carabina sulla spalla sinistra, tenendo nella destra corni da caccia con cui suonavano una marcia allegra, vivace e tale da far venire la voglia di correre anche agli sciancati…» (Quarenghi)</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Da allora i bersaglieri non possono partecipare ad una sfilata in assenza della fanfara e l'atto costitutivo del <strong>18 giugno 1836</strong> stabilisce che per ogni compagnia vi siano 13 trombe ed un caporale trombettiere. La riunione per l'addestramento musicale dei trombettieri delle varie compagnie diede origine alla fanfara di battaglione, che in pochi anni divenne un reparto autonomo, mentre le singole compagnie continuarono a disporre di propri trombettieri. Alle trombe si sono aggiunti con il tempo altri strumenti a fiato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi è l'unica banda al mondo ad esibirsi a passo di corsa. L'uso deriverebbe, secondo la tradizione popolare, dall'ingresso in Roma, alla breccia di Porta Pia, che doveva effettuarsi a passo di carica, ma che invece divenne spontaneamente una corsa dei soldati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre alla fanfara della Brigata bersaglieri \"Garibaldi\", il 3º, il 6º, il 7º e l'11º Reggimento bersaglieri hanno una propria fanfara.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">L'inno</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'inno dei bersaglieri è stato composto nel <strong>1860</strong> dal giovanissimo ufficiale del bersaglieri Giulio Ricordi con testo del poeta Giuseppe Regaldi. Nel 1862 Pietro Luigi Hertel ne fece una versione titolata \"Flik Flok\". L'arrangiamento attuale fu nel 1886 del maestro Raffaele Cuconato come \"Marcia dei Bersaglieri\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">I motti dei Reggimenti</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul><!-- wp:list-item -->\n<li>1º Reggimento: \"Ictu impetuque primus\" (Primo nel colpire e nell’attacco)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>2º Reggimento: \"Nulli secundus\" (A nessuno secondo)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>3º Reggimento: \"Maiora viribus audere\" (Osare con forze maggiori)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>4º Reggimento: \"Vis animus impetus\" (Forza coraggio impeto)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>5º Reggimento: \"Nulla via impervia\" (Nessun percorso è inaccessibile)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>6º Reggimento: \"Certamine victures ardeo\" (Anelo di vincere le battaglie)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>7º Reggimento: \"Celeritate ac virtute\" (Con velocità e valore)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>8º Reggimento: \"Velox ad impetum\" (Veloce nell'attacco)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>9º Reggimento: \"Invicte fortifiter celerrime\" (Invincibilmente. più fortemente, più velocemente)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>10º Reggimento: \"In flammis flamma\" (Fiamma tra le fiamme)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>11º Reggimento: \"Quis ultra?\" (Chi più di noi?)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>12º Reggimento: \"Victoria nobis vita\" (La vittoria è per noi la vita)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>13º Reggimento: \"In hostem acerrimus in victoria primis\" (Nel combattimento il più accanito, nella vittoria i primi)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>14º Reggimento: \"Meum tibi nomen usque gloriam florens\" (Per te il mio nome fiorente fino alla gloria)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>15º Reggimento: \"Laudem despicio, gloriam auspicio\" (Disprezzo le lodi, desidero la gloria)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>16º Reggimento: \"Prisca in virtute nutrior et in spe\" (Mi nutro dell'antica virtù e della speranza)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>17º Reggimento: \"Nomen meum in aevum\" (Il mio nome nei secoli)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>18º Reggimento: \"Invictus et paratus ad glorias renovandas\" (Invitto e pronto a rinnovar le gloria)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>19º Reggimento: \"Ex vulnere vigor\" (Dalla ferita la forza)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>20º Reggimento: \"Nitor in adversum\" (Splendido nelle avversità)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>21º Reggimento: \"Extremus non postremus\" (L'ultimo ma non il peggiore)</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Grido di guerra</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I reparti bersaglieri salutano tradizionalmente con il grido di guerra \"Urrà!\" a partire della Guerra di Crimea, per derivazione o dal russo \"Ura!\" (\"Ура!\") o dal britannico \"Huzzah!\", ambedue di uso tradizionale nei rispettivi eserciti e di significato analogo. L'unica e rara eccezione è il ricostituito 3º Reggimento Bersaglieri che, solo se inquadrato con gli altri Reparti della Brigata \"Sassari\", utilizza il grido \"Fortza Paris!\" (\"Forza insieme\" in lingua sarda) della Brigata Sassari, nella quale è inquadrato dal <strong>2009.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2023/12/bersaglieri2.jpg","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2023-12-09 12:59:49"}
{"id":1261,"titolo":"La Brigata Sassari, parola d'ordine: Vittoria","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Brigata meccanizzata Sassari è una brigata di fanteria meccanizzata dell'Esercito Italiano, dotata di uno straordinario senso di gruppo. Ricorda la <em>Cohors II Sardorum</em> in epoca romana, schierata in Nord Africa e costituita solo da ausiliari sardi. Schierata in entrambi i conflitti mondiali, nella prima guerra mondiale sarà ricordata come una pedina fondamentale per le sorti del conflitto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Storia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>Brigata meccanizzata Sassari</strong> nasce nel 1915 durante la Prima Guerra Mondiale come brigata di fanteria leggera (<em>Tattaresa</em>) prendendo parte a numerose battaglie durante il conflitto, ove i suoi soldati guadagneranno una reputazione di altissimo coraggio e determinazione. Allo scoppio della guerra venne quindi messa immediatamente in servizio e durante combattimenti sull'Isonzo ottenne la citazione sul bollettino del Comando Supremo come migliore unità per le sue azioni eroiche negli scontri di <strong>Bosco Cappuccio, Bosco Lancia e Bosco Triangolare</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"align\":\"right\",\"id\":4424,\"width\":\"400px\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/sassari04.jpg\" alt=\"La Brigata Sassari, parola d'ordine: Vittoria - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-4424\" style=\"width:400px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">San Martino del Carso: monumento alla Brigata Sassari sulla \"Dolina Sassari\"</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 1916 impiegata sull'<strong>Altopiano di Asiago</strong>, riceve la <em>prima medaglia d'oro</em> per la riconquista dei <strong>monti del massiccio delle Melette</strong> (<strong>il Monte Fior, il Monte Castelgomberto, il Monte Spil e il Monte Miela</strong>) e del <strong>Monte Zebio</strong>. Nel 1918 riceve la<em> seconda medaglia d'oro</em> per i combattimenti nella battaglia dei <strong>Tre Monti</strong> prendendo <strong>il Col del Rosso, il Col d'Ecchele e il Monte Valbella</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nella grande guerra i <em>Sassarini</em> parteciperanno a numerosi scontri importanti, tra cui <strong>la battaglia di Gorizia</strong> e <strong>la battaglia di Vittorio Veneto</strong>. Paga un tributo di sangue altissimo, con il più alto numero di vittime di qualsiasi altro reparto Italiano: il 13,8% degli effettivi contro il 10,4% della media nazionale, a dimostrazione dell'incredibile tenacia e dell'ardore combattivo dei soldati sardi che hanno un solo obiettivo: La Vittoria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ricostituita più volte per le numerosisime perdite, alla fine del conflitte venne insignita di:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul><!-- wp:list-item -->\n<li>6 Ordini Militari di Savoia</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>13 Medaglie d'oro al valor militare</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>405 Medaglie d'argento</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>551 Medaglie di bronzo</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Numerosi citazioni speciali su bollettini del Comando Supremo e da parte del nemico</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>L'ottenimento nell'arco di una sola campagna di guerra di 2 medaglie d'oro alla bandiera per ciascun reggimento, è un caso rimasto unico nella storia dell'Esercito italiano.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"align\":\"right\",\"id\":4420,\"width\":\"400px\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/sassari02.jpg\" alt=\"La Brigata Sassari, parola d'ordine: Vittoria - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-4420\" style=\"width:400px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ufficiali della 'Sassari' e degli Alpini parlamentano con militari tedeschi (9-10 settembre 1943).</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Rinominata <strong>12ª Brigata fanteria</strong> nel 1926, vi confluì, anche a causa delle altissime perdite nel primo conflitto mondiale, il <strong>12º Reggimento fanteria</strong>, proveniente dalla Brigata \"Casale\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 1939 la Brigata cambiò di nuovo ordinamento, diventando 12ª Divisione fanteria \"Sassari\", perdendo il 12º Reggimento fanteria e acquisendo il 34º Reggimento artiglieria. Combatte sui Balcani nel 1941 con la II Armata, sfondando le linee jugoslave e prendendo Tenin che non mollerà mai fino alla sua presenza (alla caduta del regime fascista il 25 luglio 1943 la Divisione venne dislocata).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nei giorni successivi alla proclamazione dell'Armistizio, reagendo all'attacco sferrato dalle truppe dell'ex alleato nell'ambito dell'<strong>Operazione Achse</strong>, prese parte attiva ai combattimenti in difesa della città di Roma in località Porta San Paolo insieme alle Divisioni \"Granatieri di Sardegna\" e \"Ariete II\" unitamente ai civili romani.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 10 settembre, a seguito della fuga di Vittorio Emanuele III da Roma e delle condizioni di resa concordate con l'alto Comando tedesco mentre ancora infuriavano i combattimenti, la Divisione dovette consegnare le armi ai tedeschi e venne sciolta, mettendo, temporaneamente fine, a quella che fù, fino a quel momento, <em>la migliore unità militare mai vista in Italia</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Attualità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:image {\"align\":\"right\",\"id\":4419,\"width\":\"400px\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/sassari01.jpg\" alt=\"La Brigata Sassari, parola d'ordine: Vittoria - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-4419\" style=\"width:400px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Soldati della \"Sassari\" in perlustrazione con VBM Freccia, Afghanistan 2012.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 1958, il 152º Reggimento di Sassari, nucleo originario della Brigata, riprese la denominazione \"Sassari\" poiché le bandiere di guerra erano state salvate e solo 10 anni dopo, nel 1962, e solo dopo 10 anni si riunì il 151º Reggimento fanteria motorizzata di Cagliari, già ricostituito nel <strong>1951</strong> come reggimento di fanteria e Battaglione \"Sette Comuni\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ha diverse trasformazioni negli anni successivi, che non intaccano comunque lo spirito dei Sassarini. Torna in teatro operativo a fine anni 90 nei Balcani in operazioni di pace ed è schierata prima in Iraq poi in Afghanistan negli anni 2000 dimostrando la straordinaria capacità ed efficienza oprativa che l'ha sempre contraddistinta, pagando comunque un altissimo tributo di sangue con caduti e feriti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 2006 la Brigata \"Sassari\" verrà trasformata da leggera a media, acquisendo un reparto blindato. Oggi è una delle unità italiane più presenti nei teatri operativi in operazioni di risoluzione delle crisi (CRO - Crisis Response Operations) ed è classificata dall'Esercito come \"forza di proiezione\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>4 ottobre 2022</strong>, è stata consegnata al Reparto Comando e Supporti Tattici della Brigata \"Sassari” la Bandiera di Guerra del 45º Reggimento fanteria “Reggio”, che ha assunto la denominazione di 45º Reparto Comando e Supporti Tattici “Reggio” ereditando la Bandiera, le mostreggiature e le tradizioni del 45º Reggimento fanteria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Composizione attuale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"align\":\"center\",\"id\":4422} -->\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/sassari03-1.jpg\" alt=\"La Brigata Sassari, parola d'ordine: Vittoria - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-4422\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Onorificenze</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Medaglia d'oro al valor militare 151º e 152º Reggimento</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Conquistando sul Carso salde posizioni nemiche e fortissimi trinceramenti detti delle Frasche e dei Razzi, che sotto nutrito fuoco rafforzarono; riconquistando sull'Altipiano dei Sette Comuni posizioni dalle nostre armi perdute, a M. Castelgomberto, a M. Fior ed a Casara Zebio, sempre non curanti delle ingenti perdite, diedero prova di audacia e di eroica fermezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph --><cite>25 luglio - 15 novembre 1915</cite></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Medaglia d'oro al valor militare 151º e 152º Reggimento</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Espressione purissima delle forti virtù dell'intrepida gente di Sardegna, diede il più largo tributo di eroismo alla gloria dell'Esercito e alla causa della Patria, dovunque vi furono sacrifici da compiere e sangue da versare. Nei giorni della sventura, infiammato di fede e di amore, riconquistò con meraviglioso slancio le munitissime posizioni nemiche di Col del Rosso e Col d'Echele.</p>\n<!-- /wp:paragraph --><cite>28 - 31 gennaio reto, 5 giugno 1920. - Bollettino Ufficiale, 9 giugno 1920, disp. 47, pag. 2447</cite></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Cavaliere dell'Ordine militare d'Italia 151º e 152º Reggimento</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Nei duri cimenti della guerra, nella tormentata trincea e nell'aspra battaglia, conobbe ogni limite di sacrificio e di ardimento: audace e tenace, domò infaticabilmente i luoghi e le fortune, consacrando con sangue fecondo la romana virtù dei figli d'Italia.</p>\n<!-- /wp:paragraph --><cite>1915 - 1918</cite></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Medaglia d'oro al valore dell'esercito 151º Reggimento</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Reggimento inserito nella Task Force «Iraq» nell'ambito dell'operazione «Antica Babilonia», partecipava per circa quattro mesi a tutte le attività operative connesse con la crisi irachena post-conflitto. Nonostante la situazione di generale pericolo e di grande incertezza, dell'accesa contrapposizione tra potere politico-religioso ed il potere tribale, il reggimento, con coraggio, sovrumano impegno e straordinario spirito di sacrificio, si adoperava con sicuro valore e ferma determinazione per assicurare il successo della missione. Per tutto il periodo di permanenza gli ufficiali, i sottufficiali e i graduati del 151º Reggimento operavano con impegno eccezionale, senza sosta e riposo, profondendo le migliori energie fisiche, morali, intellettuali e professionali per soddisfare le più disparate e complesse attività operative e per alleviare le sofferenze della popolazione. In tale contesto gli uomini del 151º Reggimento, dimostrando elevata professionalità e non comune senso di responsabilità, si rivelavano determinati nei confronti dei prevaricatori e degli ingiusti e generosi con i deboli e con i bisognosi, mantenendo una equidistanza rigorosa e riconosciuta tra i diversi poteri contrapposti. Nel proditorio attacco terroristico del 12 novembre 2003 in An Nasiriyah, vedeva cadere un suo effettivo, che proprio per quegli ideali di pace, solidarietà fra i popoli immolava la sua giovane vita.Reggimento di fanteria solido, straordinariamente motivato in ogni suo componente e risoluto nelle azioni, che ha contribuito in maniera determinante al successo delle operazioni in Iraq e che ha ulteriormente accresciuto l'immagine del contingente nazionale e ha dato lustro alle forze armate e all'Italia in un contesto internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph --><cite>An Nasiriyah, 8 ottobre 2003-29 gennaio 2004</cite></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Medaglia d'oro al valore dell'esercito 152º Reggimento</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Fiero interprete delle storiche tradizioni della brigata “Sassari”, il 152° Reggimento di fanteria partecipava, quale unità di manovra (Task Force “Alfa”) inquadrata nell’Italian Joint Task Force, all’operazione “Antica Babilonia 9″ in Iraq, dal 20 Gennaio al 16 Giugno 2006. In un contesto operativo caratterizzato da diffuso ed elevato rischio, difficili condizioni ambientali e climatiche, nonchè forti tensioni tra le diverse fazioni in lotta, si adoperava con efficacia e straordinario spirito di sacrificio per ripristinare le condizioni di sicurezza in tutta la regione di DHIQAR, contribuendo significativamente al consolidamento del processo di stabilizzazione e ricostruzione della nazione irachena. Profondendo le migliori energie fisiche, morali e professionali, gli uomini e le donne del reggimento conducevano con assoluta abnegazione e ferma determinazione le attività operative finalizzate a garantire la libertà d’azione delle unità della coalizione, nonchè la sicurezza della popolazione civile, conquistando la piena fiducia delle autorità locali ed il rispetto dei comandanti militari stranieri. In particolare, il 30 gennaio 2006 e il 27 aprile 2006, reparti del contingente nazionale venivano colpiti da gravi attentati terroristici, in cui, rispettivamente, rimaneva ferito un militare del 152° Reggimento e perivano cinque militari della Multinationl Specialized Unit (MSU). Pur in condizioni di elevatissimo rischio ed indubbie difficoltà ambientali, il personale del 152° Reggimento proseguiva il proprio operato con esemplare coraggio e sprezzo del pericolo, prodigandosi senza soluzione di continuità nell’assolvimento dei compiti ricevuti e nel ripristino delle condizioni di sicurezza nella città di An Nasiriyah. Il 5 giugno 2006, un plotone del Reggimento, impegnato in attività di scorta a favore di un convoglio militare britannico, veniva investito dalla devastante esplosione di un ordigno occultato ai margini della sede stradale. Sebbene nel vile attentato fosse caduto un militare del Reggimento ed altri quattro fossero rimasti gravemente feriti, il personale rimasto illeso si adoperava, con temepstivo ed ammirevole senso del dovere e della responsabilità, per fornire le prime cure alle vittime, attuando al contempo, tutte le necessarie procedure al fine di garantire l’opportuna cornice di sicurezza per la rapida evacuazione dei feriti e per portare a termine il compito ricevuto. Filgido esempio di unità di fanteria, fortemente motivata e coesa, il 152° Reggimento ha saputo contribuire in maniera concreta e determinante al conseguimento degli obiettivi del contingente nazionale, dando lustro alle Forze Armate ed all’Italia nel contesto internazionale</p>\n<!-- /wp:paragraph --><cite>Nasiriyah, 20 Gennaio – 16 Giugno 2006</cite></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2023/12/brigatasassari.jpg","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2023-12-09 13:11:10"}
{"id":1912,"titolo":"Informativa privacy","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Data di entrata in vigore: 16/04/2025</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>1. Introduzione</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Benvenuti su <strong>BrigataFolgore.net</strong>. La vostra privacy e la protezione dei vostri dati personali sono per noi fondamentali.<br>La presente Informativa sulla Privacy descrive come raccogliamo, utilizziamo, conserviamo e proteggiamo le vostre informazioni personali, in conformità al <strong>Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR)</strong> dell’Unione Europea e alle normative vigenti in materia di privacy.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A partire dal 2025, <strong>BrigataFolgore.net è di proprietà di Leonardo Network S.r.l.</strong>, con sede legale in <strong>Via dell'Argento, 13 – 58023 Gavorrano (GR)</strong>, P.IVA IT01771820538. 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{"id":3181,"titolo":"132ª Brigata corazzata Ariete, storia e attualità","contenuto_html":"<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Carri armati nemici fatta irruzione sud Divisione ARIETE. Con ciò ARIETE accerchiata. Trovasi circa 5 chilometri nordovest Bir el Abd. Carri ARIETE combattono.</p>\n<!-- /wp:paragraph --><cite>Ultimo comunicato radio dell'Ariete ad El Alamein, ore 15:30 del 4 novembre 1942</cite></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La 132ª Brigata corazzata \"Ariete\" è una grande unità dell'Esercito Italiano dipendente dalla Divisione \"Vittorio Veneto\" di Firenze. Stanziata con i suoi reparti prevalentemente in Friuli-Venezia Giulia, ha il suo quartier generale a Pordenone.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nata come Divisione il 1º febbraio 1939, venne impiegata in Africa settentrionale durante la seconda guerra mondiale, venendo qui distrutta nel <strong>1942</strong> dalle forze Alleate. Venne quindi ricostituita con il nome di Ariete II in Italia ma formata da Reggimenti di cavalleria meccanizzati tra cui il Reggimento Lancieri di Montebello che si distinse nella difesa di Roma tra l’8 e l’<strong>11 settembre 1943</strong> e, nuovamente sciolta per eventi bellici, si ricostituì nel <strong>1948</strong> a Roma come brigata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-divisioni-corazzate-ariete-e-ariete-ii\">Divisioni corazzate \"Ariete\" e \"Ariete II\"</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'origine del reparto risale al <strong>15 luglio 1937</strong> quando venne formata a Milano la 2ª Brigata corazzata, composta inizialmente solo dal 3º Reggimento bersaglieri, poi sostituito nel novembre del 1938 dall'8º Reggimento bersaglieri. Ad esso si unirono poi il 32º Reggimento fanteria carrista. Il <strong>1º febbraio 1939</strong> la Brigata fu innalzata al livello divisionale, assumendo la denominazione di Divisione corazzata \"Ariete\" (132ª ) ed incorporando tre reggimenti: l'8º Bersaglieri, il 32º Fanteria carrista e il 132º Artiglieria corazzata, oltre ad altre unità divisionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nella seconda guerra mondiale fu destinata in Africa settentrionale dove combatté da <strong>marzo</strong> <strong>1941</strong>. Il <strong>1º settembre 1941</strong> costituì in zona di guerra il 132º reggimento carri interamente dotato di carri M 13/40. Da quel momento sarà questo reggimento (tre volte distrutto e due volte ricostituito) la pedina fondamentale dell’Ariete fino a <strong>novembre 1942</strong>, quando restando pressoché distrutta la divisione nella terza battaglia di El Alamein, quando, il <strong>3-4 novembre</strong>, dopo aver respinto un attacco britannico con gravi perdite, contrattaccò per permettere lo sganciamento delle divisioni di fanteria e iniziando poi la marcia retrograda difensiva fino a venire del tutto annientata. Il 132º reggimento carri affrontò questo scontro avendo in organico tre battaglioni carri: il IX, il X (proveniente dal 133º Reggimento e assegnato al 132º Reggimento fanteria carrista il <strong>21 aprile 1942</strong> per sostituire l'VII Battaglione carri distrutto in combattimento); e il XIII (assegnato al 132° nel luglio 1942 in sostituzione dell'VIII Battaglione carri anch'esso distrutto in combattimento). La divisione fu definitivamente sciolta l'8 dicembre. Tuttavia l’8º reggimento continuò a combattere fino al Mareth in Tunisia (meritando qui una seconda medaglia d’oro al Valor Militare), mentre i reparti carristi ormai appiedati, diversamente riordinati nel 132º Reggimento controcarri, continuarono a combattere anch’essi fino alla primavera 1943 in Tunisia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Venne ricostituita il <strong>1º aprile 1943</strong>. in Patria con la denominazione 135ª Divisione Corazzata \"Ariete II\" inglobando i reggimenti di cavalleria \"Montebello\", \"Lucca\" e \"Vittorio Emanuele II\", il 135º e 235º Reggimento artiglieria, il CXXXIV Battaglione controcarri semovente e, infine, il CXXXIV Battaglione misto genio;</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sebbene la forza teorica prevista fosse di 9.500 uomini, 247 carri/semoventi e 84 pezzi di artiglieria, alla data dell'8 settembre la forza effettiva era di 8.500 uomini, 176 mezzi blindati e corazzati, circa 70 cannoni e 92 mitragliere contraeree da 20 mm. Notevoli le lacune di munizioni e carburante. Il 9 settembre 1943, in seguito alle vicende che seguirono la proclamazione dell'armistizio, alcuni reparti della Divisione (Reggimenti Montebello e Lucca) si trovò impegnata nella difesa di Roma insieme alla Divisione Granatieri di Sardegna, ma dopo un iniziale successo dovette cedere ai tedeschi. Fu sciolta il <strong>12 settembre</strong> seguente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-ricostituzione\">Ricostituzione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>1º giugno 1948</strong> vide rinascere a Roma la Brigata corazzata \"Ariete\", nuovo nome del Raggruppamento corazzato \"Ariete\" sorto il <strong>23 maggio 1948</strong>, che nel corso dell'anno si trasferì a Pordenone,</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'unità il <strong>1º ottobre 1952</strong> venne riconfigurata in Divisione corazzata \"Ariete\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal <strong>1º ottobre 1975</strong> l'\"Ariete\" venne interessata da un processo di ristrutturazione che coinvolse tutte le unità dell'Esercito Italiano. Vennero sciolti i reggimenti e la Divisione corazzata \"Ariete\" fu ordinata su 32ª Brigata corazzata \"Mameli\" (Tauriano di Spilimbergo), 132ª Brigata corazzata \"Manin\" (Aviano) e 8ª Brigata meccanizzata \"Garibaldi\" (Pordenone) a cui si aggiunsero i supporti di divisione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-132ª-brigata-corazzata-ariete\">132ª Brigata corazzata \"Ariete\"</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>1º ottobre 1986</strong> con l'abolizione del livello divisionale, le brigate che precedentemente erano inquadrate nella Divisione corazzata \"Ariete\", passarono alle dirette dipendenze del Comando del 5º Corpo d'armata e, al tempo stesso, la Brigata \"Manin\" venne ridenominata 132ª Brigata corazzata \"Ariete\" con comando a Pordenone e alle dipendenze il Reparto comando e trasmissioni \"Ariete\", l'8º Battaglione carri \"M.O. Secchiaroli\", il 10º Battaglione carri \"M.O. Bruno\", il 13º Battaglione carri \"M.O. Pascucci\" (proveniente dalla Brigata meccanizzata \"Brescia\"), il 27º Battaglione bersaglieri \"Jamiano\", il 20º Gruppo artiglieria da campagna semovente \"Piave\", il Battaglione logistico \"Ariete\", la Compagnia controcarri \"Ariete\" e la Compagnia genio guastatori \"Ariete\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli anni successivi videro la Brigata cambiare frequentemente organico: il <strong>10 dicembre 1989</strong> il 13º Battaglione carri \"M.O.Pascucci\" venne posto in posizione quadro passando alle dipendenze della Brigata meccanizzata \"Mantova\"; nel gennaio 1991 e il successivo 31 marzo vennero sciolti rispettivamente il 10º Battaglione carri \"M.O. Bruno\" e il 20º Gruppo artiglieria da campagna semovente \"Piave\" (in posizione quadro dal <strong>31 gennaio</strong>), mentre provenivano dalla 8ª Brigata meccanizzata \"Garibaldi\" il 19º Gruppo artiglieria da campagna semovente \"Rialto\" (1º febbraio 1991) e dalla disciolta 32ª Brigata corazzata \"Mameli\" il 3º Battaglione carri \"M.O. Galas\", il 5º Battaglione carri \"M.O. Chiamenti\" (che verrà sciolto il 25 agosto 1992) e il 23º Battaglione bersaglieri \"Castel di Borgo\", che sarebbe stato trasferito a Trapani il 31 marzo 1992 passando alle dipendenze della Brigata meccanizzata \"Aosta\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal <strong>1992</strong>, l'\"Ariete\" tornò ad inquadrare reparti a livello reggimentale che al contrario del passato sono strutturati su un solo battaglione. La nuova configurazione della brigata prevedeva il Reparto comando e supporti tattici \"Ariete\", 32º e 132º Reggimento carri, 11º Reggimento bersaglieri, 132º Reggimento artiglieria corazzata \"Ariete\" e Battaglione logistico \"Ariete\". Inoltre, il <strong>1º aprile 1992</strong> entrò a far parte della brigata, proveniente dal Comando del 5º Corpo d'armata, anche il 2º Battaglione fanteria \"Pordenone\" con la funzione di addestramento reclute, poi rinominato l'<strong>8 maggio 1993</strong> 26º Battaglione bersaglieri \"Castelfidardo\", erede delle tradizioni storiche del 4º Reggimento bersaglieri. Negli anni successivi la brigata ha inquadrato altri reparti ma solo per brevi periodi. Nel dettaglio, dal 1º agosto al <strong>29 novembre 1995</strong> ebbe alle proprie dipendenze il 63º Reggimento carri proveniente dalla Brigata meccanizzata \"Mantova\", dall'<strong>ottobre 1996</strong> l'82º Reggimento fanteria \"Torino\" ceduto dalla Brigata meccanizzata \"Gorizia\" e passato nel <strong>2001</strong> alla Brigata corazzata \"Pinerolo\" e infine, dal 1997, il 33º Reggimento carri ex Brigata meccanizzata \"Friuli\" sciolto nel <strong>2001</strong>. Lo stesso anno il Comando forze di proiezione cedette alla Brigata il 10º Reggimento genio guastatori, mentre nel <strong>2002</strong> si aggiunsero il 4º Reggimento carri e il 3º Reggimento bersaglieri (quest'ultimo verrà poi trasferito nel <strong>2009</strong> alla Brigata meccanizzata \"Sassari\") provenienti dalla disciolta Brigata meccanizzata \"Centauro\". Il <strong>15 aprile 2003</strong> il 4º Reggimento carri cedette il suo ultimo carro armato Leopard 1 al 2º Centro Rifornimenti Motorizzazione di Lenta, determinando così la fine della vita operativa del carro tedesco presso la Brigata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":3309,\"width\":\"500px\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/c1-ariete.jpg\" alt=\"132ª Brigata corazzata Ariete, storia e attualità - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-3309\" style=\"width:500px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Carro Armato C1 Ariete in dotazione alla 132ª Brigata Corazzata - <a href=\"https://www.esercito.difesa.it/organizzazione/capo-di-sme/Comando-Forze-Operative-Nord/Brigata-Corazzata-Ariete\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Copyright Esercito Italiano</a></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>6 maggio 2000</strong> alla 132ª Brigata corazzata \"Ariete\" è stata conferita la cittadinanza onoraria di Pordenone come riconoscimento del legame storico tra questa città ed i militari che servono o hanno servito in questa grande unità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Analogo riconoscimento è stato elargito al 32º Reggimento carri che il <strong>4 ottobre 2003</strong> è stato insignito della cittadinanza onoraria del Comune di Spilimbergo nel cui territorio il reparto ha sede. e al Battaglione logistico \"Ariete\" che il <strong>3 luglio 2004</strong> è stato insignito della cittadinanza onoraria della città di Maniago nel cui territorio ha sede il reparto. Tale riconoscimento è stato un ringraziamento della popolazione all'impegno di queste unità militari nelle missioni condotte all'estero in cui questi reparti sono stati impegnati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Brigata ha fornito in più riprese personale e mezzi dei propri reparti al contingente italiano in Iraq, impiegato nella missione Antica Babilonia. Nel giugno 2004 una sezione composta di sei carri Ariete della 1ª Compagnia carri \"Leoni di Bardia\" del 3º Battaglione carri \"M.O. Galas\" del 32º Reggimento carri è stato il primo impiego in assoluto di questi mezzi in zona d'operazioni, ed è servito a dare un valido e continuativo apporto alla sicurezza ed alla protezione del contingente italiano, che, potendo contare sulla capacità operativa dei carri anche in un ambiente tradizionalmente difficile come quello urbano, ha sensibilmente aumentato la propria capacità di reazione alla minaccia apportata da ribelli ostili al processo di stabilizzazione e di assistenza umanitaria che l'Italia ha svolto in quei luoghi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con la riforma del <strong>2013</strong> la Brigata ha perso il 4º Reggimento carri, trasferito a Persano per sostituzione del disciolto 131º Reggimento carri della Brigata bersaglieri \"Garibaldi\" e ha acquisito l'8º Reggimento trasporti dal soppresso Comando logistico di proiezione, che in futuro sarebbe stato rinominato Reggimento logistico \"Ariete\" assumendo le competenze del Battaglione logistico \"Ariete\" di prevista soppressione, ed ha aggiunto il 5º Reggimento \"Lancieri di Novara\". Inoltre, causa lo scioglimento del 1º Comando delle forze operative di difesa avvenuto il <strong>1º ottobre 2013</strong>, la Brigata è passata alle dipendenze della Divisione \"Friuli\" (ridenominato \"Vittorio Veneto\" nel <strong>2019</strong>) dipendente del Comando Forze Difesa Interregionale Nord. La brigata è inoltre inserita nel \"Corpo d'armata di reazione rapida\" della NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La 132ª Brigata corazzata \"Ariete\" è stata impegnata a partire dagli anni novanta del XX secolo e nei primi del XXI secolo in operazioni nazionali come l'operazione Vespri siciliani, l'operazione Testuggine e in missioni di pace all'estero in Somalia (UNITAF), nei Balcani (IFOR/SFOR e in KFOR), all'operazione Antica Babilonia in Iraq all'Operazione Leonte (UNIFIL) in Libano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-i-reparti\">I reparti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-1986-1991\"><strong>1986/1991</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>8º Battaglione Carri M.O. Secchiaroli di Aviano (PN)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>10º Battaglione Carri M.O. Bruno di Aviano (PN)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>13º Battaglione Carri \"M.O. Pascucci\" di Cordenons (PN) (dal 10 dicembre 1989 in posizione quadro alla Brigata Meccanizzata Mantova)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>26º Battaglione bersaglieri \"Castelfidardo\" di Maniago (PN)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>27º Battaglione bersaglieri Jamiano di Aviano (PN)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>20º Gruppo artiglieria da campagna semovente Piave di Maniago (PN)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Battaglione logistico Ariete di Maniago (PN)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Reparto Comando e Trasmissioni di Aviano (PN)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Compagnia autonoma genio guastatori Ariete di Maniago (PN)</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-1991-1992\"><strong>1991/1992</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>3º Battaglione Carri M.O. Galas Tauriano di Spilimbergo (PN)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>5º Battaglione Carri M.O. Chiamenti Tauriano di Spilimbergo (PN) (sciolto il 25 agosto 1992)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>8º Battaglione Carri M.O. Secchiaroli di Aviano (PN)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>23º Battaglione bersaglieri Castel di Borgo di Tauriano di Spilimbergo (PN) (dal 31 marzo 1992 passa alla Brigata Meccanizzata Aosta)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>27º Battaglione bersaglieri Jamiano di Aviano (PN)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>2º Battaglione fanteria Pordenone di Pordenone (dal 1º aprile 1992)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>19º Gruppo Artiglieria da Campagna Semovente Rialto di Maniago (PN)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Battaglione Logistico Ariete di Maniago (PN)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Reparto Comando e Supporti Tattici Ariete di Pordenone (PN)</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-1992-1997\"><strong>1992/1997</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>32º Reggimento carri di Tauriano di Spilimbergo (PN)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>63º Reggimento carri di Cordenons (PN) (dal 1º agosto al 29 novembre 1995)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>132º Reggimento carri di Aviano (PN)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>11º Reggimento bersaglieri di Orcenico Superiore (PN)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>2º Battaglione fanteria Pordenone di Pordenone (sciolto il 7 maggio 1993)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>26º Battaglione bersaglieri \"Castelfidardo\" di Pordenone (dall'8 maggio 1993)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>82º Reggimento fanteria \"Torino\" di Cormons (GO) (dall'ottobre 1996 dalla Brigata meccanizzata \"Gorizia\")</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>19º Gruppo Artiglieria da Campagna Semovente Rialto di Maniago (PN) (sciolto l'8 ottobre 1993)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>132º Reggimento artiglieria corazzata \"Ariete\" Ariete di Maniago (PN) (dal 9 ottobre 1993)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Battaglione Logistico Ariete di Maniago (PN)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Reparto Comando e Supporti Tattici Ariete di Pordenone (PN)</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-1997-2001\"><strong>1997/2001</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>32º Reggimento carri di Tauriano di Spilimbergo (PN)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>33º Reggimento carri di Ozzano dell'Emilia (BO)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>132º Reggimento Carri di Cordenons (PN)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>11º Reggimento bersaglieri di Orcenico Superiore (PN)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>82º Reggimento fanteria \"Torino\" di Cormons (GO)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>132º Reggimento artiglieria corazzata Ariete di Maniago (PN)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Battaglione Logistico Ariete di Maniago (PN)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Reparto Comando e Supporti Tattici Ariete di Pordenone (PN)</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-2001-2009\"><strong>2001/2009</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>4º Reggimento carri di Bellinzago Novarese (NO) (dal 2002 dalla Brigata Meccanizzata Centauro)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>32º Reggimento carri di Tauriano di Spilimbergo (PN)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>132º Reggimento Carri di Cordenons (PN)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>3º Reggimento Bersaglieri di Milano (dal 2002 dalla Brigata Meccanizzata Centauro)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>11º Reggimento Bersaglieri di Orcenico Superiore (PN)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>132º Reggimento Artiglieria Terrestre (Semovente) Ariete di Maniago (PN)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>10º Reggimento Genio Guastatori di Cremona</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Battaglione Logistico Ariete di Maniago (PN)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Reparto Comando e Supporti Tattici Ariete di Pordenone (PN)</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-2009-2013\"><strong>2009/2013</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>4º Reggimento carri di Bellinzago Novarese</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>32º Reggimento carri di Tauriano di Spilimbergo</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>132º Reggimento carri di Cordenons</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>11º Reggimento bersaglieri di Orcenico Superiore</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>132º Reggimento artiglieria terrestre (semovente) \"Ariete\" di Maniago</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>10º Reggimento genio guastatori di Cremona</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Battaglione logistico \"Ariete\" di Maniago</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Reparto Comando e Supporti Tattici Ariete di Pordenone (PN)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>8º Reggimento trasporti di Remanzacco (UD)</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-dal-2013-ad-oggi\"><strong>Dal 2013 ad oggi</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>32º Reggimento carri di Tauriano di Spilimbergo</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>132º Reggimento carri di Cordenons</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>11º Reggimento bersaglieri di Orcenico Superiore</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>132º Reggimento artiglieria terrestre \"Ariete\" (semovente) \"Ariete\" di Maniago</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>5º Reggimento \"Lancieri di Novara\" di Codroipo (UD)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>10º Reggimento genio guastatori di Cremona</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Reggimento logistico \"Ariete\" di Maniago</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Reparto Comando e Supporti Tattici Ariete di Pordenone (PN)</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":3301,\"width\":\"961px\",\"height\":\"auto\",\"align\":\"center\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/struttura-ariete.jpg\" alt=\"132ª Brigata corazzata Ariete, storia e attualità - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-3301\" style=\"width:961px;height:auto\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-descrizione-araldica-dello-stemma\">Descrizione araldica dello stemma</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo stemma dell'\"Ariete\" è: \"Trinciato d'azzurro e di rosso, alla testa strappata d'ariete attraversante d'oro\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-onorificenze\">Onorificenze</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Complessivamente le bandiere e stendardi di combattimento dei reparti della Grande unità sono decorati di 5 medaglie d'oro al valor militare, 6 medaglie d'argento al valor militare, 5 medaglia di bronzo al valor militare, 2 croce di guerra al valor militare e 3 medaglie di bronzo al valore dell'esercito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 6 maggio del 2000 alla Brigata \"Ariete\" è stata inoltre riconosciuta la cittadinanza onoraria di Pordenone.