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Righe da processare: 1533

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<p>La cerimonia è stata seguita da una dimostrazione d’impiego dei sistemi e si inserisce nel più ampio percorso di ammodernamento avviato dalla Difesa per rispondere alle moderne minacce aeree e missilistiche, inclusi i vettori balistici.</p>

<h2>Il SAMP/T New Generation</h2>

<p>Il <strong>SAMP/T NG</strong>, sviluppato dalla joint venture <strong>EUROSAM</strong>, che riunisce <strong>MBDA Italia</strong>, <strong>MBDA France</strong> e <strong>THALES</strong>, rappresenta l’evoluzione del sistema SAMP/T già in servizio presso l’Esercito Italiano.</p>

<p>Avviato nel 2021, il programma SAMP/T NG introduce capacità significativamente superiori grazie all’impiego del nuovo missile <strong>Aster B1NT</strong>, in grado di intercettare bersagli oltre i 150 km, e al radar <strong>Kronos Grand Mobile High Power</strong> di <strong>Leonardo</strong>, capace di rilevare minacce a oltre 350 km di distanza.</p>

<p>Il sistema rientra pienamente nelle categorie <strong>Medium Range Air Defense (MRAD)</strong> e <strong>Ballistic Missile Defense (BMD)</strong>, rafforzando la protezione delle forze e delle infrastrutture critiche contro minacce aeree complesse e missilistiche.</p>

<figure><img title="SAMP/T NG e GRIFO: consegnati all’Esercito i nuovi sistemi di difesa aerea e missilistica" src="https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/a82ace48-417b-43d6-b110-29ce59c4f375.jpeg" alt="SAMP/T NG e GRIFO: consegnati all’Esercito i nuovi sistemi di difesa aerea e missilistica"/><figcaption>Sistema d'arma missilistico SAMP/T NG - Copyright Esercito Italiano</figcaption></figure>

<h2>GRIFO e la difesa a corta portata</h2>

<p>Accanto al SAMP/T NG, è stato consegnato anche il sistema <strong>GRIFO</strong>, sviluppato da MBDA in Italia nell’ambito di un programma avviato nel 2019. Il sistema integra il missile <strong>CAMM-ER</strong> ed è destinato alla difesa a <strong>corta portata (Short Range Air Defense – SHORAD)</strong>.</p>

<p>GRIFO è progettato per contrastare una vasta gamma di minacce provenienti dalla terza dimensione, inclusi velivoli ad ala fissa e rotante, droni, missili da crociera e missili anti-radar, garantendo una protezione ravvicinata delle unità e delle installazioni.</p>

<figure><img title="SAMP/T NG e GRIFO: consegnati all’Esercito i nuovi sistemi di difesa aerea e missilistica" src="https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/7a9e238a-27da-4f94-bb08-9e5032287ab1.jpeg" alt="SAMP/T NG e GRIFO: consegnati all’Esercito i nuovi sistemi di difesa aerea e missilistica"/><figcaption>Sistema d'arma missilistico Grifo - Copyright Esercito Italiano</figcaption></figure>

<h2>Difesa multilivello e interoperabilità NATO</h2>

<p>Entrambi i sistemi si distinguono per <strong>elevata mobilità tattica</strong>, modularità e flessibilità d’impiego. Il loro inserimento consente all’Esercito di rafforzare una <strong>difesa aerea integrata, multilivello e omnidirezionale (360°)</strong>, basata su sistemi complementari e pienamente interoperabili, anche nel contesto delle reti di difesa aerea e missilistica nazionali e NATO.</p>

<p>La consegna odierna segue quella del sistema <strong>SKYNEX</strong>, avvenuta lo scorso dicembre, confermando la continuità del programma di rinnovamento delle capacità superficie-aria della Forza Armata.</p>

<figure><img title="SAMP/T NG e GRIFO: consegnati all’Esercito i nuovi sistemi di difesa aerea e missilistica" src="https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/cf4e733c-bd09-43f9-916b-880a4f079649.jpeg" alt="SAMP/T NG e GRIFO: consegnati all’Esercito i nuovi sistemi di difesa aerea e missilistica"/><figcaption>Modulo di Comando e Controllo (C2) dei nuovi sistemi di difesa aerea e missilistica - Copyright Esercito Italiano</figcaption></figure>

<h2>Le autorità presenti</h2>

<p>Alla cerimonia hanno preso parte, tra gli altri, la Senatrice <strong>Isabella Rauti</strong>, il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito <strong>Carmine Masiello</strong>, l’Amministratore Delegato e Direttore Generale di MBDA Italia <strong>Lorenzo Mariani</strong> e l’Amministratore Delegato di EUROSAM <strong>Anne Diaz de Tuesta</strong>, insieme alle autorità civili locali.</p>

<p>Nel corso degli interventi è stato ribadito come l’investimento in sicurezza rappresenti non solo una necessità operativa, ma anche un fattore di crescita tecnologica, industriale e strategica per il Paese, in un contesto caratterizzato da minacce ibride sempre più complesse.</p>

<figure><img title="SAMP/T NG e GRIFO: consegnati all’Esercito i nuovi sistemi di difesa aerea e missilistica" src="https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/e1cc9d27-a556-4d4e-bb5e-7f499e5c219b.jpeg" alt="SAMP/T NG e GRIFO: consegnati all’Esercito i nuovi sistemi di difesa aerea e missilistica"/><figcaption>Il Sottosegretario di Stato alla Difesa Senatrice Isabella Rauti e il Capo di SME Gen. C.A. Carmine Masiello - Copyright Esercito Italiano</figcaption></figure>

<h2>Un passo avanti nella modernizzazione dell’Esercito</h2>

<p>I sistemi consegnati al COMACA rispondono alle attuali esigenze operative di protezione delle forze, delle infrastrutture critiche e della popolazione civile. Con l’introduzione di SAMP/T NG e GRIFO, l’Esercito Italiano compie un ulteriore passo concreto nel rafforzamento delle proprie capacità di deterrenza e difesa, adottando tecnologie avanzate pensate per aumentare l’efficacia operativa e la sicurezza del personale sul campo.</p>, ?, 8, 1, https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/nuovi-sistemi-di-difesa-per-lesercito/128301.html?fbclid=IwY2xjawPfeitleHRuA2FlbQIxMABicmlkETBKY1hIZzd0ZGJJTjgwVlRSc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHmf_1YZ-9MBJ-2dxIaA3BMRsUr8hhWIj4NqIpzUg_vJQzDqslmnnEvaD_ONX_aem_KrJDgU5lD9UeOYg0dYld-w, https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28531-samp-t-ng-e-grifo-consegnati-allesercito-i-nuovi-sistemi-di-difesa-aerea-e-missilistica.mp4, L’Esercito Italiano ha ricevuto i primi sistemi d'arma missilistici superficie-aria SAMP/T New Generation e GRIFO, segnando un importante passo nel rinnovamento della difesa aerea nazionale. SAMP/T NG, con il missile Aster B1NT e radar avanzato, protegge a medio-lungo raggio, mentre GRIFO difende a corta distanza. Entrambi i sistemi garantiscono una difesa integrata, mobile e interoperabile NATO., published, 2026-01-22 23:59:00, 2026-05-01 14:09:26, 2026-05-01 14:09:26))

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<p>L'area del Terminal 5 – non utilizzata per il traffico passeggeri e dunque isolata dalle normali operazioni aeroportuali – è stata teatro di una simulazione su scala reale di un attacco terroristico con irruzione armata. L’obiettivo dell’esercitazione era verificare e rafforzare l’efficacia delle procedure di risposta integrate tra forze dell’ordine, reparti speciali, vigili del fuoco, personale sanitario dell’Ares 118, Adr e Autorità aeroportuali.</p>

<h3><strong>Un attacco simulato con dinamiche reali</strong></h3>

<p>L’esercitazione, iniziata intorno alle 12, ha ricreato una serie di eventi complessi: ingresso violento di un commando armato, ferimenti multipli, gestione degli ostaggi e successivo intervento dei team specializzati. Tutte le operazioni sono state condotte in modalità “full scale”, cioè riproducendo in modo realistico tempi di reazione, comunicazioni, regole di ingaggio e procedure di evacuazione.</p>

<p>Il dipartimento della Protezione Civile di Roma Capitale ha partecipato con un ulteriore scenario: l’interruzione del servizio ferroviario verso l’aeroporto. Alcuni treni sono stati fermati alla stazione “Fiera di Roma”, dove i passeggeri – figuranti – sono stati assistiti fino al ripristino della normale accessibilità allo scalo.</p>

<h3><strong>Un banco di prova in vista del Giubileo 2025</strong></h3>

<p>Le esercitazioni di questo tipo rientrano nella pianificazione strategica connessa alla gestione dei grandi eventi, tra cui l’imminente Giubileo della Chiesa Cattolica 2025, per il quale è previsto un afflusso eccezionale di visitatori da tutto il mondo.</p>

<p>In quest’ottica, lo scenario simulato a Fiumicino rappresenta un momento cruciale per testare la reattività del sistema di sicurezza nazionale, l’interoperabilità tra i vari enti e la capacità di coordinamento in contesti ad alta complessità.</p>

<p>L’iniziativa, spiegano le autorità coinvolte, contribuisce a consolidare la prontezza operativa delle strutture preposte alla risposta a situazioni di crisi, a beneficio della sicurezza collettiva e della resilienza dell’intero Paese.</p>, ?, 8, 1, https://www.romatoday.it/attualita/terrorismo-aeroporto-fiuminicino-cosa-succede-perche-oggi-29-novembre-2025.html, https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/26741-maxi-esercitazione-antiterrorismo-al-terminal-5-di-fiumicino-con-limpiego-dei-nocs-della-polizia-di-stato.mp4, Al Terminal 5 dell’aeroporto di Fiumicino si è svolta un’esercitazione antiterrorismo simulata con spari, ostaggi e feriti, senza impatti sui voli. L’operazione ha coinvolto forze dell’ordine, vigili del fuoco, personale sanitario e autorità aeroportuali, testando la risposta coordinata a un attacco armato. Anche la Protezione Civile ha simulato l’interruzione del servizio ferroviario. L’esercitazione fa parte della preparazione per il Giubileo 2025, per garantire sicurezza e prontezza in eventi di grande affluenza., published, 2025-11-30 14:53:23, 2026-05-01 14:10:03, 2026-05-01 14:10:03))

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<p>Gianfranco Paglia è molto di più: è <strong>un esempio vivente di ciò che significa non arrendersi mai</strong>, un faro per chi crede che la dignità, la volontà e il coraggio possano superare qualunque barriera.</p>

<p>In questi giorni Paglia sta affrontando allenamenti intensi presso gli impianti sportivi di Livigno, affiancato dalla <strong>Squadra Nazionale Paralimpica di Sci Nordico</strong>, preparando una sfida che va oltre lo sport.<br>Il prossimo <strong>20 dicembre</strong>, ad <strong>Armentarola</strong>, parteciperà alla nuova edizione della <strong>“2 Ore No Limits”</strong>, un evento nato due anni fa che ha segnato un momento storico: per la prima volta un tetraplegico si è cimentato nello sci di fondo.</p>

<h2>Una sfida che supera ogni confine</h2>

<p>La prima edizione lo vide percorrere <strong>5,7 km in un'ora</strong>. In una successiva prova, ha migliorato il suo tempo chiudendo un’ora con <strong>7,620 km</strong>. Nell’edizione di due ore (31 gennaio 2025, a Val di Fiemme), ha stabilito il record attuale coprendo <strong>11,680 km in 2 ore</strong>.</p>

<p>Quest’anno, Paglia punta ancora più in alto. Non per ottenere un trofeo personale, ma per <strong>dimostrare, una volta di più, che la disabilità non è una gabbia</strong>. È un limite che può essere affrontato, affrontato e superato.</p>

<p>Alla base della sfida l'Ufficiale Paracadutista lancia un messaggio chiarissimo: le persone con disabilità <strong>non devono essere considerate cittadini di serie B</strong>. Meritano strumenti, dignità, attenzione istituzionale e, soprattutto, rispetto.</p>

<h2>Un eroe che continua a combattere</h2>

<p>Il Ten. Col. Paglia porta sul petto la <strong>Medaglia d’Oro al Valor Militare</strong>, ricevuta per il coraggio dimostrato nella tragica <strong><a href="https://brigatafolgore.net/2-luglio-1993-la-battaglia-del-check-point-pasta/">Battaglia del Pastificio</a></strong> del 2 luglio 1993, a Mogadiscio.</p>

<p>Quel giorno non è stato soltanto un momento di eroismo militare: è stato il punto di origine di una storia che ancora oggi ispira intere generazioni di italiani. Paglia non combatte più tra le strade della Somalia, ma continua a combattere ogni giorno contro l’indifferenza, la superficialità e la mancanza di tutela verso chi vive con una disabilità.</p>

<p>E lo fa con la stessa determinazione di allora.</p>

<h2>Il messaggio di Paglia: nessuno merita compassione, ma rispetto</h2>

<p>“<strong>Non esistono limiti che non possono essere superati</strong>”, ha dichiarato Paglia ringraziando gli impianti sportivi di Livigno e gli atleti paralimpici che lo affiancano.<br>E aggiunge un concetto che dovrebbe essere scolpito nella mente di chiunque abbia responsabilità pubbliche:</p>

<blockquote>
<p><em>“Spero che si accendano sempre di più i riflettori verso un tema che va affrontato come grande esempio di civiltà, da tutte le istituzioni senza distinzione di colore politico. Un disabile è una persona che merita rispetto e considerazione, e di tutto ha bisogno meno che della compassione”.</em></p>
</blockquote>

<h2>Perché Paglia è un esempio. Per tutti e (soprattutto) per i giovani</h2>

<p>In un’epoca in cui molte figure di riferimento cadono, deludono, si contraddicono, uomini come Gianfranco Paglia rappresentano una bussola morale per i ragazzi di oggi.</p>

<p>Mostrano che il sacrificio ha un valore, che il coraggio può cambiare il corso di una vita, e che la forza non è solo fisica, ma soprattutto mentale e morale. Paglia dimostra che si può cadere e rialzarsi, che si può perdere molto ma non la voglia di vivere, che la fragilità non è debolezza ma semmai occasione di rinascita.</p>

<p>Gianfranco Paglia non corre per superare un record.<br>Corre per ricordare a tutti noi che <strong>i limiti più grandi sono quelli che accettiamo di imporci</strong>.</p>

<p>E per questo rimarrà, oggi e sempre, <strong>un eroe autentico e un esempio luminoso per le nuove generazioni</strong>.</p>, ?, 9, 1, ?, https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/26702-gianfranco-paglia-sfida-ancora-limpossibile-il-20-dicembre-lassalto-al-nuovo-record-della-2-ore-no-limits.mp4, Il Tenente Colonnello Gianfranco Paglia, decorato con la Medaglia d’Oro al Valor Militare, è un simbolo di resilienza e coraggio. Tetraplegico, si allena con la Squadra Nazionale Paralimpica di Sci Nordico per la “2 Ore No Limits”, evento in cui ha già stabilito record di distanza. Paglia dimostra che la disabilità non è una gabbia, ma un limite da superare con dignità e volontà. Il suo messaggio è chiaro: le persone con disabilità meritano rispetto, non compassione, e rappresenta un esempio di forza morale e ispirazione per le nuove generazioni., published, 2025-11-30 02:35:54, 2026-05-01 14:10:03, 2026-05-01 14:10:03))

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<p>Un progetto innovativo, voluto dal Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, <strong>Generale di Copo d'Armata Carmine Masiello</strong>, con un obiettivo chiaro: <strong>formare una nuova generazione di ufficiali capaci di pensiero critico, visione multidisciplinare e profondità intellettuale</strong>. Non una richiesta di privilegi, non un’invadenza istituzionale: solo l’idea che cultura e difesa possano dialogare per il bene del Paese.</p>

<h2>Il Generale Masiello: “Deluso. L’Esercito non è stato ammesso all’università”</h2>

<p>Secondo <a href="https://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/militari-studenti-filosofia-unibo-rifiuta-dxxvxl13" target="_blank" rel="noreferrer noopener">quanto riporta il Resto del Carlino</a>, le parole del Generale Masiello, pronunciate agli Stati Generali della Ripartenza a Bologna, non lasciano spazio a interpretazioni:</p>

<blockquote>
<p>Ho chiesto all’Università di Bologna di avviare un corso di laurea per 10-15 dei miei ufficiali.<br>Non hanno voluto per timore di militarizzare la facoltà.<br>Un’istituzione come l’Esercito non è stata ammessa all’università. Io sono deluso.</p>
</blockquote>

<p>È difficile non condividere il suo rammarico.</p>

<p>Nel 2025 l’Italia dovrebbe aver superato da tempo l’idea che la presenza di militari, professionisti della sicurezza, della gestione delle crisi, del diritto internazionale, della cooperazione civile-militare, rappresenti una minaccia per l’autonomia accademica. Eppure, <strong>questo pregiudizio resiste</strong>.</p>

<p>Masiello ha aggiunto un punto cruciale:</p>

<blockquote>
<p>È sintomatico dei tempi in cui viviamo, e di quanta strada c’è da fare affinché l’opinione pubblica capisca la funzione delle Forze Armate nel mondo attuale.</p>
</blockquote>

<p>Come dargli torto?</p>

<p><strong>Chi rischia la vita per il Paese</strong> è ancora guardato con sospetto da chi, per missione universitaria, dovrebbe combattere proprio i pregiudizi.</p>

<h2>Il rettore Molari: “Decisione del Dipartimento, ma siamo aperti al dialogo”</h2>

<p>Il rettore dell’Università di Bologna, <strong>Giovanni Molari</strong>, ha chiarito che il diniego non è arrivato dal Senato Accademico, ma da un singolo Dipartimento che “ha preferito astenersi dal deliberare”.</p>

<p>Una formula che, se possibile, rende la vicenda ancora più incomprensibile:</p>

<p>– nessun divieto formale<br>– nessuna valutazione di merito<br>– nessun confronto aperto</p>

<p>Semplicemente <strong>non si decide</strong>, per non assumersi la responsabilità di dire sì.<br>Il rettore assicura di essere aperto al dialogo; un’apertura che, però, arriva dopo un rifiuto che ha già prodotto un danno: quello di un segnale culturale sbagliato.</p>

<h2>La Ministra Bernini: “Una scelta discutibile che compromette la funzione del sapere”</h2>

<p>La Ministra dell’Università e della Ricerca, <strong>Anna Maria Bernini</strong>, ha commentato senza mezzi termini:</p>

<blockquote>
<p>Un dipartimento che teme la ‘militarizzazione’ rischia di compromettere la funzione stessa del sapere. Non esiste libertà senza sicurezza, e non può esserci sicurezza senza una Difesa preparata e capace di leggere la complessità del nostro tempo. Una società che diffida dei propri servitori in uniforme dovrebbe interrogarsi sulle proprie fragilità, non sul ruolo delle Forze Armate</p>
</blockquote>

<p>È un’affermazione importante, perché <strong>ripristina una verità elementare</strong>:<br>Le Forze Armate, aggiungiamo noi, non sono un corpo estraneo allo Stato. Sono parte dello Stato. E servono alla collettività. Se un’università teme i militari, allora il problema non è l’Esercito: <strong>il problema è culturale</strong>.</p>

<h2>Azione Universitaria: “Blocco del corso, scelta gravissima”</h2>

<p><strong>Azione Universitaria Bologna</strong> ha presentato un’interrogazione al Senato Accademico contro il mancato avvio del corso di Filosofia per i giovani ufficiali dell’Esercito, definendo la decisione “gravissima” e dettata da “pregiudizio antimilitarista” e dalla pressione di gruppi radicali come i Centri sociali violenti, che tengono sotto scacco il Dipartimento.</p>