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Comandanti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-divisione-ariete\">Divisione Ariete</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>1939 - 1940 <strong>Gen. D. Carlo VECCHIARELLI</strong><br>1940 - 1941 <strong>Gen. D. Ettore BALDASSARRE</strong><br>1941 - 1942 <strong>Gen. D. Mario BALLOTTA</strong><br>1942 - 1942 <strong>Gen. D. Giuseppe DE STEFANIS</strong><br>1942 – 1942 <strong>Gen. D. Adolfo INFANTE</strong><br>1942 - 1942 <strong>Gen. D. Alfredo ARENA</strong><br>1939 - 1940 <strong>Gen. D. Carlo VECCHIARELLI</strong><br>1940 - 1941 <strong>Gen. D. Ettore BALDASSARRE</strong><br>1941 - 1942 <strong>Gen. D. Mario BALLOTTA</strong><br>1942 - 1942 <strong>Gen. D. Giuseppe DE STEFANIS</strong><br>1942 – 1942 <strong>Gen. D. Adolfo INFANTE</strong><br>1942 - 1942 <strong>Gen. D. Alfredo ARENA</strong><br>1943 - 1948 <strong>Gen. D. Raffaele CADORNA</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-brigata-ariete\">Brigata Ariete</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>1948 - 1950 <strong>Gen. Giorgio LIUZZI</strong><br>1950 - 1951 <strong>Gen. Tommaso LEQUIO</strong><br>1951 - 1952 <strong>Gen. Giuseppe BERTI</strong><br>1952 - 1952 <strong>Gen. Luigi DE MICHELI</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-divisione-ariete-0\">Divisione Ariete</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>1952 - 1953 <strong>Gen. Attilio BRUNO</strong><br>1953 - 1955 <strong>Gen. Clemente MENZIO</strong><br>1955 – 1956 <strong>Gen. Guido BOSCHETTI</strong><br>1956 - 1958 <strong>Gen. Ugo BIZZARRI</strong><br>1958 - 1959 <strong>Gen. Ugo CENTOFANTI ARENA</strong><br>1959 - 1959 <strong>Gen. Paolo GASPARI</strong><br>1960 - 1961 <strong>Gen. Gianfilippo CANGINI</strong><br>1961 - 1963 <strong>Gen. Goffredo FIORE</strong><br>1963 – 1965 <strong>Gen. Cirino RUBINO</strong><br>1965 - 1966 <strong>Gen. Vittorio LA ROSA</strong><br>1966 - 1967 <strong>Gen. Camillo CACCIO</strong><br>1967 - 1968 <strong>Gen. Andrea CUCINO</strong><br>1968 – 1969 <strong>Gen. Giovanni GEMME</strong><br>1969 - 1970 <strong>Gen. Vincenzo LEONELLI</strong><br>1970 - 1972 <strong>Gen. Ugo Giangiorno BARBASETTI DI PRUN</strong><br>1972 - 1973 <strong>Gen. Marcello FLORIANI</strong><br>1973 - 1974 <strong>Gen. Luciano FORTUNATO</strong><br>1974 - 1975 <strong>Gen. Emilio LO CICERO</strong><br>1975 - 1976 <strong>Gen. Nicola CHIARI</strong><br>1976 - 1977 <strong>Gen. Giuseppe PIOVANO</strong><br>1977 - 1979 <strong>Gen. Riccardo BISOGNIERO</strong><br>1979 – 1980 <strong>Gen. Enrico REPOLE</strong><br>1980 – 1981 <strong>Gen. Gianfranco FAROTTI</strong><br>1981 - 1982 <strong>Gen. Giuseppe D'AMBROSIO</strong><br>1982 – 1984 <strong>Gen. Francesco DE VITA</strong><br>1984 - 1985 <strong>Gen. Pietro GIANNATTASIO</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-brigata-ariete-0\">Brigata Ariete</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>1985 -1986 <strong>Gen. Benedetto SPINELLI</strong><br>1986 - 1988 <strong>Gen. Mario VENTRUTO</strong><br>1988 - 1990 <strong>Gen. Antonio TOMASICCHIO</strong><br>1990 – 1991 <strong>Gen. Gianalfonso D'AVOSSA</strong><br>1991 - 1993 <strong>Gen. B. Francesco OTTI</strong><br>1993 - 1994 <strong>Gen. Cosimo D'ARRIGO</strong><br>1994 – 1995 <strong>Gen. Gaetano ROMEO</strong><br>1995 – 1997 <strong>Gen. B. Salvatore CARRARA</strong><br>1997 – 1999 <strong>Gen. B. Giuseppe VALOTTO</strong><br>1999 – 2000 <strong>Gen. Giuseppe E. GAY</strong><br>2000 - 2001 <strong>Gen. Massimo DE MAGGIO</strong><br>2001 - 2002 <strong>Gen. Mauro MOSCATELLI</strong><br>2002 - 2003 <strong>Gen. Walter LAVALLE</strong><br>2003 - 2004 <strong>Gen. Gian Marco CHIARINI</strong><br>2004 - 2006 <strong>Gen. Roberto RANUCCI</strong><br>2006 - 2008 <strong>Gen. Paolo RUGGIERO</strong><br>2008 - 2009 <strong>Gen. Carmelo DE CICCO</strong><br>2009 - 2011 <strong>Gen. Salvatore CAMPOREALE</strong><br>2011 - 2013 <strong>Gen. Gaetano ZAUNER</strong><br>2013 - 2015 <strong>Gen. Fabio POLLI</strong><br>2015 - 2016 <strong>Gen. Antonello VESPAZIANI</strong><br>2016 - 2018 <strong>Gen. Angelo Michele RISTUCCIA</strong><br>2018 - 2020 <strong>Gen. Enrico Barduani</strong><br>2020 - 2022 <strong>Gen. Roberto Banci</strong><br>2022 - 2024 <strong>Gen. Marco Longo</strong><br>2024 - in carica <strong>Gen. Domenico Leotta</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2024/01/c1-ariete.jpg","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-01-16 10:34:46"}
{"id":3191,"titolo":"Task Force 45: i soldati invisibili","contenuto_html":"<!-- wp:image {\"id\":4042,\"width\":\"200px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img title=\"Task Force 45: i soldati invisibili - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/tf45.jpg\" alt=\"Task Force 45: i soldati invisibili - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-4042\" style=\"width:200px\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>Task Force 45</strong> (TF-45) è stata un'unità militare combattente, interforze, di forze speciali italiane, operante, dal <strong>giugno 2006</strong> al <strong>2014</strong> in Afghanistan, nell'ambito dell'Operazione \"Sarissa\" dell'International Security Assistance Force (ISAF).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dipendeva direttamente dal <strong>comando delle forze speciali della NATO</strong> a Kabul, e non da comandi nazionali italiani. Tuttavia, lo Stato Maggiore della Difesa ne coordinava le operazioni attraverso il COFS.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La task force era riservata, e i componenti non erano conteggiati nel complesso del contingente italiano schierati in Afghanistan, motivo per cui il numero degli effettivi della TF-45 è ancora sconosciuto (sono stimati circa 300 effettivi, ma la cifra è incerta).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Era composta esclusivamente da militari delle forze speciali delle 4 forze armate, con il supporto tecnico operativo dell’11º Reggimento Trasmissioni (Esercito Italiano) e dal&nbsp;26º Reparto Elicotteri per le Operazioni Speciali (REOS) \"Giove\" (dal 2014 <a href=\"https://brigatafolgore.net/3o-reggimento-elicotteri-per-operazioni-speciali-aldebaran/\" data-type=\"page\" data-id=\"3196\">3º Reggimento elicotteri per operazioni speciali \"Aldebaran\"</a>)</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si è trattato del più grande dispiegamento di forze speciali mai messo in campo dall'Italia dal dopoguerra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-storia\">Storia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel <strong>2004</strong> il governo italiano riceve, in maniera riservata, le disposizione da parte della NATO per la creazione di un'unità di forze speciali destinata a essere stazionata permanentemente in Afghanistan fino al termine della missione. Lo Stato Maggiore della Difesa incarica il neonato COFS (Comando interforze per le operazioni delle forze speciali) di occuparsene.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":4044,\"width\":\"400px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img title=\"Task Force 45: i soldati invisibili - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/roberto-vannacci.jpg\" alt=\"Task Force 45: i soldati invisibili - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-4044\" style=\"width:400px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L'ufficiale Incursore Roberto Vannacci è stato il primo Comandante della Task Force 45 nel giugno del 2006.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>3 febbraio 2005</strong> sulle montagne Afgane tra Herat e Kabul, in un incidente aereo perde la vita il Capitano di Vascello Bruno Vianini, incursore del COMSUBIN (Marina Militare), mandato in perlustrazione dal COFS per preparare lo spiegamento per quella che sarebbe stata la Task Force 45.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel <strong>giugno 2006</strong> sotto il comando del Ten. Col <strong>Roberto Vannacci</strong>, primo comandante della 45, è pronta ad agire con uomini e mezzi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Immediatamente, il mese successivo, la Task Force viene impiegata nella famigerata operazione \"Medusa\", con la finalità di disarticolare le formazioni talebane, messe sotto pressione dalle forze convezionali in una complessa offensiva della NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Inizialmente la TF-45 è dislocata su due basi:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Forward Support Base (FSB) \"Camp Arena\" di Herat, , Task Unit \"Alfa\" e Comando TF-45</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Forward Operating Base (FOB) \"El Alamein\" di Farah, Afghanistan, Task Unit \"Bravo\"</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>9 agosto 2009</strong>, per un malfunzionamento di un generatore elettrico, un incendio divampò e distrusse la Base della TF-45 a Farah, che si trova all'interno di una base statunitense.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>15 ottobre 2009</strong>, durante uno spostamento da Herat a Shindadin, per un incidente stradale dovuto a un problema meccanico del VTLM Lince, perde la vita il 1° Caporal Maggiore Ranger Rosario Ponziano del 4° Rgt. Alpini Par. Monte Cervino.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>17 settembre 2010</strong> ha il primo caduto in combattimento, il Ten. Incursore Paracadutista Alessandro Romani, del 9° Rgt. Col Moschin. insieme al distaccamento operativo di cui fa parte, viene elitrasportato nella zona di Bakwah, provincia di Herat, per catturare dei terroristi Afghani individuati da un UAV Predator mentre piazzano un ordigno sotto il ponte di una strada.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ferito ad una spalla nello scontro a fuoco che ne consegue, muore poche ore dopo all'ospedale Role 2 di Farah per arresto cardiocircolatorio dovuto alle ferite riportate. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-composizione\">Composizione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La TF-45 era composta da militari provenienti da tutti i reparti delle Forze Speciali italiane (FS - TIER 1) e delle Forze per le Operazioni Speciali (FOS - TIER 2) ed agiva sotto esclusivo comando operativo del 9º Reggimento d'assalto paracadutisti \"Col Moschin\" dell'Esercito Italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-unita-operative\">Unità operative:</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><a href=\"https://brigatafolgore.net/9-reggimento-col-moschin-la-punta-di-diamante/\" data-type=\"page\" data-id=\"325\">9º Reggimento d'assalto paracadutisti \"Col Moschin\" (Esercito Italiano)</a></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><a href=\"https://brigatafolgore.net/comando-subacquei-e-incursori-teseo-tesei-comsubin/\" data-type=\"page\" data-id=\"10891\">Gruppo Operativo Incursori del COMSUBIN \"Teseo Tesei\" (Marina Militare)</a></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><a href=\"https://brigatafolgore.net/17o-stormo-incursori/\" data-type=\"page\" data-id=\"11193\">17º Stormo incursori (Aeronautica Militare)</a></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><a href=\"https://brigatafolgore.net/gruppo-di-intervento-speciale-gis/\" data-type=\"page\" data-id=\"10885\">Gruppo Intervento Speciale (Arma dei Carabinieri)</a></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><a href=\"https://brigatafolgore.net/4o-reggimento-alpini-paracadutisti/\" data-type=\"page\" data-id=\"430\">4º Reggimento alpini paracadutisti \"Monte Cervino\" (Esercito Italiano)</a></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><a href=\"https://brigatafolgore.net/185-reggimento-ricognizione-e-acquisizione-obiettivi-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"353\">185º Rgt. Par. Ricognizione Acquisizione Obiettivi \"Folgore\" (Esercito Italiano)</a></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-supporto-operativo\">Supporto operativo:</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><a href=\"https://brigatafolgore.net/3o-reggimento-elicotteri-per-operazioni-speciali-aldebaran/\" data-type=\"page\" data-id=\"3196\">26º Gruppo Squadroni REOS (dal 2014 3° Rgt. Elicotteri Operazioni Speciali \"Aldebaran\")</a></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>11º Reggimento trasmissioni (Esercito Italiano)</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-struttura-di-comando\">Struttura di comando:</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>North Atlantic Treaty Organization (NATO)<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>International Security Assistance Force (ISAF)<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Headquarters ISAF (HQ-ISAF)<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>ISAF Special Operations Forces/Special Operations Command and Control Element (ISAF-SOF/SOCCE)<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>ISAF Regional Special Operations Task Group \"West\" (ISAF-SOTG-W)<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Joint Special Operations Task Group \"Condor-A\" (JSOTG \"Condor-A\")<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Task Force 45 (TF-45)</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La TF-45 è stata, insieme alla Tasf Force 42 britannica sotto comando del 22° SAS e composta da operatori SAS, SBS ed SFSG, la prima Task Force Nato di forze speciali operante in Afghanistan. Solo successivamente vennero create altre unità militari combattenti di forze speciali, tra cui:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Task Force 45 (Italia) - Territorio del Regional Command \"West\" (RC-W);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Task Force 47 (Germania) - Territorio del Regional Command \"North\" (RC-N);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Task Force 49 (W Grom, Polonia) - Provincia di Ghazni e nei territori del Regional Command \"East\" (RC-E);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Task Force 50 (JW Komandosów, Polonia) - Provincia di Ghazni, Provincia di Paktika e nei territori del Regional Command \"East\" (RC-E);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Task Force 42 (SAS, SAS, SFSG, Regno Unito) - Provincia di Helmand;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Task Force 66 (Australia) - Province di Oruzgan e di Kandahar.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Task Force EAGLE (Special Operations Battalion, Albania) - Provincia di Kandahar.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-compiti\">Compiti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La TF-45 operava con le tecniche proprie delle forze speciali per l'espletamento dei \"classici\" compiti delle stesse.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le operazioni, sulla quale il governo italiano e i comandi militari hanno spesso mantenuto il massimo riserbo, consistevano spesso nello svolgimento di missioni di guerra non convenzionale, in un contesto fortemente asimmetrico quando non in supporto delle forze convenzionali</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo quanto dedotto da testimonianze, tra cui quella dell'allora primo comandante della TF-45, Gen. di Div. Roberto Vannacci in un'<a href=\"https://www.youtube.com/watch?v=R7UNhQx3dqE&amp;t=8881s\">intervista a Difesa Online</a> nel 2021 e dal <a href=\"https://brigatafolgore.net/libri/forse-speciali-100-giorni-all-inferno/\">libro</a> dell'incursore in congedo del 9° Rgt \"Col Moschin\" Claudio Spinelli, i compiti della TF-45 erano i seguenti:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Disarticolazione delle formazioni talebane, colpendo nello specifico le leadership dei gruppi</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Prevenzione di attentati diretti contro i militari italiani e della coalizione</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Liberazione di ostaggi civili e militari</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Supporto alle forze di polizia afgane per l'esecuzioni di mandati di arresto</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Lotta ai traffici illeciti di armi indirizzate agli insurgents</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Sicurezza per personalità politiche, civili e militari, locali ed internazionali</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Creare delle zone sicure in attesa dell'arrivo delle forze convenzionali</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fondamentale è stato il supporto delle forze d'intelligence dell'Aise e di quelle degli altri paesi della coalizione ISAF. Tuttavia la TF-45 aveva le sue unità humint e ricognizione speciale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La denominazione convenzionale della missione cui partecipava la Task Force 45 è \"Operazione Sarissa\" (dal nome di una lancia macedone).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2024/01/tf45.jpg","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-01-16 10:48:06"}
{"id":4761,"titolo":"3º Reggimento Elicotteri per Operazioni Speciali \"Aldebaran\"","contenuto_html":"<!-- wp:image {\"id\":4347,\"width\":\"500px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img title=\"3º Reggimento Elicotteri per Operazioni Speciali \"Aldebaran\" - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/formazione-tattica-reos.jpg\" alt=\"3º Reggimento Elicotteri per Operazioni Speciali \" class=\"wp-image-4347\" style=\"width:500px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Formazione tattica del 3° Reos, CH-47C e UH 90A - Copyright <a href=\"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/pagine/il-3-reos-si-addestra-alle-operazioni-speciali-160316.aspx\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Esercito Italiano</a></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>3º Reggimento Elicotteri per Operazioni Speciali \"Aldebaran\" (3° REOS o REOS)</strong> è un importante ed altamente strategico reggimento elicotteri dell'Esercito Italiano qualificato, in ambito NATO, quale Special Operations Air Task Group (SOATG).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ha in organico tre linee di volo su CH47​​, A​B412​​ e NH90​ per la condotta delle operazioni nel <em>Full Spectrum</em> delle missioni specifiche delle forze speciali, sia in territorio nazionale che fuori area.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il reggimento si trova presso l'aeroporto Tommaso Fabbri di Viterbo il <strong>10 novembre 2014</strong>, dalla riconfigurazione del 26º Gruppo Squadroni REOS Aviazione dell'Esercito \"Giove\", al fine di sviluppare una sempre maggiore capacità operativa a supporto delle forze speciali italiane e poter operare nei nuovi scenari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-storia\">Storia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 39º Gruppo squadroni della cavalleria dell'aria \"Drago\" nasce il <strong>24 luglio 1964</strong> all'Aeroporto di Alghero-Fertilia dove veniva costituita una Sezione Aerei Leggeri (S.A.L.) a supporto di operazioni speciali e dipendente direttamente dal Raggruppamento Unità Speciali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel <strong>novembre 1989</strong> l'unità viene elevata al rango di Gruppo Squadroni \"Drago\" assumendo in forza gli elicotteri AB412, e sciolta nel <strong>2000</strong>. Dal <strong>1º settembre 2001</strong> il 1º Reggimento della Cavalleria dell'Aria \"Antares\", allinea tra i suoi reparti il 26º Gruppo Squadroni Aviazione dell'Esercito \"Giove\", stanziato sulla base di Pisa-San Giusto e già inquadrato alla <a href=\"https://brigatafolgore.net/storia-della-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"308\">Brigata paracadutisti \"Folgore</a>\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-26º-reos-giove\">Il 26º REOS \"Giove</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 26º Reparto Elicotteri per le Operazioni Speciali (REOS) \"Giove\" , fu costituito nel <strong>2002</strong> dalla fusione del 26º Gruppo squadroni \"Giove\" di Pisa (già appartenente alla Brigata paracadutisti \"Folgore\"), del 51º gruppo squadroni \"Leone\" di Viterbo e il 39º gruppo squadroni \"Drago\" di Alghero, e inquadrato fino al <strong>2012</strong> nel 1º Reggimento AVES \"Antares\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 26º REOS era articolato su un gruppo squadroni composto da due squadroni di volo (uno operante su elicottero CH-47 e l'altro su elicotteri AB-412 e NH-90); al fine di assicurare la necessaria autonomia operativa e logistica, era dotato di una sezione O.A.I., di una sezione logistica e di uno squadrone mantenimento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questa configurazione, prese parte alla missione \"Antica Babilonia\" in Iraq dal <strong>novembre 2003</strong> al <strong>marzo 2004</strong>. Da allora gli equipaggi del REOS, inquadrati nell'ambito delle Task force dell'AVES, vennero impiegati quale componente aerea dedicata ad operare a favore delle Forze Speciali impiegate nel teatro operativo irakeno e in quello afghano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-3º-reggimento\">Il 3º Reggimento</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>10 novembre 2014</strong>, con la costituzione del <a href=\"https://brigatafolgore.net/comando-delle-forze-speciali-dellesercito-comfose/\" data-type=\"page\" data-id=\"7747\">Comando delle forze speciali dell'Esercito (COMFOSE)</a>, lo Stato Maggiore decise di elevare il REOS a livello di reggimento, a seguito di uno specifico progetto teso ad adeguare la capacità operativa alle nuove esigenze nazionali e internazionali, e lo pone alle dipendenze di impiego del COMFOSE.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>19 novembre 2014</strong> assunse la bandiera di guerra appartenuta fino al <strong>1998</strong>, anno di scioglimento del reparto, al 3º reggimento AVES \"Aldebaran\" di Bresso (MI) e poi custodita presso il Sacrario delle Bandiere del Vittoriano. In ambito NATO è qualificato come Special Operations Air Task Group. Nell'<strong>ottobre 2016</strong> dal COMFOSE passa alle dipendenze del Comando Aviazione dell'Esercito, sotto l'impiego operativo del Comando delle forze operative terrestri (COMFOTER COE).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-organizzazione\">Organizzazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":4353,\"width\":\"500px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img title=\"3º Reggimento Elicotteri per Operazioni Speciali \"Aldebaran\" - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/3reos-corda.jpg\" alt=\"3º Reggimento Elicotteri per Operazioni Speciali \" class=\"wp-image-4353\" style=\"width:500px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Un'operatore delle forze speciali in fast-roping da un elicottero del 3° REOS - Copyright <a href=\"https://www.aviation-report.com/3-reos-aldebaran-il-reggimento-elicotteri-operazioni-speciali-aviazione-esercito/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Aviation Report / Gianluca Vannicelli</a></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Struttura del reggimento:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Comando di Reggimento</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Ufficio Maggiorità e Personale</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Ufficio Operazioni Addestramento, Informazioni e Computer</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Ufficio Logistico</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Sezione Sicurezza Volo</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Sezione Pubblicazioni Tecniche e Sistema Gestione Qualità Manutentiva</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>26º Gruppo Squadroni \"Giove\"<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Comando</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>261º squadrone ETM1<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>2 sezioni su CH-47</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>262º squadrone ESC5<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>3 sezioni HH-412A</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>263º squadrone ETT<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>3 sezioni UH-90A</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Gruppo Squadroni di Sostegno<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Squadrone Mantenimento Velivoli</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Squadrone Comando e Supporto Logistico</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-selezione\">Selezione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I candidati al reparto vengono scelti attraverso un iter selettivo e un ciclo addestrativo presso il Centro Addestrativo dell'AVES.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le preselezioni fisiche consistono in una serie di prove valide per l'accesso ai reparti: <a href=\"https://brigatafolgore.net/9-reggimento-col-moschin-la-punta-di-diamante/\" data-type=\"page\" data-id=\"325\">9º Reggimento d'assalto paracadutisti \"Col Moschin\"</a>, <a href=\"https://brigatafolgore.net/185-reggimento-ricognizione-e-acquisizione-obiettivi-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"353\">185º Reggimento paracadutisti ricognizione acquisizione obiettivi \"Folgore\"</a>, <a href=\"https://brigatafolgore.net/4o-reggimento-alpini-paracadutisti/\" data-type=\"page\" data-id=\"430\">4º Reggimento alpini paracadutisti \"Monte Cervino\"</a>, e 3° REOS \"Aldebaran\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Chi supera le pre-selezioni fisiche è chiamato a frequentare il tirocinio di selezione, seconda fase dell'iter selettivo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Segue il tirocinio di selezione, della durata di due settimane, mira ad accertare non solo le caratteristiche psicofisiche e la resistenza fisica e mentale allo sforzo prolungato del candidato, ma anche le sue qualità morali e caratteriali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Chi supera la preselezione all'idoneità fisica ed il tirocinio, viene ammesso alla frequenza del corso Operatore Basico Operazioni Speciali (OBOS).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Corso Operatore Basico per Operatori Speciali (OBOS) è organizzato presso il RAFOS (Reparto addestramento forze operazioni speciali) del 9º Reggimento d'assalto paracadutisti \"Col Moschin\", per i mitraglieri di bordo, e presso il nucleo FS/FOS del 3° REOS per i piloti e i tecnici operatori di bordo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli allievi ritenuti idonei al termine dell'OBOS iniziano la fase di specializzazione, diversa per ogni reparto di destinazione finale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I candidati a diventare equipaggi del REOS svolgono i seguenti moduli:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>sopravvivenza in ambiente montano innevato</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>sopravvivenza in ambiente montano non innevato</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>sopravvivenza in ambiente marino</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>pianificazione e condotta di missioni di volo con metodi specifici</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-aeromobili-in-dotazione\">Aeromobili in dotazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il reggimento ha in organico tre linee di volo su:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Agusta-Bell AB 412</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Boeing CH-47 Chinook</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>NHIndustries NH90</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2024/01/3reos-corda.jpg","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-01-16 10:57:03"}
{"id":4762,"titolo":"Caduti italiani in Afghanistan","contenuto_html":"<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Non fa nessuna differenza che cosa pensino gli uomini della guerra. La guerra continua ad esistere. Tanto varrebbe chiedere agli uomini che cosa ne pensano delle rocce. La guerra è sempre esistita. Prima che l'uomo venisse al mondo, la guerra lo stava aspettando. Mestiere supremo in attesa de supremo praticante.</p>\n<!-- /wp:paragraph --><cite>Corman McCarthy</cite></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>GIOVANNI BRUNO – 3 ottobre 2004</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>BRUNO VIANINI – 3 febbraio 2005</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>MICHELE SANFILIPPO – 11 ottobre 2005</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>MANUEL FIORITO – 5 maggio 2006</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>LUCA POLSINELLI – 5 maggio 2006</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>CARLO LIGUORI – 2 luglio 2006</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>GIUSEPPE ORLANDO – 20 settembre 2006</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>GIORGIO LANGELLA – 26 settembre 2006</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>VINCENZO CARDELLA – 26 settembre 2006</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>LORENZO D’AURIA – 24 settembre 2007</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>DANIELE PALADINI – 24 novembre 2007</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>GIOVANNI PEZZULO – 13 febbraio 2008</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>ALESSANDRO CAROPPO – 21 settembre 2008</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>ARNALDO FORCUCCI – 15 gennaio 2009</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>ALESSANDRO DI LISIO – 14 luglio 2009</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>ANTONIO FORTUNATO – 17 settembre 2009</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>ROBERTO VALENTE – 17 settembre 2009</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>MATTEO MUREDDU – 17 settembre 2009</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>GIANDOMENICO PISTONAMI – 17 settembre 2009</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>MASSIMILIANO RANDINO – 17 settembre 2009</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>DAVIDE RICCHIUTO – 17 settembre 2009</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>ROSARIO PONZIANO – 15 ottobre 2009</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>PIETRO ANTONIO COLAZZO – 26 febbraio 2010</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>MASSIMILIANO RAMADU’ – 17 maggio 2010</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>LUIGI PASCAZIO – 17 maggio 2010</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>FRANCESCO SAVERIO POSITANO – 23 giugno 2010</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>MARCO CALLEGARO – 25 luglio 2010</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>MAURO GIGLI – 28 luglio 2010</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>PIERDAVIDE DE CILLIS – 28 luglio 2010</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>ALESSANDRO ROMANI – 17 settembre 2010</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>GIANMARCO MANCA – 9 ottobre 2010</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>FRANCESCO VANNOZZI – 9 ottobre 2010</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>SEBASTIANO VILLE – 9 ottobre 2010</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>MARCO PEDONE – 9 ottobre 2010</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>MATTEO MIOTTO – 31 dicembre 2010</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>LUCA SANNA- 18 gennaio 2011</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>MASSIMO RANZANI – 28 febbraio 2011</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>CRISTIANO CONGIU – 4 giugno 2011</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>GAETANO TUCCILLO – 2 luglio 2011</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>ROBERTO MARCHINI – 12 luglio 2011</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>DAVID TOBINI – 25 luglio 2011</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>MATTEO DE MARCO – 16 settembre 2011</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>RICCARDO BUCCI – 23 settembre 2011</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>MARIO FRASCA – 23 settembre 2011</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>MASSIMO DI LEGGE – 23 settembre 2011</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>GIOVANNI GALLO – 13 gennaio 2012</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>FRANCESCO CURRO’ – 20 febbraio 2012</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>FRANCESCO PAOLO MESSINEO – 20 febbraio 2012</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>LUCA VALENTE – 20 febbraio 2012</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>MICHELE SILVESTRI – 24 marzo 2012</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>MANUELE BRAJ – 25 giugno 2012</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>TIZIANO CHIEROTTI - 25 ottobre 2012</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>GIUSEPPE LA ROSA - 7 giugno 2013</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":4272,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"center\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-large\"><img title=\"Caduti italiani in Afghanistan - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/caduti-astan-1000x272.jpg\" alt=\"Caduti italiani in Afghanistan - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-4272\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">In Afghanistan sono caduti 53 soldati italiani, tutti uomini.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2024/01/caduti-astan.jpg","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-01-28 01:26:47"}
{"id":4763,"titolo":"Afghanistan, Resolute Support e (triste) epilogo","contenuto_html":"<!-- wp:image {\"id\":4309,\"width\":\"280px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img title=\"Afghanistan, Resolute Support e (triste) epilogo - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/Resolute_Support.png\" alt=\"Afghanistan, Resolute Support e (triste) epilogo - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-4309\" style=\"width:280px\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La transizione dalla <a href=\"https://brigatafolgore.net/isaf-afghanistan-2001-oggi/\" data-type=\"page\" data-id=\"341\">missione ISAF</a> (International Security Assistance Force) alla missione \"<strong>Resolute Support</strong>\" rappresenta un importante cambiamento nella strategia della NATO in Afghanistan. La missione ISAF, iniziata nel 2001, aveva l'obiettivo principale di garantire la sicurezza e di supportare il governo afgano nel mantenimento dell'ordine pubblico, oltre che nella lotta contro i gruppi insurrezionali come i Talebani.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 31 dicembre 2014, la missione ISAF è ufficialmente terminata, segnando la fine di un'era di coinvolgimento militare diretto e di combattimento attivo da parte delle forze internazionali in Afghanistan. Il giorno successivo, l'<strong>1 gennaio 2015</strong>, viene avviata la missione \"Resolute Support\", anch'essa sotto guida della NATO. Tuttavia, questa nuova missione ha un approccio e degli obiettivi notevolmente diversi rispetto alla sua predecessora.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:verse -->\n<pre class=\"wp-block-verse\"><strong>Resolute support</strong> si concentra principalmente sull'addestramento, la consulenza e l'assistenza alle Forze Armate afgane (ANSF) e alle istituzioni governative del paese. L'idea è quella di fornire un supporto di alto livello, lavorando ai più alti livelli della catena gerarchica delle forze di sicurezza afgane. L'obiettivo è quello di migliorare la funzionalità e la capacità delle ANSF di autosostenersi, ovvero di rendere le forze afgane più autonome e capaci di gestire la sicurezza interna del paese senza un massiccio supporto militare straniero.</pre>\n<!-- /wp:verse -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo cambio di direzione riflette un riconoscimento del fatto che una soluzione duratura alla situazione in Afghanistan richiede una forte e indipendente forza di sicurezza nazionale afgana, capace di affrontare le sfide interne come il terrorismo e l'insurrezione. Allo stesso tempo, \"Resolute Support\" mira anche a rafforzare le istituzioni governative afgane per promuovere una maggiore stabilità politica e sociale nel paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-accordo-di-doha\">L'accordo di DOHA</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'accordo di Doha, firmato il <strong>29 febbraio 2020</strong>, rappresenta un momento fondamentale nel lungo conflitto in Afghanistan. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":4311,\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright\"><img title=\"Afghanistan, Resolute Support e (triste) epilogo - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/accordo-di-doha.png\" alt=\"Afghanistan, Resolute Support e (triste) epilogo - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-4311\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il rappresentante diplomatico statunitense Zalmay Khalilzad (a sinistra) e quello dei talebani Abdul Ghani Baradar (a destra) firmano l'accordo a Doha - <em>Copyright U.S. Department of State</em></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Raggiunto tra i Talebani e gli Stati Uniti durante la presidenza di Donald Trump, ha segnato una svolta significativa nella guerra che durava dal <strong>2001</strong>. L'intesa prevedeva il ritiro delle forze armate statunitensi dall'Afghanistan<strong> entro 14 mesi</strong>, un passo cruciale verso la fine dell'intervento militare diretto degli Stati Uniti nel paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Successivamente, nell'<strong>aprile 2021</strong>, i ministri del Consiglio Atlantico della NATO annuncia un piano di ritiro che avrebbe seguito una traiettoria simile. Questa decisione, coordinata con l'accordo di Doha, indicava che il ritiro delle forze NATO dalla missione \"Resolute Support\" in Afghanistan avrebbe avuto inizio il giorno <strong>1 maggio 2021.</strong> </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Era previsto che questo ritiro si concludesse nel giro di alcuni mesi, con l'obiettivo di essere ordinato e coordinato, per evitare qualsiasi vuoto di sicurezza che avrebbe potuto essere sfruttato dai gruppi insurrezionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante il ritiro delle truppe, la NATO si impegna a continuare il suo supporto all'Afghanistan, sebbene in una forma diversa. Nel comunicato emesso dai ministri del Consiglio Atlantico si sottolineava l'intenzione dell'alleanza di promuovere la pace e la sicurezza e di difendere i progressi raggiunti negli ultimi 20 anni. Questo includeva il sostegno alle riforme politiche, sociali ed economiche, nonché agli sforzi per proteggere i diritti umani e soprattutto quelli delle donne e delle minoranze.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In parallelo a questi sviluppi, il presidente statunitense Joe Biden annuncia nel medesimo mese di aprile che il ritiro delle truppe USA dall'Afghanistan sarebbe stato completato entro l'11 settembre 2021, simbolicamente segnando la fine di quasi due decenni di presenza militare americana in Afghanistan.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tuttavia, il ritiro comincia a sollevare preoccupazioni sulla stabilità futura dell'Afghanistan e sul potenziale rischio di un riacutizzarsi del conflitto interno nel vuoto lasciato dalle forze straniere.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-offensiva-talebana-a-maggio-2021\">L'offensiva talebana a maggio 2021</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A maggio iniziò un'intensa offensiva dei Talebani per riconquistare il controllo dell'Afghanistan approfittando del ritiro delle truppe della NATO dal paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Di fronte all'avanzata preoccupante dei Talebani, il presidente statunitense Joe Biden annuncia l'<strong>8 luglio 2021</strong> che il ritiro delle truppe USA sarebbe stato completato entro il <strong>31 agosto 2021</strong>, anticipando quindi la data precedentemente fissata dell'11 settembre.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un momento significativo si verifica il <strong>12 luglio</strong> con l'evacuazione della base aerea di Bagram, la più grande base aerea statunitense in Afghanistan. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In tale circostanza, il generale Austin S. Miller, comandante della missione \"Resolute Support\", procedette all'ammainamento della bandiera della missione, segnando così formalmente la conclusione dell'impegno militare americano in Afghanistan. Nello stesso giorno, il generale Miller presentò le sue dimissioni dal ruolo di comandante delle forze statunitensi e della NATO. Al suo posto, il generale Frank McKenzie assunse la guida delle forze statunitensi con il compito di sovrintendere al ritiro degli ultimi cittadini americani ancora presenti in Afghanistan, portando avanti l'ultima fase di un'operazione estremamente complessa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-resa-dell-esercito-regolare-il-fallimento-della-nato\">La resa dell'esercito regolare: il fallimento della NATO</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'esercito regolare afghano, privo del supporto militare diretto della NATO, non seppe fronteggiare l'offensiva e si arrese ai talebani. Dopo aver conquistato, tra luglio ed agosto, le più importante province afgane, il <strong>15 agosto 2021</strong> i talbeni entrano trionfalmente a Kabul, poco dopo che i membri del governo e il presidente della repubblica Ashraf Ghani si erano dati alla fuga. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":4307,\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright\"><img title=\"Afghanistan, Resolute Support e (triste) epilogo - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/talebani-kabul-2021.jpg\" alt=\"Afghanistan, Resolute Support e (triste) epilogo - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-4307\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Combattenti talebani a Kabul il 17 agosto del 2021</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ha avuto così inizio l'ultima fase dell'evacuazione delle truppe e dei cittadini dei paesi della NATO, del personale di molte ambasciate e consolati e di molti degli afghani che volevano abbandonare il Paese, in particolare quelli che avevano collaborato con i progetti della NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A questo scopo furono organizzati da molti paesi ponti aerei. Durante quei giorni, l'aeroporto della capitale afghana fu teatro di scene particolarmente drammatiche trasmesse dalle TV di tutto il mondo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'ultimo aereo dell'evacuazione lasciò Kabul il 30 agosto e le milizie talebane, che si erano assicurate il controllo e la continuazione dei servizi di banche, ospedali e dell'apparato statale, fecero chiudere temporaneamente l'aeroporto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>123.000 le persone evacuate dopo la caduta di Kabul, ma decine di migliaia di afghani che temevano le rappresaglie dei talebani non erano riusciti a lasciare il Paese e molti di essi si ammassarono ai valichi di frontiera in attesa di essere ammessi nei paesi vicini.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>II Talebani annunciarono un'amnistia per i cittadini che avevano collaborato con gli stranieri durante i <strong>20 anni</strong> di guerra. Tuttavia, promesse simili erano state disattese <strong>25 anni</strong> prima, quando avevano preso il potere per la prima volta. Di conseguenza, una larga parte della popolazione era diffidente nei loro confronti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:verse -->\n<pre class=\"wp-block-verse\"><strong>La missione Resolute Support sappresenta il più grosso fallimento della NATO dalla sua esistenza, un fallimento lungo 20 anni, che comincia con ISAF</strong>. ISAF, missione COMBAT, non aveva minimamente intaccato la forza militare talebana, e Resolute Support non era servita a preparare l'Afghanistan come nazione autonoma ed indipendente. <strong>Il sacrificio di 3.612 militari della coalizione non era servito a nulla</strong>. <strong>L'Afghanistan, era tornata, 20 anni dopo, nelle mani dei talebani.</strong></pre>\n<!-- /wp:verse -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2024/01/accordo-di-doha.png","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-01-28 11:03:51"}
{"id":4764,"titolo":"Reggimento Lagunari \"Serenissima\", audacia e valore per terra e per mare","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Reggimento Lagunari \"Serenissima\" è l'unico reparto di fanteria d'assalto anfibio dell'Esercito Italiano. Quella dei Lagunari è la più giovane specialità dell'Arma di Fanteria, essendo stata costituita il 9 gennaio 1951.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il reparto si addestra nella laguna di Venezia e lungo il litorale Adriatico. Insieme alla Brigata marina \"San Marco\" della Marina Militare, forma la Forza di proiezione dal mare, componente anfibia delle Forze armate italiane.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Storia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I Lagunari sono l'unico reparto d'assalto anfibio dell'Esercito Italiano, mentre i Fucilieri di Marina del 1º Reggimento della Brigata marina \"San Marco\" fanno parte della Marina Militare. Tra i due reparti vi è però sia una comunanza di impiego (sono unità anfibie), sia la comunanza dei simboli (i simboli di Venezia).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"align\":\"right\",\"id\":4379,\"width\":\"450px\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/lagunarianni80.jpg\" alt=\"Reggimento Lagunari \"Serenissima\", audacia e valore per terra e per mare - brigatafolgore.net\"Serenissima\", audacia e valore per terra e per mare - brigatafolgore.net\"Serenissima\": audacia e valore per terra e per mare - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-4379\" style=\"width:450px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Lagunari negli anni '80 - Copyright Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I Lagunari si riallacciano alle tradizioni marinare della fanteria di marina della Serenissima Repubblica di Venezia istituiti dal doge Enrico Dandolo nel 1202 e trasformati nel corso del XVI secolo in Fanti da Mar. Questa illustre tradizione viene evidenziata dalle mostreggiature che i Lagunari portano sulle uniformi e che rappresenta il leone alato di Venezia visto di fronte (in moleca).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre ai simboli sulle uniformi i moderni Lagunari usano il grido di battaglia \"San Marco!\" che dal 1951 pronunciano nel presentare le armi (i \"Fanti da mar\" erano soliti gridare \"Viva San Marco!\" dopo ogni vittoria sul campo di battaglia). L'istituzione dei \"Fanti da Mar\", che si può far risalire agli inizi del XVI secolo, era stata resa necessaria dal ruolo centrale giocato dalla \"Serenissima\" nel contesto internazionale e della necessità di difendere i domini oltremare da eventuali attacchi provenienti dall'Impero Ottomano. Questo richiamo ai forti veneziani oltremare è riportato attualmente nel simbolo araldico ufficiale del reggimento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante la seconda guerra mondiale per la progettata invasione di Malta il Comando Supremo nel 1942 prevedeva una forza da sbarco che insieme al Reggimento San Marco della Regia Marina comprendeva un reparto da sbarco della MVSN, il Gruppo Battaglioni \"M\" di Camicie Nere da Sbarco e la divisione di Fanteria Superga (91º e 92º Fanteria), che per alcuni mesi si addestrarono in Corsica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il settore Forze Lagunari</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel dopoguerra, il 15 gennaio 1951, fu costituita un'unità interforze: il \"Settore Forze Lagunari\" comprendente personale dell'Esercito (battaglioni \"Piave\" e \"Marghera\" e Compagnia mezzi anfibi) e della Marina Militare (Battaglione \"San Marco\"), con comando affidato ad un Contrammiraglio. I \"marò\" del San Marco costituivano la componente anfibia \"pura\", mentre i Lagunari dell'Esercito quella meccanizzata anfibia. Nel periodo della guerra fredda la funzione dei Lagunari era principalmente quella di proteggere le coste lagunari e paludose delle Venezie e dell'Alto Adriatico dalle eventuali minacce anfibie provenienti dai vicini paesi del Patto di Varsavia nonché di effettuare l'aggiramento anfibio sul fianco del settore italiano lungo l'Adriatico. Per questo motivo le unità lagunari sono state dotate fin dal 1951 di veicoli di assalto anfibio LVTP 4 (i primi veicoli di assalto anfibio sono stati gli Mk4 \"Buffalo\" americani utilizzati dai Marines americani nel Pacifico durante la Seconda guerra mondiale).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 1º luglio 1957, il \"Settore Forze Lagunari\" perse ogni componente della Marina Militare che venne rimpiazzata dal Battaglione \"Isonzo\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 1º settembre 1957, il settore, pur conservando gli stessi compiti operativi, muta organico assumendo la denominazione di \"Raggruppamento Lagunare\" articolato su Comando, Compagnia comando, Compagnia addestramento, Compagnia trasmissioni, due battaglioni anfibi lagunari \"Marghera\" e \"Piave\" e il Battaglione motorizzato \"Isonzo\" articolato a sua volta su due Compagnie autoportate e una Compagnia anfibia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 1º maggio 1958 viene costituito il reparto Lagunare d'Appoggio con le compagnie mezzi corazzati anfibi e natanti (mezzi da sbarco, gommoni etc).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 25 ottobre 1959, in Piazza San Marco a Venezia, al Raggruppamento Lagunare venne consegnata in forma solenne la Bandiera di guerra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il reggimento</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 25 ottobre 1964 viene costituito il Reggimento Lagunari \"Serenissima\" composto da Comando Reggimento, Compagnia Reggimentale e Compagnia Trasmissioni con sede alla \"G. Pepe\", Compagnia trasporti anfibi con sede all'isola di S. Andrea e distaccamento di Cà Vio; tre Battaglioni anfibi \"Marghera\", \"Piave\" e \"Isonzo\", con sede rispettivamente a Malcontenta, Mestre, Villa Vicentina, e infine il XXII Battaglione carri \"Serenissima\", con sede a San Vito al Tagliamento, erede del XXII Battaglione carri \"Maggiore Coralli\" del Regio Esercito attivo dal 1935 e il 1944, che nel corso della seconda guerra mondiale era stato destinato in Libia partecipando alla campagna del Nordafrica. I battaglioni \"Marghera\", \"Piave\" e \"Isonzo\" vennero ciascuno equipaggiati con VTT M113 e in alternativa un plotone mezzi anfibi e battelli. Con i plotoni mezzi anfibi dei battaglioni dislocati nella base di Cà Vio e con il plotone battelli degli stessi battaglioni, insieme al plotone natanti dislocati sull'isola di Sant'Andrea, si costituisce la Compagnia trasporti anfibi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I Lagunari dell'Esercito ricevettero dal Capo di Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, il generale di corpo d'armata Aloia, la denominazione di Reggimento Lagunari \"Serenissima\", unitamente al compito di custodire e perseverare le tradizioni delle milizie imbarcate della Serenissima Repubblica: i \"Fanti da Mar\" che hanno combattuto per Venezia durante 800 anni. Infatti il simbolo dei Lagunari è il leone di Venezia che impugna la spada e tiene una zampa sul libro chiuso. Alla caserma \"Andrea Bafile\" di Villa Vicentina, sede di addestramento del Battaglione San Marco, la Marina Militare inviò il personale di leva reclutato ed assegnato al gruppo 13º della Marina Militare (i Marò del Battaglione \"San Marco\") fino al secondo contingente 1963.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"align\":\"right\",\"id\":4377,\"width\":\"500px\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/aav7-lagunari.jpg\" alt=\"Reggimento Lagunari \"Serenissima\", audacia e valore per terra e per mare - brigatafolgore.net\"Serenissima\", audacia e valore per terra e per mare - brigatafolgore.net\"Serenissima\": audacia e valore per terra e per mare - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-4377\" style=\"width:500px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Lagunari su mezzo anfibio AAV7 - Copyright Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 1º settembre 1975, a seguito di provvedimenti conseguenti alla ristrutturazione dell'Esercito Italiano, il Battaglione \"Marghera\" fu sciolto e il 20 ottobre anche il Reggimento Lagunari si sciolse per costituire il \"Comando Lagunari Truppe Anfibie\", articolato su Compagnia comando Lagunari \"Truppe Anfibie\", Battaglione anfibio \"Sile\", costituitosi per la trasformazione della Compagnia trasporti, mentre il Battaglione \"Piave\", assunto l'organico di battaglione meccanizzato, dava vita al 1º Battaglione Lagunari \"Serenissima\" che ereditò la Bandiera di Guerra del Reggimento. Il Battaglione \"Isonzo\" assunse, a sua volta, l'organico di battaglione meccanizzato cambiando la sua denominazione in 41º Battaglione meccanizzato \"Modena\" e venne inquadrato nella neo costituita Brigata meccanizzata \"Gorizia\", nella quale confluì anche il XXII Battaglione carri ridenominato 22º Battaglione carri \"M.O. Piccinini\", riconfigurato da battaglione lagunare–carrista a battaglione prettamente carrista, che nel corso del terremoto del Friuli del 1976 si distinse nelle operazioni di soccorso ai feriti e ai superstiti e nella rimozione delle macerie, limitando i danni della grave sciagura</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 25 giugno 1984, con D.P.R. venne sancito il riconoscimento della Specialità \"Lagunari\" a partire dal 9 gennaio 1951 e il 26 agosto dello stesso l'Ordinario Militare per l'Italia dichiarò San Marco patrono delle \"Truppe Anfibie\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 1992, sempre nell'ambito di provvedimenti ordinativi riguardanti la riorganizzazione dell'Esercito, vennero soppressi il Battaglione Lagunari \"Serenissima\" e il Battaglione mezzi Anfibi \"Sile\" e ricostituito il Reggimento Lagunari \"Serenissima\" articolato su: Comando di Reggimento e Compagnia Comando e Servizi, con sede a Venezia Lido, Comando I Battaglione lagunari, su tre Compagnie fucilieri e una Compagnia mortai pesanti con sede in Malcontenta di Mira, Compagnia mezzi nautici con sede sull'Isola delle Vignole. Sempre nell'ambito della stessa ristrutturazione dell'Esercito il 22º Battaglione carri \"M.O. Piccinini\", erede del XXII Battaglione carri \"Serenissima\", nel 1992 diede vita al 2º Reggimento carri.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Reggimento Lagunari \"Serenissima\" venne posto alle dirette dipendenze del 5º Corpo d'Armata di Vittorio Veneto fino al dicembre del 1997, quando, dopo aver ricevuto, fra i primi reparti dell'Esercito, personale volontario in sostituzione di quello di leva, passò alle dipendenze del Comando delle Forze di Proiezione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La ristrutturazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nell'ambito della ristrutturazione organica, che previde la trasformazione del Reggimento in un'unità di fanteria leggera e la ridislocazione su tre sedi, dal 18 maggio 1999 il Comando reggimento, la Compagnia comando e servizi \"Venezia\" e la Compagnia mortai pesanti \"Adria\" sono state ridislocate nella nuova sede della caserma “Matter” di Mestre, il Comando del I Battaglione Lagunari, la 1ª Compagnia anfibia \"Marghera\", la 2ª Compagnia anfibia \"Piave\" e la 3ª Compagnia anfibia \"Isonzo\", sono state ubicate nella caserma \"Bafile\" di Malcontenta di Mira, mentre la Compagnia mezzi nautici \"Sile\" nella caserma \"S. Andrea\" dell'Isola delle Vignole. Sempre nel progetto di riconfigurazione il 1º settembre 2000 venne costituita la Compagnia controcarro presso la caserma “Matter” in Mestre.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal 1º dicembre 2000 il Reggimento Lagunari è inquadrato nella Brigata di cavalleria \"Pozzuolo del Friuli\" posta alle dipendenze del 1º Comando delle forze di difesa con sede in Vittorio Veneto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal 2007 operativamente è parte della grande unità interforze Forza di proiezione dal mare con la Brigata marina \"San Marco\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Organizzazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi il Reggimento è composto interamente da personale volontario. Il Comando di Reggimento, la Compagnia Supporto alla manovra e la Compagnia Comando e Supporto Logistico sono collocate presso la caserma \"Matter\" di Mestre. Il Comando del Battaglione, la 1ª Compagnia anfibia \"Marghera\", la 2ª Compagnia anfibia \"Piave\" e la 3ª Compagnia anfibia \"Isonzo\", sono collocate nella caserma \"Bafile\" di Malcontenta; la Compagnia supporti tattici anfibi è collocata presso la base anfibia di S. Andrea in Venezia sull'isola delle Vignole:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul><!-- wp:list-item -->\n<li>Comando di Reggimento (Mestre)<!-- wp:list -->\n<ul><!-- wp:list-item -->\n<li>Compagnia comando e supporto logistico</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Compagnia esploratori anfibi</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Compagnia supporti tattici anfibi (Isola delle Vignole)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Compagnia corsi</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Battaglione lagunari (Laguna di Venezia)<!-- wp:list -->\n<ul><!-- wp:list-item -->\n<li>1ª Compagnia anfibia \"Marghera\"</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>2ª Compagnia anfibia \"Piave\"</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>3ª Compagnia anfibia \"Isonzo\"</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Compagnia supporto alla manovra</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Mezzi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come unità di fanteria, il Reggimento è ancora equipaggiato con cingolati VCC2 ed è capace di condurre tutti i ruoli tipici di un'unità di fanteria meccanizzata. Comunque, dato il recente programma di riorganizzazione, il Reggimento si sta trasformando in un'Unità di fanteria leggera equipaggiato con veicoli ruotati VTLM.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come unità anfibia il Reggimento è dotato di AAV7 (un particolare veicolo cingolato da trasporto truppe con piena capacità anfibia e con la possibilità di trasportare fino a 21 soldati), natanti da sbarco, motoscafi rigidi, battelli pneumatici (Zodiac Marine and Pool) e kayak impiegati per operazioni anfibie. Tali operazioni si estrinsecano attraverso operazioni di sbarco su spiagge ostili o in alternativa raid anfibi e altre operazioni condotte da elementi specializzati. Per soddisfare questi compiti i soldati di ogni grado assegnati al Reggimento devono superare uno specifico corso di qualificazione allo scopo di ottenere l'abilità necessaria per fronteggiare le sfide tipiche delle operazioni anfibie.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Descrizione unità militare</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I Lagunari sono in grado di operare in piena autonomia su ogni tipo di terreno e, grazie ai mezzi anfibi e speciali e al particolare addestramento, il Reggimento Lagunari è un elemento chiave delle forze di dispiegamento rapido della Difesa italiana, capace di raggiungere velocemente ed essere immediatamente pronto al combattimento su ogni tipo di territorio nel mondo. I Lagunari sono una unità specializzata nelle operazioni anfibie. Dispongono di natanti d'assalto e di mezzi anfibi. Il Reggimento Lagunari \"Serenissima\" è particolarmente addestrato ad agire in contesti ove la presenza di due elementi (terra e acqua) limita l'impiego dei normali reggimenti di fanteria. La mobilità operativa in acqua è la principale caratteristica delle unità lagunari. I Lagunari possono agevolmente operare in acque interne nelle classiche operazioni \"riverine\" (fiumi, laghi e lagune) e in mare ed assolvere i tipici compiti di fanteria da assalto anfibio (Marines) in diversi contesti operativi. Per questo motivo è indispensabile per la permanenza presso il Reggimento Lagunari il conseguimento del brevetto di Qualificazione Anfibia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Reggimento, essendo per l'impiego di natura bivalente, coopera con le altre unità della brigata Pozzuoli del Friuli e con la componente anfibia della Marina.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Operazioni all'estero</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:image {\"align\":\"right\",\"id\":4378,\"width\":\"500px\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/crossing-triding.jpg\" alt=\"Reggimento Lagunari \"Serenissima\", audacia e valore per terra e per mare - brigatafolgore.net\"Serenissima\", audacia e valore per terra e per mare - brigatafolgore.net\"Serenissima\": audacia e valore per terra e per mare - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-4378\" style=\"width:500px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Lagunari in esercitazione \"Trident Juncture\" 2015 - Copyright Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Reggimento ha anche preso parte a esercitazioni combinate in territorio nazionale o all'estero, dove i Lagunari hanno operato in quasi tutti gli ambienti, dalle valli europee, alle foreste canadesi alle spiagge del Mediterraneo, al deserto egiziano e dalle paludi dell'Estonia alle Alpi innevate. Come unità di leva, il Reggimento è stato coinvolto in quasi tutte le calamità naturali come terremoti, alluvioni, operazioni in supporto alla Polizia per la lotta alla criminalità organizzata. Divenuta un'unità di professionisti, il Reggimento ha cominciato a proiettarsi in operazioni fuori dal territorio nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal giugno al dicembre 1998 la 3ª Compagnia anfibia ha preso parte all'operazione in Bosnia ed Erzegovina a Sarajevo come parte del contingente italiano nell'operazione NATO/SFOR (Constant Forge).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dall'ottobre 1999 al febbraio 2000 l'intero Reggimento è stato ridislocato a Đakovica, in Kosovo per la operazione NATO/KFOR (Joint Guardian). Da febbraio a giugno 2001 è stato impiegato a Peć e Klina, in Kosovo (Consistent Effort).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal novembre 2002 il reggimento è stato nuovamente schierato in area kosovara nelle municipalità di Peć, Klina e Goraždevac per l'operazione \"Decisive Endavour\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal giugno 2003 al maggio 2005 unità del Reggimento a livello plotone o compagnia hanno preso parte all'operazione \"Antica Babilonia\", nella città di Nassiriya, in Iraq.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'intero Reggimento è stato impiegato nel periodo maggio-settembre 2004 nel governatorato di Dhi Qar nel sud dell'Iraq; in quest'ultima operazione hanno perso la vita il capitano Massimo Ficuciello ed il 1º caporale maggiore Matteo Vanzan.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In data 21 giugno 2006 è stata concessa al Reggimento Lagunari \"Serenissima\" la Medaglia d'argento al valore dell'Esercito per le attività svolte nel periodo 1951-2003.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Da settembre 2006 ad aprile 2007 il Reggimento è stato impegnato nell'ambito dell'Operazione \"Leonte\", nel Libano del Sud, per garantire le condizioni di sicurezza e stabilità necessarie per l'applicazione e il rispetto della risoluzione 1701 delle Nazioni Unite.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 25 giugno 2008, con una solenne cerimonia in Piazza San Marco a Venezia, è stata conferita alla Bandiera di Guerra del Reggimento la Medaglia d'oro al valore dell'Esercito per i fatti dell'agosto 2004 in Iraq.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal 2008 al 2009 il Reggimento è stato ancora impegnato nell'ambito dell'Operazione \"Leonte\", nel Libano del Sud.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 2010-2012 è stato impiegato nell'Operazione ISAF in Afghanistan nella provincia di Farah dove ha operato per sei mesi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 2013 il Reggimento ha operato ancora nell'ambito dell'Operazione \"Leonte\", nel Libano meridionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 2019 il Reggimento veniva impiegato di nuovo in Afghanistan nell'operazione \"Resolute Support\"</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lagunare in missione in Libano posa dietro un AAV7<br>Nel 2020 - 2021 è impiegato con piccole unità a Venezia e Genova nell'Operazione Strade Sicure in supporto alle Forze dell'Ordine.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 2022 il Reggimento viene impiegato sia in Libano che in Somalia. Nel Libano del sud alla guida di \"Unifil Italbatt\" sotto bandiera ONU per monitorare il rispetto del cessate il fuoco ed il rispetto della Blue Line (Risoluzione 1701 dell'11 agosto 2006 Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite), In Somalia nell'ambito della \"Missione EUTM-S con le attività di Advising, Mentoring e Training, contribuisce allo sviluppo delle capacità di controllo del territorio da parte delle Forze di sicurezza somale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Patrono e festa del corpo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>l patrono è San Marco (25 aprile).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 25 giugno si festeggia l'anniversario del riconoscimento della Specialità (1984) che riconosce, con decreto del Ministro della Difesa del 25 giugno 1984, la Specialità Lagunari a far data dalla sua costituzione avvenuta il 9 gennaio 1951.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 7 marzo 2011 con una solenne cerimonia a Farah, in teatro operativo afghano, il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, il generale di corpo d'armata Giuseppe Valotto, ha consegnato il nuovo basco di specialità ai Lagunari. Il basco di colore verde richiama il colore della laguna di Venezia \"che ha visto per oltre 800 anni i Fanti da Mar della Serenissima partire per le missioni oltremare\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Onorificenze</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Croce di Cavaliere dell'Ordine Militare d'Italia</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Reggimento impiegato in territorio afghano, in una regione caratterizzata da altissima instabilità e diuturno stato di conflitto, conduceva numerose audacissime imprese raggiungendo brillanti risultati operativi, dando prova di ferrea abnegazione, spirito d'iniziativa e perspicace azione militare. Operava con valoroso impegno, offrendo costante esempio di altissima professionalità, fermezza e slancio. Reggimento custode di straordinari valori ha contribuito al lustro e al prestigio dell'Italia nel contesto internazionale, meritando l'apprezzamento della Nazione e il riconoscimento dei paesi alleati.</p>\n<!-- /wp:paragraph --><cite>Farah (Afghanistan), 2010-2011 - Herat (Afghanistan), 2019</cite></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Medaglia d'Oro al Valore dell'Esercito</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Reggimento di fanteria, partecipava all'operazione \"Antica Babilonia 4\" in Iraq inquadrato nella Italian Joint Task Force. Impiegato in un teatro caratterizzato da aspra e diffusa violenza, scriveva indelebili pagine di valore militare e generoso altruismo. Con disinteressati sentimenti di dedizione ed entusiasmo sostenuti da altissimi ideali di umana fratellanza, conduceva attività umanitarie ed assistenziali portando sollievo alla popolazione irachena contrastando, in più occasioni e con veemente coraggio, ripetuti ed imprevedibili attacchi cui era sottoposto da forze ostili che ne impedivano proditoriamente la realizzazione. Impegnato diuturnamente nelle attività di formazione del 604º Battaglione dell'Iraqi National Guard profondeva, con convinta dedizione e determinata partecipazione, ogni risorsa alla preparazione ed all'addestramento della unità del nuovo esercito iracheno, raggiungendo in poco tempo brillanti risultati unanimemente riconosciuti nell'ambito della coalizione e delle autorità locali. In particolare, negli scontri della notte tra il 5 e 6 agosto 2004, in seguito ad attacchi sferrati da miliziani asserragliati sulla sponda destra del fiume Eufrate nella città di An Nasiriyah, interveniva, con l'ardore e l'abnegazione dei suoi lagunari, in difesa delle istituzioni locali per il ripristino dell'autorità costituita, costringendo gli avversari a chiedere il cessate il fuoco. Indiscusso esempio di unità coesa e fortemente motivata, che ha fornito ulteriore ed indiscussa prova di capacità professionale, coraggio, saldezza morale e straordinarie virtù militari, contribuendo in misura determinante ad esaltare il prestigio dell'Esercito nel contesto internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph --><cite>An Nasiriyah (Iraq), 5-6 agosto 2004</cite></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Medaglia d'Argento al Valore dell'Esercito</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Reggimento \"Serenissima\", custode delle tradizioni dei soldati \"lagunari\", è stato impegnato in molteplici interventi di soccorso alle popolazioni civili colpite da gravissime calamità naturali ed in numerose operazioni di soccorso internazionale, nell'ambito delle quali ha sempre dimostrato generoso slancio e non comune senso di partecipazione. In tali circostanze, anche se sottoposto a durissimi cicli operativi e ad intensi carichi lavorativi, il personale del Reggimento ha evidenziato impareggiabile perizia, altissimo senso del dovere ed elevatissimo spirito di sacrificio, non disgiunto da singolare coraggio nell'esecuzione delle attività più pericolose. Con la tenacia e l'indefettibile volontà sempre poste in essere il Reggimento Lagunari ha riscosso l'incondizionato plauso, l'unanime gratitudine e l'illimitata ammirazione delle popolazioni soccorse nonché l'assoluta stima di tutti i contingenti delle nazioni estere che hanno operato con l'unità nelle missioni internazionali. Significativo esempio di elevate virtù civiche e militari, nonché di coraggioso altruismo e spiccata professionalità che ha dato lustro all'Esercito italiano, elevando l'immagine della nazione anche nel contesto internazionale</p>\n<!-- /wp:paragraph --><cite>Territorio nazionale e teatro balcanico, 1951-2003</cite></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Croce d'Argento al Merito dell'Esercito</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Reggimento di fanteria, inquadrato nella \"Joint task force - Lebanon\", erede delle gloriose tradizioni dei \"Fanti da mar\" della Serenissima Repubblica di Venezia, veniva impiegato nel teatro di operazioni libanese in una regione caratterizzata da instabilità e conflittualità latente. Con la determinazione e l'entusiasmo dei propri soldati contribuiva, in maniera decisa, a scrivere luminose pagine nelle operazioni di mantenimento della pace. Grazie a profondi sentimenti di dedizione ed entusiasmo, sostenuti da alti ideali di fratellanza umana, si rendeva protagonista nella conduzione di attività umanitarie ed assistenziali a favore della popolazione locale, guadagnando ovunque incondizionato consenso. I suoi lagunari, sempre presenti, sin dall'inizio delle operazioni, sono stati i principali attori della completa edificazione della base \"United Nations 2-1\" in località Mara La, offrendo un esempio di alta professionalità ed indefesso senso del dovere. Il reggimento lagunari \"Serenissima\" ha contribuito, con l'operato del suo personale, a render lustro all'Italia ed all'Esercito, elevando il prestigio della Nazione e delle Forze armate nel contesto internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph --><cite>Shama (Libano), 9 novembre 2006 - 13 aprile 2007</cite></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2024/01/aav7-lagunari.jpg","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-01-28 15:38:41"}
{"id":5079,"titolo":"Cookie","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p><strong>Data di entrata in vigore:</strong> 21/03/2025</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-1-introduzione\">1. Introduzione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Benvenuti su <strong>BrigataFolgore.net</strong>. La presente Cookie Policy ha lo scopo di informarvi sull'uso dei cookie e di tecnologie similari durante la vostra navigazione sul nostro sito web. Utilizzando <strong>BrigataFolgore.net</strong>, acconsentite all'utilizzo dei cookie in conformità con questa policy.​</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-2-cosa-sono-i-cookie\">2. Cosa sono i cookie?</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>I cookie sono piccoli file di testo che i siti web inviano ai dispositivi degli utenti (computer, tablet, smartphone) durante la navigazione. Questi file vengono memorizzati sul dispositivo e ritrasmessi agli stessi siti alla visita successiva, permettendo di riconoscere l'utente e migliorare l'esperienza di navigazione.​<a href=\"https://www.lexdo.it/modello/cookie-policy-banner-sito/?utm_source=chatgpt.com\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">LexDo.it</a></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-3-tipologie-di-cookie-utilizzati\">3. Tipologie di cookie utilizzati</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Su <strong>BrigataFolgore.net</strong> utilizziamo le seguenti categorie di cookie:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Cookie Tecnici:</strong> Essenziali per il corretto funzionamento del sito. Permettono la navigazione e l'utilizzo delle sue funzionalità principali. Senza questi cookie, alcuni servizi potrebbero non essere accessibili.​</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Cookie Analitici di Terze Parti:</strong> Utilizziamo servizi come <strong>Google Analytics</strong> per raccogliere informazioni statistiche anonime sull'uso del sito (es. numero di visitatori, pagine visitate, tempo di permanenza). Questi dati ci aiutano a migliorare il sito e i servizi offerti. 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Consenso all'uso dei cookie</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Al primo accesso a <strong>BrigataFolgore.net</strong>, vi verrà presentato un banner informativo sull'uso dei cookie. Continuando la navigazione o chiudendo il banner, acconsentite all'utilizzo dei cookie come descritto in questa policy. Il consenso verrà registrato tramite un cookie tecnico per le visite successive.​</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-6-modifiche-alla-cookie-policy\">6. Modifiche alla Cookie Policy</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Ci riserviamo il diritto di aggiornare questa Cookie Policy in qualsiasi momento. Eventuali modifiche saranno pubblicate su questa pagina con l'indicazione della data di aggiornamento. Vi invitiamo a consultare periodicamente questa sezione per rimanere informati su eventuali variazioni.​</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-7-contatti\">7. Contatti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Per domande o chiarimenti relativi alla presente Cookie Policy, potete contattarci ai seguenti recapiti:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Email:</strong> <a>info@brigatafolgore.net</a></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Indirizzo:</strong> Leonardo Network S.r.l., Via dell'Argento, 13 – 58023 Gavorrano (GR)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Telefono:</strong> +39 0566 196 63 59</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->","immagine_feature":"","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-02-04 20:52:56"}
{"id":6259,"titolo":"Somalia-gate, l'unico scandalo è la bufala","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il caso del Somalia-gate del <strong>1997</strong>, che vide coinvolta la Brigata Paracadutisti Folgore, si rivelò un clamoroso esempio di disinformazione basata su false accuse. L'episodio iniziò quando il settimanale \"Panorama\" pubblicò un articolo basato su presunte testimonianze di violenze commesse da militari italiani nei confronti di civili somali. Le accuse si concentravano su fatti di estrema gravità, tra cui abusi e violenze, che avrebbero coinvolto membri della Folgore durante la <a href=\"https://brigatafolgore.net/loperazione-ibis/\">missione in Somalia.</a></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"align\":\"right\",\"id\":6262,\"width\":\"400px\",\"linkDestination\":\"media\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><a href=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/bufale.jpg\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/bufale.jpg\" alt=\"Somalia-gate, l'unico scandalo è la bufala - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-6262\" style=\"width:400px\"/></a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Una bufala senza precedenti: la vicenda servì da monito sulle pericolose conseguenze che notizie false possano avere sulla reputazione di persone e istituzioni</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La vicenda prese una svolta inaspettata quando emerse che le notizie pubblicate erano completamente infondate. Il fulcro delle accuse si basava sul racconto di Benedetto Bertini, un ex militare che confessò di aver inventato tutto per motivi personali. Bertini, un giovane disoccupato con problemi di tossicodipendenza, cercò di trarre vantaggio economico dalla vendita di false informazioni e foto inesistenti al giornale, sperando di ottenere fino a sette milioni di lire.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il tentativo di Bertini di inscenare un furto delle inesistenti foto \"scoop\" e il suo successivo ricovero in ospedale per ferite auto-inflitte furono il culmine di una serie di azioni mirate a sostenere la sua storia. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tuttavia, gli investigatori della polizia di Palermo, grazie alla collaborazione dei militari della Folgore e alle incongruenze emerse durante l'interrogatorio di Bertini, riuscirono a smascherare la verità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La vicenda del Somalia-gate servì da monito sull'importanza della verifica delle fonti e sulle pericolose conseguenze che notizie false e accuse infondate possano avere sulla reputazione di persone e istituzioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In conclusione, il caso si risolse rivelando l'assoluta innocenza dei militari della \"Folgore\" coinvolti e lasciando dietro di sé interrogativi sulle dinamiche mediatiche e sulla facilità con cui false narrazioni possono essere costruite e diffondersi, con ripercussioni significative sulla vita delle persone coinvolte.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il quotidiano l'Unità, non proprio amico della Folgore, il 27 giugno 1997 aprirà con:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Tanto tuonò che piovve. Era una montatura bella e buona, e - obbiettivamente - neanche delle più sofisticate. Salta fuori il parà mitomane e visionario, assetato di danaro e con problemi di tossicodipendenza, pronto a inventarsi una ricostruzione di comodo dei fatti di Somalia pur di avere in cambio sette milioni, talmente «sbiellato» da essere convinto che la gallina gli avrebbe regalato tante altre uova d’oro. Un piano ben congegnato, il suo, che è scivolato però sulla buccia di banana di un lungo interrogatorio alla mobile di Palermo dove - per scuola e tradizione - normalmente sanno distinguere fra ciarlatani e gente che non ha tempo da perdere.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2024/02/bufala02.jpg","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-02-12 01:37:59"}