<p>Il movimento richiama l<strong>’articolo 52 della Costituzione</strong>, che sancisce il carattere democratico delle Forze Armate, e accusa questi gruppi di atteggiamenti “antidemocratici e totalitari”, chiedendo chiarimenti ufficiali sull’intera vicenda.</p>

<h2>Un’altra occasione persa per l’Italia</h2>

<p>Un corso di Filosofia per ufficiali non avrebbe militarizzato nulla: avrebbe invece contribuito a:</p>

<ul>
<li>creare <strong>dirigenti militari più consapevoli</strong>, capaci di ragionamento critico;</li>

<li><strong>avvicinare mondo civile e mondo militare</strong> in un terreno di dialogo, non di contrapposizione;</li>

<li>valorizzare l’università come <strong>luogo aperto alla complessità del reale</strong>;</li>

<li>offrire all’ateneo un’opportunità unica di <strong>ricerca e confronto interdisciplinare</strong>.</li>
</ul>

<p>Invece, a prevalere è stata la paura. Una paura che offende chi indossa la divisa con disciplina e onore, e che priva gli studenti (civili e militari) di una preziosa occasione di crescita.</p>

<h2>Il precedente di Siena: quando i pregiudizi soffocano le opportunità</h2>

<p>Non possiamo non ricordare quanto già accaduto qualche mese fa, quando<a href="https://brigatafolgore.net/luniversita-per-stranieri-di-siena-annulla-i-tirocini-con-la-marina-militare-unoccasione-persa-in-nome-dei-pregiudizi/"> l’Università per Stranieri di Siena annullò i tirocini con la Marina Militare</a> temendo, anche lì, una fantomatica “militarizzazione”.</p>

<p>Uno schema che si ripete: <strong>le Forze Armate cercano dialogo → il mondo universitario risponde con diffidenza.</strong></p>

<h2>Esercito e Università: un dialogo che l’Italia merita</h2>

<p>L’Esercito Italiano, oggi più che mai, è una struttura moderna, professionale, impegnata nelle missioni internazionali, nelle emergenze civili, nella difesa degli interessi nazionali. Investire nella formazione dei suoi giovani ufficiali significa <strong>investire nel futuro del Paese</strong>.</p>

<p>Negare loro un percorso culturale come la Filosofia non è solo un rifiuto istituzionale. È un <strong>messaggio sbagliato </strong>per i giovani, per la società e per tutti coloro che credono che la conoscenza non debba mai temere la realtà, ma comprenderla.</p>

<p><strong>L’università di Bologna ha perso un’occasione</strong>. L’Esercito no: perché continuerà a cercare, e trovare, luoghi dove cultura, pensiero critico e servizio alla Nazione possono crescere insieme.</p>, ?, 7, 1, https://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/militari-studenti-filosofia-unibo-rifiuta-dxxvxl13, https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/26690-ci-risiamo-luniversita-di-bologna-rifiuta-il-corso-di-filosofia-per-i-giovani-ufficiali-in-nome-dei-pregiudizi.mp4, L’Università di Bologna ha rifiutato la proposta dell’Esercito Italiano di avviare un corso di laurea in Filosofia per giovani ufficiali, temendo una “militarizzazione” della facoltà. Il Generale Masiello si è detto deluso, mentre la ministra Bernini e Azione Universitaria hanno criticato la scelta come frutto di pregiudizi ideologici. Il rettore ha spiegato che la decisione è stata del Dipartimento. Si tratta di un’occasione persa per favorire il dialogo tra mondo militare e accademico e promuovere cultura e pensiero critico., published, 2025-11-29 18:53:23, 2026-05-01 14:10:04, 2026-05-01 14:10:04))

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<p>L’incontro si inserisce in una serie di attività programmate nel Nord-Est, con l’obiettivo di verificare sul campo le capacità formative e di sottolineare l’importanza che la dimensione addestrativa riveste per l’Esercito. Davanti al personale schierato, il <strong>Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello</strong> ha ribadito che l’<strong>85° Reggimento</strong> rappresenta un <strong>pilastro fondamentale per la crescita dell’Istituzione</strong>, un luogo dove <strong>disciplina e professionalità</strong> plasmano la nuova generazione di militari.</p>

<p>La visita è stata anche un’occasione per rinsaldare il legame tra il vertice dell’Esercito e i giovani allievi, chiamati a confrontarsi con un percorso che non si limita a fornire competenze tecniche, ma che forgia caratteri e valori. È proprio nella fase iniziale dell’addestramento che si gettano le basi della futura coesione operativa, indispensabile per affrontare le sfide di un contesto internazionale sempre più complesso e dinamico.</p>

<h2>L’addestramento come fondamento dell’Esercito</h2>

<p>Il Generale di Corpo d'Armata Carmine Masiello ha ricordato come la <strong>formazione</strong> non sia soltanto un passaggio obbligato, ma il <strong>vero fulcro dell’evoluzione dell’Esercito Italiano</strong>. L’85° Reggimento, infatti, è dedicato all’addestramento di base dei volontari, la fase in cui giovani provenienti da tutta Italia compiono il passo decisivo per entrare a far parte della vita militare.</p>

<p>Qui <strong>disciplina, spirito di sacrificio, onore, coraggio e lealtà</strong> non sono concetti astratti, ma <strong>valori </strong>quotidianamente <strong>vissuti e trasmessi </strong>dai quadri istruttori agli allievi. Ogni soldato, ha sottolineato il Capo di SME, deve acquisire non solo la preparazione fisica e tecnica necessaria per affrontare operazioni complesse, ma anche la capacità di integrarsi in una comunità coesa, capace di agire con efficacia in ogni scenario.</p>

<figure><img title="Il Capo di SME incontra l’85° Reggimento: disciplina e coraggio al centro della formazione" src="https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/1-1024x680-1.jpg" alt="Il Capo di SME incontra l’85° Reggimento: disciplina e coraggio al centro della formazione" /><figcaption>Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello</figcaption></figure>

<p>Il <strong>Reggimento “Verona”</strong> si distingue per l’elevato livello di <strong>professionalità</strong>, sviluppato grazie a un’esperienza consolidata e a metodologie didattiche in continuo aggiornamento. In un mondo in cui conflitti ibridi, crisi umanitarie e nuove minacce richiedono prontezza e versatilità, l’addestramento iniziale diventa lo strumento che assicura stabilità e continuità alla <strong>Forza Armata</strong>. Non è un caso che proprio la formazione sia stata più volte individuata come la chiave per garantire il rinnovamento e la resilienza dell’Esercito.</p>

<p>Durante il suo intervento, il <strong>Capo di SME</strong> ha voluto sottolineare come i giovani che scelgono di intraprendere la carriera militare siano chiamati a un compito che va oltre l’individuo: servire la Repubblica, custodire la sicurezza nazionale e contribuire agli impegni internazionali dell’Italia. Per questo motivo, la fase di addestramento è un passaggio identitario che unisce tradizione e modernità, dando concretezza a valori che hanno radici profonde nella storia delle Forze Armate italiane.</p>

<h2>Giovani, Forze Speciali e il futuro della Forza Armata</h2>

<p>Un’attenzione particolare è stata riservata dal Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello ai candidati che aspirano a entrare nelle <strong>Forze Speciali</strong>. A loro ha rivolto un messaggio di incoraggiamento, riconoscendo l’entusiasmo e la determinazione tipica della giovane età, ma ricordando al tempo stesso la durezza e l’impegno richiesti da un <strong>percorso di eccellenza</strong>. L’ingresso in <strong>reparti di élite</strong>, infatti, non è soltanto un traguardo individuale, ma rappresenta un contributo essenziale alla capacità operativa complessiva dell’Esercito.</p>

<figure><img title="Il Capo di SME incontra l’85° Reggimento: disciplina e coraggio al centro della formazione" src="https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/4-1024x680-1.jpg" alt="Il Capo di SME incontra l’85° Reggimento: disciplina e coraggio al centro della formazione" /><figcaption>Discorso del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello.</figcaption></figure>

<p>Le <strong>Forze Speciali</strong> incarnano la <strong>punta di diamante</strong> della Forza Armata, chiamata a operare in scenari ad alta complessità e in missioni che richiedono abilità fuori dall’ordinario. Masiello ha voluto sottolineare che la scelta di affrontare un cammino tanto impegnativo sarà ricompensata dalla soddisfazione di appartenere a un’unità che rappresenta il massimo della professionalità e del prestigio militare.</p>

<p>La visita all<strong>’85° Reggimento</strong> Addestramento Volontari “Verona” <strong>assume</strong> quindi un <strong>valore simbolico</strong> e <strong>operativo</strong> al tempo stesso. Simbolico, perché riafferma l’attenzione del vertice dell’Esercito verso i giovani soldati e i loro formatori; operativo, perché mette in evidenza il ruolo cruciale dell’addestramento nella costruzione di un Esercito moderno, pronto ad affrontare le sfide della sicurezza nazionale e internazionale.</p>

<p>Nel salutare il personale, il Capo di Stato Maggiore ha richiamato la necessità di <strong>continuare con entusiasmo e determinazione,</strong> consapevoli che ogni singolo sforzo contribuisce alla forza collettiva. È questa la filosofia che guida l’85° Reggimento “Verona”: preparare non solo soldati efficienti, ma uomini e donne capaci di incarnare i <strong>valori della Repubblica</strong> e di affrontare con competenza e coraggio le prove che il futuro riserverà.</p>, ?, 8, 1, https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Il-Generale-Carmine-Masiello-visita-l-85-Reggimento-Addestramento-Volontari-Verona.aspxhttps://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Il-Generale-Carmine-Masiello-visita-l-85-Reggimento-Addestramento-Volontari-Verona.aspx, https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23553-il-capo-di-sme-incontra-l85-reggimento-disciplina-e-coraggio-al-centro-della-formazione.mp4, ?, published, 2025-09-08 21:24:03, 2026-05-01 14:10:51, 2026-05-01 14:10:51))

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<h3>L’importanza della leadership militare per l’economia civile</h3>

<p>Secondo Julie Sweet, Chair e CEO di Accenture, i veterani di alto livello portano con sé qualità uniche: <strong>disciplina, capacità di adattamento e leadership consolidate </strong>da anni di servizio. “Il nostro programma rappresenta un investimento strategico – ha sottolineato – per valorizzare questi talenti e accelerare l’adozione dell’AI su scala nazionale”. L’iniziativa nasce per colmare il divario tra competenze militari e richieste del mercato del lavoro, offrendo strumenti concreti per una ricollocazione professionale in settori ad alto tasso di crescita.</p>

<figure><img src="https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/images.jpeg" alt="Ufficiali e i Sottufficiali USA verso nuove carriere civili nell’era dell’AI di Accenture" style="width:840px;height:auto" title="Ufficiali e i Sottufficiali USA verso nuove carriere civili nell’era dell’AI di Accenture" /><figcaption>Ufficiali e i Sottufficiali USA verso nuove carriere civili nell’era dell’AI di Accenture</figcaption></figure>

<h2>Accenture LearnVantage: formazione flessibile e certificata</h2>

<p>Il cuore del progetto è <em>Accenture LearnVantage</em>, <strong>piattaforma di apprendimento basata su AI</strong> che integra contenuti e metodologie provenienti da acquisizioni strategiche come Udacity e Ascendient Learning. Gli iscritti avranno accesso a:</p>

<ul>
<li>corsi e <em>nanodegrees</em> su tecnologie emergenti (cloud, cybersecurity, <em>agentic AI</em>);</li>

<li>esperienze pratiche e simulazioni reali;</li>

<li>certificazioni riconosciute dall’industria;</li>

<li>supporto per lo sviluppo del curriculum, coaching per i colloqui e mentoring tecnico.</li>
</ul>

<p>Il modello formativo, combinando modalità sincrone e asincrone, punta a garantire flessibilità e percorsi personalizzati. L’obiettivo è duplice: rafforzare l’employability dei veterani e alimentare il bacino di competenze AI di cui il Paese ha urgente necessità per mantenere la leadership globale.</p>

<figure><img src="https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/2023-06-14-072721295-Accenture-invests-3-billion-into-artificial-intelligence.jpg" alt="Ufficiali e i Sottufficiali USA verso nuove carriere civili nell’era dell’AI di Accenture" title="Ufficiali e i Sottufficiali USA verso nuove carriere civili nell’era dell’AI di Accenture" /><figcaption>Ufficiali e i Sottufficiali USA verso nuove carriere civili nell’era dell’AI di Accenture</figcaption></figure>

<h2>Onorare il servizio, costruire il futuro</h2>

<p>Il programma non si limita alla formazione tecnica. Accenture prevede di creare una rete di opportunità professionali e percorsi di carriera chiari, anche attraverso partnership con aziende innovative. “Vogliamo onorare il servizio dei nostri eroi – ha concluso Sweet – accompagnandoli verso ruoli di impatto nel settore civile, contribuendo al tempo stesso alla competitività degli Stati Uniti”.</p>

<p>L’iniziativa è stata accolta con favore dalle associazioni dei veterani e dalle istituzioni federali, che vedono in essa un tassello fondamentale per accelerare la transizione dall’uniforme all’impresa. Con circa 791.000 dipendenti in oltre 120 Paesi, Accenture ribadisce così la propria vocazione a creare valore diffuso, con un’attenzione particolare alle comunità che hanno servito la nazione.<br><br></p>, ?, 7, 1, https://newsroom.accenture.com/news/2025/accenture-launches-national-career-training-initiative-to-support-officers-and-senior-enlisted-personnel-transitioning-to-civilian-careershttps://newsroom.accenture.com/news/2025/accenture-launches-national-career-training-initiative-to-support-officers-and-senior-enlisted-personnel-transitioning-to-civilian-careers, https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23512-ufficiali-sottufficiali-usa-civili-ai-accenture.mp4, ?, published, 2025-09-05 19:24:02, 2026-05-01 14:10:53, 2026-05-01 14:10:53))

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<p>Nato a Tione di Trento il 9 settembre 1942, Tricarico ha percorso una carriera lunga e prestigiosa nelle Forze Armate. Con oltre 3.000 ore di volo su velivoli monoposto, ha ricoperto incarichi di comando e responsabilità strategica, fino a diventare Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica dal 2004 al 2006. Dopo il congedo è stato presidente della Fondazione Icsa, impegnata in attività di ricerca sulla sicurezza e la difesa, e collabora regolarmente con centri di analisi e think tank.</p>

<h2><strong>La critica alla missione UNIFIL</strong></h2>

<p>Tricarico, intervistato il 30 agosto 2025 da Luca Sablone su <em>Il Riformista</em>, ha definito la missione ONU in Libano “non una storia di successo”. Secondo l’ex capo di Stato Maggiore, <strong>UNIFIL avrebbe fallito il compito principale</strong>: arginare Hezbollah e bloccare il traffico di armi verso il gruppo sciita. Al contrario, proprio negli anni di dispiegamento internazionale, Hezbollah ha potuto consolidare il suo arsenale e rafforzare le proprie capacità militari fino a diventare, dal punto di vista operativo, “la minaccia più insidiosa per Israele”.</p>

<p>Uno degli aspetti più gravi, secondo Tricarico, è che i caschi blu erano perfettamente consapevoli delle attività di Hezbollah. Tunnel scavati a pochi metri dalle loro postazioni, arsenali nascosti e una rete logistica ben organizzata non potevano passare inosservati. Le informazioni sarebbero state trasmesse regolarmente al Palazzo di Vetro, ma <strong>l’Onu – sostiene Tricarico – ha “girato la testa dall’altra parte”</strong>, ignorando deliberatamente i segnali di pericolo.</p>

<figure><img src="https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/unifil1-0.jpg" alt="Gen.Tricarico: UNIFIL inutile, Hezbollah armata sotto gli occhi dell’ONU" title="Gen.Tricarico: UNIFIL inutile, Hezbollah armata sotto gli occhi dell’ONU" /><figcaption>Gen.Tricarico: UNIFIL inutile, Hezbollah armata sotto gli occhi dell’ONU</figcaption></figure>

<h2><strong>Una presenza inerte, quasi coreografica</strong></h2>

<p>Il generale parla di una missione che si è ridotta a “presenza inerme, quasi coreografica”, priva della forza necessaria per intervenire concretamente. Più che proteggere la popolazione o garantire l’applicazione delle risoluzioni, UNIFIL avrebbe finito per fungere da copertura a Hezbollah, che ha potuto operare indisturbata dietro la cornice diplomatica della forza di interposizione.</p>

<p>Secondo Tricarico, il macigno principale che ha reso inefficace UNIFIL è stata l’impossibilità di accedere a proprietà private per verifiche e controlli. Una restrizione che ha paralizzato l’operato dei caschi blu, consentendo al movimento sciita di utilizzare abitazioni e terreni per occultare armi ed equipaggiamenti. Una lacuna operativa che ha reso vana qualsiasi azione di contrasto al traffico di armi.</p>

<h2><strong>Conseguenze della Riforma del mandato mai realizzata</strong></h2>

<p>L’Italia, così come altri Paesi contributori, aveva più volte richiesto una revisione delle regole di ingaggio, con un ampliamento delle competenze operative. Tuttavia, queste richieste sono rimaste lettera morta. “Risultati zero”, afferma Tricarico, sottolineando come a quel punto sarebbe stato più logico ritirare i contingenti nazionali piuttosto che insistere con una missione condannata all’irrilevanza. Da qui la conclusione amara: l’accusa di Israele all’Onu di essere strutturalmente ostile al Paese “non è del tutto peregrina”.</p>

<p>La missione UNIFIL, istituita nel 1978 e rafforzata nel 2006 dopo la guerra tra Israele e Hezbollah, era stata concepita come forza di interposizione per monitorare la cessazione delle ostilità e impedire l’ingresso di armi in Libano meridionale. Con il passare degli anni, però, la sua efficacia è stata messa in discussione da più parti. Israele ha spesso denunciato la complicità indiretta dell’Onu con Hezbollah, mentre lo stesso Libano ha considerato la missione un ingombro più che un supporto reale.</p>

<p>Il ritiro programmato per il 2027 sembra chiudere un capitolo che, secondo Tricarico e molti osservatori, ha più ombre che luci. Per Israele, la lezione è chiara: affidarsi esclusivamente a forze internazionali senza regole d’ingaggio robuste è un rischio troppo alto. Per il Libano, invece, il pericolo è che la fine della missione lasci un vuoto di sicurezza in una delle regioni più fragili del Medio Oriente.</p>

<p></p>, ?, 8, 1, https://www.ilriformista.it/tricarico-boccia-la-missione-unifil-e-attacca-lonu-sempre-sorda-mentre-hezbollah-si-riarmava-479453/#google_vignettehttps://www.ilriformista.it/tricarico-boccia-la-missione-unifil-e-attacca-lonu-sempre-sorda-mentre-hezbollah-si-riarmava-479453/#google_vignette, https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23427-tricarico-unifil-inutilehezbollah-armata-occhi-onu.mp4, ?, published, 2025-08-31 06:14:02, 2026-05-01 14:10:55, 2026-05-01 14:10:55))

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<p>Questa intesa rappresenta una pietra miliare nella storia dell’aviazione militare americana: per la prima volta, l’USAF ha scelto di formare i propri cadetti in una scuola <strong>esterna</strong>, appartenente a un alleato NATO. La decisione conferma l’eccellenza didattica e l’innovazione dell’<strong>IFTS di Decimomannu</strong>, considerata oggi una delle migliori scuole di addestramento al mondo.</p>