{"id":6911,"titolo":"Generale \"Aquila 1\" Ferruccio Brandi: il mito oltre la leggenda","contenuto_html":"<!-- wp:image {\"align\":\"right\",\"id\":6823,\"width\":\"450px\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/ten-ferruccio-brandi-1940-color-medium.jpg\" alt=\"Generale \"Aquila 1\" Ferruccio Brandi: il mito oltre la leggenda - brigatafolgore.net\"Aquila 1\" Ferruccio Brandi: il mito oltre la leggenda - brigatafolgore.net\"Aquila 1\" Ferruccio Brandi: il mito oltre la leggenda - brigatafolgore.net\"Aquila 1\" Ferruccio Brandi: il mito oltre la leggenda - brigatafolgore.net\"Aquila 1\" Ferruccio Brandi: il mito oltre la leggenda - brigatafolgore.net\"Aquila 1\" Ferruccio Brandi: il mito oltre la leggenda - brigatafolgore.net\"Aquila 1\" Ferruccio Brandi: il mito oltre la leggenda - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-6823\" style=\"width:450px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">1940 alla Scuola Militare di Paracadutismo a Tarquinia: Il Tenente Ferruccio Brandi con il 3° plotone della 6ª Compagnia del 187° Rgt.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se c'è un nome che riecheggia nei cieli della storia militare italiana, quel nome è senza dubbio <strong>Ferruccio Brandi</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mito, leggenda, eroe unico nel suo genere, la sua vita è stata un inno al coraggio, alla determinazione e al sacrificio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nato a Trieste il <strong>9 novembre 1920</strong>, da Oscar e Virginia Malusà, Brandi incarnava già da giovane le qualità di un leader nato. La sua sete di conoscenza lo portò all'Università di Trieste, dove si iscrisse alla facoltà di economia e commercio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tuttavia, il richiamo dell'avventura e del dovere fu più forte: <strong>nel 1938</strong>, con una scelta che avrebbe definito il corso della sua vita, si arruolò come volontario nel Regio Esercito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Promosso Aspirante <strong>nel 1939</strong> e assegnato al <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-sassari-quando-la-fanteria-e-delite/\">152º Reggimento fanteria \"Sassari\"</a>, la sua ascesa a sottotenente nello stesso anno segnò l'inizio di una carriera straordinaria</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Brandi non sarà semplicemente un soldato, ma un simbolo dell'eroismo, destinato a lasciare un'impronta indelebile nella storia della Folgore e dell'Italia tutta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-da-giovane-tenente-ad-el-alamein\">Da giovane Tenente ad El Alamein</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Trattenuto in servizio attivo, nel <strong>1940</strong> frequentò il corso di paracadutismo a Tarquinia, al termine del quale viene assegnato come comandante del III Plotone, 6ª Compagnia, II Battaglione, del <a href=\"https://brigatafolgore.net/187-reggimento-paracadutisti-folgore/\">187° Reggimento Paracadutisti Folgore</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al seguito della Divisione \"Folgore\" viene trasferito in Africa settentrionale italiana, dove combatte durante la <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-battaglia-di-el-alamein/\">battaglia di El Alamein</a> distinguendosi nei combattimenti di Deir El Munassib e Quota 187 (<strong>22-24 ottobre 1942</strong>) rimanendo gravemente ferito il <strong>giorno 24</strong>, colpito al volto da un proiettile di mitragliatrice.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Catturato dagli inglesi nel corso dei combattimenti, al termine della degenza presso il 9º Ospedale generale del <em>Il Cairo</em> fu trasferito in un campo di prigionia, rientrando in Italia nel <strong>marzo 1945</strong> per continuare le cure.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tuttavia le sue gesta non passano inosservate, e saranno i suoi Paracadutisti a chiedere fortemente e ad ottenere, nel dopoguerra, la più alta onorificenza, la <strong>Medaglia d'oro al Valor Militare</strong> con la seguente motivazione:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Comandante di plotone paracadutisti, attaccato da preponderanti forze corazzate, rincuorava ed incitava col suo eroico esempio i dipendenti a difendere a qualsiasi costo la posizione affidatagli. Sorpassato dai carri, raccolti i pochi superstiti, li guidava in furioso contrassalto, riuscendo a fare indietreggiare le fanterie avversarie seguite dai mezzi corazzati. Nuovamente attaccato da carri, con titanico valore, infliggeva ad essi gravi perdite ed, esaurite le munizioni anticarro, nello estremo tentativo di immobilizzarli, si lanciava contro uno di questi e con una bottiglia incendiaria lo metteva in fiamme. Nell’ardita impresa veniva colpito da raffica di mitragliatrice che gli distaccava la mandibola; dominando il dolore si ergeva fra i suoi uomini, e con la mandibola penzolante, orrendamente trasfigurato, con i gesti seguitava a dirigerli, e ad incitarli alla lotta, trafondendo in essi il suo sublime eroismo. Col suo stoicismo e col suo elevato spirito combattivo salvava la posizione aspramente contesa e, protraendo la resistenza per più ore, oltre le umane possibilità, s’imponeva all’ammirazione dello stesso avversario. I suoi paracadutisti, ammirati e orgogliosi, chiesero per lui la più alta ricompensa.</em></p>\n<!-- /wp:paragraph --><cite><em>El Munassib (Africa Settentrionale), 24 ottobre 1942</em></cite></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-dopoguerra-aquila-1-dal-1969-al-1973\">Dopoguerra: Aquila 1 dal 1969 al 1973</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Riprese a studiare ottenendo la laurea in economia e commercio <strong>nel 1947</strong>, rientrando in servizio attivo presso l'Esercito Italiano nel <strong>marzo 1950</strong>, assegnato al 182º Reggimento fanteria \"Garibaldi\" in qualità di capitano in servizio permanente effettivo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Nel 1953</strong> prese servizio presso il Comando Forze Interalleate Sud Europa, frequentando successivamente i corsi della Scuola di guerra e dell'Istituto Stati maggiori interforze.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"align\":\"right\",\"id\":6965,\"width\":\"400px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/brandi400px.jpg\" alt=\"Generale \"Aquila 1\" Ferruccio Brandi: il mito oltre la leggenda - brigatafolgore.net\"Aquila 1\" Ferruccio Brandi: il mito oltre la leggenda - brigatafolgore.net\"Aquila 1\" Ferruccio Brandi: il mito oltre la leggenda - brigatafolgore.net\"Aquila 1\" Ferruccio Brandi: il mito oltre la leggenda - brigatafolgore.net\"Aquila 1\" Ferruccio Brandi: il mito oltre la leggenda - brigatafolgore.net\"Aquila 1\" Ferruccio Brandi: il mito oltre la leggenda - brigatafolgore.net\"Aquila 1\" Ferruccio Brandi: il mito oltre la leggenda - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-6965\" style=\"width:400px\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Nel 1963</strong>, mentre ricopriva l'incarico di Capo di stato maggiore della Brigata di fanteria \"Avellino\", viene trasferito su sua a domanda, a Pisa per ricoprire l'incarico di Capo di stato maggiore della <a href=\"https://brigatafolgore.net/storia-della-folgore/\">Brigata paracadutisti</a> allora in fase di costituzione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra il <strong>1964</strong> e il <strong>1965</strong> continuò a ricoprire tale incarico nonostante il trasferimento del Comando Brigata paracadutisti a Livorno. Tra il <strong>1966</strong> e il <strong>1967</strong> ricoprì l'incarico di comandante della <a href=\"https://brigatafolgore.net/centro-addestramento-di-paracadutismo/\">Scuola Militare di Paracadutismo</a> di Pisa, e tra il <strong>1968</strong> e il <strong>1969</strong> quello di comandante del 1º Reggimento paracadutisti a Livorno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Tra il 1969 e il 1973 sarà Comandante della Brigata Paracadutisti Folgore.</strong> </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel <strong>novembre del 1971</strong> prende parte all'aviolancio durante la <a href=\"https://brigatafolgore.net/9-novembre-1971-il-dramma-di-gesso-4/\">tragedia della Meloria</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale, Aquila 1 in quel momento, è sul C-130 denominato \"Gesso 2\". Si occuperà personalmente dell'organizzazione di recupero delle salme del \"C-130 Gesso 4\" e all'assistenza dei familiari delle vittime.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo essersi congedato nel <strong>1983</strong> ricoprì ancora alti incarichi, come quello di Commissario per le Onoranze dei Caduti in guerra e Presidente Onorario dell'Associazione Paracadutisti in congedo, fino a raggiungere il grado di generale di corpo d'armata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E' andato avanti il <strong>30 agosto 2014</strong>, a Bolzano, lasciando la moglie, la signora Frieda Fischnaller.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ferruccio Brandi rimane un faro di virtù militari che continua a illuminare il cammino delle future generazioni, ricordandoci che il vero valore risiede nell'incrollabile fedeltà ai propri ideali dI Patria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Folgore Comandante Brandi!</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2024/01/brandi.jpg","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-02-15 19:54:40"}
{"id":7747,"titolo":"Comando delle forze speciali dell'esercito (COMFOSE)","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Comando delle Forze Speciali dell'Esercito (COMFOSE)</strong>, attivo dal 19 settembre 2014, rappresenta una pietra miliare nell'evoluzione delle forze speciali dell'Esercito Italiano, marcando una transizione strategica e organizzativa rispetto al passato. L'unità, operante a livello di brigata, si dedica alla gestione integrata di tutte le unità di forze speciali dela forza armata, includendo sia le forze per operazioni speciali che quelle di supporto operativo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per oltre cinquant'anni, la gestione e l'impiego delle forze speciali sono stati prerogativa della <a href=\"https://brigatafolgore.net/storia-della-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"308\">Brigata Paracadutisti Folgore</a> attraverso il <a href=\"https://brigatafolgore.net/9-reggimento-col-moschin-la-punta-di-diamante/\" data-type=\"page\" data-id=\"325\">9° Reggimento d'Assalto \"Col Moschin\"</a>. In questo periodo, in assenza di un Comando specifico dedicato alle operazioni delle Forze Speciali, il 9º Col Moschin era sottoposto ad una supervisione diretta da parte dello Stato Maggiore dell'Esercito (SME), tramite l'Ufficio Operazioni del III Reparto, monitorandone direttamente l’equipaggiamento&nbsp;e l’addestramento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tuttavia, l'inizio del nuovo millennio ha segnato un punto di svolta con la creazione di altre 2 unità dedicate alle operazioni speciali, riflettendo un approccio più focalizzato e specializzato nell'ambito tale dottrina.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La creazione, agli inizi degli anni 2000, di reparti specifici quali il <a href=\"https://brigatafolgore.net/185-reggimento-ricognizione-e-acquisizione-obiettivi-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"353\">185° Reggimento paracadutisti ricognizione acquisizione obiettivi (RAO) \"Folgore\"</a> e il <a href=\"https://brigatafolgore.net/4o-reggimento-alpini-paracadutisti/\" data-type=\"page\" data-id=\"430\">4° Reggimento alpini paracadutisti</a> è stato il primo passo che avrebbe portato ad una vera e propria rivoluzione nell'ambito delle operazioni speciali. Il 185° Rgt RAO \"Folgore\" ha mantenuto una stretta affiliazione con la sua brigata d'origine, mentre la creazione e l'elevazione a forza per operazione speciale del 4° Reggimento alpini paracadutisti è stato un'importante aggiunta esterna alla brigata paracadutisti. Questa espansione e diversificazione delle forze speciali italiane rifletteva la volontà di potenziare le capacità operative del paese in scenari complessi, garantendo al contempo una risposta efficace e versatile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 2004, la costituzione del <a href=\"https://brigatafolgore.net/comando-interforze-per-le-operazioni-delle-forze-speciali-c-o-f-s/\" data-type=\"page\" data-id=\"10415\">COFS (Comando Interforze per le Operazioni delle Forze Speciali)</a>, sotto la guida di SMD (Stato Maggiore della Difesa), ha rappresentato un importante passo avanti in questa direzione, fungendo da preludio alla nascita del COMFOSE nel 2014, evidenziando in entrambi i casi il progresso e l'allineamento dell'Italia con gli standard e le esigenze delle forze armate dei paesi membri della NATO, sottolineando l'importanza dell'innovazione e dell'adattamento ai nuovi scenari internazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Storia e compiti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La genesi del COMFOSE risale a settembre 2013, nell'ambito della Riforma dello strumento militare del 2012, voluta dall'allora Ministro della Difesa, Ammiraglio Giampaolo Di Paola. Fu affidato al generale di brigata Nicola Zanelli il compito di organizzare e rendere operativa questa nuova struttura, che venne ufficialmente costituita il 19 settembre 2014.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":7748,\"width\":\"450px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img title=\"Comando delle forze speciali dell'esercito (COMFOSE) - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/comfose-img.png\" alt=\"Comando delle forze speciali dell'esercito (COMFOSE) - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-7748\" style=\"width:450px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">All'interno del COMFOSE sono riuniti tutti i reparti delle forze speciali italiane dell'Esercito.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Prima della sua istituzione, come detto, l'Esercito Italiano non aveva mai avuto un comando unico per il controllo delle proprie forze speciali, le quali erano precedentemente alle dipendenze di vari comandi e grandi unità. La piena operatività del comando è stata raggiunta nel febbraio 2014, segnando un momento significativo nella storia militare italiana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal 1º ottobre 2016, il COMFOSE è passato sotto la dipendenza del COMFOTER COE, delineando una nuova fase nella sua integrazione nella struttura delle forze armate italiane.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:verse -->\n<pre class=\"wp-block-verse\"><strong>I compiti del COMFOSE si concentrano sulla garanzia di unitarietà nell'addestramento, approntamento, sviluppo dottrinale e procedurale, oltre all'acquisizione dei materiali per il comparto delle Forze Speciali/Forze per Operazioni Speciali.</strong></pre>\n<!-- /wp:verse -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tuttavia, il comando non detiene la responsabilità dell'impiego operativo dei propri reparti, compito che resta attribuito al Comando interforze per le Operazioni delle Forze Speciali (COFS), a diretta dipendenza del Capo di Stato Maggiore della Difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nell'ottobre 2018, l'esercitazione 'Notte scura 2018' ha formalmente integrato il 185° Reggimento paracadutisti ricognizione acquisizione obiettivi (RAO) \"Folgore\" e il 4° Reggimento alpini paracadutisti nelle forze speciali, un passo importante per il COMFOSE che ha così consolidato la sua struttura con tre reparti di forze speciali di primo livello.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Struttura</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il comando del COMFOSE coordina i seguenti reparti:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><a href=\"https://brigatafolgore.net/9-reggimento-col-moschin-la-punta-di-diamante/\" data-type=\"page\" data-id=\"325\">9º Reggimento d'assalto paracadutisti \"Col Moschin\"</a> - unità di Forze Speciali con sede in Livorno</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><a href=\"https://brigatafolgore.net/185-reggimento-ricognizione-e-acquisizione-obiettivi-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"353\">185º Reggimento paracadutisti ricognizione acquisizione obiettivi \"Folgore\"</a> - unità di Forze Speciali con sede in Livorno.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><a href=\"https://brigatafolgore.net/4o-reggimento-alpini-paracadutisti/\" data-type=\"page\" data-id=\"430\">4º Reggimento alpini paracadutisti</a> - unità di Forze Speciali con sede in Verona</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Centro Addestramento per le Operazioni speciali</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Reparto Supporti alle Operazioni speciali</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Alle dipendenze di impiego il <a href=\"https://brigatafolgore.net/3o-reggimento-elicotteri-per-operazioni-speciali-aldebaran/\" data-type=\"page\" data-id=\"3196\">3º Reggimento elicotteri per operazioni speciali \"Aldebaran\"</a></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Comandanti del COMFOSE</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La guida del COMFOSE è affidata a generali di brigata provenienti dai tre reparti di forze speciali dell'Esercito Italiano:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Generale di brigata Nicola Zanelli (9° Rgt \"Col Moschin\"), settembre 2013 - 27 giugno 2016</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Generale di brigata Stefano Mannino (185° Rgt RAO \"Folgore\"), 27 giugno 2016 - 31 luglio 2017</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Generale di brigata Ivan Caruso (4° Rgt Alpini Par.), 31 luglio 2017 - 1 agosto 2020</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Generale di brigata Pietro Addis (9° Rgt \"Col Moschin\"), 1 agosto 2020 - 14 settembre 2023</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Generale di brigata Andrea Vicari (185° Rgt RAO \"Folgore\"), 14 settembre 2023 - 5 settembre 2024</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Generale di brigata Marco Manzone (4° Rgt Alpini Par.), 5 settembre 2024 - 27 giugno 2025</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Generale di brigata Carmine Vizzuso (185° Rgt RAO \"Folgore\"), 27 giugno 2025 - in carica</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Sede</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il quartier generale è situato nel nuovo comprensorio militare Ten. MOVM Dario Vitali a S.Piero a Grado (Pisa) ed è alle dirette dipendenze del Comando delle Forze Operative Terrestri (COMFOTER).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2024/02/comfose-img.png","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-02-25 23:57:56"}
{"id":9015,"titolo":"Associazione Nazionale Paracadutisti d'Italia (A.N.P.d’I.)","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'<a href=\"https://assopar.it/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Associazione Nazionale Paracadutisti d'Italia (A.N.P.d'I.)</a> si distingue come ente di riferimento per il paracadutismo italiano, riconosciuto per la sua natura ufficiale dal 1956 e identificato dalla normativa del 2010 come l'unico organismo associativo dedicato ai paracadutisti del paese. L'associazione è tra gli enti fondatori dell'<a href=\"https://assopar.it/abbigliamento-ufficiale-a-n-p-di/associazione/u-e-p-unione-europea-di-paracadutismo/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Unione Europea Paracadutisti (UEP)</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'A.N.P.d'I. comprende paracadutisti ex combattenti, militari e soci non militari muniti di brevetto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le attività promosse spaziano dall'addestramento militare a quello sportivo, passando per eventi commemorativi e incontri che rafforzano il senso di comunità e di appartenenza. I corsi di paracadutismo, aperti a diverse fasce d'età e a entrambi i sessi, sono realizzati per trasmettere non solo le competenze tecniche ma anche i valori di coraggio, disciplina e cameratismo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'associazione non solo cura la pratica e la diffusione del paracadutismo in Italia ma incarna anche un impegno verso la memoria e il rispetto delle tradizioni, ponendosi come custode di un'eredità storica e di valori intramontabili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'A.N.P.d'I., <a href=\"https://assopar.it/chi-siamo/\" target=\"_blank\" data-type=\"link\" data-id=\"https://assopar.it/chi-siamo/\" rel=\"noreferrer noopener\">come si legge sul suo sito</a>, è apartitica, non prosegue fini di lucro, ed ha per scopo:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul><!-- wp:list-item -->\n<li>L’amore e la fedeltà alla Patria</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>La glorificazione dei paracadutisti caduti nell’adempimento del loro dovere, in guerra e in pace, perpetuandone la memoria</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>L’esaltazione delle glorie della Specialità e la celebrazione delle specifiche ricorrenze</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Mantenere i vincoli di solidale collaborazione con le Forze Armate, esaltandone l’opera di difesa della Patria e di servizio della pace</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Stabilire fecondi rapporti di amicizia e di aggregazione con gli appartenenti alle consorelle associazioni</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Eventualmente affiancare o realizzare iniziative a favore della protezione civile</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Fornire assistenza in ogni forma possibile ai soci</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Assegnare borse di studio a livello nazionale, a soci bisognosi e meritevoli</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Divulgare lo spirito, le tradizioni, le attività e la cronaca del paracadutismo italiano mediante la pubblicazione della specifica rivista «Folgore», e del sito internet www.assopar.it, la stampa e distribuzione di testi di carattere storico e tecnico, lo svolgimento di conferenze</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Collaborare con altri organismi aventi scopi o programmi comuni, tra cui l’ Unione Europea dei Paracadutisti di cui l’Associazione è un membro fondatore</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La struttura dell'A.N.P.d'I. si articola in diversi organi e sezioni distribuite capillarmente sul territorio nazionale, rendendola un punto di riferimento essenziale per chi appartiene o aspira ad entrare nel mondo del paracadutismo. Con oltre 130 sezioni, l'associazione offre un tessuto connettivo fondamentale tra i paracadutisti di diverse generazioni e categorie, promuovendo lo scambio di esperienze e la continuità dei valori paracadutistici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Storia dell''A.N.P.d'I.</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'origine dell'Associazione Nazionale Paracadutisti d'Italia (A.N.P.d'I.) risale all'immediato dopoguerra, quando un gruppo di ex combattenti e giovani, ispirati dall'ardimento e dalla passione per il volo, decise di dare vita a un'organizzazione che potesse rappresentare e unire il mondo del paracadutismo in Italia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"align\":\"right\",\"id\":9017,\"width\":\"400px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/03/anpdi.jpg\" alt=\"Associazione Nazionale Paracadutisti d'Italia (A.N.P.d’I.) - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-9017\" style=\"width:400px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Stemma dell'Associazione Nazionale Paracadutisti d'Italia (A.N.P.d’I.)</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 1946, nasce l'Associazione Paracadutisti Italiani (A.P.I.), pioniera nel delineare il futuro del paracadutismo nazionale e nel promuovere attività lancistiche sperimentali. Con l'incremento dei suoi iscritti e la creazione di sezioni territoriali, l'A.P.I. consolidò il suo ruolo nel tessuto associativo e sportivo italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 1949, l'A.P.I. si trasformò, dando vita a un nuovo comitato che successivamente portò alla fondazione dell'Associazione Sport Aerei (A.S.A.) e, di seguito, alla Federazione Italiana Paracadutismo Civile Sportivo (F.I.P.C.S.), la quale evolverà nella Federazione Italiana Paracadutismo Sportivo (F.I.P.S.), grazie all'influenza degli ex combattenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tuttavia, il termine \"sportivo\" non rifletteva pienamente l'identità e le tradizioni militari profondamente radicate tra i paracadutisti, portando alla nascita dell'Associazione Nazionale Paracadutisti. Riconosciuta ufficialmente nel 1956, l'associazione ha incarnato da allora la continuità e l'evoluzione dei valori e dell'esperienza paracadutistica militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli anni '60, l'A.N.P.d'I. intensificò le sue attività, stabilendo forti legami con i reparti militari e aprendo nuove sezioni in tutta Italia. Queste sezioni hanno onorato i paracadutisti di guerra e promosso l'addestramento di nuove generazioni, in collaborazione con le strutture militari e attraverso convenzioni specifiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La partnership con la <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\" data-type=\"page\" data-id=\"311\">Brigata Paracadutisti \"Folgore\"</a>, la 46^ Brigata Aerea e l'Aviazione dell'Esercito, ha garantito risorse e supporto per la formazione paracadutistica, distinguendo l'A.N.P.d'I. per la qualità e l'autenticità dell'addestramento offerto. Con l'apertura di scuole e centri dotati di strutture e attrezzature propri, l'associazione ha rafforzato il suo impegno nell'evoluzione del paracadutismo, mantenendo sempre viva la memoria e l'ispirazione dei valori storici e di fratellanza che ne hanno segnato la nascita e lo sviluppo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'attuale presidente è il <strong>Generale di Corpo d'Armata (aus.) Paracadutista Incursore Marco Bertolini</strong>. Il sito ufficiale è <a href=\"http://www.assopar.it\" target=\"_blank\" data-type=\"link\" data-id=\"www.assopar.it\" rel=\"noreferrer noopener\">www.assopar.it.</a></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Siti Web Sezioni A.N.P.d'I.</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:html -->\n<ul>\n  <li>Ancona: <a href=\"http://www.paracadutistiancona.org\">www.paracadutistiancona.org</a></li>\n  <li>Anzio e Nettuno: <a href=\"http://www.anpdianzionettuno.it\">www.anpdianzionettuno.it/</a></li>\n  <li>Bari: <a href=\"http://www.anpdibari.it\">www.anpdibari.it</a></li>\n  <li>Bassano del Grappa: <a href=\"http://www.paracadutistibassano.it\">www.paracadutistibassano.it</a></li>\n  <li>Basso Friuli: <a href=\"http://www.anpdibassofriuli.it\">www.anpdibassofriuli.it</a></li>\n  <li>Berica: <a href=\"http://www.anpdiberica.com\">www.anpdiberica.com</a></li>\n  <li>Biella: <a href=\"http://www.anpdibiella.org\">www.anpdibiella.org</a></li>\n  <li>Bologna: <a href=\"http://www.paracadutistibologna.it\">www.paracadutistibologna.it</a></li>\n  <li>Brescia: <a href=\"http://www.paracadutistibrescia.com\">www.paracadutistibrescia.com</a></li>\n  <li>Cagliari: <a href=\"http://www.anpdicagliari.com\">www.anpdicagliari.com</a></li>\n  <li>Caltanissetta: <a href=\"http://www.paracadutisticaltanissetta.it\">www.paracadutisticaltanissetta.it</a></li>\n  <li>Carpi: <a href=\"http://www.carpipar.it\">www.carpipar.it</a></li>\n  <li>Casale Monferrato: <a href=\"http://www.anpdicasale.it\">www.anpdicasale.it</a></li>\n  <li>Caserta: <a href=\"http://www.paracadutisticaserta.it\">www.paracadutisticaserta.it</a></li>\n  <li>Castellamare del Golfo: <a href=\"http://www.paracadutisticastellammare.it\">www.paracadutisticastellammare.it</a></li>\n  <li>Catania: <a href=\"http://www.paracadutisticatania.com\">www.paracadutisticatania.com</a></li>\n  <li>Cisterna di Latina: <a href=\"http://www.paracadutisticisterna.it\">www.paracadutisticisterna.it</a></li>\n  <li>Como: <a href=\"http://www.anpdicomo.it\">www.anpdicomo.it</a></li>\n  <li>Cremona: <a href=\"http://www.paracadutistianpdicremona.it\">www.paracadutistianpdicremona.it</a></li>\n  <li>Cuneo: <a href=\"http://www.paracadutisticuneo.it\">www.paracadutisticuneo.it</a></li>\n  <li>Desio: <a href=\"http://www.paracadutistidesio.it\">www.paracadutistidesio.it</a></li>\n  <li>Domodossola: <a href=\"http://www.anpdidomodossola.it\">www.anpdidomodossola.it</a></li>\n  <li>Fiemme e Fassa: <a href=\"http://www.anpdifiemmefassa.it\">www.anpdifiemmefassa.it</a></li>\n  <li>Firenze: <a href=\"http://www.paracadutistifirenze.it\">www.paracadutistifirenze.it</a></li>\n  <li>Genova: <a href=\"http://www.paracadutistigenova.it\">www.paracadutistigenova.it</a></li>\n  <li>Lecco: <a href=\"http://www.paracadutistilecco.it\">www.paracadutistilecco.it</a></li>\n  <li>Lucca: <a href=\"http://www.paracadutistilucca.it\">www.paracadutistilucca.it</a></li>\n  <li>Mantova: <a href=\"http://www.paracadutistidimantova.it\">www.paracadutistidimantova.it</a></li>\n  <li>Massa Carrara: <a href=\"http://www.anpdimassacarrara.it\">www.anpdimassacarrara.it</a></li>\n  <li>Messina: <a href=\"http://www.anpdimessina.it\">www.anpdimessina.it</a></li>\n  <li>Milano: <a href=\"http://www.anpdimilano.it\">www.anpdimilano.it</a></li>\n  <li>Modena: <a href=\"http://www.paracadutistimodena.it\">www.paracadutistimodena.it</a></li>\n  <li>Monza: <a href=\"http://www.paracadutistimonza.org\">www.paracadutistimonza.org</a></li>\n  <li>Napoli: <a href=\"http://www.paracadutistinapoli.it\">www.paracadutistinapoli.it</a></li>\n  <li>Nord Friuli: <a href=\"http://www.nordfriuli.org\">www.nordfriuli.org</a></li>\n  <li>Novara: <a href=\"http://www.anpdinovara.it\">www.anpdinovara.it</a></li>\n  <li>Padova: <a href=\"http://www.paracadutistipadova.com\">www.paracadutistipadova.com</a></li>\n  <li>Palermo: <a href=\"http://www.paracadutistipalermo.it\">www.paracadutistipalermo.it</a></li>\n  <li>Pavia: <a href=\"http://www.paracadutismo.net\">www.paracadutismo.net</a></li>\n  <li>Perugia: <a href=\"http://www.anpdiperugia.org\">www.anpdiperugia.org</a></li>\n  <li>Pescara: <a href=\"http://www.paracadutistipescara.boxmail.biz\">www.paracadutistipescara.boxmail.biz</a></li>\n  <li>Piacenza: <a href=\"http://www.paracadutistipiacenza.it\">www.paracadutistipiacenza.it</a></li>\n  <li>Pistoia: <a href=\"http://www.anpdipistoia.it\">www.anpdipistoia.it</a></li>\n  <li>Poggio Rusco: <a href=\"http://www.parafolgorepoggiorusco.it\">www.parafolgorepoggiorusco.it</a></li>\n  <li>Reggio Calabria: <a href=\"http://www.anpdi.rc.it\">www.anpdi.rc.it</a></li>\n  <li>Rimini: <a href=\"http://www.anpdirimini.org\">www.anpdirimini.org</a></li>\n  <li>Roma: <a href=\"http://www.anpdiroma.it\">www.anpdiroma.it</a></li>\n  <li>Salerno: <a href=\"http://www.skydivesalerno.com\">www.skydivesalerno.com</a></li>\n  <li>Saronno: <a href=\"http://www.paracadutistisaronno.com\">www.paracadutistisaronno.com</a></li>\n  <li>Sassari: <a href=\"http://anpdisassari.oneminutesite.it\">anpdisassari.oneminutesite.it</a></li>\n  <li>Savona: <a href=\"http://www.paracadutistisavona.it\">www.paracadutistisavona.it</a></li>\n  <li>Siena: <a href=\"http://www.anpdisiena.it\">www.anpdisiena.it</a></li>\n  <li>Torino: <a href=\"http://www.paratorino.it\">www.paratorino.it</a></li>\n  <li>Treviso: <a href=\"http://www.anpditv.it\">www.anpditv.it</a></li>\n  <li>Trieste: <a href=\"http://www.paracadutistitrieste.it\">www.paracadutistitrieste.it</a></li>\n  <li>Val d’Alpone: <a href=\"http://www.anpdivaldalpone.it\">www.anpdivaldalpone.it</a></li>\n  <li>Valcavallina: <a href=\"http://www.paracadutistivalcavallina.it\">www.paracadutistivalcavallina.it</a></li>\n  <li>Vallecamonica: <a href=\"http://www.anpdivallecamonica.it\">www.anpdivallecamonica.it</a></li>\n  <li>Varese: <a href=\"http://www.paracadutistivarese.it\">www.paracadutistivarese.it</a></li>\n  <li>Velletri: <a href=\"http://www.paracadutistivelletri.it\">www.paracadutistivelletri.it</a></li>\n  <li>Venezia: <a href=\"http://www.anpdivenezia.it\">www.anpdivenezia.it</a></li>\n  <li>Vercelli: <a href=\"http://www.anpdivercelli.it\">www.anpdivercelli.it</a></li>\n  <li>Viareggio e Versilia: <a href=\"http://www.anpdiviareggio.com\">www.anpdiviareggio.com</a></li>\n  <li>Villanova Albenga Alassio: <a href=\"http://www.paracadutistialbenga.it\">www.paracadutistialbenga.it</a></li>\n  <li>Viterbo: <a href=\"http://www.anpdiviterbo.it\">www.anpdiviterbo.it</a></li>\n  <li>Vittorio Veneto: <a href=\"http://www.anpdi.com\">www.anpdi.com</a></li>\n  <li>Voghera: <a href=\"http://www.paravoghera.altervista.org\">www.paravoghera.altervista.org</a></li>\n</ul>\n\n<!-- /wp:html -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2024/03/anpdi.jpg","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-03-13 20:12:51"}
{"id":9894,"titolo":"Reggimento Logistico Paracadutisti Folgore","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Reggimento Logistico Paracadutisti \"Folgore\"</strong> rappresenta una componente cruciale nella <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\" data-type=\"page\" data-id=\"311\">Brigata Paracadutisti Folgore</a>, distinguendosi per la sua capacità di fornire un supporto logistico efficiente e versatile. Ereditando una ricca storia militare, il reggimento si è evoluto continuamente per adattarsi alle esigenze moderne, mantenendo al contempo la tradizione e l'eccellenza che lo hanno caratterizzano negli anni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Storia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Costituito nel 2015, è l'erede del <strong>6º Reggimento di Manovra</strong> (a sua volta erede del <strong>Battaglione Logistico Paracadutisti \"Folgore\"</strong> e del <strong>Reparto Sanità \"Centauro\"</strong>). </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il Battaglione Logistico Paracadutisti Folgore</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Battaglione Logistico Paracadutisti \"Folgore\" fu istituito il 1° ottobre 1975 a Pisa, rispondendo ad una necessità operativa seguita alla riorganizzazione dell'Esercito Italiano ed al potenziamento della Brigata Paracadutisti \"Folgore\". </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 24 ottobre 1976, durante una cerimonia che coincise con l'anniversario della <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-battaglia-di-el-alamein/\" data-type=\"page\" data-id=\"309\">Battaglia di El Alamein</a>, il Battaglione ricevette la sua Bandiera di Guerra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 7 marzo 1978, al Battaglione fu assegnato lo stemma araldico con il motto \"DIAM L'ALI ALLA VITTORIA\". Tale riconoscimento rifletteva il collegamento alle Unità dei Servizi della <a href=\"https://brigatafolgore.net/storia-della-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"308\">Divisione Paracadutisti \"Folgore\" del 1941</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso degli anni, il Battaglione \"Folgore\" ha partecipato a diverse missioni internazionali, sia sotto l'egida dell'ONU che della NATO. Queste esperienze, che includono le <a href=\"https://brigatafolgore.net/folgore-le-missioni/\" data-type=\"page\" data-id=\"324\">missioni</a> in <a href=\"https://brigatafolgore.net/italcon-libano-1982-84/\" data-type=\"page\" data-id=\"330\">Libano</a>, in <a href=\"https://brigatafolgore.net/loperazione-ibis/\" data-type=\"page\" data-id=\"360\">Somalia</a>, in Bosnia Herzegovina, a Timor Est e in Kosovo, hanno contribuito a definire il ruolo e l'identità dell'unità all'interno del contesto internazionale, affrontando sfide logistiche importanti e operando in scenari spesso complessi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La storia del Battaglione Logistico Paracadutisti \"Folgore\" si intreccia dunque con momenti significativi della storia militare italiana ed internazionale, riflettendo l'evoluzione delle esigenze logistiche e operative delle forze armate nel tempo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il 6° Reggimento di Manovra</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>6° Reggimento di Manovra</strong> venne istituito il 1° settembre 2001 nel contesto di una ristrutturazione del settore logistico dell'Esercito Italiano all'inizio del nuovo millennio, facente parte di un più ampio progetto di riordino, volto ad ottimizzare le capacità logistiche attraverso la trasformazione di alcuni battaglioni logistici, precedentemente inquadrati nelle rispettive brigate, in reggimenti di manovra e reggimenti trasporti. Il 6° Reggimento di Manovra trovò la sua collocazione all'interno della <strong>Brigata Logistica di Proiezione</strong>, con sede a Treviso, conservando la Bandiera di Guerra, il Motto e le tradizioni del Battaglione Logistico Paracadutisti “Folgore” costituito nel 1975.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con l'obiettivo di supportare la Brigata Paracadutisti \"Folgore\", il battaglione aveva giocato un ruolo fondamentale nel potenziamento delle capacità logistiche della Grande Unità. Il 6° Reggimento di Manovra ereditò non solo la Bandiera di Guerra e il motto ma anche le tradizioni e l'ethos del suo predecessore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La struttura organizzativa del reggimento includeva <strong>un Comando</strong>, <strong>una Compagnia Comando e Supporto Logistico</strong>, <strong>un Battaglione Mantenimento</strong>, u<strong>n Battaglione Rifornimenti</strong> e, a partire dal 19 marzo 2002, un Reparto di Sanità con sede a Novara. Quest'ultimo era originariamente il Supporto Sanitario della 3^ Brigata Meccanizzata \"Goito\", costituito il 13 luglio 1981.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il ruolo del 6° era chiaramente definito all'interno della logistica operativa dell'Esercito, con il compito di garantire il supporto necessario per il mantenimento, i rifornimenti e l'assistenza sanitaria delle forze schierate in operazioni fuori area. Inoltre, il reggimento contribuiva alle esigenze di supporto delle Forze Terrestri anche in fase di stasi operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante la recente costituzione, si dimostrò pronto e capace di operare in contesti internazionali già nei primi giorni di vita. Venne impegnato nell'esercitazione multinazionale \"DRAWSKO 2001\" in Polonia ed all'Operazione \"DOMINO 2001\", missione focalizzata sulla salvaguardia di obiettivi strategici. Negli anni successivi, il 6° Reggimento di Manovra ha continuato a dimostrare la sua versatilità ed affidabilità partecipando a missioni nei Balcani, in Libano, Iraq e Afghanistan, consolidando così la sua importanza strategica all'interno delle dinamiche operative dell'Esercito Italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Struttura Attuale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con sede a <strong>Pisa</strong> presso la <strong>Caserma M.O.V.M. Alberto Bechi Luserna</strong>, il Reggimento Logistico \"Folgore\" si è riconfigurato per rispondere con maggiore efficienza alle esigenze operative contemporanee. La sua struttura include una <strong>Compagnia Comando e Supporto Logistico</strong> ed un <strong>Battaglione Logistico</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"align\":\"right\",\"id\":9895,\"width\":\"500px\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright size-large is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/03/reggimento-logistico-folgore-1000x562.jpg\" alt=\"Reggimento Logistico Paracadutisti Folgore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-9895\" style=\"width:500px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Bandiera di Guerra del Reggimento durante l'avvicendamento al Comando tra il Colonnello Guido Bulsei ed il Colonnello Giuliano Bilotta il 22 settembre 2022.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Quest'ultimo è suddiviso in tre compagnie specializzate: <strong>Mantenimento</strong>, <strong>Trasporti</strong> e <strong>Rifornimento</strong>, garantendo una copertura logistica completa alla Brigata Paracadutisti Folgore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Reggimento è un esempio emblematico di come tradizione, innovazione e dedizione possano convergere per formare una unità militare di supporto logistico di prim'ordine. Con il suo personale altamente qualificato e la sua struttura organizzativa efficiente, il reggimento continua a svolgere un ruolo vitale nel sostegno alle operazioni della Brigata Paracadutisti Folgore, confermando il suo status di pilastro della logistica militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il valor militare del Reggimento Logistico Paracadutisti \"Folgore\" è riconosciuto attraverso le decorazioni conferite alla sua bandiera di guerra: una Medaglia di Bronzo al Valore dell'Esercito e due Croci al merito dell'Esercito, una d'Argento e una di Bronzo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La festa del reggimento, celebrata il 22 maggio, coincide con l'anniversario dei primi grandi trasporti automobilistici di unità militari impegnate nella battaglia degli Altipiani nel 1916.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2024/03/reggimento-logistico-folgore.jpg","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-03-29 00:16:08"}
{"id":10415,"titolo":"Comando Interforze per le Operazioni delle Forze Speciali (C.O.F.S.)","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tradizionalmente, fino al termine del XX secolo, il comando e l'utilizzo delle <strong>forze speciali dell'Esercito Italiano</strong> erano prerogativa della <a href=\"https://brigatafolgore.net/storia-della-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"308\">Brigata Paracadutisti Folgore</a> attraverso il <a href=\"https://brigatafolgore.net/9-reggimento-col-moschin-la-punta-di-diamante/\" data-type=\"page\" data-id=\"325\">9° Reggimento d'Assalto \"Col Moschin\"</a>. Analogamente, per la <strong>Marina Militare</strong>, l'impiego del <strong>COMSUBIN</strong> avveniva non attraverso un comando operativo vero e proprio, ma direttamente sotto il controllo del <strong>Ministero della Difesa</strong> tramite lo <strong>Stato Maggiore Difesa (SMD)</strong>. Il <strong>GIS dei Carabinieri</strong>, fino a tutto il 2003, non era neanche validato come forza speciale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'avvento del nuovo millennio ha segnato una svolta significativa: la creazione di nuove unità dedicate alle operazioni speciali e la necessità di riconoscere altre entità come tali, ad esempio il GIS dei Carabinieri, e migliorare l'ottimizzazione delle risorse nei vari teatri d'impiego, oltre all'interoperabilità, grazie alle competenze specifiche delle quattro forze armate, ha contribuito ad una maggiore specializzazione e focalizzazione sul futuro delle forze speciali italiane.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Origini e finalità Strategiche</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il COFS è stato costituito inizialmente con lo status di <strong>Reparto Incursori Paracadutisti Interforze</strong>, risultato di una decisione dell'allora <strong>Capo di Stato Maggiore della Difesa</strong>, <strong>Amm. Giampaolo Di Paola</strong>, scaturita da una precisa iniziativa del Ministro della Difesa pro-tempore, <strong>On. Antonio Martino</strong>, dotando la Difesa di uno strumento specifico per la condotta delle <strong>Operazioni Speciali</strong> e completando quindi la ristrutturazione iniziata con la creazione dell'allora <strong>COI (oggi COVI)</strong> per il comando delle operazioni convenzionali, allineando l'Italia con gli altri principali Paesi dell'Alleanza Atlantica, per cui le <strong>Forze Speciali</strong> rappresentano una risorsa di rilevanza strategica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Costituito ufficialmente il <strong>1º dicembre 2004</strong>, sotto la guida del <strong>Generale Paracadutista Incursore (Esercito Italiano) Marco Bertolini</strong>, già nel 2008 è stato riconosciuto come <strong>comando di pianificazione</strong> e nel 2021 è stato validato dalla NATO come <strong>Comando proiettabile di componente per le Operazioni Speciali (SOCC)</strong> all'interno della <strong>NATO Response Force (NRF)</strong>. Tra il 2021 e il 2023, il COFS è stato dipendente dal Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI), ma dal 2023 è tornato sotto la diretta supervisione del Capo di Stato Maggiore della Difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:verse -->\n<pre class=\"wp-block-verse\">Posizionata sotto il diretto comando del <strong>Capo di Stato Maggiore della Difesa</strong>, si trova all'<strong>Aeroporto militare di Centocelle \"Francesco Baracca\"</strong> e ha il compito di <strong>coordinare e gestire tutte le operazioni delle forze speciali italiane</strong>.</pre>\n<!-- /wp:verse -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Struttura del C.O.F.S.</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10416,\"width\":\"500px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright size-full is-resized\"><img title=\"Comando Interforze per le Operazioni delle Forze Speciali (C.O.F.S.) - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/04/cofs-01.jpg\" alt=\"Comando Interforze per le Operazioni delle Forze Speciali (C.O.F.S.) - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-10416\" style=\"width:500px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il COFS coordina tutte le operazioni delle forze speciali appartenenti alle quattro Forze Armate italiane</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come detto, il comando coordina tutte le operazioni delle forze speciali appartenenti alle quattro Forze Armate, e nello specifico:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><a href=\"https://brigatafolgore.net/9-reggimento-col-moschin-la-punta-di-diamante/\" data-type=\"page\" data-id=\"325\">9° Reggimento d'Assalto Paracadutisti \"Col Moschin\" (Esercito)</a></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><a href=\"https://brigatafolgore.net/comando-subacquei-e-incursori-teseo-tesei-comsubin/\" data-type=\"page\" data-id=\"10891\">Gruppo Operativo Incursori (Marina Militare)</a></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><a href=\"https://brigatafolgore.net/17o-stormo-incursori/\" data-type=\"page\" data-id=\"11193\">17° Stormo Incursori (Aeronautica Militare)</a></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><a href=\"https://brigatafolgore.net/gruppo-di-intervento-speciale-gis/\" data-type=\"page\" data-id=\"10885\">Gruppo Intervento Speciale (Carabinieri)</a></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><a href=\"https://brigatafolgore.net/4o-reggimento-alpini-paracadutisti/\" data-type=\"page\" data-id=\"430\">4° Reggimento Alpini Paracadutisti \"Ranger\" (Esercito)</a></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><a href=\"https://brigatafolgore.net/185-reggimento-ricognizione-e-acquisizione-obiettivi-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"353\">185° Reggimento Paracadutisti Ricognizione e Acquisizione Obiettivi \"Folgore\" (Esercito)</a></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il COFS rappresenta quindi un pilastro fondamentale nella gestione delle operazioni speciali italiane, sottolineando l'importanza dell'innovazione e dell'adattamento ai nuovi scenari internazionali, rappresentando un importante passo avanti nell'allineamento delle capacità militari italiane con gli standard NATO, facendo da preludio alla creazione del <a href=\"https://brigatafolgore.net/comando-delle-forze-speciali-dellesercito-comfose/\" data-type=\"page\" data-id=\"7747\">COMFOSE (Comando delle Forze Speciali dell'Esercito)</a> nel 2014.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tali sviluppi hanno dimostrato, senza ombra di dubbio, la capacità dell'Italia di adattarsi in contesti internazionali in continua evoluzione, contribuendo significativamente alla sicurezza e alla stabilità nazionale ed internazionale, oltre a rappresentare un modello per gli Alleati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal suo insediamento, il COFS ha supervisionato numerose iniziative chiave nel comparto delle operazioni speciali, la maggior parte classificate dal segreto di stato e solo successivamente rese pubbliche, come la costituzione della <a href=\"https://brigatafolgore.net/task-force-45/\" data-type=\"page\" data-id=\"3191\">Task Force 45</a>, attiva in Afghanistan dal 2006 al 2014.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Simbolismo e motto del COFS</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10417,\"width\":\"500px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img title=\"Comando Interforze per le Operazioni delle Forze Speciali (C.O.F.S.) - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/04/simbolo-cofs.jpg\" alt=\"Comando Interforze per le Operazioni delle Forze Speciali (C.O.F.S.) - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-10417\" style=\"width:500px\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il simbolo del COFS trae ispirazione dall'elemento centrale del dipinto <em>\"Il giuramento degli Orazi\"</em> di <strong>Jacques-Louis David (1784)</strong>, esposto al museo del Louvre di Parigi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il dipinto raffigura una leggenda romana narrata da <em>Tito Livio</em> e drammatizzata nella tragedia \"Horace\" di <em>Corneille</em>. Durante il regno di <em>Tullo Ostilio</em>, per determinare l'esito della guerra tra Roma e Alba Longa, tre fratelli romani, gli <strong>Orazi</strong>, combatterono contro tre fratelli di <em>Alba Longa</em>, i <strong>Curiazi</strong>. Alla fine dello scontro, nessun <em>Curiazio</em> sopravvisse, mentre uno degli <em>Orazi</em> riuscì a ritornare, sancendo così la vittoria di Roma.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le tre spade simboleggiano la difesa della patria nei tre elementi naturali—terra, mare e cielo—teatro delle operazioni speciali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il motto, <em>\"etiam si omnes ego non\"</em>, è tratto dal <strong>Vangelo secondo Matteo</strong> e riflette la determinazione e la virtù morale di chi è chiamato a emergere sfruttando le proprie qualità morali e spirituali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I Comandanti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Gen. D. Marco BERTOLINI</strong> - Esercito Italiano -​ <em>1 dicembre 2004, ​25 settembre 2008</em><br><strong>Amm. D. Donato MARZANO</strong> - Marina Militare ​ - <em>26 settembre 2008, 9 ottobre 2011</em><br><strong>Gen. D. Maurizio FIORAVANTI</strong> - <em>Esercito Italiano</em>​ - 10 ottobre 2011, 2 novembre 2014 ​<br><strong>Amm. Sq. Giuseppe CAVO DRAGONE</strong> - <em>Marina Militare</em> ​ - 3 novembre 2014, 26 giugno 2016​<br><strong>Gen. D. Nicola ZANELLI</strong> - <em>Esercito Italiano</em>​ - 27 giugno 2016,​ 23 ottobre 2019​​<br><strong>Gen. S.A. Nicola LANZA DE CRISTOFORIS</strong> - <em>Aeronautica Militare</em> - ​24 ottobre 2019, 19 gennaio 2022 ​<br><strong>Amm. Sq. Paolo PEZZUTTI</strong> - <em>Marina Militare</em> ​ - 20 gennaio 2022, <strong>in carica</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2024/04/simbolo-cofs.jpg","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-04-25 18:51:39"}
{"id":16029,"titolo":"Joint Special Forces Operations Command (C.O.F.S.)","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Traditionally, until the end of the 20th century, the command and use of the <strong>Italian Army special forces</strong> were the prerogative of the <a href=\"https://brigatafolgore.net/storia-della-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"308\">Folgore Paratroopers Brigade</a> through the <a href=\"https://brigatafolgore.net/9-reggimento-col-moschin-la-punta-di-diamante/\" data-type=\"page\" data-id=\"325\">9th Assault Regiment \"Col Moschin\"</a>. Similarly, for the <strong>Navy</strong>, the use of <strong>COMSUBIN</strong> did not occur through a proper operational command but directly under the control of the <strong>Ministry of Defense</strong> via the <strong>Defense General Staff (SMD)</strong>. The <strong>Carabinieri GIS</strong>, until the end of 2003, was not even validated as a special force.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>The advent of the new millennium marked a significant turning point: the creation of new units dedicated to special operations and the need to recognize other entities as such, for example, the Carabinieri GIS, and improve resource optimization in various theaters of employment, in addition to interoperability, thanks to the specific skills of the four armed forces, contributed to greater specialization and focus on the future of Italian special forces.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Origins and Strategic Purposes</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>The COFS was initially established with the status of <strong>Joint Paratrooper Raiders Unit</strong>, resulting from a decision by the then <strong>Chief of Defense Staff</strong>, <strong>Adm. Giampaolo Di Paola</strong>, stemming from a specific initiative by the then Minister of Defense, <strong>Hon. Antonio Martino</strong>, providing the Defense with a specific tool for conducting <strong>Special Operations</strong> and thus completing the restructuring started with the creation of the then <strong>COI (now COVI)</strong> for the command of conventional operations, aligning Italy with the other main countries of the Atlantic Alliance, for which the <strong>Special Forces</strong> represent a resource of strategic importance.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Officially established on <strong>December 1, 2004</strong>, under the leadership of <strong>Paratrooper Raider General (Italian Army) Marco Bertolini</strong>, it was already recognized in 2008 as a <strong>planning command</strong> and in 2021 was validated by NATO as a <strong>Deployable Component Command for Special Operations (SOCC)</strong> within the <strong>NATO Response Force (NRF)</strong>. Between 2021 and 2023, the COFS was dependent on the Joint Operational Command (COVI), but since 2023 it has returned under the direct supervision of the Chief of Defense Staff.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:verse -->\n<pre class=\"wp-block-verse\">Positioned under the direct command of the <strong>Chief of Defense Staff</strong>, it is located at the <strong>Centocelle Military Airport \"Francesco Baracca\"</strong> and is tasked with <strong>coordinating and managing all operations of the Italian special forces</strong>.</pre>\n<!-- /wp:verse -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Structure of the C.O.F.S.</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10416,\"width\":\"500px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/04/cofs-01.jpg\" alt=\"Joint Command for Special Forces Operations (C.O.F.S.) - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-10416\" style=\"width:500px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">The COFS coordinates all operations of the special forces belonging to the four Italian Armed Forces</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>As mentioned, the command coordinates all operations of the special forces belonging to the four Armed Forces, specifically:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><a href=\"https://brigatafolgore.net/9-reggimento-col-moschin-la-punta-di-diamante/\" data-type=\"page\" data-id=\"325\">9th Paratrooper Assault Regiment \"Col Moschin\" (Army)</a></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><a href=\"https://brigatafolgore.net/comando-subacquei-e-incursori-teseo-tesei-comsubin/\" data-type=\"page\" data-id=\"10891\">Operational Raiders Group (Navy)</a></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><a href=\"https://brigatafolgore.net/17o-stormo-incursori/\" data-type=\"page\" data-id=\"11193\">17th Raiders Wing (Air Force)</a></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><a href=\"https://brigatafolgore.net/gruppo-di-intervento-speciale-gis/\" data-type=\"page\" data-id=\"10885\">Special Intervention Group (Carabinieri)</a></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><a href=\"https://brigatafolgore.net/4o-reggimento-alpini-paracadutisti/\" data-type=\"page\" data-id=\"430\">4th Alpine Paratrooper Regiment \"Ranger\" (Army)</a></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><a href=\"https://brigatafolgore.net/185-reggimento-ricognizione-e-acquisizione-obiettivi-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"353\">185th Paratrooper Reconnaissance and Target Acquisition Regiment \"Folgore\" (Army)</a></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>The COFS thus represents a fundamental pillar in the management of Italian special operations, emphasizing the importance of innovation and adaptation to new international scenarios, representing an important step forward in aligning Italian military capabilities with NATO standards, paving the way for the creation of the <a href=\"https://brigatafolgore.net/comando-delle-forze-speciali-dellesercito-comfose/\" data-type=\"page\" data-id=\"7747\">COMFOSE (Army Special Forces Command)</a> in 2014.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>These developments have demonstrated, without a shadow of a doubt, Italy's ability to adapt in continuously evolving international contexts, significantly contributing to national and international security and stability, as well as representing a model for Allies.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Since its establishment, the COFS has overseen numerous key initiatives in the special operations sector, most classified as state secrets and only later made public, such as the establishment of the <a href=\"https://brigatafolgore.net/task-force-45/\" data-type=\"page\" data-id=\"3191\">Task Force 45</a>, active in Afghanistan from 2006 to 2014.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Symbolism and Motto of the COFS</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10417,\"width\":\"500px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/04/simbolo-cofs.jpg\" alt=\"Joint Command for Special Forces Operations (C.O.F.S.) - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-10417\" style=\"width:500px\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>The symbol of the COFS is inspired by the central element of the painting <em>\"The Oath of the Horatii\"</em> by <strong>Jacques-Louis David (1784)</strong>, displayed at the Louvre Museum in Paris.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>The painting depicts a Roman legend narrated by <em>Titus Livius</em> and dramatized in the tragedy \"Horace\" by <em>Corneille</em>. During the reign of <em>Tullus Hostilius</em>, to determine the outcome of the war between Rome and Alba Longa, three Roman brothers, the <strong>Horatii</strong>, fought against three brothers from <em>Alba Longa</em>, the <strong>Curiatii</strong>. At the end of the clash, no <em>Curiatius</em> survived, while one of the <em>Horatii</em> managed to return, thus sealing Rome's victory.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>The three swords symbolize the defense of the homeland in the three natural elements—land, sea, and sky—the theater of special operations.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>The motto, <em>\"etiam si omnes ego non\"</em>, is taken from the <strong>Gospel according to Matthew</strong> and reflects the determination and moral virtue of those called to emerge by exploiting their moral and spiritual qualities.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">The Commanders</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Gen. D. Marco BERTOLINI</strong> - Italian Army -​ <em>December 1, 2004, ​September 25, 2008</em><br><strong>Adm. D. Donato MARZANO</strong> - Navy ​ - <em>September 26, 2008, October 9, 2011</em><br><strong>Gen. D. Maurizio FIORAVANTI</strong> - <em>Italian Army</em>​ - October 10, 2011, November 2, 2014 ​<br><strong>Adm. Sq. Giuseppe CAVO DRAGONE</strong> - <em>Navy</em> ​ - November 3, 2014, June 26, 2016​<br><strong>Gen. D. Nicola ZANELLI</strong> - <em>Italian Army</em>​ - June 27, 2016,​ October 23, 2019​​<br><strong>Gen. S.A. Nicola LANZA DE CRISTOFORIS</strong> - <em>Air Force</em> - ​October 24, 2019, January 19, 2022 ​<br><strong>Adm. Sq. Paolo PEZZUTTI</strong> - <em>Navy</em> ​ - January 20, 2022, <strong>incumbent</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2024/04/simbolo-cofs.jpg","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-04-25 18:51:39"}
{"id":10858,"titolo":"1º Reggimento Carabinieri Paracadutisti \"Tuscania\"","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Il 1º Reggimento Carabinieri Paracadutisti \"Tuscania\" è un'unità di Forza Speciale di livello \"Tier 2\" appartenente all'Arma dei Carabinieri</strong>, con una specifica vocazione per le missioni militari al di fuori del territorio nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10860,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/09/paracadutisti-tuscania.jpg\" alt=\"1º Reggimento Carabinieri Paracadutisti \"Tuscania\" - brigatafolgore.net\"Tuscania\" - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-10860\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Paracadutisti del 1º Reggimento Carabinieri Paracadutisti \"Tuscania\" in lancio TCL - <em>Copyright foto CARABINIERI.IT</em></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante la sua natura fortemente militare, il reggimento mantiene la vocazione tradizionale dell'Arma, combinando un alto livello di addestramento militare con competenze nell'ambito della polizia giudiziaria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I compiti del 1º Reggimento Carabinieri Paracadutisti \"Tuscania\" possono essere suddivisi in tre categorie principali:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Compiti militari</strong> (tipici delle truppe paracadutiste):<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Occupazione preventiva e difesa di posizioni.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Interdizione e controinterdizione d'area (guerriglia e controguerriglia).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Supporto a contingenti delle Forze Armate in operazioni \"fuori area\", anche con funzioni di Polizia Militare.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Compiti di polizia</strong>:<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Supporto all'Arma Territoriale.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Sicurezza presso le sedi diplomatiche in Paesi \"a rischio\".</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Scorta a personalità di rilievo.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Compiti addestrativi</strong>:<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Addestramento e formazione di militari dell'Arma destinati a reparti speciali.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Originariamente istituito come battaglione fino al 1996, dal 2002 il \"Tuscania\" è inquadrato nella 2ª Brigata Mobile Carabinieri, insieme ad altri reparti d'élite come il 7º Reggimento \"Trentino-Alto Adige\", il 13º Reggimento \"Friuli-Venezia Giulia\" e il Gruppo di Intervento Speciale (GIS).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La sua sede operativa si trova a Livorno, presso la caserma \"Vannucci\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Origini storiche</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il reparto trae le sue origini dal <strong>I Battaglione CC.RR. Paracadutisti</strong>, costituito nel 1940 e impiegato durante la Seconda Guerra Mondiale sul fronte dell'Africa Settentrionale. L'unità si distinse in diverse operazioni, tra cui il presidio di Lamluda, Derna e Cirene, e si trovò coinvolta in duri combattimenti contro le forze inglesi e libiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno degli episodi più significativi fu la <strong>battaglia di Eluet El Asel nel dicembre 1941</strong>, in cui il battaglione, rafforzato da altre unità, resistette agli attacchi di una brigata meccanizzata britannica. Nonostante le pesanti perdite, il reparto riuscì a ripiegare, ma venne sciolto nel marzo del 1942.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Evoluzione nel dopoguerra</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il \"Tuscania\" rinacque nel 1951 a Viterbo come reparto di pronto impiego per l’ordine pubblico. Negli anni successivi, la sua sede si spostò a Livorno, dove venne integrato nella <a href=\"https://brigatafolgore.net/storia-della-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"308\">Brigata Paracadutisti Folgore</a>. Durante questo periodo, il reparto acquisì capacità belliche oltre ai tradizionali compiti di polizia, e nel 1963 fu elevato a battaglione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso degli anni, il reparto prese parte a numerose operazioni, incluse quelle per contrastare il terrorismo separatista in Alto Adige negli anni '60. Il battaglione fu anche coinvolto nelle operazioni di soccorso durante l'alluvione di Firenze nel 1966 e, nel 1975, acquisì ufficialmente il nome di \"Tuscania\". Nel 1996, il battaglione divenne un reggimento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Missioni internazionali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il \"Tuscania\" ha partecipato a tutte le principali missioni internazionali dell’Italia, tra cui il Libano, la Somalia, il Kosovo, l'Iraq e l'Afghanistan. Oltre alle missioni militari, il reggimento ha svolto compiti di sicurezza per le ambasciate italiane in paesi a rischio, come Libia, Somalia, e Afghanistan.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo gli attentati di Parigi e Bruxelles del 2015-2016, il \"Tuscania\" ha costituito Task Unit Antiterrorismo (TUAT), in collaborazione con il GIS, schierate per proteggere luoghi sensibili e durante eventi particolari in Europa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Addestramento e reclutamento</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per entrare a far parte del \"Tuscania\", il personale deve superare un rigoroso percorso di formazione. Il corso, della durata di 9 mesi, prevede un addestramento intensivo in varie aree, tra cui tecniche di combattimento, sopravvivenza in ambienti ostili, paracadutismo e tiro con armi speciali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Impiego operativo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il reggimento è impiegato principalmente in operazioni militari, ma svolge anche compiti di polizia. Le missioni includono l'occupazione preventiva di posizioni strategiche, pattugliamenti in aree ostili, incursioni dietro le linee nemiche e scorta a personalità diplomatiche in zone pericolose.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2024/09/paracadutisti-tuscania.jpg","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-09-16 22:55:12"}
{"id":10885,"titolo":"Gruppo di intervento speciale (GIS)","contenuto_html":"<!-- wp:image {\"id\":10887,\"width\":\"500px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/09/gis1-1.jpg\" alt=\"Gruppo di intervento speciale (GIS) - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-10887\" style=\"width:500px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Copyright foto CARABINIERI.IT</em></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Gruppo Intervento Speciale (GIS) è un reparto di forze speciali TIER 1 dell'Arma dei Carabinieri. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Creato nel 1978 come unità speciale delle Forze dell’Ordine, il GIS ha una doppia natura. Pur essendo inizialmente concepito per operazioni antiterrorismo (teste di cuoio), dal 2000 ha partecipato attivamente in numerosi teatri di guerra, tra cui Balcani, Afghanistan, Iraq e Corno d'Africa, oltre a operare in Paesi dove le ambasciate italiane sono particolarmente esposte a rischi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal 2004 è riconosciuto come parte integrante delle Forze Speciali italiane, pronto a condurre operazioni ad alto rischio a livello internazionale, al pari del <a href=\"https://brigatafolgore.net/9-reggimento-col-moschin-la-punta-di-diamante/\" data-type=\"page\" data-id=\"325\">9º Reggimento Col Moschin dell'Esercito</a>, al Gruppo Operativo Incursori del ComSubin della Marina, e al 17º Stormo incursori dell’Aeronautica Militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Inquadrato nella 2ª Brigata Mobile dei Carabinieri, il GIS risponde operativamente al <a href=\"https://brigatafolgore.net/comando-interforze-per-le-operazioni-delle-forze-speciali-c-o-f-s/\" data-type=\"page\" data-id=\"10415\">Comando Interforze per le Operazioni delle Forze Speciali</a>. A differenza di altre unità, i membri del GIS, oltre ad avere la qualifica di Incursore, possiedono anche la qualifica di Ufficiale o Agente di Pubblica Sicurezza, a seconda del loro grado, conferendo loro un ruolo unico sia nelle operazioni militari che in quelle di ordine pubblico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Origini</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli anni '70, durante il periodo conosciuto come \"anni di piombo\", le istituzioni politiche e civili italiane furono oggetto di violenti attacchi da parte di gruppi terroristici interni. Sebbene il governo non avesse ancora preso misure ufficiali, all'interno delle forze armate e di polizia furono create unità speciali per sviluppare e sperimentare tecniche di intervento in situazioni di crisi, in particolare in presenza di ostaggi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo il successo dell'operazione \"Feuerzauber\" (Fuoco Magico) il 18 ottobre 1977, durante la quale il gruppo antiterrorismo tedesco GSG-9 liberò 86 passeggeri e 3 membri dell'equipaggio del volo Lufthansa 181 dirottato in Somalia, il ministro dell'interno Francesco Cossiga ordinò la creazione di una Unità di Intervento Speciale (UN.I.S.). L'idea era di affiancare alle indagini antiterrorismo la capacità di condurre operazioni di tipo \"commando\". Il 24 ottobre 1977 fu così emanata una direttiva del Ministero dell'Interno per la costituzione di unità operative speciali per combattere il terrorismo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Teste di cuoio</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In risposta a questa direttiva, i vertici dell'Arma dei Carabinieri decisero di attingere dal 1º Battaglione Carabinieri Paracadutisti Tuscania, all'epoca comandato dal Colonnello Romano Marchisio, per formare il Gruppo di Intervento Speciale (GIS). Il GIS divenne la prima unità ufficiale di \"Teste di Cuoio\" in Italia, istituita il 6 febbraio 1978 dal Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri. Nello stesso periodo, la Polizia di Stato specializzò ulteriormente alcuni dei suoi uffici per supportare le azioni antiterrorismo dell'UCIGOS, creando i NOCS.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il GIS inizialmente era composto da 36 Carabinieri Paracadutisti, inclusi gli ufficiali, e diviso in due sezioni operative. Il primo intervento significativo avvenne solo un mese dopo, durante la ricerca di covi delle Brigate Rosse durante il rapimento di Aldo Moro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'unità poteva operare sia in ambito di polizia giudiziaria e ordine pubblico, sia in contesto militare, come avveniva per altri reparti dei Carabinieri, quali il <a href=\"https://brigatafolgore.net/1o-reggimento-carabinieri-paracadutisti-tuscania/\" data-type=\"page\" data-id=\"10858\">1º Reggimento Carabinieri Paracadutisti \"Tuscania\"</a> e il 13º Reggimento Carabinieri \"Friuli Venezia Giulia\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'esordio pubblico del GIS avvenne il 29 dicembre 1980, quando una rivolta scoppiò nel carcere di Trani, capeggiata da terroristi. Gli uomini del GIS, calatisi dagli elicotteri, ripresero rapidamente il controllo della prigione, nonostante i numerosi ostacoli posti dai rivoltosi per impedire l'intervento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Forze speciali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 2004 rappresenta un anno di svolta per il GIS. In ambito nazionale, il reparto ottiene la qualifica di forza speciale di livello uno (TIER 1), posizionandosi accanto alle unità speciali delle altre forze armate italiane. A livello internazionale, il GIS entra a far parte dell'ATLAS Network, un'organizzazione dell'Unione Europea che raggruppa le unità tattiche di polizia dei Paesi membri e di alcuni Paesi extra-UE, con l'obiettivo di uniformare gli standard operativi delle unità antiterrorismo europee.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con il decreto del Presidente della Repubblica del 22 aprile 2020, al Gruppo di Intervento Speciale dei Carabinieri è stata concessa la bandiera di guerra, un onore riservato alle unità di particolare valore nelle Forze Armate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Organizzazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal 2001, il Gruppo di Intervento Speciale (GIS) è inquadrato nella 2ª Brigata Mobile dei Carabinieri e, per le operazioni all'estero, dipende dal Comando Interforze per le Operazioni delle Forze Speciali (COFS) dello Stato Maggiore della Difesa, con sede operativa presso l'aeroporto \"Francesco Baracca\" di Centocelle, Roma. Per gli interventi in ambito civile e di ordine pubblico, il GIS è direttamente subordinato al Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10886,\"width\":\"500px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/09/gis-4.jpg\" alt=\"Gruppo di intervento speciale (GIS) - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-10886\" style=\"width:500px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Copyright foto CARABINIERI.IT</em></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre alla qualifica di incursore, i membri del GIS possiedono anche la qualifica di agenti di pubblica sicurezza, un elemento distintivo che li abilita a operare sia in ambito militare che civile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La struttura del GIS, il cui numero di membri è riservato, è organizzata a livello di compagnia e suddivisa in diverse unità specializzate:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Nucleo Comando</strong>: Responsabile delle funzioni burocratiche e amministrative.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sezione Pianificazione Operativa</strong>: Elabora piani per operazioni complesse (su aerei, treni, autobus, infrastrutture pubbliche, ecc.), revisiona procedure interne e sviluppa nuovi materiali ed equipaggiamenti.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Nucleo Negoziatori</strong>: Interviene anche all'estero e fornisce supporto durante operazioni del GIS e altre missioni speciali. I suoi membri partecipano a seminari con unità estere e si addestrano quotidianamente con le unità operative per mantenere la massima sinergia.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sezione Addestrativa</strong>: Include istruttori specializzati in diverse discipline e responsabili della formazione degli operatori, nonché di corsi per personale esterno.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sezione Tiratori Scelti e Ricognitori</strong>: Composta da esperti nel tiro di precisione, ricognizione e intelligence. È ulteriormente suddivisa in squadre di tiratori armati di fucili di precisione bolt-action e semiautomatici. Include anche un distaccamento tecnico dedicato alla manutenzione e sperimentazione di equipaggiamenti.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sezione Tecnica</strong>: Si occupa delle comunicazioni radio e della sperimentazione di nuovi equipaggiamenti per migliorare l'efficienza operativa.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Quattro Sezioni Operative</strong>: Ognuna divisa in quattro distaccamenti, ciascuno composto da:<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Comandante;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Specialista in esplosivi;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Specialista in arrampicata;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Specialista in equipaggiamenti.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Fasi operative</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il GIS opera secondo un piano di allerta modulare che prevede tre livelli di prontezza:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Un’aliquota sempre pronta all’impiego immediato.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Una seconda aliquota operativa entro tre ore dall'attivazione.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>L’intero reparto è mobilitabile entro 24 ore.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per il trasferimento rapido verso le aree d’intervento, il GIS dispone di elicotteri Agusta-Bell AB 412 o AgustaWestland AW109 dell'Elinucleo Carabinieri di Pisa e aerei da trasporto della 46ª Brigata Aerea dell'Aeronautica Militare, come i Lockheed C-130 Hercules o gli Alenia C-27J Spartan.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'operazione tipica del GIS è articolata in sei fasi principali:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Allarme</strong>, attivato dalla Sala Operativa del Comando Generale dell'Arma.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Approntamento del personale</strong>, con aliquote operative in tempi diversi.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Trasferimento in zona d'impiego</strong>, via terra, elicottero o aereo.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Schieramento del dispositivo</strong> per l’intervento.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Intervento</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Evacuazione</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Controterrorismo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell'Interno può impiegare il GIS per operazioni di liberazione ostaggi in scenari complessi come aerei, navi, treni, autobus ed edifici. Il GIS è inoltre utilizzato per la protezione di obiettivi sensibili da potenziali attacchi terroristici o criminali e per garantire la sicurezza durante eventi ad alto rischio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri impiega il GIS anche per la protezione di personalità minacciate e per supportare le unità territoriali in situazioni di crisi, come rapimenti o la cattura di criminali pericolosi, latitanti o evasi. Inoltre, il GIS partecipa occasionalmente all'addestramento di forze di polizia estere, fornendo la propria esperienza in ambito operativo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In Italia, non esiste un'unica unità dedicata esclusivamente al controterrorismo in ambito di ordine pubblico. Oltre al GIS, anche i NOCS (Nucleo Operativo Centrale di Sicurezza) della Polizia di Stato e gli ATPI (Antiterrorismo Pronto Impiego) della Guardia di Finanza partecipano ad operazioni antiterrorismo. Queste unità possono essere supportate dalle Forze Speciali sotto la supervisione del Comando Interforze per le Operazioni delle Forze Speciali (COFS). Dal 2015, sono state ricostituite le Unità di Intervento Speciale (UnIS) del Ministero dell'Interno e le Task Unit Antiterrorismo a Roma e Milano, con il GIS che riceve supporto tattico dal Reggimento Carabinieri Paracadutisti \"Tuscania\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Operazioni speciali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Essendo parte dell'Arma dei Carabinieri, dal 2000 il GIS è impiegabile in missioni internazionali di peace-keeping e peace-enforcing. Le sue attività comprendono operazioni antiterrorismo e la protezione di ambasciate, basi militari, cittadini e interessi italiani all'estero.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A partire dal 2004, il GIS, inizialmente concepito come unità controterrorismo, è stato ufficialmente riconosciuto dallo Stato Maggiore della Difesa come forza speciale. Questa trasformazione ha aumentato il suo impiego per missioni in basi militari all'estero. Le operazioni fuori dall'Italia vengono attivate direttamente dal COFS (Comando Interforze per le Operazioni delle Forze Speciali), il quale gestisce il dispiegamento delle forze speciali italiane.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal 2016, il GIS è coinvolto anche in missioni riservate all'estero su richiesta dei servizi d'intelligence dell'AISE (Agenzia Informazioni e Sicurezza Esterna), contribuendo in operazioni di alto profilo che colmano una lacuna rispetto alle capacità operative dei servizi di intelligence di altri paesi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Selezione e addestramento</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>All'interno del GIS si ritiene che le operazioni antiterrorismo richiedano un altissimo grado di competenze specialistiche, precisione e una perfetta coordinazione a livello tattico e operativo. Anche con il supporto tecnico più avanzato, il fattore umano rimane cruciale per il successo delle missioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per questo motivo, gli standard richiesti agli aspiranti incursori del GIS sono estremamente elevati. I candidati devono provenire dal 1º Reggimento Carabinieri Paracadutisti \"Tuscania\" e avere almeno due anni di servizio. L'età massima consentita per l'accesso è di 32 anni, il che garantisce al GIS un pool di candidati già altamente preparati. Tuttavia, nonostante questa solida base, molti falliscono il rigoroso processo di selezione, che inizia con esami fisici e psicologici estremamente severi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Coloro che superano questi test iniziano un corso di addestramento semestrale per diventare operatori del GIS. L'addestramento copre una vasta gamma di competenze, tra cui:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Tecniche di combattimento ravvicinato e autodifesa.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Tiro rapido e preciso con pistole, fucili e mitragliette.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Gestione di esplosivi e liquidi speciali, seguendo le procedure della Scuola del Genio dell'Esercito Italiano.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Arrampicata e sci, presso la Scuola Carabinieri di Selva di Val Gardena.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Protezione e scorta, comprese le tecniche di protezione personale e guida di veicoli blindati.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Discesa in corda doppia e altre tecniche per il rapido accesso da edifici ed elicotteri.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Combattimento corpo a corpo e tecniche di sicurezza e perquisizione.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Uso di armi ed equipaggiamenti speciali.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'addestramento si svolge in ambienti realistici per abituare gli operatori a situazioni di forte stress e migliorare gradualmente le loro prestazioni. Oltre a raffinare le abilità tecniche, il programma si concentra anche sulla capacità di valutare i rischi, preparando i candidati sia tatticamente che mentalmente alle sfide delle loro future missioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2024/09/gis1-1.jpg","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-09-16 23:20:15"}