<figure><img title="Decimomannu conquista l’America: l’USAF sceglie l’Italia per formare i suoi piloti" src="https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/20240411-IFTS-DecimomannuAirBase-13-1024x683-1.jpeg" alt="Decimomannu conquista l’America: l’USAF sceglie l’Italia per formare i suoi piloti" /><figcaption>Decimomannu conquista l’America: l’USAF sceglie l’Italia per formare i suoi piloti</figcaption></figure>

<p>Al centro della formazione vi è il <strong>velivolo T-346A</strong>, gemello tecnologico del T-7 che entrerà in servizio negli Stati Uniti. Grazie al nuovo <strong>Multiphase Jet Training Integrated Syllabus</strong>, sviluppato congiuntamente da Aeronautica Militare e USAF, i frequentatori potranno ottenere il <strong>brevetto di pilota militare</strong> in soli nove mesi. I primi <strong>10 allievi americani</strong> sono attesi presto in Sardegna, segnando l’avvio concreto di questo percorso senza precedenti.</p>

<h2>L’Italia hub mondiale dell’addestramento</h2>

<p>L’<strong>International Flight Training School</strong> nasce dalla collaborazione tra <strong>Aeronautica Militare</strong> e <strong>Leonardo</strong>, con il supporto del 212° Gruppo Volo del 61° Stormo. Operativa a Decimomannu dal 2022, la scuola dispone di un campus di oltre <strong>130.000 m²</strong>, dotato di simulatori di ultima generazione, sistemi di addestramento integrati e una flotta di <strong>22 T-346A</strong>.</p>

<figure><img title="Decimomannu conquista l’America: l’USAF sceglie l’Italia per formare i suoi piloti" src="https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/ADDESTRAMENTO-AL-VOLO-6.jpg" alt="Decimomannu conquista l’America: l’USAF sceglie l’Italia per formare i suoi piloti" /><figcaption>Decimomannu conquista l’America: l’USAF sceglie l’Italia per formare i suoi piloti</figcaption></figure>

<p>Già oggi l’IFTS forma piloti provenienti da dodici Paesi, tra cui Arabia Saudita, Austria, Canada, Germania, Giappone, Paesi Bassi, Qatar, Regno Unito, Singapore, Spagna, Svezia e Ungheria. Con l’arrivo dell’USAF, l’Italia consolida la propria posizione come <strong>leader globale nell’addestramento al volo militare avanzato</strong>, offrendo un modello innovativo e sostenibile che unisce tecnologia, competenza e cooperazione internazionale.</p>, ?, 8, 1, https://www.aeronautica.difesa.it/news/addestramento-al-volo-ifts-siglato-accordo-per-la-mformazione-dei-piloti-dellusaf-in-italia/https://www.aeronautica.difesa.it/news/addestramento-al-volo-ifts-siglato-accordo-per-la-mformazione-dei-piloti-dellusaf-in-italia/, https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23405-decimomannu-conquista-america-usaf-italia-piloti.mp4, ?, published, 2025-08-30 10:04:03, 2026-05-01 14:10:56, 2026-05-01 14:10:56))

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<p><em>“<strong>Ci muoviamo rapidamente – tagliando la burocrazia, consolidando le risorse e dando a questa task force la massima autorità per superare i nostri avversari. Non ci sono dubbi: sotto questa amministrazione vinceremo</strong>”</em>, ha dichiarato Hegseth <a href="https://www.defense.gov/News/Releases/Release/Article/4289621/dod-establishes-joint-interagency-task-force-to-deliver-affordable-c-suas-capab/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nel comunicato rilasciato dal Dipartimento della Difesa</a>.</p>

<h2>Unità unica, poteri straordinari</h2>

<p>La nuova JIATF 401 riunirà le migliori competenze di tutte le Forze Armate e delle agenzie federali, operando sotto la supervisione del <strong>Deputy Secretary of Defense</strong>. Avrà autorità diretta in materia di <strong>acquisizione, sviluppo e procurement</strong>, con la possibilità di approvare fino a <strong>50 milioni di dollari per singolo progetto</strong>.</p>

<p>Le sue competenze includeranno:</p>

<ul>
<li>sviluppo e schieramento di capacità <strong>C-sUAS (Counter-small Unmanned Aircraft Systems)</strong>;</li>

<li>coordinamento di attività di <strong>forensics, intelligence e guerra elettronica</strong>;</li>

<li>gestione dei programmi di <strong>replica e innovazione</strong>, anche tramite l’integrazione con l’iniziativa <strong>Replicator 2</strong> della Defense Innovation Unit.</li>
</ul>

<h2>La fine della JCO e il nuovo approccio</h2>

<p>La nascita della JIATF 401 comporta lo scioglimento della <strong>Joint Counter-sUAS Office (JCO)</strong>, istituita nel 2019 e guidata dall’Esercito (<em>US Army</em>). La JCO aveva contribuito a selezionare i migliori sistemi anti-drone e a uniformare i protocolli di test e addestramento, ma era stata criticata per la mancanza di reali poteri decisionali e per la lentezza dovuta al ciclo di bilancio del Pentagono.</p>

<p>Con la JIATF 401, il Dipartimento della Difesa punta a <strong>ridurre i tempi di sviluppo da anni a pochi mesi</strong>, centralizzando il processo decisionale e superando la frammentazione che aveva caratterizzato l’approccio precedente.</p>

<h2>Compiti e risorse della JIATF 401</h2>

<p>Secondo il memorandum, la task force sarà:</p>

<ul>
<li><strong>mantenuta da personale congiunto</strong> delle diverse Forze Armate, con il contributo diretto di specialisti in acquisizione, guerra elettronica e intelligence;</li>

<li>dotata di <strong>autorità speciale per assunzioni rapide</strong> al di fuori delle procedure federali standard, così da attrarre i migliori talenti;</li>

<li>incaricata di <strong>consolidare ricerca, sviluppo, test e valutazione</strong> su scala DoD, con l’esclusione dei programmi di record specifici delle singole Forze Armate e del Comando Operazioni Speciali;</li>

<li>supportata con <strong>nuovi fondi flessibili pluriennali</strong> da destinare a ricerca, procurement e operazioni.</li>
</ul>

<p>Entro 30 giorni, la task force dovrà anche presentare una proposta per la creazione di un <strong>poligono dedicato ai test e all’addestramento anti-drone</strong>.</p>

<h2>Impatto sull’industria</h2>

<p>La creazione della <strong>JIATF 401</strong> avrà conseguenze significative anche per l’industria della difesa. Con un unico centro decisionale dotato di <strong>fondi discrezionali e poteri di procurement rapidi</strong>, le aziende statunitensi e i partner internazionali attivi nello sviluppo di tecnologie anti-drone vedranno aprirsi nuove opportunità di mercato, stimate in <strong>decine di miliardi di dollari nel prossimo decennio</strong>.</p>

<p>Le aree di innovazione che beneficeranno maggiormente della centralizzazione includono:</p>

<ul>
<li><strong>Armi a energia diretta (laser ad alta potenza)</strong> → per neutralizzare droni in volo con costi minimi per ingaggio.</li>

<li><strong>Sistemi a microonde ad alta potenza (HPM)</strong> → progettati per disattivare o distruggere l’elettronica dei droni.</li>

<li><strong>Radar e sensori avanzati</strong> → capaci di rilevare piccoli UAS a bassa quota, spesso invisibili ai sistemi tradizionali.</li>

<li><strong>Sistemi di jamming e spoofing</strong> → per disturbare le comunicazioni o prendere il controllo dei droni ostili.</li>

<li><strong>Software di fusione dati e reti C2</strong> → per integrare radar, sensori e armi in un unico quadro operativo in tempo reale.</li>

<li><strong>Sistemi autonomi di difesa “drone vs drone”</strong> → droni intercettori capaci di abbattere altri droni in volo.</li>
</ul>

<p>Le <strong>startup specializzate in guerra elettronica, intelligenza artificiale e sistemi avanzati</strong> si troveranno quindi a confrontarsi con un acquirente centralizzato e competitivo, in grado di favorire l’innovazione e mantenere alta la concorrenza. Questo approccio potrà accelerare il passaggio da <strong>prototipi sperimentali</strong> a <strong>soluzioni operative</strong>, rafforzando la leadership americana in un settore strategico e in rapida espansione.</p>

<h2>Perché è cruciale questa riforma</h2>

<p>La JIATF 401 avrà un orizzonte operativo iniziale di <strong>36 mesi</strong>, al termine dei quali il Congresso e il Pentagono valuteranno i risultati raggiunti e decideranno se rendere permanente la nuova struttura.</p>

<p>Negli ultimi anni la minaccia dei droni si è moltiplicata: dai quadricotteri commerciali modificati fino agli sciami coordinati, gli UAS (Unmanned Aerial Systems) sono diventati armi economiche e letali in <strong>Ucraina, Medio Oriente e Asia</strong>. Gli Stati Uniti hanno riconosciuto di aver mantenuto il passo con le capacità belliche convenzionali, ma di essere rimasti indietro sulla difesa anti-drone.</p>

<p>Con la JIATF 401, il Pentagono mira a consolidare la propria supremazia nello spazio aereo, garantendo la <strong>sovranità nazionale</strong> statunitense e la protezione delle proprie forze in campo.</p>

<div><object></object><a id="wp-block-file--media-e80618d1-a22c-416c-a61d-445ea15fcae4" href="https://difesanews.com/wp-content/uploads/2025/08/ESTABLISHMENT-OF-JOINT-INTERAGENCY-TASK-FORCE-401.pdf">ESTABLISHMENT-OF-JOINT-INTERAGENCY-TASK-FORCE-401</a><a href="https://difesanews.com/wp-content/uploads/2025/08/ESTABLISHMENT-OF-JOINT-INTERAGENCY-TASK-FORCE-401.pdf" download aria-describedby="wp-block-file--media-e80618d1-a22c-416c-a61d-445ea15fcae4">Download</a></div>, ?, 3, 1, https://www.defense.gov/News/Releases/Release/Article/4289621/dod-establishes-joint-interagency-task-force-to-deliver-affordable-c-suas-capab/https://www.defense.gov/News/Releases/Release/Article/4289621/dod-establishes-joint-interagency-task-force-to-deliver-affordable-c-suas-capab/, https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23388-stati-uniti-nasce-la-task-force-anti-drone-lunita-interforze-jiatf-401.mp4, ?, published, 2025-08-29 10:14:03, 2026-05-01 14:10:57, 2026-05-01 14:10:57))

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<h2>L’operazione di scramble</h2>

<p>Il termine <strong>scramble</strong> identifica il decollo immediato e non programmato di velivoli da combattimento per contrastare una minaccia aerea. È una manovra frequente nei cieli del Baltico, dove velivoli russi sorvolano spesso zone adiacenti ai confini NATO senza presentare piani di volo o senza mantenere contatti radio con i controllori del traffico aereo.</p>

<p>In questo caso, i due F-35 italiani hanno lasciato la base di Ämari per identificare e monitorare l’aereo russo, che è stato scortato lontano dallo spazio aereo alleato. Secondo quanto comunicato dal <strong>comando aereo alleato</strong>, la presenza della <strong>Task Force Air italiana</strong>, composta dal <strong>32° Stormo</strong> e dal <strong>6° Stormo</strong>, rappresenta un segnale concreto dell’impegno della NATO nella difesa delle regioni baltiche e del fianco orientale.</p>

<figure><img title="F-35 italiani in scramble in Estonia - velivolo russo intercettano" src="https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/jj.jpg" alt="F-35 italiani in scramble in Estonia - velivolo russo intercettano" /><figcaption>F-35 italiani in scramble in Estonia - velivolo russo intercettano</figcaption></figure>

<h2>Il ruolo dell’Italia nei cieli baltici</h2>

<p>La <strong>Task Force Air italiana</strong> è in stato di allerta rapida <strong>24 ore su 24, 7 giorni su 7</strong>, a dimostrazione della prontezza dell’Alleanza e della determinazione a salvaguardare lo spazio aereo dei Paesi membri. Non si tratta del primo episodio di questo tipo: già lo scorso <strong>13 agosto</strong>, due F-35 italiani erano decollati da Ämari per rispondere a una manovra di pattugliamento russa.</p>

<p>Il <strong>1° agosto</strong>, sempre presso la base estone, si è svolta la cerimonia di passaggio di consegne tra la <strong>Força Aérea Portuguesa</strong> e l’Aeronautica Militare italiana nell’ambito della missione NATO di <strong>enhanced Air Policing (eAP)</strong>. Con questo avvicendamento è stata ufficialmente avviata l’operazione <strong>Baltic Eagle III</strong>, che vedrà i jet italiani impegnati per i prossimi quattro mesi nella difesa aerea dei Paesi baltici.</p>

<h2>Un segnale politico e militare</h2>

<p>La presenza dei caccia italiani e degli altri assetti alleati non ha soltanto un valore operativo, ma anche politico. La NATO vuole inviare a Mosca un messaggio chiaro di deterrenza, dimostrando che la difesa dello spazio aereo dei suoi membri è una priorità collettiva.</p>

<figure><img title="F-35 italiani in scramble in Estonia - velivolo russo intercettano" src="https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/aeronautica-militare-1024x506-1.jpg" alt="F-35 italiani in scramble in Estonia - velivolo russo intercettano" /><figcaption>F-35 italiani in scramble in Estonia - velivolo russo intercettano</figcaption></figure>

<p>A rafforzare il peso politico della missione, il <strong>30 agosto</strong> l’Estonia accoglierà la presidente della Commissione europea <strong>Ursula von der Leyen</strong>, che incontrerà il primo ministro estone <strong>Kristen Michal</strong>, visiterà le forze armate nazionali e il personale NATO schierato a Ämari. Il giorno successivo, von der Leyen sarà in Polonia per un incontro con il premier <strong>Donald Tusk</strong> e una visita al confine con la Bielorussia. La missione proseguirà poi in Bulgaria, dove la leader europea visiterà una fabbrica di armamenti statale insieme al primo ministro <strong>Rossen Jeliazkov</strong>.</p>

<p>L’intercettazione del velivolo russo da parte dei due F-35 italiani ribadisce il ruolo cruciale dell’Italia all’interno della NATO e l’importanza delle missioni di Air Policing per la sicurezza europea. In un contesto di tensioni crescenti, la prontezza degli assetti schierati e la cooperazione tra alleati restano il baluardo più efficace per garantire la difesa dei cieli e la protezione delle popolazioni europee.</p>, ?, 3, 1, https://www.virgilio.it/notizie/f-35-italiani-intercettano-un-velivolo-russo-sui-cieli-dell-estonia-i-caccia-impegnati-in-una-missione-nato-1699196#iol-toc-114ef9490a17afb30e9c15d247b62de8https://www.virgilio.it/notizie/f-35-italiani-intercettano-un-velivolo-russo-sui-cieli-dell-estonia-i-caccia-impegnati-in-una-missione-nato-1699196#iol-toc-114ef9490a17afb30e9c15d247b62de8, https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23377-f-35-italiani-scramble-in-estonia-velivolo-russo.mp4, ?, published, 2025-08-29 06:04:02, 2026-05-01 14:10:57, 2026-05-01 14:10:57))

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<p>Oggi uno dei paracadutisti più quotati a livello internazionale, Avalis ha coronato il suo quinto Guinness World Record. La sua avventura è iniziata circa 18 anni fa a Garzigliana, nel Pinerolese, e lo ha portato a viaggiare e lavorare in tutto il mondo, dagli Stati Uniti all'Australia, fino a stabilirsi a Dubai, dove il paracadutismo è diventato la sua professione.</p>

<h2>Una figura perfetta a 350 km/h</h2>

<p>Il record, che ha richiesto tre anni di preparazione e selezione, si è svolto presso lo Skydive di Chicago tra il 16 e il 23 agosto. Gli atleti si sono lanciati da quasi 6.000 metri di quota, utilizzando ossigeno a bordo a causa dell'aria rarefatta. Ogni salto prevedeva l'uso di nove aerei, con l'obiettivo di comporre la complessa formazione in appena 50 secondi.</p>

<figure><img title="Alberto Avalis, il paracadutista saluzzese al quinto record mondiale" src="https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/r-8ab36a07c0-2-e1756319222329.jpeg" alt="Alberto Avalis, il paracadutista saluzzese al quinto record mondiale" /><figcaption>Alberto Avalis, il paracadutista saluzzese al quinto record mondiale</figcaption></figure>

<p>Il paracadutismo verticale, noto come <em>head down</em>, è una disciplina estrema che richiede una preparazione fisica e mentale al limite. Gli atleti dovevano agganciarsi l'uno all'altro simultaneamente per comporre una struttura impeccabile di 174 elementi, il tutto in caduta libera a una velocità di 350 km/h. Un'impresa che richiede non solo precisione assoluta, ma anche un pizzico di fortuna. Basti pensare che nel 2018 e nel 2022 i tentativi erano falliti a causa del maltempo. Il record precedente, stabilito dieci anni fa sempre a Chicago, si era fermato a 164 elementi.</p>

<h2>Passione, dedizione e uno stile di vita</h2>

<p>Per Avalis, questo risultato è il frutto di una carriera costruita su passione, sacrificio e totale dedizione. "Il paracadutismo non è solo uno sport, è uno stile di vita", racconta il paracadutista. "Insegna il valore del lavoro di squadra, la preparazione fisica e mentale, la capacità di affrontare i propri limiti in pochi secondi di caduta libera".</p>

<p>Con oltre 22.000 lanci all'attivo, Avalis è oggi un punto di riferimento nel settore. Oltre ai suoi successi personali, nel 2024 si è distinto anche come organizzatore di due record nazionali negli Emirati Arabi Uniti e ha partecipato a un altro record mondiale in Arizona. Il suo palmarès include cinque Guinness World Record, tra paracadutismo sportivo e indoor skydiving.</p>

<p>"Grazie a questo sport ho viaggiato in ogni parte del mondo e incontrato persone straordinarie", conclude Avalis. "Ogni salto è un’emozione unica, un’esperienza che ti resta dentro".</p>, ?, 8, 1, https://www.targatocn.it/2025/08/27/leggi-notizia/argomenti/attualita/articolo/alberto-il-paracadutista-saluzzese-al-suo-quinto-record-affronto-i-miei-limiti-in-caduta-libera.htmlhttps://www.targatocn.it/2025/08/27/leggi-notizia/argomenti/attualita/articolo/alberto-il-paracadutista-saluzzese-al-suo-quinto-record-affronto-i-miei-limiti-in-caduta-libera.html, https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23362-alberto-avalis-paracadutista-saluzzese-record.mp4, ?, published, 2025-08-27 19:34:02, 2026-05-01 14:10:58, 2026-05-01 14:10:58))

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<p>L'obiettivo principale della missione della SNMG1 è la capacità di condurre un'ampia gamma di operazioni, dalla <strong>difesa collettiva</strong> alla <strong>deterrenza</strong> e alla <strong>risposta alle crisi</strong>.</p>

<p>Il commodoro Arjen Warnaar, comandante del gruppo, ha sottolineato l'importanza di questa presenza: "La nostra presenza in Lettonia dimostra chiaramente l'impegno della NATO per garantire la sicurezza di questa regione. Siamo qui per dimostrare che la NATO è unita, presente e pronta a offrire supporto."</p>

<p>Durante la sosta, gli equipaggi hanno avuto modo di rifornirsi e di cooperare con la Marina lettone, consolidando così l'interoperabilità tra le forze alleate. La visita a Rīga è giunta al termine di recenti pattugliamenti della SNMG1 nel Mare del Nord e nel Mare di Barents.</p>

<figure><img title="La Standing NATO Maritime Group One (SNMG1) in visita a Riga" src="https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/reey-1024x683-1.jpg" alt="La Standing NATO Maritime Group One (SNMG1) in visita a Riga" /><figcaption>La Standing NATO Maritime Group One (SNMG1) in visita a Riga</figcaption></figure>