{"id":10891,"titolo":"Comando Subacquei e Incursori \"Teseo Tesei\" (COMSUBIN)","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Comando Raggruppamento Subacquei e Incursori \"Teseo Tesei\" (COMSUBIN)</strong> è l'unità d'élite della Marina Militare italiana, composta dal \"Gruppo Operativo Subacquei\" (G.O.S.) e dal \"Gruppo Operativo Incursori\" (G.O.I.), unità di Forze Speciali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11188,\"width\":\"500px\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright size-large is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/10/comsubin-02-1000x655.jpg\" alt=\"Comando Subacquei e Incursori \"Teseo Tesei\" (COMSUBIN) - brigatafolgore.net\"Teseo Tesei\" (COMSUBIN) - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-11188\" style=\"width:500px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Gommone del GOI - Copyright Jimmy C. Pan ID: 100528-N-3136P-204</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fondato nel 1952, nella sua attuale organizzazione dal 1960, <strong>prende il nome dal maggiore Teseo Tesei, Medaglia d'Oro al Valor Militare.</strong> Il COMSUBIN risponde direttamente al capo di stato maggiore della Marina, sotto la guida di un ufficiale ammiraglio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ha sede a Le Grazie, nell'antica fortezza del Varignano. Originariamente costruita come lazzaretto, nel 1888 divenne il Comando della Difesa Marittima locale e, successivamente, la scuola del Corpo Reali Equipaggi di Marina per le categorie torpedinieri e radiotelegrafisti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 1910, il Varignano diventò la sede dei palombari della Regia Marina, con il trasferimento della storica Scuola Palombari, fondata a Genova nel 1849. Successivamente, nel 1952, divenne la base degli incursori, una nuova categoria creata per dare continuità alla tradizione dei combattenti dei mezzi d'assalto della Marina e per preservare le competenze acquisite durante la Seconda Guerra Mondiale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La caserma è intitolata al Maggiore del Genio Navale Teseo Tesei.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Storia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La prima scuola palombari, fondata a Genova nel 1849, fu trasferita al Varignano nel 1910, dove combinò capacità subacquee con competenze nella neutralizzazione di ordigni esplosivi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La formazione dei primi gruppi di incursione subacquea risale alla Prima Guerra Mondiale, quando la Regia Marina utilizzò mezzi come i MAS e la Torpedine semovente Rossetti (nota come \"mignatta\"), da cui derivò il famoso siluro a lenta corsa, o \"maiale\". </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11187,\"width\":\"450px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/10/comsubin-03.jpg\" alt=\"Comando Subacquei e Incursori \"Teseo Tesei\" (COMSUBIN) - brigatafolgore.net\"Teseo Tesei\" (COMSUBIN) - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-11187\" style=\"width:450px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Un operatore Gamma della Xª Flottiglia MAS</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questi mezzi permisero agli incursori italiani di compiere azioni memorabili contro la flotta austro-ungarica, tra cui la celebre impresa di Premuda.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un ruolo fondamentale venne svolto anche dall'ufficiale del Genio Navale Armando Andri, che nel 1921 condusse il primo recupero di una corazzata, il <em>Leonardo da Vinci</em>, nel Mar Piccolo di Taranto, operazione che segnò una tappa importante nelle operazioni subacquee.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La categoria dei palombari fu formalmente istituita nel 1933 con una legge che modificava l'ordinamento del Corpo Reale degli Equipaggi Marittimi (CREM).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tuttavia, l'origine degli Incursori del COMSUBIN si colloca negli anni '30, quando iniziarono le sperimentazioni con mezzi d'assalto speciali e attrezzature subacquee, come gli autorespiratori e le mute.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 1938, fu creato il primo reparto di mezzi d'assalto, denominato \"Comando dei Mezzi d'Assalto\", che divenne la Iª Flottiglia MAS, trasformata successivamente, nel 1941, nella celebre Xª Flottiglia MAS.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 1939, fu istituita la \"Scuola Sommozzatori\" a Livorno, presso l'Accademia Navale. Fondata da Angelo Belloni, inventore dell'autorespiratore a ossigeno (ARO), la scuola addestrava ufficiali e sottufficiali all'uso di tali dispositivi e li selezionava per operare nei reparti specializzati, come gli uomini Gamma o gli operatori dei siluri a lenta corsa (SLC).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli incursori destinati agli SLC venivano addestrati in segreto presso la base di Bocca di Serchio, dove sviluppavano le capacità necessarie per utilizzare questi mezzi e piazzare in modo occulto cariche esplosive sotto le navi nemiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Seconda guerra mondiale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante la Seconda Guerra Mondiale (1940-1943), le <strong>Flottiglie MAS</strong> della Regia Marina compirono imprese notevoli, affondando oltre 72.190 tonnellate di naviglio da guerra e 130.572 tonnellate di naviglio mercantile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra le azioni più importanti vi fu l'<strong>Impresa di Alessandria</strong> del 1941, quando sei incursori italiani penetrarono nel porto di Alessandria d'Egitto, affondando le corazzate britanniche <strong>Valiant</strong> e <strong>Queen Elizabeth</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per queste imprese, vennero assegnate numerose decorazioni, tra cui la <strong>Medaglia d'Oro al Valor Militare</strong> allo stendardo della <strong>Xª Flottiglia MAS</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I reparti GNP</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 1941, la Regia Marina creò un reparto \"Guastatori\" a Pola, integrato da battaglioni di \"Nuotatori\" e \"Paracadutisti\", destinati all'invasione di Malta. Sebbene l'operazione non si concretizzò, questi specialisti vennero impiegati in Provenza e Corsica nel 1942.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nell'aprile 1943 furono riuniti a Livorno nel Gruppo battaglioni Nuotatori Paracadutisti, al comando del capitano di fregata Carlo Simen, sotto le dipendenze di Generalmas.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Dopo l'armistizio</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, a Taranto fu riorganizzato un reparto del Regno del Sud chiamato Mariassalto Taranto, sotto il comando del capitano di fregata Ernesto Forza, ex comandante della Decima Flottiglia MAS. A questo si unirono operatori come Antonio Marceglia e Luigi Durand de La Penne, rimpatriati nel 1944 dopo essere stati prigionieri degli inglesi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il reparto partecipò a diverse operazioni a fianco degli alleati, tra cui l'affondamento dell'incrociatore Bolzano nel 1944 e della portaerei incompleta Aquila a Genova nel 1945, per impedirne l'uso da parte dei tedeschi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel frattempo, nella Repubblica Sociale Italiana, altri membri della Xª Flottiglia MAS, sotto il comando di Junio Valerio Borghese, continuarono a operare sotto la bandiera della RSI. Nonostante l'occupazione tedesca, Borghese mantenne una certa autonomia operativa, con il tricolore che continuava a sventolare sulla loro base.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Gruppo Arditi Incursori</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 1952, dopo la revoca dei vincoli del Trattato di Parigi, la Marina Militare creò il <strong>Gruppo Arditi Incursori</strong> sotto il comando del Tenente di Vascello Aldo Massarini, incorporando esperienze acquisite dai palombari e guastatori del Gruppo Gamma. Il gruppo, posto alle dipendenze di Maricentrosub, venne riorganizzato sotto la guida dell’ammiraglio Gino Birindelli e nel 1956 assunse il nome di <strong>MariSubArdIn</strong>, distinguendosi per l'addestramento in operazioni marittime e montane, comprese le attività di aviolancio dal 1962.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La costituzione del COMSUBIN</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 1959, il comando MariSubArdIn divenne <strong>MaricenSubIn</strong>, segno della continua evoluzione del reparto, fino a raggiungere la sua organizzazione definitiva il 15 febbraio 1960 con la nascita del <strong>COMSUBIN</strong>, Comando Raggruppamento Subacquei ed Incursori “Teseo Tesei”. Il fregio del comando, rappresentato da un caimano, onora gli <strong>Arditi della Prima Guerra Mondiale</strong> conosciuti come i \"Caimani Neri del Piave\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno degli episodi più significativi che evidenziarono l’efficacia del COMSUBIN fu l'intervento rapido durante l’alluvione di Firenze del 1966, in cui gli incursori fornirono aiuti vitali alla popolazione, guadagnandosi la <strong>medaglia d’argento al valor civile</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le operazioni all’estero</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 30 dicembre 1985 furono istituiti i <strong>Gruppi Operativi Speciali (GOS)</strong>, di cui il COMSUBIN fece parte con una quota degli incursori del Col Moschin, per condurre operazioni sotto il coordinamento del SISMI. Successivamente, gli operatori del <strong>Gruppo Operativo Incursori (GOI)</strong> presero parte a missioni delicate in tutto il mondo, tra cui il <strong>recupero di cittadini italiani in Ruanda</strong> durante il genocidio del 1994 e l’operazione di peacekeeping a <strong>Timor Est</strong> nel 1999.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra il 2001 e il 2005, gli incursori del GOI furono impiegati in Afghanistan nell’ambito dell’<strong>Operazione Enduring Freedom</strong>, con distacchi continui nella <a href=\"https://brigatafolgore.net/task-force-45/\" data-type=\"page\" data-id=\"3191\">Task Force 45</a> fino al 2012.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli operatori GOS furono anche protagonisti nel <strong>recupero della Costa Concordia</strong> dopo il naufragio del 2012.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal 2016, il <strong>GOI del COMSUBIN</strong> collabora con l’<strong>AISE</strong> per missioni riservate fuori area, mantenendo un ruolo strategico in operazioni delicate e altamente riservate su scala internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Organizzazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il comandante del reparto è solitamente un contrammiraglio, e ha sotto il suo diretto comando i comandanti del GOI (Gruppo Operativo Incursori) e del GOS (Gruppo Operativo Subacquei).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11189,\"width\":\"500px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/10/comsubin-01.jpg\" alt=\"Comando Subacquei e Incursori \"Teseo Tesei\" (COMSUBIN) - brigatafolgore.net\"Teseo Tesei\" (COMSUBIN) - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-11189\" style=\"width:500px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">incursori di COMSUBIN durante l'esercitazione Clever Sentinel del 2004 nelle acque del Mediterraneo - Copyright Stephen P. Weaver ID: 040422-N-5821W-009</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal comandante del Raggruppamento dipendono:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Quartier Generale</strong>: assicura i servizi e il mantenimento dell'efficienza del Comando, permettendo ai gruppi di svolgere le loro missioni.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Gruppo Operativo Incursori (GOI)</strong>: unico reparto di Forze Speciali della Marina Militare, erede degli uomini dei mezzi d'assalto della Marina.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Gruppo Operativo Subacquei (GOS)</strong>: reparto specialistico che include sommozzatori e palombari, operatori subacquei con le capacità di immersione più avanzate, derivanti da una tradizione di circa 170 anni nella Marina.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Gruppo Navale Speciale</strong>: responsabile delle unità navali, tra cui:<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><em>Anteo</em></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><em>Cabrini</em> e <em>Tedeschi</em></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>motoscafi <em>Pedretti</em> e <em>Marino</em> e altri mezzi minori.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Gruppo Scuole</strong>, suddiviso in:<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>scuola subacquei</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>scuola incursori</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>scuola di medicina subacquea e iperbarica.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Ufficio Studi</strong>: centro dedicato allo sviluppo tecnologico di materiali e mezzi utilizzati dagli operatori dei gruppi operativi.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Gruppo operativo incursori – GOI</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il GOI (Gruppo Operativo Incursori) è l'unità d'attacco specializzata in operazioni speciali, ed è parte delle forze speciali italiane riconosciute, sotto il comando operativo del <a href=\"https://brigatafolgore.net/comando-interforze-per-le-operazioni-delle-forze-speciali-c-o-f-s/\" data-type=\"page\" data-id=\"10415\">COFS (Comando Interforze per le Operazioni delle Forze Speciali Italiane)</a>. Il GOI opera insieme ad altre unità speciali italiane, tra cui:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><a href=\"https://brigatafolgore.net/9-reggimento-col-moschin-la-punta-di-diamante/\" data-type=\"page\" data-id=\"325\">9º Reggimento d'Assalto Paracadutisti \"Col Moschin\"</a> - Esercito Italiano</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><a href=\"https://brigatafolgore.net/4o-reggimento-alpini-paracadutisti/\" data-type=\"page\" data-id=\"430\">4º Reggimento Alpini Paracadutisti</a> - Esercito Italiano</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><a href=\"https://brigatafolgore.net/185-reggimento-ricognizione-e-acquisizione-obiettivi-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"353\">185° Reggimento Ricognizione e Acquisizione Obiettivi (RRAO) \"Folgore\"</a> - Esercito Italiano</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><a href=\"https://brigatafolgore.net/gruppo-di-intervento-speciale-gis/\" data-type=\"page\" data-id=\"10885\">Gruppo Intervento Speciale (GIS)</a> - Carabinieri</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><a href=\"https://brigatafolgore.net/17o-stormo-incursori/\" data-type=\"page\" data-id=\"11193\">17º Stormo Incursori</a> - Aeronautica Militare</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il GOI collabora strettamente con il Reparto Eliassalto per le operazioni aviotrasportate e ricopre ruoli offensivi, in linea con la sua dottrina operativa, proiettata alla difesa degli interessi nazionali, anche oltre i confini italiani. Il personale del GOI è composto esclusivamente da professionisti, sottoposti a un addestramento estremamente duro, selettivo e approfondito, per garantire elevati standard operativi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Gruppo operativo subacquei – GOS</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Gruppo Operativo Subacquei (GOS) è una forza specialistica della Marina Militare, incaricata di condurre operazioni subacquee complesse. È specializzato nella bonifica di mine e ordigni inesplosi in mare, negli interventi tecnici a grandi profondità e nel soccorso e supporto tecnico agli equipaggi delle unità sottomarine.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I palombari e sommozzatori del GOS sono responsabili della difesa subacquea delle unità della Marina Militare in porto, conducendo operazioni anti-sabotaggio contro eventuali incursioni ostili, ispezionando le carene delle navi per verificare la presenza di ordigni e partecipando a missioni subacquee di rilievo, come le ispezioni di relitti affondati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il GOS fa parte del Raggruppamento Subacquei e Incursori \"Teseo Tesei\" e condivide la sede presso il promontorio del Varignano, nel comune di Portovenere (La Spezia). È comandato da un ufficiale superiore, solitamente di rango non inferiore a capitano di fregata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I palombari della Marina sono il punto di riferimento italiano per la dottrina e le attrezzature nel campo delle immersioni. Il GOS è spesso chiamato a intervenire anche in operazioni di protezione civile. Tra le loro missioni più rilevanti:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Il 24 dicembre 1978, intervennero per recuperare il relitto dell’aereo caduto vicino a Punta Raisi (Palermo), che si era schiantato in mare nella notte tra il 22 e il 23 dicembre, causando la morte di 108 persone.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Il 13 gennaio 2012, furono i primi a intervenire sul naufragio della nave da crociera <em>Costa Concordia</em>, aprendo varchi mediante cariche esplosive sulla chiglia semicapovolta per permettere la ricerca di superstiti.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il GOS è in grado di operare fino a 300 metri di profondità, utilizzando impianti integrati sulle navi del Gruppo Navale Speciale, con l’ausilio di miscele respiratorie elio-ossigeno e tecniche di immersione in saturazione. Il soccorso ai sommergibili sinistrati viene effettuato tramite la Campana McCann fino a 130 metri, un minisommergibile Drass-Galeazzi SRV-300, o immersioni con scafandro rigido articolato (ADS) fino a 300 metri.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Scuola Subacquei</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Scuola Subacquei del COMSUBIN è l'erede della \"Scuola Palombari\", fondata a Genova il 24 luglio 1849 su iniziativa del generale Enrico Morozzo della Rocca, allora ministro della Guerra e della Marina del Regno di Sardegna. Inizialmente, l'istituto formava personale in grado di operare con scafandro da palombaro a 10 metri di profondità per oltre tre ore. Nel 1934, la scuola fu trasferita all'Arsenale San Bartolomeo, a La Spezia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante le due guerre mondiali, i palombari svolsero operazioni di recupero di scafi affondati. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, la Scuola Palombari fu fusa con la Scuola Sommozzatori di Livorno, dando vita al MARICENTROSUB di Varignano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli anni successivi, i palombari contribuirono alla rimozione di relitti navali e alla bonifica di mine e ordigni, esperienza che ha favorito lo sviluppo dei moderni Reparti Subacquei. Nel 1954, la scuola subacquei venne riorganizzata all'interno del Raggruppamento Subacquei.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La scuola seleziona e addestra sommozzatori e palombari della Marina, oltre a formare operatori subacquei per tutte le Forze Armate e corpi di polizia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2024/10/comsubin-02.jpg","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-10-15 18:55:45"}
{"id":11193,"titolo":"17º Stormo Incursori","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Il 17º Stormo Incursori, precedentemente noto come Reparto Incursori dell'Aeronautica Militare (RIAM) fino all'8 aprile 2008, è il reparto di Forze Speciali TIER 1 dell'Aeronautica Militare.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ha le sue radici negli Arditi Distruttori della Regia Aeronautica (ADRA), attivi durante la Seconda Guerra Mondiale. Dal reparto ADRA ha ereditato il \"basco color sabbia\" e il pugnale da combattimento \"Adra Ordinanza\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il nome attuale deriva dal disciolto \"17º Stormo Intercettori Teleguidati\" e il motto dal 17º Gruppo Caccia ed è inquadrato nella 1ª Brigata Aerea \"Operazioni Speciali\", sotto il comando operativo del <a href=\"https://brigatafolgore.net/comando-interforze-per-le-operazioni-delle-forze-speciali-c-o-f-s/\" data-type=\"page\" data-id=\"10415\">COFS (Comando Interforze per le Operazioni delle Forze Speciali)</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Storia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel febbraio 1937, la Regia Aeronautica fu incaricata di organizzare Scuole di Paracadutismo, inaugurando nel 1938 il \"Campo Scuola Paracadutisti della Libia\", con i primi allievi tra gli Àscari libici. Successivamente, nel 1939, fu fondata a Tarquinia la prima scuola di paracadutismo militare in Italia. Nel 1940, i paracadutisti ebbero il loro battesimo del fuoco in Libia, durante la difesa della città di Derna contro le forze inglesi. Nonostante la strenua resistenza, furono costretti a cedere terreno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11195,\"width\":\"500px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/10/17stormo-01.jpg\" alt=\"17º Stormo Incursori - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-11195\" style=\"width:500px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Distaccamento Operativo del 17º Stormo sbarca da HH101A - Copyright Carlo F. Polizzi</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 1942, nell'ambito della pianificazione dell'Operazione C3, il piano italiano per l'invasione di Malta, fu creato il 1º Reggimento d'Assalto \"Amedeo d'Aosta\", destinato a giocare un ruolo centrale nell'occupazione degli aeroporti dell'isola. All'interno di questo piano, furono formati diversi reparti speciali, tra cui il Battaglione ADRA (Arditi Distruttori della Regia Aeronautica), specializzato in missioni di sabotaggio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il battaglione era composto da circa 300 uomini, e fu responsabile di audaci missioni contro obiettivi nemici, come l'aeroporto di Bengasi, dove riuscirono a distruggere diversi velivoli.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, parte del Battaglione ADRA continuò a combattere al fianco degli Alleati nella guerra di liberazione italiana. Nel 1944, il Maresciallo Messe organizzò un battaglione di arditi dell'Aeronautica, destinato a partecipare alle operazioni per la liberazione della penisola.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel dopoguerra, nel 1968, l'Aeronautica Militare avviò la costituzione del Gruppo di Formazione del Reggimento Aeronautica Militare (G.F.R.A.M.), sotto la guida del capitano Antonio Mariani. Questo gruppo, composto da paracadutisti-incursori-sabotatori, svolse un'intensa attività addestrativa e fu impegnato anche in operazioni antiterroristiche. Il reparto fu poi sciolto, ma un nucleo di paracadutisti rimase attivo con il nome \"Falchi Blu\", eseguendo attività di aviolancio dimostrativo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 2003, l'Aeronautica Militare costituì ufficialmente il Reparto Incursori dell'Aeronautica Militare (RIAM) presso il distaccamento di Furbara. Nel 2008, il reparto assunse l'attuale denominazione di 17º Stormo Incursori, ricevendo la Bandiera di Guerra il 30 marzo 2009.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Gli Incursori del 17º</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli incursori del 17º Stormo dell'Aeronautica Militare (AM) operano sia in ambito nazionale che internazionale, all'interno di contesti come NATO, UE e coalizioni multinazionali, con un focus su operazioni speciali a forte connotazione aeronautica. Addestrati per intervenire in ambienti variabili, dall'alta quota all'ambiente subacqueo, gli incursori svolgono missioni critiche, tra cui controterrorismo e operazioni dirette contro obiettivi strategici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le loro missioni principali includono il controllo del traffico aereo in zone operative (Combat Controller), il monitoraggio delle condizioni meteorologiche (Combat Weatherman) e operazioni di ricerca e soccorso in contesti ostili (Combat SAR).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 17º Stormo Incursori si distingue per la sua capacità di intervenire rapidamente con elevata autonomia operativa in scenari complessi, garantendo la protezione degli interessi nazionali e contribuendo a mitigare i rischi politici legati a minacce come il terrorismo internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Missioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 17º Stormo Incursori dell'Aeronautica Militare ha partecipato a numerose missioni in Italia e all'estero.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11194,\"width\":\"500px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/10/17stormo-02.jpg\" alt=\"17º Stormo Incursori - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-11194\" style=\"width:500px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Incursori del 17º in esercitazione - Copyright Matthew Cole ID: 170508-N-ER662-006</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le nuove capacità acquisite hanno consentito agli Incursori di prendere parte a missioni internazionali come \"Antica Babilonia\" in Iraq, operazioni in Ciad, Mali, Somalia (Operazione Tortuga, contro la pirateria), Libia (Operazione Unified Protector) e Afghanistan, dove l'unità è stata coinvolta nell'Operazione Sarissa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal 2007, l'unità è stata schierata in Afghanistan, operando all'interno della <a href=\"https://brigatafolgore.net/task-force-45/\" data-type=\"page\" data-id=\"3191\">Task Force 45</a>, insieme al <a href=\"https://brigatafolgore.net/9-reggimento-col-moschin-la-punta-di-diamante/\" data-type=\"page\" data-id=\"325\">9º Reggimento d'Assalto Paracadutisti \"Col Moschin\"</a> dell'Esercito Italiano, il <a href=\"https://brigatafolgore.net/comando-subacquei-e-incursori-teseo-tesei-comsubin/\" data-type=\"page\" data-id=\"10891\">GOI</a> della Marina Militare e i <a href=\"https://brigatafolgore.net/gruppo-di-intervento-speciale-gis/\" data-type=\"page\" data-id=\"10885\">GIS</a> dei Carabinieri. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 2011, ha partecipato all'Operazione Unified Protector in Libia, con compiti come il Ground Laser Target Designator e il Joint Tactical Air Controller.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'unità è stata impiegata anche nella Task Force 44 \"Centuria\" in Iraq, nell'ambito dell'Operazione Inherent Resolve, per contrastare le forze del Daesh. Qui ha condotto missioni di addestramento e ricognizione, collaborando con altre unità italiane e internazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 2021-2022 ha preso parte alla Task Force Takuba in Mali, nell'ambito della European Union Training Mission, con compiti di ricognizione e MEDEVAC.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Formazione degli operatori</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'accesso alla specialità Incursori avviene tramite concorso interno all'Aeronautica Militare. A partire dal 12 dicembre 2017, è stato possibile partecipare al reclutamento per l'Aeronautica Militare in ferma prefissata di un anno (VFP1).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il processo di selezione prevede una preselezione basata sull'idoneità fisica, accertamenti psico-fisici e attitudinali, seguita da prove di efficienza fisica (che includono quattordici test atletici).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'iter selettivo e formativo per diventare incursore dell'Aeronautica Militare è principalmente gestito dal Gruppo Addestramento (GA) del 17º Stormo e si sviluppa in fasi modulari, tutte estremamente selettive. Il primo step è rappresentato dal Corso Forze per Operazioni Speciali dell'Aeronautica Militare (FOSAM), che dura circa 9-10 mesi. Al termine di questo corso, i partecipanti ottengono la prima qualifica di \"Operatore STOS\" (Supporto Tattico alle Operazioni Speciali).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo il corso FOSAM, il percorso si divide in due filoni:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Gli operatori STOS che superano con successo il corso e risultano idonei nella graduatoria di merito possono proseguire con il Corso BIAM (Brevetto Incursore dell'Aeronautica Militare), acquisendo così il brevetto di incursore.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Altri operatori possono continuare la loro carriera come Operatori STOS, specializzandosi nel supporto tattico alle operazioni speciali.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La durata complessiva del percorso per diventare Operatore STOS è di circa 9 mesi, mentre per ottenere il brevetto di Incursore è di circa 14 mesi. Al termine della formazione, i candidati vengono assegnati al 17º Stormo Incursori.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli istruttori del Gruppo Addestramento sono altamente qualificati e includono:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Soccorritori specializzati nell'addestramento alla sopravvivenza in vari ambienti (marino, montano, desertico e ostile).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Incursori qualificati come istruttori, molti dei quali hanno ottenuto il brevetto presso il 9° Col Moschin, incaricati della formazione operativa degli allievi.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Esperti in riconoscimento e disinnesco di ordigni esplosivi (EOR, EOD e IEDD).</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'iter formativo comprende una vasta gamma di corsi, tra cui:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Paracadutismo</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Topografia e trasmissioni</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Basic Life Support</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Addestramento avanzato all'uso delle armi, con esercitazioni diurne e notturne</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Pianificazione operazioni militari</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Sopravvivenza, evasione, fuga e resistenza agli interrogatori</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Tecniche di radio-operazioni per Forze Speciali</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Maneggio di esplosivi e tecniche di aerocooperazione</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Combattimento e mobilità in montagna</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Ricognizione speciale e raccolta di informazioni (Human Intelligence - HUMINT).</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo percorso, complesso e rigoroso, prepara gli operatori e incursori dell'Aeronautica Militare a svolgere missioni in contesti operativi estremamente delicati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per diventare Incursori dell'Aeronautica Militare (AM), dopo aver superato il Corso Forze per Operazioni Speciali dell'Aeronautica Militare (FOSAM), si prosegue con il Corso per Brevetto di Incursore dell'Aeronautica Militare (BI-AM). Questa fase specialistica, della durata di circa quattro mesi, completa la formazione degli allievi Incursori e culmina con il conseguimento del Brevetto di Incursore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una volta acquisito il brevetto, l'iter formativo continua con la fase di Prontezza al Combattimento per Forze Speciali (PC-FS), che ha una durata prevista di sei mesi. Questo addestramento avanzato è finalizzato a rendere gli Incursori pienamente operativi e pronti per l'impiego immediato nelle operazioni militari (Combat Readiness).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al termine della fase PC-FS, l'Incursore è pronto per essere impiegato in Operazioni Fuori dai Confini Nazionali (OFCN), completando così un percorso di formazione complessivo di quasi due anni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2024/10/17stormo-01.jpg","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-10-15 20:33:26"}
{"id":11473,"titolo":"Nascita ed evoluzione delle Forze Speciali, una storia tutta Italiana","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'Italia è stato <strong>il primo paese al mondo</strong> a sperimentare unità militari d’élite, pionieri di tattiche e mezzi d’assalto innovativi, sia via terra con gli <em>Arditi</em>, sia per mare con le audaci <em>flottiglie MAS della Regia Marina</em>. Sin dalle loro origini, queste unità hanno incarnato il coraggio e la capacità di anticipare nuove modalità operative, creando una tradizione che avrebbe <strong>ispirato le Forze Speciali moderne</strong> di tutto il mondo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’<strong>esercito romano</strong> impiegava unità speciali, come gli <em>Exploratores</em> e i <em>Speculatores</em>, per missioni di esplorazione e ricognizione. Erano soldati altamente addestrati per operazioni avanzate, simili a quelle delle moderne forze di ricognizione. Tuttavia, per trovare formazioni che utilizzassero un’impronta strategica orientata all’audacia e alla sorpresa, dobbiamo arrivare <strong>agli inizi del 20º secolo</strong> con gli <em>Arditi</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una storia tutta italiana che traccerà una via destinata a trasformare per sempre il modo di affrontare i conflitti, con un modus operandi mirato ad aprire consapevolmente <strong>scenari asimmetrici</strong> e <strong>tecniche di combattimento non convenzionali</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11546,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img title=\"Nascita ed evoluzione delle Forze Speciali, una storia tutta Italiana - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/10/arditi-nono-1-1024x769.jpg\" alt=\"Nascita ed evoluzione delle Forze Speciali, una storia tutta Italiana - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-11546\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Arditi del IX Reparto d'Assalto nella prima guerra mondiale e incursori del 9º Reggimento \"Col Moschin\" - Copyright foto Ministero della Difesa-Esercito</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I primi Incursori della storia: gli Arditi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>All'inizio del Novecento, il mondo militare sentiva la necessità di innovare le tattiche d’assalto per far fronte a una guerra moderna e sempre più complessa. <strong>Le prime forze speciali italiane, nacquero ufficialmente nel 1917, nel pieno della Prima Guerra Mondiale, come unità d'assalto del Regio Esercito</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questi reparti, appositamente costituiti per azioni di rottura delle linee nemiche, rappresentavano una novità strategica: non erano semplici fanti, ma soldati scelti, caratterizzati da un addestramento specifico e da un equipaggiamento leggero che li rendeva estremamente mobili e adatti agli scontri corpo a corpo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Erano i leggendari <strong>Arditi</strong>, specialità dell'arma di fanteria del Regio Esercito, costituita in autonomi reparti d'assalto. La loro natura \"asimmetrica\" consentiva di influenzare le battaglie attraverso interventi mirati e spesso invisibili, sfruttando discrezione e superiorità addestrativa al posto della forza convenzionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11435,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"wide\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignwide size-large\"><img title=\"Nascita ed evoluzione delle Forze Speciali, una storia tutta Italiana - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/10/arditi-1000x682.jpg\" alt=\"Nascita ed evoluzione delle Forze Speciali, una storia tutta Italiana - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-11435\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Gli Arditi rappresentano i precursori delle attuali forze speciali italiane - Copyright foto Ministero della Difesa-Esercito</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:verse -->\n<pre class=\"wp-block-verse\">Gli Arditi venivano addestrati per penetrare le linee nemiche e compiere atti di sabotaggio con grande rapidità e coordinazione, sfruttando la sorpresa come elemento principale delle loro incursioni. Dotati di pugnali, petardi e pistole mitragliatrici leggere, questi soldati erano considerati l’élite dell’esercito e venivano impiegati in operazioni estremamente rischiose, spesso con elevatissime perdite. A differenza dei reparti di fanteria tradizionali, i loro compiti non si limitavano alla conquista di posizioni ma puntavano a infliggere danni significativi e destabilizzare le forze nemiche, contribuendo così all’avanzamento delle linee italiane.</pre>\n<!-- /wp:verse -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il loro primo centro di addestramento fu a <strong>Sdricca di Manzano</strong>, vicino a Udine, dove venivano preparati nelle tecniche di combattimento corpo a corpo e assalto rapido. Qui si teneva una formazione intensiva che mirava a prepararli non solo fisicamente ma anche psicologicamente, per affrontare missioni che richiedevano coraggio e determinazione assoluti. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In parallelo, anche la Regia Marina sviluppò unità di incursori, i cosiddetti gruppi di incursione marittima, composti da specialisti in attacchi subacquei e di sabotaggio. Questi uomini utilizzavano imbarcazioni leggere, come i <strong>MAS (Motoscafi Armati Siluranti)</strong> e i cosiddetti “maiali,” siluri modificati e pilotati da operatori addestrati, per attacchi in mare contro unità navali nemiche. Le loro azioni erano caratterizzate da un’audacia fuori dal comune, poiché richiedevano di avvicinarsi pericolosamente ai bersagli e compiere missioni in totale isolamento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra gli incursori marittimi si annoverano episodi celebri che vedono protagonisti uomini coraggiosi e mezzi innovativi, segnando il debutto delle prime missioni di assalto subacqueo nella storia italiana. Grazie a queste azioni, gli incursori della Regia Marina posero le basi per le future unità di forze speciali navali italiane.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Esperimenti prima del 1917</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ancor prima della nascita ufficiale degli Arditi, esistevano tentativi di sviluppare unità speciali all’interno del Regio Esercito. Nel 1914, ad esempio, <strong>vennero formati i Gruppi di Esploratori</strong>, soldati addestrati per agire dietro le linee nemiche e sabotare le difese, vestiti interamente di nero per favorire la mimetizzazione. Questi precursori venivano impiegati per missioni esplorative, come il taglio dei reticolati nemici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un’altra anticipazione degli Arditi furono le cosiddette <strong>Compagnie della Morte</strong>, formate da pattuglie speciali di fanteria e del genio. Questi soldati erano equipaggiati con corazze e caschi, spesso del tipo \"Farina\", e addestrati per missioni di taglio dei reticolati e brillamento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:verse -->\n<pre class=\"wp-block-verse\">Nel 1916, il Comando Supremo stabilì che la qualifica di \"militare ardito\" fosse attribuita a chi si distingueva per coraggio e determinazione, ma con il divieto esplicito di creare unità specialintivo assegnato era il monogramma reale \"VE\", da portare sul braccio sinistro, concepito come segno d’onore e simbolo d’esempio per gli altri soldati. Tuttavia, questo segno fu la genesi del termine \"Ardito\" nell'immaginario collettivo.</pre>\n<!-- /wp:verse -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La nascita degli Arditi, quindi, non fu un evento isolato ma il frutto di una progressiva evoluzione delle tattiche e delle esigenze operative.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11436,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img title=\"Nascita ed evoluzione delle Forze Speciali, una storia tutta Italiana - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/10/arditi-avolio-1000x542.jpg\" alt=\"Nascita ed evoluzione delle Forze Speciali, una storia tutta Italiana - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-11436\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Gli arditi della Brigata Bologna al comando del Ten. Arturo Avolio</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il primo impiego nella Battaglia di Gorizia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>l primo impiego dei \"plotoni speciali\" risale all'<strong>agosto 1916</strong>, durante la <strong>battaglia di Gorizia</strong>, negli scontri tra la Brigata Lambro e l'esercito austro-ungarico presso quota 188 e il Dosso del Bosniaco. Tuttavia, a causa dell'imprecisione dei rapporti ufficiali e delle difficoltà del terreno – caratterizzato da reticolati e pesantemente battuto dall'artiglieria austriaca – risulta impossibile determinare con esattezza l'efficacia di questi reparti sull'esito della battaglia. Si suppone comunque che siano stati impiegati come unità di rottura presso le posizioni citate e come reparti esploranti una volta superata Gorizia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Altre azioni significative di questi plotoni si verificarono l'<strong>11 febbraio 1917</strong>, quando due plotoni riconquistarono la trincea del saliente di <strong>Casa dei Pini</strong>, persa due giorni prima dal 206º Battaglione della Brigata Lambro, e il <strong>26 febbraio</strong>, quando un plotone irruppe in una trincea vicino a <strong>Belpoggio</strong>, riuscendo a conquistarla.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le innovazioni del Maggiore Giuseppe Bassi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 1917, a seguito delle proposte e degli studi di alcuni generali consapevoli della necessità di superare la tradizionale strategia dell’assalto frontale supportato dall’artiglieria e di alcuni giovani ufficiali insoddisfatti dell’inutile stasi e massacro della guerra di trincea, venne sperimentata un’<strong>unità speciale presso la 48ª Divisione dell’VIII Corpo d’Armata</strong>. Questa unità era <strong>comandata dal Maggiore Giuseppe Bassi</strong>, supportato dal <strong>Sergente Giuseppe Longoni</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Bassi redasse una nota innovativa sull'impiego delle <strong>pistole mitragliatrici Fiat Mod. 15 / OVP (Officine Villar Perosa)</strong>, proponendo miglioramenti tecnici come la rimozione dello scudo, l’introduzione di un bipode leggero e l’adozione di una guida per facilitare la sostituzione dei caricatori al buio e in condizioni di battaglia. La sua proposta includeva anche una nuova dottrina d’impiego, che ottimizzava le sezioni mitragliatrici e indicava gli equipaggiamenti specifici delle unità, tra cui<strong> l’uso di pugnali e petardi accanto a moschetti e pistole a rotazione</strong>, per accentuare l’aggressività delle truppe.