<h2>Le Forze Navali Permanenti della NATO: Un Pilastro della Postura Marittima Alleata</h2>

<p>Le Forze Navali Permanenti (SNF) rappresentano una capacità marittima fondamentale per l'Alleanza Atlantica. Sotto il controllo operativo della NATO, forniscono una forza navale <strong>credibile, agile e sempre disponibile</strong> per la rapida reazione in tempi di crisi. Queste forze multinazionali hanno un ruolo di deterrenza e contribuiscono alla gestione delle crisi, alla cooperazione con i partner e alla sicurezza marittima.</p>

<p>Le SNF sono composte da quattro gruppi:</p>

<ul>
<li><strong>Standing NATO Maritime Group One (SNMG1)</strong> e <strong>Two (SNMG2)</strong>, formati da fregate e cacciatorpediniere.</li>

<li><strong>Standing NATO Mine Countermeasures Group One (SNMCMG1)</strong> e <strong>Two (SNMCMG2)</strong>, specializzati nella ricerca e nel disinnesco di mine.</li>
</ul>

<p>Questi gruppi operano in tutto lo spettro marittimo della responsabilità della NATO, coprendo l'Oceano Atlantico e i mari Baltico, del Nord, Mediterraneo e Nero.</p>

<h2>Un Deterrente Continuo e Flessibile</h2>

<p>Le SNMG1 e SNMG2, in particolare, sono forze marittime multinazionali integrate, composte da navi provenienti da diversi paesi alleati. Sono sempre disponibili per svolgere varie funzioni, dall'addestramento al supporto delle operazioni. Contribuiscono a mantenere la presenza dell'Alleanza, a dimostrare solidarietà e a svolgere visite diplomatiche di routine.</p>

<p>La loro flessibilità è fondamentale, poiché operano in base alle esigenze operative dell'Alleanza. Sotto l'autorità del Comandante Supremo Alleato in Europa (SACEUR), il comando e il controllo operativo sono generalmente delegati all'<strong>Allied Maritime Command (MARCOM)</strong>, situato a Northwood, nel Regno Unito. Il MARCOM ospita anche il <strong>NATO Shipping Centre (NSC)</strong>, punto di contatto cruciale tra la NATO e la comunità navale mercantile internazionale, con un ruolo importante anche nella lotta alla pirateria.</p>

<figure><img title="La Standing NATO Maritime Group One (SNMG1) in visita a Riga" src="https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/1-20160627-FRAF-0278A-126-Edit.jpg" alt="La Standing NATO Maritime Group One (SNMG1) in visita a Riga" /><figcaption>La Standing NATO Maritime Group One (SNMG1) in visita a Riga</figcaption></figure>

<h2>Le origini storiche dei Gruppi Permanenti</h2>

<p>L'antenato della SNMG1, la Standing Naval Force Atlantic, è stato attivato nel 1968, mentre il precursore della SNMG2, la Standing Naval Force Mediterranean, ha preso il via nel 1992, supportando operazioni come la precursora di "Sea Guardian". Entrambi i gruppi sono stati ridesignati con i loro nomi attuali nel 2005.</p>

<p>Anche i gruppi per la contromisura delle mine hanno una lunga storia. La SNMCMG1 è stata creata nel 1973 per garantire la sicurezza della navigazione nel Canale della Manica e nel nord-ovest dell'Europa, mentre la SNMCMG2 si è evoluta da una forza "su chiamata" per il Mediterraneo, istituita nel 1969. Entrambi hanno ricevuto le loro attuali denominazioni nel 2006. Questi gruppi si occupano regolarmente anche del disinnesco di ordigni storici, come le mine risalenti alle Guerre Mondiali, per garantire la sicurezza della navigazione globale.</p>, ?, 3, 1, https://eng.lsm.lv/article/society/defence/22.08.2025-natos-1st-standing-naval-group-arrives-in-riga.a611369/?utm_source=lsm&utm_medium=article-bottom&utm_campaign=articlehttps://eng.lsm.lv/article/society/defence/22.08.2025-natos-1st-standing-naval-group-arrives-in-riga.a611369/?utm_source=lsm&utm_medium=article-bottom&utm_campaign=article, https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23356-standing-nato-maritime-group-one-snmg1-visita-riga.mp4, ?, published, 2025-08-27 10:04:03, 2026-05-01 14:10:58, 2026-05-01 14:10:58))

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<p>Il soldato, che si ritiene appartenesse all'esercito austro-ungarico, è stato ritrovato in un'area che, a causa del <strong>cambiamento climatico</strong>, sta emergendo da un secolo di ghiaccio. Nonostante il tempo trascorso, la sua divisa e parte dell'equipaggiamento si sono conservati in un notevole stato, offrendo una preziosa testimonianza di come il ghiacciaio abbia agito da vera e propria "capsula del tempo".</p>

<figure><img title="Sul Ghiacciaio i Carabinieri recuperano un soldato della Grande Guerra" src="https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/80QSXoM.jpg" alt="Sul Ghiacciaio i Carabinieri recuperano un soldato della Grande Guerra" /><figcaption>Sul Ghiacciaio i Carabinieri recuperano un soldato della Grande Guerra</figcaption></figure>

<h2>Un'operazione congiunta per un ritrovamento storico</h2>

<p>L'operazione di recupero si è svolta con l'autorizzazione della <strong>Procura della Repubblica di Trento</strong> e sotto la direzione scientifica della <strong>Soprintendenza per i Beni Culturali della Provincia Autonoma di Trento - Ufficio Beni Archeologici</strong>. Il lavoro congiunto ha permesso di estrarre i resti in sicurezza e di avviarli verso il laboratorio di analisi.</p>

<p>Gli esperti si concentreranno su una serie di esami specialistici, inclusi accertamenti autoptici e studi storici, nella speranza di ricostruire l'identità del soldato. Ogni dettaglio, dalla tessitura della divisa agli oggetti personali ritrovati, sarà fondamentale per dare un nome a chi è rimasto sepolto per oltre un secolo.</p>

<figure><img src="https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/1-1.webp" alt="Sul Ghiacciaio i Carabinieri recuperano un soldato della Grande Guerra" style="object-fit:cover;width:1000px;height:700px" title="Sul Ghiacciaio i Carabinieri recuperano un soldato della Grande Guerra" /><figcaption>Sul Ghiacciaio i Carabinieri recuperano un soldato della Grande Guerra</figcaption></figure>

<h2>I ghiacciai, custodi della memoria</h2>

<p>Questo ritrovamento si inserisce in un fenomeno sempre più frequente: lo scioglimento dei ghiacciai alpini sta svelando un numero crescente di reperti e corpi di soldati che hanno combattuto quella che fu definita la "guerra bianca". L'ambiente ostile e le condizioni estreme delle alte quote hanno conservato queste testimonianze storiche in maniera straordinaria.</p>

<p>I ghiacciai delle Alpi, un tempo barriera invalicabile, sono oggi un "archivio" che restituisce frammenti di un passato drammatico, permettendo di comprendere meglio la vita e i sacrifici dei militari che si sono affrontati su questi stessi monti più di cento anni fa.</p>, ?, 8, 1, https://www.ansa.it/trentino/notizie/2025/08/25/il-ghiacciaio-restituisce-un-soldato-della-prima-guerra-mondiale_9fe299c3-50d7-41d8-b393-2ee9fd423b69.htmlhttps://www.ansa.it/trentino/notizie/2025/08/25/il-ghiacciaio-restituisce-un-soldato-della-prima-guerra-mondiale_9fe299c3-50d7-41d8-b393-2ee9fd423b69.html, https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23350-ghiacciaio-carabinieri-soldato-grande-guerra.mp4, ?, published, 2025-08-27 07:24:02, 2026-05-01 14:10:58, 2026-05-01 14:10:58))

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<p>Massimo Bellini era una figura molto conosciuta e rispettata. Di professione autista per la Trieste Trasporti, era stato caporale maggiore degli alpini paracadutisti ed era socio da oltre quarant'anni dell'ANPDI (Associazione Nazionale Paracadutisti d'Italia) di Trieste. Istruttore di paracadutismo dal 1988, era considerato un punto di riferimento per la sua sezione.</p>

<figure><img title="Malore fatale in Carnia: addio al paracadutista triestino Massimo Bellini" src="https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/505524690-700310522705070-7880454743793902911-n-1024x805-1.jpg" alt="Bozza automatica" /><figcaption>Associazione Nazionale Paracadutisti d'Italia di Trieste</figcaption></figure>

<p>La coppia stava rientrando dopo aver percorso il sentiero attrezzato "Las Calas". Intorno alle 12:30, non lontano dal Cason dal Nelut, Bellini si è accasciato a terra. La moglie ha subito chiamato i soccorsi.</p>

<p>Sul posto sono intervenuti rapidamente l'elisoccorso regionale e le squadre del Soccorso Alpino. Altri escursionisti di passaggio hanno provato a rianimarlo seguendo le istruzioni telefoniche della Sores, ma ogni tentativo è stato vano. Anche il medico giunto con il secondo elicottero non ha potuto fare altro che constatare il decesso.</p>

<p>Dopo l'autorizzazione del magistrato, il corpo è stato recuperato e l'intervento si è concluso intorno alle 15:00. La scomparsa di Massimo Bellini lascia un grande vuoto nella sua comunità e tra i suoi compagni paracadutisti.</p>, ?, 8, 1, https://www.rainews.it/tgr/fvg/articoli/2025/08/malore-fatale-durante-unescursione-sui-monti-in-carnia-muore-59-enne-triestino-cnsas-forni-avoltri-soccorso-alpino-fa80c86c-924d-40ac-a39d-426673847582.htmlhttps://www.rainews.it/tgr/fvg/articoli/2025/08/malore-fatale-durante-unescursione-sui-monti-in-carnia-muore-59-enne-triestino-cnsas-forni-avoltri-soccorso-alpino-fa80c86c-924d-40ac-a39d-426673847582.html, https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23341-malore-fatale-in-carnia-addio-al-paracadutista-triestino-massimo-bellini.mp4, ?, published, 2025-08-26 21:44:03, 2026-05-01 14:10:59, 2026-05-01 14:10:59))

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<h2>Le aggressioni</h2>

<p>Il primo episodio si è verificato a Cantù, dove <strong>tre carabinieri sono rimasti feriti</strong> durante l'arresto di un <strong>24enne italiano di origini marocchine</strong>, autore di furti e danneggiamenti su ben dodici auto. L'uomo ha aggredito i militari per evitare l'arresto e ha continuato a mostrare resistenza anche una volta in caserma. A suo carico sono stati raccolti <strong>sedici capi d'accusa</strong>. Nello stesso fine settimana, a Cantù, si sono verificati altri episodi di violenza, inclusi due accoltellamenti.</p>

<figure><img title="Como, poliziotti e carabinieri feriti: l'emergenza sicurezza spinge il governo all'azione" src="https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/polizia-stradale-incidente-scritta-luminosa-1024x576-1.jpeg" alt="Como, poliziotti e carabinieri feriti: l'emergenza sicurezza spinge il governo all'azione" /><figcaption>Como, poliziotti e carabinieri feriti: l'emergenza sicurezza spinge il governo all'azione</figcaption></figure>

<p>Poco dopo, ad Asso, <strong>due poliziotti sono stati speronati e trascinati</strong> dall'auto di un pusher, che ha cercato di fuggire a un controllo stradale. Gli agenti sono rimasti feriti nell'azione.</p>

<h2>La risposta politica</h2>

<p>Di fronte a questi eventi, il sottosegretario Molteni ha ribadito la necessità di una risposta "immediata, risoluta e ferma". Dopo aver sentito il prefetto, il questore e il comandante provinciale dei carabinieri, ha annunciato un imminente <strong>tavolo interforze sulla sicurezza</strong>. Molteni ha anche sottolineato che <strong>oltre il 50% dei reati predatori in Italia è commesso da cittadini stranieri,</strong> definendo il fenomeno come il principale "allarme sociale". Ha concluso il suo intervento promettendo "tolleranza zero" contro chiunque porti delinquenza e paura nelle città.</p>

<p></p>, ?, 8, 1, https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/25_agosto_26/como-tre-carabinieri-feriti-e-due-poliziotti-speronati-il-sottosegretario-leghista-molteni-un-reato-predatorio-su-due-commesso-580ed81e-94ce-43f1-919d-e51015febxlk.shtml?refresh_cehttps://milano.corriere.it/notizie/cronaca/25_agosto_26/como-tre-carabinieri-feriti-e-due-poliziotti-speronati-il-sottosegretario-leghista-molteni-un-reato-predatorio-su-due-commesso-580ed81e-94ce-43f1-919d-e51015febxlk.shtml?refresh_ce, https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23330-carabinieri-feriti-emergenza-governo-azione.mp4, ?, published, 2025-08-26 14:24:02, 2026-05-01 14:10:59, 2026-05-01 14:10:59))

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<p>Il contratto iniziale, del valore di <strong>43 milioni di dollari</strong>, prevede una serie di interventi fondamentali: <strong>miglioramento della cellula</strong>, <strong>potenziamento del sistema di alimentazione</strong>, e soprattutto <strong>integrazione di un backbone digitale</strong>, ovvero un’infrastruttura elettronica avanzata e modulare che consente di aggiornare rapidamente l’elicottero con nuove capacità, inclusi sistemi aerei senza pilota (UAS).</p>

<h2>Obiettivo: Dominare i cieli con droni e intelligenza artificiale</h2>

<p>L’iniziativa rientra nella strategia dell’Esercito USA di dotare i Black Hawk della capacità di <strong>lanciare droni in volo</strong>, migliorando la consapevolezza situazionale e le capacità di ricognizione senza esporre l’equipaggio al pericolo. Questo concetto, noto come <strong>“launched effects”</strong>, è stato già sperimentato da Lockheed Martin in collaborazione con l’esercito, con l’obiettivo di <strong>rendere operativa questa capacità entro il 2026</strong>.</p>

<p>Il programma utilizzerà una metodologia avanzata nota come <strong>Model-Based System Engineering (MBSE)</strong> per definire requisiti, architetture e flussi di lavoro digitali, rendendo lo sviluppo più flessibile e scalabile rispetto agli approcci tradizionali.</p>

<h2>MOSA e “digital backbone”: il cuore della trasformazione</h2>

<p>Un elemento chiave del progetto è l’approccio <strong>MOSA (Modular Open System Approach)</strong>, una filosofia ingegneristica che garantisce <strong>interoperabilità, modularità e aggiornabilità</strong>. Questo consentirà al Black Hawk di <strong>integrare nuove tecnologie più rapidamente</strong>, inclusi sensori, payload, strumenti di comunicazione avanzata e sistemi autonomi basati su <strong>intelligenza artificiale</strong>.</p>

<p>Secondo Lockheed Martin, <strong>la nuova architettura digitale consentirà una risposta più rapida alle esigenze operative future</strong>, aumentando la flessibilità e l’efficacia sul campo.</p>

<figure><img title="Black Hawk aggiornamento per l'impiego di droni e tecnologie digitali" src="https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/Sikorsky-UH-60A-Black-Hawk.svg-1024x590-1.png" alt="Black Hawk aggiornamento per l'impiego di droni e tecnologie digitali" /><figcaption>Black Hawk aggiornamento per l'impiego di droni e tecnologie digitali</figcaption></figure>

<p>Oltre all’elettronica di bordo, il progetto prevede modifiche strutturali: un <strong>nuovo motore più potente</strong>, miglioramenti alla <strong>cellula</strong> per aumentarne la resistenza e <strong>un sistema di alimentazione aggiornato</strong> per ampliare l’autonomia e la capacità di carico utile.</p>

<p>Sikorsky ha già avviato la produzione di <strong>kit per scarichi orientati verso l’alto</strong>, che saranno installati sia sui Black Hawk esistenti che su quelli aggiornati. Tali kit offrono <strong>riduzione della firma infrarossa</strong>, <strong>diminuzione del peso</strong> e una <strong>manutenzione più semplice e affidabile</strong>.</p>

<h2>Un elicottero per il futuro dei conflitti ad alta intensità</h2>

<p>“<strong>Sikorsky è pronta a implementare nuove tecnologie che rafforzeranno ulteriormente l’elicottero Black Hawk, già testato in combattimento, fornendo un vantaggio significativo alle forze statunitensi in aree chiave come l’Indopacifico</strong>”, ha dichiarato <strong>Hamid Salim</strong>, Vicepresidente per i programmi Army and Air Force di Sikorsky.</p>

<p>Il Black Hawk – già protagonista di decenni di impieghi in teatri di guerra globali – entra dunque in una nuova fase della sua vita operativa: <strong>una piattaforma “intelligente”, connessa e dronizzata</strong>, pensata per sopravvivere e dominare negli scenari bellici del XXI secolo, dove l'integrazione uomo-macchina sarà la chiave per la superiorità operativa.</p>, ?, 3, 1, https://news.lockheedmartin.com/2025-08-20-Lockheed-Martin-Sikorsky-Awarded-New-Army-Contract-for-Black-Hawk-Modernization-Efforts?_gl=1*18qwbfb*_gcl_au*MTkzNjE4MzUwNi4xNzU2MjA2NjYwhttps://news.lockheedmartin.com/2025-08-20-Lockheed-Martin-Sikorsky-Awarded-New-Army-Contract-for-Black-Hawk-Modernization-Efforts?_gl=1*18qwbfb*_gcl_au*MTkzNjE4MzUwNi4xNzU2MjA2NjYw, https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23325-black-hawk-aggiornamento-per-limpiego-di-droni-e-tecnologie-digitali.mp4, ?, published, 2025-08-26 13:24:03, 2026-05-01 14:10:59, 2026-05-01 14:10:59))

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<h2>L'intervento tecnico in un'area impervia</h2>

<p>L’operazione di neutralizzazione e messa in sicurezza è stata condotta dai militari dell’<strong>8° Reggimento Genio guastatori paracadutisti “Folgore”</strong> di Legnago. A causa dell'accesso disagevole, l’intervento è stato meticolosamente pianificato per garantire la massima sicurezza sia per gli operatori che per chiunque potesse transitare nella zona.</p>

<p>Gli artificieri hanno seguito un rigido protocollo, iniziando con una <strong>ricognizione tecnica</strong> del manufatto. Hanno poi proceduto con la <strong>delimitazione dell'area</strong> e una valutazione accurata dello stato di conservazione dell’ordigno. L'obiettivo primario è stato la <strong>neutralizzazione degli elementi sensibili</strong>, rendendo il residuato inerte e non più pericoloso.</p>

<figure><img alt="Val d'Assa: ordigno bellico bonificato dall'8° Reggimento Genio "Folgore" - brigatafolgore.net" title="Val d'Assa: ordigno bellico bonificato dall'8° Reggimento Genio "Folgore" - brigatafolgore.net" src="https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/8guastatori-eod.jpg" /></figure>

<h2>Misure di sicurezza e collaborazione</h2>

<p>A supportare l'operazione sul posto, era presente un presidio sanitario della <strong>Croce Rossa Militare</strong> e un team dei <strong>Carabinieri del Comando unità forestali</strong>. Questi ultimi hanno garantito la sicurezza del perimetro, mentre il personale sanitario era pronto a intervenire in caso di necessità.</p>

<p>La decisione di occultare l'ordigno all'interno di una grotta, dopo averlo neutralizzato, è stata presa per ragioni di tutela pubblica e di protezione dell'ecosistema circostante. Le attività di <strong>bonifica definitiva</strong> dell’area, che prevedono la rimozione o la distruzione controllata del residuato, continueranno nei prossimi giorni, in coordinamento con gli enti territoriali.</p>