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Inoltrata al <strong>Generale Gaetano Giardino</strong> nel novembre del 1916, la nota ottenne il suo plauso; Giardino tuttavia la trasmise al <strong>Generale Grazioli</strong> per un parere di grado superiore. Grazioli, comandante della <strong>Brigata Lambro</strong>, adattò probabilmente le nuove note alle sue precedenti riflessioni sui plotoni speciali, e il <strong>7 marzo 1917 </strong>emise una direttiva ai comandanti di reggimento per la creazione di reparti d'attacco specializzati in incursioni a sorpresa, colpi di mano, contrattacchi improvvisi e altre operazioni al di fuori delle competenze della fanteria convenzionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Il 14 marzo 1917</strong>, il Comando Supremo italiano venne a conoscenza della creazione di unità speciali nell’esercito austro-ungarico, mentre già l’esercito tedesco aveva adottato il concetto di truppe d’élite, le <strong>Stoßtruppen</strong>, mediamente meglio addestrate rispetto ai normali reparti. Tuttavia, gli <strong>Arditi</strong> italiani non furono una semplice imitazione delle truppe d'assalto tedesche e austriache; <strong>a differenza delle controparti tedesche, gli Arditi costituirono vere e proprie unità autonome, senza limitarsi al ruolo di supporto alla fanteria</strong>. Gli esperimenti del Regio Esercito in questa direzione precedettero l'informazione sulle unità tedesche e servirono principalmente ad accelerare il progetto di istituzione delle unità speciali italiane.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:verse -->\n<pre class=\"wp-block-verse\">Dopo aver assistito a un’esercitazione condotta da Bassi, il <strong>Generale Cadorna</strong> diede il via libera per la nascita degli Arditi, diramando una circolare per costituire reparti speciali secondo linee guida precise. <strong>Il 29 luglio 1917 Re Vittorio Emanuele III ufficializzò la creazione dei Reparti d'Assalto</strong>.</pre>\n<!-- /wp:verse -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Grazie a questo approccio innovativo, gli Arditi furono impiegati con successo durante le battaglie sul fronte italiano, diventando noti per il loro coraggio e per la capacità di penetrare in profondità le linee nemiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il battesimo del fuoco e il Monte San Gabriele</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I nuovi Reparti ricevettero il Battesimo del Fuoco durante l’Undicesima <strong>Battaglia dell’Isonzo nell'agosto del 1917</strong>, quando vennero impiegati per sfondare le posizioni austro-ungariche sull'altopiano della Bainsizza. Questi uomini si distinsero per le azioni audaci e la capacità di infiltrarsi tra le linee nemiche, riuscendo a rompere le difese avversarie e conquistando posizioni strategiche come il <strong>Monte San Gabriele</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Monte San Gabriele</strong>, pesantemente fortificato, fu il teatro di una delle operazioni più celebri. All’alba del <strong>4 settembre 1917</strong>, gli Arditi si lanciarono all’assalto della vetta, conquistandola dopo un’intensa battaglia contro un nemico inizialmente ignaro del loro arrivo. <strong>Con bombe a mano e lanciafiamme, sbaragliarono le difese nemiche e aprirono la strada alle forze italiane</strong>. Questo successo valse loro fama e riconoscimenti, consolidando il ruolo degli Arditi come forza d’élite dell’esercito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11438,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img title=\"Nascita ed evoluzione delle Forze Speciali, una storia tutta Italiana - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/10/arditi-manifesto-donne-643x1000.jpg\" alt=\"Nascita ed evoluzione delle Forze Speciali, una storia tutta Italiana - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-11438\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Manifesto di propaganda degli Arditi, prima guerra mondiale - Museo storico italiano della guerra</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La conquista del Col Moschin</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla fine della primavera del 1918, l’estate imminente portava con sé un nuovo, disperato tentativo da parte delle forze austro-ungariche di spezzare le difese italiane sul massiccio del Grappa, cercando di penetrare nelle valli del Brenta e del Piave e aggirare così lo schieramento italiano che correva lungo il corso del Piave. <strong>Il piano austriaco prevedeva un’offensiva strategica per aggirare la Cima Grapp</strong>a, situata al centro del massiccio, puntando a sfondare sui lati occidentale ed orientale del complesso montuoso, vicini ai fiumi Brenta e Piave. <strong>L’attacco fu affidato all’XI Armata, comandata dal Generale Scheuschenstuel</strong>, potenziata da rinforzi e supportata da un’intensa artiglieria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alle <strong>ore 3 del 15 giugno</strong> iniziò un violento bombardamento, subito controbattuto dall’artiglieria italiana che riuscì a indebolire le forze austriache sul lato orientale. Alle <strong>8 del mattino</strong>, la fanteria austriaca lanciò l’assalto; i maggiori successi si registrarono sul versante occidentale, dove <strong>le cime che presidiavano il fianco del Brenta cedettero una dopo l’altra, inclusi i punti fortificati del Col Moschin e delle cime vicine: Col del Miglio, Col Fenilon e Col Faghero</strong>n. In poche ore, le difese italiane sul Grappa erano sull'orlo del collasso, lasciando agli austriaci un potenziale accesso alla pianura veneta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli austriaci, ormai vicini alla vittoria, avrebbero avuto bisogno di rinnovare immediatamente l’offensiva per consolidare i guadagni. Tuttavia, le loro riserve erano ormai quasi esaurite, mentre la reazione italiana non si fece attendere. Un intenso fuoco d’artiglieria colpì le posizioni appena occupate dagli austro-ungarici, rendendo difficile l’arrivo di rinforzi. La controffensiva italiana fu rapida: nel primo pomeriggio, i<strong>l IX Reparto d’Assalto (poco più di 600 uomini), già allertato in previsione dell’attacco, riconquistò il Col Fagheron e, alle 22, riprese anche il Col Fenilon, supportato da due battaglioni del 91º Reggimento di Fanteria.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Restava la posizione più importante: il <strong>Col Moschin</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:verse -->\n<pre class=\"wp-block-verse\">All’alba del 16 giugno, il IX Reparto d’Assalto lanciò un attacco fulmineo e in soli dieci minuti strappò il controllo del Col Moschin agli austriaci, catturando 300 prigionieri, tra cui 17 ufficiali, e 25 mitragliatrici. In sole 24 ore, l’offensiva austriaca era stata neutralizzata. In onore di questa vittoria, la città di Roma innalzò un monumento sul Col Moschin, eretto con un’antica colonna romana.</pre>\n<!-- /wp:verse -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il successo del IX Reparto d’Assalto fu completo, con perdite relativamente ridotte grazie a una manovra condotta in condizioni ottimali: il nemico, esausto e fiaccato dal fuoco dell’artiglieria italiana, fu colpito con risolutezza da un reparto motivato e altamente addestrato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tuttavia, pochi giorni dopo, <strong>il 24 giugno, il IX Reparto fu nuovamente inviato per riconquistare un caposaldo austriaco sull’Asolone</strong>. In questo caso, il fuoco preparatorio dell’artiglieria fu meno efficace e la riconquista dell’Asolone costò al IX Reparto un tributo di sangue molto elevato. La conquista fu temporanea, poiché un immediato contrattacco nemico riuscì a sopraffare le forze italiane stremate. <strong>In questa azione, il IX Reparto perse quasi il 50% dei suoi uomini (19 ufficiali e 305 arditi), dimostrando che gli alti comandi italiani non avevano ancora compreso appieno come sfruttare efficacemente le straordinarie capacità combattive dei reparti d’assalto.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Successivamente, <strong>tra il 24 ottobre e il 4 novembre 1918, gli arditi furono tra gli artefici dello&nbsp;sfondamento della linea del Piave</strong>&nbsp;che permise la vittoria finale sugli eserciti austro-ungarici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11439,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"wide\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignwide size-large\"><img title=\"Nascita ed evoluzione delle Forze Speciali, una storia tutta Italiana - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/10/arditi-monte-corno-1000x666.jpg\" alt=\"Nascita ed evoluzione delle Forze Speciali, una storia tutta Italiana - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-11439\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Tenente Carlo Sabatini e i suoi Arditi del V reparto di assalto appena decorati dopo l'azione sul Monte Corno del 13 maggio 1918</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Organizzazione dei Reparti d'Assalto (Prima Guerra Mondiale)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>735 militari suddivisi in tre compagnie (circa 200 militari ciascuna):</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>I Plotone d'Attacco</strong><!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>I Squadra d'Assalto</strong> (un pugnale e venti bombe a mano a testa) </li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>II Squadra d'Attacco</strong> (un pugnale e venti bombe a mano a testa più una pistola mitragliatrice Villar Perosa Calibro 9 Glisenti detta \"Pernacchia\" con 10 000 cartucce)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>III Squadra d'Attacco</strong> (un pugnale e venti bombe a mano a testa più una pistola mitragliatrice Villar Perosa Calibro 9 Glisenti detta \"Pernacchia\" con 10 000 cartucce)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>IV Squadra d'Attacco</strong> (un pugnale e venti bombe a mano a testa)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Coppia di Munizionamento</strong> (due militari con quattro bisacce da 150 bombe a mano l'una)</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>II Plotone d'Attacco<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>I Squadra d'Assalto</strong> (un pugnale e venti bombe a mano a testa)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>II Squadra d'Attacco</strong> (un pugnale e venti bombe a mano a testa più una pistola mitragliatrice Villar Perosa Calibro 9 Glisenti detta \"Pernacchia\" con 10 000 cartucce)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>III Squadra d'Attacco </strong>(un pugnale e venti bombe a mano a testa più una pistola mitragliatrice Villar Perosa Calibro 9 Glisenti detta \"Pernacchia\" con 10 000 cartucce)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>IV Squadra d'Attacco</strong> (un pugnale e venti bombe a mano a testa)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Coppia di Munizionamento</strong> (due militari con quattro bisacce da 150 bombe a mano l'una)</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>III Plotone d'Attacco</strong><!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>I Squadra d'Assalto</strong> (un pugnale e venti bombe a mano a testa)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>II Squadra d'Attacco</strong> (un pugnale e venti bombe a mano a testa più una pistola mitragliatrice Villar Perosa Calibro 9 Glisenti detta \"Pernacchia\" con 10 000 cartucce)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>III Squadra d'Attacco</strong> (un pugnale e venti bombe a mano a testa più una pistola mitragliatrice Villar Perosa Calibro 9 Glisenti detta \"Pernacchia\" con 10 000 cartucce)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>IV Squadra d'Attacco</strong> (un pugnale e venti bombe a mano a testa)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Coppia di Munizionamento</strong> (due militari con quattro bisacce da 150 bombe a mano l'una)</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>IV Plotone d'Attacco</strong><!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>I Squadra d'Assalto</strong> (un pugnale e venti bombe a mano a testa)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>II Squadra d'Attacco</strong> (un pugnale e venti bombe a mano a testa più una pistola mitragliatrice Villar Perosa Calibro 9 Glisenti detta \"Pernacchia\" con 10 000 cartucce)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>III Squadra d'Attacco</strong> (un pugnale e venti bombe a mano a testa più una pistola mitragliatrice Villar Perosa Calibro 9 Glisenti detta \"Pernacchia\" con 10 000 cartucce)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>IV Squadra d'Attacco</strong> (un pugnale e venti bombe a mano a testa)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Coppia di Munizionamento</strong> (due militari con quattro bisacce da 150 bombe a mano l'una)</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>V Plotone Specialisti</strong><!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>I Squadra Mitraglieri </strong>(due mitragliatrici pesanti con 20 000 cartucce)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>II Squadra Guastatori</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>III Squadra Segnalatori</strong></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>VI Plotone Lanciafiamme</strong><!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Compagnia Complementi</strong> (circa 135 militari armati con un pugnale, quattro bombe a mano e un moschetto con 71 cartucce a testa)</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Plotone Specialisti</strong><!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>I Squadra Mitraglieri</strong> (due mitragliatrici pesanti con 20 000 cartucce)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>II Squadra Cannonier</strong>i (due cannoni da 65/17)</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ogni squadra di attacco o di assalto era suddivisa in 5-6 coppie, con un organico simile a quello degli attuali distaccamenti delle moderne forze speciali (circa 12 uomini).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il primo Paracadutista militare della storia: il Tenente Alessandro Tandura</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un momento storico per le forze speciali italiane e, in generale, per la storia militare, fu rappresentato dal <strong>Tenente Alessandro Tandura</strong>, che fu il <strong>primo paracadutista al mondo ad eseguire un lancio in azione di guerra</strong>. La missione ebbe luogo nella notte tra l’<strong>8 e il 9 agosto 1918</strong>. Tandura si lanciò da un aereo Savoia-Pomilio SP.4 dal cielo italiano sopra le linee nemiche, un’impresa resa possibile <strong>grazie al supporto dei piloti William George Barker e William Wedgwood Benn della Royal Air Force</strong>. Questa azione non solo rappresentò un evento pionieristico nell’uso dei paracadutisti in operazioni militari ma gettò le basi per lo sviluppo delle unità aviotrasportate in Italia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per tale gesto, il Tenente Tandura fu decorato a <strong>Medaglia d'Oro al Valor Militare</strong> con la seguente motivazione:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Animato dal più ardente amor di patria, si offriva per compiere una missione estremamente rischiosa: da un aeroplano in volo, si faceva lanciare con un paracadute al di là delle linee nemiche nel Veneto invaso, dove, con alacre intelligenza e indomito sprezzo di ogni pericolo, raccoglieva nuclei di Ufficiali e soldati nostri dispersi, e, animandoli con il proprio coraggio e con la propria fede, costituiva con essi un servizio d'informazioni che riuscì di preziosissimo ausilio alle operazioni. Due volte arrestato e due volte sfuggito, dopo tre mesi di audacie leggendarie, integrava l'avveduta e feconda opera sua, ponendosi arditamente alla testa delle sue schiere di ribelli e con esse insorgendo nel movimento cui si delineava la ritirata nemica, ed agevolando così l'avanzata vittoriosa delle nostre truppe. Fulgido esempio di abnegazione, di cosciente coraggio e di generosa intera dedizione di tutto sé stesso alla Patria</p>\n<!-- /wp:paragraph --><cite>Piave - Vittorio Veneto, agosto - ottobre 1918</cite></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A pochi giorni di distanza venne eseguito anche il secondo lancio, effettuato da <strong>Pier Arrigo Barnaba</strong>, Tenente delle Fiamme Verdi, gli Arditi degli Alpini. Fu il primo Alpino Paracadutista della storia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:verse -->\n<pre class=\"wp-block-verse\">In futuro, paracadutismo e forze speciali saranno termini in simbiosi, uniti dalla comune vocazione all'azione rapida e incisiva, con ogni operatore al centro di missioni critiche e ad alto rischio. In Italia, il 24 marzo 1938, venne istituita a Castel Benito la scuola di paracadutismo denominata \"Campo scuola paracadutisti della Libia,\" per decreto del Governatore Italo Balbo e sotto il comando del maggiore Goffredo Tonini. Il 15 ottobre 1939, fu fondata la Regia Scuola Paracadutisti dell'Aeronautica a Tarquinia, che iniziò l'addestramento dei primi istruttori del Regio Esercito nel giugno 1940, con i primi corsi per reclute avviati il mese successivo.</pre>\n<!-- /wp:verse -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>A Tarquinia, nel luglio 1940, furono costituiti i primi reparti: il I e II Battaglione fanteria paracadutisti e il III Battaglione Carabinieri Paracadutisti (successivamente rinominati II, III e I). Il 30 aprile 1941, il II Battaglione paracadutisti eseguì il primo aviolancio di guerra sull’isola di Cefalonia</strong>. Nella primavera del 1941, venne formato il 1º Reggimento Paracadutisti, e nello stesso anno <strong>la Compagnia nuotatori paracadutisti della Regia Marina sperimentò per la prima volta il lancio in mare</strong>. <strong>Il 1º settembre 1941, venne istituita la 1ª Divisione Paracadutisti, alla quale fu conferito il nome \"Folgore\" nel giugno 1942</strong>, successivamente divenuta la <a href=\"https://brigatafolgore.net/storia-della-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"308\">185ª Divisione Paracadutisti \"Folgore.\"</a></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nell'epica battaglia di <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-battaglia-di-el-alamein/\" data-type=\"page\" data-id=\"309\">El-Alamein</a>, i <a href=\"https://brigatafolgore.net/storia-della-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"308\">Paracadutisti della Folgore</a>, anche a causa della loro inferiorità numerica, si trovarono ad agire in uno scenario asimmetrico, tipico delle forze speciali. Grazie al loro elevato addestramento, condussero attacchi fulminei con bombe improvvisate contro le forze britanniche, riuscendo così a resistere oltre ogni più ottimistica aspettativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel dopoguerra, le forze armate di molti paesi hanno istituito reparti paracadutisti, e il brevetto di paracadutista è oggi condizione preliminare per gli incursori delle forze speciali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11441,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img title=\"Nascita ed evoluzione delle Forze Speciali, una storia tutta Italiana - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/10/fanti-dellaria-color-1000x550.jpg\" alt=\"Nascita ed evoluzione delle Forze Speciali, una storia tutta Italiana - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-11441\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">I Fanti dell'Aria libici con gli istruttori italiani in una foto del 1939 ristrutturata a colori da BRIGATAFOLGORE.NET</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L'impresa di Fiume</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Numerosi ex Arditi parteciparono attivamente <strong>all’impresa fiumana sotto la guida di Gabriele D’Annunzio</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In una relazione del <strong>13 marzo 1921</strong>, presentata al congresso dell’<strong>Associazione Nazionale Arditi d’Italia (ANAI)</strong> e pubblicata nell’opuscolo <em>“Due Anni di passione Ardita</em>”, Gino Coletti, segretario e promotore dell’ANAI, affermò: “<em>Sarà bene mi soffermi per dire quanto è stato fatto dall’Associazione Arditi per l’impresa di Fiume. Essa ha dato i migliori legionari, molti dei quali sono caduti durante le cinque giornate. Per la sede di Milano sono passati e sono stati sussidiati oltre duemila legionari per i quali è stata spesa la somma di L. 60.000. A Fiume l’Associazione ha dato tutto: danaro, sangue, sacrifici immensi. Tutti noi ci siamo offerti, affrontando e patendo l’insidia, l’odio, la galera e la persecuzione. Abbiamo eletto D’Annunzio nostro Capo Supremo e abbiamo atteso sempre i suoi ordini, pronti a ogni momento a marciare con lui.</em>”</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo l’occupazione di Fiume, venne instaurata la <strong>\"Reggenza del Carnaro\"</strong> e promulgata <strong>la Carta del Carnaro</strong> come costituzione del nuovo Stato, tra i cui ispiratori vi fu il sindacalista rivoluzionario <strong>Alceste de Ambris, anch’egli ex Ardito</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>25 dicembre 1920</strong>, noto come <strong>\"Natale di Sangue\"</strong>, le truppe regolari dell’Esercito italiano, guidate dal <strong>Generale Caviglia</strong>, posero termine alla breve esperienza della Repubblica del Carnaro con brevi ma intensi scontri.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11442,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img title=\"Nascita ed evoluzione delle Forze Speciali, una storia tutta Italiana - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/10/arditi-fiume-1000x575.jpg\" alt=\"Nascita ed evoluzione delle Forze Speciali, una storia tutta Italiana - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-11442\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Gabriele D'Annunzio e i suoi Arditi a Fiume</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Durante il Fascismo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel periodo compreso tra le due guerre, molti ex Arditi si riunirono nell’<strong>Associazione Nazionale Arditi d’Italia (ANAI)</strong>, fondata dal capitano <strong>Mario Carli</strong>, figura di spicco nel \"fascismo delle origini\". Tra i sostenitori della causa fascista, diversi Arditi presero parte alla Marcia su Roma e furono protagonisti attivi del regime nascente, diventando anche importanti gerarchi, tra cui <strong>Giuseppe Bottai</strong> e <strong>Italo Balbo</strong>. Tuttavia, l’adesione al movimento non fu universale: molti esponenti degli Arditi rifiutarono di allinearsi al fascismo e ne furono emarginati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 1922, <strong>Mussolini sciolse l'ANAI</strong>, considerata non pienamente affidabile per il nuovo regime, e fondò la <strong>Federazione Nazionale Arditi d'Italia (FNAI)</strong>, nella quale confluirono molti ex membri della precedente associazione. La FNAI divenne quindi il punto di riferimento per gli Arditi leali al fascismo, ricevendo anche importanti onorificenze, come la <strong>Torre dei Conti</strong> a Roma, concessa nel 1937 e trasformata nel 1938 in mausoleo per <strong>Alessandro Parisi</strong>, presidente della federazione e figura celebrata dagli Arditi fascisti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Nella Seconda Guerra Mondiale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>All’inizio della guerra, l’Italia rispolverò la tradizione degli Arditi, ripristinando la loro presenza in vari fronti e adattandoli alle nuove esigenze del conflitto. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel maggio 1942 vennero istituiti il <strong>Gruppo Formazioni \"A\"</strong>, composto da personale italo-arabo, e il <strong>I Battaglione Speciale Arditi</strong>, istituito il 15 maggio con tre compagnie, ognuna specializzata in una modalità di infiltrazione in territorio nemico: la <strong>101ª Compagnia Arditi Paracadutisti</strong>, la <strong>102ª Compagnia Arditi Nuotatori</strong> (successivamente da sbarco), e la <strong>103ª Compagnia Camionettisti</strong> (poi terrestre).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con la circolare n. 40900 del 20 luglio 1942, lo SMRE istituì il <strong>Reggimento Arditi</strong>, con sede a Santa Severa, vicino Roma. Il 1º agosto vi fu integrato il I Battaglione Speciale Arditi come prima unità operativa. L'11 agosto iniziò l'addestramento del <strong>II Battaglione</strong> e, il 15 settembre, l'unità assunse la denominazione di <strong>X Reggimento Arditi</strong>, posta sotto il comando del <strong>Colonnello Renzo Gazzaniga</strong>, insignito dell'Ordine Militare di Savoia e decorato con una medaglia d'argento e due di bronzo al valor militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alcuni reparti di Arditi, come quelli degli <strong>\"sciatori arditi\"</strong>, furono impiegati nella campagna di Francia, tra cui il <strong>Battaglione Alpini \"Duca degli Abruzzi\"</strong> e il reparto <strong>\"Monte Bianco\"</strong>, mentre in Africa le compagnie sahariane svolsero operazioni speciali nel deserto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>10º Reggimento Arditi</strong> operò dietro le linee nemiche, soprattutto in <strong>Nord Africa e in Sicilia</strong>, fino al suo scioglimento dopo l'armistizio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il destino degli Arditi mutò quindi drasticamente l'8 settembre 1943. Il <strong>1º Battaglione Speciale Arditi</strong>, dislocato in Sardegna, si schierò con il Regno del Sud, diventando nel marzo 1944 il <strong>IX Reparto d’Assalto</strong> dell’esercito cobelligerante e, poco dopo, il <strong>III Battaglione \"Col Moschin\"</strong> all’interno del <strong>68º Reggimento Fanteria \"Legnano\"</strong>, continuando a combattere al fianco delle forze alleate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anche la <strong>Regia Aeronautica</strong> sviluppò unità speciali, come il <strong>Battaglione ADRA</strong> (Arditi Distruttori della Regia Aeronautica), istituito nel 1942 per condurre operazioni di sabotaggio contro postazioni nemiche e preparare il territorio all'invasione. Dopo l'8 settembre, durante la Repubblica Sociale Italiana, l'ADRA continuò ad operare sotto il nome di <strong>ADAR (Arditi Distruttori Aeronautica Repubblicana)</strong>, con sede a Tradate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 1944 furono costituiti, sempre per l'Aeronautica Nazionale Repubblicana, il <strong>1º Reggimento Arditi Paracadutisti \"Folgore\"</strong> (ex Reggimento Paracadutisti \"Folgore\") e il <strong>2º Reggimento Arditi Paracadutisti \"Nembo\"</strong> (attivo solo con due battaglioni).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11445,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img title=\"Nascita ed evoluzione delle Forze Speciali, una storia tutta Italiana - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/10/battaglione-adra-1000x677.jpg\" alt=\"Nascita ed evoluzione delle Forze Speciali, una storia tutta Italiana - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-11445\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Soldati \"speciali\" del Battaglione ADRA (Arditi Distruttori della Regia Aeronautica)</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le Flottiglia MAS</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Le Flottiglie MAS rappresentarono i precursori delle forze speciali della Marina Italiana</strong>. Inquadrati nella Regia Marina italiana hanno una storia operativa che affonda le radici nella Prima guerra mondiale e si estende fino alla Seconda guerra mondiale. Queste unità erano costituite da <strong>Motoscafi Armati Siluranti (MAS)</strong>, progettati per attacchi veloci e fulminei contro la marina nemica. I MAS iniziarono a distinguersi già nella Grande Guerra, infliggendo pesanti perdite alla flotta austro-ungarica. Nel secondo conflitto mondiale, le loro operazioni si ampliarono grazie al supporto di reparti d'incursori e, con la nascita della Repubblica Sociale Italiana, anche di unità di fanteria di marina.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11486,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img title=\"Nascita ed evoluzione delle Forze Speciali, una storia tutta Italiana - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/10/flottiglia-mas2-1000x378.jpg\" alt=\"Nascita ed evoluzione delle Forze Speciali, una storia tutta Italiana - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-11486\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Coppia di MAS in esercitazione (1918) - Copyright Ministero della Difesa-Marina Militare</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le origini</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I primi MAS furono sviluppati durante la fase iniziale della Prima guerra mondiale, a partire dal progetto elaborato dal cantiere veneziano <strong>SVAN</strong> <strong>(Società Veneziana Automobili Navali)</strong>, che costruì i prototipi <strong>MAS 1 e MAS 2 nel giugno del 1915</strong>. La Regia Marina aveva già manifestato interesse per i motoscafi armati a partire dal 1906, ma solo con lo scoppio della guerra si passò dai progetti alla produzione in serie. Questi mezzi, progettati per attacchi rapidi e per sfruttare l'effetto sorpresa, venivano utilizzati per lanciare siluri contro le navi nemiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Prima Guerra Mondiale e i successi dei MAS</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con l’avvio della Prima guerra mondiale, <strong>i MAS furono impiegati in operazioni di sorveglianza e attacco</strong>, dimostrando la loro efficacia in missioni contro le forze austro-ungariche. Questi <strong>motoscafi, piccoli, maneggevoli e dotati di un’elevata velocità</strong>, rappresentavano un cambiamento strategico per la Regia Marina, che puntava più sulla quantità e l’agilità rispetto alla potenza delle grandi navi da battaglia. Gli assalti condotti dai MAS furono coronati da successi spettacolari, come le missioni di <strong>Luigi Rizzo</strong>, <strong>che nel 1917 affondò la corazzata Wien al largo di Trieste, e nel 1918 distrusse la Santo Stefano, sempre della marina austro-ungarica.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11448,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img title=\"Nascita ed evoluzione delle Forze Speciali, una storia tutta Italiana - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/10/prua-della-Wien-1000x750.jpg\" alt=\"Nascita ed evoluzione delle Forze Speciali, una storia tutta Italiana - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-11448\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Frammento della prua della Wien recuperato dopo la Prima guerra mondiale e ora esposto al Museo storico navale di Venezia</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L'affondamento della Szent István e della Viribus Unitis</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 10 giugno 1918 ebbe luogo <strong>la storica impresa di Premuda, in cui il Tenente Luigi Rizzo e il Guardiamarina Giuseppe Aonzo, a bordo dei MAS 15 e 21, inflissero un colpo decisivo alla flotta austriaca</strong>. In piena Prima guerra mondiale, i due MAS, agli ordini del capo sezione Rizzo e rispettivamente comandati da Armando Gori e Giuseppe Aonzo, partirono dal porto di Ancona e, con audacia e precisione, riuscirono a infiltrarsi tra le unità nemiche dirette al Canale d’Otranto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>All’alba, i MAS riuscirono a silurare e affondare la corazzata austriaca SMS Szent István (Santo Stefano), segnando un successo decisivo per la Regia Marina Italiana. Questo atto eroico è ancora oggi celebrato ogni 10 giugno con la Festa della Marina.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11449,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img title=\"Nascita ed evoluzione delle Forze Speciali, una storia tutta Italiana - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/10/sl-affondata-1000x704.jpg\" alt=\"Nascita ed evoluzione delle Forze Speciali, una storia tutta Italiana - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-11449\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La corazzata austro-ungarica Szent István mentre affonda al largo dell'isola di Premuda.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Il 1º novembre 1918 nel corso dell'impresa di Pola con una \"mignatta\" il Maggiore Raffaele Rossetti e il Tenente medico Raffaele Paolucci affondarono la corazzata SMS Viribus Unitis.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>La sera del 31 ottobre, due motoscafi armati siluranti (MAS), scortati da altrettante torpediniere, lasciarono Venezia senza alcun atto ufficiale che ratificasse l’operazione da parte italiana</strong>. Una volta giunti nelle acque istriane, a poche miglia dall’imbocco del porto di Pola, le torpediniere si ritirarono, lasciando che uno dei MAS rimorchiasse la \"mignatta\" — una torpedine semovente — fino a qualche centinaio di metri dalla diga foranea del porto. <strong>Alle 22:18, i due ufficiali italiani, Raffaele Rossetti e Raffaele Paolucci, puntarono verso il porto a bordo della mignatta, mentre il MAS si allontanava per tornare al punto prestabilito di recupero dopo l'azione</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’avvicinamento all’obiettivo si rivelò complesso e rischioso: Rossetti e Paolucci trascinarono la mignatta a motore spento oltre le ostruzioni (una sbarramento esterno e tre ordini di reti) e riuscirono a eludere l'intensa vigilanza austriaca. Superarono inosservati le sentinelle sulla diga, le imbarcazioni di ronda e persino un sommergibile in rada. Alle 3:00 del mattino si trovarono in prossimità delle navi ancorate.<strong> Solo alle 4:45 del 1° novembre, dopo oltre sei ore in acqua, i due guastatori riuscirono finalmente a posizionarsi vicino allo scafo della <em>Viribus Unitis</em></strong>. Rossetti si staccò dalla mignatta e, avvicinatosi alla corazzata, vi fissò <strong>una carica esplosiva da 200 kg programmata per esplodere alle 6:30</strong>. Quando ritornò al mezzo, un proiettore li illuminò, e furono subito scoperti. Prima di essere catturato, Paolucci riuscì comunque ad attivare la seconda carica esplosiva, mentre Rossetti fece affondare la mignatta, che si arenò nei pressi del piroscafo <em>Wien</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Portati a bordo della <em>Viribus Unitis</em> come prigionieri, i due italiani appresero che, nella notte, il comando austriaco aveva ceduto la flotta di Pola agli jugoslavi e che la nave non batteva più bandiera austriaca. <strong>Alle 6:00 avvertirono il capitano Vuković che la corazzata poteva esplodere da un momento all’altro; questi ordinò immediatamente l’evacuazione e il trasferimento dei prigionieri sulla nave gemella <em>Tegetthoff</em></strong>. Tuttavia, non essendoci stata alcuna esplosione, l’equipaggio rientrò a bordo, ormai scettico riguardo all’avvertimento dei due ufficiali italiani.<strong> Infine, alle 6:44, la carica esplosiva detonò, inclinando la corazzata su un lato e causandone il rapido affondamento. L'azione si concluse tragicamente con numerose vittime e dispersi tra l’equipaggio, tra cui il comandante Vuković, che, nel tentativo di salvarsi nuotando, fu mortalmente colpito dalla caduta di un albero della nave.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <em>Viribus Unitis</em>, costruita nel 1912 a Trieste, rappresentava il fiore all'occhiello della Marina austro-ungarica. Come prima nave da battaglia della classe <em>Tegetthoff</em>, era dotata di un imponente armamento e tecnologie avanzate per l'epoca, incarnando la forza e l'orgoglio della flotta austro-ungarica nel Mediterraneo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fu messa a tacere per sempre dall'eroismo dei due italiani Rossetti e Paolucci.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11451,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img title=\"Nascita ed evoluzione delle Forze Speciali, una storia tutta Italiana - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/10/Viribus-Unitis-1000x545.jpg\" alt=\"Nascita ed evoluzione delle Forze Speciali, una storia tutta Italiana - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-11451\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Viribus Unitis, costruita nel 1912 a Trieste, era il fiore all'occhiello della Marina Austriaca.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">D'Annunzio e il supporto agli Incursori</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra i più grandi sostenitori dei MAS c’era <strong>Gabriele D’Annunzio</strong>, che fu a bordo dei MAS durante la celebre <strong>Beffa di Buccari</strong> e che contribuì a diffondere il motto “<strong>Memento Audere Semper” (Ricordati di osare sempre)</strong>. Grazie al supporto di D’Annunzio, l’impiego dei MAS divenne un simbolo del coraggio e dell’audacia delle forze italiane, guadagnandosi la stima della nazione. Al termine del conflitto, la Regia Marina disponeva di 419 esemplari di MAS, segno del successo di questa strategia di combattimento basata sulla sorpresa e sull’agilità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Tra le Due Guerre: sviluppi tecnici e strategici</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli anni successivi alla Prima guerra mondiale, i MAS e altri mezzi d'assalto non furono il fulcro degli investimenti della Marina, dato l'assetto pacifico instauratosi nel Mediterraneo. Tuttavia, l'ideazione e la progettazione di nuove unità d'incursione riprese con la guerra d’Etiopia, a partire dal 1935, che riaccese le tensioni con la Gran Bretagna e la Francia. Fu in questo contesto che i principi dei MAS furono estesi a nuovi progetti, come i <strong>barchini esplosivi</strong> e gli innovativi <strong>siluri a lenta corsa (SLC)</strong>. Gli <strong>SLC</strong>, progettati da <strong>Teseo Tesei</strong> ed <strong>Elios Toschi</strong>, erano mezzi di incursione subacquea in grado di trasportare operatori e testate esplosive sotto il livello del mare, permettendo attacchi ravvicinati contro le navi nemiche ormeggiate nei porti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11452,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img title=\"Nascita ed evoluzione delle Forze Speciali, una storia tutta Italiana - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/10/maiale-slc-1000x624.jpg\" alt=\"Nascita ed evoluzione delle Forze Speciali, una storia tutta Italiana - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-11452\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">SLC esposto al Sacrario delle Bandiere, Roma.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Seconda Guerra Mondiale: nascono gli Uomini d'Assalto</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>All’entrata dell’Italia nella Seconda guerra mondiale, la Marina italiana aveva costituito diverse flottiglie MAS, tra cui la <strong>Xª Flottiglia MAS</strong>, l’unità d’élite che sarebbe divenuta simbolo dell’incursione italiana. Inizialmente denominata <strong>1ª Flottiglia MAS</strong>, <strong>la Xª ricevette poi la specialità degli \"uomini d'assalto\"</strong>, che includeva sommozzatori addestrati per nuotare sotto le navi nemiche e posizionare esplosivi direttamente sugli scafi. Questi incursori operavano su siluri a lenta corsa, o \"maiali\", e si resero protagonisti di azioni memorabili contro le unità navali alleate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11454,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img title=\"Nascita ed evoluzione delle Forze Speciali, una storia tutta Italiana - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/10/X-MAS-1939-1000x750.jpg\" alt=\"Nascita ed evoluzione delle Forze Speciali, una storia tutta Italiana - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-11454\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">I componenti della 1ª Flottiglia MAS nel 1939. Tra loro il comandante Aloisi, Luigi Durand de la Penne, Teseo Tesei, Bruno Falcomatà e Gino Birindelli. - Copyright foto Ministero della Difesa-Marina Militare</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Xª Flottiglia MAS: il terrore del mediterraneo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Se la Xª MAS fosse stata pienamente operativa nel giugno 1940, quando gli inglesi non disponevano ancora dell'Ultra né di buoni sistemi di vigilanza nei porti di Alessandria, Gibilterra e La Valletta, la guerra probabilmente avrebbe avuto un esito assai diverso.</p>\n<!-- /wp:paragraph --><cite>Jack Greene, scrittore inglese</cite></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La prima azione coronata da successo per la Xª Flottiglia MAS si svolse <strong>il 25 marzo 1941: sei barchini esplosivi presero di mira diverse unità nemiche nella baia di Suda, a Creta, causando danni irreparabili, tra cui all'incrociatore <em>York</em></strong>, che venne successivamente incagliato e utilizzato come batteria galleggiante.