<p>Questa operazione congiunta tra forze armate e personale sanitario dimostra ancora una volta l'importanza e l'efficacia di un coordinamento puntuale e professionale per la salvaguardia della sicurezza pubblica.</p>

<p></p>, ?, 9, 1, https://www.ilgiornaledivicenza.it/territorio-vicentino/bassano/ordigno-della-grande-guerra-ritrovato-in-val-d-assa-messo-in-sicurezza-dagli-artificieri-della-folgore-1.12770499https://www.ilgiornaledivicenza.it/territorio-vicentino/bassano/ordigno-della-grande-guerra-ritrovato-in-val-d-assa-messo-in-sicurezza-dagli-artificieri-della-folgore-1.12770499, https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23308-val-dassa-ordigno-bellico-bonificato-8-folgore.mp4, ?, published, 2025-08-26 00:54:02, 2026-05-01 14:11:00, 2026-05-01 14:11:00))

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<h2>Chi era Luca Cecca - ottavo caduto italiano</h2>

<p>"Memorial" ha pubblicato un'immagine di Luca Cecca accompagnata da un breve ma toccante messaggio: "Il nostro amato fratello italiano Luca Cecca, che stava servendo l'Ucraina come volontario, è deceduto sul campo di battaglia. Onore, gloria e gratitudine per il nostro fratello".</p>

<p>La mancanza di ulteriori dettagli, sia sulle circostanze esatte del decesso sia sulla sua provenienza, ha contribuito alla cautela delle autorità italiane.</p>

<figure><img title="Luca Cecca: morto volontario italiano in Ucraina" src="https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/foreign-fighters-1200x802-3-1024x684-1.jpg" alt="La morte di un volontario italiano in Ucraina: La Farnesina non conferma" /><figcaption>La morte di un volontario italiano in Ucraina: La Farnesina non conferma</figcaption></figure>

<p>Se la morte di Cecca venisse confermata, si tratterebbe dell'<strong>ottavo italiano a perdere la vita sul fronte russo-ucraino</strong>. Tuttavia, la Farnesina preferisce non sbilanciarsi, anche alla luce di precedenti casi in cui la morte di volontari era stata annunciata e poi smentita, come accaduto con Yuri Previtali, un soldato bergamasco che era stato dato per morto e che invece si era rivelato essere vivo.</p>

<p>La lista dei volontari italiani deceduti comprende anche i palermitani Omar Dridi e Manuel Mameli, scomparsi nel marzo scorso. Il primo italiano caduto sul fronte ucraino era stato invece Edy Ongaro, che combatteva con le forze filorusse del Donbass.</p>

<h2>Chi sono i 'foreign fighter' italiani in Ucraina?</h2>

<p>Secondo le stime, circa una sessantina di italiani sono partiti volontari per combattere in Ucraina, sia a favore di Kiev che a supporto delle forze separatiste.<strong> Il fenomeno è attentamente monitorato dai servizi segreti e dalle forze dell'ordine italiane.</strong> Le motivazioni di questi individui sono varie e complesse, spaziando dall'ideologia politica (di estrema destra o di estrema sinistra) alla ricerca di un guadagno economico.</p>

<p>I volontari italiani non sono considerati mercenari, ma piuttosto individui mossi da motivazioni personali: la ricerca di uno status sociale, la definizione di un'identità e, in alcuni casi, un senso di vendetta. Per questi individui, al loro ritorno in Italia, <strong>potrebbero essere previste sanzioni legali, secondo quanto stabilito dall'articolo 288 del Codice Penale</strong>.</p>, ?, 3, 1, https://www.secoloditalia.it/2025/08/luca-cecca-e-caduto-sul-campo-di-battaglia-e-lottavo-volontario-italiano-morto-nella-guerra-in-ucraina/#google_vignettehttps://www.secoloditalia.it/2025/08/luca-cecca-e-caduto-sul-campo-di-battaglia-e-lottavo-volontario-italiano-morto-nella-guerra-in-ucraina/#google_vignette, https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23299-luca-cecca-morto-volontario-italiano-in-ucraina.mp4, ?, published, 2025-08-25 21:34:03, 2026-05-01 14:11:00, 2026-05-01 14:11:00))

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<p>Varato nel 1931 al Regio Cantiere Navale di Castellammare di Stabia, il Vespucci misura 101 metri di lunghezza e quasi 16 di larghezza, con tre maestosi alberi verticali, 24 vele in canapa per oltre 2.600 metri quadrati di superficie velica e 36 chilometri di cime. Un equipaggio di circa 470 persone mantiene viva la tradizione marinaresca a bordo di questa “ambasciata galleggiante”, che unisce l’eleganza d’altri tempi alla funzione formativa per i cadetti della Marina.</p>

<p>Il fascino del Vespucci non si limita all’estetica: ogni suo viaggio diventa un’occasione di incontro e di diplomazia culturale, una testimonianza vivente del legame fra l’Italia e il mare. E oggi, al timone di questo mito vivente, c’è un sardo: <strong>Giuseppe Lai</strong>, originario di Ozieri, che dal 2023 ne è il 125° comandante.</p>

<h2>La carriera di un comandante</h2>

<p>Classe 1975, il Comandante Lai ha seguito il percorso tipico di ogni ufficiale della Marina Militare: un concorso pubblico e l’ingresso in Accademia Navale a Livorno, nel 1994, subito dopo la maturità scientifica. La passione per il mare era nata molto prima, durante le estati trascorse a <strong>San Teodoro</strong>, dove da bambino osservava incantato le navi sparire all’orizzonte. Quel richiamo all’avventura e alla scoperta divenne presto vocazione.</p>

<p>In trent’anni di carriera, il Comandante Lai ha ricoperto incarichi di crescente responsabilità, fino ad approdare al comando del veliero più iconico del mondo. «Il mio sogno era girare il mondo da ufficiale di Marina – racconta – e con il Vespucci sto realizzando un desiderio che unisce la dimensione professionale a quella personale. Tornare al mio primo imbarco, questa volta da comandante, è un onore che va oltre ogni aspettativa».</p>

<figure><img title="L'Amerigo Vespucci e il Comandante Giuseppe Lai: dal sogno d’infanzia al comando" src="https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/Comandante-A-Vespucci-scaled-1-1024x683-1.jpg" alt="L'Amerigo Vespucci e il Comandante Giuseppe Lai: dal sogno d’infanzia al comando" /></figure>

<p>Non indica un unico maestro di vita o di mare: «Ho imparato da tutti – spiega – ufficiali, sottufficiali e marinai semplici. Anche le esperienze negative ti insegnano molto: capire cosa non bisogna fare è spesso altrettanto utile degli esempi positivi».</p>

<p>Il legame con la Sardegna resta forte. Le radici familiari a <strong>Lula</strong>, la spiaggia de <em>La Cinta</em> che evoca i ricordi d’infanzia, i venti marinai e ufficiali sardi oggi presenti a bordo: tutti elementi che rinsaldano l’identità del comandante, capace di trasformare le proprie origini in un punto di forza. «A volte basta condividere un bicchiere di mirto – racconta sorridendo – per rafforzare lo spirito di equipaggio».</p>

<h2>Il Vespucci tra tradizione e futuro</h2>

<p>Il compito dell’Amerigo Vespucci non è quello della guerra, bensì della formazione e della rappresentanza. È qui che i cadetti apprendono la dura vita di bordo, la disciplina, la gestione delle persone e i valori fondanti della Marina. Ogni viaggio è anche un messaggio di pace: il veliero accoglie rappresentanti istituzionali, scolaresche e visitatori di ogni nazionalità, diventando strumento di diplomazia navale e culturale.</p>

<p>Il Comandante Lai insiste sull’importanza di avvicinare i giovani al mare: «L’Italia ha ottomila chilometri di coste, ma spesso non ne percepisce il valore. Le scuole e le associazioni dovrebbero educare al rispetto e alla conoscenza dell’ambiente marino. Il giro del mondo del Vespucci ha risvegliato curiosità ed entusiasmo tra i ragazzi: un’occasione che non va sprecata».</p>

<figure><img title="L'Amerigo Vespucci e il Comandante Giuseppe Lai: dal sogno d’infanzia al comando" src="https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/amerigo-vespucci-tricolore-1024x616-1.jpg" alt="L'Amerigo Vespucci e il Comandante Giuseppe Lai: dal sogno d’infanzia al comando" /></figure>

<p>Non manca l’attenzione al tema ambientale. Durante le lunghe traversate, l’equipaggio non ha incontrato le famigerate “isole di plastica”, ma piuttosto tratti di mare incontaminato e ricchi di vita: delfini, balene, tartarughe, pinguini. «È prevalso l’aspetto positivo della natura – spiega il comandante – e questo ci dà speranza: il mare ha ancora la forza e la bellezza per raccontarsi».</p>

<p>Per il Comandante, l’esperienza al comando dell’Amerigo Vespucci rappresenta il coronamento di un percorso esistenziale: «Questa fu la mia prima nave, il mio primo imbarco, la mia prima esperienza all’estero. Qui ho imparato a navigare. Tornarci da comandante è un sogno che si realizza. Dopo un’avventura simile, è difficile immaginare qualcosa di più bello».</p>

<p>La storia del Comandante <strong>Giuseppe Lai</strong> intreccia l’identità sarda con la tradizione marinara italiana, rinnovando il mito dell’Amerigo Vespucci. Un veliero che non è soltanto una nave scuola, ma un simbolo di cultura, bellezza e speranza: l’Italia che viaggia sui mari del mondo con il vento in poppa e lo sguardo rivolto al futuro.</p>, ?, 8, 1, https://www.vistanet.it/cagliari/2025/08/23/giuseppe-lai-il-capitano-sardo-e-di-ozieri-il-125-comandante-del-vascello-amerigo-vespucci/https://www.vistanet.it/cagliari/2025/08/23/giuseppe-lai-il-capitano-sardo-e-di-ozieri-il-125-comandante-del-vascello-amerigo-vespucci/, https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23289-un-figlio-di-sardegna-il-comandante-giuseppe-lai-al-comando-dellamerigo-vespucci.mp4, ?, published, 2025-08-24 22:04:02, 2026-05-01 14:11:01, 2026-05-01 14:11:01))

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<p>Lo sottolinea <strong>Mariarosaria Taddeo</strong>, docente all’Università di Oxford e membro del Ministero della Difesa britannico per l’IA Ethics Advisory Panel, nel suo nuovo libro <em>Codice di guerra</em>, in uscita il <strong>26 agosto per Raffaello Cortina Editore</strong>. Secondo l’autrice, proprio nei momenti in cui la guerra si fa più brutale occorre riaffermare principi e limiti, ancorando l’uso delle nuove tecnologie a un codice etico condiviso.</p>

<h2>Cyberwarfare e intelligenza artificiale: dal “Pearl Harbor digitale” alla guerra ibrida</h2>

<p>Le aspettative di un “<strong>cyber-Pearl Harbor</strong>” all’inizio della guerra in Ucraina – un attacco digitale massiccio, capace di paralizzare il Paese – non si sono realizzate. Non perché la dimensione cibernetica sia marginale, ma perché, come osserva Taddeo, i <strong>cyber-attacchi sono più disruptivi che distruttivi</strong>: non producono devastazioni immediate paragonabili a quelle delle armi convenzionali, ma minano infrastrutture, economie e società digitali.</p>

<p>Esempi non mancano: dall’attacco del 2007 ai servizi digitali estoni, al malware Stuxnet contro l’Iran, fino agli attacchi ransomware <strong>WannaCry</strong> e <strong>NotPetya</strong>. Più recentemente, le offensive informatiche attribuite all’unità bielorussa <strong>UNC1151</strong> hanno colpito l’Ucraina alla vigilia dell’invasione russa del 2022.</p>

<p>Il problema, sottolinea Taddeo, è che la regolamentazione internazionale ha finora adottato un approccio per analogia, limitandosi a trattare i cyber-attacchi come guerra convenzionale solo se producono danni fisici equiparabili. Ma questo “<strong>analogy-approach</strong>” trascura la vera novità: la capacità del cyberwarfare di compromettere asset immateriali – dai dati all’economia digitale – con effetti sistemici sulle democrazie avanzate.</p>

<figure><img title="Intelligenza Artificiale ed Etica: la necessità di un Codice di Guerra" src="https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/1740762637942.jpg" alt="Intelligenza Artificiale ed Etica: la necessità di un Codice di Guerra" style="object-fit:cover;width:1200px;height:700px" /><figcaption>Intelligenza Artificiale ed Etica: la necessità di un Codice di Guerra</figcaption></figure>

<h2>Armi autonome e governance internazionale</h2>

<p>Accanto al cyberspazio, il fronte più delicato riguarda i <strong>sistemi d’arma autonomi (AWS e LAWS)</strong>. Definirne i confini è già di per sé complesso: <strong>dove finisce il controllo umano e dove inizia la decisione autonoma della macchina?</strong></p>

<p>Secondo Taddeo, senza una definizione condivisa di <strong>“controllo umano significativo”</strong> diventa impossibile affrontare le implicazioni giuridiche ed etiche. Per questo diversi Stati hanno avviato tavoli di confronto, mentre l’ONU nel 2021 ha riconosciuto che anche i cyber-attacchi devono essere regolati secondo i principi del diritto umanitario internazionale (IHL).</p>

<p>Nel frattempo, alcuni Paesi occidentali hanno fatto passi avanti: il <strong>Ministero della Difesa britannico</strong> ha pubblicato nel 2022 il documento <em><a href="https://www.gov.uk/government/publications/ambitious-safe-responsible-our-approach-to-the-delivery-of-ai-enabled-capability-in-defence/ambitious-safe-responsible-our-approach-to-the-delivery-of-ai-enabled-capability-in-defence">Ambitious, safe, responsible</a></em>, contenente principi etici per l’IA in difesa; il <strong>Pentagono</strong> aveva già definito le proprie linee guida attraverso il Defence Innovation Board. La convergenza di approcci tra alleati potrebbe rappresentare l’inizio di una <strong>governance etica transatlantica delle tecnologie militari emergenti</strong>.</p>

<h2>Implicazioni strategiche per l’ordine globale</h2>

<p>L’analisi di Taddeo va oltre la dimensione accademica: tocca i nodi geopolitici di un’epoca in cui l’IA, i big data e la robotica militare sono sempre più centrali negli equilibri di potere.</p>

<p>Il rischio non è solo quello di un’<strong>escalation tecnologica incontrollata</strong>, ma anche la progressiva erosione dei valori democratici se le nuove armi saranno impiegate senza un codice etico comune. Come scrive l’autrice, «la guerra è il male assoluto, ma il difendersi è un diritto innegabile». Proprio per questo, aggiunge, bisogna evitare che le atrocità prodotte dalla violenza convenzionale vengano moltiplicate da sistemi automatizzati privi di responsabilità umana.</p>

<h2>Conclusione</h2>

<p>La riflessione proposta da <em>Codice di guerra</em> è un contributo cruciale al dibattito internazionale: <strong>come integrare l’IA e il cyberwarfare nella difesa senza sacrificare i principi del diritto e della morale</strong>?</p>

<p>Per Taddeo, la risposta sta in una governance etica globale, fondata sulla proporzionalità, sulla necessità e sulla distinzione tra civili e combattenti, adattate alle nuove tecnologie. In gioco non c’è solo l’efficacia militare, ma la tenuta stessa dell’ordine internazionale e la capacità delle democrazie di difendersi senza snaturarsi.</p>

<p></p>, ?, 3, 1, https://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/libri/2025/08/20/letica-dellia-nella-difesa-nel-saggio-di-mariarosaria-taddeo_6ac8316f-7e66-448e-9205-ae581cec38a0.htmlhttps://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/libri/2025/08/20/letica-dellia-nella-difesa-nel-saggio-di-mariarosaria-taddeo_6ac8316f-7e66-448e-9205-ae581cec38a0.html, https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23283-intelligenza-artificiale-etica-codice-di-guerra.mp4, ?, published, 2025-08-23 16:04:02, 2026-05-01 14:11:01, 2026-05-01 14:11:01))

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<p>Il pezzo denuncia quella che viene definita “militarizzazione culturale” e segnala la possibilità per i genitori di richiedere l’esonero dei figli da attività promosse in collaborazione con le Forze Armate o con le Forze di Polizia.<br>In realtà, la questione è molto più complessa e merita un’analisi meno ideologica e più legata alla realtà dei fatti.</p>

<p>Proprio un anno fa, su questo sito, avevamo già affrontato un tema simile, <a href="https://brigatafolgore.net/rispondiamo-a-chi-non-vuole-lesercito-nelle-scuole-perche-e-invece-importante-che-i-giovani-conoscano-gli-strumenti-di-difesa-della-nazione/">rispondendo</a> ad alcune <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/09/19/piemonte-esercito-scuola-lettera/7700209/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">polemiche sollevate da <em>Il Fatto Quotidiano</em> contro la presenza dell’Esercito nelle scuole</a>. E oggi, di fronte a questa nuova critica, riteniamo necessario tornare sull’argomento, ribadendo una posizione chiara: <strong>la presenza delle Forze Armate nelle scuole non rappresenta un problema democratico, bensì un’opportunità di crescita per i giovani cittadini</strong>.</p>

<h2>Il ruolo delle Forze Armate in una democrazia</h2>

<p>Prima di tutto, occorre chiarire un punto fondamentale: <strong>le Forze Armate italiane non sono un corpo separato dalla società civile</strong>. Sono parte integrante dello Stato democratico, previste e regolate dalla Costituzione, poste al servizio esclusivo della Repubblica e dei cittadini.</p>

<p>L’articolo 52 della nostra Carta è esplicito:<br><em>“La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino”</em>.</p>

<p><strong>Difesa non significa guerra, come qualcuno vorrebbe far credere</strong>. Significa protezione dei valori democratici, delle istituzioni, della sicurezza nazionale e – come dimostrano decenni di missioni internazionali – della pace e della stabilità in contesti di crisi.</p>

<p>Ridurre le Forze Armate a meri strumenti di violenza o a esecutori di ordini ciechi, come sembra emergere dall’articolo di <em>Fanpage</em>, significa <strong>ignorare il percorso compiuto dall’Esercito Italiano e dagli altri corpi militari negli ultimi trent’anni</strong>.</p>

<h2>Un’esperienza personale: dalla militanza politica all’equilibrio della caserma</h2>

<p>Chi scrive <a href="https://brigatafolgore.net/la-mia-brigata-storia-reale-di-un-paracadutista-della-folgore/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>ha servito come Paracadutista volontario di truppa nella Brigata Folgore dal 1999 al 2002</strong></a>, in anni di transizione: la leva obbligatoria stava per essere superata, i militari professionisti prendevano progressivamente il posto dei coscritti e le missioni di peacekeeping all’estero segnavano il nuovo volto delle Forze Armate italiane.</p>

<p>Già allora, oltre vent’anni fa, i nostri comandanti erano chiari: nessuna discriminazione politica, sessuale o razziale era tollerata. <strong>Ogni militare veniva formato non solo alla disciplina, ma soprattutto al rispetto delle persone, delle regole e del diritto internazionale</strong>.</p>

<p>Oggi questo processo è giunto a compimento: l’Esercito e le altre Forze Armate sono organismi professionali, apolitici e regolati da un codice etico severo. <strong>Attribuire loro una presunta vocazione “militarista” da trasmettere ai giovani significa descrivere un mondo che non esiste più</strong>.</p>

<p>C’è anche un aspetto personale che merita di essere ricordato. Prima di arruolarmi, ero un giovane militante politico. <strong>Dentro l’Esercito, però, ho trovato un ambiente apolitico, dove ogni ideologia era bandita e contava soltanto il rispetto reciproco</strong>. Tre anni di vita militare hanno trasformato quella visione giovanile: quando ne sono uscito, nel 2002, mi sono ritrovato su posizioni molto più moderate.</p>

<p>È questa la prova concreta che <strong>la caserma non è un luogo di indottrinamento, ma uno spazio in cui si apprendono disciplina, rispetto, solidarietà e neutralità politica</strong>.</p>

<h2>Educazione civica e cultura della difesa: due concetti complementari</h2>

<p>Fanpage sostiene che affidare alle Forze Armate parte dell’educazione civica significhi confondere addestramento e cittadinanza, gerarchia e comunità, obbedienza e libertà.</p>

<p>È un’accusa pesante, che si fonda però su un equivoco.<br><strong>Educazione civica</strong> e <strong>cultura della difesa</strong> non sono la stessa cosa, ma sono complementari.</p>

<p>L’educazione civica, com’è giusto, spiega i principi della Costituzione, il funzionamento delle istituzioni, i diritti e i doveri dei cittadini.<br>La cultura della difesa aggiunge un tassello: mostra ai giovani quali strumenti lo Stato ha per difendere quei diritti e quei valori.</p>

<p><strong>Parlare di sicurezza, legalità, missioni di pace, protezione civile e cooperazione internazionale non significa addestrare alla guerra</strong>. Significa responsabilizzare i futuri cittadini, offrendo loro consapevolezza di cosa significhi proteggere la democrazia in un mondo complesso.</p>

<h2>Perché i militari nelle scuole non sono propaganda</h2>

<p>Un altro punto sollevato da <em>Fanpage</em> è il rischio che la presenza di militari e poliziotti nelle aule si trasformi in propaganda, finalizzata al reclutamento o alla costruzione di un consenso “militarista”.</p>

<p>Qui serve chiarezza:</p>

<ol>
<li><strong>Le Forze Armate non sono strumenti di propaganda politica</strong>. I militari non fanno politica, in primis per regolamento.</li>

<li><strong>Le attività nelle scuole hanno finalità informative e culturali</strong>, non di reclutamento diretto. Non si tratta di convincere i ragazzi ad arruolarsi, ma di spiegare loro come funziona lo strumento della difesa, quali valori lo guidano e quale ruolo svolge in Italia e nel mondo.</li>

<li><strong>Ogni attività è concordata con il Ministero dell’Istruzione</strong>: non si tratta di incursioni unilaterali, ma di progetti educativi approvati dalle istituzioni civili.</li>
</ol>

<p>Se vogliamo parlare di propaganda, allora <strong>dovremmo guardare con lo stesso occhio critico anche a tutte le altre realtà che entrano nelle scuole: associazioni, sindacati, imprese, ONG, enti locali</strong>. Perché mai le Forze Armate dovrebbero essere escluse a priori?</p>

<h2>La democrazia si difende anche con la conoscenza</h2>

<p>L’articolo di <em>Fanpage</em> cita Hannah Arendt e la sua riflessione sulla “banalità del male” per sostenere che l’obbedienza cieca non possa essere un modello democratico. Vero.</p>

<p><strong>Ma il punto é proprio questo: l’Esercito di oggi chieda obbedienza cieca.</strong></p>

<p><strong>Il militare professionista è formato a operare nel rispetto delle leggi, delle convenzioni internazionali, delle regole di ingaggio stabilite in maniera democratica dal Parlamento e dal Governo.</strong><br>Chi ha vissuto esperienze nelle missioni di peacekeeping sa bene quanto sia centrale la capacità di giudizio, la responsabilità personale e la sensibilità culturale.</p>

<p>Non è un caso se i soldati italiani sono apprezzati nel mondo proprio per il loro approccio umano e rispettoso, tanto che in Kosovo, Libano o Afghanistan <strong>erano e sono chiamati “soldati di pace”</strong>.</p>

<p>La <strong>vera difesa della democrazia non è escludere i militari dalle scuole</strong>, ma far sì che i giovani li conoscano, capiscano come operano e possano confrontarsi con loro senza pregiudizi.</p>

<h2>Rispondere con i fatti, non con i pregiudizi</h2>

<p>Chi critica la presenza delle Forze Armate nelle scuole <strong>sembra basarsi più su timori ideologici che su dati concreti</strong>.<br>I fatti dicono altro:</p>

<ul>
<li><strong>L’Esercito e le altre Forze Armate partecipano regolarmente a missioni di peacekeeping.</strong></li>

<li><strong>Collaborano con la Protezione Civile nelle emergenze naturali.</strong></li>

<li><strong>Contribuiscono alla sicurezza nazionale con l’Operazione Strade Sicure.</strong></li>

<li><strong>Nelle scuole parlano di legalità, difesa della democrazia, cittadinanza attiva, uso consapevole delle tecnologie, cyber-sicurezza, ambiente.</strong></li>
</ul>

<p>È questa la realtà, non una fantomatica “militarizzazione culturale”.</p>

<h2>Conclusione: più conoscenza, meno paura</h2>

<p>La democrazia non si difende escludendo voci, ma aprendosi al confronto.<br>Se vogliamo formare cittadini liberi e consapevoli, dobbiamo offrire loro la possibilità di ascoltare tutti, anche chi porta una divisa.</p>

<p><strong>Le Forze Armate italiane non chiedono obbedienza cieca, né vogliono imporre gerarchie nelle aule: portano esperienze, testimonianze e conoscenze. </strong>Privare i giovani di questo contributo per timore di un’ipotetica “retorica militarista” significa sottrarre loro una parte essenziale dell’educazione civica.</p>

<p>L’Italia ha bisogno di cittadini che conoscano non solo la Costituzione, ma anche gli strumenti concreti che la difendono. Le scuole devono restare spazi aperti al dialogo, non luoghi chiusi dal pregiudizio.</p>

<p>Per questo <strong>riteniamo lodevole</strong> l’iniziativa portata avanti dal Ministro della Difesa Guido Crosetto e dal Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, che <strong>rafforza il dialogo tra scuola e Forze Armate trasformandolo in un ponte di conoscenza e di educazione democratica</strong>, capace di formare cittadini più consapevoli e responsabili.</p>, ?, 7, 1, https://www.fanpage.it/politica/perche-affidare-leducazione-civica-alle-iniziative-delle-forze-armate-e-un-problema-democratico/https://www.fanpage.it/politica/perche-affidare-leducazione-civica-alle-iniziative-delle-forze-armate-e-un-problema-democratico/, https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23225-perche-non-e-un-problema-democratico-parlare-di-difesa-nelle-scuole-risposta-a-chi-critica-la-presenza-delle-forze-armate-nelleducazione-civica.mp4, ?, published, 2025-08-22 11:14:02, 2026-05-01 14:11:02, 2026-05-01 14:11:02))

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<p>Secondo Paglia, nonostante le rassicurazioni ricevute personalmente dal sindaco Manfredi e dall'amministrazione, che avevano garantito fondi per i lavori necessari a rendere lo stadio fruibile, <strong>"ancora oggi nulla è stato fatto"</strong>.</p>

<figure><img title="Il Tenente Colonnello Paracadutista Paglia denuncia: lo Stadio Maradona inaccessibile ai disabili" src="https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/gp-sci-1024x683-1.jpg" alt="Il Tenente Colonnello Paracadutista Paglia denuncia : lo Stadio Maradona inaccessibile ai disabili" /><figcaption><em>Il Tenente Colonnello Gianfranco Paglia, Capitano del Gruppo Sportivo Paralimpico della Difesa (GSPD), durante la “2 Ore No Limits” del gennaio 2025, dove ha stabilito il nuovo record mondiale – Foto FISIP.</em></figcaption></figure>

<p><strong><em>"Fra pochissimo inizia il campionato e gli esclusi restano tali,"</em></strong> ha affermato Paglia. Le sue parole non lasciano spazio a dubbi: la città di Napoli, avrebbe fatto dell’inclusione solo uno <strong><em>"spot propagandistico"</em></strong>, disattendendo le promesse. Il Tenente Colonnello ha espresso la sua delusione per la situazione, che a suo parere riporta la città <strong><em>"alla ribalta mediatica per considerare i disabili come ultimi"</em></strong>.</p>

<p>L’appello di Paglia si conclude con un’esortazione chiara a trovare rapidamente una soluzione. <strong><em>"Spero che al più presto si trovino accordi perché si costruisca uno Stadio accessibile a tutti senza limitazioni,"</em></strong> ha aggiunto. La sua speranza è che lo stadio diventi un luogo dove ogni cittadino possa sentirsi uguale agli altri, senza distinzioni, ribadendo che <strong><em>"lo Sport è per tutti, unisce e non emargina"</em></strong>, un concetto che, a suo dire, gli amministratori napoletani non hanno ancora compreso.</p>, ?, 8, 1, https://www.ansa.it/sito/notizie/sport/calcio/2025/08/21/medaglia-doro-paglia-stadio-maradona-inaccessibile-ai-disabili_58d76c8c-e553-4952-851e-9c371008934e.htmlhttps://www.ansa.it/sito/notizie/sport/calcio/2025/08/21/medaglia-doro-paglia-stadio-maradona-inaccessibile-ai-disabili_58d76c8c-e553-4952-851e-9c371008934e.html, https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23200-paracadutista-paglia-maradona-disabili.mp4, ?, published, 2025-08-22 06:44:02, 2026-05-01 14:11:03, 2026-05-01 14:11:03))

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<p>Le prime informazioni raccolte dalle autorità indicano che si tratterebbe di un <strong>drone di fabbricazione russa</strong>, verosimilmente una versione riconducibile alla famiglia degli <strong>Shahed</strong>, impiegato come <strong>esca</strong> e <strong>privo di testata</strong>. Le immagini riprese da alcune telecamere di sorveglianza della zona mostrano un bagliore improvviso e l’impatto al suolo, seguito da un piccolo incendio nel terreno agricolo.</p>

<p>Durissima la reazione di Varsavia. Il ministro degli Esteri <strong>Radosław Sikorski</strong> ha parlato di “<strong>nuova violazione proveniente da est</strong>” e ha ribadito che la priorità della Polonia in ambito <strong>NATO</strong> resta la <strong>difesa del proprio territorio</strong>. Il portavoce del ministero, <strong>Paweł Wroński</strong>, ha annunciato l’invio di una <strong>nota di protesta</strong> a Mosca e la <strong>condivisione del dossier</strong> con gli alleati, sottolineando come l’incidente si inserisca nel dibattito sulla fine della guerra in Ucraina e sulla necessità di <strong>garanzie di sicurezza</strong> solide per l’intera Europa.</p>

<p>Sulla stessa linea il vicepremier e ministro della Difesa, <strong>Władysław Kosiniak-Kamysz</strong>, che ha definito l’evento “<strong>un’ulteriore provocazione russa</strong>”, ricordando episodi analoghi registrati in <strong>Romania, Lituania e Lettonia</strong>. L’esplosione avviene in un momento particolarmente delicato, mentre proseguono le discussioni internazionali su cessate il fuoco e percorsi negoziali.</p>

<p>Gli inquirenti hanno circoscritto l’area, recuperato i frammenti del velivolo e avviato gli <strong>accertamenti tecnico-balistici</strong> per stabilire con precisione <strong>rotta</strong>, <strong>punto di ingresso nello spazio aereo polacco</strong> e <strong>modello</strong> impiegato. Secondo una prima valutazione, il drone avrebbe volato a <strong>bassa quota</strong>, rendendo più complessa l’<strong>intercettazione</strong> da parte dei sistemi di sorveglianza.</p>

<p>Per Varsavia, l’episodio conferma che il conflitto non riguarda soltanto la periferia orientale del continente, ma investe direttamente la <strong>sicurezza europea</strong> e, con essa, gli impegni di <strong>difesa collettiva</strong>. In attesa delle conclusioni dell’indagine, la linea politica è netta: <strong>rafforzare la postura di deterrenza</strong> e la <strong>cooperazione con gli alleati</strong> per prevenire nuove violazioni e ridurre i rischi di escalation.</p>, ?, 3, 1, https://www.adnkronos.com/internazionale/esteri/drone-russo-esplode-in-polonia-varsavia-ennesima-provocazione-di-mosca_2xLuUl1d09Bssi6cdIRtEQhttps://www.adnkronos.com/internazionale/esteri/drone-russo-esplode-in-polonia-varsavia-ennesima-provocazione-di-mosca_2xLuUl1d09Bssi6cdIRtEQ, https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23133-drone-russo-esplode-in-polonia-varsavia-parla-di-ennesima-provocazione.mp4, ?, published, 2025-08-20 21:14:02, 2026-05-01 14:11:04, 2026-05-01 14:11:04))

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<h2><strong>La Natura Multidimensionale del Potere Spaziale</strong></h2>

<p>Il concetto di potere spaziale, sebbene ampiamente discusso, non ha una definizione univoca. Storicamente, era inteso come la capacità di utilizzare lo spazio per supportare le forze terrestri, marittime e aeree. Questa visione si è evoluta, riconoscendo <strong>lo spazio come un dominio autonomo in grado di proiettare la potenza militare a livello globale, esercitando un'influenza relazionale e strutturale che può modellare il comportamento di alleati e avversari.</strong></p>

<figure><img title="Il Potere Spaziale: Operazioni Militari e il Ruolo Cruciale dell'Intelligenza Artificiale" src="https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/iride-1068x722-1-1024x692-1.jpg" alt="Il Potere Spaziale: Operazioni Militari e il Ruolo Cruciale dell'Intelligenza Artificiale" /><figcaption>Il Potere Spaziale: Operazioni Militari e il Ruolo Cruciale dell'Intelligenza Artificiale</figcaption></figure>

<p>La globalizzazione e l'intensificarsi della competizione hanno ulteriormente arricchito questa nozione, definendo<strong> il potere spaziale come la capacità di un Paese di utilizzare l'ambiente extra-atmosferico per generare ricchezza, accrescere la propria sicurezza e autorità politico-diplomatica</strong>. È un crocevia di interessi politici, economici, sociali, tecnico-scientifici e infrastrutturali, che i governi gestiscono sempre più attraverso sinergie con le comunità scientifiche e un fiorente ecosistema di aziende private. In questa prospettiva, un Paese può essere definito una potenza spaziale se ha l'autonomia tecnica e politica per determinare e perseguire i propri interessi, integrando gli strumenti di potere nazionale (diplomatico, informativo, militare, economico – DIME) con tutte le risorse disponibili.</p>

<h2><strong>Operazioni Spaziali Militari: Scenari e Ambiguità</strong></h2>

<p>Le operazioni spaziali militari si svolgono in un ambiente unico, caratterizzato da ambiguità normative e terminologiche. Non esiste una definizione universalmente accettata del confine tra l'atmosfera terrestre e lo spazio extra-atmosferico, e la natura a doppio uso delle tecnologie spaziali rende arduo distinguere tra attività militari e non militari.</p>

<p>Ciononostante, è possibile classificarle in diverse tipologie:</p>

<ul>
<li><strong>Operazioni nello spazio:</strong> Azioni condotte all'interno del dominio spaziale, come il posizionamento e la manovra di satelliti.</li>

<li><strong>Operazioni dallo spazio:</strong> L'uso di assetti spaziali per supportare le operazioni militari terrestri, marittime o aeree, ad esempio tramite la sorveglianza, la navigazione satellitare o le comunicazioni.</li>

<li><strong>Operazioni verso lo spazio:</strong> Azioni condotte dalla Terra per proiettare potenza nello spazio, come il lancio di satelliti o lo sviluppo di capacità anti-satellite (ASAT).</li>

<li><strong>Operazioni attraverso lo spazio:</strong> L'utilizzo dello spazio come mezzo per facilitare le operazioni in altri domini, come i sistemi di arma basati sull'orbita.</li>
</ul>

<p>La crescente densità di oggetti in orbita ha reso fondamentale lo <strong>Space Domain Awareness (SDA)</strong>, un'attività di intelligence e sorveglianza che garantisce la sicurezza delle attività spaziali identificando i rischi e le minacce. In questo contesto, le principali potenze mondiali si sono dotate di strutture militari dedicate: gli Stati Uniti con la U.S. Space Force, la Cina con la Strategic Support Force, l'Unione Europea con la sua strategia spaziale, e l'Italia con il Comando delle Operazioni Spaziali (COS) che gestisce assetti come il SICRAL e il Galileo PRS.</p>

<h2><strong>L’Intelligenza Artificiale: Un Catalizzatore per il Vantaggio Spaziale</strong></h2>

<p>L'integrazione dell'Intelligenza Artificiale (IA) sta rivoluzionando le operazioni spaziali militari, offrendo un vantaggio competitivo in un ambiente dove la velocità e la precisione sono fondamentali. L'IA non si limita a un ruolo ausiliario, ma diventa un fattore abilitante per l'ottimizzazione di processi complessi e per il miglioramento del processo decisionale.</p>

<p>Un'applicazione primaria dell'IA è nell'analisi dei dati. La mole di informazioni raccolte dai satelliti di osservazione della Terra e dai sensori di sorveglianza spaziale è vastissima. Algoritmi di apprendimento automatico possono elaborare in tempo reale enormi flussi di dati, identificando pattern, anomalie e potenziali minacce con una rapidità ineguagliabile per l'uomo. Questo supporto è cruciale per la <strong>Space Domain Awareness</strong>, permettendo di tracciare detriti, prevenire collisioni e rilevare manovre ostili di altri satelliti.</p>

<p>Inoltre, l'<strong>IA è fondamentale per l'automazione e il controllo autonomo dei sistemi</strong>. Veicoli spaziali o satelliti dotati di intelligenza artificiale possono prendere decisioni in autonomia, come l'<strong>esecuzione di manovre evasive o la correzione della rotta per ottimizzare una missione</strong>, senza la necessità di un intervento costante da terra. Questo riduce i tempi di reazione e aumenta l'efficienza operativa, specialmente in situazioni di conflitto dove le comunicazioni possono essere compromesse.</p>

<figure><img title="Il Potere Spaziale: Operazioni Militari e il Ruolo Cruciale dell'Intelligenza Artificiale" src="https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/Screenshot-2025-08-19-at-12.49.01-PM-e1755632306389.webp" alt="Il Potere Spaziale: Operazioni Militari e il Ruolo Cruciale dell'Intelligenza Artificiale" style="object-fit:cover;width:1200px;height:600px" /><figcaption>Il Potere Spaziale: Operazioni Militari e il Ruolo Cruciale dell'Intelligenza Artificiale</figcaption></figure>

<p>Infine, l'IA può supportare la pianificazione e l'esecuzione di operazioni complesse. Può simulare scenari, prevedere le mosse di un avversario e suggerire le migliori strategie per ottenere un vantaggio tattico. La capacità di elaborare variabili multiple e complesse in frazioni di secondo rende l'intelligenza artificiale un alleato indispensabile per i comandanti che devono prendere decisioni critiche in un ambiente dinamico e imprevedibile come quello spaziale. L’uso di sistemi basati sull’IA è ormai considerato essenziale per mantenere la superiorità spaziale e la sicurezza nazionale in un’era di crescente digitalizzazione della guerra.</p>

<h2><strong>Prospettive Globali e Sfide Future</strong></h2>

<p>Le principali potenze spaziali hanno strategie ben definite. Gli USA, con la US Space Force, mirano a mantenere la superiorità nel dominio spaziale. La Cina, in rapida ascesa, ha un approccio strategico che bilancia lo sviluppo tecnologico con partnership internazionali, pur mantenendo un focus sulla protezione dei propri asset. La Russia, pur con i vincoli economici, vanta ancora una solida esperienza nel settore. L'Europa, l'Australia e l'India stanno investendo massicciamente per garantire la propria autonomia e sicurezza in un contesto sempre più affollato.</p>