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’incursione, sotto il comando del <strong>Tenente di Vascello Luigi Faggioni</strong>, fu condotta con sei MTM (Motoscafi Turismo Modificati), che forzarono le ostruzioni della baia nottetempo e attesero fino alle prime luci dell’alba, quando poterono individuare chiaramente le sagome degli obiettivi ancorati. Uno dei barchini colpì direttamente lo <em>York</em>, provocando danni tali da impedirne la partecipazione a ulteriori eventi bellici; un secondo, pilotato dal <strong>Sergente Cannoniere Emilio Barberi </strong>(che per questa azione ricevette la Medaglia d’Oro al Valor Militare), centrò la petroliera <em>Pericles</em>, mentre un terzo barchino, mancando il bersaglio programmato, impattò contro un molo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le altre unità non riuscirono a raggiungere gli obiettivi a causa di guasti meccanici e delle difficili condizioni operative; i piloti affondarono quindi i propri mezzi per evitare che cadessero in mano nemica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11456,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img title=\"Nascita ed evoluzione delle Forze Speciali, una storia tutta Italiana - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/10/hms-york-1000x642.jpg\" alt=\"Nascita ed evoluzione delle Forze Speciali, una storia tutta Italiana - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-11456\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il relitto della HMS York ispezionato da una squadra di marinai della torpediniera Sirio dopo la resa di Creta.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I teatri operativi della Xª Flottiglia MAS: non solo Mediterraneo, ma anche Mar Nero</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra le missioni più celebri vi fu l’<strong>attacco al porto di Alessandria d'Egitto</strong> nel 1941, in cui gli incursori affondarono le corazzate britanniche <strong>Queen Elizabeth</strong> e <strong>Valiant</strong>. Con queste azioni, la Xª Flottiglia MAS dimostrò il potenziale distruttivo della strategia basata su piccoli mezzi e attacchi mirati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 1942, la Xª Flottiglia MAS ampliò il suo raggio d’azione con l’impiego di unità speciali nel <strong>Mar Nero</strong>, dove operò con una squadriglia MAS trasferita via terra. Qui, le unità italiane affrontarono la flotta sovietica, ottenendo vittorie significative, tra cui l’affondamento di sommergibili e navi da trasporto sovietiche. In Mediterraneo, inoltre, i MAS italiani parteciparono alla celebre <strong>battaglia di Mezzo Agosto del 1942</strong>, infliggendo perdite importanti a un convoglio britannico destinato a Malta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11457,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img title=\"Nascita ed evoluzione delle Forze Speciali, una storia tutta Italiana - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/10/queen-eliz-1000x539.jpg\" alt=\"Nascita ed evoluzione delle Forze Speciali, una storia tutta Italiana - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-11457\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La HMS Queen Elizabeth circondata da reti parasiluri nel porto di Alessandria prima dell'attacco. - Copyright foto ADNO 8064 Imperial War Museums</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Nella Repubblica Sociale Italiana</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, la Xª Flottiglia MAS si divise. Alcune delle unità scelsero di continuare la lotta al fianco della <strong>Repubblica Sociale Italiana (RSI)</strong>, operando sotto il comando del principe <strong>Junio Valerio Borghese</strong>. Questo gruppo si dedicò principalmente ad attacchi contro le forze angloamericane, operando sia in mare aperto che lungo le coste italiane. Altri membri della flottiglia optarono per la <strong>Marina Cobelligerante Italiana</strong>, mantenendo attiva la loro specialità d’assalto e collaborando con le forze alleate fino al termine del conflitto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11458,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"wide\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignwide size-large\"><img title=\"Nascita ed evoluzione delle Forze Speciali, una storia tutta Italiana - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/10/xa-mas-1000x701.jpg\" alt=\"Nascita ed evoluzione delle Forze Speciali, una storia tutta Italiana - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-11458\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Gruppo di soldati della Xª Flottiglia MAS</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In sintesi, i MAS rappresentarono una rivoluzione tattica per la Regia Marina, dimostrando che la strategia delle piccole unità d’assalto poteva fronteggiare anche le flotte più potenti. Le loro azioni rimasero impresse nella storia della marina italiana, e l’eredità di coraggio e innovazione delle flottiglie MAS prosegue tuttora nelle attuali forze d’incursione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il secondo dopoguerra e la riorganizzazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Dopo la Seconda Guerra Mondiale</strong>, l’Italia iniziò una profonda riorganizzazione delle proprie unità militari, gettando le basi per la costituzione delle attuali forze speciali. Nel 1954, all'interno dell'Esercito Italiano, nacque il <em>Reparto Sabotatori Paracadutisti</em>, con sede a Pisa, primo nucleo del futuro <a href=\"https://brigatafolgore.net/9-reggimento-col-moschin-la-punta-di-diamante/\" data-type=\"page\" data-id=\"325\">9º Reggimento d'assalto Paracadutisti \"Col Moschin\"</a>. Questa unità rappresentava un nuovo tipo di forza militare, formata per operazioni che andavano oltre i confini della guerra convenzionale e che introducevano l’Italia nella dimensione moderna delle operazioni speciali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 1952, il capo di stato maggiore della Marina Militare, <strong>Ammiraglio Corso Pecori Giraldi</strong>, affidò al Tenente di Vascello Aldo Massarini,  l’incarico di studiare la possibile ricostituzione di un reparto di incursori subacquei, integrando le esperienze dei nuotatori guastatori e dei nuotatori paracadutisti. Così, con la revoca dei vincoli imposti dal trattato di Parigi, venne istituito il <em>Gruppo Arditi Incursori</em> presso il Varignano, formalizzato dal <strong>Foglio d'ordine n. 44 del 30 maggio 1952</strong> e posto sotto la direzione di Maricentrosub La Spezia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Su iniziativa dell’ammiraglio Gino Birindelli, comandante di Maricentrosub, fu avviata una riorganizzazione del reparto, che <strong>nel 1956 assunse la denominazione di <em>MariSubArdIn</em></strong>. I suoi membri, oltre alle operazioni in mare, iniziarono a essere addestrati anche al combattimento in montagna e alle attività di aviolancio <strong>a partire dal 1962</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11460,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img title=\"Nascita ed evoluzione delle Forze Speciali, una storia tutta Italiana - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/10/incursori-marina-1952-1000x750.jpg\" alt=\"Nascita ed evoluzione delle Forze Speciali, una storia tutta Italiana - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-11460\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Un reparto di Arditi Incursori della Marina Militare negli anni '50</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 1964, venne invece costituita la <em>Sezione Aerei Leggeri (S.A.L.)</em> presso l’aeroporto di <em>Alghero-Fertilia</em>, alle dipendenze del <em>Raggruppamento Unità Speciali (R.U.S.)</em>. Questo reparto forniva supporto aereo, creando una sinergia tra mezzi terrestri e aerei che potenziava la mobilità e la capacità di reazione delle unità speciali italiane.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli anni ’70, il crescente rischio di minacce terroristiche portò il governo italiano a istituire unità specializzate. Su ordine del ministro dell'interno Francesco Cossiga, nel 1977 venne fondata l’<em>UN.I.S. (Unità di Intervento Speciale)</em> con un addestramento mirato alla liberazione di ostaggi e alla lotta contro il terrorismo. Da un distaccamento del <a href=\"https://brigatafolgore.net/1o-reggimento-carabinieri-paracadutisti-tuscania/\" data-type=\"page\" data-id=\"10858\">1º Battaglione Carabinieri Paracadutisti</a> nacque, nel febbraio 1978, il <a href=\"https://brigatafolgore.net/gruppo-di-intervento-speciale-gis/\" data-type=\"page\" data-id=\"10885\">Gruppo di Intervento Speciale (GIS)</a>, che divenne il primo reparto italiano dedicato esclusivamente alle operazioni antiterrorismo in ambito militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La svolta fondamentale per le forze speciali italiane arrivò il <strong>30 dicembre 1985</strong>, quando, su disposizione del ministro della difesa Giovanni Spadolini, furono ufficialmente istituiti i <strong>Gruppi Operativi Speciali (GOS)</strong>, segnando l’inizio della formazione delle attuali forze speciali della Repubblica Italiana. In questo progetto confluivano selezionati elementi del <a href=\"https://brigatafolgore.net/9-reggimento-col-moschin-la-punta-di-diamante/\" data-type=\"page\" data-id=\"325\">9º Battaglione Col Moschin dell’Esercito</a> e del <a href=\"https://brigatafolgore.net/comando-subacquei-e-incursori-teseo-tesei-comsubin/\" data-type=\"page\" data-id=\"10891\">COMSUBIN della Marina Militare</a>, due unità destinate a supportare le operazioni di intelligence del SISMI. Questo rappresentava un cambio di paradigma per l’Italia: i GOS erano una forza esclusiva e mirata a operazioni segrete, capaci di agire in territori e contesti ostili a sostegno degli interessi strategici nazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con il tempo nacquero anche unità di supporto altamente specializzate. <strong>Nel 1992</strong>, il <em>39º Gruppo Squadroni della Cavalleria dell'Aria \"Drago\"</em> divenne il primo reparto italiano a utilizzare tecnologie avanzate per la visione notturna, permettendo così una maggiore operatività notturna. La competenza e l’esperienza del personale furono essenziali per il successo delle missioni internazionali, ampliando il raggio d’azione dell’Italia. Nello stesso periodo, il <em>26º Gruppo Squadroni \"Giove\"</em>, inquadrato nella <a href=\"https://brigatafolgore.net/storia-della-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"308\">Brigata Paracadutisti \"Folgore\"</a>, si distingueva per un addestramento specifico con paracadutisti e incursori, trasformandosi in seguito nel <a href=\"https://brigatafolgore.net/3o-reggimento-elicotteri-per-operazioni-speciali-aldebaran/\" data-type=\"page\" data-id=\"3196\">26º Reparto Elicotteri Operazioni Speciali (REOS)</a>, una componente aerea strategica autonoma.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Queste innovazioni permisero all’Italia di schierare forze speciali con capacità operative avanzate, ponendola in prima linea nel panorama delle operazioni speciali internazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11463,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img title=\"Nascita ed evoluzione delle Forze Speciali, una storia tutta Italiana - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/10/presa-ambasciata-723x1000.jpg\" alt=\"Nascita ed evoluzione delle Forze Speciali, una storia tutta Italiana - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-11463\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Piano d'assalto all'Ambasciata di Mogadiscio il 16 dicembre 1992 da parte degli incursori del 9º Col Moschin - Copyright foto Libro \"Il Volo dell'Ibis\"</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Gli anni 2000, espansione delle forze speciali italiane e nascita del C.O.F.S.</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>All’inizio del nuovo millennio, l’Italia intensificò lo sviluppo delle proprie forze speciali per affrontare nuove minacce globali e per rafforzare la capacità di intervento rapido in contesti internazionali. Nel marzo 2003, dall’Aeronautica Militare nacque il Reparto Incursori <em>A.M.I. (RIAM)</em>, destinato a diventare il <a href=\"https://brigatafolgore.net/17o-stormo-incursori/\" data-type=\"page\" data-id=\"11193\">17º Stormo Incursori</a>, una componente essenziale nelle operazioni speciali aeree, addestrata per missioni di sabotaggio, recupero di ostaggi e supporto tattico in situazioni di elevata criticità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’anno seguente, <strong>nel 2004</strong>, l’Italia compì un altro passo decisivo con la fondazione del <a href=\"https://brigatafolgore.net/comando-interforze-per-le-operazioni-delle-forze-speciali-c-o-f-s/\" data-type=\"page\" data-id=\"10415\">C.O.F.S. (Comando Interforze per le Operazioni delle Forze Speciali)</a>, un comando centrale per il coordinamento e la pianificazione delle operazioni speciali. La creazione del <em>C.O.F.S.</em> rappresentò un momento di svolta nella gestione interforze, migliorando la sinergia operativa tra <em>Esercito, Marina, Aeronautica e Carabinieri</em>. In quell’anno, anche il <em>GIS dei Carabinieri</em> venne riconosciuto come forza speciale, consolidando il suo ruolo in missioni antiterrorismo e operazioni ad alto rischio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Costituito ufficialmente il <strong>1º dicembre 2004</strong>, sotto la guida del <strong>Generale Paracadutista Incursore (Esercito Italiano) Marco Bertolini</strong>, già nel 2008 è stato riconosciuto come <strong>comando di pianificazione</strong> e nel 2021 è stato validato dalla NATO come <strong>Comando proiettabile di componente per le Operazioni Speciali (SOCC)</strong> all'interno della <strong>NATO Response Force (NRF)</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Nel 2006</strong>, le forze speciali italiane furono impegnate in Afghanistan, nell'ambito della missione ISAF (International Security Assistance Force). Per l’occasione, fu istituita la <a href=\"https://brigatafolgore.net/task-force-45/\" data-type=\"page\" data-id=\"3191\">Task Force 45 (TF-45)</a>, una speciale unità destinata alle operazioni di contrasto alle minacce terroristiche. La TF-45 rappresenta il più grande dispiegamento di forze speciali mai messo in campo dall'Italia dal dopoguerra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Nel 2013</strong>, un distaccamento delle forze speciali italiane venne posizionato nella base italiana di Gibuti, intitolata ad Amedeo Guillet, dove operano a rotazione per garantire un presidio strategico e il controllo dell'area del Corno d’Africa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un’importante innovazione normativa giunse nel 2015, quando con l’<strong>art. 7-bis della legge 11 dicembre 2015, n. 198</strong>, fu sancito che i servizi di intelligence italiani, come l’<em>AISE (Agenzia Informazioni e Sicurezza Esterna)</em>, potessero avvalersi delle forze speciali per missioni specifiche all’estero. Questa norma colmò un vuoto legislativo e allineò l’Italia ai modelli operativi già presenti in altri paesi, rafforzando la cooperazione tra intelligence e reparti speciali per affrontare le crescenti minacce globali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11465,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img title=\"Nascita ed evoluzione delle Forze Speciali, una storia tutta Italiana - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/10/tf45-feriti-741x1000.jpg\" alt=\"Nascita ed evoluzione delle Forze Speciali, una storia tutta Italiana - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-11465\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Operatori della Task Force 45 portano in salvo un commilitone ferito in un conflitto a fuoco - Copyright foto COLMOSCHIN.IT</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">2013, nasce il COMFOSE, la \"Brigata Forze Speciali\"</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 2013, a Pisa, viene istituito il <a href=\"https://brigatafolgore.net/comando-delle-forze-speciali-dellesercito-comfose/\" data-type=\"page\" data-id=\"7747\">Comando delle Forze Speciali dell’Esercito (COMFOSE)</a> dell'Esercito Italiano, un comando di livello brigata con l'obiettivo di coordinare tutte le unità di forze speciali della forza armata, forze per operazioni speciali e le unità di supporto operativo destinate a operazioni speciali. Questa iniziativa è parte della più ampia Riforma dello Strumento Militare del 2012, voluta dall’allora Ministro della Difesa, Ammiraglio Giampaolo Di Paola.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il COMFOSE coordina i seguenti reparti:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/9-reggimento-col-moschin-la-punta-di-diamante/\" data-type=\"page\" data-id=\"325\">9º Reggimento d’Assalto Paracadutisti \"Col Moschin\"</a></strong> - unità di Forze Speciali con sede a Livorno.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/185-reggimento-ricognizione-e-acquisizione-obiettivi-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"353\">185º Reggimento Paracadutisti Ricognizione Acquisizione Obiettivi \"Folgore\"</a></strong> - unità di Forze Speciali con sede a Livorno.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><a href=\"https://brigatafolgore.net/4o-reggimento-alpini-paracadutisti/\" data-type=\"page\" data-id=\"430\"><strong>4º Reggimento Alpini Paracadutisti</strong> </a>- unità di Forze Speciali con sede a Verona.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Centro Addestramento per le Operazioni Speciali</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Reparto Supporti alle Operazioni Speciali</strong></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sebbene non faccia formalmente parte del COMFOSE, un reparto del Comando Aviazione dell’Esercito è stato assegnato come unità di supporto operativo per operazioni speciali. A questo scopo, il <strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/3o-reggimento-elicotteri-per-operazioni-speciali-aldebaran/\" data-type=\"page\" data-id=\"3196\">3º Reggimento elicotteri per operazioni speciali \"Aldebaran\"</a></strong> è stato creato ed è addestrato per esigenze operative specifiche delle forze speciali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11466,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img title=\"Nascita ed evoluzione delle Forze Speciali, una storia tutta Italiana - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/10/COMFOSE-1000x668.jpg\" alt=\"Nascita ed evoluzione delle Forze Speciali, una storia tutta Italiana - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-11466\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Bandiere di guerra dei reparti dipendenti durante la cerimonia di insediamento del COMFOSE - Copyright foto Ministero della Difesa-Esercito</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">2017, un salto in avanti importante</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 2017, a fronte dell’impiego sempre più frequente delle forze speciali italiane in operazioni NATO, si decide di rafforzare ulteriormente la struttura operativa, ampliando il numero di reparti qualificati come forze speciali di primo livello (TIER 1). Nella nuova configurazione furono inclusi anche il <a href=\"https://brigatafolgore.net/4o-reggimento-alpini-paracadutisti/\" data-type=\"page\" data-id=\"430\">4º Reggimento Alpini Paracadutisti</a> e il <a href=\"https://brigatafolgore.net/185-reggimento-ricognizione-e-acquisizione-obiettivi-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"353\">185º Reggimento Paracadutisti Ricognizione Acquisizione Obiettivi (RAO) Folgore</a>, due unità con una consolidata esperienza nelle Forze per Operazioni Speciali (FOS) dell’Esercito Italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La convalida ufficiale di queste unità all'interno delle forze speciali italiane avvenne <strong>nell'ottobre 2018</strong>, durante l’esercitazione <em>“Notte Scura 2018”</em> che testò le capacità operative delle truppe in scenari complessi e di alta intensità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I Reparti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le <strong>Forze Speciali Italiane</strong> comprendono sette reparti altamente addestrati, ciascuno con una specifica vocazione operativa:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><a href=\"https://brigatafolgore.net/9-reggimento-col-moschin-la-punta-di-diamante/\"><strong>9° Reggimento d’Assalto Paracadutisti “Col Moschin” (Esercito - TIER 1)</strong></a></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><a href=\"https://brigatafolgore.net/4o-reggimento-alpini-paracadutisti/\"><strong>4° Reggimento Alpini Paracadutisti “Ranger” (Esercito - TIER 1  da ottobre 2018)</strong></a></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><a href=\"https://brigatafolgore.net/185-reggimento-ricognizione-e-acquisizione-obiettivi-folgore/\"><strong>185° Reggimento Paracadutisti Ricognizione e Acquisizione Obiettivi “Folgore” (Esercito - Tier 1 da ottobre 2018)</strong></a></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><a href=\"https://brigatafolgore.net/comando-subacquei-e-incursori-teseo-tesei-comsubin/\"><strong>Gruppo Operativo Incursori (Marina Militare - TIER 1)</strong></a></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><a href=\"https://brigatafolgore.net/17o-stormo-incursori/\"><strong>17° Stormo Incursori (Aeronautica Militare - TIER 1)</strong></a></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><a href=\"https://brigatafolgore.net/gruppo-di-intervento-speciale-gis/\"><strong>Gruppo Intervento Speciale (Carabinieri - TIER 1)</strong></a></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><a href=\"https://brigatafolgore.net/1o-reggimento-carabinieri-paracadutisti-tuscania/\"><strong>1º Reggimento Carabinieri Paracadutisti “Tuscania”  (Carabinieri - Tier 2 da giugno 2024)</strong></a></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Forze di supporto</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre ai principali reparti di Forze Speciali, l’Italia dispone anche di <strong>unità di supporto operativo</strong> e di <strong>unità di coronamento per operazioni speciali</strong>, che forniscono sostegno essenziale in missioni di alto livello e contesti operativi complessi. Questi reparti si distinguono per l’alta specializzazione, soprattutto nel settore del supporto aereo, delle comunicazioni e delle operazioni esplorative.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Unità di supporto operativo per operazioni speciali</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Supporto Operativo delle Operazioni Speciali (SOOS)</strong> richiede unità di volo specializzate, sia ad ala fissa che rotante, per garantire il trasporto tattico, e si avvale anche di reparti dedicati alle comunicazioni operative e alle trasmissioni:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/3o-reggimento-elicotteri-per-operazioni-speciali-aldebaran/\">3º R.E.O.S. - Reggimento elicotteri operazioni speciali \"Aldebaran\" (Esercito Italiano)</a></strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>21º Gruppo volo del 9º Stormo \"Francesco Baracca\" (Aeronautica Militare)</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Reparto Eliassalto del 1º Gruppo elicotteri (Marina Militare)</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>11º Reggimento trasmissioni (Esercito Italiano)</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>28º Reggimento comunicazioni \"Pavia\" (Esercito Italiano)</strong></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Unità di coronamento per operazioni speciali</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nella pianificazione delle missioni, il COFS può inoltre impiegare unità di coronamento, formate da reparti esploranti e di supporto, attinti a seconda del livello di operatività e del grado di addestramento richiesto per ogni specifico teatro operativo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra le <strong>unità di coronamento per operazioni speciali italiane (COS)</strong> rientrano:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/183-reggimento-paracadutisti-nembo/\">Plotone esploratori paracadutisti del 183º Reggimento paracadutisti \"Nembo\" (Esercito Italiano)</a></strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/186-reggimento-paracadutisti-folgore/\">Plotone esploratori paracadutisti del 186º Reggimento paracadutisti \"Folgore\" (Esercito Italiano)</a></strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/187-reggimento-paracadutisti-folgore/\">Plotone esploratori paracadutisti del 187º Reggimento paracadutisti \"Folgore\" (Esercito Italiano)</a></strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><a href=\"https://brigatafolgore.net/3o-reggimento-savoia-cavalleria/\"><strong>1º Squadrone Esploratori paracadutisti del Reggimento \"Savoia Cavalleria\" 3º</strong> <strong>(Esercito Italiano)</strong></a></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/reggimento-lagunari-serenissima-audacia-e-valore-per-terra-e-per-mare/\">Plotone esploratori anfibi del Reggimento lagunari \"Serenissima\" (Esercito Italiano)</a></strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Compagnia combat support del 1º Reggimento \"San Marco\" (Marina Militare)</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Gruppo Fucilieri dell'aria dal 9º Stormo \"F.Baracca\" (Aeronautica Militare)</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Compagnia Stos Fucilieri dell'aria del 16º Stormo \"Protezione delle Forze\" (Aeronautica Militare)</strong></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questi reparti ampliano le capacità di intervento delle Forze Speciali, consentendo una flessibilità operativa strategica in scenari di missione sia nazionali che internazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Gli operatori della forze speciali Italiane</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le specialità degli operatori delle Forze Speciali delle Forze Armate italiane si differenziano in base all’ambiente operativo e alla vocazione di ciascun reparto. Nell’Esercito Italiano, il percorso formativo si articola in due fasi principali:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Fase iniziale comune</strong>, che comprende:<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Corso Tecniche Combattimento per le Operazioni Speciali</strong>: <em>solo per i VFI in uscita dai RAV</em></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Selezione fisica</strong>: Valutazione delle capacità fisiche del candidato (presso il CE.ADD.OS. del COMFOSE)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Selezione attitudinale</strong>: Tirocinio pratico per verificare l’idoneità psicologica e motivazionale (2 settimane presso il CE.ADD.OS. del COMFOSE)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Corso di Paracadutismo Militare</strong>: Addestramento alle tecniche di aviolancio con paracadute ad apertura automatica per non provenienti dalle aviotruppe (4 settimane presso il CAPAR di Pisa).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Corso OBOS: </strong>Operatore Basico Operazioni Speciali (circa 12 settimane presso il CE.ADD.OS. del COMFOSE). </li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Fase formativa specialistica</strong>, con addestramenti avanzati in base all'incarico:<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Incursore</strong>:  Oltre 50 settimane presso il <a href=\"https://brigatafolgore.net/9-reggimento-col-moschin-la-punta-di-diamante/\" data-type=\"page\" data-id=\"325\">9º Reggimento d'Assalto Col Moschin</a></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Acquisitore</strong>: Oltre 50 settimane presso il <a href=\"https://brigatafolgore.net/185-reggimento-ricognizione-e-acquisizione-obiettivi-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"353\">185º Reggimento RAO \"Folgore\"</a></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Ranger</strong>: Oltre 40 settimane presso il <a href=\"https://brigatafolgore.net/4o-reggimento-alpini-paracadutisti/\" data-type=\"page\" data-id=\"430\">4º Reggimento Alpini Paracadutisti</a></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sono inoltre previste specialità per le forze di supporto:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Mitragliere di bordo per operazioni speciali</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Operatore STOS</strong> (Supporto Tattico Operazioni Speciali)</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il brevetto da Incursore</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il brevetto militare da \"Incursore\", l'operatore delle forze speciali per eccellenza, viene istituito con Decreto Ministeriale del 2 maggio 1984. Il conseguimento del brevetto comporta una variazione matricolare del militare e, se associato all’appartenenza a un reparto di Forze Speciali, dà diritto a benefici economici significativi. Tra questi figurano l’indennità supplementare per Incursori, pari al 180% dell'indennità operativa di base (prevista dalla Legge 78/1983), e un’indennità aggiuntiva per Forze Speciali di 120 euro lordi mensili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I corsi per il conseguimento del brevetto sono organizzati dalle principali Forze Armate italiane:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Esercito Italiano</strong>: Come visto sopra, al pari dell'<em>Acquisitore</em> e del <em>Ranger</em>, corso diretto dal <a href=\"https://brigatafolgore.net/comando-delle-forze-speciali-dellesercito-comfose/\" data-type=\"page\" data-id=\"7747\">Comando delle Forze Speciali dell’Esercito (COMFOSE)</a></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Marina Militare</strong>: Scuola Incursori presso il Varignano, con un percorso della durata di 1 anno, suddiviso in tre fasi addestrative ed una fase finale.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Aeronautica Militare</strong>: Corso Basico Incursori AM (BIAM) a Furbara dalla durata di 4 mesi circa e successivamente Corso Combattimento per Forze Speciali (PC-FS) dalla durata di 6 mesi circa.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Arma dei Carabinieri</strong>: Corso suddiviso in due fasi, dalla durata complessiva di circa 1 anno. I candidati al <a href=\"https://brigatafolgore.net/gruppo-di-intervento-speciale-gis/\" data-type=\"page\" data-id=\"10885\">GIS</a> devono provenire dal <a href=\"https://brigatafolgore.net/1o-reggimento-carabinieri-paracadutisti-tuscania/\" data-type=\"page\" data-id=\"10858\">1º Reggimento Carabinieri Paracadutisti \"Tuscania\"</a>, ed aver completato almeno due anni di servizio. L'età massima consentita per accedere è di 32 anni.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questi percorsi formativi garantiscono un addestramento intensivo e mirato, preparando ogni operatore ad operazioni ad alto rischio e massima complessità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I compiti delle forze speciali Italiane</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I principali compiti delle forze speciali italiane includono:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Azioni dirette</strong>: sabotaggi, incursioni in ambienti nemici e contro obiettivi strategici, ricerca e salvataggio di ostaggi in zone di guerra, eliminazione di ostacoli e preparazione del territorio per il dispiegamento delle forze convenzionali;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Assistenza militare</strong> di vario tipo;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Ricognizioni speciali</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A questi si aggiungono ulteriori funzioni:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Operazioni anti-terrorismo</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Evacuazione di connazionali</strong> da paesi a rischio;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Controproliferazione</strong> di materiale CNBR (chimico, nucleare, biologico e radiologico).</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Comandi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 2001 i Carabinieri hanno istituito la <strong>2ª Brigata Mobile Carabinieri</strong>, un’unità che inquadra tutte le forze impiegate nelle operazioni all’estero, incluso il GIS.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 2007, l’Aeronautica Militare ha istituito la <strong>1ª Brigata Aerea \"Operazioni Speciali\"</strong> per gestire le attività delle Forze Speciali e delle Forze di Protezione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 2013, l’Esercito Italiano ha istituito il <a href=\"https://brigatafolgore.net/comando-delle-forze-speciali-dellesercito-comfose/\" data-type=\"page\" data-id=\"7747\">Comando delle Forze Speciali dell’Esercito (COMFOSE)</a> per uniformare le procedure e i metodi di addestramento delle proprie forze speciali. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Gruppo Operativo Incursori (GOI)</strong>, invece, risponde direttamente al Capo di Stato Maggiore della Marina Militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per le operazioni, TUTTI QUESTI REPARTI, di ogni forza armata, restano alle dipendenze del <a href=\"https://brigatafolgore.net/comando-interforze-per-le-operazioni-delle-forze-speciali-c-o-f-s/\" data-type=\"page\" data-id=\"10415\">COFS</a>, sotto il Comando dello Stato Maggiore della Difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli Arditi italiani e le Flottiglie MAS della Regia Marina furono pionieri delle forze speciali moderne, anticipando alcune delle tecniche e delle operazioni che sarebbero state poi adottate dalle forze armate di tutto il mondo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le tattiche e la formazione degli Arditi e della Decima MAS posero le basi per la creazione delle unità speciali in molti paesi. I britannici, ad esempio, furono molto colpiti dai successi della Decima MAS e vi si ispirarono per la creazione di reparti subacquei e per l’impiego di tecniche di assalto non convenzionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In sintesi, gli Arditi e le Flottiglie MAS furono i primi esempi di forze speciali moderne in Europa e nel mondo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2024/10/arditi-nono.jpg","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-10-26 13:38:21"}
{"id":16519,"titolo":"RSS","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p data-start=\"190\" data-end=\"382\"><strong data-start=\"190\" data-end=\"382\">La sottoscrizione tramite formato RSS ti consente di ricevere in tempo reale tutti gli aggiornamenti di BRIGATAFOLGORE.NET, senza la necessità di visitare continuamente la nostra homepage.</strong></p>\n<p data-start=\"384\" data-end=\"565\">Puoi utilizzare software dedicati alla lettura dei feed RSS oppure, se preferisci, affidarti ad aggregatori web accessibili direttamente dal browser, senza bisogno di installazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\t\t\n\t\t\t\t\t<h2>Notizie</h2>\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t<ul>\n\t\t\t\t\t\t\t<li>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/feed/gn\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tUltimi RSS degli articoli\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t</a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t</li>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<li>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/notizie/nazionali/feed/gn\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tUltimi RSS delle Notizie Nazionali\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t</a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t</li>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<li>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/notizie/internazionali/feed/gn\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tUltimi RSS delle  Notizie Internazionali\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t</a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t</li>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<li>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/notizie/blog/feed/gn\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tUltimi RSS del Blog\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t</a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t</li>\n\t\t\t\t\t\t</ul>\n\t\t\t\t\t<h2>Autori</h2>\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t<ul>\n\t\t\t\t\t\t\t<li>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/author/condoralex/feed/\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tRSS di Condoralex\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t</a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t</li>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<li>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a href=\"https://brigatafolgore.net/author/brigatafolgore.net/feed/\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tRSS di BRIGATAFOLGORE.NET\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t</a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t</li>\n\t\t\t\t\t\t</ul>","immagine_feature":"","autore":"brigatafolgore.net","data_pubblicazione":"2025-04-05 10:08:32"}
{"id":16794,"titolo":"Archivio Web Stories","contenuto_html":"","immagine_feature":"","autore":"brigatafolgore.net","data_pubblicazione":"2025-04-08 00:42:18"}
{"id":23708,"titolo":"Newsletter","contenuto_html":"<!-- wp:shortcode -->\n[newsletter]\n<!-- /wp:shortcode -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"","autore":"brigatafolgore.net","data_pubblicazione":"2025-09-16 15:20:53"}
{"id":25878,"titolo":"Il Libro degli Ospiti","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lascia qui il tuo messaggio, scrivi un pensiero nel libro degli ospiti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:buttons -->\n<div class=\"wp-block-buttons\"><!-- wp:button -->\n<div class=\"wp-block-button\"><a class=\"wp-block-button__link wp-element-button\" href=\"#respond\">FIRMA IL LIBRO</a></div>\n<!-- /wp:button --></div>\n<!-- /wp:buttons -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-04 22:22:32"}
{"id":26158,"titolo":"Notizie","contenuto_html":"","immagine_feature":"","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-09 21:08:30"}
{"id":27096,"titolo":"Sostieni BRIGATAFOLGORE.NET","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>BRIGATAFOLGORE.NET</strong> è nato con un obiettivo chiaro: offrire un’informazione militare indipendente <strong>seria, documentata e rispettosa</strong>, libera da sensazionalismi e distorsioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Raccontiamo la storia, le tradizioni, le operazioni e il presente dei Paracadutisti italiani e delle Forze Armate, valorizzando chi serve il Paese con disciplina, onore e spirito di sacrificio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Perché chiediamo il tuo sostegno</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un panorama informativo sempre più confuso, crediamo nel valore di una voce <strong>indipendente</strong> che custodisca la memoria e promuova i valori che hanno fatto grande la nostra comunità:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Amor di Patria</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Spirito di corpo</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Coraggio e dedizione</strong></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo progetto è <strong>totalmente gratuito</strong> e rimarrà tale. <strong>Ma dietro a ogni articolo ci sono studio, ricerca, produzione di contenuti e costi tecnici (server, sviluppo, manutenzione, sicurezza informatica)</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Come puoi aiutarci</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se apprezzi quello che facciamo e credi in un’informazione militare responsabile e di qualità, puoi sostenerci con una <strong>donazione volontaria</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il tuo gesto ci permetterà di:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>mantenere il sito gratuito e accessibile a tutti</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>migliorare qualità e quantità dei contenuti</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>preservare la memoria delle nostre tradizioni</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>raccontare con ancora più forza l’impegno degli uomini e delle donne in uniforme</strong></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Un contributo, anche piccolo, fa la differenza.</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:kadence/advancedbtn {\"uniqueID\":\"27096_32f8aa-50\"} -->\n<div class=\"wp-block-kadence-advancedbtn kb-buttons-wrap kb-btns27096_32f8aa-50\"><!-- wp:kadence/singlebtn {\"uniqueID\":\"27096_4bc8c5-d5\",\"text\":\"\\u003cstrong\\u003eFai una Donazione\\u003c/strong\\u003e\",\"link\":\"https://donate.stripe.com/28E3cvc8x4qg2L23tPdjO00\",\"target\":\"_blank\",\"sizePreset\":\"xlarge\",\"color\":\"#ffffff\",\"background\":\"#b40000\",\"colorHover\":\"#ffffff\",\"backgroundHover\":\"#e62424\",\"icon\":\"fe_arrowRight\",\"iconColor\":\"#ffffff\",\"iconColorHover\":\"#ffffff\",\"inheritStyles\":\"inherit\"} /--></div>\n<!-- /wp:kadence/advancedbtn -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"align\":\"center\"} -->\n<p class=\"has-text-align-center\"></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-10 21:19:08"}
{"id":27156,"titolo":"Sondaggi","contenuto_html":"<!-- wp:heading {\"textAlign\":\"center\",\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><em>Partecipa ai nostri sondaggi e fai sentire la tua voce!</em></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:shortcode -->\n[ays_display_polls orderby=\"recent\" count=\"5\"]\n<!-- /wp:shortcode -->\n\n<!-- wp:shortcode -->\n[elementor-template id=\"23937\"]\n<!-- /wp:shortcode -->\n\n<!-- wp:shortcode -->\n[elementor-template id=\"27733\"]\n<!-- /wp:shortcode -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/sondaggi.jpg","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-20 11:07:49"}
{"id":30259,"titolo":"CruciParaca","contenuto_html":"<!-- wp:shortcode -->\n[cruciparaca]\n<!-- /wp:shortcode -->","immagine_feature":"","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-26 20:33:11"}