<p>In conclusione, lo spazio è diventato un dominio vitale per la sicurezza e la prosperità delle nazioni. La comprensione del "potere spaziale" e delle "operazioni spaziali militari" è cruciale per affrontare le sfide di un ambiente sempre più competitivo e instabile. Il ruolo dell'Intelligenza Artificiale, in particolare, è destinato a crescere, fungendo da moltiplicatore di forza e da elemento cruciale per il mantenimento di un'adeguata consapevolezza del dominio spaziale. Il futuro del confronto geopolitico dipenderà sempre più dalla capacità di una nazione di padroneggiare questo "quinto dominio" e di integrare le sue capacità con le più avanzate innovazioni tecnologiche.</p>, ?, 7, 1, https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/il-potere-spaziale-operazioni-spaziali-militari-e-ruolo-dellintelligenza-artificiale-171622https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/il-potere-spaziale-operazioni-spaziali-militari-e-ruolo-dellintelligenza-artificiale-171622, https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23031-il-potere-spaziale-operazioni-militari-e-il-ruolo-cruciale-dellintelligenza-artificiale.mp4, ?, published, 2025-08-20 03:44:02, 2026-05-01 14:11:06, 2026-05-01 14:11:06))

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<p>Tradizionalmente, le parate militari sono strumenti di propaganda e dimostrazione di forza. Tuttavia, nel contesto odierno caratterizzato da <strong>satelliti ad alta risoluzione e capacità di intelligence spaziale</strong> diffuse, non è più necessario attendere lo svolgimento della sfilata per carpire informazioni preziose. Le <strong>prove generali</strong> diventano esse stesse oggetto di osservazione, fornendo dettagli fondamentali sulle innovazioni in corso.</p>

<p>Le immagini satellitari analizzate in questi giorni hanno mostrato che Pechino intende sfruttare l’appuntamento per rivelare – o almeno lasciar intravedere – un arsenale che spazia dai <strong>missili ipersonici ai droni sottomarini</strong>, dalle <strong>armi a energia diretta</strong> fino a <strong>nuovi carri armati</strong> e velivoli senza pilota. Una vetrina che riflette non solo lo sforzo tecnologico, ma anche la volontà di competere con Washington e Mosca sul terreno delle <strong>guerre del futuro</strong>.</p>

<h2><strong>Missili, droni e armi a energia diretta</strong></h2>

<p>Il fronte più osservato è quello <strong>missilistico</strong>, vero pilastro della strategia cinese di <strong>Anti-Access/Area Denial (A2/AD)</strong> nel Pacifico occidentale. Tra i sistemi individuati spiccano lo <strong>YJ-17</strong>, evoluzione del già noto DF-17 con capacità ipersoniche, e lo <strong>YJ-19</strong>, dotato di prese d’aria tipiche di uno scramjet e molto simile al russo <strong>Zircon</strong>. Accanto a questi, lo <strong>YJ-20</strong> suggerisce un passo ulteriore verso i veicoli di rientro manovrabili, rendendo più difficile l’intercettazione da parte delle difese avversarie.</p>

<p>Un altro dettaglio che ha colpito gli analisti è la comparsa di un <strong>nuovo TEL (Transporter Erector Launcher)</strong> con cabina laterale singola, mai visto prima, che trasportava un grande contenitore missilistico coperto da un telone: probabile indizio di un <strong>sistema balistico intercontinentale mobile</strong>. Se confermato, si tratterebbe di un’evoluzione strategica con implicazioni dirette sugli equilibri nucleari.</p>

<p>Sul piano marittimo, le immagini hanno svelato due modelli di <strong>Unmanned Underwater Vehicles (UUV)</strong>, uno dei quali – l’<strong>Ajx002</strong> – ricorda per dimensioni e propulsione a getto pompa il siluro russo <strong>Poseidon</strong>. Non è chiaro se sia dotato di capacità nucleari, ma il semplice parallelo con il progetto di Mosca solleva interrogativi sul possibile impiego in scenari di deterrenza strategica.</p>

<figure><img title="Cina 2025: i segreti delle nuove armi svelati dai satelliti" src="https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/e722a6626c6a57f89d5bd7159a3e0dad-1024x767-1.jpg" alt="Cina 2025: i segreti delle nuove armi svelati dai satelliti"/></figure>

<p>A sorprendere è anche un veicolo a otto ruote di grandi dimensioni, probabilmente concepito come piattaforma per un <strong>sistema laser a energia diretta</strong>. Le scritte “HZ” farebbero pensare a una variante navale, potenzialmente destinata a contrastare droni e missili da crociera. Se effettivamente operativo, rappresenterebbe una significativa <strong>svolta tecnologica</strong> nella guerra elettronica e nelle difese attive.</p>

<h2><strong>I nuovi corazzati e l’arsenale unmanned</strong></h2>

<p>Accanto a missili e sistemi futuristici, l’Esercito Popolare di Liberazione punta anche sulla <strong>modernizzazione delle forze corazzate</strong>. È stato infatti osservato un <strong>nuovo carro armato leggero</strong>, più compatto rispetto al Type 99A, dotato di <strong>radar a quattro facce</strong>, sistemi di protezione attiva, <strong>arma laser integrata</strong> e cannone di difesa aerea. Questa configurazione lo rende altamente resiliente contro minacce moderne come <strong>missili anticarro, droni kamikaze e munizioni vaganti</strong>.</p>

<p>Il cannone principale da 105 mm è installato su una <strong>torretta senza equipaggio</strong>, segno della progressiva integrazione di <strong>tecnologie unmanned</strong>. Non meno rilevante è l’equipaggiamento dell’equipaggio stesso: caschi con <strong>display a realtà aumentata e virtuale</strong>, oltre a smartwatch tattici, testimoniano la volontà di integrare l’uomo all’interno di un sistema digitalizzato e interconnesso. Si tratta di un passo verso una guerra sempre più <strong>ibrida tra uomo e macchina</strong>.</p>

<p>Infine, non poteva mancare il riferimento al cielo. Le immagini hanno rivelato quello che sembra un nuovo <strong>loyal wingman cinese</strong>, concettualmente simile al già noto <strong>FH-97</strong> e ispirato al drone statunitense <strong>XQ-58A Valkyrie</strong>. Un velivolo di supporto pensato per affiancare i caccia pilotati, riducendo i rischi per i piloti e ampliando la capacità offensiva.</p>

<figure><img title="Cina 2025: i segreti delle nuove armi svelati dai satelliti" src="https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/1200-2-1024x768-1.jpg" alt="Cina 2025: i segreti delle nuove armi svelati dai satelliti"/><figcaption>Cina 2025: i segreti delle nuove armi svelati dai satelliti</figcaption></figure>

<p>Il quadro complessivo che emerge dalle prove generali della parata di settembre è quello di una <strong>Cina determinata a dimostrare la propria superiorità tecnologica</strong> non soltanto nei numeri, ma soprattutto nell’innovazione. Missili ipersonici, veicoli sottomarini autonomi, carri armati digitalizzati e sistemi laser sono tasselli di una strategia che punta a consolidare il ruolo di Pechino come <strong>attore militare globale</strong>, capace di sfidare direttamente gli Stati Uniti e di imporre nuove regole di deterrenza nella regione indo-pacifica.</p>, ?, 3, 1, https://formiche.net/2025/08/droni-missili-carri-armati-le-immagini-delle-nuove-armi-di-pechino-catturate-dai-satelliti/#contenthttps://formiche.net/2025/08/droni-missili-carri-armati-le-immagini-delle-nuove-armi-di-pechino-catturate-dai-satelliti/#content, https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23003-cina-2025-i-segreti-delle-nuove-armi-svelati-dai-satelliti.mp4, ?, published, 2025-08-19 14:44:19, 2026-05-01 14:11:07, 2026-05-01 14:11:07))

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Errore riga 810: SQLSTATE[22001]: String data, right truncated: 1406 Data too long for column 'source' at row 1 (Connection: mysql, SQL: insert into `articles` (`id`, `title`, `slug`, `content`, `featured_image`, `category_id`, `user_id`, `source`, `video_url`, `video_summary`, `status`, `published_at`, `updated_at`, `created_at`) values (22993, Il Futuro dei Posti Comando: da Napoleone all'Intelligenza Artificiale, il-futuro-dei-posti-comando-da-napoleone-allintelligenza-artificiale, <p>L'organizzazione militare moderna, come sottolinea <a href="https://theconversation.com/profiles/benjamin-jensen-703363">Benjamin Jensen</a>, <strong>Professore di Studi Strategici presso la Marine Corps University,</strong> conserva ancora una struttura che sarebbe riconoscibile a un ufficiale dell'esercito di Napoleone. Questa architettura industriale, concepita per gestire eserciti di massa, ha portato a quartier generali sempre più grandi e ingombranti, che oggi rischiano di diventare un grave punto debole. <strong>L'enorme quantità di personale e la complessità delle catene di comando rendono la coordinazione un incubo, rallentando le decisioni e creando bersagli vulnerabili per l'artiglieria di precisione, i missili e i droni moderni</strong>. Il conflitto in Ucraina ne è la prova lampante, con i cosiddetti "<strong>cimiteri di posti di comando</strong>" russi, dove quartier generali statici sono stati distrutti.</p>

<p>In questo scenario, l'intelligenza artificiale (IA) emerge come una potenziale soluzione rivoluzionaria. Gli <strong>agenti IA</strong>, software autonomi e orientati a obiettivi, possono <strong>automatizzare compiti di routine, analizzare grandi quantità di dati e persino formulare piani operativi</strong>. Questi assistenti digitali permettono di <strong>ridurre le dimensioni del personale, rendendo i posti di comando più piccoli, agili e resistenti</strong>. L'IA non rimpiazza il fattore umano, ma lo potenzia, consentendo ai comandanti di prendere decisioni più rapide e informate. Questi agenti possono, ad esempio, <strong>analizzare manuali di dottrina, generare corsi d'azione alternativi e valutare scenari complessi</strong>, liberando il personale dalla creazione di presentazioni e permettendogli di concentrarsi sull'analisi di contingenze. La chiave di questa trasformazione è il <strong>ciclo di feedback continuo uomo-macchina</strong>, che combina l'esperienza umana con la capacità analitica dell'IA per creare piani più flessibili e adattabili.</p>

<figure><img title="Il Futuro dei Posti Comando: da Napoleone all'Intelligenza Artificiale" src="https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/1-7.jpg" alt="Il Futuro dei Posti Comando: da Napoleone all'Intelligenza Artificiale"/><figcaption>Il Futuro dei Posti Comando: da Napoleone all'Intelligenza Artificiale</figcaption></figure>

<h2>Un Nuovo Modello di Pianificazione</h2>

<p>Per comprendere come un comando potenziato dall'IA potrebbe operare, il <a href="https://www.csis.org/">Center for Strategic &amp; International Studies</a> ha esplorato tre scenari operativi tipici della competizione tra grandi potenze (Scenario Taiwan) : i blocchi aereo-navale dell'isole, gli attacco missilistico su HVP e le campagne di sbarco anfibio. In questi contesti, un team di ricerca ha sviluppato un approccio innovativo, chiamato <strong>Modello di Staff Adattivo</strong>, che integra gli agenti IA in cicli di feedback costanti con il personale umano. Questo modello, che si basa sui lavori del sociologo Andrew Abbott, non prevede una pianificazione lineare e finita, ma un processo continuo, in cui l'IA genera un menu di opzioni che il comandante può raffinare ed eseguire.</p>

<p>I test hanno dimostrato che questo approccio supera di gran lunga i metodi tradizionali, offrendo una <strong>maggiore flessibilità e capacità di adattamento alle mutevoli condizioni del campo di battaglia</strong>. L'IA può simulare scenari di "red teaming" più dinamici (il gioco del ruolo del nemico) e variare le ipotesi chiave, offrendo un ventaglio di soluzioni più ampio rispetto alla pianificazione convenzionale. Tuttavia, non mancano i rischi. <strong>Gli agenti IA, se non adeguatamente addestrati, possono essere affetti da pregiudizi o avere una conoscenza limitata del contesto bellico</strong>. Inoltre, c'è il pericolo che gli utenti si affidino ciecamente all'IA, perdendo la capacità di pensiero critico e di ragionamento analitico, una sorta di "pigrizia mentale" che l'IA non può compensare.</p>

<figure><img title="Il Futuro dei Posti Comando: da Napoleone all'Intelligenza Artificiale" src="https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/2-3.jpg" alt="Il Futuro dei Posti Comando: da Napoleone all'Intelligenza Artificiale" style="object-fit:cover;width:1200px;height:700px"/><figcaption>Il Futuro dei Posti Comando: da Napoleone all'Intelligenza Artificiale</figcaption></figure>

<h2>Verso una Riforma Radicale della Struttura Militare</h2>

<p>Per cogliere appieno il potenziale dell'IA, le forze armate dovranno intraprendere una <strong>serie di riforme </strong>radicali. <strong>La prima riguarda l'infrastruttura: sarà necessario investire in una maggiore potenza di calcolo per supportare l'implementazione degli agenti IA su vasta scala</strong>. La seconda è la sicurezza informatica. I nuovi sistemi dovranno essere protetti e testati contro attacchi cibernetici ed elettronici che potrebbero paralizzare l'intero staff. La terza, e forse più importante, è la <strong>formazione del personale</strong>. <strong>Gli ufficiali dovranno imparare a lavorare con gli agenti IA, non solo a usarli, ma a comprenderne il funzionamento e a costruirli.</strong> Le scuole militari dovranno rivedere i loro programmi di studio, trasformando le aule in laboratori dove sperimentare nuovi approcci al comando.</p>

<p><strong>Senza questi cambiamenti, le forze armate rischiano di rimanere intrappolate nella "trappola napoleonica", continuando ad aggiungere personale per risolvere problemi sempre più complessi, con risultati decrescenti. </strong>La transizione verso l'era del comando basato sull'IA non sarà semplice, ma è un passo inevitabile per mantenere un vantaggio competitivo nel futuro del conflitto. Abbracciare l'innovazione non è solo una questione di efficienza, ma di sopravvivenza in un mondo dove la velocità e la precisione sono fondamentali.</p>

<p></p>, ?, 7, 1, https://theconversation.com/ai-is-about-to-radically-alter-military-command-structures-that-havent-changed-much-since-napoleons-army-262200https://theconversation.com/ai-is-about-to-radically-alter-military-command-structures-that-havent-changed-much-since-napoleons-army-262200, https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/22993-posti-comando-napoleone-intelligenza-artificiale.mp4, ?, published, 2025-08-19 14:24:02, 2026-05-01 14:11:07, 2026-05-01 14:11:07))

Errore riga 812: SQLSTATE[22001]: String data, right truncated: 1406 Data too long for column 'source' at row 1 (Connection: mysql, SQL: insert into `articles` (`id`, `title`, `slug`, `content`, `featured_image`, `category_id`, `user_id`, `source`, `video_url`, `video_summary`, `status`, `published_at`, `updated_at`, `created_at`) values (22970, Libano, rientrano in Italia i vessilli del “Genova Cavalleria” e del reggimento logistico “Pozzuolo del Friuli”, libano-rientrano-in-italia-i-vessilli-del-genova-cavalleria-e-del-reggimento-logistico-pozzuolo-del-friuli, <p>Con il rientro in Italia dei vessilli del reggimento <strong>“Genova Cavalleria” (4°)</strong> e del <strong>reggimento logistico “Pozzuolo del Friuli”</strong>, si è concluso ufficialmente l’impegno operativo delle due unità dell’Esercito Italiano impiegate in Libano nell’ambito della missione <strong>UNIFIL (United Nations Interim Force in Lebanon)</strong>.</p>

<p>Le due unità, di stanza rispettivamente a <strong>Palmanova</strong> e <strong>Gorizia</strong>, hanno operato sotto il comando della <strong>Brigata di Cavalleria “Pozzuolo del Friuli”</strong>, responsabile del Settore Ovest della missione.</p>

<h2>Un ambiente operativo complesso</h2>

<p>Tra febbraio e agosto, i militari italiani hanno operato in un contesto delicato e complesso, caratterizzato dalla necessità di un elevato livello di prontezza e da una costante capacità di reazione. Obiettivo prioritario: <strong>prevenire escalation di tensioni e garantire la stabilità nell’area</strong>, con particolare attenzione alla cosiddetta <strong>Blue Line</strong>, linea di demarcazione tra Libano e Israele.</p>

<p>Il <strong>reggimento “Genova Cavalleria”</strong> ha assicurato attività di monitoraggio e pattugliamento dell’area di confine assegnata, operando a stretto contatto con le <strong>Forze Armate Libanesi</strong> e con le componenti multinazionali presenti nel Settore Ovest.</p>

<h2>Il contributo del reggimento logistico</h2>

<p>Parallelamente, il <strong>reggimento logistico “Pozzuolo del Friuli”</strong> ha garantito il sostegno alle unità operative, distinguendosi anche per l’impegno in attività di <strong>cooperazione civile-militare (CIMIC)</strong>. Tra le iniziative di rilievo:</p>

<ul>
<li>la <strong>donazione di materiali</strong> alla scuola per bambini disabili <em>“Al Hanan”</em> di Tiro;</li>

<li>il <strong>rifacimento della rete idrica</strong> in alcune aree del territorio, a beneficio della popolazione locale.</li>
</ul>

<h2>Una missione portata a termine con onore</h2>

<p>Il rientro dei vessilli in Italia segna non solo la fine di una missione impegnativa, ma anche la conferma della professionalità, della dedizione e dello spirito di servizio delle donne e degli uomini della <strong>Pozzuolo del Friuli</strong> e del <strong>Genova Cavalleria</strong>.</p>

<p>Ancora una volta, l’Esercito Italiano ha dimostrato la propria capacità di operare efficacemente in scenari internazionali complessi, unendo sicurezza, cooperazione e sostegno concreto alle comunità locali.</p>, ?, 8, 1, https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Terminata-la-missione-UNIFIL-per-due-reggimenti-dell%E2%80%99Esercito-250819.aspxhttps://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Terminata-la-missione-UNIFIL-per-due-reggimenti-dell%E2%80%99Esercito-250819.aspx, https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/22970-libano-rientrano-in-italia-i-vessilli-del-genova-cavalleria-e-del-reggimento-logistico-pozzuolo-del-friuli.mp4, ?, published, 2025-08-19 12:24:03, 2026-05-01 14:11:08, 2026-05-01 14:11:08))

Errore riga 813: SQLSTATE[22001]: String data, right truncated: 1406 Data too long for column 'source' at row 1 (Connection: mysql, SQL: insert into `articles` (`id`, `title`, `slug`, `content`, `featured_image`, `category_id`, `user_id`, `source`, `video_url`, `video_summary`, `status`, `published_at`, `updated_at`, `created_at`) values (22973, Strade Sicure e la questione del Taser: quando i militari avranno un’alternativa al fucile d’assalto?, strade-sicure-e-la-questione-del-taser-quando-i-militari-avranno-unalternativa-al-fucile-dassalto, <p>Nelle città italiane, da oltre 15 anni, i militari dell’Esercito pattugliano le strade nell’ambito dell’operazione <a href="https://difesanews.com/strade-sicure-17-anni-di-esercito-al-fianco-dei-cittadini/">“Strade Sicure”</a>, un <strong>dispositivo di sicurezza che vede i soldati affiancare polizia e carabinieri nella vigilanza di obiettivi sensibili, stazioni, ambasciate e centri urbani.</strong> Un’attività delicata, spesso svolta a contatto diretto con i cittadini.</p>

<p>Ma un interrogativo si fa strada: <strong>quando i militari di Strade Sicure potranno disporre del Taser?</strong><br>Oggi, infatti, i soldati impegnati nell’operazione girano con un’arma da guerra, il fucile d’assalto Beretta ARX-160 camerato per il calibro <strong>5,56×45 mm NATO</strong>, progettato per i teatri operativi e non certo per le strade delle nostre città.</p>

<figure><img src="https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/0-0-0-1024x569-3.jpg" alt="Strade Sicure e la questione del Taser: quando i militari avranno un’alternativa al fucile d’assalto? - DIFESANEWS.COM" title="Strade Sicure e la questione del Taser: quando i militari avranno un’alternativa al fucile d’assalto? - DIFESANEWS.COM"/><figcaption>Strade Sicure e la questione del Taser: quando i militari avranno un’alternativa al fucile d’assalto?</figcaption></figure>

<h2><strong>Il dibattito sul Taser e le forze dell’ordine</strong></h2>

<p>Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi è intervenuto con decisione sulle polemiche seguite ai recenti casi di Olbia e Genova, dove due persone sono morte dopo essere state colpite dal Taser.</p>

<p>«Chi, in maniera ideologica, critica l'utilizzo del Taser deve tener presente che si tratta di uno strumento imprescindibile fornito agli agenti proprio per evitare l’utilizzo di armi da fuoco», ha dichiarato Piantedosi, ribadendo che la sicurezza dei cittadini resta «il primo obiettivo da perseguire».</p>

<p>Le regole d’ingaggio sono chiare: la pistola elettrica va impiegata soltanto contro soggetti violenti e pericolosi.</p>

<p>Dal 2018 il Taser è entrato gradualmente nell’equipaggiamento di polizia, carabinieri e Guardia di finanza. <strong>Nel 2022 è stato esteso anche ad alcune polizie locali.</strong> Oggi, in Italia, ne circolano circa 5.000.</p>

<p>Anche la sindaca di Genova, Silvia Salis, ha invitato a leggere gli episodi con equilibrio: «Questa vicinanza degli eventi chiaramente mette in allarme, ma va ricondotto tutto a un approccio scientifico, ai dati e alle sperimentazioni, senza farsi prendere dal populismo né da una parte né dall’altra».</p>

<figure><img src="https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/Taser-polizia-locale-1024x576-3.jpg" alt="Strade Sicure e la questione del Taser: quando i militari avranno un’alternativa al fucile d’assalto? - DIFESANEWS.COM" title="Strade Sicure e la questione del Taser: quando i militari avranno un’alternativa al fucile d’assalto? - DIFESANEWS.COM"/><figcaption>Strade Sicure e la questione del Taser: quando i militari avranno un’alternativa al fucile d’assalto?</figcaption></figure>

<p>Il centrodestra si è schierato compatto a sostegno delle forze dell’ordine. Maurizio Gasparri, presidente dei senatori di Forza Italia, ha sottolineato come il Taser sia stato introdotto per «evitare l’uso delle armi tradizionali» e ha criticato la magistratura, invitandola a operare con maggiore «cautela e responsabilità».</p>

<h2><strong>E i militari di Strade Sicure?</strong></h2>

<p>Proprio mentre si discute di pistole elettriche nelle mani di poliziotti e carabinieri, resta inevasa una domanda: <strong>perché ai militari non viene data la stessa possibilità?</strong></p>

<p>Il paradosso è evidente. Nelle strade delle nostre città i soldati pattugliano armati con fucili d’assalto, progettati per scenari bellici, con gittata massima di circa 3000m, e un proiettile con elevate capacità di rimabalzo, mentre agli operatori delle forze di polizia viene affidato un dispositivo considerato “meno letale” come il Taser.</p>

<p>Il problema non è solo simbolico, ma operativo. <strong>In caso di intervento su un soggetto aggressivo o fuori controllo, i militari di Strade Sicure non dispongono di strumenti intermedi:</strong> hanno con sé solo il fucile e la pistola d’ordinanza. Un ventaglio di possibilità ridotto, che rischia di generare incomprensioni e criticità sul piano della gestione dell’ordine pubblico.</p>

<figure><img src="https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/taser-polizia-2.jpg" alt="Strade Sicure e la questione del Taser: quando i militari avranno un’alternativa al fucile d’assalto? - DIFESANEWS.COM" style="width:840px;height:auto" title="Strade Sicure e la questione del Taser: quando i militari avranno un’alternativa al fucile d’assalto? - DIFESANEWS.COM"/><figcaption>Strade Sicure e la questione del Taser: quando i militari avranno un’alternativa al fucile d’assalto?</figcaption></figure>

<p>L’estensione del Taser anche ai militari impegnati in Strade Sicure potrebbe costituire una soluzione equilibrata: <strong>da un lato ridurrebbe l’impatto psicologico di vedere soldati con armi da guerra davanti a stazioni e scuole, dall’altro fornirebbe loro uno strumento utile per gestire situazioni di conflitto senza ricorrere alle armi letali.</strong></p>, ?, 8, 1, https://www.corriere.it/politica/25_agosto_19/piantedosi-e-le-polemiche-sul-taser-infondate-e-uno-strumento-imprescindibile-6f92ff54-181d-442a-876e-325ab0876xlk.shtml?refresh_cehttps://www.corriere.it/politica/25_agosto_19/piantedosi-e-le-polemiche-sul-taser-infondate-e-uno-strumento-imprescindibile-6f92ff54-181d-442a-876e-325ab0876xlk.shtml?refresh_ce, https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/22973-strade-sicure-taser-militari-fucile-dassalto.mp4, ?, published, 2025-08-19 12:24:03, 2026-05-01 14:11:08, 2026-05-01 14:11:08))

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Errore riga 851: SQLSTATE[22001]: String data, right truncated: 1406 Data too long for column 'source' at row 1 (Connection: mysql, SQL: insert into `articles` (`id`, `title`, `slug`, `content`, `featured_image`, `category_id`, `user_id`, `source`, `video_url`, `video_summary`, `status`, `published_at`, `updated_at`, `created_at`) values (22500, Innovazione, stampa 3D e sorveglianza dallo spazio, innovazione-stampa-3d-e-sorveglianza-dallo-spazio, <p>Nel panorama militare degli ultimi giorni emergono progetti che combinano l’osservazione dallo spazio e la manifattura avanzata. Un alto ufficiale della <strong>Space Force</strong> ha annunciato che, entro il prossimo anno, saranno lanciati i primi satelliti dedicati alla <strong>Ground Moving Target Indicator (GMTI)</strong>, un sistema che rileva e segue bersagli terrestri in movimento dal cielo. Il programma, sviluppato in stretta collaborazione con l’intelligence e l’agenzia nazionale per l’informazione geospaziale, mira a sostituire le capacità del vecchio aereo JSTARS andato in pensione. I satelliti GMTI forniranno dati in tempo reale alle forze dispiegate, permettendo di identificare veicoli o formazioni nemiche e di condividere rapidamente le informazioni con alleati. La richiesta di fondi per il 2026 ammonta a circa 1 miliardo di dollari e prevede anche un contributo per un futuro sistema <strong>AMTI</strong> in grado di tracciare obiettivi aerei. L’approccio è stato definito “procedere a piccoli passi, avanzando dal crawl al run” da dirigenti dell’aeronautica, che vedono nella gestione dei dati e nel comando‑controllo la vera sfida.</p>

<p>Questa spinta verso la sorveglianza orbitale nasce dalla necessità di avere un quadro situazionale completo anche in assenza di basi avanzate. L’esperienza della guerra in Ucraina ha mostrato come l’uso estensivo di droni e artiglieria renda indispensabile individuare con precisione postazioni mobili di lanciatori o colonne corazzate. I satelliti GMTI potranno colmare i buchi della ricognizione, offrendo un “tappeto” costante di sensori che monitorano regioni estese e trasmettono avvisi in pochi secondi. Inoltre, l’integrazione con reti terrestri e aeree consentirà di combinare i dati in un’unica piattaforma, migliorando la reazione dei comandi.</p>

<h2>The Forge: fabbriche mobili per la guerra del futuro</h2>

<p>Nel Pacifico, il comando militare degli Stati Uniti ha inaugurato <strong>The Forge</strong>, una struttura di manifattura avanzata situata alle Hawaii che funge da “fonderia expeditionary” per produrre pezzi e prototipi su misura. All’interno dei laboratori del centro, tecnici e soldati utilizzano stampanti 3D, macchine per la saldatura e software di modellazione per riparare o costruire componenti al volo: durante la dimostrazione sono stati prodotti una pala di elica e un ammortizzatore per un obice in poche ore. Il responsabile del progetto ha evidenziato che una delle missioni di The Forge è sperimentare la realizzazione di <strong>droni FPV a lungo raggio</strong> dotati di carica esplosiva, capaci di volare fino a <strong>200 chilometri</strong>. La struttura fa parte di una rete di “makerspace” che si estenderà in tutto l’arcipelago hawaiano, con un investimento di 12 milioni di dollari destinato anche a un centro presso l’Honolulu Community College. L’obiettivo è addestrare soldati e civili alla produzione distribuita, in modo da garantire la disponibilità di pezzi di ricambio e di sistemi d’arma anche quando le linee di rifornimento sono interrotte.</p>

<figure><img title="Innovazione, stampa 3D e sorveglianza dallo spazio - brigatafolgore.net" src="https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/1-e1754408554735-1024x635.jpeg" alt="Innovazione, stampa 3D e sorveglianza dallo spazio - brigatafolgore.net"/><figcaption>Innovazione, stampa 3D e sorveglianza dallo spazio - brigatafolgore.net</figcaption></figure>

<p>Questa capacità di fabbricazione rapida rappresenta un cambiamento culturale:<strong> invece di aspettare settimane per la consegna di componenti, gli operatori possono ricostruire sul posto parti danneggiate o sperimentare soluzioni innovative</strong>. L’esercito intende rendere queste fonderie trasportabili, trasformandole in container installabili su navi o aerei, così da supportare le flotte e le basi avanzate. In un ambiente come l’Indo‑Pacifico, caratterizzato da lunghe distanze e infrastrutture limitate, la stampa 3D e la produzione additiva sono considerate essenziali per assicurare la continuità delle operazioni.</p>

<h2>Sinergie tra spazio e terra</h2>

<p><strong>L’accoppiata satelliti GMTI e fonderie mobili </strong>segnala che le forze armate stanno puntando su un ecosistema tecnologico dove raccolta, analisi dei dati e produzione sono strettamente connesse. I satelliti forniranno agli analisti un flusso costante di informazioni sui movimenti del nemico; le unità di stampa 3D, invece, garantiranno che i pezzi di ricambio e i piccoli sistemi d’arma necessari per reagire a tali minacce siano disponibili in tempo reale. <strong>La capacità di stampare droni a lungo raggio direttamente in teatro operativo</strong> potrebbe persino ridurre la dipendenza da fornitori esterni e rafforzare la deterrenza, poiché consente di generare rapidamente scorte di munizioni adattate alle esigenze del momento.</p>

<p>Queste innovazioni hanno anche implicazioni strategiche. L’accelerazione dei lanci di satelliti GMTI indica che l’area dello spazio diventerà un dominio sempre più conteso: oltre alla raccolta d’informazioni, si prevede l’impiego di intercettori orbitanti e di infrastrutture anti‑satelliti. Nel frattempo la manifattura distribuita rischia di cambiare l’economia della difesa, riducendo l’impatto delle linee di produzione tradizionali e permettendo a forze più piccole di produrre hardware sofisticato. L’integrazione di questi due ambiti richiede nuove competenze: tecnici, ingegneri e analisti dovranno collaborare per interpretare i dati spaziali e trasformarli in soluzioni rapide. In un conflitto futuro, la supremazia potrebbe dipendere non solo dalla potenza di fuoco ma dalla capacità di innovare continuamente e di adattarsi alle situazioni improvvise.</p>

<p></p>, ?, 3, 1, https://www.defenseone.com/technology/2025/08/indopacoms-expeditionary-foundry-another-step-toward-3d-printed-future/407213/#:~:text=SCHOFIELD%20BARRACKS%2C%20Hawaii%E2%80%94A%20propeller%20blade,Command%E2%80%99s%20new%20advanced%20manufacturing%20facility, https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/22500-innovazione-stampa-3d-e-sorveglianza-dallo-spazio.mp4, ?, published, 2025-08-05 17:07:02, 2026-05-01 14:11:15, 2026-05-01 14:11:15))

Errore riga 852: SQLSTATE[22001]: String data, right truncated: 1406 Data too long for column 'source' at row 1 (Connection: mysql, SQL: insert into `articles` (`id`, `title`, `slug`, `content`, `featured_image`, `category_id`, `user_id`, `source`, `video_url`, `video_summary`, `status`, `published_at`, `updated_at`, `created_at`) values (22488, La corsa mondiale per missili e artiglierie avanzate, la-corsa-mondiale-per-missili-e-artiglierie-avanzate, <p>Nel corso delle ultime quarantotto ore varie forze armate hanno annunciato iniziative che indicano una vera e propria corsa al potenziamento dei sistemi missilistici e d’artiglieria. In un’ampia intervista un generale statunitense ha confermato che l’esercito degli Stati Uniti intende <strong>espandere le batterie Patriot da quindici a diciotto battaglioni</strong>. Oltre ad aumentare i numeri, le batterie saranno integrate con la <strong>Integrated Fire Protection Capability</strong> e con il nuovo sensore <strong>Lower‑Tier Air and Missile Defense Sensor (LTAMDS)</strong>, che dovrebbero raddoppiare l’efficacia complessiva. L’obiettivo è proteggere basi critiche come Guam e rispondere all’esperienza ucraina, che ha mostrato quanto la saturazione dello spazio aereo con droni e missili richieda sensori collegati in rete.</p>

<p>Parallelamente il Pentagono ha firmato <strong>contratti per un totale di 7,8 miliardi di dollari</strong> con i principali produttori di missili. Circa 3,5 miliardi riguardano oltre 1.100 <strong>AMRAAM</strong> – il più grande ordine mai emesso – che saranno forniti alle forze aeree statunitensi e a diversi alleati. I restanti 4,3 miliardi finanziano ulteriori lotti di missili da crociera <strong>JASSM</strong> e <strong>LRASM</strong>, capaci rispettivamente di colpire obiettivi a quasi mille chilometri e di neutralizzare navi nemiche. Il maxi‑ordine dimostra la volontà di potenziare l’arsenale a lungo raggio in vista di possibili conflitti in Indo‑Pacifico ed Europa.</p>

<figure><img title="La corsa mondiale per missili e artiglierie avanzate - brigatafolgore.net" src="https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/aim-120-amraam-missile-in-mid-flight-13214.jpg" alt="La corsa mondiale per missili e artiglierie avanzate - brigatafolgore.net" style="width:1200px"/><figcaption>La corsa mondiale per missili e artiglierie avanzate - brigatafolgore.net</figcaption></figure>

<p>In Europa, una nazione alleata ha annunciato l’acquisto di oltre <strong>1.000 veicoli logistici HX</strong> per circa <strong>770 milioni di euro</strong>, con consegne previste entro la fine del 2025. Questi mezzi scarrabili e trasporti non blindati miglioreranno la mobilità del reparto logistico e permetteranno di sostenere missioni distribuite. L’iniziativa segue un quadro contrattuale più ampio che consente di arrivare a 6.500 veicoli; l’obiettivo è rendere la catena di rifornimento più veloce e resiliente.</p>

<h2>Nuove piattaforme e l’arte della precisione</h2>

<p>Le innovazioni non si limitano alla difesa antiaerea. Presso il poligono di White Sands è stato effettuato con successo il <strong>primo lancio</strong> del <strong>Global Mobile Artillery Rocket System (GMARS)</strong>, un lanciatore su veicolo HX che impiega munizioni <strong>GMLRS</strong>. La prova ha dimostrato la precisione e l’affidabilità del sistema e la sua capacità di impiegare diverse tipologie di missili – dai razzi standard ai missili tattici più lunghi. La compatibilità con le munizioni usate da <strong>HIMARS</strong> e <strong>M270</strong> facilita l’interoperabilità e offre flessibilità operativa.</p>

<figure><img title="La corsa mondiale per missili e artiglierie avanzate - brigatafolgore.net" src="https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/slider.jpeg" alt="La corsa mondiale per missili e artiglierie avanzate - brigatafolgore.net" style="width:1200px"/><figcaption>La corsa mondiale per missili e artiglierie avanzate - brigatafolgore.net</figcaption></figure>

<p>Oltre alle piattaforme occidentali, in Medio Oriente stanno emergendo nuovi sistemi d’arma. Alla fiera IDEF è stata presentata una famiglia di <strong>munizioni vaganti</strong> con tre varianti: una versione elettrica con testata leggera, un modello guidato via fibra ottica per le missioni controllate e una variante turboelica con testata da 20 kg e raggio più lungo. Queste munizioni, con fusoliera in fibra di carbonio e antenne anti‑jamming, possono essere lanciate da container e integrarsi su veicoli o navi, segnando il crescente investimento dei Paesi emergenti nelle armi loitering.</p>

<h2>Implicazioni strategiche e prospettive</h2>

<p>L’accelerazione delle acquisizioni militari ha implicazioni globali. Estendere i battaglioni Patriot e investire in missili JASSM, LRASM e AMRAAM dimostra la volontà di mantenere la superiorità aerea e sostenere gli alleati con sistemi interoperabili. In Europa, la scelta di rafforzare la logistica e di adottare GMARS evidenzia l’importanza di spostare rapidamente uomini e mezzi e di colpire a lunga distanza. Infine, l’emergere di munizioni vaganti a basso costo dimostra che anche Paesi non appartenenti al blocco tradizionale possono sviluppare strumenti decisivi. In un mondo polarizzato, la corsa all’innovazione riflette la necessità di rispondere in modo flessibile e credibile a minacce diversificate.</p>

<p>Anche la logistica gioca un ruolo chiave in questa corsa. L’investimento europeo nei veicoli HX non va visto come un acquisto routinario, ma come parte di una strategia più ampia per sostenere rapidamente truppe e munizioni in teatri sparsi. Senza catene di rifornimento robuste, persino i missili più avanzati rischiano di restare inutilizzati. Allo stesso tempo, l’integrazione di sistemi come GMARS e le nuove munizioni vaganti dimostra che la frontiera tra artiglieria e sistemi missilistici si sta assottigliando: un unico telaio può lanciare razzi a breve raggio, missili tattici o droni suicidi. Ciò impone a comandanti e pianificatori di rivedere le dottrine d’impiego, integrando capacità offensive e difensive. Le iniziative annunciate nelle ultime ore indicano che il futuro della guerra terrestre sarà caratterizzato da mezzi mobili, connessi e capaci di colpire a lunga distanza, supportati da una logistica agile e da munizioni intelligenti sviluppate anche da potenze emergenti. Questa evoluzione richiederà investimenti non solo in tecnologie ma anche nell’addestramento e nella cooperazione fra alleati per garantire interoperabilità e coordinamento sul campo.</p>

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<p></p>, ?, 3, 1, https://www.defensenews.com/air-warfare/2025/08/04/pentagon-awards-78-billion-in-missile-contracts-for-us-and-allies/#:~:text=In%20another%20notable%20missile%20contract%2C,Ship%20Missile%2C%20LRASM; https://www.edrmagazine.eu/idef-2025-mke-unveils-a-new-family-of-loitering-munitions#:~:text=Increasingly%20dominating%20the%20battlefield%20in,launched%20loitering%20munitions;, https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/22488-la-corsa-mondiale-missili-artiglierie-avanzate.mp4, ?, published, 2025-08-05 14:44:51, 2026-05-01 14:11:15, 2026-05-01 14:11:15))

  823/1533 [▓▓▓▓▓▓▓▓▓▓▓▓▓▓▓░░░░░░░░░░░░░]  53%
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